tizianocavigliablog
Il blog che tutti dovrebbero leggere.

Cavalcare la rabbia 05.01.14

Il web è da sempre piattaforma di commenti di infelici, di frustrati e di inconsapevoli ignoranti che sfogano i loro colossali complessi di inferiorità contro il primo obiettivo incapace di difendersi che incontrano.
Aver iniziato ad aizzare parte di questa massa con slogan demagogici e violenti non ha giovato alla risoluzione del problema.

La scelta di Prodi 19.04.13

Dopo aver vaporizzaro il consenso puntando sull'impronabile candidatura di Marini, il Partito Democratico ha riacquistato la ragione scegliendo all'unanimità su Romano Prodi quale candidato alla presidenza della Repubblica.

In attesa di sapere come andrà a finire qui si appoggia la mozione Un passo indietro per Bersani.

Il PD ha bruciato anche Prodi 19.04.13

Al quarto scrutinio Prodi si ferma a 395 voti. La soglia psicologica per sperare in un risultato al quinto scrutinio era fissata a 450. Per dire Prodi ha preso meno voti di Marini.

Un partito che non riesce a nemmeno a trovarsi d'accordo nel votare il suo padre nobile ha un evidente problema di personalità.

Reset 19.04.13

Pier Luigi Bersani

Il passo indietro di Bersani è arrivato fuori tempo e non prima di aver lasciato macerie là dove c'era il più grande partito riformista della storia italiana.
Ogni vent'anni la gioiosa macchina da guerra si schianta contro la realtà. Dirigenze senza un futuro, legate a logiche e narrazioni del secolo breve.

Nel mondo reale ora si aprirebbe una nuova fase costituente. Assisteremmo alla nascita di un nuovo soggetto. Magari riformista. Insindacabilmente europeista. Progressista, prima ancora che di sinistra. Capace di comunicare, di vivere al passo con le nuove generazioni. Nativo digitale e aperto alla base.
Nel mondo di sogno nel quale siamo immersi ci accontentiamo delle serenate dedicate a madame Bindi da un vecchio chanteur immortale.

Nel frattempo tra una fetta di mortadella e l'elaborazione del lutto affidiamo la nostra democrazia alla barzelletta delle destre mondiali e al mugugno umorale dei bassi istinti.

Non so voi, ma a questo punto mi auguro la troika.

Minority Bersani 18.04.13

Bersani abbraccia Alfano

E' stato il capolavoro politico di Pier Luigi Bersani.
Il segretario che ha portato il Partito Democratico al suo minimo storico è riuscito nell'impresa di sconvolgere milioni di elettori in una sola notte nel tentativo di cercare le larghe intese con il PDL su un nome condiviso per la presidenza della Repubblica.
Progetto poi miseramente naufragato nel volgere del primo scrutinio, non prima però di aver lasciato un partito a pezzi, fatto perdere un paio di punti percentuali in vista delle prossime elezioni regionali e amministrative e aver dato nuova linfa alla narrazione dell'inciucio con Berlusconi urlata da Grillo.

Pier Luigi, dai retta, fai un passo indietro per il bene del PD e del paese.
La tua visione politica e del mondo si è fermata al 1980. E si è arresa.

Sipario su Marini 17.04.13

In una delle notti più travagliate del Partito Democratico con 222 voti favorevoli, 90 contrari e 21 astenuti, Franco Marini - che con D'Alema congiurò contro Prodi per sua stessa ammissione - è stato scelto come candidato alla presidenza della Repubblica.
Un nome condiviso da Silvio Berlusconi e che frattura l'asse con SEL.
Mentre sui social network montava la protesta verso una scelta giudicata irricevibile fuori dal teatro Capranica un gruppo di elettori ineggiava a Stefano Rodotà, classe 1933, e il segretario Pier Luigi Bersani usciva da un ingresso secondario.

Sipario.

Tu intanto vota poi vediamo 16.04.13

Il MoVimento ha espresso un miracolo: la signora Gabanelli Presidente della Repubblica italiana. È straordinario, proprio in sintonia col MoVimento. Io spero vivamente che accetti e volevo dare un consiglio a Bersani. Senza ironie, senza battute. Seriamente. Potrebbe essere un punto di incontro: voti la Gabanelli anche lei. Voti una signora che ha sempre fatto bene il suo lavoro. La Gabanelli è una che non ha mai fatto inciuci con Berlusconi, un miracolo di questi tempi. E poi è una signora. Sarebbe veramente un grande segnale. Sì, qualcuno ha detto che potrebbe diventare con la Gabanelli la Repubblica delle manette. Eh! Chissà che non sia un'idea anche quella con la quale ci potremmo togliere qualche soddisfazione. Ci pensi Bersani, ci pensi. Potrebbe essere veramente l'inizio di una, chissà, collaborazione. Provi. Provi a votarla. E cominciamo da lì. Poi vedremo: rimborsi elettorali, legge anti corruzione, incandidabilità di Berlusconi. Magari troveremo una convergenza. Se non con lei, con i giovani del PD. Grazie per l'ascolto.

Il risultato delle quirinarie - soprattutto il terzo nome uscito dalla consultazione, Stefano Rodotà - permette a Grillo di passare il cerino acceso a un Bersani già in fiamme da un mese.

Beviamoci su 23.03.13

Bersani al pub

Dopo il primo giorno di consultazioni Pier Luigi Bersani si è concesso una birra nel suo pub del centro di Roma.

La fronda grillina 23.03.13

Andrea Malaguti su La Stampa racconta il malumore di una ventina di malpancisti del Movimento 5 Stelle favorevoli all'ipotesi di dare la fiducia a un esecutivo PD guidato da Bersani, nonostante la deriva aventiniana di Grillo.

Titoli di coda 23.03.13

Mentre il Partito Democratico e Bersani oggi sono al lavoro per trovare una soluzione di governo che permetta al paese di ripartire e all'Europa di tirare un sospiro di sollievo, PdL e Movimento 5 Stelle giocano la carta della campagna elettorale perenne divisi tra la simpatica carnevalata in piazza del Popolo a Roma e il campeggio in Val di Susa.
Le politiche del lavoro, il sostegno alle imprese, l'emergeza sociale e la ripresa economica possono aspettare.

La strategia del perdente 13.03.13

Lo sconfitto delle primarie Matteo Renzi è pronto a candidarsi per la premiership se il tentativo di formare un governo del non vincente alle elezioni Pier Luigi Bersani non dovesse andare in porto.

Il futuro del Partito Democratico in mano a due perdenti. Poteva andare peggio. Poteva piovere.

9 ore di direzione PD in 9 minuti 07.03.13

La sintesi di Repubblica.

