tizianocavigliablog
Un uomo impossibile.

La fabbrica dei campioni di surf 03.08.14

Questo piccolo documentario racconta la storia di Coolangatta, cittadina australiana che ha indissolubilmente legato il suo nome al surf. Qui, come da nessun'altra parte, sono nati alcuni dei più grandi surfer della storia.

La graphic novel delle elezioni australiane 2013 07.09.13

La graphic novel delle elezioni australiane 2013

Il Guardian pubblica la graphic novel, scritta e disegnata da Paul Owen e David Blumenstein, sui principali attori e temi delle elezioni federali in Australia, dal clamoroso ritorno di Kevin Rudd agli scandali che hanno coinvolto Tony Abbott.

Temperature fuori scala in Australia 10.01.13

Tabella delle temperature in Australia

In Australia fa così caldo che i metereologi hanno dovuto aggiornare la scala delle temperature aggiungendo un nuovo massimo, da 52° a 54°.

The bureau's head of climate monitoring and prediction David Jones said the new scale, which also features a pink code for temperatures from 52 to 54 degrees, reflected the potential for old heat records to be smashed.

"The scale has just been increased today and I would anticipate it is because the forecast coming from the bureau's model is showing temperatures in excess of 50 degrees," Jones told Fairfax newspapers.

Australia's all-time record temperature is 50.7 degrees, set in January 1960 at Oodnadatta in the state of South Australia.

The nation as a whole experienced its hottest day on record on Monday with the average maximum temperature across the country hitting 40.33 degrees, surpassing the previous mark of 40.17 degrees set in 1972.

Gli incendi in Australia visti dallo spazio 08.01.13

Gli incendi in Australia visti dallo spazio

L'astronauta Chris Hadfield, a bordo della ISS, ha fotografato gli incendi che hanno colpito gli stati australiani sud orientali.

L'ultima eclissi solare sino al 2015 11.12.12

L'eclissi di Sole catturata il mese scorso nei time lapse del fotografo Colin Legg in Australia del nord.

Le coste protette dell'Australia 15.06.12

Il governo australiano è intenzionato a istituire la più grande riserva marina del mondo.
Un terzo delle acque territoriali dell'Australia, per un totale di 3,1 milioni di chilometri quadrati, sarà protetto dallo sfruttamento petrolifero e dalla pesca commerciale.

Il super radiotelescopio condiviso 25.05.12

Alla fine si è scelto il compromesso per realizzare lo Square Kilometre Array.
Il più grande radiotelescopio del mondo, tremila antenne per scoprire i segreti dell'universo e individuare civiltà aliene, sarà costruito tra il 2016 e il 2024 nei siti di Mileura nell'Australia occidentale e nella regione sudafricana di Karoo, premiando entrambi i principali paesi candidati.

La rabbia aborigena all'Australia Day 26.01.12

La premier australiana Julia Gillard e il leader dell'opposizione Tony Abbott sono stati costretti a lasciare precipitosamente una celebrazione a Canberra in occasione della festa nazionale che ricorda lo sbarco della First Fleet nella Baia di Sydney nel 1788, dopo che qualche centinaio di sostenitori della causa aborigena armati di pietre e bastoni hanno assaltato il ristorante in cui si trovavano.
La protesta estremamente violenta ha colto come pretesto la dichiarazione di Abbott che si era detto favorevole a riconsiderare la posizione dell'ambasciata aborigena, l'accampamento che dagli anni '70 promuove le istanze degli indigeni australiani a Camberra.

Spiace dire che ancora una volta il ricorso alla violenza, stupido e gratuito, ha danneggiato un movimento da sempre pacifico, ponendo in secondo piano l'attenzione sulle problematiche aborigene.

Il più grande radiotelescopio del mondo 15.09.11

Il Sud Africa, in collaborazione con altri otto stati africani, e l'Australia assieme alla Nuova Zelanda si contendono la realizzazione del più potente radiotelescopio del mondo.

Il Square Kilometre Array costerà quasi un miliardo e mezzo di euro e sarà composto da migliaia di antenne con una superficie totale di un chilometro quadrato.
La mole di dati raccolta dovrà essere elaborata da un computer mille volte più potente di quello attualmente più veloce e sarà la nostra migliore occasione per svelare i misteri più profondi dell'universo e scoprire civiltà aliene.

L'Africa in questa corsa sembra avere per il momento una marcia in più.

Come funziona la carbon tax australiana 15.07.11

Brisbane

Dopo le elezioni dello scorso anno, che hanno fatto dei Greens l'ago della bilancia al Senato federale australiano, era inevitabile che il primo ministro Julia Gillard dovesse rimangiarsi la sua promessa elettorale di non introdurre alcuna carbon tax. I verdi, guidati dal senatore Bob Brown, ne hanno fatto una priorità, e pare stiano finalmente raccogliendo i frutti di un lavoro trentennale.

Il governo laburista di Gillard, con il sostegno dei verdi e i voti decisivi degli indipendenti alla camera, ha infatti presentato la scorsa settimana il suo gigantesco progetto volto ad introdurre una carbon tax per ridurre le emissioni dell'80% entro il 2050.

L'idea è semplice. Si tassano le emissioni inquinanti (23 dollari a tonnellata di CO2, e i tassati, per affrontare i costi, aumentano i prezzi per i consumatori (si prevede un aumento medio dello 0.7%, o $9.90 a settimana per la famiglia media), che beneficeranno di sgravi fiscali ($10.10 a settimana per la famiglia media). Nel frattempo le energie rinnovabili e i beni prodotti a basse emissioni, non essendo tassati, diventeranno sempre più competitivi, complice anche il progresso tecnologico, cambiando sul medio-lungo termine il comportamento dei consumatori, che saranno sempre più orientati verso prodotti a basse emissioni. A quel punto le compagnie tassate, perdendo sempre maggiori quote di mercato, hanno un doppio incentivo a passare anche loro a metodi di produzione più puliti. Dal 2015, poi, si passerebbe ad un sistema cap-and-trade.

Le critiche arrivano da ogni parte. Per gli ambientalisti non è abbastanza. Per i liberali è una soluzione centralista e statalista. Per i nazionalisti una tassa sulle emissioni inquinanti azzopperà l'economia e farà scappare i mai meglio definiti investitori in Africa, Sudamerica, o in qualsiasi altra parte del globo dove vari governi, più o meno irresponsabili, non hanno alcuna intenzione di affrontare la sfida del cambiamento climatico. In sostanza, dietro l'argomento apparentemente ragionevole secondo il quale un investitore sceglierebbe naturalmente il mercato più vantaggioso, queste persone si oppongono a qualsiasi carbon tax che non abbia un carattere globale (al che griderebbero al golpe planetario da parte di un qualche Nuovo Ordine Mondiale, ma quella è un'altra storia). Al di là delle previsioni tutt'altro che catastrofiche dei modelli matematici, va da sé che anche un paio di paginette di sussidiario riguardo le istituzioni internazionali potrebbero spiegare a questi signori l'impossibilità di uno schema simile allo stato attuale delle cose. Si invoca, fondamentalmente, un incosciente gioco del pollo con l'ambiente in palio. Oltretutto, se è vero che l'Australia ha un ruolo marginale per quanto riguarda il totale globale delle emissioni di CO2, è uno dei paesi che ne emette di più pro capite. E, soprattutto, i critici sembrano ignorare l'importanza di un effetto domino, e del proliferare di esempi positivi e produttivi che spingano sempre più governi a seguire la stessa strada. Vale la pena notare, a questo proposito, che diversi paesi hanno introdotto misure simili vent'anni fa. Certo, si tratta dei soliti noti, con in testa la Finlandia (1990), seguita da Paesi Bassi (1990), Norvegia (1991), Danimarca (1992), e il caso più emblematico, la Svezia, che nel gennaio del 1991 introdusse una tassa di 72 euro per tonnellata di CO2, salita poi a 101 euro nel 2007 (la carbon tax australiana invece, come detto sopra, prevede un prezzo comparativamente irrisorio: 23 dollari australiani a tonnellata, circa 17 euro), che ha portato ad una riduzione del 9% delle emissioni fra il 1990 e il 2006, un periodo nel quale l'economia svedese è cresciuta del 44%. Il tutto con un massiccio passaggio da combustibili fossili a biomasse ed altre rinnovabili, nelle quali oggi la Svezia è all'avanguardia. A leggere questi numeri si capisce bene per quale motivo nessun economista degno di nota sembri sposare le tesi catastrofiste dell'arrampicatore politico Tony Abbott e del suo delirante partito liberale.

C'è poi chi accusa e lincia i verdi (compreso il quotidiano generalmente filo-laburista The Australian) per aver insistito affinché le tecnologie di stoccaggio e sequestro dell'anidride carbonica fossero escluse da un fondo da 10 miliardi dollari destinato alle energie rinnovabili. Tuttavia, viste anche le varie difficoltà logistiche, il leader del partito Bob Brown ha detto chiaramente che, visti i loro profitti multi-miliardari, dovrebbero essere i big del carbone a pagarsi la propria ricerca, senza intascare soldi pubblici che, a suo dire, ha più senso destinare alle energie pulite propriamente dette.

Reazioni tutt'altro che catastrofiste arrivano anche da diversi addetti ai lavori, come Keith De Lacy, amministratore delegato della Macarthur Coal, che estrae carbone in Queensland. Aggiungiamoci il fatto che Peabody Energy e ArcelorMittal hanno appena fatto un'offerta di 4,7 miliardi di dollari per assorbire la Macarthur stessa, segno che gli investitori nel campo del carbone non sembrano poi così spaventati.

In ogni caso proposta passerà presto al vaglio del parlamento, dove, a meno di clamorose defezioni, diventerà legge. Con il proprio indice di gradimento al minimo storico (30% di soddisfatti a fronte di un 59% di insoddisfatti, molto più basso del 39-50 di Kevin Rudd quando i laburisti lo fecero fuori politicamente poco più di un anno fa in vista delle elezioni) così come quello del suo partito, Julia Gillard ha osato mettere la faccia su una delle misure più impopolari che potesse proporre, specie in un paese dove la lobby del carbone e i giganti del settore minerario riescono ad avere una notevole influenza. Coraggio è la prima parola che viene in mente. Fino ad oggi Julia Gillard ha cercato di piacere alla popolazione, con scarsissimi risultati. Potrebbe aver deciso che a questo punto tanto vale guidare il paese con l'autorità che le compete e fare scelte impopolari quanto importanti per il futuro. I prossimi mesi saranno cruciali, e c'è la possibilità concreta che il governo vada a casa fra due anni e che i liberali straccino l'intero progetto. Ma se Gillard dovesse invertire la tendenza, convincere con i fatti e centrare una vittoria elettorale - ad oggi apparentemente impensabile - alle prossime elezioni del 2014 sarebbe davvero il segno che qualcosa sta finalmente cambiando.

I danni del ciclone Yasi 03.02.11

I danni del ciclone Yasi in Australia

Yasi si è abbattuto con violenza sul Queensland settentrionale.
Il ciclone ha perso intensità toccando terra, i danni provocati sono tuttavia ingenti anche se per fortuna non si segnalano vittime. Le interruzioni elettriche sono forse al momento il principale disagio e allarme per popolazione e governo.

La macchina della prevenzione e del soccorsi sembra aver ben funzionato per un disastro che minacciava conseguenze di gran lunga peggiori.
Va ricordato che la massima intensità raggiunta da Yasi aveva eguagliato quella dell'uragano Katrina che sconvolse New Orleans.

Il ciclone Yasi è pronto ad abbattersi sul Queensland 02.02.11

Immagine satellitare del ciclone Yasi

Il ciclone Yasi, con i suoi venti che soffiano a 290 chilometri all'ora, toccherà terrà nel nord est dell'Australiana tra le città di Cairns e Townsville entro poche ore.

Gli imbattibili samurai 29.01.11

Un momento della finale tra Australia e Giappone

Lee, tutto solo in mezzo all'area australiana, segna al 108' il gol della vittoria nipponica.
Il Giappone conquista la sua quarta coppa su quattro finali disputate.

Una partita equilibrata in cui l'Australia paga la poca esperienza e i tanti errori in fase conclusiva.
Gli uomini di Zaccheroni non brillano. Pungono poco per tutto il match, ma sanno sfruttare con malizia un grossolano errore della difesa dei Socceroos imponendosi a pochi minuti dalla fine del secondo tempo supplementare.

