Non servono parole
In parte è vero. Sono più forte. Più duro.
Non sono in molti ad apprezzare il mio nuovo carattere.
Ma lo sono le persone che per me contano davvero.
E tanto mi basta.

Nel giorno di Pasqua il messaggio Urbi et Orbi di papa Francesco si è soffermato sull'appello per la pace in Asia e in particolar modo nella penisola coreana, affinché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione dopo le minacce nucleari di Pyongyang.
Non sono in molti ad apprezzare il mio nuovo carattere.
Ma lo sono le persone che per me contano davvero.
E tanto mi basta.

Le celebrazioni del Venerdì Santo a Lindisfarne, nel Regno Unito, prevedono che la Via Crucis attraversi il tombolo che collega il Northumberland all'isola santa nel periodo di bassa merea. Lindisfarne divenne la base dell'evangelizzazione dell'Inghilterra settentrionale con la fondazione dell'abbazia da parte di sant'Aidan attorno al 635.

Si susseguono le processioni delle confraternite in Andalusia nella settimana santa che precede la Pasqua.
Mettiamo una Domenica sera.
E come tutte le domeniche lei ritorna a Milano.
Mettiamo che l'hai accompagnata a Genova Piazza Principe con la macchina e che durante il tragitto da casa sua abbiate litigato. Sì, sempre per i soliti stupidi motivi. Di quelle cose che iniziano quasi per scherzo e che prima di quanto ti immagini si tramutano in lacrime e sguardi persi fuori dal finestrino.
Di quei "ci sentiamo", senza voltarsi. Prima di salire sul "Fausto Coppi".
Succede allora che mentre torni verso la Riviera, con quel misto di rancore e orgoglio ferito, ti accorgi che in fondo sei tu ad aver sbagliato. Sei tu ad essere sbagliato.
E ti dici che di far pace un'altra volta al telefono non è il caso.
E allora ti ritrovi a non mettere la freccia all'imbocco del ponte Morandi, ma prosegui sulla A7.
L'importante è concentrarsi sulla strada, per superare un treno che fa solo due fermate. Tortona e Pavia.
C'è traffico Domenica sera sulla A7. Non è un problema. Sarà peggio una volta giunti a Milano.
Sui Giovi l'InterCity è una lumaca a vapore. Conti di recuperare anche durante le due soste in stazione. Si sa che neanche in ingresso a Centrale è un fulmine.
La strada aiuta a schiarirti le idee. Non pensi ad altro e ti tremano le mani. Passi decine di macchine, ognuna con la sua storia ed il suo viaggio.
Arrivi a Binasco, poi superi la rotonda di Via Spezia. Guardi l'ora. L'InterCity è sempre in ritardo. Deve esserlo.
Guidi tra pazzi e semafori. C'è il ghisa e c'è il ciclista. C'è il suv, di quelli che occupano due corsie finché non gli suoni e lo sorpassi a destra.
Passi Porta Romana e Porta Venezia. Sei già in Corso Buenos Aires; è il delirio. L'IC deve aver già superato Rogoredo da parecchi minuti.
Vedi il Pirellone, non c'è un parcheggio a pagarlo. Una via laterale, tutti in doppia fila, la lasci lì e incominci a correre. E' tardi.
Vedi un cingalese e metti mano al portafoglio. Le prendi tutte le rose. Non stai a badare al prezzo e gli metti in mano i soldi. Probabilmente molti di più di quanto ti avesse chiesto. Ma che importa.
Attraversi la piazza sempre correndo. Entri in Centrale e cerchi disperatamente un tabellone. Senza fermarti mai.
Il treno è già lì. Le persone assiepano il marciapiedie e vengono verso di te.
Ad un tratto la vedi. Si sta aggiustando una ciocca di capelli prima di raccogliere la valigia.
Poi alza gli occhi e si accorge che sei lì a pochi metri da lei. Restate così per un attimo. La folla che ti passa accanto, il rumore, un lungo respiro.
Lei si passa una mano sugli occhi, fa cadere la valigia e ti corre incontro.
E te la ritrovi tra le braccia a sussurrarle "ti amo".
Com'è banale adesso.
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La prima volta di un patriarca ortodosso di Costantinopoli alla cerimonia di inaugurazione del ministero petrino dal 1054.
Francesco e Bartolomeo I, la Chiesa Cattolica e quelle ortodosse mai così vicine dallo scisma d'oriente.

