tizianocavigliablog
In varietate concordia.

Allevi di Natale 28.12.08

Sono uscito dal Senato alle 15.30, con in tasca una cravatta rossa. Me l'ha regalata un bambino, che era venuto con i genitori per assistere al concerto: - Tienila Giovanni, è tua. L'ho messa per te, per la prima volta in vita mia -

Mi sento di dire che Ughi non aveva tutti i torti.

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14 commenti

UTINO ha scritto:

Caro Tiziano, evidentemente sei bastardo dentro!!

postato il 28/12/2008 alle 16:05:05

Piero ha scritto:

Allevi è il Moccia della musica classica. E ho detto tutto.
;-)

postato il 28/12/2008 alle 21:15:10

Milena ha scritto:

La musica classica ha bisogno di rinnovamento. Che sia Allevi o qualcun altro poco importa, ma che qualcuno lo faccia, per favore!!!Non se ne può più delle solite cose, i programmi delle stagioni concertistiche sembrano fatti con la fotocopia e guai se ricorre qualche anniversario della morte di qualche compositore....per un anno non si parla d'altro. Intanto che aspettiamo un altro Messia, teniamoci almeno Allevi.

postato il 28/12/2008 alle 22:41:09

L'Eremita ha scritto:

@Milena: il problema è proprio che Allevi non rinnova un bel niente.
Vende se stesso, non musica classica e lo fa con un'arroganza insopportabile.

postato il 29/12/2008 alle 00:24:30

astolfus ha scritto:

Allevi è il tronista della musica classica.

postato il 29/12/2008 alle 01:59:41

Milly ha scritto:

@Milena: Dicendo quello che dici rispetto alla musica classica, denoti di saper ascoltare molto bene non la musica, ma le frasi trite e ritrite di coloro che non capiscono un'acca di musica, ma si atteggiano a musicisti... un po' come Allevi tanto per capirci.

postato il 29/12/2008 alle 02:24:36

Angelo Nardi ha scritto:

Svecchiare la musica classica è un ossimoro.

postato il 29/12/2008 alle 12:45:28

sandro ha scritto:

Non ho capito a chi fa male uno come Allevi che ha studiato come un pazzo per diventare ciò che è diventato. Penso invece a chi fa bene... Fa bene alla tantissima gente che non si ritrova nella musichetta prodotta per esigenze commerciali, ma nemmeno in quella autoreferenziale ed acusticamente inascoltabile come quella di Berio. Einaudi e Allevi sono il nuovo. Ascoltando i loro brani mi emoziono e tanto mi basta... Il resto sono solo chiacchiere ed inutilità.

postato il 29/12/2008 alle 16:04:16

marco lenzi ha scritto:

forse non è un caso che ad amare allevi siano soprattutto donne... l'inarrivabile genio marchigiano sembra infatti incarnare perfettamente il modello del nuovo 'fighetto'; ma sì, basta con i belloni tipo brad pitt, e basta anche con i 'seriosi' tipo il vecchio sean connery, oggi alle adolescenti piace da matti il tipo 'intellettualoide' con gli occhiali - harry potter? - un po' ingenuo e impacciato... allevi in realtà è un contesto di cose risibili e patetiche, a cominciare dallo sfoggio del curricolo: si è laureato con lode in filosofia? è che vuol dire???? a parte che a sentirlo parlare - e a vederlo ridere e gesticolare - sembra un troglodita cerebroleso, ma poi conosco una marea di imbecilli laureati in filosofia!!! ma la cosa più sconvolgente è che nel 2008 ci si ostini ancora a confondere i gusti personali con la qualità! un conto è dire, che ne so, "a me il jazz non piace", un altro è dire "il jazz è una musica di scarso valore"... il valore e la qualità NON SONO SOGGETTIVI, sono bensì universali NEL CONTESTO DI UNA DETERMINATA CULTURA. allevi fa parte della cultura occidentale e in questo contesto la sua arte è OGGETTIVAMENTE di qualità scarsissima. punto e basta! se piace a un milione di persone vuol dire che il livello del senso estetico è BASSISSIMO, non vuol dire che quella musica E' BELLA. è chiaro questo, una volta per tutte? leopardi sarebbe un grande poeta anche se venisse letto da tre persone, webern è un grande compositore anche se è ascoltato da dieci persone, pupo è un pessimo cantautore, albano è un pessimo cantante, mentre fabrizio de andré è un grande autore, ecc. ecc. è chiaro? fatela finita allora col difendere questo artistucolo da piano bar e cominciate a educare le vostre orecchie e il vostro senso estetico alla luce di grandi musicisti, che purtroppo non sono quelli che i media propongono. vanno cercati con sforzo e fatica, ma alla fine lo sforzo e la fatica premieranno: andate a sentire la musica di morton feldman, d aldo clementi, di steve reich, karlheinz stockhausen, luigi nono, gyorgy ligeti se vi piace la classica, e di aphex twin, bjork, radiohead, autechre se vi piace il pop. scoprirete un universo di emozioni tanto grande e vario e vi renderete conto che le composizioni di allevi sono un nulla emotivo. auguri, signore e signori!