Un altro inferno 26.12.04

Gli effetti del maremoto sulla città di Madras (Tamil Nadu - India)

Phuket allagata (Thailandia)

Penang allagata (Malesia)

La finale di Asian Cup 2011 in streaming 29.01.11

Australia e Giappone si affrontano per conquistare la Coppa d'Asia.
I Socceroos sono alla loro prima finale.
Per i Samurai Blue è la quarta. Hanno sempre vinto.

Su ATDHE la diretta dell'evento.

Tra sbarchi di flotte inglesi e parate indiane per la Costituzione 26.01.11

La spiaggia di Bondi con una bandiera australiana

Parata militare a cavallo in India

In Australia si festeggia lo sbarco nella baia di Sydney della First Fleet, il 26 gennaio del 1788, capitanata da Arthur Phillip.
Con la fondazione della colonia del Nuovo Galles del Sud nasceva il primo nucleo della futura nazione australiana.

In India va in scena la parata per il Giorno della Repubblica.
Nel 1950 entrava in vigore la Costituzione della più popolosa repubblica della Terra.

Quando Google sbaglia 21.12.04

Il logo di GoogleE' una delle novità del momento, stiamo parlando di Google Desktop; come sempre quando si nomina un prodotto di Google (o almeno il 90% delle sue creazioni) ci si riferisce ad una versione beta.

Ciò nonostante la falla riscontrata dai ricercatori della Rice University di Huston è seria e fa riflettere.

Secondo gli esperti sarebbe infatti possibile, ad un malintenzionato, accedere a file e documenti sul client dello sfortunato utente, anche se gli stessi esperti assicurano che servirebbero abilità non comuni per usufruire di questa falla.

Ciò che stupisce è che tale crepa era già conosciuta da Google da quasi due mesi e nonostante questo la software house americana ha comunque deciso di immettere sul mercato questo prodotto potenzialmente dannoso per i suoi utenti.

Un aggiornamento è già stato rilasciato, ma per troppo tempo è stato permesso di scaricare un software con una falla già conosciuta probabilmente al solo scopo di battere la concorrenza (Microsoft e Yahoo!) sul tempo.

Una brutta caduta di stile per Google.

L'alluvione di Brisbane vissuta in prima persona 19.01.11

Brisbane

Già sotto Natale mio suocero diceva che secondo una sua amica c'erano tutte le condizioni per una grande inondazione come quella del '74: una primavera e un'estate eccezionalmente piovose (dopo anni di siccità), il terreno zuppo d'acqua e le dighe piene. Poi, pochi giorni dopo, sono cominciate le disastrose esondazioni nel sud-est del Queensland: Theodore, Rockhampton, Emerald, Chinchilla, Condamine, Dalby, sommerse da metri d'acqua nel giro di un paio di giorni, durante il dicembre più piovoso degli ultimi 150 anni. Era in allerta anche la Sunshine Coast, poco distante da Brisbane, ma sembrava che il peggio fosse passato con il sole di Capodanno. E invece, dopo un'altra settimana di piogge torrenziali, il 10 gennaio Toowoomba, Grantham e la Lockyer Valley sono state colpite da un'ondata di piena di quelle che vengono una volta ogni qualche secolo. L'acqua è salita di quasi cinque metri in poco più di cinque minuti. Macchine e case intere sono state portate via dall'acqua. E la perturbazione responsabile di quel disastro ha poi puntato dritto verso Brisbane e verso le zone che riversano le loro acque nella diga di Wivenhoe, eretta in seguito all'alluvione del 1974 per evitare che un simile cataclisma potesse ripetersi. Qui, giusto a margine dell'inondazione, l'abbiamo vissuta più o meno così:

Martedì 11 gennaio

Non smette di piovere. La radio dice che siamo in piena allerta inondazione. Scendiamo fino a Orleigh Park, tre minuti a piedi lungo Montague Road, per scoprire che il fiume sta già esondando. Piano piano, quasi senza dare nell'occhio. Ha superato quel metro di rocce che gli fa da argine, e in alcuni punti ha già coperto il camminamento che serpeggia pochi metri più in là. Dopo i quattro mesi più piovosi degli ultimi decenni, il parco è una spugna gonfia, una distesa d'erba che sputa acqua ad ogni passo. Il fiume viaggia svelto. Due reporter di Channel 7 si affannano lungo il bordo dell'acqua, riprendono una barca che piroetta lungo il marrone del fiume, una, due, tre, cinque volte. Poi accende il motore e raddrizza la rotta, diretta al mare aperto prima che il fiume se la porti via. Immagini che rivedremo molte volte in vari notiziari - salvo il lieto fine, accuratamente tagliato dando l'impressione di un barcone fuori controllo destinato a schiantarsi contro un ponte o, peggio, qualche casa. Nonostante la tangibile realtà dell'emergenza, avverto i primi sentori di sensazionalismo. Si vocifera che la piena abbia contaminato l'acqua potabile. Che la diga di Wivenhoe rischi di cedere. Non è vero niente, ma quando passiamo al supermercato per comprare un po' di viveri a lunga conservazione, in caso manchi la corrente, sembra la scena di un qualche B-movie apocalittico. Code mai viste e scaffali sempre più vuoti. E sono solo le tre del pomeriggio. La nostra amica Sarah, complice la frenesia dei consumatori, crede alle voci di corridoio che vorrebbero Montague Road già sott'acqua, prende la figlia e la spesa e si fionda da sua madre, dimenticando di avvisare il compagno che la aspetta a casa. Una casa che è rimasta ben asciutta persino nel ‘74. Insomma, ancora non è successo niente ma c'è già un discreto panico. Intanto le autorità cercano di prendere in mano le redini della situazione, finora affidate a giornalisti geneticamente incrociati con gli sciacalli. Il sindaco Campbell Newman dichiara che giovedì mattina alle 4:00, in concomitanza con l'alta marea, il fiume toccherà 4.2 metri sopra il livello abituale. Poche ore dopo la premier del Queensland Anna Bligh annuncia invece che il picco sarà di 4.5 metri mercoledì pomeriggio alle quattro, e che l'acqua salirà di un altro metro entro giovedì mattina alle 4:00. L'ufficio meteorologico chiaramente fatica dietro ai suoi modelli matematici, ci sono troppe variabili in gioco. Le immagini dell'ondata di piena che si è abbattuta su Toowoomba il giorno prima, poi, sono ben più forti ed immediate di qualsiasi considerazione geologica, idrologica o meteorologica. Torno a casa, guardo il telegiornale. Le cifre citate fanno presagire un'inondazione assai meno catastrofica di quella, memorabile, del 1974. Un episodio di Dexter, e si andrebbe a letto relativamente tranquilli. Non fosse che in tarda serata i principali quotidiani online parlano improvvisamente della "peggior catastrofe degli ultimi 120 anni."

Mercoledì 12

Ci si alza presto, come al solito. Non c'è corrente elettrica. Scoprirò poi che manca dalle quattro del mattino. Scendiamo in strada, e il parco non si vede già più. L'angolo fra Montague Road e Orleigh Street è sotto un metro d'acqua. La polizia sta iniziando a presidiare le strade allagate. Su Forbes Street, più una cunetta che una via, un malcapitato furgone bianco è anche lui sotto un metro d'acqua, anche se in questo caso - vedi vasi comunicanti - l'acqua non è arrivata dal fiume, si è fatta largo lungo gli scarichi al bordo della strada. Anche Drury Street, nel suo punto più basso, comincia ad allagarsi. Il nostro amico Dave porta tutto quel che può dal garage alla casa vera e propria, sale in macchina, e va a stare da suo fratello. La sua coinquilina Margaret ci offre un fornelletto da campeggio e due bombole di gas, visto che siamo, ahimè, dotati di sola stufa elettrica. Mentre siamo in Drury Street ci perdiamo la visita lampo di Kevin Rudd, ex-primo ministro e rappresentante di questa circoscrizione in parlamento. Alle quattro del pomeriggio arriva il picco della giornata, vera e propria prova generale di quel che succederà il giorno dopo. L'acqua è salita di un altro metro abbondante. Del furgone su Forbes Street spunta soltanto un palmo. I cartelli delle vie e gli stop spuntano dal pelo dell'acqua. Il cornershop su Ryan Street è mezzo sotto, e così le zone basse di trenta quartieri. La fermata del traghetto di Guyatt Park non si vede più, spunta solo il tendone bianco, segno che l'acqua è effettivamente quattro metri e mezzo sopra il normale. Ma i più accorti cominciano a farsi i propri conti, usando le staccionate, l'occhio e i pollici per improvvisare le proprie stime. Sento dire che nel '74 l'acqua è arrivata alle finestre del caffè di Alberto - neanche questo è vero, scoprirò poi. Per eguagliare quel livello, l'acqua dovrebbe salire almeno di un altro metro, quel metro che tutti aspettano in nottata. In ogni caso, le mappe dell'inondazione del '74 danno la mia palazzina al sicuro, garage compreso. Giriamo sei negozi prima di trovare l'ultimo sacchetto di ghiaccio, un vero e proprio graal in questi giorni, e il freezer diventa ghiacciaia. Alle sei e mezza, poliziotti in acquascooter e canotti lungo Montague Road. Avessi uno smart phone, lo cinguetterei al volo. Il fornelletto a gas non ci serve, dato che Kat e Beck, che convivono due porte più in là, ci invitano per un barbecue a lume di candela. Chiamo i miei per tranquillizzarli. Metto la sveglia alle 3:10 del mattino giusto per andare a controllare che il tanto atteso picco non sia niente di catastrofico.

Giovedì 13

Dopo tante lugubri fanfare, quel che trovo, semiaddormentato, in fondo a Montague Road, è molto rassicurante. L'acqua sarà salita di altri 10-20 centimetri, al massimo. Il caffè di Alberto è salvo, l'acqua a cento metri da casa mia. Torno a dormire. Al secondo risveglio si comincia a capire cos'è successo. L'acqua ha toccato un picco di 4 metri e 46 al di sopra del livello medio, e nel corso della giornata di giovedì comincia a scendere, abbastanza da liberare la maggior parte delle strade di quest'angolo di West End. Si comincia a girare, in ricognizione. La casa davanti al fiume dei nostri amici Natalie e David e del piccolo Archer (evacuati martedì mattina a casa di amici in cima alla collina) che pensavamo del tutto sommersa, è stata inondata solo nel garage/cantina/ripostiglio, essendo su una discreta ma provvidenziale collinetta di fronte al parco. Anche la casa di Dave è salva, sebbene il cortile e il garage siano stati sommersi da un metro e mezzo d'acqua. La situazione è surreale, dato che il peggio è passato ma ancora non si può fare niente. Vado a fare rifornimento di ghiaccio e per cena vengono da noi Aynsley e Sarah, con Gracie che sta per compiere un anno. Con la famigliola riunita dopo la fuga in preda al panico di Sarah, ci scateniamo sul fornelletto a gas con tagliolini al sugo di funghi - anche se va detto che il sugo è pronto, i tagliolini sono delle lasagne tagliate per lungo così che non vadano a male, e sono un tantino scotti.