Il programma di Bersani in otto punti 04.03.13

Gli otto punti del programma di Bersani: legge contro la corruzione e contro la mafia, conflitto d'interessi, misure per una politica più sobria e meno cara, una riforma dei partiti, interventi immediati su urgenza sociale, economia e diritti su cittadinanza e coppie omosessuali, riforma della scuola e sul diritto allo studio.
Per carità tutti condivisibili. Tutti ugualmente vaghissimi. Tutti calibrati sulla sudditanza al Movimento 5 Stelle.
Tutti assolutamente irrealizzabili nell'ottica di quello che sarebbe un governo di minoranza a tempo e con un probabile (e a questo punto forse auspicabile) nuovo esecutivo tecnico del presidente all'orizzonte.

Il parlamento più giovane e con più donne di sempre 27.02.13

Un successo dovuto principalmente al Partito Democratico, grazie alle scelte emerse dalle primarie, e al Movimento 5 Stelle.

Età. I deputati eletti avranno una età media di 45 anni e i senatori di 53 anni. Il che significa un consistente ringiovanimento rispetto alla scorsa legislatura in cui l'età media dei deputati era di 54 anni (9 anni di differenza) mentre quella dei senatori di 57 anni (4 anni di differenza).

Il gruppo parlamentare con l'età media più bassa è di gran lunga il Movimento 5 Stelle, con 37 anni (33 alla Camera e 46 al Senato), davanti a Lega Nord con 45 anni (42 alla Camera e 48 al Senato), al Partito Democratico (Pd) con 49 (47 alla Camera e 54 al Senato), a Sinistra ecologia e libertà (Sel) con 47 anni (46 alla Camera e 50 al Senato), al raggruppamento Lista Monti-Udc-Fli con 55 anni (55 anni alla Camera e 56 anni al Senato) e al Popolo della Libertà (Pdl) con 54 anni (50 alla Camera e 57 al Senato).

Donne. Rafforzata la presenza femminile che nella legislatura conclusa era pari al 21% alla Camera e al 19% al Senato: nel nuovo Parlamento saranno il 32% alla Camera e il 30% al Senato.

Tra i partiti maggiori il più alto numero di donne si trova nelle liste del Pd, con il 41%, che precede Movimento Cinque Stelle al 38%, Pdl e Lista Monti-Udc entrambi al 22%, Sel al 20%, Lega Nord al 14% e Pdl, con il 25,8%.

Serve una nuova leadership e un nuovo programma 27.02.13

Questo governo non potrà durare cinque anni: dovremo cambiare, e quando si andrà di nuovo al voto dovremo darci una nuova leadership e un programma, perché siamo stati deboli anche li.
Fatte le primarie, che peraltro sono state una pagina bellissima, ci siamo comportati come se avessimo già vinto.
[Grillo, n.d.r.] Non è un pericoloso guastatore: se si pensa di fare un accordo politico con lui sarebbe un errore, ma gli si possono proporre obiettivi che sono anche nel suo programma.

La cristallina analisi del dopo voto del presidente della Liguria Claudio Burlando.

La strana alleanza 26.02.13

Per il Movimento 5 Stelle l'eventuale alleanza/desistenza con il PD, come ventilato da molti a sinistra, sarebbe un suicidio politico.
Un movimento anti-sistema perderebbe ogni credibilità acquisita nell'istante in cui scendesse a compromessi con il sistema.

Il bicchiere va letto dai due lati 26.02.13

In nome di messaggi palingenetici... una disoccupazione giovanile al diapason... il bicchiere va letto dai due lati... pur essendo arrivati primi non abbiamo vinto.

Colpa. Mia. Sono due parole Pier Luigi. Dai. Su.

Gli slogan della sinistra più sfigati degli ultimi 150 anni 25.02.13

Parte la gioiosa macchina da guerra.

Achille Occhetto. 2 febbraio 1994.

Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro.

Pier Luigi Bersani. 18 febbraio 2013.

Com'era quella storia che solo Grillo riempie le piazze? 17.02.13

Manifestazione PD in piazza Duomo a Milano

Il bagno di folla per Bersani e Ambrosoli in piazza Duomo a Milano.

Ossessivi compulsivi per Bersani 13.02.13

Geniale.

Un gesto di novità per il futuro 11.02.13

E' una notizia di portata storica, ha precedenti solo in secoli fa, ed è storica due volte: è una decisione rarissima e secondo me, siccome questo Papa non prende decisioni per debolezza ed è un grande teologo, mi sembra un gesto di impostazione, di novità per il futuro.

Il commento del segretario del Partito Democratico Bersani alla rinuncia di Benedetto XVI.

Benedetto XVI e Bersani 11.02.13

Il fotomontaggio di Benedetto XVI in compagnia di Bersani

Roberto Felter immagina il futuro post papale di Benedetto XVI in compagnia di Bersani e della sua birra nel suo storico bar.

Bersani datti una mossa 08.02.13

Che sia vera o fantasticata, la rimonta di Berlusconi e Grillo si basa sullo sfaldamento di un Bersani che ha spento la sua narrazione per un'Italia più giusta.
Il Partito Democratico - Vendola non è pervenuto - naviga a vista portando avanti una campagna elettorale in sordina che ha sperperato il patrimonio di credibilità delle primarie in appena un mese e che ora si avvita nella rincorsa di Monti, ricevendone mediatici schiaffoni, veti e sberleffi.

Gli elettori di centrosinistra meritano di più.

Bersani Vittorioso 30.01.13

Screenshot di Bersani Vittorioso

Il nuovo meme su Bersani esultante raccolto da un tumblr.

Avevamo una banca 24.01.13

L'analisi di Menichini su Europa riguardo al caos derivati collegato al Monte dei Paschi di Siena, con le conseguenti di dimissioni di Mussari (ex presidente MPS) dalla presidenza dell'ABI, e i rapporti della banca con il Partito Democratico.

L'attacco ai democratici è invece un attacco a una storia che li precede. Quando Bersani replica alle accuse dice una cosa vera: «Il Pd fa il Pd, la banca fa la banca». Vera adesso e vera almeno da quando, negli ultimi anni, s'è capito che perfino a Siena occorreva chiudere la lunga epoca dell'intreccio fra amministrazione, sindacati, politica e finanza. Si tratta però di un’inversione di rotta (e, dunque, di una "verità") relativamente recente, a fronte di una storia di collateralismo esplicito (che non impediva a Mps di essere anche l'istituto preferito della famiglia Berlusconi e di Mediaset, per dire).
Ecco perché c'è una tradizione (morta) che rischia di afferrare una innovazione troppo recente, e non sempre limpidamente perseguita dai gruppi dirigenti locali. Per Bersani è una prova in più. Imprevista, forse la più insidiosa.

Dieci domande su scienza e ricerca ai candidati premier 17.01.13

Dopo l'esperienza con le primarie del centrosinistra Le Scienze prova a rilanciare i temi della ricerca scientifica ponendo dieci nuove domande ai candidati a Palazzo Chigi.

Perché credete che Bersani abbia scelto Papa Giovanni per il suo pantheon? 16.01.13

Il trapianto è una scelta di destra, noi progressisti invece sfoggiamo fieramente la nostra pelata.

