tizianocavigliablog
Fa il quarto uomo a mahjong.

Tracciare una linea 23.03.09

Sofri dalla direzione nazionale del Partito Democratico.

Dice: ho parlato con alcuni di voi prima di fare l'annuncio obbligato sul non fare candidature finte. Chi eleggiamo in Europa resta in Europa. A noi non perdonerebbero le cose che perdonano gli elettori del centrodestra

E non candidiamo persone che debbano interrompere il loro mandato per andare in Europa

Sta riprendendo quasi tutto del nostro documento: mettiamo al centro della campagna l'Europa, anche se non porta voti

Al tempo della recessione 18.03.09

Strimpellatore 08.01.09

Caro Augias, mi lasci tornare sull'imbarazzante episodio verificatosi in Senato per il concerto delle festività di fine anno. Un Senato e un presidente della Repubblica posti ad ascoltare un'orchestra diretta da chi palesemente non sapeva dirigere, oltre ad essere un mediocre pianista che esegue proprie musiche che non saprei se qualificare da piano-bar o da che cosa, il tutto reclamizzato come rivoluzione nella musica contemporanea. Mi pare faccia pari con due secoli di lotte sociali serie e talvolta tragiche sfociate ultimamente nel trionfo di Luxuria all'Isola dei Famosi. Di sciocchezze se ne sono dette da Adamo in poi, soltanto non esisteva il megafono dei "media": dunque sarebbe auspicabile un po' di cautela prima di spararle pubblicamente. Aggiungerei che con queste marmellate in cui tutto si equivale non ci dovremmo stupire se tanta gente non sappia più stare al mondo, e si comporta di conseguenza. Ci apprestiamo a festeggiare l'Unità d'Italia: spero che il collante che ci unisce non stia diventando l'idiozia. "L'Italia s'è desta" oppure "l'Italia sede e sta?".

Cesare Mazzonis Direttore Artistico dell'Orchestra Nazionale Rai.

Via Wittgenstein.

Soup 05.09.08

Per gli appassionati di tumblelog, eccone un altro fresco fresco.
Imperdibile, se avete quindici o venti minuti di pausa prima di passare a qualcosa di più rilevante.

Windows 7 15.08.08

Il blog di Microsoft sullo sviluppo di Windows 7.

Prova a guardarlo rovesciato 04.08.08

Dieci modi di vedere i social networks.

Durex lex, sed lex 09.11.07

Si sa il Corriere è sempre sul pezzo.
Immaginatevi lo sconcerto in redazione alla scoperta che la Durex stava sdoganando il rapporto podalico.

Glielo dite voi, ai redattori, che le loro figlie girano da anni con capi firmati A-Style?

Chiunque vinca io ho perso (e l'Unione pure) 11.04.06

L'avevano e (l'avevamo) dato per spacciato, finito.
Doveva essere una vittoria a mani basse, bisognava solo capire si si sarebbe vinto di 3 punti percentuali o di 10.
E' finita in un nulla di fatto.

Anzi è finita che nonostante Berlusconi abbia perso una valanga di voti rispetto al 2001, risulta essere il vero vincitore morale di queste elezioni con Forza Italia che si conferma il primo partito della nazione.

A questo punto desidero avvisare i benpensanti e tutti coloro che si scandalizzano per un "poffarbacco" che dalle prossime righe in avanti la prenderò davvero larga.
Consiglio quindi ai sopra citati di astenersi dal continuare a leggere.

Ecco dicevo. Lui, per quanto moralmente e relativamente, ha vinto.
L'Unione ha perso, nonostante i deputati in più e la manciata di senatori di vantaggio.

Ha perso perché non ha saputo trarre vantaggo da un lustro disastroso.
Cinque anni in cui Berlusconi ha fatto di tutto e il suo contrario, dove si è sfasciato lo stato, dove la già pessima scuola pubblica è stata definitivamente azzoppata, dove i conti pubblici sono allo sbando, dove la magistratura è stata definita infame, dove il costo della vinta è raddoppiato e i salari sono rimasti al palo.
Devo continuare?

In un paese serio la dirigenza dell'Unione (tutta) dovrebbe ammettere la vittoria di Pirro e dimettersi venti secondi dopo.

Prodi aveva più volte annunciato che in caso di pareggio si sarebbe tornati alle urne.
E torniamoci allora! Cribbio!
Basta con le scenette disgustose a cui mi avete fatto assistere ieri notte alle tre.
Che cazzo festeggiate? Avrete una maggioranza di due o tre seggi, quando se ne attendeva una bulgura e voi festeggiate?
Il partito del premier uscente è il partito di maggioranza relativa in Italia e voi festeggiate?
Se così stanno le cose vi mando affanculo tutti e voi zitti e a casa.

Per inciso la blogosfera italiana, come già ampiamente dimostrato, conta come il due di picche a briscola o per meglio dire non conta un cazzo e non è minimamente rappresentativa di alcunché in Italia.
Potrebbe anche essere che si porta dietro una quantità di sfiga non indifferente, ad ogni modo invito tutti a volare molto più basso d'ora in avanti.