Non dobbiamo avere paura della bontà, e neanche della tenerezza. Così papa Francesco, in una piazza San Pietro gremita, ha voluto iniziare il suo pontificato all'insegna del servizio e dell'umiltà. Un papato che si annuncia dirompente nei modi e nei contenuti.
Val Duron
La Val Duron e il Sassopiatto
Il Sassopiatto
La Val Duron vista da ovest
L'Alpe di Siusi e la Val Gardena
Non è sfuggito che la benedizione del nuovo papa Francesco, oltre che hai fedeli presenti piazza San Pietro, a quelli davanti a televisioni e radio, sia stata estesa per la prima volta anche a chi si trovava connesso attraverso le nuove tecnologie di comunicazione.
Nel video la benedizione papale arriva al minuto 6:53.

Il quinto scrutinio del Conclave è stato decisivo per eleggere il 76enne argentino Jorge Mario Bergoglio, vescovo di Buenos Aires, al soglio pontificio. Il 266esimo successore di Pietro, primo papa non europeo dopo oltre 1.300 anni, primo gesuita e primo vescovo di Roma a giungere dall'America ha scelto l'impegnativo nome di Francesco. Padre Lombardi ha precisato che al nome scelto dal pontefice non verà aggiunto il numero cardinale sino a quando la Chiesa non avrà un Francesco II.
Il Sella visto dal Ciampinoi
Il Sassolungo visto dal Ciampinoi
Selva di Val Gardena
La Val Gardena dal Ciampinoi
Passo Gardena

Jorge Bergoglio è un appassionato di calcio e di tango.
Papa Francesco è tifoso del San Lorenzo de Almagro, squadra del quartiere Boedo di Buenos Aires.
I rossoblù sono una delle squadre più titolate del campionato argentino, avendo vinto 13 titoli, l'ultimo il torneo di Clausura nel 2007. In campo internazionale il San Lorenzo ha trionfato nel 2001 nella Coppe Mercosur e nel 2002 nella Coppa Sudamericana.

Prima della tanto attesa fumata bianca l'attenzione dei media e della folla in piazza San Pietro questo pomeriggio è stata catturata da alcuni gabbiani che hanno scelto di riposarsi sul camino della Cappella Sistina. E su Twitter è nato immediatamente un account dedicato al pennuto.

Il nuovo papa, che da giovane aveva una fidanzata con cui ballava il tango e che da adolescente ha perso un polmone a causa di una infezione respiratoria, ama viaggiare in incognito sui mezzi pubblici. Qui è sulla metropolitana di Buenos Aires.

La significativa immagine scattata dal fotografo Michael Sohn di Associated Press questa sera in piazza San Pietro durante il discorso di Papa Francesco.
Il Conclave che inizierà questo pomeriggio sarà preceduto da una lunga serie di riti celebrativi e costituzionali.
Alle 16:30 dalla Cappella Paolina partirà la processione che giungerà alla cappella Sistina.
La processione sarà aperta da una croce con i candelieri, seguiranno i cantori della Cappella Sistina, i prelati, il segretario del Conclave, il cardinale incaricato della meditazione e tutti i cardinali elettori, in ordine inverso di precedenza partendo dai diaconi, seguiti dai presbiteri e quindi dai vescovi. Chiuderanno la processione il cardinale Giovanni Battista Re, in qualità della sua anzianità nell'ordine dei vescovi, e il maestro di cerimonia monsignor Marini. A Re sarà anche affidata la celebrazione del giuramento dei cardinali secondo la formula ed io cardinale prometto mi obbligo e giuro.
La processione si avvierà recitando le litanie dei Santi e invocando il canto il Veni Creator Spiritus.
Una volta giunti nella Cappella Sistina si procederà a recitare il giuramento, con la formula prevista dalla Costituzione Apostolica, davanti all'evangelario aperto e giurando con la mano destra posata sul Vangelo.
All'esclamazione extra omnes, fuori tutti, chiunque non sia un cardinale elettore dovrà lasciare la Cappella Sistins. Seguirà la meditazione guidata dal cardinale Prosper Grech, al cui termine si potrà procedere alla prima votazione.
Se la prima votazione non dovesse avere esito positivo da domani e per tutti i restanti giorni del Conclave, sino alla fumata bianca, questo sarà il rigido cerimoniale a cui saranno sottoposti i 115 elettori.
I porporati si sveglieranno nella residenza di Santa Marta all'alba. La colazione è prevista dalle 6:30 alle 7:30.
Alle 7:45 saranno trasferiti al palazzo apostolico; da qui alle 8:15 raggiungeranno la Cappella Paolina per la Santa Messa che si concluderà alle 9:15
Alle ore 9:30 i cardinali entreranno nella Cappella Sistina per le operazioni di voto della mattina. Alle 12:30 il ritorno al complesso di Santa Marta per il pranzo, servito alle 13.
Nel pomeriggio trasferimento alla Cappella Sistina per le ore 16 e ripresa del voto alle 16:50 e fino alle 19:15.
La giornata di Conclave di concluderà con i Vespri e con il ritorno alla Residenza Santa Marta per 19:30, dove sarà servita la cena a partite dalle 20.

