Some 1,600 word blog posts are better off paired down to epigrammatic tweets.
Via Tomorrow Museum.
Some 1,600 word blog posts are better off paired down to epigrammatic tweets.
Via Tomorrow Museum.

I gestori di blog sono 1,7 milioni (nel 2009 erano 1,2 milioni)
Lo stato della rete e della blogosfera italiana nello studio di Human Highway e Liquida.
I blog da seguire secondo Time.
Ogni anno capita di parlare di bavagli e pericoli legati al futuro dei blog.
Da destra e sinistra spesso si cerca di regolamentare ciò che avviene su internet e quasi sempre lo si fa in modo disastroso.
Una tradizione di cui si farebbe a meno.
A questo giro tocca a Paolo Gentiloni, Matteo Orfini e Giuseppe Civati cercare di porre rimedio, con l'iniziativa "Nessuno tocchi i blog", al ddl intercettazioni che prevede la pubblicazione di rettifiche sui blog entro 48 o il rischio di sanzioni fino a 12.500 euro.
Da pochi giorni in Senato la maggioranza con la trentesima fiducia ha approvato il ddl intercettazioni: un testo che tutela meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati. Tra i commi del testo ci sono attacchi e censure anche alla Rete. Una pagina davvero brutta per la democrazia italiana, il ddl intercettazioni dopo 2 anni di gestazione si dimostra un grande esproprio della democrazia e dell'informazione, dove le notizie cattive si sommano, e ora toccano anche il controllo e la censura della Rete. Come hanno indicato i senatori del Pd Vincenzo Vita e Felice Casson tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxiemendamento sulle intercettazioni ce nè anche uno devastante per la rete. Infatti, per ciò che attiene alla 'rettifica', si equiparano i siti informatici ai giornali, dando ai blogger l'obbligo di rettifica in 48 ore.
Il comma 29 dellart. 1 prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista nella vecchia legge sulla stampa del 1948 si applichi anche ai "i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica"! I blogger all'entrata in vigore della nuova legge anti-intercettazioni, dovranno provvedere a dar corso ad ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, a pena, in caso contrario, di vedersi irrogare una sanzione fino a 12.500 euro.
BlogNation, Il blog aggregator di Gianluca Neri in versione beta da qualche mese, debutta ufficialmente.
La beta, dell'aggregatore di Gianluca Neri, è online.
Gianluca Neri fa le cose sul serio. Sta nascendo un progetto interessante sui blog e per i blogger.
MyBlogLog chiuderà a gennaio.
Mi piace perché è una piccola tradizione; quando è nato un blog lo avevamo in cento, adesso siamo ancora in cento perché tutti gli altri sono passati ai socialcosi. Siamo quelli che scrivono più di 140 caratteri, e sembriamo una setta di massoni ottocenteschi: insomma, siamo diventati vintage in sei anni.
Via Squonk.
Di tanto in tanto rispunta fuori il tema della scarsa qualità nella produzione di contenuti e la mancanza di discussioni rilevanti nella blogosfera italiana. L'assenza di una nuova opinione pubblica nata dalla rete, in particolare per quanto riguarda le analisi politiche. Se ne parla dal 2003 e immancabilmente diventa oggetto di incistamento e discussione.
Granieri la chiama "blogosfera molle".
La blogosfera italiana resta essenzialmente un giardinetto chiuso autoreferenziale perché banalmente è fatta da italiani.
In una nazione dove il digital divide (e intendo quello culturale) resta elevatissimo, dove la maggioranza delle persone preferisce informarsi attraverso la tv, in cui internet è visto come qualcosa da cui difendendersi nella migliore delle ipotesi o come qualcosa a cui porre un freno nella peggiore, la blogosfera non ha semplicemente le basi culturali per poter emergere e diventare centrale nelle scelte dell'opinione pubblica. Siano presenti o meno contenuti di qualità e strumenti adeguati e accessibili.
Non basta pubblicare un blog di qualità e discussioni appassionate per diventare mainstream. Non basta nell'Italia di oggi e non basterà nel prossimo futuro.
Infine la polverizzazione delle discussioni non è certo imputabile a Facebook, al microblogging, a FriendFeed o ad altre piattaforme. L'avvento dei social network ha reso complicato lo scenario ed eteree e impalpabili le discussioni solo a chi non ha saputo adeguarsi al cambiamento. Molti dei quali non avrebbero difficoltà a definirsi avanguardie della rete.
Non bastano dunque neppure guru e avanguardie per far emergere una bolla di coscienza che dalla blogosfera si espanda sino a toccare gli strati culturali più eterogenei. Forse perché le avanguardie in Italia sono state e continuano ad essere più che altro primedonne che scalciano nel tentativo di ritagliarsi quel piccolo spazio di notorietà nel giardinetto recintato. Avanguardie che restano ininfluenti quanto lo può essere un'analisi, sulla perdita di consensi legata alla nascita del Partito Democratico, di un circolo del Prc.
Ne è la riprova questo ennesimo sfogo che nasce dalla blogosfera colta e riprende temi già ampiamente dibattuti. Sfogo che da anni si interroga sul perché non siamo arrivati dove il Granieri di turno aveva fissato l'asticella e mai si sofferma sul come si dovrebbe fare per raggiungere quell'obiettivo che non siano affermazioni scontate o la riproposizione di strumenti già visti e già dimenticati.
Arrivati a questo punto sarebbe più interessante chiedersi dove eravamo e dove siamo oggi. Cosa, nel nostro piccolo, abbiamo cambiato e messo in moto. Invece di cercare il confronto perenne con la blogosfera anglosassone. Un altro campionato di un altro sport.
Il restyling di Blogbabel mantiene molte delle caratteristiche della precedente versione, a partire da un design ben poco accattivante.
Il rilancio di Technorati.