Oltre il muro del default 05.07.15

Sostenitori del sì al referendum greco sull'euro

Rotta verso l'ignoto. È il risultato uscito dalle urne con la vittoria a valanga del "no" nel referendum greco. Lo scenario di totale incertezza, a partire dal destino di milioni di correntisti greci, è una sconfitta per tutti. La Grecia, nonostante la retorica di Syriza, alle prese con la mancanza di liquidità delle banche (che resteranno chiuse anche lunedì) e con la nuova deadline del 20 luglio, quando Atene dovrebbe rimborsare 3,6 miliardi di euro alla BCE, si ritroverà al tavolo europeo a carte scoperte e senza nulla in mano. Diviso tra l'incubo del ritorno alla dracma o il limbo della sospensione dall'eurozona il paese dovrà per forza scendere a patti con le istituzioni poco propense a concedere qualcosa, consapevoli ormai del bluff di Syriza. Oggi Atene, in attesa di un terremoto politico, festeggia per una morte rapida, ma non meno dolorosa. Gli evasori fiscali ellenici, gli armatori e i baby pensionati ringraziano per il nuovo breve sogno venezuelano nel cuore del Mediterraneo. L'Europa sarà inflessibile. Un avvertimento anche per gli altri partiti nazionalisti e antieuropeisti in giro per il continente.

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