tizianocavigliablog
Megaceffone copernicano.

Cannes in mezzo al festival 18.05.09

Cannes

Arrivare a Cannes a metà Maggio è come entrare in un parco dei divertimenti.
La tranquilla cittadina della Côte d'Azure muta, si trasfroma in una ville lumière internazionale e multiculturale.
Il normale turismo estivo lascia il posto a frenesia e flash.

Per capire il circo della pellicola basta sedersi in un bistro e mettersi ad osservare questa strana umanità che non vede l'ora di mettersi in mostra.

E' un grande gioco delle parti.
Molto lontano da quell'idea di "castità" tanto cara a von Trier.

Una fiumana che non smette mai di fare la spola tra il Carlton e il Palazzo dei Congressi, concedendosi giusto il tempo per una passerella sulla Croisette.

Vanità e glamour. E nonostante (a parole) si pianga la crisi, la sobrietà in questa piccola parte di mondo è ridotta all'osso.

Ci i sono i controlli, l'accredito stampa e gli occhialini 3D, che fanno tanto vintage e ti lasciano strane sensazioni alla bocca dello stomaco.

Musica, caos, celebrità, proiezioni e cartelloni si alternano senza discontinuità.

I primi giorni sono travolgenti. C'è giusto il tempo per imbucarsi nel primo party improvvisato, sulla spiaggia.

Poi scopri che dietro questa facciata c'è un'altra Cannes. La vera Cannes. Placida, provenzale, mediterranea. Calda.
E la scopri dall'alto del Suquet, al chiaro di luna. In una sera che non vuole concludersi mai.