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Sul lato radical chic dell'Atlantico.

Le gatte stregate di Ellera (-11) 14.12.12

Nelle rocce del territorio di Ellera, in una zona che i rovi rendono impenetrabile, vi è una caverna dove secondo la tradizione locale è da sempre abitata da streghe.
Si tratta di donne bellissime, con lunghi capelli e orecchie a punta, che se rispettate hanno un ottimo rapporto con gli abitanti del luogo. Mostrano la strada a chi si perde, guariscono i bambini ammalati, fanno quagliare il latte per il formaggio e se si avvicina una tempesta soffiano fino a che il vento non si placa.
Quando i soldati di Napoleone invasero i domini della Repubblica di Genova alcune di loro furono sorprese a danzare nude in un prato. I soldati francesi, ebbri di vino, le violentarono scambiandole per fanciulle. Le streghe si mutarono allora in grosse gatte selvatiche del volto di donna.
Sotto le sembianze feline avvicinarono gli abitanti di Ellera e promisero di far loro trovare ogni mattina delle monete d'oro sotto i cuscini, a patto che fossero spese in giornata, se fossero riusciti ad allontanare i soldati.
Ben presto l'esercito napoleonico lasciò Ellera e le streghe ripresero le loro sembianze femminili, ma alcune erano rimaste incinte e quando fu il momento partorirono dei basilischi che si dice vivano ancora oggi sul fondo della caverna.

Misteri e leggende della Liguria. Ellera.

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1 commento

domenica galleano ha scritto:

Subito dopo l'abitato di Ellera, attraverso un varco in mezzo a cespugli spinosi, si inerpica un sentiero che nel primo tratto è adatto solamente ai caprioli, poi, piano piano, nel folto del bosco si allarga e poi curva per restringersi nuovamente, e sale, sale...Improvvisamente il bosco si apre ed ecco apparire una casetta bianca che sembra appesa a questo nostro cielo di Liguria. Alle sue spalle terrazzamenti con alberi di ulivo e intorno bosco e odori di selvatico. Il bosco è abitato da tutte le specie di animali selvatici locali, tutti, anche la donnola e la vipera ...e nel cielo volano anche i rapaci. Naturalmente ci sono altre frequentazioni nei paraggi: numerosi gatti, più o meno viandanti, per i quali è sempre disponibile una ciotola d'acqua e una generosa manciata di crocchette. Alcuni hanno un nome e una storia, come Gigio, Sivori e Rosina, altri sono semplicemente sempre stati: I GATTI DI STRIERA.... Altri due riposano al limitare del bosco fra corbezzoli e rosmarino.....ma questa è un'altra storia..... Succede spesso, nelle giornate cupe e grigie, di avvertire l'onda lunga e insistente del vento che si trasformna in mulinello, in vortice; il suono è quello lugubre di un lamento ma, molto più spesso, è come un suono d'organo proveniente dalle profondità della stessa terra, come se qualcuno ci volesse fare partecipi di qualche magico rito.......Non conoscevo la leggenda, ma cercherò la caverna!

postato il 18/12/2012 alle 16:05:24