Venerdì 14

Rischierò di essere retorico, ma in otto ore capisco, una volta per tutte, cos'è lo spirito del Queensland, e dell'Australia in generale. Ci alziamo presto, curiosi di vedere quanto l'acqua sia scesa, visto che la diga ancora sta riversando megalitri su megalitri, per scongiurare disastri nel caso continui il periodo piovoso. Incontriamo Kat e Beck sul pianerottolo, già bardate con cappelli e stivali di gomma, e decidiamo di imbracciare scopettoni e pale e di vedere se possiamo aiutare qualcuno. L'angolo fra Montague Road e Orleigh Street è finalmente libero, ma è coperto da due dita di fango spesso e scivolosissimo. La strada brulica di gente. C'è chi è venuto a vedere le condizioni della propria casa, e c'è un esercito di sconosciuti pronti a dare una mano. I gazebo del comune, della protezione civile e delle associazioni di quartiere già stanno cercando di far combaciare le richieste e le offerte d'aiuto. Il fango va lavato via prima che diventi cemento e che proliferino i batteri. Ben presto sui marciapiedi delle zone colpite si affollano mobili, elettrodomestici, scatoloni. Noi cominciamo dalla casa di Natalie e David. Ci sono anche lì due dita di fango per terra nel garage/cantina, scatole e mobili da buttare, una lavatrice, due casse di vinili e un'infinità di cianfrusaglie. Si comincia a bagnare il tutto con tubi di gomma, mezzi ostruiti con due dita per dare un po' di pressione in più. Due bagnano, altri quattro spazzano. Per le undici e mezza il grosso del fango non c'è più. Un paio di passate con dell'acqua possibilmente pressurizzata serviranno, ma poteva andare molto peggio. A quel punto ci giunge voce che Dave ha una sola aiutante. Così io e René (che ha un aereo per Townsville fra meno di 24 ore e deve vedere i suoi il pomeriggio stesso, ma è venuto a dar manforte senza pensarci su) ci uniamo a Dave e alla sua amica Lynn. Lei arriva dall'Arizona, via San Diego, e sta qui da cinque anni. Bellissima, scalza e sorridente, aiuta Dave a lavare via il fango dal piano terra, fortunatamente adibito a poco più che un magazzino. Tanto a casa sua il garage da 120 posti è ricolmo d'acqua, e nonostante l'idrovora ci vorranno giorni per svuotare tutto. Meno di un'ora, e si rivede il rosso mattone del pavimento. Il giardino sul retro, però, è ancora sotto quaranta centimetri d'acqua. Brutta storia, fra i batteri che ci sono dentro e le zanzare che vi si accoppieranno sul finir del giorno. Mancano però l'ambita idrovora e un altrettanto raro generatore. René suggerisce di svuotare il giardino con dei secchi. Noi gli diamo retta. All'inizio sembra un'impresa impossibile, ma poi spuntano quattro omoni da cantiere, di quelli alti e spessi, con gli scarponi rinforzati e le divise blu e arancioni. Mai visti prima. Lavorano per BHP Billiton, la più grande compagnia mineraria del mondo, ma l'ufficio di Eagle Street era chiuso causa inondazione, e allora sono venuti qui a dare una mano a chiunque ne avesse bisogno. L'allegra brigata dei secchi, forte ora di sedici braccia (otto delle quali decisamente capaci e smaniose di far colpo su Lynn) lavora senza sosta per due ore e mezzo, e alla fine il giardino è fangoso ma libero da pozze. Guardare le ultime due pozze che lentamente scendono dà un piacere vero, viscerale. Sono le tre e mezza, e per ora c'è poco altro da fare. Faccio rotta verso casa per una doccia gelata (non che ci sia molta scelta, tutto il quartiere è ancora senza corrente) e mi accorgo che le stesse strade che sei ore prima erano coperte di melma sono ora asciutte e appena coperte di terriccio asciugato al sole, come se avesse piovuto terra. Quanti giorni ho passato a svuotare il giardino di Dave? Possibile che si possa fare così tanto in così poco tempo? Ripenso alle catastrofi italiane, ai tempi lunghi, ai volontari che a L'Aquila di certo non mancavano, ma che le carenze a livello di gestione costringevano a stare con le mani in mano per ore di fila. La sera usciamo a mangiare tailandese in uno dei pochi ristoranti in cima alla collina, dove la corrente c'è. Ci sono Dave, Lynn, Zoe, il suo ragazzo Greg di Ginevra e un cinquantenne parigino alluvionato, e diverse bottiglie di bianco. Meritate.

Sabato 15 e Domenica 16

Un lungo weekend di lavoro volontario e di attesa che le cose si rimettano in moto. Molte delle case sono state sgomberate dai detriti e lavate, anche se molti dovranno sventrare le pareti, nelle quali, sulla lunga distanza, si annida il pericolo vero. Qui a West End, tuttavia, non è stata tragica come in altri quartieri, come Oxley, Rocklea, Fairfield e Rosalie. Ovunque, intanto, e autorità lavorano per ripulire strade e parchi, per ritirare i rifiuti, ripristinare i collegamenti. Dave e suo fratello, entrambi elettricisti, lavorano tutto il weekend come volontari aiutando i tecnici di Energex. Perché riattaccare la corrente non è cosa facile. Innanzitutto c'è un guasto alla sottostazione. E poi bisogna controllare le prese di corrente sommerse di ogni singola casa colpita dall'inondazione, compilare un modulo e dare l'ok. Venerdì le case senza corrente erano 120.000. Sabato sera siamo a 30.000. Domenica pomeriggio 11.000 - noi compresi. Un lavoro gigantesco ed incessante, dall'alba al tramonto. Domenica trovo ospitalità dai nostri amici Fiona e Iian, dall'altra parte della città. Controllo le mail, tranquillizzo clienti e amici, faccio una doccia calda. La sera la luce ancora non c'è, ma siamo ottimisti, visto che da Dave, che pure è stato inondato di un metro e mezzo, è tornata. Intanto si cominciano a fare i conti e a tirare le somme. Si aprirà una commissione d'inchiesta sulla gestione della diga di Wivenhoe - risultati preliminari per agosto e conclusioni a gennaio 2012 - lasciata piena al 100% nonostante si sapesse delle piogge in arrivo, forse perché dopo anni di siccità non si voleva sprecare una goccia. La diga ha evitato un altro '74, ma c'è chi dice che con una gestione più oculata, rilasciando acqua in maniera controllata nella seconda metà di dicembre, si sarebbe potuto e dovuto fare molto di più per prevenire il cataclisma. Vedremo quali conclusioni raggiungerà la commissione.

Lunedì 17

Brisbane is open for business. Si ricomincia. Riapre quasi tutto. Nonostante le 20.000 proprietà danneggiate, incluse 5000 attività commerciali, i 4000 sfollati e i due miliardi di dollari di danni, si rialza la testa, grazie anche alle decine di migliaia di volontari che hanno reso possibile un recupero lampo nell'arco di un weekend. Sì, ci sono venti morti (sedici dei quali fra Toowoomba e Grantham), ma negli stessi giorni le alluvioni in Brasile hanno ucciso 650 persone, e mi rendo conto di quanto siamo fortunati, da queste parti. Ore 8:45: mi sto preparando ad uscire, ho delle traduzioni urgenti e mi tocca andarle a fare in biblioteca, visto che ancora non c'è corrente. Ad un tratto, la mia dolce metà esclama "Luce! Luce!" E luce fu. Lungo Forbes Street e sull'angolo di Montague Road si levano boati di approvazione. C'è tanto lavoro da fare, ma per citare la premier del Queensland Anna Bligh (che di solito mi fa rabbrividire di fastidio ma che secondo tutti ha fatto un ottimo lavoro nel gestire l'emergenza), la quale a sua volta citava un popolare canto da stadio, "siamo gente del Queensland, quella gente dura che cresce a nord del confine" (con il Nuovo Galles del Sud, NdA). "Siamo quelli che se ci buttano giù, ci rialziamo sempre." Per una volta, Mrs. Bligh, non potremmo essere più d'accordo.

Il livello delle acque sale meno del previsto a Brisbane 12.01.11

Le inondazioni a Brisbane

La piena ha raggiunto Brisbane, ma contrariamente alle peggiori attese il picco è stato inferiore ai livelli della devastante inondazione del 1974.

Le acque del fiume Brisbane hanno raggiunto quasi i 4 metri e mezzo. Un metro abbondante sotto il picco previsto.

Resta intatta la tragedia del Queensland, sommerso e ferito, che cerca ancora i propri dispersi.

Brisbane sott'acqua 11.01.11

Il Brisbane river esonda in città

Le alluvioni che hanno flagellato il Queensland minacciano ora Brisbane, dove il fiume omonimo ha rotto gli argini inondando i quartieri limitrofi.
Nel frattempo il conto delle vittime sale e aumentano i dispersi in tutta la regione.

Le ceneri del cricket 29.12.10

Il The Ashes, letteralmente "Le Ceneri", è una serie di test match di cricket tra le nazionali di Inghilterra e Australia.
E' la più antica competizione internazionale di cricket e una delle più antiche manifestazioni sportive ancora in corso essendo stato istituito nel 1882.

The Ashes deve il suo nome all'insoluta circostanza in cui nacque.

Nel test match disputato a partire dal 28 agosto 1882 al The Oval di Londra per la prima volta nella storia la selezione inglese fu sconfitta in casa dagli australiani.
L'evento scosse gli animi tanto che la rivista Sporting News pubblicò un ironico necrologio per ricordare la morte del cricket inglese e il fatto che le ceneri sarebbero state portate in Australia.

In Affectionate Remembrance
of
ENGLISH CRICKET,
which died at the Oval
on
29th AUGUST, 1882,
Deeply lamented by a large circle of sorrowing
friends and acquaintances
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R.I.P.
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N.B.-The body will be cremated and the ashes taken to Australia.

Nel dicembre del 1882 il Conte Ivo Bligh fu capitanò la selezione inglese in tre test match in terra australiana. Il mondo del cricket, l'allora Impero Britannico trattenne il fiato per settimane.
L'Australia vinse la prima partita, ma la selezione inglese conquistò le ultime due vincendo la serie.
Al termine del terzo test match, Bligh fu trattenuto da due signore australiane - una delle due, Florence Morph sarebbe diventata la sua futura sposa - che gli consegnarono una piccola urna con al suo interno le ceneri di alcuni bail - i paletti delle porte del cricket -.

Bligh riportò in patria e l'urna e i tifosi affermarono che le ceneri erano state riconquistate. Quella tradizione non si sarebbe più persa.

Oggi l'Inghilterra ha stracciato l'Australia, infierendo la peggiore sconfitta da 98 anni a questa parte alla selezione verde oro, conquistando il diritto a detenere l'urna.

Da Sydney a Hobart 27.12.10

Nuvole di tempesta sulla Sydney to Hobart Yacht Race

E' salpata ieri dalla baia di Sydney alla volta di Hobart, in Tasmania, la tradizionale regata australiana del Boxing Day di 630 miglia nautiche, conosciuta anche come Blue Water Classic.

Sono già molti i ritiri a causa delle pessime condizioni del tempo, con forti venti e mare in burrasca.

Natale sottosopra 24.12.10

Brisbane

Comincia a far caldo, da 'ste parti, e sì che è un anno bello fresco per tutti. Perlomeno dall'abituale cornice di Brisbane siamo scesi a Sydney, quel migliaio di chilometri più a sud che
permette di evitare l'afa subtropicale.

Resta il fatto che, nonostante sia qui da cinque anni, il Natale australiano continua a sembrarmi una storia bizzarra. Perché, innanzitutto, siamo in piena estate, ovviamente, e il pranzo natalizio è spesso una grigliata condita da gamberoni, insalate di pasta, birra gelata, e macedonie di mango, anguria, meloni, albicocche, fragole, ciliegie e compagnia. Preferibilmente si sta in giardino, o in cortile, o al parco. Mi raccomando, non dimenticate la crema solare fattore +30 e il cappello, se no avrete in regalo una bella scottatura da crostaceo.

Nonostante la stagione, e nonostante i centri commerciali nel mese di dicembre siano affollati di aussies in bermuda e hawaiianas in cerca del regalo giusto, le decorazioni natalizie sono le solite. Un rubicondo e barbuto grassone impellicciato sulla slitta trainata da renne. I pupazzi di neve con sciarpa, cilindro, e una carota per naso. Abeti e pigne spruzzati di vernice bianca. Insomma, fa parecchio strano, per un europeo. Specie quando vedi i surfisti e le loro belle, in spiaggia, con la papalina di Santa Claus.

Ma dopotutto qui è tutto sottosopra. Oppure che sia il Bel Paese ad essere a testa in giù? No, perché - cambiando discorso ma neanche poi tanto - se il nostro presidente sempre presente che ci accompagnerà si è assicurato l'ossigeno grazie al suo poco trasparente shopping natalizio di deputati tantoalchilo, ad agosto (quando in Italia c'era l'afa e qui invece faceva freddo) i due aspiranti primi ministri Julia Gillard e Tony Abbott si contendevano i voti decisivi di tre indipendenti in lunghe trattative i cui contenuti venivano resi pubblici e discussi animatamente nel giro di poche ore, senza che nessuno avesse nulla da dire. E senza che le procure dovessero aprire fascicoli di sorta sulla compravendita di voti.

Ma, visto che a Natale siamo tutti più buoni, per una volta mi fermo qui, e, anzi, vi invidio un pochino, ché qui non si trova il pandolce genovese, il torrone è quasi tutto morbido, il moscato costa una fortuna ed è illegale anche solo sparare un minicicciolo.

Buon Natale dagli antipodi.

E alla fine arriva Julia Gillard 08.09.10

Brisbane

Fatevi un caffè, ché questo post sarà lungo come lunga è stata l’attesa. Sono passati diciassette giorni dalle elezioni australiane. E solo oggi, finalmente, posso dirvi chi formerà un governo. Abbiamo già parlato degli eventi che hanno portato alla deposizione del primo ministro Kevin Rudd da parte della sua vice Julia Gillard e, successivamente, alle elezioni anticipate (se pur di pochi mesi).

