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I pony di Ramon

Wow   03.02.05  

Era il 1962 quando Gilbert Gazave arrivò per la prima volta a Savona.
Era nato a Parigi da una famiglia del Principato di Andorra.
Dai savonesi ricevette il nome d'arte: "Ramon".

Viaggiava con il circo, aveva il dono di saper parlare agli animali, nella valigia soltanto i costumi di scena e le tante foto che lo ritraevano con gli animali del circo.

Sempre lo stesso nel corso di tanti anni: modi da gentiluomo, gli occhi scuri e profondi, la giacca a quadri e gli zoccoli ai piedi.

La città adottò il gitano minuto e lui ricambiò l'accoglienza e l'affetto nei successivi quarant'anni segnando intere generazioni di savonesi, il costume, i riferimenti e i simboli della città.

La sua arma vincente è sempre stata una carrozza trainata da pony.
Un'attività che ha fatto storia e compare in tutti gli album fotografici dei savonesi.
Il 2005 segna i 36 anni di questa favola moderna: i "pony di Ramon".

Diventando una delle immagini della città da affiancarsi alla Torretta, al Priamar, alla Vecchia Darsena, al Brandale.

Come tutte le favole però anche questa sta per concludersi.
Ramon è ormai anziano, ha passato i 78 anni e la concessione da rinnovare per altri cinque anni è un ostacolo.

Vorrebbe passare l'attività ad un giovane, ma i giovani d'oggi difficilmente si adatterebbero ad una vita non certo agiata, passata sempre nella stalla accanto ai pony.

L'alternativa è quella di vendere i pony, ma sono tanti e nessuno si è ancora fatto avanti.
Ramon li considera come figli e anche questo pare un ulteriore insormontabile scoglio.

Il primo pony arrivò nel 1969. Glielo offrì un savonese.
Dietro ai cavallini attaccò prima una diligenza (negli anni '70), una carrozza, poi un trenino, per tornare nuovamente alla carrozza.
I bambini sempre ad aspettarlo ai giardini del Prolungamento.

La fortuna di arrivare per primi concedeva l'onore di salire direttamente sui pony che Ramon conduceva con pazienza infinita.
Il dolce cullare, il passo lento, l'aria mansueta dei cavallini erano amati da tutti.
A Gilbert bastava un sospiro per comandarli, mai un incidente. Fino a qualche tempo fa: un pony è scappato ed è stato recuperato ai giardini, intento a pascolare sul "posto di lavoro".

Tutto si è risolto felicemente, ma è un segnale. Perdere Gilbert e i suoi pony significherà perdere parte di questa città.

Crosspost: GBC.

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