Pelati per Bersani. Un profilo su Twitter da seguire.

L'inno per la campagna di Bersani 2013 16.01.13

Nel tempo che verrà. Nel buoio che cadrà. Nel freddo che sarà.

Il Partito Democratico ha scelto Inno, dal nuovo album di Gianna Nannini.
Era difficile immaginare una canzone con un testo più nostalgico, su una base così lenta e interpretata da una cantante che ormai il viale del tramonto lo ha arredato, come inno per una campagna elettorale giocata tutta sui temi del rinnovamento.

Una scelta comunicativa perdente proprio nel momento in cui gli avversari guadagnano terreno.
Ormai non facciamo più nemmeno tenerezza.

L'Italia giusta 29.12.12

Il manifesto PD per Bersani

Ora si fa sul serio. Lo slogan della campagna elettorale di Bersani.

Il prossimo presidente del consiglio secondo gli scommettitori 29.12.12

Pier Luigi Bersani viene dato a 1/3, Mario Monti a 3/1, il ritorno di Berlusconi quotato a 6/1. L'ipotesi Grillo segna un non incoraggiante 20/1.
Le quote dei bookmaker sul prossimo premier italiano.

La trappola del Cavaliere 10.12.12

Le avance e la pantomima del Cavaliere intorno a Matteo Renzi prima, durante e dopo le primarie del centrosinistra aveva e ha come unico scopo quello di dividere il nostro elettorato, insinuando il dubbio sulla buona fede politica del sindaco di Firenze e sulle reali capacità di Bersani quale leader adatto a innovare il partito e il paese.
Spiace constatare che una volta di più Berlusconi è riuscito a tenere in scacco l'elettorato di centrosinistra, che è caduto nel tranello con tutto se stesso.

Bersani il birraio 03.12.12

Bersani spina una birra

Bersani, dopo la vittoria alle primarie, spina una birra per i volontari del suo comitato e pubblica la foto su Twitter.

Fattore Bersani 03.12.12

Le spread tra BTP decennali e Bund oggi è sceso sotto i 300 punti base. Ai minimi da marzo.

P.S.: sul fattore Bersani si scherza, ma neanche troppo.

Partito Democratico: i miei desiderata 19.04.07

Cosa vorrei dal nascente Partito Democratico:

  • sinistra, solidarietà, serietà;
  • laicismo; lasciamo la religione alla sfera personale;
  • scelte forti e coraggiose sulle politiche sociali e del lavoro;
  • adesione al PSE;
  • unità;
  • individuazione di un leader di prestigio nel minor tempo possibile;
  • primarie, sempre e comunque;
  • ambiente e pacifismo, lasciando però da parte sciocche e controproducenti derive estremistiche;
  • rapporti più stretti con le altre anime della sinistra italiana.

Usque ad finem et ultra, comites.
Questo deve essere lo spirito del nuovo partito, altrimenti la prossima croce sarà su di un altro simbolo.

Bersani premier 02.12.12

La prima grande soddisfazione è l'aver creduto fortemente alle primarie, a questa avventura delle primarie. Le ho volute testardamente, le ho volute aperte. Ora possiamo riflettere e trarne un insegnamento: siamo un grande partito popolare e dobbiamo sempre avere fiducia nella sua gente.

Con la spinta di oltre il 60% dei 2,2 milioni e rotti di elettori del ballottaggio delle primarie di centrosinistra Bersani ha un mandato fortissimo per riscrivere l'Italia da zero guardando a Bruxelles.

Ora serve un po' di allegria 02.12.12

Ora comincia la battaglia vera. Io vi chiedo di metterci ancora una volta tutta la convinzione, tutto l'impegno perché questo viaggio lo facciamo assieme. Qui non c'è l'uomo solo al comando, si governa con un popolo. Mettiamoci forza, energia, e mettiamoci anche un po' di allegria che è un tratto del nostro popolo. E anche un po' di serenità, non bisogna agitarsi, non bisogna intimorirsi. Tranquilli e forti e decisi.

Il discorso di Bersani per la vittoria alle primarie del centrosinistra. Tranquilli e forti e decisi.

Il Partito Democratico sull'Europa 28.11.12

Domanda: "Cosa dice agli altri Paesi europei?"

Renzi: "Sogno un'Europa che sia capace di dire qualcosa sulla politica estera. Io voglio rimettere a posto il debito pubblico italiano perché è immorale non perché me lo chiede l'Europa".

Bersani: "Il Continente più forte del mondo è diventato un problema per il mondo. L'austerità non ci porta da nessuna parte, ma siamo tutti sullo stesso treno, chi sul vagone più comodo chi su quello meno comodo, ma il nostro viaggio è nel segno del meno. Cerchiamo di muovere l'economia e rilanciamo il tema degli Stati Uniti d'Europa. Bisogna tornare al progetto comune e alla solidarietà".

Dal dibattito finale per le primarie del centrosinistra esce chiara la posizione del primo partito italiano per orgoglio europeista.

Le alleanze del Partito Democratico 28.11.12

Domanda: "Con chi allearsi per avere la maggioranza?"

Bersani: "Non sappiamo ancora come sarà la legge elettorale. Abbiamo stretto un patto con Sel e socialisti, ma questa area dei progressisti deve aprirsi a forze di centro moderate, europeiste e antiberlusconiane. Dobbiamo mantenere la testa un po' aperta, per bloccare l'avanzata di forze populiste anche di estrema destra".

Renzi: "L'unica legge elettorale che ha funzionato in Italia è quella dei sindaci. Quanto alle alleanze, noi non dovremmo fare un accordo con Pierferdinando Casini. Dobbiamo dire no agli inciuci. I voti dei moderati li prendiamo noi."

Casini o non Casini.

Le ricette del Partito Democratico per uscire dalla crisi 28.11.12

Bersani e Renzi si confrontano con la crisi finanziaria durante il dibattito televisivo per le primarie del centrosinistra.

Il partito dei diritti civili 28.11.12

Domanda: "Matrimoni gay, unioni di fatto o...?"

Renzi: "Nei primi 100 giorni la legge che consenta a persone dello stesso sesso di avere uguali diritti civili. Sul tema dei figli, invece, occupiamoi prima di chi già ce li ha."

Bersani: "Sul tema delle unioni civili seguire il modello tedesco, che Casini sia d'accordo o meno."

Se ci sarà un avanzamento dei diritti civili nel paese nei prossimi cinque anni sarà sulla spinta decisiva del PD.

Tre cose da fare per un governo di centrosinistra 28.11.12

Domande: "Quali sono le prime tre cose che farete?"

Bersani: "Chi nasce in Italia è italiano. Legge anticorruzione, lavoro e piccola impresa".

Renzi: "Tutte e tre le cose sono legate al lavoro: certezza nel diritto riguardo alle norme sul lavoro, semplificare la burocrazia, digitalizzare".

