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I Liguri nella Storia: Giovan Battista Perasso (-20)

Wow   05.12.25  

Che l'inse?
La figura di Giovan Battista Perasso, giovane protagonista della rivolta di Portoria del 5 dicembre 1746, è avvolta da un alone di mistero e leggenda. Identificato come un ragazzo che incitò la popolazione a sollevarsi contro le truppe austro-piemontesi, il Balilla lanciò un sasso contro i soldati, dando inizio a una rivolta che portò alla liberazione di Genova. La città, all'epoca alleata con i francesi e gli spagnoli, stanca dei continui soprusi si sollevò contro l'occupazione austriaca grazie al coraggio di questo giovane.

Nonostante la sua identità rimanga in parte sconosciuta, la tradizione popolare lo associa a Giovan Battista Perasso, nato a Genova nel 1735. Testimonianze storiche, come quella del diplomatico veneziano Cavalli, confermano l'esistenza del ragazzo, ma non forniscono prove documentali del suo soprannome Balilla che in ligure che significa pallina.
Nel 1881 una commissione speciale, composta da autorevoli cittadini quali il professor Barrili, l'avvocato Cornelio Desimoni, il professor Belgrano e il marchese Staglieno, dopo aver ascoltato la testimonianza di alcuni anziani del quartiere, i quali riferivano ciò che avevano udito dai loro nonni che avevano conosciuto di persona il Balilla, concluse potersi stabilire la quasi certezza che egli fu Giovan Battista (Giambattista) Perasso figlio di Antonio Maria tintore di seta, nato nella parrocchia di Santo Stefano il 26 ottobre. Sebbene in seguito la Società Ligure di Storia Patria, nel 1927, pose l'accento sull'incertezza riguardo l'identità dell'eroe immortalato anche nel Canto degli Italiani.

Dall'Alpi a Sicilia
dovunque è Legnano,
ogn'uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano,
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla,
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

Il famoso grido Che l'inse?, che in italiano letteralmente si potrebbe tradurre con La comincio? nel senso di Volete che cominci io?, pronunciato dal giovane prima del lancio del sasso, riflette il desiderio di iniziare la rivolta, trasformando un atto di ribellione in un simbolo di libertà e determinazione. Nonostante numerose versioni dell'episodio, storici come Federico Donaver sottolineano che l'azione del Balilla rappresenta l’ardente desiderio di liberazione di un popolo oppresso.
La figura del Balilla è stata celebrata e amplificata nel corso del Risorgimento italiano. Anche oggi, il suo nome è integrato nella cultura popolare, come evidenziato da diverse opere artistiche e commemorazioni, segnalando l'importanza di questo giovane nel panorama storico italiano.

A Genova, in Piazza Portoria, lo ricorda un monumento realizzato da Vincenzo Giani nel 1862 con il bronzo dei cannoni presi agli Austriaci nelle battaglie del 1859 e ogni anno, il 5 dicembre, il Comune pone una corona ai suoi piedi.

I Liguri nella Storia.

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