postato il 30/12/2008 alle 12:30:02

giaino ha scritto:

ma lo avete visto dirigere?
i gesti che fa sono spastici,autistici direi.
faccia sentire allevi come suona mozart bach chopin che sicuramente ci facciamo altre due risate...
come compositore poi e' "non pervenuto",percui non si puo' dire nulla...

la musica classica e' quello che e',non e' fatta per fare ambient!
ai piu' non piace perche richiede sforzo e studio per essere compresa ed apprezzata.

al mondo c'e' posto per tutti,anche per gli sfigati come allevi,pero' almeno non rompa i coglioni con discorsi del cazzo e non usurpi il posto di chi ha studiato molto!!!! piu' di lui,di chi ha vinto prestigiosi concorsi internazionali,di chi ha suonato e suona nelle grandi sale da concerto di tutto il mondo.
auguri

postato il 30/12/2008 alle 14:00:50

Roberto ha scritto:

Allevi è un pirlotto quarantenne sulla via del tramonto che è stato scelto in extremis, grazie alla sua apparenza e alla estrema semplicità del suo "messaggio" musicale, per una gigantesca operazione di marketing. La furbata incredibile è stata accostarlo alla musica vera e seria per far sentire la stragrande maggioranza degli italiani dei grandi intenditori di musica, mentre non distinguono un sax da un'estintore a polvere o una fisarmonica da un termosifone e pensano che Beethoven sia un grosso cane e Bach un deodorante. "Ho che bello adesso capisco la musica classica perchè ascolto Allevi!" oppure "Ho come sono intelligente adesso capisco il Jazz perchè ascolto Kenny G" peccato che non ci siano scorciatoie per la cultura e il proprio arricchimento interiore: bisogna legger, studiare e ascoltare buona musica andandosela a cercare su Internet o youtube ma certa gente è troppo pigra e presuntuosa e preferisce spegnere il cervello e fare quello che gli ordina la televisione e ascoltare Allevi invece di Debussy, come mettere sulla FIAT Punto l'adesivo della Ferrari... Comumque la Punto non ci và a 300 all'ora e Allevi non suona e compone musica ne Classica ne Jazz. Auguri a tutti.

postato il 30/12/2008 alle 20:21:00

pier francesco ha scritto:

non sono un fan di uto ughi, ma riconosco che lui, all’età di allevi (non troppo tempo fa, diversamente da quello che le felpe e i jeans larghi indossati da giovannino potrebbero far apparire) era già da molto tempo un grandissimo virtuoso, con una carriera incredibile.

… se dobbiamo parlare di cachet, inoltre, quello di allevi è, di questi tempi, anche superiore, infatti i suoi concerti costano un botto, altro che avvicinare alla musica.
quella dell’avvicinare alla musica colta, poi, è un’altra bufala: ai concerti di allevi vanno persone che non hanno mai messo piede e che continuano a non mettere piede in una sala da concerto. dopo, infatti, continuano a non frequentare i posti dove potrebbero avere la ventura di ascoltare Pollini, Schiff, Martha Argerich, o i pianisti jazz, perché a loro basta allevi (il quale, per di più, inizia già a far passare il messaggio che la musica classica senza l’aggettivo “contemporanea”, sia brutta, vecchia, non attuale, per persone conservatrici, invidiose del suo successo).
allevi sembra bravo solo se suona i suoi pezzi (cosa che fa da una vita, ormai: se qualcuno cerca, si accorge di come le sue prime esecuzioni dal vivo fossero molto più stiracchiate, soprattutto quando era senza amplificazione). ma i suoi pezzi li suonano i ragazzini di primo e secondo anno di pianoforte: c’è da aggiungere altro?
prima che qualcuno continui a straparlare sulla differenza fra essere “solo” un esecutore e “anche” un compositore, è bene che si documenti un po’, che legga quello che hanno scritto migliaia di persone sull’argomento, che si guardi i video delle lezioni di Celibidache… o che stia zitto e finisca di santificare un uomo mediocre, ma dall’ego ipertrofico.

concordo con giaino.
alcuni, anche fra quelli che distruggono giovannino come compositore, gli danno un minimo di credito come pianista: ma se il riccioluto suonasse Beethoven, Chopin o Rachmaninov, per non parlare di Ligeti, ci faremmo delle risate tutti quanti.