Bersani e Renzi, durante il dibattito finale per le primarie del centrosinistra, mettono il lavoro e lo sviluppo al centro dell'agenda politica.

Look da primarie 28.11.12

Bersani e Renzi al dibattito

Il segretario del PD Bersani in cravatta rossa a pois bianchi, Matteo Renzi senza giacca. Il look da dibattito finale per le primarie 2012 su Rai 1.

La Cina è vicina 12.04.07

Forse è la volta buona.
Così per dire, eh...

Il testamento scientifico dei candidati alle primarie 22.11.12

Le Scienze ha pubblicato le risposte dei cinque candidati alle primarie del centrosinistra sui temi legati alla ricerca scientifica, alla messa in sicurezza del territorio, al cambiamento climatico, alla fecondazione assistita e sul testamento biologico, alla ricerca sugli OGM e in merito alle medicine alternative.

Gli ultimi sondaggi sulle primarie del centrosinistra 22.11.12

Bersani a pochi punti percentuali dal fatidico 50%, ma potrebbe non bastare. Renzi in difficoltà non raccoglierebbe più di un terzo delle preferenze. Vendola, Puppato e Tabacci non pervenuti.
La possibilità del secondo turno si giocherà sul filo di lana.

I sondaggi sulle primarie 2012 analizzati dall'Huffington Post.

Le 10 idee di Bersani 21.11.12

Il programma del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani candidato alle primarie del centrosinistra.

L'Italia ce la farà se ce la faranno gli italiani. Se il paese che lavora, o che un lavoro lo cerca, che studia, che misura le spese, che dedica del tempo al bene comune, che osserva le regole e ha rispetto di sé, troverà un motivo di fiducia e di speranza. Davanti a noi ora c’è una scelta di questo tipo: se batterci tutti assieme o rinunciare a battersi. Se credere nelle risorse e nel coraggio del Paese o affidarsi alle risorse di uno solo. E' tempo di ripartire. Perchè il peggio può essere alle nostre spalle. Se lo vogliamo.

I programmi dei candidati alle primarie di centrosinistra: Bruno Tabacci, Laura Puppato, Nichi Vendola, Matteo Renzi.

Nadàr Solo l'album 28.02.07

Vi ricordate dei Nadàr Solo?
Bene oggi mi è arrivato il loro cd, come promesso per aver aiutato a svelare il mistero di "novenovembre".

Da ascoltare.

La riforma riveduta e corretta del lavoro 05.04.12

Non il populismo sgrammaticato di Di Pietro e neppure il conservatorismo di sinistra della CGIL, il merito della revisione del testo sulla riforma del lavoro va tutto alla serietà della linea politica tenuta dal Partito Democratico e alla determinazione di Bersani.

La terza repubblica in nuce 28.03.12

Premesso che ci stiamo fasciando la testa su una proposta di riforma elettorale e costituzionale basata su di un accordo per il momento scritto sull'acqua, il superamento delle coalizioni-ammucchiate pre-elettorali mi sembra tutto tranne che una sconfitta per il corpo elettorale.
Compreso che un bipartitismo è inattuabile in Italia e un maggioritario puro non ha speranze di essere approvato, la nuova riforma elettorale ha dalla sua il riportare i partiti e le loro istanze protagonisti a discapito di meri cartelli elettorali creati al solo scopo di conquistare un singolo voto in più dell'avversario.
Per quanto riguarda il temuto rischio di ingovernabilità appare evidente che resterà inalterato con quanto ne consegue.

RIFORMA ELETTORALE
[...] La riforma ipotizzata, che comunque per funzionare avrà bisogno di alcune riforme costituzionali, cancella sia il Mattarellum che il Porcellum. Soprattutto lo spirito che l'animava. L'idea forte è la fine dell'obbligo di coalizione. Nel sistema maggioritario, noto come il Mattarellum, i partiti erano sollecitati a unirsi in coalizione per vincere con un candidato unitario nei collegi uninominali. Nel sistema che lo ha sostituito il premio di maggioranza premiava la coalizione che aveva più voti alla Camera. È un sistema che comunque toglieva agli elettori il potere di scelta degli eletti. Con il nuovo sistema invece il premio di maggioranza andrebbe al partito vincente. Gli elettori avrebbero la possibilità di scelta nei collegi uninominali, che dovrebbero portare all'elezione della metà dei parlamentari. L'altra metà sarebbe scelta con il sistema proporzionale. Ci sarebbe uno sbarramento, probabilmente intorno al 5 per cento. Agli altri verrebbe comnunque garantita una rappresentanza. I partiti non sarebbero costretti a presentarsi in coalizione. Quindi la maggioranza potrebbe nascere dopo il voto, ma centrale resterebbe il partito che ha ottenuto più voti. Questo dovrebbe limitare il potere di veto dei raggruppamenti minori. [...] Chi vince deve andare al governo. Niente più alleanze elettoralistiche, niente alleanze anomale e in prospettiva niente governi deboli e vincolati alla volontà degli alleati più piccoli.

PREMIO DI MAGGIORANZA
In linea con l'asse portante della riforma andrà solo al partito che ottiene più voti e non alla coalizione. Bipolarismo che si regge sulle gambe dei due maggiori partiti.

SCELTA DEI CANDIDATI
Non si tornerà alle preferenze, ma l'idea è quella di riconsegnare agli elettori il potere di scegliere gli eletti che non dovrebbero essere più nominati.

INDICAZIONE DEL PREMIER
E' l'altra riforma proposta che dovrà dare forza di legge a una consuetudine in atto da anni, ma comunque non vincolante fino adesso. Dalle prossime elezioni ogni partito dovrà presentarsi davanti agli elettori indicando il proprio premier. E sarà quello indicato dal partito che ha ottenuto più voti ad essere incaricato di formare il nuovo esecutivo.

Segretari socialdemocratici postmoderni 20.01.12

Bersani corregge bozze al pub

Il segretario del PD Bersani davanti una pinta a Campo de' Fiori intento a correggere il suo discorso per l'assemblea nazionale, immortalato da Luca Sappino.

Il lato populista della sinistra 06.12.11

Il Partito Democratico si smarca dall'atteggiamento cerchiobottista di Di Pietro e Vendola sul governo Monti, proseguendo sulla strada della serietà e della fermezza intrapresa con il sostegno alla ripresa del paese.

Fino a ieri ho sentito parole ragionevoli in particolare da Vendola ma anche da Di Pietro.
Oggi invece ho sentito parole che non mi sono piaciute. Se quella è la sua posizione, Di Pietro andrà per la sua strada. Noi siamo qui a difendere gli interessi dell'Italia e dei lavoratori italiani. Se uno vuole scantonare e mettere davanti i suoi interessi a quelli del Paese credo che ci saranno dei problemi.