Col senno di poi, viene da chiedersi se effettivamente sia stata una buona mossa o meno. Certo, il gradimento di Kevin Rudd era colato a picco nel giro di pochi mesi. Ma molti credono che Kevin alla fine avrebbe potuto ottenere la riconferma, improntando la campagna elettorale sui numerosi risultati ottenuti nei due anni e mezzo del suo governo, sull'affidabilità, sulla continuità. Cosa che, invece, Julia Gillard non ha potuto fare, giacché ogni riferimento ai risultati ottenuti dal Labor nel triennio precedente non faceva che ricordare agli elettori quello che il candidato liberale Tony Abbott, pur esagerando, ha definito "l'assassinio politico del primo ministro". Inutile dire che l'affaire Rudd è stato l'arma principale dell'opposizione – se non l'unica – durante la campagna elettorale: "come ci si può fidare di un partito e di una candidata premier che fanno fuori il proprio primo ministro, al primo mandato, nel giro di poche ore?"

Dopo una settimana di campagna elettorale, infatti, Julia Gillard già si trovava ad inseguire nei sondaggi. E Kevin Rudd, reduce da un'operazione chirurgica, è stato dimesso in fretta e furia per poter dare il suo contributo alla campagna elettorale. A sentirlo parlare, dopo essermi abituato alla Gillard, mi sono chiesto cosa sia passato per la testa delle gerarchie laburiste quel giorno di giugno. Non che Rudd sia Obama, ma ha un carisma di gran lunga superiore alla Gillard, non c'è partita. La campagna è stata tutt'altro che entusiasmante. I candidati premier erano entrambi al massimo pesi medi della politica. Basti dire che di 30 pubblicità elettorali del centro-destra, 29 parlavano negativamente del governo, e di 26 pubblicità dei laburisti, 19 lanciavano messaggi negativi sull'avversario. Insomma, una noia mortale fatta di poca sostanza, tanti slogan ripetuti a pappagallo, tanta cautela, e tanto fango lanciato da un lato e dall’altro.

Il 21 agosto, finalmente, si è andati alle urne. Ho accompagnato la mia ragazza alla West End State School. Coda di elettori sotto il sole primaverile, banchetti dei vari partiti che davano volantini senza insultarsi. Genitori e bambini che vendevano hot dog, hamburger, fette di torta e bibite. Per le scuole è una buona occasione per raccogliere un po' di fondi. Nell'enorme palestra le schiere di cubicoli per votare. Il lenzuolo bianco con i candidati del senato, la piccola scheda verde per la camera.

Il sistema politico Australiano affonda le sue radici nella tradizione di Westminster, e tende a favorire i due grandi partiti, l’ALP, Australian Labor Party, e la cosiddetta Coalition, una stabile alleanza fra il Liberal Party (conservatori più o meno liberali) e il National Party (partito conservatore nato dalle ceneri del Country Party, che tradizionalmente rappresenta gli interessi dell'Australia rurale). Per i nerd della politica, il sistema elettorale è uninominale maggioritario, a collegio unico, con voto trasferibile (o preferenza multipla).

Ma veniamo ai risultati. Già la sera delle elezioni si è capito che il governo laburista rischiava grosso. Uno ad uno, i seggi in dubbio passavano puntualmente nella colonnina blu. Tuttavia l'opposizione liberale non sembrava in grado di sfondare. A sfondare erano invece i verdi, che oltre ad ottenere il record storico di voti, già quella sera potevano festeggiare l'elezione del loro primo deputato alla camera, Adam Bandt, eletto a Melbourne, storicamente seggio ultra-sicuro per i laburisti. Un altro seggio tradizionalmente dato per scontato, quello di Denison, in Tasmania, sfuggiva di mano al Labor, incoronando l'indipendente Andrew Wilkie. Altri tre indipendenti venivano confermati nei loro elettorati rurali. Alla fine della serata restavano in dubbio cinque seggi, e l'unica certezza era che difficilmente uno dei due grandi partiti avrebbe ottenuto il numero magico, 76, necessario a formare un governo.

Julia Gillard pronunciava un discorso cauto con qualche timida apertura e qualche timido mea culpa, mentre Tony Abbott cantava neanche troppo velatamente vittoria dicendo che il governo era stato battuto e aveva perso ogni legittimità. Forse un po' prematura, come uscita, visto che non aveva i numeri neanche lui.

Dopo circa una settimana non restavano più dubbi, i numeri erano 72 seggi per i laburisti, 73 per la coalizione di centro-destra, 1 per i verdi, e 4 indipendenti. Per quanto riguarda il senato, avremo invece 34 liberal-nazionalisti, 31 laburisti, 9 seggi per i verdi, uno per il minuscolo Democratic Labor Party, e un indipendente. Tuttavia è alla camera bassa che si fanno i giochi per formare un governo, dato che il bicameralismo qui non è "perfetto" come in Italia, ma prevede competenze ben distinte per le due camere.

Nelle ultime due settimane, quindi, gli indipendenti sono stati protagonisti di interminabili negoziati con i due grandi partiti, determinati ad assicurarsi i 76 seggi necessari a formare un governo. Il primo punto lo ha messo a segno giovedì scorso la Gillard, firmando un accordo con Bandt e i verdi, e riuscendo quindi a pareggiare il conto dei seggi. Il giorno successivo l'indipendente Andrew Wilkie, dopo aver a lungo trattato con ambo le parti, ha firmato un accordo garantendo il suo sostegno ai laburisti. Sorpasso. A quel punto tutto era nelle mani di tre uomini che nelle ultime settimane hanno catalizzato l’attenzione dei media, e che, uniti dalla loro determinazione a difendere gli interessi delle zone rurali che rappresentano, si sono stretti insieme nei negoziati per evitare di farsi mangiare vivi dai grandi partiti. Rob Oakeshott, Tony Windsor, e Bob Katter. I primi due sono politici fieramente indipendenti ed estremamente pragmatici, difficili da inquadrare con le categorie classiche della politica del novecento. Il terzo è un fenomeno di costume squisitamente australiano che meriterebbe un post tutto per lui. Rampollo di una famiglia di proprietari terrieri e mercanti di bestiame di origine libanese, ma australiano di quarta generazione, Bob "The Mad Hatter" Katter sfoggia sempre un caratteristico akubra da vaccaro, ed è uno che non le manda a dire. Per capirlo, bisogna tenere conto del fatto che è stato rieletto con maggioranza schiacciante nell'elettorato di Kennedy, una circoscrizione più estesa della Spagna nella quale risiedono appena 94.000 votanti. Il suo cavallo di battaglia è salvare l'Australia rurale, e se da un lato spinge l'etanolo e le rinnovabili, dall'altro è scettico sul cambiamento climatico. Ed è un conservatore secco, per nulla liberale, tanto di invocare politiche protezioniste.

I tre indipendenti hanno preso la loro responsabilità molto seriamente, esigendo l'accesso a un gran numero di documenti per poter prendere la decisione migliore. Cosa che ha evidenziato un buco da 11 miliardi di dollari nei preventivi della coalizione di centro-destra. Moltissimi, comunque, erano i temi sul tavolo delle trattative. Il principale, visti gli elettorati che questi signori rappresentano, era la sopravvivenza dell'Australia rurale. A questo proposito sia i laburisti che il centro-destra hanno subito garantito misure ad hoc. Nel frattempo i giornali più conservatori sostenevano che i tre dovessero sostenere Abbott in virtù della natura tendenzialmente conservatrice dei loro elettorati.

Ieri si attendeva la decisione dei tre. Conferenza stampa convocata per le tre. Poi, all'una e mezza, colpo di scena: Bob Katter ha accolto i giornalisti nel suo ufficio annunciando il suo sostegno per la Coalition. Per un attimo mi sono tremate le gambe. Poi, però, ho pensato – o sperato – che la conferenza stampa solitaria di Katter fosse un segno di rottura con i suoi due colleghi. E, fortunatamente, così è stato. Alle tre Rob Oakeshott e Tony Windsor hanno sviscerato, nel corso di una lunga conferenza stampa, le ragioni per il loro sostegno ad un governo laburista.

Un certo peso lo ha avuto la questione della stabilità (i laburisti si erano già assicurati 74 voti, e al Senato, per i prossimi tre anni, non passerà niente senza il nullaosta dei verdi), ma la cosa più esaltante è che i criteri principali che hanno orientato la scelta di Windsor e Oakeshott sono stati la banda larga e il cambiamento climatico. Alla faccia di chi pensava di aver a che fare con sempliciotti e bifolchi di campagna. Salvo tragedie, quindi, prenderà il via il grande progetto dell'amministrazione Rudd, una rete nazionale a banda larga in fibra ottica, in grado di portare un'infrastruttura vitale in quelle zone rurali ed isolate dove l'economia di mercato non potrebbe mai portarla. Vedremo una commissione parlamentare sul cambiamento climatico già nel prossimo paio di mesi. Insomma, ci sono già diversi motivi per essere ottimisti.

Tuttavia i quattro indipendenti e il deputato verde Adam Bandt hanno ripetutamente sottolineato il punto fondamentale di questo risultato elettorale: la gente ha punito severamente i laburisti (-5,4%), e tuttavia non ha premiato particolarmente la coalizione di centro-destra (+1,5%) bensì i verdi (+4%) e gli indipendenti (con Wilkie che si unisce agli altri tre, i quali hanno visto crescere i loro margini di vittoria). Il messaggio è abbastanza chiaro, la gente è stanca del bipartitismo spinto. Persino Bob Katter parla di "un sistema di duopolio vetusto, da diciannovesimo secolo, che non vige più nemmeno in Inghilterra. Ce l'hanno in America, ma in America non si vota per forza secondo i dettami del partito". Intanto da noi Veltroni manda lettere aperte in cui auspica "un bipolarismo maturo"...

Gli indipendenti hanno già strappato importanti accordi per un'ampia riforma parlamentare che spezzi questo duopolio, favorendo una pluralità di voci in parlamento, andando a modificare ad esempio le norme che regolano la discussione dei disegni di legge presentati dai partiti minori e dagli indipendenti.

I prossimi tre anni quindi sono una grande incognita. Un governo tenuto a bada da un parlamento che riunisce forze e competenze disparate è una grande opportunità per fare le cose in modo pragmatico e lasciar perdere l'ideologia. D'altro canto, gli incompetenti sono dappertutto, e con un solo voto di maggioranza il rischio di una crisi sarà sempre dietro l'angolo. Nella migliore delle ipotesi il governo laburista saprà coniugare le proposte dei verdi e le necessità delle aree rurali, dell'agricoltura e dell'industria mineraria. Saranno tre anni esaltanti se la Gillard giocherà bene le sue carte e se i laburisti si lasceranno alle spalle le guerre di correnti e si abitueranno alla trattativa.

Riguardo i verdi, sono di fronte a un bivio storico. Se sapranno completare la trasformazione da movimento di protesta in partito serio, in grado di saper scegliere le proprie battaglie con senso strategico, se sapranno portare a casa punti importanti su energia e cambiamento climatico, se sapranno dimostrare che ci può essere sinergia fra politiche ambientaliste, energie rinnovabili, industria e mondo del lavoro, allora potranno diventare parte integrante della politica australiana sul lungo termine e accrescere ancora la propria influenza. Se invece cadranno nelle ataviche tentazioni sinistrorse dell'ostruzionismo e dello snobismo, impuntandosi sull’ideologia e sui temi di nicchia, potrebbero implodere come è successo all’ex terzo partito del paese, i Democratici: 12,6% nel 1990, scomparsi dal parlamento alle ultime elezioni e ridotti oggi allo 0,2%.

Insomma, comunque vada ci attendono scenari nuovi. Potrebbe andare alla grande. Potrebbe essere un disastro e consegnare il paese ai liberali alle prossime elezioni. L'importante, stavolta, era non consegnarlo ad Abbott e alla frangia più estremista ed imbarazzante del centro-destra. Per il momento, tragedia scampata.

Sul sito dell'ABC trovate tutto quel che vi ho risparmiato in questo post.

L'Australia divisa in due 21.08.10

Pareggio. Testa a testa. Parlamento in bilico. Questa la situazione in Australia a seguito del voto di oggi, dopo la fulminea campagna elettorale seguita all'allontanamento del primo ministro Kevin Rudd.
Julia Gillard che ne ha preso il posto ha fatto male i suoi calcoli, basati su un'iniziale euforia dei sondaggi nei suoi confronti.
Spingendo il paese al voto ne ha di fatto consegnato la metà alla Coalizione, guidata dal liberale Tony Abbott.

