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Tempesta di cervelli.

Elementi di capitalismo 29.12.11

L'editoriale di Polito su crescita, sviluppo e capitalismo.

Solo la crescita economica può migliorare la vita materiale degli esseri umani. Se guardiamo il mondo dalla Cina, per esempio, vedremo centinaia di milioni di uomini che in questi anni sono usciti dal medioevo dei loro villaggi, e hanno conquistato un lavoro e una speranza. Processo storico, e altamente positivo; che molto probabilmente ha però contribuito a causare migliaia di cassintegrati qui da noi, cosa tutt'altro che piacevole. E' così che funziona il capitalismo: distrugge, per creare. Naturalmente il potere pubblico in Europa può e deve agire perché, distruggendo ciò che va distrutto, non si distrugga anche la vita delle persone. Ma pure per garantire l'equità sociale c'è bisogno di risorse economiche, e pure quelle vengono dalla crescita. Non c'è scampo: senza crescita, non vince nessuno e perdiamo tutti.

[...] Il fatto è che nella nostra cultura troppi ancora concepiscono la crescita come un gioco a somma zero, dove, se qualcuno ci guadagna, sicuramente c'è chi ci perde. E invece sono bastati due salti tecnologici come il computer e l' information technology a ribaltare il pessimismo che prese la classe colta dell'Occidente alla fine degli anni Settanta, quando anche allora sembrava che l'energia fosse in esaurimento, i mercati saturi, i consumatori esausti e lo sviluppo finito.