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Cappello di Maglia.

Stefano Rodotà tra ragione e cinema 24.06.17

Quando Stefano Rodotà si raccontava a Repubblica.

Cosa significava per un adolescente la lettura?
"Non avevo maestri o suggeritori. Andavo a fiuto. Orgoglioso delle mie conquiste da autodidatta. E poi c'erano i film. Cosenza aveva la bellezza di cinque cinema. Amavo rinchiudermi in quegli spazi fumosi e passarvi ore. Il cinema sarebbe stato una delle mie grandi passioni".

[...] Ti affascinava più la forza o la giustizia?
"Senza la forza il diritto è inerme. Senza giustizia è cieco. Mi affascinava un diritto che fosse aperto alla società. Ho avuto la fortuna di incontrare all'università alcuni insegnanti egregi".