Le scommesse sul prossimo primo ministro 09.11.11

I bookmaker iniziano a scommettere sul prossimo primo ministro italiano.
Non troppo a sorpresa emerge l'ipotesi di un governo tecnico guidato da Mario Monti. Seguono Vendola a 7/2 e Bersani a 9/2.
Interessante notare le posizioni appaiate di Tremonti e Montezemolo, dati a 5.

Bersani si riscopre leader 05.11.11

Il Partito Democratico riscopre la sua forza e la sua voglia di giocare la partita da protagonista.
Bersani esce dal torpore e pronuncia un discorso da leader vero. Credibile. Trainante.
Si torna a immaginare un futuro lasciando da parte la navigazione a vista.

Come sempre si aspettano i fatti, ma finalmente le premesse iniziano ad essere quelle giuste.

La politica non deve chiedere sacrifici, deve farne.

La TAV piace a Bersani 28.10.11

Sono per farla, nel dialogo, ma io sono per farla anche perchè il progetto è quasi tutto interrato.
[...] Mi sembra che sia nata una cosa che coi valligiani c'entra poco e che sia diventata una battaglia ideologica che va oltre il merito. A chi inneggia con le bandiere alla ribellione, vorrei dire: stiam parlando di una ferrovia, di treni. Di tre-ni. Punto e basta.

A volte Bersani mi stupisce in senso positivo. Solo a volte e questa è una di quelle.

E ora mi godo il comunismo 30.05.11

La dichiarazione del neo eletto sindaco di Milano Pisapia.


La dichiarazione del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani.

Hint: la citazione nel titolo viene da qui.

Il PD chiude all'energia nucleare 15.03.11

E si spende per il referendum di giugno.
Così Bersani:

Mi pare un atteggiamento insensato. Noi abbiamo delle buone ragioni per dire no al piano sul nucleare che è totalmente sbagliato e al governo, di fronte al dramma giapponese, diciamo: 'Fermatevi e riflettere' ed invece non c'è neanche un accesso sulla necessità di riflessione.
E' un diritto dei cittadini pretendere, e non per emotività ma per motivi razionali, un momento di riflessione su un piano che usa tecnologie non nostre e anche sul profilo della sicurezza pone degli interrogativi a cui prestare attenzione.

Il Partito Democratico si logora a Napoli 28.01.11

Io vado avanti con il popolo che è qui e con loro discuterò tutte le scelte che faremo.

Andrea Cozzolino, vincitore sospeso delle primarie di Napoli, rigetta la proposta di Bersani di fare un passo indietro per il bene del partito.

Un pasticcio di incompetenza e pressapochismo diventato ormai il leitmotiv del PD.

Un partito con le ossa rotte 26.01.11

Siamo riusciti a trasformare in un casino uno dei pochi successi ottenuti dal PD negli ultimi mesi.

Le accuse reciproche di brogli, le minacce, l'indecisione della dirigenza nelle primarie a Napoli disegna una situazione drammatica; tanto che pare naturale farci dettare la linea politica da Saviano.

Il Partito Democratico si sta trasformando in ciò che era nato per combattere.
E' venuto il momento di rifondare il PD alla radice.
Rottamare i vertici non basta più.

Chissà dove è finita la bussola 13.01.11

La direzione del PD si chiude con una battuta di Bersani.

Siamo tra i più forti partiti progressisti in Europa, possiamo avere un ruolo determinante perchè dall'Italia possa venire una reazione dei progressisti europei.

Ah, dite che non era una battuta.

Il Patito Democratico ha paura di vincere 17.12.10

Il gruppo dirigente fa quindi tutto quanto in suo potere per scongiurare l'evento.

Il Terzo polo una risposta ve l'ha già data. In caso di elezioni andranno da soli. Né Pd né Pdl. Perché volete sbattere di nuovo il grugno?

Vedo che il terzo polo è stato battezzato con una certa urgenza per respingere le sirene berlusconiane. Li capisco, il timore è fondato. Ma se puntano a un ruolo di condizionamento del centrodestra presto dovranno convincersi che è un'illusione. Berlusconi non tratta, compra. L'idea stessa di un Berlusconi condizionato è un ossimoro. Perciò facciamo maturare nel Terzo polo una riflessione. Sapendo che l'idea e il confronto che proponiamo vivrebbero in ogni caso.

Se l'alleanza con Casini e l'UDC poteva portare buoni frutti al centro sinistra in caso di elezioni anticipate e la Liguria è lì a dimostrarlo, l'alleanza con il terzo polo allargata a Fini - che non sa più come dirvi di no - rispolvera quella voglia di fare la scelta sbagliata a tutti i costi che pervade la dirigenza del Partito democratico.

Siete consapevoli che per allearvi con il terzo polo dovrete rinunciare alle primarie?

In nome di una strategia che chiede a ogni forza politica di non peccare di egoismo e di dare qualcosa, siamo pronti a mettere in discussione anche i nostri strumenti. Ci interessa l'obiettivo. Poi c'è un problema che riguarda soprattutto noi: le primarie per le amministrative. Possono inibire rapporti più aperti e più larghi non solo con i partiti ma con la società civile. E possono portare elementi di dissociazione dentro il Pd che non fanno bene a nessuno. Bisogna dunque riformarle.

Non è certo una novità che Bersani non abbia mai amato le primarie.
Rinunciare ad esse o svilirne l'efficacia in nome di sante alleanze che a Palazzo Chigi durerebbero lo spazio di un mattino è tuttavia mortale.

Un giorno di respiro per un Berlusconi impiccato 14.12.10

Silvio Berlusconi si salva per una manciata di voti. Si salva per ventiquattro ore, da domani ricomincerà la giostra della crisi politica di un Governo in crisi d'ossigeno.
I problemi sono ancora tutti sul tavolo.
Abbiamo solo perso altro tempo. Tempo che non avevamo e non abbiamo.

Moralmente è una sconfitta disastrosa per le opposizioni che da sei mesi si erano incatenate mani e piedi al suicidio politico di Fini, senza ragionare su alternative autonome e programmatiche. Ora è tutto un po' più difficile; anche in vista di possibili elezioni anticipate.
Un sonoro e paterno calcione del Cavaliere, l'ennesimo, a chi nella sinistra ha pensato che fosse più facile far fare ad altri il lavoro sporco, mentre al contempo andava in scena l'irresponsabile sport del farsi le scarpe a vicenda. Dalle primarie alla leadership.

Per chi era certo che il voto di oggi sarebbe bastato non solo a fare cadere Berlusconi, ma a spazzare via il berlusconismo. Beh. Non avete capito un cazzo.
Ed è un leitmotiv che va avanti da 16 anni.

Auguri. All'Italia.

P.S.: e per la cronaca i radicali hanno votato la sfiducia. Compatti. Al contrario dell'IdV di Di Pietro, i cui due transfughi hanno fornito i voti necessari alla tenuta dell'esecutivo.

Bersani critica l'incontro di Renzi ad Arcore 07.12.10

Matteo Renzi va ad Arcore a discutere di Firenze con Silvio Berlusconi. Bersani ne critica il gesto.