postato il 31/12/2008 alle 14:42:35

alessandro ha scritto:

leggete la lettera che ho inviato ad Allevi e la sua risposta. desidererei un vostro commento. grazie

postato il 14/01/2009 alle 22:34:02

alessandro ha scritto:

LETTERA AL SIG. GIOVANNI ALLEVI

Gentile Signor Allevi,
le scrivo una lettera che contiene alcune riflessioni sulla sua musica che sono andato maturando negli ultimi mesi, e che ho deciso di metter per iscritto e di rendergliele note dopo aver seguito la breve diatriba sulla pagina informatica del giornale La Stampa tra lei e il M° Uto Ughi, in seguito alla sua esecuzione del concerto di Natale tenutosi nella Camera del Senato.
Già prima di aver letto la feroce requisitoria del M° Ughi nei sui confronti, a cui lei ha voluto rispondere con tono pacato ma amareggiato, avevo maturato alcune idee sul carattere della sua musica e sulle ragioni della sua straordinaria diffusione. E proprio le parole del M° Ughi e la sua risposta mi hanno confermato nella mia posizione, che ora vengo a esporle.

Nella sua posizione di difesa nei confronti delle accuse del M° Ughi noto una contraddizione di fondo, che sarà anche il nodo centrale attorno a cui svilupperò la mia critica alla sua musica e all’idea che lei ha di essa: lei cioè ritiene di produrre musica colta, eppure riscontra un successo popolare che la musica colta non ha mai conosciuto fino ad oggi. La mia obiezione è che proprio questo successo popolare, proprio questa ovazione pubblica nei confronti suoi e della sua musica dovrebbe piuttosto preoccupare che compiacere chi si proponga di comporre musica colta! Mi spiego meglio.
La fortuna popolare di opere mediocri sta oggi sotto gli occhi di tutti, e si può a ragione ritenere unico responsabile di questo fenomeno il potere che ha il sistema di comunicazione di massa nel veicolare messaggi e plasmare le opinioni in menti non molto abituate a riflettere in maniera critica, per soli scopi commerciali. Le faccio un esempio assai chiaro: la fortuna di scrittorucoli da quattro soldi che per notorietà superano le vette della letteratura mondiale. Naturalmente qui non si tratta di contare quanto abbiano venduto in assoluto i grandi scrittori, e rapportare il numero (che si troverà superiore) con le vendite di uno scrittorucolo qualsiasi. Si tratta invece di guardare alla diffusione popolare delle opere degli uni e delle opere degli altri. Nessuno che avesse una decente preparazione letteraria potrebbe dubitare dell’incommensurabile grandezza di un Cavaliere inesistente, se comparato a 100 colpi di spazzola prima di andare a letto: eppure un sondaggio popolare dimostrerebbe inequivocabilmente che la nostra brava gente comune ignora assolutamente l’esistenza del primo, ma si vanta di aver letto il secondo, per questo compiacendosi di far parte del novero dei fruitori di letteratura.
Non intendo offendere la sua sensibilità, come credo che il M° Ughi invece abbia fatto usando parole troppo pesanti, ma amicus Plato sed magis amica veritas: temo che sia questa stessa brava gente ad acclamarla nei teatri e a osannare alla sua musica. Lei però sostiene che la cosiddetta gente comune non vada sottovalutata: anch’essa è capace di scorgere il bello nell’arte. Saprà però che la musica è un arte assai particolare: essa si serve di un linguaggio che immediatamente colpisce l’animo dell’ascoltatore, ma paradossalmente veicola significati assai difficili da cogliere; altra cosa è ascoltare con piacere e gusto un brano musicale, altra cosa è comprendere la musica. Ora io mi chiedo come mai la gente comune non sia in grado di comprendere la musica di un Daugherty, di un Bernstein, di un Arvo Part, di un Cage (infatti non li conosce nessuno), ma è così acuta nel comprendere la sua! Quanti poi, che si vantano di aver assistito a un suo concerto, conoscono i grandi pianisti del Novecento: Michelangeli, Arrau, Richter? Constati le difficoltà che deve affrontare quell’artista contemporaneo che non compone per il grande pubblico o non è sotto l’egida di qualche potente editore; per un esecutore sarà invece assai facile affermarsi se in possesso di mirabolanti capacità tecniche, troppo spesso non accompagnate da qualità interpretative. Tutto questo è reso possibile dal fatto che oggigiorno a decidere anche della qualità di un artista non è più la sua arte, ma chi per essa si arricchisce.
Il nocciolo della questione è proprio qui: la sua musica ha tutto il diritto di esistere e di essere diffusa e ascoltata, e lei ha il dovere di continuare a esprimere nella forma musicale il suo spirito, secondo quello che il suo io lirico «ditta dentro». Ma ogni cosa dovrà rimanere al posto che le spetta di diritto: la musica colta tra la musica colta, la sua musica tra altri generi (forse anche un nuovo genere).
Se il suo io lirico continuerà a dettarle la musica che lei ha concepito finora, non le si potrà mai ascrivere la gratificante constatazione che Orazio faceva della sua poesia: Exegi monumentum aere perennius, che spetta di diritto a numerosi compositori contemporanei.
Io non ho voluto, con le mie dichiarazioni, celebrare una concezione aristocratica ed elitaria dell’arte e della cultura, ma è indubbiamente vero che la musica cosiddetta classica partecipi di tale carattere, e ciò va semplicemente appurato come un dato di fatto. A maggior ragione ciò è vero oggi, in un’epoca in cui la disgregazione dei valori tradizionali e la frantumazione dell’individuo e della società hanno generato un’arte altrettanto disorganica, di difficile comprensione, la quale più che avvicinare allontana chi ne fruisce. Ma in ogni epoca l’arte è arte, è cioè portatrice dei valori e delle forme di una determinata epoca: per dirla con lo Hegel che anche lei ha citato, in ogni epoca lo Spirito s’incarna in determinate forme, ogni epoca cioè esprime l’arte che le è propria e non può partorirne un’altra. Pertanto l’arte contemporanea va letta nell’ottica dell’uomo contemporaneo, e la sua musica è sicuramente parte della contemporaneità, nella misura in cui questo spazio le è riservato in base alle considerazioni fatte sopra.
Cosa dire della musica colta e del suo carattere elitario? Ciò che mi sento di auspicare è che la musica colta perda questo suo carattere non con il diventare popolare nella forma e nei contenuti, ma nell’elevare quanto più è possibile la gente comune, attraverso un processo educativo lungimirante, per far sì che un numero sempre maggiore di persone possegga gli strumenti culturali necessari per capire, ascoltandola, la musica classica. Fino a che questo tempo non sarà giunto, non potrò stupirmi del successo della sua musica, Signor Allevi, né dell’oblìo (invero momentaneo) che toccherà ad altri artisti.



