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Ha dimostrato il paradosso del gatto imburrato.

Castello di Santo Stefano d'Aveto - Castelli e fortezze della Liguria (-5) 20.12.15

Il Castello di Santo Stefano d'Aveto, conosciuto anche come Castello Malaspina-Doria, ha forma di pentagono irregolare recante su quattro vertici stretti bastioni a fianchi rientranti a forma di cuneo. Per entrare al suo interno anticamente si ricorreva a ponti mobili e oggi si presenta come un pendio che saliva dalla porta di accesso verso gli spalti retrostanti. Al centro è rimasta intatta la piccola piazza d'armi lungo la quale erano allineati i diversi vani, collegati tra loro tramite ballatoi impostati su colonne.

La struttura nacque dapprima come semplice castello o dimora nobiliare e solo in seguito venne bastionata per trasformarla in una fortezza difensiva per poter meglio controllare l'ampia conca alle pendici del monte Maggiorasca e le strade che salivano dai valichi appenninici verso la regione dell'Emilia.

Secondo le fonti la fortezza risalirebbe a prima del XII secolo; viene difati citata per la prima volta in un atto di cessione del 1164. Nel documento l'imperatore Federico Barbarossa decise la cessione del feudo di Santo Stefano e del relativo castello alla famiglia nobiliare dei Malaspina, già signori della Lunigiana e di altri feudi del levante ligure.
La fortezza verrà venduta nel 1495 al nobile e conte di Lavagna Giannetto Fieschi e in seguito ceduto nel 1547 da Carlo V di Francia all'ammiraglio di Oneglia Andrea Doria. Il castello rimarrà pertanto possedimento nobiliare della famiglia Doria, che assumerà in seguito la denominazione di Fieschi Doria e ancora Doria Pamphili, fino alla soppressione dei Feudi Imperiali nel 1797 per volere di Napoleone Bonaparte.

Oggi la fortezza restaurata viene utilizzata principalmente per le manifestazioni culturali del Comune di Santo Stefano d'Aveto.

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