Nel pomeriggio ha ufficialmente preso via nella Cappella Sistina il Conclave con la formula extra omnes, fuori tutti. I 115 cardinali dovranno ora raggiungere l'intesa per eleggere il 266esimo successore di Pietro.
Parco Naturale del Paneveggio
I cerbiatti del Paneveggio
Particolare del parco del Paneveggio
I laghi del Passo Rolle
La croce verso San Martino di Castrozza
I riti, le regole e la storia del Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI nello speciale di Repubblica.
Il quorum. Sarà sempre necessaria, per arrivare alla fumata bianca, una maggioranza qualificata di due terzi, calcolati sulla base dei cardinali presenti. Lo decise Benedetto XVI, con un Motu proprio del giugno 2007, per garantire al massimo la coesione dei cardinali in un momento cruciale per la vita della Chiesa. Wojtyla aveva invece stabilito la possibilità di eleggere il pontefice anche solo con la maggioranza assoluta a partire dal 33esimo scrutinio (o 34esimo, se nel primo giorno ci sono state due votazioni). Secondo le nuove disposizioni inoltre, dopo la 33esima (o 34esima) votazione senza successo, si passerà obbligatoriamente al ballottaggio tra i due porporati che hanno avuto più consensi. Anche in questo caso, però, con il quorum di due terzi. I due cardinali ancora in lizza, poi, non potranno partecipare al voto (avranno cioè solo l'elettorato passivo). Stavolta, con 115 elettori, per eleggere il successore di Ratzinger serviranno 77 voti.
Elettori. Partecipano al conclave tutti i cardinali che non abbiano ancora compiuto l'ottantesimo anno d'età. Il tedesco Walter Kasper e l'italiano Severino Poletto nati rispettivamente il 5 e il 18 marzo di 80 anni fa - hanno chiesto chiarimenti al decano, Angelo Sodano. E hanno avuto disco verde. Hanno il diritto di scegliere il Papa perché fa testo la data dinizio della sede vacante, cioè il 28 febbraio alle 20.
I riti preparatori. Nel giorno di apertura del conclave, i cardinali in mattinata si riuniscono nella basilica di San Pietro per una messa: la Pro eligendo pontifice. Nel 2005 a celebrarla fu proprio Ratzinger, decano del Collegio cardinalizio, e le sue parole furono considerate una sorta di manifesto del pontificato. Stavolta toccherà ad Angelo Sodano, che però ha più di 80 anni e quindi non fa parte del collegio degli elettori. Prima di entrare nella Sistina, i porporati si riuniscono nella Cappella Paolina. Qui, invocando l'intervento dello Spirito Santo con linno "Veni, creator Spiritus", sfilano in una solenne processione.
La segretezza. Ratzinger, con il Motu proprio del 22 febbraio, ha reso più rigorose le norme sulla segretezza: "L'intero territorio della Città del Vaticano e l'attività degli uffici dovranno essere regolati per garantire la riservatezza dell'elezione". Chiunque violerà le regole sarà scomunicato in modo automatico (prima bisognava aspettare la decisione del nuovo Papa). Il personale che partecipa al conclave, con varie funzioni, sarà controllato al metal detector. Due periti, alla presenza del camerlengo e di tre cardinali assistenti, avranno il compito di verificare che nessuno porti con sé cellulari o altri mezzi di comunicazione. E l'intero percorso, per arrivare da Santa Marta, al luogo dell'elezione sarà schermato.