Cordialmente e sperando in una sua risposta.


RISPOSTA DI ALLEVI

Caro Alessandro,
la ringrazio per avermi scritto una mail dal tono ragionevole, alla quale mi accingo a rispondere.
Ha perfettamente ragione nel notare uno stridente accostamento tra "valore artistico" e "numero di copie vendute".
Questo è un grande problema.
Che la mia sia una musica colta, sembra un fatto evidente, essendo essa scritta, ed essendo io "cresciuto" in un ambiente accademico, che, col diploma in composizione, mi ha conferito il suo indubitabile imprimatur. (Le confesso che quando nel lontano 1997 avvenne alla Carnegie Hall di New York la prima esecuzione della mia composizione "Scherzo n.1", e venni nell'occasione presentato come un giovane compositore di musica classica contemporanea, nessuno si scandalizzò...ma allora non vendevo quasi nulla. Ora, lo stesso album che contiene lo Scherzo n.1 è disco d'argento, ed io quindi, non sono più un compositore :-)

Infatti il successo di vendite di questi ultimi anni ha fatto di me, agli occhi del pubblico, una pop star a tutti gli effetti, e per l'ambiente accademico da cui provengo, ha significato entrare per me in una fascia, per così dire, di serie B.
E' davvero un problema. Mi aiuta a risolverlo? A nulla sembrano valere i miei tentativi di ricordare che tutti i grandi del passato hanno avuto un profondo contatto col pubblico del proprio tempo (Mozart, Verdi, Rossini, Liszt, Bernstein, Gerswin) e quindi un grande successo, e molti di loro, hanno subito gli stessi attacchi e le stesse critiche che ora mi vengono mosse.
Posso solo dirle che forse è avventato esprimere un giudizio di valore definitivamente negativo sulla mia musica, che lascio solo al tempo, anche perchè, la maggior parte dei miei detrattori conosce appena una frazione della mia produzione, ed io stesso posso ancora comporre tanta e tanta musica.
Facendole un esempio letterario, io non posso dire che Baricco o Moccia siano degli scrittorucoli semplicemente perchè riscuotono un grande successo di pubblico. Molti dei grandi scrittori del passato che oggi osanniamo, nel loro tempo sono stati considerati degli scrittorucoli. Sarà il caso di attendere? Se Moccia viene così letto dai giovani, piuttosto che scagliare un anatema su di lui e sull'ignoranza della nostra società, perchè non ci soffermiamo a capire il motivo di tanto successo?

Spero di averle risposto, e spero tanto che i termini del dibattito possano spostarsi su argomentazioni più pacate.
Ma la sua mail ne è già una conferma.

Cordialmente

Giovanni Allevi

postato il 14/01/2009 alle 22:34:51