La curiosa evoluzione degli alberi
Prima delle foreste, la Terra era un pianeta quasi alieno rispetto a quello che conosciamo oggi. Le terre emerse erano in gran parte distese di roccia, prive di alberi e di suolo profondo. La conquista delle terre emerse da parte delle piante fu però una delle più importanti rivoluzioni nella storia della vita, trasformò progressivamente superfici minerali in ecosistemi capaci di sostenere una straordinaria varietà di organismi.
Il percorso cominciò molto prima della comparsa degli alberi, quando alghe e piante primitive svilupparono adattamenti per sopravvivere fuori dall'acqua. Ma sulla terraferma mancava qualcosa di fondamentale: un vero suolo. Funghi e microrganismi ebbero probabilmente un ruolo decisivo nel degradare la roccia e rendere disponibili nutrienti, mentre le prime piante contribuivano a trattenere materiale organico. La collaborazione tra organismi diversi iniziò così a modificare lentamente il paesaggio.
Primal Space ripercorre la curiosa evoluzione degli alberi a partire da uno degli enigmi più affascinanti della paleontologia i Prototaxites, organismi giganteschi vissuti dal periodo Siluriano al Devoniano, tra i 420 e i 350 milioni di anni fa. Per molto tempo furono interpretati come alberi primitivi, ma le analisi successive hanno indicato una natura probabilmente fungina o almeno strettamente legata ai funghi. Potevano raggiungere diversi metri di altezza, in un mondo nel quale la vegetazione era ancora molto bassa. Immaginare questi enormi organismi emergere da un paesaggio quasi privo di alberi significa confrontarsi con una Terra profondamente diversa dalla nostra.
Poi arrivò Wattieza, una pianta vissuta nel medio Devoniano, circa 385 milioni di anni fa e generalmente considerata il più antico albero conosciuto. Tuttavia non assomigliava a una quercia o a una sequoia, possedeva un fusto relativamente semplice e una corona di rami e foglie primitive. La sua comparsa fu resa possibile da un'invenzione evolutiva straordinaria, il legno, tessuto capace di trasportare acqua e nutrienti e, soprattutto, di fornire sostegno strutturale. Grazie al legno le piante poterono crescere verso l'alto, competendo per la luce e dando vita alle prime foreste del pianeta.
La comparsa dei primi alberi ebbe conseguenze enormi. Le radici contribuirono alla formazione del suolo, le chiome crearono nuovi habitat, la decomposizione accumulò materia organica e la fotosintesi sottrasse grandi quantità di anidride carbonica dall'atmosfera. Le prime foreste modificarono dunque non soltanto il paesaggio, ma anche il clima e i cicli chimici del pianeta.
Da quelle prime piante legnose sarebbe iniziata una trasformazione destinata a cambiare per sempre la Terra. Le foreste divennero ecosistemi complessi, comparvero nuovi animali terrestri e, molto più tardi, sarebbero arrivati i grandi alberi che oggi consideriamo simboli di longevità e stabilità.

