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Tiziano Caviglia
Il numero 3.000 di #Topolino

Chi vince e chi perde in Friuli-Venezia Giulia

Tiziano il 22 apr 2013 alle 22:30 in Politica

Debora Serracchiani ha vinto le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia.
Vince il Partito Democratico che sa proporre idee, che parla al territorio e alla sua base. Vince l'idea di una spinta progressista, contrapposta a un conservatorismo dal respiro corto. Vince il candidato più capace sotto il profilo della narrazione e della comunicazione; la questione del leaderismo che ha animato e anima elettori e dirigenza PD si è fatta motore del successo da Udine a Trieste.

Nel frattempo il trionfatore morale delle elezioni politiche di fine febbraio, il Movimento 5 Stelle, dimezza in appena due mesi i suoi voti. Passando da primo a terzo partito della regione.
Una sconfitta cocente che assume i toni della disfatta alla luce del tour a tappe forzate di Beppe Grillo in Friuli-Venezia Giulia e della recentissima prova di forza giocata sull'elezione del presidente della Repubblica.

La cena di Franceschini

Tiziano il 21 apr 2013 alle 23:23 in Politica

La varia umanità che ieri ha preso di mira Franceschini, aggredendolo verbalmente mentre cenava, mette a disagio.
La violenza dei manifestanti contrapposta al tentativo di dialogo dello stesso Franceschini.

Stai a vedere che il PD rinasce nella dignità di una trattoria.

Il compleanno di D'Alema

Tiziano il 20 apr 2013 alle 01:12 in Politica

C'è qualcosa di vagamente perverso nella coincidenza che lega la fine del Partito Democratico al genetliaco di Massimo D'Alema.

Reset

Tiziano il 19 apr 2013 alle 23:49 in Politica

Pier Luigi Bersani

Il passo indietro di Bersani è arrivato fuori tempo e non prima di aver lasciato macerie là dove c'era il più grande partito riformista della storia italiana.
Ogni vent'anni la gioiosa macchina da guerra si schianta contro la realtà. Dirigenze senza un futuro, legate a logiche e narrazioni del secolo breve.

Nel mondo reale ora si aprirebbe una nuova fase costituente. Assisteremmo alla nascita di un nuovo soggetto. Magari riformista. Insindacabilmente europeista. Progressista, prima ancora che di sinistra. Capace di comunicare, di vivere al passo con le nuove generazioni. Nativo digitale e aperto alla base.
Nel mondo di sogno nel quale siamo immersi ci accontentiamo delle serenate dedicate a madame Bindi da un vecchio chanteur immortale.

Nel frattempo tra una fetta di mortadella e l'elaborazione del lutto affidiamo la nostra democrazia alla barzelletta delle destre mondiali e al mugugno umorale dei bassi istinti.

Non so voi, ma a questo punto mi auguro la troika.

La scelta di Prodi

Tiziano il 19 apr 2013 alle 09:10 in Politica

Dopo aver vaporizzaro il consenso puntando sull'impronabile candidatura di Marini, il Partito Democratico ha riacquistato la ragione scegliendo all'unanimità su Romano Prodi quale candidato alla presidenza della Repubblica.

In attesa di sapere come andrà a finire qui si appoggia la mozione Un passo indietro per Bersani.

Il PD ha bruciato anche Prodi

Tiziano il 19 apr 2013 alle 18:55 in Politica

Al quarto scrutinio Prodi si ferma a 395 voti. La soglia psicologica per sperare in un risultato al quinto scrutinio era fissata a 450. Per dire Prodi ha preso meno voti di Marini.

Un partito che non riesce a nemmeno a trovarsi d'accordo nel votare il suo padre nobile ha un evidente problema di personalità.

Minority Bersani

Tiziano il 18 apr 2013 alle 16:39 in Politica

Bersani abbraccia Alfano

E' stato il capolavoro politico di Pier Luigi Bersani.
Il segretario che ha portato il Partito Democratico al suo minimo storico è riuscito nell'impresa di sconvolgere milioni di elettori in una sola notte nel tentativo di cercare le larghe intese con il PDL su un nome condiviso per la presidenza della Repubblica.
Progetto poi miseramente naufragato nel volgere del primo scrutinio, non prima però di aver lasciato un partito a pezzi, fatto perdere un paio di punti percentuali in vista delle prossime elezioni regionali e amministrative e aver dato nuova linfa alla narrazione dell'inciucio con Berlusconi urlata da Grillo.