Quattro cose sono ora chiare a tutti.
Nessun partito ha conquistato i 76 seggi necessari per una maggioranza stabile. Non succedeva dalla Seconda Guerra Mondiale.
Il Labor ha perso la maggioranza ed è l'unico partito che è arretrato.
Tony Abbott ha saputo sfruttare la sua innata indole populista per far breccia tra gli australiani. Si è già dichiarato vincitore forte del successo elettorale, anche se la carenza di seggi lo costringerà a dover trovare scomode alleanze.
Gli indipendenti e i Verdi saranno l'ago della bilancia. Il partito ambientalista di Bob Brown conquista oltre l'11% dei voti scrutinati, decidendo di fatto l'esito delle consultazioni.
In Senato tutti guarderanno a lui.

Le chance di Julia Gillard secondo Harry 20.08.10

Il coccodrillo preveggente Harry ha fatto il suo endorsement per la candidata laburista - e attuale primo ministro australiano - Julia Gillard.

Il Labor avanti in Australia 24.07.10

Il cambio di marcia del Labor Party australiano sta dando i suoi frutti.
La neo primo ministro Julia Gillard, succeduta all'impopolare Kevin Rudd, sta trainando i consensi degli elettori in vista del 21 agosto.

Secondo i principali istituti demoscopici del paese il Labor avrebbe un vantaggio stabile. Un'ottima base da cui partire per trasformare le sensazioni in voti reali.

A meno di un mese dalle elezioni anticipate lo sfidante Tony Abbott non sembra riuscire a fare breccia nei cuori della gente, trascinando a fondo la coalizione liberale.

Il clima pre-elettorale in Australia 18.07.10

Brisbane

E' ufficiale. Il 21 di agosto si terranno le elezioni per il parlamento federale che decideranno chi governerà l'Australia per i prossimi tre anni. Sì, una legislatura dura tre anni, quaggiù, altro che cinque.

Le elezioni in realtà erano attese per ottobre o novembre, soltanto che nell'ultimo mese c'è stato un terremoto politico non da poco all'interno del partito laburista australiano e del governo. Il 24 giugno il primo ministro Kevin Rudd è stato scaricato senza troppe cerimonie dall'establishment laburista e sostituito con la quarantottenne Julia Gillard, la prima donna a ricoprire l'incarico di primo ministro.

Rudd, che vincendo le elezioni del 2007 aveva interrotto, dopo quattro mandati in undici anni, l'era del liberale John Howard, alla fine del 2009 registrava un 67% di consensi, a fronte di un 21% di insoddisfatti (cifre berlusconiane, ma emerse da sondaggi credibili). Ad aprile i numeri erano cambiati, 50-41. Due settimane dopo ancora era precipitato ad un impietoso 39-50. In sostanza, una popolarità dimezzata nel giro di sei mesi. Vediamo brevemente come.

Rudd, laburista atipico e rassicurante per il centro, nei primi due anni di mandato ha fatto parecchio, e bene. Ha pronunciato il primo discorso di scuse ufficiali alle popolazioni indigene, e messo a punto un piano per ridurre la disparità socio-economica fra la popolazione indigena e il resto del paese. Ha stracciato le leggi sul lavoro stile giungla approvate dal governo Howard. Ha avviato un piano massiccio per le infrastrutture e per la costruzione di una rete nazionale a banda larga (controversa, ma sicuramente un passo importante). Ha tenuto egregiamente a galla il paese durante la crisi economica, in maniera seria, con un pacchetto di stimolo economico che ha visto ogni australiano intascare fra i 900 e i 2700 dollari (600€-1800€) a babbo morto.

Poi però c'è stato il mezzo fiasco della conferenza sul cambiamento climatico di Copenaghen. In seguito, quando la battaglia per una legge sul mercato delle emissioni si è fatta dura al senato, Rudd - che in passato aveva definito tale legge un grande imperativo morale - ha ritirato la proposta, sostenendo che alla fin fine non era mica una priorità. E questo gli ha alienato simpatie a sinistra. Di recente, invece, aveva proposto una supertassa che avrebbe dovuto riguardare i giganti del settore minerario. Tassa che, in linea di massima, mi pareva buona e giusta, visti i profitti stratosferici di queste compagnie e il loro impatto ambientale, ma che, ovviamente, ha portato le compagnie e tutti gli operatori del settore minerario (che fondamentalmente è la spina dorsale dell'economia australiana) a scatenare un'intensa campagna pubblicitaria contro la proposta. Il tutto condito con minacce esplicite di ritirare gli investimenti colpendo così duramente l'occupazione. E questo gli ha alienato simpatie al centro e a destra. Brutta scelta anche il sostegno al suo ministro delle comunicazioni, Stephen Conroy, e alla sua folgorante idea di un firewall nazionale volto a bloccare l'accesso a una lista di siti (che peraltro sarebbe dovuta rimanere segreta) con la solita scusa di bloccare "i siti pedofili" e altro materiale illegale. L'incompetenza non paga, da queste parti. Nel frattempo, il sosia di Tin Tin (davvero, fateci caso) è anche riuscito a mettersi conto gran parte delle correnti del partito laburista, che lo accusavano di governare in modo autocratico.

I conti sono presto fatti. Andare alle elezioni nel giro di quattro mesi con un candidato del genere pareva un azzardo se non un suicidio. E allora largo alla sua vice, il cui compito è semplice: ingraziarsi più elettori possibili (più o meno fatto), indire elezioni presto, durante la cosiddetta "luna di miele" (fatto), e non fare casini troppo grossi fino ad allora.

E nonostante sia tutt'altro che entusiasta sia della Gillard sia dei laburisti in generale, è tremendamente importante che porti a casa il risultato. Perché dall'altra parte ci sarà Tony Abbott, e la prospettiva di averlo come primo ministro è alquanto agghiacciante. Si tratta di una specie di piazzista pronto a mutare a seconda del pubblico, ma rispetto al piazzista provetto che ha distrutto l'Italia in questi quindici anni, gli mancano il disturbo narcisistico, il talento, e, si spera, i boccaloni. Impagabile quest'intervista del maggio scorso in cui il giornalista Kerry O'Brien di ABC1 (l'equivalente, per così dire, di RAI Uno) gli ride ripetutamente in faccia mettendolo spalle al muro di fronte alle sue dichiarazioni contraddittorie (un massacro, roba che Santoro, a confronto, è un mite e passivo agnellino, e colgo l'occasione di far notare che nessuno, qui, si stupisce dello stile di O'Brien, e di certo nessuno gli lancia strali di alcun genere). Quali che siano le sue reali posizioni, Abbott un anno fa sosteneva che i dati scientifici sul cambiamento climatico fossero "altamente controversi". Non pago, a ottobre 2009, parlando a una folla di bifolchi a Beaufort, Victoria, ha detto allegramente che

Gli argomenti per il cambiamento climatico sono delle cagate assolute... tuttavia, da un punto di vista politico è dura, per noi. L'80% delle persone crede che il cambiamento climatico sia un pericolo vero e immediato.

E meno male. Abbott è inoltre contrario alla ricerca sulle cellule staminali e. ovviamente, all'eutanasia. E non gli dispiacerebbero restrizioni molto più severe sull'aborto. Insomma, un belloccio (orecchie a parte) abbastanza giovane, che usa tecniche da venditore ambulante e sembra davvero poco preparato. Dalla sua ha però un'aria da uomo medio e un accento marcato che fa presa sui bifolchi di turno. Fondamentalmente mi ricorda Rutelli. Spero vivamente che faccia la stessa fine.

La paura di passare agli ottavi - FIFA World Cup South Africa 2010 [day 13] 23.06.10

Slovenia [0 - 1] Inghilterra

Quanta paura. L'Inghilterra costretta a vincere, la Slovenia potrebbe accontentarsi del pari.
Tutti con un occhio all'altro campo. L'Inghilterra aggredisce, ma non sembra ancora in condizione. La Slovenia si chiude. Troppo rinunciataria, troppo sprecona.
Defoe al 23' accende le speranze dei "tre leoni". La Slovenia sembra accontentarsi, sicura del pareggio 0-0 tra USA e Algeria. Roney scheggia il palo, un paio di brividi da Novakovic e Birsa e poco altro.
Fischio finale. Sembra fatta, ma Donovan rovina la festa ad entrambe. Stati Uniti primi del gruppo C, Inghilterra seconda. Slovenia eliminata.

USA [1 - 0] Algeria

Gli USA raccolgono una roccambolesca vittoria al 92'. Segna Donovan e gli Stati Uniti conquistano in un colpo solo qualificazione e testa del girone.
Partita divertente. Algeria pericolosa con una traversa di Djebbour. Stati Uniti che inseguono il gol per tutti i 94' minuti della partita e lo avrebbe trovato già nel primo tempo se l'arbitro non avesse deciso di annullarlo. E' il secondo gol regolare che gli USA vedono negarsi.
Il finale è al cardiopalmo. Quattro minuti di recupero e il gol di Donovan in piena ripresa. Stati Uniti che allontanano lo spettro della Germania agli ottavi.
Algeria che esce dignitosamente dal mondiale.

Gruppo C

5 USA (4-3)
5 Inghilterra (2-1)
4 Slovenia (3-3)
1 Algeria (0-2)

Ghana [0 - 1] Germania

Si gioca col freno a mano per la paura di un risultato che potrebbe fare male. Germania in convalescenza. Ghana sprecona.
Decide Ozil e sarà Germania Inghilterra agli ottavi di finale.
Il Ghana certo della qualificazione e appagato dal non incontrare gli uomini di Capello si accontenta della sconfitta.
E la prima e sarà anche l'ultima squadra africana a passare il turno. Prima squadra africana a qualificarsi per gli ottavi in due mondiali consecutivi.

Australia [2 - 1] Serbia

Alla Serbia basta vincere e sulla carta ha le possibilità per superare agevolmente i socceroos. Il campo la pensa diversamente.
Un'Australia tenace tiene testa ai serbi e sembra capace di far male.
E lo farà nel secondo tempo. Ci pensano a Cahill e Holman a chiudere la partita.
Per i serbi spreconi e confusionari resta solo il gol della bandiera di Pantelic.
Esce anche una bella Australia. Unico rimpianto il passivo eccessivo contro la Germania.

Gruppo D

6 Germania (5-1)
4 Ghana (2-2)
4 Australia (3-6)
3 Serbia (2-3)

FIFA World Cup South Africa 2010: day 1, day 2, day 3, day 4, day 5, day 6, day 7, day 8, day 9, day 10, day 11, day 12.

Go Socceroos - FIFA World Cup South Africa 2010 [day 9] 19.06.10

Olanda [1 - 0] Giappone

Olanda ancora vincente nonostante un gioco lento.
Il Giappone pecca di ingenuità.
Partita decisa da un tiro di Sneijder e dall'insicurezza del portiere Kawashima.
Oldandesi primi qualificati matematicamente agli ottavi di finali.

Camerun [1 - 2] Danimarca

Il Camerun è la prima squadra ad abbandonare ogni speranza di passare il turno, dopo aver giocato una buona partita ed essere passato in vantaggio con il gol di Eto'o.
Danimarca che soffre, ma sa crescere.
Trova il pareggio al 34' Bendtner. Nel secondo tempo Rommedahl raddoppia domando i "Leoni indomabili".
Ora la Danimarca affronterà il Giappone in quello che si prefigura un vero e proprio spareggio per passare agli ottavi.

Gruppo E

6 Olanda (3-0)
3 Giappone (1-1)
3 Danimarca (2-3)
0 Camerun (1-3)

Ghana [1 - 1] Australia

L'Australia riapre i giochi e le possibilità di qualificazione pareggiando in dieci contro il Ghana, forse troppo sicuro di sè dopo la sconfitta della Germania contro la Serbia.
Al 11' Holman porta in vantaggio gli Aussie a seguita della mancata trattenuta del portiere ganese.
L'Australia sembra poter contenere un Ghana non certo nella migliore condizione, ma a metà del primo tempo un fallo di mano sulla linea di porta di Kewell regala al Ghana il vantaggio numerico e a Gyan la possibilità di pareggiare e segnare per la seconda volta su rigore.
Nella ripresa il Ghana non sa sfruttare la superiorità numerica e anzi rischia di subire in paio di occasioni il raddoppio australiano.
Ghana che ora in testa al girone dovrà vedersela nello scontro diretto contro la Germania.