A mio gusto sarebbe stato meglio Palazzo Chigi se si trattava di discutere di un problema di Firenze. Non è vietato per un sindaco incontrare il presidente del Consiglio ma esistono delle sedi, sennò si può capire male

Lo stesso Bersani che al convegno degli industriali, a Parma in aprile, intervenendo sulle riforme istituzionali affermava quanto segue.

Se mi chiedono di parlare di riforme sociali ed economiche vado ad Arcore pure a piedi a portare proposte nuove.

Su Facebook la risposta di Renzi alla solita tempesta nel bicchiere d'acqua del Partito Democratico.

Ieri ho incontrato Silvio Berlusconi, che mi ha gentilmente fissato l'appuntamento che gli avevo chiesto qualche settimana fa. Ho chiesto al Presidente del Consiglio di mantenere gli impegni per Firenze che il PDL si era preso in campagna elettorale, a partire dalla legge speciale. Per me un impegno in campagna elettorale va rispettato, sempre. Dieci giorni fa ho corso persino una Maratona per dimostrarlo (e ancora mi fanno male le gambe, ma avevo dato la mia parola).
Se il Governo vuole mantenere gli impegni, l'occasione più logica è il decreto mille proroghe che va in votazione a stretto giro: non sarà una legge speciale, ma potrebbe esserci un gesto di attenzione per Firenze. Nulla ci è dovuto, ma in tutte le campagne elettorali (politiche 2008, comunali 2009, regionali 2010) il centrodestra ha speso parole e promesse, davanti ai fiorentini e a tutti i media locali. Io non mi fermo all'ideologia, io voglio vedere se mantiene la parola. Se il Governo non vuole mantenere gli impegni potrò dire ai fiorentini che ci ho provato davvero, fino alla fine, senza guerre ideologiche e con la concretezza di un amministratore che si occupa dei suoi asili e dei suoi centri anziani.
Giusto o sbagliato, questo è il mio Paese. Lotterò fino all'ultimo giorno di campagna elettorale perché il centrosinistra torni a vincere, torni a sperare, torni a sorridere. Perché il Governo cambi. E lo farò giocandomi fino in fondo. Ma non sarò mai tra quelli che vivono di nemici e che gridano ai complotti. Finché il Governo è guidato da Berlusconi, io parlo con lui e con i suoi ministri. Anche quelli con cui faccio una fatica terribile... Le ricostruzioni dei giornali sono molto divertenti: Berlusconi non mi ha detto che gli assomiglio né abbiamo parlato di rottamazione, come è ovvio. Abbiamo discusso delle questioni concrete che riguardano Firenze.
Qualcuno mi ha detto che non dovevo andare ad Arcore. Io gli incontri istituzionali del Comune li faccio in Palazzo Vecchio. Se il premier invece riceve nella sua abitazione, io vado nella sua abitazione e alla fine ringrazio dell'ospitalità. Vorrei essere chiaro: per Firenze, che è la mia città, quella per la quale ho giurato sulla Costituzione di fare bene il mio lavoro, io vado ad Arcore anche tutti i giorni se serve.
Buona giornata a tutti.
Matteo

Cliffhanger 24.11.10

Bersani raggiunge il tetto dell'università La Sapienza

Bersani raggiunge il tetto dell'università La Sapienza occupata dagli studenti per protestare contro i tagli indiscriminati del governo Berlusconi a ricerca e istruzione.

Di campagne acquisti e cerini 19.11.10

Circolano due ipotesi riguardo l'euforia delle ultime ore del premier Berlusconi per aver trovato, a parole, i voti necessari per superare lo scoglio del voto di sfiducia del 14 dicembre.

La prima è la più accreditata dalla stampa. Fini non sarebbe i grado di controllare il nuovo gruppo di Futuro e Libertà, mentre la campagna acquisti del Cavaliere starebbe mietendo strage fra i banchi dell'opposizione, senza considerare poi il da molti annunciato mercimonio dei sei deputati radicali pronti a votare la fiducia a Berlusconi pur di conquistare visibilità.

La seconda ipotesi è la chiave di lettura del Secolo d'Italia.
Il raffreddamento delle posizioni di Fini e Casini sarebbe un bluff volto a rosolare il Governo sino alle ultime ore dal voto di sfiducia alla Camera. Le defezioni e la mancata presentazione di una propria mozione altro non sarebbe se non una strategia pianificata.

Nell'incertezza della situazione il Partito Democratico, da cui oggi non si leva una voce, si presta una volta ancora a rimanere con il cerino in mano.

Showdown 16.11.10

Entro il 10 dicembre approvazione della finanziaria.
Il 13 ci sarà il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata da Partito Democratico e IdV.
Il 14 si andrà al voto prima a Senato e poi alla Camera.

Sempre il 14 dicembre è fissata l'udienza della Consulta sulla questione di legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento.

Se tutto va come deve andare i posteri parleranno del 14 come il Giorno della Caduta.

E non c'è Primo Maggio senza Bella Ciao 15.11.10

Bersani legge i valori della sinistra. Debole. Lento. Impacciato. Quasi timoroso.
Era ospite da Fazio.

Ma in fondo sempre meglio di un Fini con un una spocchia da premier in nuce.

Cadi? Ma quando cadi? 12.11.10

Stando ai più recenti sondaggi, se si andasse a votare a breve, un PD al 25% potrebbe perdere 80 deputati.
Una prospettiva che mette i brividi alla più grande forza del centro sinistra.
Se a questo si aggiunge un Di Pietro in corsa solitaria, ma che sembra aver perso il suo momentum tra gli elettori di area.
I crescenti dubbi - e preoccupazioni - di Bersani nei riguardi del vendolismo.
La candidatura in cerca di autore dello stesso Vendola.
La Santa Alleanza del Nuovo Ulivo che finisce per schiantarsi sotto il peso della perenne crisi identitaria del Partito Democratico e i movimenti dell'UDC sempre più diretti verso un ipotetico terzo polo da costruire assieme a FLI, capirete perché l'opposizione di sinistra nella peggiore crisi affrontata da Berlusconi non sta toccando palla.

La palla resta tra i piedi di Fini.
Tra una dichiarazione di Bocchino sull'imminente ritiro dei ministri di FLI dal Governo, governi tecnici e ipotesi di rimpasti dopo l'approvazione della legge di stabilità - un tempo nota come finanziaria - la crisi e il dopo si profilano come un gioco tutto interno al centro destra.

Fare i conti senza l'oste 12.11.10

Mentre in parlamento si gioca alla guerra delle mozioni di sfiducia (PD e IdV + FLI, API e UDC) e fiducia (PdL) temo le contromosse del Cavaliere, sempre pronto a esaltarsi e a tirare fuori l'arma finale in tempo di elezioni.