Una cosa buona però, dopo tutto, c'è.
Entro Novembre il nuovo governo Berlusconi abolirà l'ICI, l'IRAP, la TARSU, darà l'alta velocità a tutti (compresi i comuni sotto i 5000 abitanti), verranno costruiti ponti verso tutte le isole italiane, svaniranno gli extracomunitari così come svanirà il servizio sanitario nazionale e la scuola pubblica.
Un nuovo e più grande miracolo italiano ci attende. Siate fiduciosi!

Bentornato Medioevo...

P.S.: per gli astenuti vale questo post.

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L'enciclopedia sul futuro del giornalismo 18.05.11

Encyclo è il progetto enciclopedico del Nieman Journalism Lab per capire come il giornalismo di qualità possa sopravvivere e prosperare nell'era di internet.

Internet e il copyright visto dall'Italia 18.01.11

Dopo sedici mesi si chiude l'istruttoria dell'Antitrust italiano su Google News, dopo l'esposto degli editori FIEG.

Google concede una sponda all'ipocrisia degli editori definendo un sistema più granulare per escludere singoli estratti delle notizie pubblicate sul motore di ricerca e una maggiore trasparenza sui fatturati pubblicitari.
Mentre dall'altra parte l'Antitrust chiede di rivedere la normativa italiana sul copyright, sollecitando il Parlamento affinché la riformi tenendo conto delle evoluzioni tecnologiche in atto.

Un altro buco nell'acqua 27.08.09

L'attacco degli editori contro Google News e la sua politica di indicizzazione delle notizie, dimostra una volta ancora la miopia e il panico di un medium che non ha la più pallida idea su come uscire dalla crisi profonda in cui versa.
Che non ha chiari i difetti, i limiti e gli ostacoli che si è costruito intorno nell'ultimo decennio.
Che non ha compreso la rivoluzione dei media in atto.
Che ha tralasciato il giornalismo d'inchiesta e di approfondimento per dedicarsi al boxino morboso e alle rubriche del forse non tutti sanno che.

E che finisce per attaccare a testa bassa quella stessa internet fatta di www e chioccioline nella speranza di eliminare un potenziale concorrente, senza capire quanto invece quella stessa rete tanto temuta dalle redazioni, odiata e incomprensibile, avrebbe da offrire e insegnare.

On air 25.03.09

National Public Radio

The most successful hybrid of old and new media comes from the last place you'd expect. How NPR's digital smarts, nonprofit structure, and good old-fashioned shoe leather just might save the news.

Via Fast Company.

Giornalismo diffuso 17.03.09

[...] la scomparsa dei giornali as we know them fa paura. Ma questo non basta a rendere meno plausibile quella scomparsa.

[...] il casino nel mondo dei giornali di questi ultimi mesi sia stato scatenato dalla crisi più che dalla rivoluzione online.

[...] esiste uno scenario in cui si potrebbe fare a meno del giornalismo? Per esempio, se tutti gli atti del tuo comune fossero su internet, se ogni consigliere avesse un suo blog su internet, se le sedute fossero diponibili live su internet, e se ogni cittadino potesse accedervi via internet, sentiresti ancora bisogno del reporter che segue i consigli comunali?

Se la tua risposta è anche solo "forse no", capisci allora che la battaglia per la diffusione di internet e della banda larga, la sua difesa dal bavaglio che la politica cerca di metterle, sono battaglie di civiltà e di democrazia su cui ci si gioca il futuro.

[...] a fare informazione saranno le fonti delle notizie da una parte e i blogger o i cittadini stessi dall'altra.

Cattive notizie 13.03.09

La situazione della carta stampata negli Stati Uniti.

Il grafico sulla situazione dei giornali negli USA

Ripensare la notizia al tempo della crisi 10.03.09

Cosa succederebbe se domattina il New York Times non uscisse in edicola per mancanza di soldi?

La crisi della carta stampata e il futuro dei giornali e del giornalismo nell'era di internet è tornato di attualità, con lo scoppio della bolla finanziaria.
I modelli di business non sono più adeguati alla realtà odierna, l'informazione online e l'orientamento dei lettori hanno scardinato i pilastri dell'informazione.

Nonostante l'aumento degli utenti delle edizioni online, i giornali hanno subito perdite con percentuali a due cifre nei loro ricavi pubblicitari nel 2008. Questo è dovuto al fatto che il peso dei lettori sul web, per gli inserzionisti, è più basso rispetto ai lettori tradizionali che in America, ma anche nel resto del mondo, sono in continuo calo.

Michael Hirschorn, nel suo editoriale sull'Atlantic, analizza la profonda crisi che sta attraversando il New York Times.
Steven Waldman, co-fondatore dell'Huffington Post, fa presente che la strada verso la salvezza del NYT (e degli altri giornali in crisi) non passa dal copiare il modello della sua creatura, perché non è di questo che l'informazione ha bisogno.

Sembra che la soluzione sia quella di salvare le notizie piuttosto dei giornali.
La qualità potrebbe tornare a pagare.