Gruppo D

4 Ghana (2-1)
3 Germania (4-1)
3 Serbia (1-1)
1 Australia (1-5)

FIFA World Cup South Africa 2010: day 1, day 2, day 3, day 4, day 5, day 6, day 7, day 8.

Andiamoci crauti - FIFA World Cup South Africa 2010 [day 3] 13.06.10

Algeria [0 - 1] Slovenia

Gruppo C caratterizzato dalle papere dei portieri. La viene decisa dal portiere algerino Chaouchi a 10' dalla fine su un tiro di Koren. L'estremo difensore sbaglia la presa e la palla si insacca.
Partita equilibrata, senza grandi spunti. Slovenia che conquista la testa del girone.
Da segnalare l'espulsione dell'algerino Ghezzal, per somma di ammonizioni. Ghezzal lanciato a rete stoppa la palla con la mano. L'espulsione è avvenuta pochi minuti prima del gol.
Nota di colore, i servizi di sicurezza sono dovuti intervenire per far scendere un tifoso algerino che si era arrampicato su un riflettore.

Gruppo C

3 Slovenia (1-0)
1 USA (1-1)
1 Inghilterra (1-1)
0 Algeria (0-1)

Serbia [0 - 1] Ghana

Non è la Serbia che ci si aspettava. Lo è invece il Ghana che legittima la vittoria con un gioco basato sulla potenza e la velocità. E due pali.
Partita decisa dall'espulsione di Lukovic per somma di ammonizioni e dal rigore, il primo del mondiale, concesso per l'evidente fallo di mano di Kuzmanovic. Gyan mette a segno. Colpirà anche un palo.

Germania [4 - 0] Australia

Un allenamento contro i Socceros. Questa è stata Germania - Australia.
Gli australiani possono recriminare per un possibile rigore non concesso sul due zero, ma niente di più. Mai in partita tranne che per i primi minuti di ogni tempo.
A segno gli eterni Podolski e Klose e nella ripresa i giovani promettenti Cacau e Mueller.

Gruppo D

3 Germania (4-0)
3 Ghana (1-0)
0 Serbia (0-1)
0 Australia (0-4)

FIFA World Cup South Africa 2010: day 1, day 2.

Venticinque aprile. Doppio grazie 25.04.10

Brisbane

Mio nonno era uno dei tanti contadini-operai dell'Italia del dopoguerra. Quando non era in fabbrica, era nei campi. Il venticinque aprile, però, non lavorava. Era l'unico giorno dell'anno in cui non lavorava. Partigiano sulle Alpi Liguri alla tenera età di diciassette anni, quel giorno per lui aveva un significato particolare.
Sarà il suo esempio, saranno questi anni di strisciante revisionismo, ma di tutte le giornate di festa nazionale, questa è forse quella che sento di più.

Poi, com'è come non è, finisco in Australia, e addio giorno di festa, direte voi. E invece, bizzarra coincidenza, oggi quaggiù è ANZAC Day, la giornata in cui Australiani e Neozelandesi commemorano lo sbarco delle proprie truppe – sotto il comando britannico – a Gallipoli, nel 1915, nell’ambito della Campagna dei Dardanelli. Per farla breve, il solito Churchill aveva grandi progetti, assumere il controllo della penisola di Gallipoli, aprendo la via del Mar Nero agli alleati allo scopo di conquistare Istanbul e mettere fuori gioco l’Impero Ottomano. Non andò proprio così, visto che un certo Mustafa Kemal, un tenente colonnello trentaquattrenne che pochi anni dopo sarebbe diventato noto con il nome di Atatürk, riuscì a prevedere il luogo dello sbarco (peraltro tardivo) e ad approntare le difese necessarie. Dopo otto mesi, le forze alleate si ritirarono, incapaci di portare a termine la missione. Furono oltre 10.000 i caduti fra i soldati dell’ANZAC, più di 8.000 australiani e di 2.700 neozelandesi. Fu una sconfitta, ma l’importanza di quel sacrificio nell'evoluzione del sentimento nazionale australiano va ben al di là del peso di quegli eventi dal punto di vista strettamente bellico. Australia e Nuova Zelanda non erano più remote colonie britanniche, erano nazioni alleate bisognose di quella mitologia che ogni paese sembra doversi costruire per trovare un'identità.

Trent'anni dopo, in Italia, si cominciava a scrivere una mitologia nuova, e mai come oggi – con gente (sedicente) di sinistra che quasi quasi si aggrappa a un ex-missino – sento la necessità di ricordare cosa successe.

Quindi, mentre intorno a me, avviluppati nei bandieroni blu con la croce del sud, i miei futuri concittadini ricordano il sacrificio dei caduti dell'ANZAC, io, pur unendomi volentieri a loro, approfitto di questa giornata per ricordare il sacrificio dei nostri caduti, specialmente partigiani, per ricordare mio nonno, e per ricordare a me stesso che, sessantacinque anni dopo, abbiamo ancora tanto lavoro da fare.

Buona Festa della Liberazione a tutti.

Sesso non specificato 15.03.10

L'Australia, grazie alla decisione presa nel New South Wales, diventa la prima nazione ad aprirsi al riconoscimento legale di persone che intendono non specificare il proprio sesso perché non si riconoscono nelle definizioni di maschio o femmina.

The New South Wales government recently issued a 'Sex Not Specified' Recognised Details Certificate to 48-year-old Norrie, who lives in Sydney. Although born male, Norrie transitioned to female at the age of 23 before deciding that gender should not necessarily be mutually exclusive. Zie now defines as neuter, saying that "many intersexual children are traumatised by the obliteration of their sexual duality... This is just one tragic result of our society's belief in mutually exclusive genders."

G'day 07.03.10

Brisbane

Ti va di scrivere qualche post sull'Australia, mi dice Tiziano. E perché no, faccio io, e allora eccomi. Grazie per lo spazio concessomi da questo blog, sono ben felice di potervi parlare di questo luogo che ormai considero casa e che a sua volta mi considera uno di casa. E spesso e volentieri mi tratta meglio di quanto non mi trattasse il Bel Paese.

A sproposito, breve presentazione, mi chiamo Giuseppe, vivo a Brisbane, in Queensland, dove traduco, insegno italiano, e mi gingillo con la musica. Con l'ottimo autore di questo blog ci conosciamo sin dalla prima elementare, ne abbiamo passate parecchie, ci siamo persi nello stesso quartiere e ritrovati dieci anni dopo, vivendo agli antipodi, tramite la rete.

Ma passiamo all'Australia, che è ben più interessante di me. Ho l'immodesta ambizione che tramite queste testimonianze una manciata di persone possa conoscere e capire meglio questa terra così fondamentalmente lontana - sia fisicamente sia culturalmente.

Immagino sia opportuno considerare il punto di partenza di chi vorrà leggere queste righe. Da qualche anno a questa parte, l'Australia è di gran moda. In Italia, e in tutta Europa, nella mente della mia generazione si è radicata quest'Australia romantica di cui tanti vagheggiano ma che pochi conoscono. C'è chi ne parla ma non c'è mai stato - però ha visto il film di Baz Luhrmann, tutti e tre i Crocodile Dundee, e i documentari di Steve Irwin. C'è chi c'è stato ma in veste di backpacker, peregrinando da ostello a ostello, campando di risparmi e lavoretti saltuari e circondandosi di altri avventurieri del sacco a pelo. Un'esperienza incredibile, non fraintendetemi, ma in quel modo dell'Australia e degli australiani si capisce ben poco. Io, vivendoci la quotidianità da quattro anni, penso di averne una visione piuttosto obiettiva.

Giunto qui per questioni di cuore, il primo anno rimbalzavo fra inebetito stupore e critiche feroci. Queste ultime però perdevano forza e coerenza man mano che mi abituavo al diverso. Man mano che mi scrollavo di dosso quell'italianissimo riflesso di considerare strano o inferiore o semplicemente sbagliato qualsiasi approccio differisca dal nostro. O l'insofferenza congenita al rispetto delle regole che mai come oggi ci contraddistingue come popolo. Più difficile era invece uscire dal suddetto inebetito stupore, giacché continuavo a vedere casette con giardino e piscina, e a scoprire che ci vivevano, che so, un muratore e una maestra precaria. La famigerata classe media è enorme, il gap fra ricchi e poveri è fra i più bassi al mondo, la mobilità sociale fra le più alte. E poi vedi gente presa bene che ringrazia l'autista scendendo dall'autobus, rispetto autentico per chi ha colore, idee, cultura, desideri sessuali diversi dai tuoi. Vedi buon senso, voglia di fare, gente che guarda al futuro, politici sotto torchio. La lista sarebbe lunga, ma mi sono ripromesso di sviscerare i vari aspetti di questo paese con la dovuta calma nei prossimi post.

Tuttavia, per anticipare comprensibili e prevedibili obiezioni, va detto che l'idea che ci facciamo di un luogo è fortemente condizionata da come l'abbiamo vissuto. Gli italo-australiani di Lygon Street, la Little Italy di Melbourne, rimpiangono un'Italia forse mai esistita semplicemente perché quando sono arrivati qui negli anni '40 e '50 erano trattati male e dovevano lavorare come bestie. Cosa che, però, fece anche mio nonno, rimasto in Italia a fare l'operaio e il contadino, e morto pressoché senza un soldo, a differenza dei paisà che qui hanno trovato un certo benessere. Ma, dicevo, non vorrei che la mia analisi peccasse troppo di soggettività, quindi, in attesa di sviscerare i singoli aspetti che mi preme analizzare, mi sembra sensato iniziare a ragionare su alcuni numeri. Si tratta di indici internazionali elaborati dalle più svariate organizzazioni. Di alcuni si potranno condividere o meno i criteri, ma ciò non toglie che mi sembrano un buon punto di partenza per spiegare il trasmigrare mio e di tanti altri quaggiù nella Land Down Under.

Cominciamo con l'ormai tristemente famoso rapporto annuale di Freedom House sulla libertà di stampa. Guida l'Islanda, prima con 9 punti (attenzione, ché meno punti si pigliano, meglio è). L'Australia si piazza maluccio, 38ª posizione con 22 punti (dopotutto c'è un tale Rupert Murdoch). L'Italia riesce a piazzarsi 73ª, con 32 punti, nuovamente piombata fra i paesi semi-liberi. Ma di questo si parla dai tempi di Raiot.

Solo che uno magari dice, "che mi frega a me dei giornali, io voglio solo stare tranquillo". E allora passiamo al Global Peace Index di Vision for Humanity. Qui lo scarto è di nuovo sensibile ma non impietoso. Australia 19ª e Italia 36ª.

Passiamo all'economia, che conta non poco nelle nostre vite? L'indice di libertà economica elaborato da Heritage Foundation e Wall Street Journal (per carità, discutibilissimo, non è che il sottoscritto penda dalle labbra di Adam Smith) è davvero impietoso, Australia 3ª e Italia che si piazza al 73° posto. Restiamo in tema ma passiamo alle cose pratiche. La Banca Mondiale analizza la facilità di fare impresa nei diversi paesi - qui si parla anche e soprattutto di piccole imprese, di giovani con delle idee - e anche qui ne usciamo male. L'Australia è 9ª. L'Italia ribatte con una fiacca 74ª posizione, e nello specifico è 156ª per quanto riguarda la voce far rispettare i contratti. Pare sia più facile in mezza Africa, e da traduttore freelance, fidatevi, non stento a crederlo. Si collega al discorso anche l'indice della corruzione percepita elaborato da Transparency International. L'Australia è 8ª con un buonissimo 8,7 su 10. L'Italia si piazza, e qui davvero non c'era da stupirsi, al 63° posto con un misero 4,3.

No, comunque va benissimo Tremonti, eh, per carità.

Vorrei chiudere su un indicatore che per me è particolarmente agghiacciante, perché - come la pace e la libertà di stampa - non dipende solo dall'incompetenza degli amministratori, e cioè quello del gap fra i sessi. La lista è stilata dal Forum Economico Mondiale, e vede un'Australia che potrebbe certo fare di più in 20ª posizione. L'Italia, signore e signori, è 72ª. Ci tallona la Tanzania. Non sto scherzando.

E adesso lo so che sembrerò, nel migliore dei casi, quello che ti batte la stecca con strafottenza, e nel peggiore un ingrato anti-italiano, ma non mi fa piacere elencare dati simili. In Italia ho gli amici, la mia famiglia. Che meriterebbero di meglio. Ma ci provo da anni a spiegare le ragioni della mia migrazione agli antipodi, e mi sono reso conto che senza passare per questi numeri è dura. Perché prima di partire anch'io dicevo "tutto il mondo è paese".

