tizianocavigliablog
Alabarda spaziale.

L'archivio del 01/2010 di Tiziano Caviglia Blog.

Misery Bear 31.01.10

Misery Bear è l'orsetto di pezza, depresso, più famoso del Regno Unito.
Una serie di clip realizzate da Roughcut per BBC Comedy Extra.

Il Sundance in diretta 31.01.10

Quest'anno è possibile respirare a pieno l'atmosfera del Sundance, il miglior festival del cinema indipendente, direttamente da casa.
Tutto merito dell'ottimo sito della rassegna che mette a disposizione video, notizie e dirette in streaming, con aggiornamenti in tempo reale e senza filtri.

Rumor esplosivi su Di Pietro 30.01.10

Sta girando la voce su una presunta ordinanza di custodia cautelare, con conseguente richiesta di arresto alla Camera di appartenenza, per Antonio Di Pietro.

[31/01 - 14:00] Divertenti aggiornamenti sul Giornale.

Obama mattatore nella tana del lupo 30.01.10

Obama ha partecipato al caucus dei deputati repubblicani a Baltimora, chiedendo e ottenendo la presenza della stampa in sala.
Un'ora di domande a raffica e risposte convincenti. Al punto da aver tolto la scena ai padroni di casa.

Quelli lungimiranti 29.01.10

Le mosse dell'editoria verso la rivoluzione digitale.
Dalla guerra santa contro Google Books alle aperture - Mondadori per l'Italia - all'iBook store di Apple.

L'ancora di salvezza per gli editori, attaccati con i denti e con le unghie ad un modello di business ormai morto, potrebbe essere lanciata ancora una volta da quel genio del marketing che passa sotto il nome di Steve Jobs.

Ministro dell'Aquila 29.01.10

Dopo quello che ha fatto qui a L'Aquila, il minimo che possiamo fare per Guido Bertolaso è di nominarlo subito ministro.

Silvio Berlusconi.
Vale come frase del giorno.

Dove vanno d'inverno le anatre di Central Park quando il laghetto si ghiaccia? 28.01.10

E' morto Salinger.

Burlando trova l'accordo con l'UDC 28.01.10

Il Liguria non si è ancora vinto, ma l'accordo con l'UDC pone buone basi per una riconferma di Burlando e del PD.

iPad: pregi e difetti 28.01.10

Cos'è iPad. E' un nuovo prodotto che ne racchiude altri tre, un netbook, una console portatile, un ebook reader.

Navigazione intuitiva, perfetta gestione delle email, prezzo contenuto, dimensioni perfette, una durata straordinaria della batteria, una tastiera generosa, un apprezzato e collaudato sistema operativo - milioni di persone lo sfruttano tutti i giorni con profitto sulla piattaforma iPhone - e iWork, che possiamo considerare come la prima killer application del prodotto, rendono iPad il netbook perfetto.

La console portatile non ha bisogno di spiegazioni. Il multitouch, abbinato al sensore di movimento e alla generosità dello schermo confermano la volontà di creare un prodotto multimediale per tutta la famiglia. Se prendiamo in esame solo l'aspetto videoludico, la fantasia è l'unico limite.

L'editoria elettronica e l'iBook store sono la seconda killer application di iPad. Le possibilità per gli editori di creare e riprodurre le loro pubblicazioni sono notevoli. Pensate all'infotainmet, alle graphic novel e ai fumetti, al comparto educational, ad uno store online con migliaia di titoli immediatamente scaricabili. Il limite paventato da molti della leggibilità probabilmente è molto sopravvalutato. In fondo passiamo già ore davanti a schermi retroilluminati tutti i giorni, a scuola, al lavoro, in casa, per strada senza neppure accorgercene. E' un limite culturale che andrà superato.

I difetti tuttavia non mancano. Così come per il primo iPhone anche iPad non sembra completo.
La risoluzione dello schermo è decisamente al di sotto delle aspettative. I costi di produzione ridotti evidentemente impongono i loro dazi.
Multitasking e Flash sono assenti. Ormai è chiara la politica aziendale di Apple a riguardo. Bisogna farsene una ragione o puntare decisamente su altri device.
L'iBook store USA centrico, come anche l'impossibilità per noi italiani di acquistare video, sono forse il motivo maggiore per evitare un acquisto affrettato del prodotto. Meglio forse aspettare che Apple stringa accordi commerciali con l'editoria e i media europei prima di mettere mano alla carta di credito.
Meglio ancora sarà attendere la prossima versione, probabilmente quasi perfetta (iPhone vi ricorda qualcosa?) della "tavoletta" pensata a Cupertino.

Dall'idealismo al realismo 28.01.10

But, remember this, I never suggested that change would be easy, or that I can do it alone. Democracy in a nation of 300 million people can be noisy and messy and complicated. And when you try to do big things and make big changes, it stirs passions and controversy. That's just how it is.

Un discorso pragmatico quello di Obama sullo State of the Union. Un discorso incentrato sull'economia e sul lavoro, punto quest'ultimo che sarà al centro dell'agenda 2010.
Anche la lotta ai cambiamenti climatici passa come un'opportunità per l'economia nazionale, probabilmente uno dei pochi modi per farla digerire al Congresso. Solo chi per primo abbraccerà la nuova rivoluzione energetica potrà continuare a detenere la leadership mondiale.

Niente di nuovo sulla riforma, affrontata come il campo minato che è. Forse il passaggio più debole di tutto il discorso.
Convincente e diretto il passaggio sulle banche. L'amministrazione Obama non intende punire la finanza, ma il risanamento non può essere rimandato.

Sprona il partito a dare il massimo, perché è ciò che gli elettori si aspettano e prende a schiaffi i repubblicani con una dialettica in puro stile elettorale.
In definitiva sembra questa la chiave di volta. La lunga campagna elettorale che terminerà a novembre è iniziata.
Il Congresso deve tuttavia pensare al presente. La situazione interna ed estera lo richiede.

Il cambiamento prevede una buona dose di realismo.