Pier Luigi, dai retta, fai un passo indietro per il bene del PD e del paese.
La tua visione politica e del mondo si è fermata al 1980. E si è arresa.

Sipario su Marini

Tiziano il 17 apr 2013 alle 22:54 in Politica

In una delle notti più travagliate del Partito Democratico con 222 voti favorevoli, 90 contrari e 21 astenuti, Franco Marini - che con D'Alema congiurò contro Prodi per sua stessa ammissione - è stato scelto come candidato alla presidenza della Repubblica.
Un nome condiviso da Silvio Berlusconi e che frattura l'asse con SEL.
Mentre sui social network montava la protesta verso una scelta giudicata irricevibile fuori dal teatro Capranica un gruppo di elettori ineggiava a Stefano Rodotà, classe 1933, e il segretario Pier Luigi Bersani usciva da un ingresso secondario.

Sipario.

Tu intanto vota poi vediamo

Tiziano il 16 apr 2013 alle 16:41 in Politica

Il MoVimento ha espresso un miracolo: la signora Gabanelli Presidente della Repubblica italiana. È straordinario, proprio in sintonia col MoVimento. Io spero vivamente che accetti e volevo dare un consiglio a Bersani. Senza ironie, senza battute. Seriamente. Potrebbe essere un punto di incontro: voti la Gabanelli anche lei. Voti una signora che ha sempre fatto bene il suo lavoro. La Gabanelli è una che non ha mai fatto inciuci con Berlusconi, un miracolo di questi tempi. E poi è una signora. Sarebbe veramente un grande segnale. Sì, qualcuno ha detto che potrebbe diventare con la Gabanelli la Repubblica delle manette. Eh! Chissà che non sia un'idea anche quella con la quale ci potremmo togliere qualche soddisfazione. Ci pensi Bersani, ci pensi. Potrebbe essere veramente l'inizio di una, chissà, collaborazione. Provi. Provi a votarla. E cominciamo da lì. Poi vedremo: rimborsi elettorali, legge anti corruzione, incandidabilità di Berlusconi. Magari troveremo una convergenza. Se non con lei, con i giovani del PD. Grazie per l'ascolto.

Il risultato delle quirinarie - soprattutto il terzo nome uscito dalla consultazione, Stefano Rodotà - permette a Grillo di passare il cerino acceso a un Bersani già in fiamme da un mese.

Les misérables

Tiziano il 15 apr 2013 alle 13:10 in Politica

La statura politica della Finoccchiaro, e per analogia la capacità nell'interpretare le istanze della base da parte della dirigenza bersaniana, si può leggere nella stucchevole polemica nata dalla critica di Renzi e nel ricamarci attorno un teatrino autoreferenziale che ha come unico prodotto la disaffezione di potenziali elettori del PD.

Il manifesto di Barca per il Partito Democratico

Tiziano il 12 apr 2013 alle 11:34 in Politica

La visione di Fabrizio Barca per un nuovo Partito Democratico prende forma attorno a quattro parole chiave: aperto, partecipato, radicato, di sinistra.

Daje Marino

Tiziano il 08 apr 2013 alle 08:24 in Politica

Ignazio Marino

La Stampa a marzo ha intervistato Ignazio Marino, il candidato a sindaco di Roma uscito vincitore dalle primarie del centrosinistra.

La mia città di riferimento è Copenhagen, lo so, è più piccola, ma c’è un grande senso di comunità. Bisognerebbe recuperare l'uso della bicicletta, fa bene e non inquina. I trasporti pubblici sono importanti, ma purtroppo, a Roma, non si può pensare di scavare per fare la metropolitana. Preferisco i mezzi di superficie. La prima cosa che farei per affrontare i problemi di traffico e mobilità sarebbe quello di istituire un centro studi per trovare un percorso che colleghi Casilino e Tuscolano senza dover passare per il centro.