Detto questo, mettiamo in chiaro che quaggiù non è certo tutto rose e fiori. Parleremo della piaga della condizione degli indigeni, dei bifolchi dell'Outback e di tutte le altre pecche di questo paese. Mark, l'altro corrispondente dall'Oceania, ha affrontato ad esempio con grande lucidità il problema della lentezza australiana nell'affrontare a livello legislativo il cambiamento climatico. Lui però, beato che non è altro, scrive dalla Nuova Zelanda, che negli indici di cui si è parlato è due volte prima e conquista anche un quarto, un quinto e un nono posto. Io invece ero abituato a fare all'italiana, e di questa Australia non posso certo lamentarmi.

Australia impermeabile al global warming 03.12.09

Wellington

Se l'Unione Europea è all'avanguardia nella lotta alla riduzione delle emissioni, recentemente il punto si è spostato sulle iniziative e decisioni di Cina e Stati Uniti. I grandi assenti del trattato di Kyoto. In tutto questo l'emisfero australe, per ora, resta alla finestra.

Il senato australiano ha nuovamente bocciato (è la seconda volta quest'anno) il disegno di legge del primo ministro laburista Kevin Rudd, che intendeva ridurre le emissioni di gas serra tra il 5 e il 25 per cento entro il 2020.
L'opposizione, contraria al progetto per paura dei ritorni economici negativi, è riuscita a bloccare il provvedimento, 41 voti contro 33, grazie al fatto che mr. Rudd non dispone della maggioranza in senato. Va segnalato inoltre che la lobby del carbone è molto forte in Australia e che ha influito pesantemente nella discussione parlamentare.

Un fallimento che mina la credibilità del paese in vista del prossimo summit di Copenaghen, ma che d'altra parte fa emergere la figura e il talento del nuovo leader dei liberali Tony Abbott.
Proprio mr. Abbott sarà l'avversario di Rudd nelle elezioni del prossimo anno. E il premierato si giocherà proprio sui temi dell'economia e del global warming.

Ciò che è emerso dalla contrapposizione sul clima è stata l'incapacità del governo progressista nel trovare un'intesa bypartisan, mentre il fronte liberale si impuntava contro la proposta di stabilire dei limiti precisi di riduzione delle emissioni, a favore della costruzione di nuove centrali nucleari. L'Australia è uno dei produttori di uranio e questo è un dato che non va dimenticato.
Mr. Abbott su questa proposta si augura di conquistare proprio le simpatie di una parte dei progressisti per creare un'ulteriore strappo nella maggioranza, a tutto vantaggio della sua campagna elettorale.

Un tappeto di steli luminosi per Uluru 24.03.16

Field of Light di Bruce Munro Tili Wiru Tjuta Nyakutjaku

L'artista Bruce Munro porta la sua installazione Field of Light ai piedi di Uluru. 50.000 lampadine colorate alimentate a energia solare creano un tappeto fiorito all'interno dell'Ayers Rock Resort. L'opera, visibile per un anno, prende il nome di Tili Wiru Tjuta Nyakutjaku che nel dialetto aborigeno Pitjantjatjara si può tradurre "guardare un'inifinità di splendide luci".

Fonte: Perth Now

Rotta verso Hobart 26.12.15

La Sydney-Hobart 2015

Ha preso il mare una delle regate più difficoltose del mondo, la Sydney-Hobart con il passaggio per lo Stretto di Bass caratterizzato dalle acque agitate e da venti tesi. 628 miglia nautiche tra la costa australiana e l'isola di Tasmania con 109 imbarcazioni al via.

Fonte: Rai News

La parata di navi da crociera 25.11.15

5 navi da crociera della P&O Cruise

Cinque navi da crociera della P&O Cruise, la Pacific Aria, la Pacific Eden, la Pacific Dawn, la Pacific Jewel e la Pacific Pearl, incrociano al largo di Sydney. Per la prima volta il porto della città australiana ospita così tante navi da crociera di un unico armatore contemporaneamente.

La nuvola tsunami 06.11.15

Nuvole su Bondi Beach

Un gigantesco cumulonembo arcus si avvicina alla costa di Bondi Beach, a Sydney.

La prima Melbourne Cup rosa 03.11.15

L'arrivo della Melbourne Cup 2015

Michelle Payne, in sella a Prince of Penzance, è la prima donna ad aver vinto la Melbourne Cup, la storica gara di equitazione che si corre nella città australiana da oltre 150 anni.

Fonte: Eurosport

La gara di durata per auto a energia solare 21.10.15

Aurum alla World Solar Challenge 2015

Aurum, il prototipo della University of Michigan Solar Car Team USA a Coober Pedy, in Australia, durante il quarto giorno del World Solar Challenge 2015, la gara di durata per auto a energia solare. Quest'anno i team partecipanti alla competizione di 3.000 km, da Darwin ad Adelaide, sono stati 45 provenienti da 25 paesi diversi.

La ricerca della felicità 31.07.15

L'installazione The Search for Happiness di Andrew Baines

I ragazzi del Newington College in tight e cannocchiale a Coogee beach, in Australia, per l'installazione The Search for Happiness di Andrew Baines.

I camaleonti dello zoo di Taronga 12.03.15

I camaleonti dello zoo di Taronga

Appena nati e già nuove star del Taronga Zoo di Sydney, in Australia; sono i minuscoli camaleonti velati. Questi piccoli rettili, chamaeleo calyptratu, sono originari della penisola arabica e possono raggiungere al massimo la lunghezza di 60 centimetri.

Fonte: BoredPanda

La Sydney-Hobart 2014 26.12.14

La partenza della Sydney-Hobart 2014

È considerata una delle regate veliche più dure al mondo. La Sydney to Hobart ogni anno alla fine dell'anno attira i migliori velisti del mondo per una sfida lunga 630 miglia nautica dalla metropoli australiana alla Tasmania.

Terrore a Sydney 15.12.14

Un ostaggio fugge dalla cioccolateria Lindt di Sydney

Si è concluso con tre morti dopo 16 ore il sequestro di numerosi ostaggi in una cioccolateria Lindt di Sydney. Man Maron Monis, integralista islamico di confessione sunnita e di orgini iraniane, già noto alle forze dell'ordine, è stato ucciso dopo uno scontro a fuoco con la polizia. L'uomo entrato armato nel negozio alle 9:45 aveva costretto gli ostaggi a tenere il volto contro la vetrata principale del locale reggendo una bandiera nera con una lode ad Allah scritta in arabo. Secondo gli inquirenti si sarebbe trattato del gesto isolato di un folle spinto da motivi religiosi e non ricollegabile a un atto pianificato dalla rete del terrorismo internazionale.

Fonte: Rai News

La first lady e il koala 15.11.14

La first lady Agnese Renzi con in braccio un koala

A margine del G20 in Australia la first lady italiana Agnese Renzi ha visitato il Lone Pine Koala Sanctuary di Brisbane che raccoglie oltre 130 specie autoctone.

Fonte: ANSA

La Melbourne Cup 2014 04.11.14

La Melbourne Cup 2014

La gara che ferma una nazione. È la Melbourne Cup, una delle corse di cavalli più prestigiose al mondo che si tiene dal 1861.

Fonte: BBC Sport

Una padella gigante sulla spiaggia di Bondi Beach 23.10.14

La scultura di Andrew Hankin We're Fryin' Out Here

Si chiama We're Fryin' Out Here è la scultura a forma di padella gigante di Andrew Hankin e collocata a Bondi Beach; una delle 109 opere d'arte create da decine di artisti provenienti da tutto il mondo per Sculpture by the Sea a Sydney, la più grande mostra open air di scultura del mondo.

Una tartaruga gonfiabile a Sydney 15.08.14

Una tartaruga gonfiabile a Sydney

Una tartaruga gonfiabile, alta 5 metri e larga 15, galleggia nella baia di Sydney per pubblicizzare la nuova mostra all'acquario cittadino dell'artista BJ Price.

Fonte: SBS News

ANZAC Day 2014 24.04.14

L'ANZAC Day 2014

La cerimonia presso il cenotafio di Alice Springs, in Australia, per celebrare il 99esimo anniversario dell'ANZAC Day, in ricordo dei caduti in tutte le guerre nel giorno che segna lo sbarco delle truppe australiane e neozelandesi sulla spiaggia di Gallipoli, in Turchia, che diede l'avvio alla campagna dei Dardanelli del 1915 pianificata dagli Alleati allo scopo di infliggere una sconfitta decisiva all'Impero ottomano durante la Prima Guerra Mondiale.

Sculture sulla spiaggia di Perth 07.03.14

Sculture sulla spiaggia di Perth

Sculpture by the Sea, quest'anno giunta alla sua decima edizione, mette in mostra sulla spiaggia di Cottesloe a Perth 74 sculture di 49 artististi australiani e 21 internazionali. La mostra all'aperto sarà visitabile sino al 24 marzo.

Fonte: Perth Now

La tempesta da spettacolo 05.03.14

Tempesta su Sydney

Il fronte temporalesco che ha attraversato la baia di Sydney ha regalato uno spettacolo inatteso, rendendolo l'evento più fotografato della giornata.

Il Capodanno 2014 a Sydney 01.01.14

Capodanno 2014 a Sydney

Oltre un milione e seicentomila persone hanno assistito allo spettacolo pirotecnico nella baia di Sydney per festeggiare l'arrivo del 2014.

Fonte: ANSA

L'arte di Melbourne 21.11.13

Un'installazione al Melbourne Now

Fino a marzo del prossimo anno Melbourne ospita oltre 400 artisti con installazioni, mostre e performance nell'ambito del progetto Melbourne Now per elevare la città australiana al rango di una delle capitali culturali mondiali.

La Melbourne Cup 2013 05.11.13

E' il principale evento ippico australiano; la corsa che ferma una nazione dal 1861. L'edizione 2013 al Flemington Racecourse è stata vinta da Damien Oliver in sella a Fiorente.

Fumo di Sydney 17.10.13

Incendi a Sydney

Tre incendi boschivi circondano Sydney alimentati dai venti e dalle temperature particolarmente alte. Le colonne di fumo e cenere hanno formato una densa nuvola che ha ricoperto l'intera città.

Il centenario della marina militare australiana 05.10.13

I festeggiamenti per la Royal Australian Navy

La baia di Sydney ha festeggiato con una parata di navi e un grandioso spettacolo pirotecnico il centnario della nascita della marina militare australiana. Era il 4 ottobre 1913 quando sette navi della Royal Australian Navy arrivavano per la prima volta a Sydney per sancire la nascita dell'Australia come potenza marittima e nazione moderna.

Tony Abbott è il nuovo premier dell'Australia 07.09.13

Tony Abbott

Tutto secondo i sondaggi. Il voto degli australiani ha premiato la Coalition del conservatore Tony Abbott con circa il 54% delle preferenze, facendo cambiare rotta al paese dopo sei anni di governo laburista costretto a scontare le laceranti lotte interne. Nota di colore, Julian Assange e il suo partito Wikileaks non sono riusciti ad ottenere l'ambito seggio per entrare in parlamento che si sarebbe rivelato utile per mettere fine al suo volontario esilio londinese.

La monorotaia di Sydney 30.06.13

La monorotaia di Sydney

La monorotaia di Sydney ha completato la sua ultima corsa tra il centro e il quartiere turistico di Darling Harbour. Dopo 25 anni di servizio la linea verrà dismessa a favore di una più economica ferrovia leggera.

La rivincita di Kevin Rudd su Julia Gillard 26.06.13

Kevin Rudd e Julia Gillard

Kevin Rudd, già primo ministro dal 2007 al 2010, ha riconquistato la maggioranza del Labor sconfiggendo nel caucus, il voto interno al partito per confermare o meno la fiducia nel leader, l'attuale premier ed eterna rivale Julia Gillard per 57 voti contro 45. Rudd conquista la candidatura alla premiership nelle elezioni di settembre e avrà tre mesi di tempo al governo, il leader del partito di maggioranza assume anche l'incarico di primo ministro, per ribaltare i sondaggi che vedono il suo partito sprofondare sotto i colpi di sbandamenti politici come l'inversione di rotta sulla carbon tax, la questione aperta dell'immigrazione clandestina e le accuse di frode e abusi sessuali rivolte a membri del partito.