Extra omnes. Una volta entrato nella Cappella Sistina, ogni cardinale giura. Si impegna a svolgere fedelmente, se eletto, il ministero petrino e a mantenere il segreto su tutto cioè che riguarda l'elezione. Subito dopo, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie pronuncia l'extra omnes, il fuori tutti. Stavolta il compito è affidato a monsignor Guido Marini. Gli estranei al Conclave dovranno uscire. Compresi i cerimonieri che hanno distribuito ai cardinali le schede, di forma rettangolare. Nella parte superiore ci sono le parole Eligo in Summum Pontificem. Nella parte inferiore ogni cardinale scriverà il nome del prescelto. Subito dopo vengono estratti a sorte, tra i porporati elettori, tre scrutatori, tre infirmarii incaricati di raccogliere i suffragi degli infermi e tre revisori.
Il voto. Tenendo sollevata la scheda, ogni cardinale va verso laltare. Lo fa camminando non sul pavimento, ma su una struttura in legno coperta da un panno beige. Qui pronuncia un nuovo giuramento. "Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto". Poi depone il foglietto sul piatto di raccolta e lo fa scivolare nell'urna. Al termine della votazione, il primo scrutatore agita il contenitore per mescolare le schede. Subito dopo, l'ultimo scrutatore procede al conteggio, prendendole in maniera visibile una a una dall'urna e riponendole in un altro recipiente vuoto. Se il numero delle schede non corrisponde a quello degli elettori, bisogna bruciarle tutte. Altrimenti si procede allo spoglio vero e proprio. Ogni scrutatore guarda il nome del candidato votato. Il terzo lo legge a voce alta, per consentire a tutti i porporati di prendere nota. Infine fora le schede all'altezza della parola Eligo e le lega tutte insieme con un filo. Mentre i revisori procedono a ricontrollare tutto.
L'accettazione. Se uno dei porporati presenti in conclave ottiene i due terzi dei voti, il Decano - o il primo dei cardinali per ordine e anzianità - a nome di tutto il collegio chiede il consenso del prescelto. La formula è Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? E, appena ricevuto il sì, gli chiede: Come vuoi essere chiamato? Allora il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie redige un verbale. E vengono bruciate le schede nella stufa in modo che allesterno la fumata bianca possa annunciare al mondo la scelta del nuovo Papa. Se invece e in teoria questo è possibile il prescelto non è in conclave, viene convocato il sostituto della segreteria di Stato perché faccia arrivare al più presto l'eletto. In totale segretezza.
La stanza del pianto. Il neo-eletto si ritira nella sacrestia della Cappella Sistina, dove indossa i paramenti con cui si presenterà al mondo. Un luogo chiamato "stanza delle lacrime" perché qui di solito il pontefice scoppia a piangere, travolto dal senso di responsabilità e dalla commozione. Gli abiti preparati sono di tre diverse misure. Nel caso di Giovanni XXIII, particolarmente robusto, fu necessario apportare delle modifiche alla taglia più ampia. A questo punto tutto è pronto per l'annuncio al mondo: Habemus Papam. A farlo è il protodiacono, che stavolta sarà il francese Jean Louis Tauran. Subito dopo il nuovo pontefice si affaccia alla loggia della basilica di San Pietro per la prima benedizione Urbi et orbi.

La mattina del 12 marzo i porporati assisteranno alla messa Pro Eligendo Pontefice. Nel pomeriggio i 115 elettori si chiuderanno nella Cappella Sistina dando inizio al Conclave. Il quorum per eleggere il successore di Benedetto XVI è fissato a 77 voti.
Da domani e per una settimana questo blog si trasferirà in Trentino Alto Adige, più precisamente nel comune di Canazei.