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Il campionato mondiale di aratura 25.11.18

Il campionato mondiale di aratura Germania 2018
Il campionato mondiale di aratura Germania 2018

Come molte competizioni insolite, anche l'aratura competitiva ha una sua sottocultura e le sue leggende.
A quanto pare in questo particolare sport agreste gli irlandesi dominano per bravura e per capacità di realizzare grandi tornei con importanti premi in denaro.

L'aratura competitiva è senza dubbio uno sport, in quanto è un'attività fisica organizzata con un corpo dirigente e regole severe, ma è giusto dire che il fisico di un aratore di livello mondiale non richiama immediatamente alla mente un Novak Djokovic o un Cristiano Ronaldo. Arare - dopo un po' di pratica - può davvero essere eccitante nella sua millimetrica precisione e tecnica, ma non è un passatempo che richiede fisico da atleta o anche un BMI sano. Un recente vincitore dell'annuale British Plowing Championship aveva 82 anni. [...]

[...] Ma se arare in qualche modo non è uno sport in termini di velocità o pericolo, supera i parametri degli altri sport. Come il tiro con l'arco, diciamo, è un'abilità antica, ma laddove il tiro con l'arco è ormai diventato un hobby, l'aratura rimane un lavoro nella vita reale, ormai da millenni. È la professione più antica del mondo - la seconda più antica, come dicono gli aratori, se si considera la prostituzione.

Basilico idroponico 29.08.18

A 10 metri di profondità al largo dell'antico borgo ligure di Noli, il basilico cresce all'interno delle biosfere del Nemo's Garden.
Questo orto sottomarino idroponico e sostenibile è stato progettato da Sergio Gamberini di Ocean Reef.

L'agricoltura secondo gli olandesi 07.09.17

I piccoli Paesi Bassi sono il secondo esportatore di alimenti al mondo e il più efficiente nella produzione agricola per ettaro. Il National Geographic racconta il successo dell'agricoltura olandese basato su sostenibilità e innovazione tecnologica.

That copious output is made all the more remarkable by the other side of the balance sheet: inputs. Almost two decades ago, the Dutch made a national commitment to sustainable agriculture under the rallying cry "Twice as much food using half as many resources." Since 2000, van den Borne and many of his fellow farmers have reduced dependence on water for key crops by as much as 90 percent. They've almost completely eliminated the use of chemical pesticides on plants in greenhouses, and since 2009 Dutch poultry and livestock producers have cut their use of antibiotics by as much as 60 percent.

Cut, copy, paste and more 17.03.09

Schermata dell'iPhone OS 3.0

Via Gizmodo.

Prendimi a calci 26.01.09

SocialDust Contests 20.11.06

Quest'anno Babbo Natale arriva prima.
SocialDust consegnerà 4 regali ai vincitori dei 2 contest novembrini:

  • Dimmi come condividi e ti dirò chi sei
  • Concorso aperto a tutti.
    Scrivi una recensione su SocialDust[1] ed inviaci[2] il permalink del tuo post o il tuo testo (qualunque formato andrà bene) all'indirizzo info@socialdust.com.
    Valuteremo l'articolo migliore e comunicheremo i risultati nel corso della giornata del 1° Dicembre.
    Il concorso terminerà alle 23:59 del 30 Novembre.
    In premio[3] la tazza di SocialDust e un buono sconto del 10% sull'acquisto di articoli del nostro negozio.

  • Sfida all'ultima registrazione
  • Concorso riservato a tutti i nuovi utenti che si registreranno su SocialDust a partire dalle 00:00 del 21 Novembre.
    Chiara estrarrà il nome del vincitore tra i nuovi utenti registrati.
    Il concorso terminerà alle 23:59 del 30 Novembre.
    In premio[3] la tazza di SocialDust e un buono sconto del 10% sull'acquisto di articoli del nostro negozio.

Non resta che darvi da fare.
Buona fortuna!

[1]: non ci sono limiti alla lunghezza del post o del tuo articolo. Trattasi di recensione, per cui saranno accettate, ai fini della vittoria, anche critiche, insulti e minacce. ;-)
[2]: ricordati di usare un indirizzo e-mail valido, altrimenti non potremo più contattarti in caso di vittoria.
[3]: le spese di spedizione della tazza saranno a nostro carico.

Crosspost su Rhadamanth.net Weblog, SocialDust Blog.