Fonte: BBC News

Scozzesi d'Australia 07.04.13

Gli Annual Highland Gathering di Bundanoon

Si è tenuto quest'anno il 36esimo Annual Highland Gathering di Bundanoon. La cittadina del Nuovo Galles del Sud ospita gli Highland Games, i tradizionali giochi scozzesi.

Fonte: Bundanoon

La caccia al canguro 03.04.13

La caccia al canguro

Riapre in Australia la controversa stagione della caccia al canguro. Secondo il governo di Canberra la caccia aiuta a contenere la crescita della popolazione marsupiale ritenuta responsabile di ingenti danni ai raccolti.

La maschera di Darth Vader vola sopra Canberra 09.03.13

Una mongolfiera sopra Canberra

Più di cinquanta mongolfiere daranno spettacolo nei cieli della capitale australiana sino al 17 marzo per l'annuale festival dei palloni aerostatici.

Il mestiere di riparare bambole 19.02.13

Il Doll Hospital di Sydney

Si chiama Doll Hospital e si trova a Sydney. Da cento anni si occupa di riparare bambole, peluche, giocattoli e cavalli a dondolo, ma anche ombrelli e carrozzine.

Fonte: CBS News

Una nuova stagione di ciclismo 26.01.13

Il Tour Down Under 2013

Come ogni anno dal 2006 il Tour Down Under, corsa a tappe maschile di ciclismo su strada che si svolge nel territorio di Adelaide nel sud dell'Australia, apre la stagione ciclistica internazionale del circuito UCI ProTour.

Fonte: Euriosport

Il doppio Errani-Vinci trionfa agli Australian Open 2013 25.01.13

Errani e Vinci all'Australian Open 2013

Sara Errani e Roberta Vinci si sono imposte nella finale di doppio degli Australian Open battendo la coppia australiana formata da Ashleigh Barty e Casey Dell'Acqua. Per le italiane si tratta della prima vittoria a Melbourne e del terzo titolo in un torneo dello Slam dopo Roland Garros e US Open nel 2012.

Un muro di sabbia sull'oceano 11.01.13

La tempesta di sabbia vicino alle coste australiane

L'agenzia metereologica di Perth ha pubblicato l'impressionante immagine, scattata dal marinario Brett Martin a 25 miglia dalla costa, di una gigantesca tempesta di sabbia che avanza sull'oceano.

Fonte: Mirror

Fa molto caldo in Australia 08.01.13

Incendi in Australia

Non si placa l'ondata di caldo estremo che da Natale sta interessando gli stati meridionali dell'Australia alimentando centinaia di roghi difficili da contenere.

Fonte: Guardian

La papera di gomma gigante a Sydney 07.01.13

La papera di gomma gigante a Sydney

Una papera gialla di gomma alta 15 metri di altezza galleggia nel porto di Sydney. E' la nuova installazione dell'artista Florentijn Hofman realizzata per l'annuale festival di arti visive e contemporanee che per tre settimane coinvolgerà la metropoli australiana.

Sculpture by the Sea a Sydney 18.10.12

Sculpture by the Sea a Sydney

Per due settimane 103 opere d'arte create da 77 artisti animeranno la 16esima edizione di Sculpture by the Sea a Sydney, la più grande mostra open air di scultura del mondo. Le opere saranno esposte lungo la passeggiata che unisce Bondi Beach a Tamarama Beach.

Fonte: Herald Sun

Tutti di corsa a Sydney 16.09.12

Il Sydney Running Festival

32.000 persone hanno preso parte alla maratona di Sydney.

Fonte: Sky News

L'ANZAC Day 2012 25.04.12

L'ANZAC Day 2012

Australia, Nuova Zelanda e alcune isole in Oceania celebrano oggi l'ANZAC Day per ricordare i caduti in tutte le guerre e commemorare l'anniversario del primo sbarco dei Diggers australiani a Gallipoli nell'offensiva britannica del 1915 contro l'impero Ottomano.

Fonte: Guardian

Le mongolfiere di Canberra 12.03.12

Una mongolfiera a Canberra

A Canberra è in pieno svolgimento la rassegna di arti e spettacolo Canberra Festival con il tradizionale raduno di mongolfiere per Balloon Spectacular.

Novak Djokovic trionfa nella battaglia di Melbourne 29.01.12

Novak Djokovic festeggia a Melbourne

Novak Djokovic si aggiudica gli Australian Open in un'epica sfida contro Rafa Nadal, nella partita più lunga della storia degli Slam.

Victoria Azarenka ha vinto gli Australian Open 28.01.12

Victoria Azarenka

La bielorussa Victoria Azarenka travolge la Sharapova 6-3 6-0 e a Melbourne conquista il suo primo Slam. Il successo agli Australian Open le vale anche il posto di numero uno del mondo.

Australian Open 2012 18.01.12

Novak Djokovic

Dal 16 al 29 gennaio al Melbourne Park si disputerà sui venticinque campi in cemento plexicushion la 100esima edizione dell'Australian Open. Come da tradizione il primo dei quattro tornei del Grande Slam dell'anno.

Fonte: Adnkronos

Il mondo saluta l'arrivo del 2012 31.12.11

L'arrivo del 2012 a Sydney

Sydney festeggia il 2012 con il tradizionale spettacolo pirotecnico sull'Harbour Bridge e lungo la baia sulla quale si affaccia l'Opera House.

Vivid Sydney Festival 28.05.11

L'Opera House illuminata per il Vivid Sydney Festival

Giochi di luce, musica e colori anima l'Opera House di Sydney nel tradizionale evento cittadino che durerà sino al 13 giugno.

L'ultimo combattente 05.05.11

Claude Choules

Claude "Chuckles" Choules è morto all'età di 110 anni in Australia. Era l'ultimo veterano della Prima Guerra Mondiale. Si arruolò a quindici anni, mentendo sulla sua vera età, nella Royal Navy e servì sulla HMS Revenge.

Fonte: TLUC Blog

In Australia il primo GP della stagione 27.03.11

La Red Bull in Australia

La stagione 2011 della Formula 1 si apre come si era chiusa l'anno passato, con una vittoria della Red Bull. Sebastian Vettel trionfa in Australia.

Fonte: Guardian

L'Ora della Terra 26.03.11

La baia di Sydney al buio per l'Ora della Terra

In tutto il mondo si è celebrata l'Ora della Terra. Spente per 60 minuti le illuminazioni dei principali monumenti del pianeta per sensibilizzare l'opinione pubblica su risparmio energetico e ambiente.

Le regine dei mari nella baia di Sydney 22.02.11

La Queen Elizabeth e la Queen Mary II nella baia di Sydney

La Queen Elizabeth e la Queen Mary II, dell'armatore britannico Cunard, hanno attraccato assieme nella baia di Sydney.

Il ciclone Yasi tocca terra nel Queensland 03.02.11

I danni del ciclone Yasi nel Queensland

Danni ingenti dal passaggio del ciclone Yasi sul Queensland tra le città di Cairns e Townsville. Ancora una volta, dopo le alluvioni dei mesi precedenti, l'Australia settentrionale si ritrova in stato di emergenza. Il ciclone ha raggiunto la massima intensità per poi diminuire la sua furia distruttiva una volta raggiunta la costa. Non si segnalano vittime.

Fonte: TLUC Blog

Djokovic è suo l'Australian Open 2011 30.01.11

Novak Djokovic dopo il trionfo all'Australian Open 2011

Novak Djokovic si aggiudica il suo secondo Australian Open battendo Andy Murray per 6-4, 6-2, 6-3, in una finale senza storia.

Il Giappone per la quarta volta è campione d'Asia 29.01.11

Un contrasto aereo nella finale tra Australia e Giappone

I Blue Samurai conquistano la loro quarta Asian Cup su quattro finali disputate. Il gol arriva nel secondo tempo supplementare a firma di Lee, lasciato colpevolmente solo dalla difesa australiana.

Clijsters trionfa nella finale femminile dell'Australian Open 2011 29.01.11

La Clijsters in finale

La belga Clijsters batte la cinese Li Na nella finale femminile Australian Open, al Melbourne Park, per 3-6, 6-3, 6-3.

L'Australia ricorda lo sbarco della First Fleet 26.01.11

La spiaggia di Bondi con una bandiera australiana

Il 26 gennaio del 1788 la flotta del capitano Arthur Phillip prese formalmente possesso della colonia del Nuovo Galles del Sud. Quel giorno nasceva l'Australia per come la conosciamo. Quel giorno sarebbe diventato l'Australia Day.

Giappone e Australia finaliste dell'AFC Asian Cup 2011 25.01.11

I Socceroos festeggiano la vittoria

L'Australia passeggia per 6 a 0 sull'Uzbekistan e raggiunge la sua prima finale nel torneo continentale asiatico. Più sofferto il passaggio del turno per il Giappone che si è imposto sulla Corea del Sud solo dopo i calci di rigore. Per il Paese del Sol Levante sarà la quarta finale. Nelle precedenti tre ha sempre vinto.

Meyer trionfa nel Tour Down Under 2011 23.01.11

Meyer festeggia la vittoria al Tour Down Under 2011

L'australiano Cameron Meyer si aggiudica il suo primo Tour Down Under. La corsa a tappe che si svolge nel territorio di Adelaide è il più importante evento fuori dai confini dell'Unione Europea e il primo importante test del calendario ciclistico.

Fonte: ABC News

L'addio di Lance Armstrong al ciclismo su strada 23.01.11

Lance Armstrong

La leggenda del Tour de France, Lance Armstrong, ha messo fine alla sua carriera internazionale terminando l'ultima tappa del Tour Down Under in Australia. D'ora innanzi si dedicherà alla mountain bike e al thriatlon, ma solo all'interno dei confini degli Stati Uniti. Sul campione texano pende un'inchiesta federale per doping in seguito alle accuse del suo ex compagno di squadra Floyd Landis, a sua volta trovato positivo al testosterone che gli fece perdere il Tour de France 2006.

Fonte: TLUC Blog

Australian Open 2011 20.01.11

Il Margaret Court Arena

La 99esima edizione del primo dei quattro tornei del Grande Slam si disputa nel complesso di Melbourne Park, fino al 30 gennaio. I detentori dei titoli di singolare maschile e femminile sono Roger Federer e Serena Williams.

Fonte: Guardian

Brisbane sommersa, ma la piena è più bassa delle attese 12.01.11

I quartieri sud di Brisbane inondati dalla piena del fiume

La piena ha raggiunto Brisbane, ma contrariamente alle peggiori attese il picco è stato inferiore ai livelli della devastante inondazione del 1974. Le acque del fiume Brisbane hanno raggiunto quasi i 4 metri e mezzo. Un metro abbondante sotto il picco previsto.

Brisbane si prepara alla più grande alluvione da 118 anni 11.01.11

Esondazione del Brisbane river a Kangaroo Point

Le alluvioni che hanno sommerso il Queensland occidentale ora minacciano direttamente Brisbane. Si teme la piena del Brisbane river e alcuni quartieri devono già fare il conto con le esondazioni. Nel frattempo il conto delle vittime sale e aumentano i dispersi. A rischio 40.000 abitazioni. 100.000 le utenze che hanno avuto distacchi elettrici.

Il Queensland devastato dalle piogge 02.01.11

Un canguro in mezzo agli allagamenti nel Queensland in Austr

Prosegue l'emergenza alluvioni nel Queensland occidentale. Una donna è morta e il numero degli sfollati sale a duecentomila.

Sono migliaia gli evacuati dopo le inondazioni nel Queensland 30.12.10

La città di Chinchilla nel Queensland occidentale

Sono oltre 4.000 gli sfollati sono già due le città completamente evacuate nel Queensland occidentale in seguito alle alluvioni che hanno colpito duramente lo stato australiano.

The Ashes: l'Inghilterra schianta l'Australia 29.12.10

La danza della nazionale inglese dopo la vittoria nel test m

Nel quarto test match delle più famose series di cricket, "le Ceneri", l'Inghilterra infligge la più pesante sconfitta casalinga alla nazionale australiana da 98 anni. La nazionale inglese mantiene il possesso dell'Urna.

Fonte: Guardian

66esima Sydney to Hobart 26.12.10

L'avvio della regata a Sydney

E' salpata dalla baia di Sydney alla volta di Hobart, in Tasmania, la tradizionale regata australiana del Boxing Day di 630 miglia nautiche, conosciuta anche come Blue Water Classic.

Il naufragio all'isola di Natale 15.12.10

Soccorritori sul luogo della tragedia

Decine di immigrati si teme siano morti dopo che la loro barca di legno è affondata contro gli scogli di Christmas Island in Australia.

Fonte: Guardian