tizianocavigliablog
Sensei.

Identità nella rete 29.08.09

Sofri ieri sera ha aperto un'interessante discussione sulla necessità di rivelare la propria vera identità nelle conversazioni sul web.

Ok, vi metto a parte di questa riflessione personale per raccogliere pareri. Laicamente. Non montiamo polemiche, ok? Io penso, senza farci su campagne, che sarebbe meglio se invece di tutti 'sti pseudonimi usassimo nome e cognome. Penso sarebbe più adulto, più responsabile, e assomiglierebbe di più alla vita normale, che è quello che dovrebbe essere internet. E penso toglierebbe un alibi ai censori e una chance ai violenti e vili. Detto questo, non voglio costringere nessuno. Però nel mio piccolo lo penso, e sono tentato di cancellare l'account di FF e di riaprirlo accettando solo nomi e cognomi (anche perché è diventato un posto incasinato e illegibile, dal gruppetto che era all'inizio). Senza fare il fiscale, non è che chiedo documenti. Ma è per cominciare ad abituarsi, e crescere. Oppure lo faccio non retroattivamente, e d'ora in poi accetto solo nomi e cognomi. Ma ascolto volentieri pareri ragionevoli.

Se è vero che internet dovrebbe assomigliare di più alla vita normale, che le idee e i contenuti non valgono indipendentemente da chi le esprime e che il metterci la faccia è spesso un modo per assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
E' altrettanto vero che chi immagina internet come un covo di bulli, nerd, pedofili e cattive compagnie non smetterà di farlo vedendo post firmati da Mario Rossi. Lasciamo che internet sia libera e che chiunque sia libero di loggarsi come meglio crede.

Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più l'uso del proprio nome e cognome sul web e non certo per dare maggiore incisività alle nostre affermazioni, quanto piuttosto perché incentivati a farlo dai social network che usiamo e attratti dalle possibilità offerte dalla visibilità che sapremo dare alla nostra vera identità.