Riparte il cantiere della sinistra 12.10.10

La buona notizia è che riparte l'agenda politica del PD, con l'apertura di un cantiere delle idee tra Bersani e Vendola.
La cattiva notizia è che se si vota a marzo siamo già in ritardo.

Forza Italia 2.0 contro Ulivo Xp 11.10.10

Ricreare un'alleanza che abbracci tutti gli ostili a Berlusconi.
Una Santa Alleanza, un Fronte Popolare, un'Unione post-prodiana, un nuovo Ulivo, come ama definirlo Bersani scordandosi le radici del PD.
Una formula per lo più perdente, vecchia e senza cuore. Una formula che mira all'UDC.
Una gioiosa macchina da guerra che si affiderà alle primarie per candidare il proprio leader, salvo farle digerire prima agli alleati.
E' il futuro intravisto da chi vede avvicinarsi la fine del berlusconismo.

Nel frattempo nello schieramento a noi avverso, squassato dal terremoto estivo, il PdL post scissione si rinnova per mano di quel Berlusconi al tramonto
Nuovo nome, nuovo logo, nuovo brand per trasformarsi nella summa del berlusconismo d'azione.
Nuovi vertici locali. Non più nominati dai vertici, ma eletti. In futuro magari con lo strumento delle primarie.
Un partito di under cinquantenni che dia largo spazio alla componente femminile piazzando una donna al comando.

Merd.

Liberale, liberista, libertario e piddino 10.10.10

Guardate che il nuovo spot del PD non è male per niente.

C'è quel sottotesto legalize it che spacca.

James Tiberius Bersani 16.09.10

Ripartire da Bersani 12.09.10

L'attacco ad ampio raggio di Bersani che chiude la Festa Democratica di Torino.

I paletti essenziali sono spostare il carico fiscale dal lavoro, dall'impresa e dalla famiglia con redditi medio-bassi verso l'evasione fiscale e verso i redditi da finanza e da patrimonio. Non è possibile che l'aliquota del primo scaglione di un lavoratore sia più alta dei redditi da finanza e da patrimonio.
Semplificheremo le aliquote intermedie aiuteremo le famiglie con bonus figli, favoriremo lavoro femminile, ridurreremo le imposte sull'impresa a favore di una loro patrimonializzazione con una profonda ristrutturazione di tutta la fiscalità d'impresa. E introdurremo misure efficaci per combattere l'evasione fiscale. Mai più un condono.

Lanceremo una Maastricht della fedeltà fiscale per metterci in 5 anni nella media europea. Ciò significa 40-50 miliardi di euro con immediato alleggerimento sul carico fiscale di lavoro impresa e famiglia e con un margine di risorse e per investimenti. Con un fisco così si puo fare equità, giustizia e occupazione.

Un'ora di lavoro precario non può costare meno di un'ora di lavoro stabile. Questa è la riforma a cui ci impegniamo.

L'apertura Bindi 03.09.10

Se Berlusconi e la Lega dovessero portare il Paese alle terze elezioni in sei anni, allora noi proporremo al Fli un'alleanza per la democrazia. Noi staremo con tutti coloro che sono disponibili a salvare questa Costituzione.
Dopo le parole di Farefuturo sul killeraggio del berlusconismo che cosa aspettiamo da domenica se non la rottura definitiva?

Così Rosy Bindi, a Telelombardia, sulle alleanze del PD in previsione delle elezioni anticipate.
Buttata a mare la vocazione maggioritaria del partito si è deciso di inseguire Fini.

Fini. Quello della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Quello della cabina di regia al G8 di Genova. Fini.

Poi dici che non ci meritiamo Berlusconi.

Costruire l'alternativa secondo Bersani 30.08.10

Il programma ci sará e non sará un librone come le 280 pagine che portarono al governo Prodi. Saranno pochi punti, e tra questi sì, ci sará una legge per risolvere il conflitto di interessi.

La lunga intervista a Bersani su Repubblica.
Il punto di vista del segretario del PD sul futuro del partito e sulle sfide da affrontare se e quando il Governo Berlusconi cadrà.

Il ritorno del ritorno dei morti viventi 27.08.10

Prodi plaude alla nuova stagione ulivista immaginata da Bersani.
Dimenticando che l'Ulivo ha già trovato il suo pieno compimento nel Partito Democratico.

Spegnete la luce.

Quelli della vocazione maggioritaria 26.08.10

Per dare l'impulso decisivo a questo cruciale passaggio occorre l'impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste, che sono adesso chiamate a mettersi all'altezza di una responsabilità democratica e nazionale. Come potrebbero queste forze essere credibili se in un simile frangente non dessero per prime una prova di consapevolezza, di unità e di determinazione comune? Ecco allora la proposta di un percorso comune delle forze di centrosinistra interessate ad una piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione e disponibili ad impegnarsi ad una progressiva semplificazione politica e organizzativa che rafforzi il grande campo del centrosinistra. Un simile percorso dovrebbe lasciarci definitivamente alle spalle l'esperienza dell'Unione e prendere semmai la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo. Un nuovo Ulivo in cui i partiti del centro sinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l'Italia e per l'Europa e mettersi al servizio di un più vasto movimento di riscossa economica e civile del Paese. Dunque, un nuovo Ulivo ed una Alleanza per la democrazia. Su queste proposte il Pd vuole esprimere la sua funzione nazionale e di governo.

Bersani sulle Sante Alleanze.

La voglia di costruire una coalizione eterogenea dilaga.

Il Veltroni epistolare 24.08.10

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti. Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico chi governa questo Paese sembra dominato dal desiderio della instabilità. E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Prima l'abbandono di Casini, ora la irreversibile crisi con Fini. Le forze più moderate hanno abbandonato uno schieramento sempre più dominato dalla logica puramente personale degli interessi di Berlusconi e dallo spirito divisivo di una Lega che alimenta ogni forma di egoismo sociale con lo sguardo solo al tornaconto elettorale immediato. Con effetti che già registriamo nel sentire diffuso e nei comportamenti. Un Paese che smarrisce il suo senso di comunità, la sua anima solidale, la sua coscienza unitaria finisce con lo sfarinarsi violentemente.

Quella che stiamo vivendo è una profonda crisi del nostro sistema. Era la mia ossessione quando guidavo il Pd. Mi angoscia l'idea che la democrazia rischi sotto la pressione delle spinte populistiche e dei conservatorismi di varia natura. E la crisi di questi mesi rafforza una distanza siderale tra la vita politica e i reali bisogni dei cittadini e della nazione. Berlusconi forza costantemente e pericolosamente i confini immaginando di vivere in un regime che non esiste. Se ci fosse un semipresidenzialismo lui certo non potrebbe disporre, ciò che è già una insopportabile anomalia oggi, di giornali e tv con i quali promuovere se stesso e randellare i suoi avversari. Ma neanche quella che su questo giornale è stata giustamente definita la «repubblica acefala» può fare sentire al Paese che il sistema politico tempestivamente ascolta, comprende, decide. Indeterminatezza di tempi, modalità, sedi di decisione hanno accompagnato anche altre stagioni politiche.

