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Tattica del delirio.

Fortezza del Priamar - Castelli e fortezze della Liguria (-1) 24.12.15

La Fortezza del Priamar di Savona è una delle più imponenti e iconiche architetture militare della Liguria.
Domina il centro storico in corrispondenza della Vecchia Darsena e prende il nome dalla collina prospiciente il mare su cui sorge, dove i ritrovamenti dei primi insediamenti abitativi risalgono all'età del bronzo. La denominazione deriverebbe da "pria a' mà", "pietra sul mare" in dialetto ligure.
Dopo l'istituzione del libero comune di Savona, il promontorio divenne il centro della città medievale. Vi sorgevano i palazzi comunali, numerosi oratori, alcune chiese, il palazzo del vescovo e l'antica cattedrale, eretta fra l'anno 825 e l'anno 887 sui resti di un precedente tempio pagano. Fu intitolata dapprima a santa Maria Maggiore e poi a santa Maria di Castello.

Per la sua conformazione rilevata fu da sempre il luogo più adatto alla difesa della zona, la cui prima notizia storica si ha quando è menzionata da Tito Livio quale comunità alleata di Cartagine presso la quale nel 205 a.C. Magone, fratello di Annibale, depositò il bottino che aveva ricavato dal saccheggio dell'insediamento romano di Genova.

Durante la dominazione roman, la cittadella perse importanza a favore di Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure, meglio collegata alla rete stradale, andando così incontro ad un periodo di decadenza, con successiva ripresa nel periodo bizantino quando fu caposaldo per il controllo della Provincia Maritima Italorum. Risalirebbe a tale epoca la più antica fortificazione eretta sul promontorio, il castello di San Giorgio, distrutto nel 641 quando, al tempo della dominazione longobarda sull'Italia, Savo compare come una delle città distrutte da Rotari. In seguito la rocca tornò a essere fortificata e divenne nuovamente centro strategico della zona nei secoli IX e X, soprattutto come punto difensivo contro le scorrerie saracene. Nel frattempo, mentre il potere civile si rafforzava sull'altura opposta di Monticello, la collina andò acquistando una funzione di cittadella vescovile, come risulta da un atto con cui nel 998 l'Imperatore Ottone III confermava al Vescovo il possesso degli edifici religiosi esistenti sul promontorio ed è conosciuta come Castellum Saonensis.

I primi interventi di fortificazione militare realizzati da Genova risalgono all'XI secolo, mentre nel XVI secolo viene realizzato un secondo forte, il castello di Santa Maria, chiamato anche "Castello Nuovo", dove il "vecchio" era considerato quello di San Giorgio, cosicché nella seconda metà del XIII secolo sul promontorio si sommano le funzioni religiose e quelle di natura militare.
In seguito la zona viene in due occasioni pesantemente coinvolta nelle complicate trame politico militari dell'Italia del Quattrocento: subisce un primo assedio da parte delle truppe del Marchese del Monferrato, che la espugnano nel 1413. Genova interviene ancora nel 1469 - 1477 facendo progettare e realizzare da Pietro Antelamo un rafforzamento delle mura.
Nel 1488 un secondo assedio cinge la rocca: questa volta è l'esercito del Duca di Milano, Ludovico il Moro, comandato da Boccalino da Osimo ad attaccare ed espugnare il Priamar.
Poi nel Cinquecento la rocca entra nelle vicende legate alla lotta, durata decenni, tra la Spagna e la Francia per l'egemonia europea, dalle quali nascerà la decisione della Repubblica di Genova di procedere alla costruzione della fortezza, in quanto Andrea Doria era fedele agli spagnoli, mentre Savona si era schierata con i francesi.
La sconfitta del re francese a Pavia non fu senza conseguenze per i rapporti tra le due città: nel 1528 i genovesi punirono Savona con l'interramento del porto e con altre vessazioni che ridurranno la popolazione savonese da 18.000 a 6.000 abitanti. Poi, nel giro di pochi anni la situazione politico militare cambia, e quando i francesi, ancora in lotta contro la supremazia degli Asburgo, stipulano un'inedita alleanza col Sultano Solimano, si teme un attacco della flotta franco-turca contro le coste liguri, il che porta la Repubblica di Genova a decidere di tornare a fortificare la collina del Priamar.
E' qui che vede la nascita della Fortezza del Priamar. I lavori, iniziati il 2 agosto 1542, durano sino al 1544 e comportano la distruzione della parte più antica della città, interessando sia le strutture religiose sia il tessuto abitato. In questa prima fase la cattedrale di Santa Maria di Castello venne inizialmente risparmiata. Fu tuttavia sconsacrata e diventò una caserma, al servizio del presidio genovese che poteva contare nel 1558 sino a 4.000 soldati.
Ma cinquant'anni dopo, nel 1595, quando Genova decide un rafforzamento del complesso difensivo, anch'essa verrà sacrificata per far posto ad altre strutture. L'edificio che ne prende il posto sarà chiamato Palazzo del Commissario e dell'assetto di quell'edificio religioso resteranno soltanto indicazioni della pianta in alcune stampe dell'epoca.

Il 1729 vede la nascita di un nuovo edificio chiamato Palazzo della Sibilla.

Nell'ambito della Guerra di successione austriaca, le truppe di Carlo Emanuele III di Savoia al comando del Generale Della Rocca con una imponente dotazione di artiglieria cingono l'assedio alla Fortezza del Priamar. Quando Genova insorge contro gli Austriaci con il famoso episodio di Balilla e tenta di portare aiuto agli assediati, viene bloccata dalla flotta inglese. Dopo 18 giorni di assedio senza poter ricevere soccorso e seguito di una breccia del bastione di San Bernardo, il comandante del forte, Agostino Adorno, capitola assieme ai circa 900 soldati di guarnigione. È il 18 dicembre 1746 e dovranno passare tre anni prima che nel 1750, a seguito della Pace di Aquisgrana, la fortezza venga restituita ai Genovesi.

Nel 1796, durante la Campagna d'Italia, il Priamar viene occupato dalle truppe francesi guidate da Bonaparte e la fortezza resterà poi nelle loro mani sino al 1815.
In seguito al Congresso di Vienna Savona e tutta la Liguria vengono annesse al regno di Sardegna e la fortezza passa ai piemontesi. A quel punto, ormai, il complesso ha perso ogni importanza di tipo militare ed i nuovi proprietari vi manterranno soltanto un piccolo presidio.

Nella cella n. 54, dal novembre 1830 al marzo 1831 verrà tenuto prigioniero Giuseppe Mazzini, rinchiusodopo il suo arresto per attività cospirativa. La Fortezza del Priamar un decennio prima era stata trasformata in prigione.

Dopo decenni di abbandono l'intera fortezza è stata restaurata completamente negli anni '90 ed è attualmente sede del Museo Archeologico, del Museo Pertini e ospita numerose attività culturali durante tutto l'anno, tra cui la rassegna cinematografica all'aperto tra luglio e agosto e la stagione estiva del Teatro dell'Opera Giocosa. La Fortezza del Priamar è anche uno spettacolare belvedere sulla città e il mar Ligure. Le sue terrazze alberate sono metà quotidiana di turisti e savonesi e da esse è possibile assistere ai grandi spettacoli pirotecnici-musicali della città, a Capodanno e a luglio.

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