Il Partito Democratico di Barca

Tiziano il 07 apr 2013 alle 23:57 in Politica

Una persona come me può suggerire, ed è quello che farò, al PD un partito che sia di mobilitazione cognitiva.
Mobilitazione perché un partito lo è per definizione. Cognitiva perché mettiamo in comune le nostre idee per risolvere un determinato problema.

La visione del ministro Fabrizio Barca per il Partito Democratico di domani, raccontata durante l'intervista di Lucia Annunziata a In mezzora.

Quello che dice Renzi è fare per fermare il declino

Tiziano il 04 apr 2013 alle 08:47 in Politica

"O facciamo un accordo o si vota. Ma evitiamo di perdere altro tempo. Se si decide di votare, si vada a votare. Ma non possiamo assistere al teatrino del più grande partito italiano che chiede a qualcuno di dargli i voti per far nascere il governo e poi precisa alla stessa persona "ma io con te non parlo"".

Scusi, ma crede davvero che si possa votare a giugno?
"Certo, si può votare a giugno. Se poi Bersani riesce a fare un governo, bene. Se riesce a fare le larghe intese, bene. Ma si faccia qualcosa".

E se le urne si indicono a giugno c'è il tempo per organizzare le primarie? Il calendario non sembra darle ragione.
"Ma se si vuole, si possono convocare anche in tempi brevi. Se si vuole, certo. E io sono pronto a candidarmi alle primarie. Il punto, però, è un altro".

Quale? Il Sindaco di Firenze ricorre alle le stesse parole usate nella sua città con gli iscritti della Cgil e anche con la Camusso con la quale ha parlato riservatamente al termine della manifestazione di ieri mattina.
"C'è un Paese che sta morendo. Mi chiedo: le vedono le aziende che chiudono? Li vedono i giovani disoccupati. Eppure anche il tanto odiato New labour inglese aveva quella parola, "Lavoro", al centro del suo programma. Oggi rischiamo con questa indecisione di far affondare la Repubblica democratica fondata sul lavoro sulle rendite o su chi pensa di potersi permettere altri ritardi".
"Io so - ammette - che così facendo sto mettendo un paletto negli occhi del Pd. Lo so che sarebbe meglio stare in silenzio, me lo dicono tutti. Ma io non faccio politica per questo. Sono stato zitto e buono fino ad ora, ma non posso nascondere che esiste un problema-Paese. E non posso nascondere che il mio partito deve chiarire un percorso. Ma vi rendete conto che stiamo ancora con il governo Monti che deve rinviare il decreto per i debiti della Pubblica Amminstrazione? È possibile? Per me no".

Ne ha parlato anche con il segretario della Cgil?
"Certo, e mi ha detto che avevo ragione. Anche se - aggiunge sorridendo - ho messo il maglioncino blu come Marchionne".

La Camusso, in realtà, non è mai stata una sua sostenitrice.
"Lo so, ma questo non cambia i termini dell'emergenza. Che deve impegnare tutti. Per questo io ho detto: Signori cari, basta anche con il finanziamento pubblico dei partiti. Poi ho tirato fuori l'elenco di chi mi ha finanziato, l'ho reso pubblico. Non l'ha fatto nessun altro. E su questo discorso molti bersaniani sono disponibili, ne sono sicuro. Il mio è un discorso molto semplice: bisogna recuperare un minimo di serietà. Non si può stare fermi in attesa che Bersani ottenga l'incarico. In attesa del nuovo presidente della Repubblica. È ridicolo rimanere con un incaricato surgelato. Facciamo qualcosa: il governo del presidente, le larghe intese, o si vada a votare".

Fare. Per fermare il declino. Difficile dargli torto.

La fronda grillina

Tiziano il 23 mar 2013 alle 12:21 in Politica

Andrea Malaguti su La Stampa racconta il malumore di una ventina di malpancisti del Movimento 5 Stelle favorevoli all'ipotesi di dare la fiducia a un esecutivo PD guidato da Bersani, nonostante la deriva aventiniana di Grillo.

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