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In varietate concordia.

Il franco svizzero, l'euro e la nave che affonda 15.01.15

Avete presente quell'idea di uscire dall'euro, rivalutare e tornare ad avere una moneta sovrana con una banca centrale indipendente? Ecco oggi in Europa è successo qualcosa che gli si avvicina il più possibile.
La Banca Nazionale Svizzera ha deciso di abolire la soglia minima di cambio di 1,20 franchi per un euro in vigore dal 2011.

E sapete com'è andata sganciandosi dall'euro? Così. In un solo giorno.

File ai bancomat per prelevare euro.
Il crac peggiore della borsa svizzera con oltre 140 miliardi di franchi svizzeri bruciati.
Per quasi un milione di persone tra Polonia e Croazia (senza contare le altre economie dell'est europa con monete non legate all'euro) i mutui, contratti in franchi svizzeri, sono schizzati alle stelle.
In ragione della minor competitività dell'export elvetico in presenza di un franco svizzero rafforzato la decisione della BNS potrebbe tradursi in 60 o 80mila posti di lavoro in meno, considerando la sola variabile valutaria.
Le imprese svizzere parlano già di uno tsunami per il paese, con un possibile rischio recessione e con un PIL che potrebbe contrarsi dello 0,7%.
Il nuovo cambio del franco svizzero porterà in dote anche aumenti su carburanti e materie prime importate e ingenti perdite nel settore turistico.
Per Campione d'Italia, l'enclave italiana sul lago di Lugano legata al franco svizzero la decisione della BNS è paragonabile a una "catastrofe naturale".

Questo succede quando due monete, una forte e una debole si sganciano. Ora sostituite moneta forte con "euro" e moneta debole con "nuova lira". Auguri.