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Non fiori, ma opere di bene

Res publica   30.12.07  

Scorrendo Xirr apprendo da Pandemia che un gruppo di volontari trascorrerà il Capodanno in Libano per educare all'uso dei media il popolo libanese.

Il campo vedrà i 19 volontari italiani, affiancati da operatori sociali locali, impegnati nella creazione di tre laboratori: un laboratorio fotografico, uno audio-video e un laboratorio di interviste. Luogo di azione saranno i cinque campi di aggregazione giovanile nei villaggi di: Ayta Ashaab, Dibil, Bint Jubayl, Srifa e del campo profughi Palestinese Burj Shamali.

Le attività prevedono la creazione di un blog per ogni centro di aggregazione, ognuno dei quali rispecchierà le varie confessioni religiose ed etnie presenti sul territorio libanese: sunniti, drusi, sciiti, cristiani e profughi palestinesi. Tutto il materiale creato dai ragazzi andrà a confluire all'interno di una Net-TV libanese on-line che darà una visione trasversale della situazione del paese, concorrendo a instaurare un dialogo basato sulla percezione delle diversità esistenti tra i gruppi di ragazzi.

Non nego che l'iniziativa mi lascia vagamente perplesso.

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6 commenti

Perso nel blu ha scritto:

Ne sentivano sicuramente la mancanza.
:(

postato il 30/12/2007 alle 14:26:28

L'Eremita ha scritto:

Ma LOL!
Siamo alla frutta.
:/

postato il 30/12/2007 alle 16:27:28

astolfus ha scritto:

Credo che sia la cosa di cui al momento hanno meno bisogno.

postato il 30/12/2007 alle 21:03:21

Marco ha scritto:

Beh, i blog forse non sono proprio fondamentali come il pane e la pace... però i laboratori mi sembrano una buona cosa, un modo per creare aggregazione. No?

postato il 30/12/2007 alle 21:46:20

giorgio ha scritto:

@Marco: parlare di media in un paese dove a stento hanno energia elettrica mi sembra una presa per il culo.
:-(

postato il 31/12/2007 alle 11:38:50

Marco ha scritto:

Capisco le vostre perplessità e in parte le condivido. Penso però che la situazione del Libano non è così tremenda a livello di infrastrutture: in fondo, in parti dell'Africa sub-sahariana, ci sono vai progetti volti alla creazione di radio locali che hanno buoni risultati di partecipazione. I media sono un fattore importante nella gestione del conflitto, specialmente in quelli a sfondo etnico o religioso.

postato il 03/01/2008 alle 11:48:47