Sto con McDonald's, ma anche con la panissa 28.04.10

Si sa il rapporto tra junk food e slow food è da sempre complicato dalle peggiori chiusure ideologiche al limite della guerra di religione. Negli ultimi decenni la battaglia si è spostata anche nel campo della politica.
Chiarirsi sul concetto di "sostenibilità", "territorio", "tradizioni culinarie", "biodiversità" ed "ecosistemi agricoli" diventa fondamentale se vogliamo coniugare salute e piaceri della tavola.
Abbandonare le ristrette visioni ideologiche forse aiuterà ad impugnare meno torce e forconi contro i fast food e a difendere la proverbiale qualità alimentare del made in Italy con meno paraocchi.
La qualità non stà da una parte sola. Metanolo, formaggi avariati riciclati e mozzarelle di bufala contaminate doc vi fanno suonare dei campanelli?
Sul tema si interroga Antonio Pascale, commentando il saggio di Luca Simonetti "L'ideologia di Slow Food".

Aggiungerei solo una chiosa: il mondo muta, per fortuna. E non esistono prodotti e tradizioni immutabili. A noi piace credere nei prodotti tipici, come risultati di antichissime tradizioni. Ma sono mitologie. Di stampo creazioniste. E fatte proprie dalla Lega. Che ha inventato, lo sappiamo, un territorio che mai è esistito solo per ragioni di marketing politico. La tristezza è che su molti aspetti la sinistra ha preparato questa tendenza, inventando una tradizione alimentare – e i mores conseguenti – che non esisteva. Andando sul pratico, il pomodoro Pachino è un prodotto tipico, da tempo immemorabile coltivato sulla costa siciliana da bravi contadini arcaici e incorrotti, oppure è un'ottima cultivar ottenuta da un incrocio ottenuto in Israele e arrivato in Sicilia negli anni '80?
La seconda che ho detto. E il pomodoro Pachino ha sconvolto le tradizioni locali, i mores, ecc, o ha creato nuove opportunità e dunque dobbiamo ringraziare anche i genetisti che in laboratorio hanno realizzato quella cultivar? Non è che questo discorso sulle tradizioni alle fine riguarda pure i nostri migranti? Loro, arrivando in Italia, sconvolgono o non sconvolgono i mores? Tra l'altro sono i principali consumatori di fast food o di kebab. E ci credo, costano poco. Che si fa in questi casi? Si mettono barriere? Si grida al barbaro consumista e omologato? Insomma, l'ideologia di Slow Food non sembra diversa dalle tante che ci circondano, e che si basano tutte su un trucco: contestare la modernità e i prodotti da questa ottenuti e nello stesso tempo sfruttarne i vantaggi.

Scrive Luca Simonetti:

Nel "sistema" di Slow Food hanno grande importanza la critica dell'agricoltura industriale e l'elogio di quella "tradizionale". Innanzitutto, la storia dell'agricoltura occidentale viene vista dal movimento come un graduale ma continuo, e da ultimo rapidissimo e inarrestabile, passaggio dalla "naturalità" all'"innaturalità". Purtroppo però il concetto di "naturalità", applicato all’agricoltura, risulta quanto mai problematico. Se, infatti, la "storia dell’agricoltura è stata la storia dell’umanità fino al diciannovesimo secolo", è inevitabile concluderne che l'agricoltura è – come molte altre attività umane – un intervento artificiale sulla natura, una modifica di questa, magari anche una violenza. Qualcosa di profondamente innaturale, dunque; e la consapevolezza dell’intrinseca artificialità dell’agricoltura è costante nella cultura occidentale. [...]
Questo non vuol dire, naturalmente, che siccome ogni attività agricola è "innaturale" ognuna è lecita: significa però che la "naturalità" non può rappresentare il discrimine tra ciò che in agricoltura si può e non si può fare, proprio perché la naturalità, in agricoltura, non esiste. Viceversa, per Slow Food l'agricoltura sarebbe divenuta "innaturale" sono in tempi assai recenti: precisamente con la green revolution, cioè col trionfo della chimica (fertilizzanti, pesticidi) e degli "input estranei agli ecosistemi millenari", e con la rinuncia a coltivare e allevare solo le "varietà e le razze autoctone", che, in quanto "inserite nell'ecosistema che le ha viste nascere ed evolvere, sono la garanzia di mantenimento di quell’ecosistema". La verità è che non esistono prodotti agricoli "ben inseriti negli ecosistemi originali", per la semplice ragione che non esistono "ecosistemi agricoli originali".

Entrando a gamba tesa annuncio che questo blog appoggia la petizione per l'apertura di un McDonald's nella Vecchia Darsena a Savona.
Appoggia altresì la diffusione dei panini con le fette (di panissa, n.d.r.).

Un mondo senza fosforo 22.04.10

Era il 1938 quando il presidente Franklin Delano Roosevelt metteva in guardia gli Stati Uniti sulla difficoltà di reperire in futuro il fosforo, essenziale per l'agricoltura in quanto elemento base per i concimi.
Vero motore degli ultimi sessant'anni per la crescita costante e una migliore qualità dei prodotti coltivati.

Oggi, se possibile, le cose sono peggiorate.
Le analisi mostrano che l'erosione del suolo non riesce più a trattenere il fosforo che si disperde nell'ambiente.
Il fosforo estratto in miniera potrebbe finire già entro la metà del secolo.

Ulteriore motivo di preoccupazione è la quasi totale concentrazione delle riserve di fosforo in sole cinque nazioni. Gli Stati Uniti, il Sud Africa, la Cina, il Marocco e la Giordania.
Evidenti i possibili attriti internazionali, soprattutto in Marocco dove le miniere sono ubicate nel conteso territorio del Sahara Occidentale.

Possibili soluzioni potrebbero venire dal riciclo e da un più ampio e migliorato utilizzo dei rifiuti organici e da un uso massiccio di cultivar OGM resistenti alle infestazioni e agli agenti esterni.
Due soluzioni ad oggi difficilmente conciliabili.

Siamo tutti ortolani 16.11.09

Bellissima, questa idea della Farmville, per molti ragazzi può essere l'occasione di passare dal virtuale al reale. Spero proprio che siano in tanti.
Sono su Facebook, l'ho appena visto e sto per lanciare un appello in rete: giocate tutti, la simulazione è importante per imparare a fare cose nuove. Nel nostro Paese le possibilita' di dedicarsi all'agricoltura ci sono, garantisco io. Abbiamo approvato una legge che destina terre demaniali incolte ai giovani, attraverso Facebook voglio informare tutti di questa possibilita.
E' un segno dei tempi. Qualche anno fa avrebbero fatto furore altri giochi di ruolo, tipo Wall Street... Questo, invece, mi sembra molto più interessante, oltre che reale. Farmville puo' benissimo servire come veicolo di promozione delle attività legate al settore. Da ministro questo non posso ignorarlo

Così Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole, nell'intervista a Repubblica.
Quello dello sciopero dell'ananas e del kebap.

Capito? Farmville. Ve lo riscrivo. Farmville.
Ora voi, lì in prima fila che sghignazzate e vi date di gomito, sappiate che gli innumerevoli Zaia passeggiano amabilmente per corridoi ministeriali con i loro fazzolettini verdi per causa vostra. Vostra. E lo fanno da quindici anni.

Ve li meritate Farmville, le analisi sociologiche di Zaia e Hello Kitty.

Crescono fiori nello spazio 19.01.16

Il fiore cresciuto nello spazio

Il primo esperimento di floricoltura in assenza di gravità ha dato i suoi frutti. Il fiore terrestre cresciuto sulla Stazione Spaziale Internazionale, e fotografato dall'astronauta della NASA Scott Kelly, è una zinnia. La ricerca prevede uno studio sulla crescita delle piante in condizioni di assenza di gravità per sviluppare coltivazioni idroponiche su navi e stazioni spaziali e su colonie extraterrestri.

La foresta con l'angolo retto 06.10.15

Deforestazione dell'Amazzonia

La foresta amazzonica, nel Mato Grosso, circonda un'area deforestata per la coltivazione della soia nella foto scattata da Paulo Whitaker.

La raccolta del fieno 22.08.12

La raccolta del fieno selvatico in Svizzera

Un agricoltore svizzero porta un fascio di fieno selvatico sul fianco del Rophaien, vicino Flueelen. La tradizione della raccolta del fieno selvatico risale a circa duecento anni ed è praticata da metà luglio a metà settembre in alta quota sui ripidi pendii delle Alpi.

Fonte: Reuters