[...]

In questa estate orrenda non per caso la frase più citata dai leader politici è stata «Mi alleo anche con il diavolo pur di...». Lo ha detto Calderoli parlando del Federalismo, lo hanno detto alcuni leader del centrosinistra parlando della necessità di una santa alleanza contro Berlusconi. Io rimango dell'idea che invece le uniche alleanze credibili, prima e dopo le elezioni, siano quelle fondate su una reale convergenza programmatica e politica. In fondo il repentino declino del centrodestra conferma proprio questo. È giusto semmai che, in caso di crisi di governo, si cerchino soluzioni capaci di fronteggiare per un breve periodo l'emergenza finanziaria e sociale e di riformare la legge elettorale dando forma, per esempio attraverso i collegi uninominali e le primarie per legge, a un moderno e maturo bipolarismo. Perché poi, alle elezioni prodotte dal dissolvimento della destra, si presenti uno schieramento alternativo capace di assicurare all'Italia quella stagione di vera innovazione riformista che questo nostro Paese non ha mai conosciuto. Perché questo Paese deve uscire dall'incubo dell'immobilità che perpetua rendite e povertà. Deve conoscere un tempo di radicale, profondo cambiamento. E' questo, da decenni, il frutto dell'alternanza nei diversi Paesi europei.

La lettera aperta di Walter Veltroni.

Il PD è un modem a 56k 18.06.10

Oggi pomeriggio a Roma il Pd ha fatto un bel convegno su Internet al quale è intervenuto anche il segretario Bersani, che è riuscito a parlare per oltre un'ora senza mai nominare Internet, il che – in un incontro sul web – è davvero notevole.

Via Piovono rane.

Non dite che non ve l'avevamo detto 11.05.10

Leggo sconcerto e una buona dose di sorpresa di fronte alle manovre in seno alla dirigenza del Partito Democratico per limitare l'uso e il ricorso alle primarie.

Per quanto drammaticamente stupida e miope è una posizione che, spiace dire, si conosce da mesi.
Imposta nell'attimo stesso dell'elezione di Bersani a segretario ed emersa chiaramente durante l'ultima direzione nazionale il 19 aprile scorso.

Con tutte le creaturine del Signore 23.04.10

L'acqua è di Dio e ci tocca ridargliela come ce l'ha data.

Bersani, sul tema della grappa acqua come bene pubblico.

L'esercizio delle primarie 19.04.10

Ciò che è emerso dalla direzione nazionale del PD di sabato è la volontà di azzoppare le primarie.
Nella migliore delle ipotesi resteranno un esercizio di stile a solo beneficio degli iscritti.

Non riusciamo mai a fare un passo avanti, aumentando sempre più il solco che ci separa dalla base.
Cronicamente incapaci di imparare dai nostri errori.

Perdere 30.03.10

Note a margine delle elezioni.

Manette scintillanti e antiberlusconismo sfrenato non ci ha aiutato a vincere negli ultimi quindici anni, non lo farà in futuro. Se possibile ci ha fatto perdere voti.
Stesso discorso per gli scandali sessuali e le inchieste a carico del premier.

Qui in giro tutti sapevano chi ha vinto Amici, non tutti conoscevano l'esito delle regionali.

Il Popolo Viola, come già in precedenza è stato per l'Onda e i Girotondi, è lì solo per fare colore.

Non basta la società civile - soprattutto se è schierata sul fronte avverso - per vincere quando alle spalle manca un partito forte, maturo e convincente.

Non sarà sufficente il non voto per cambiare l'Italia. Mai. Primo partito o meno.

Grillo - l'unico simbolo con un link che rimanda ad un sito che vende dvd e libri - è più un disturbo che un'occasione.

Smetterla di sottovalutare l'elettorato del nord considerando la Lega come un branco di trogloditi. Sono un branco di trogloditi in grado di portare a casa il risultato. Sempre.

Il più grande merito della Lega è quello di saper parlare al suo popolo; noi non se siamo più capaci almeno dai tempi di Occhetto.

Più di Vendola poté Burlando. La Liguria è l'unica regione del nord in cui si riesce a tenere a freno la Lega.
Continuare a snobbare i risultati che arrivano dalla Riviera sarebbe un grave errore.

L'idea che abbiamo perso e di brutto dovrebbe far suonare più di qualche campanello nelle zucche di Bindi, Fassino, Scalfarotto, D'Alema e Bersy. Al contrario si dimostra il vuoto pneumatico.

Quelli "giovani" e "bravi" del PD continuano ad esserlo solo a parole.

Bersani non ha le palle. Si sospettava. Oggi se ne ha la certezza.

 

Magnifica sconfitta 29.03.10

Pier Luigi Bersani al seggio elettorale

Il Partito Democratico mai così male. Bersani stecca alla prima e ne va fiero.

C'è un'inversione di tendenza, il risultato di 7-6 ci consente di ripartire.

Ripartire con un'inversione a "u".

Disse il bue 11.03.10

Dice Bersani,

Formigoni se voleva, poteva togliere un po' di burocrazia per la presentazione delle liste. Non lo ha fatto per non recepire la legge dello Stato che impedisce il terzo mandato.

Dimenticandosi che il Partito Democratico ha il medesimo problema in Emilia-Romagna con Errani.

E' il caso che Bersani alzi, come sa fare, il tono del confronto politico senza ridurre tutto a dietrologie e banalizzazioni. Forse al segretario del Pd, troppo impegnato nello sforzo titanico di tenere i rapporti a livello nazionale con alleati scomodi e riottosi ai tentativi di metterli in riga, è sfuggito che a Bologna la Giunta del Presidente Errani, che è al terzo mandato come me, si è ben guardata dall'approvare la nuova legge elettorale, prevista dallo Statuto entrato in vigore addirittura nella legislatura precedente.

Bersani nella fanga 19.02.10

Pierlugi Bersani scava nel fango dopo l'alluvione di Firenze

Bersani, sulla destra, nella "fanga" dell'alluvione di Firenze.

A Bertolaso consiglierei un po' più di umiltà - replica il leader del Pd al termine dei lavori d'aula alla Camera - meno arroganza e di volare un po' più basso, perché con me capita male: io a quindici anni spalavo a Firenze, non so lui cosa facesse.

Ipotesi Chiamparino 17.02.10

Chiamparino e il mai sopito partito del nord sarebbero pronti a mostrare i muscoli subito dopo le regionali.
Una sfida diretta a Bersani che ha tanto il sapore di una resa dei conti.

Tutto dipende da come andranno le elezioni in Piemonte. Se il "laboratorio" voluto dal sindaco di Torino porterà alla riconferma della Bresso contro Cota, si aprirà la strada per Chiamparino. Sarà lui il candidato a guidare il governo nel 2013, a capo di una coalizione che comprenderà Udc, Vendola e Radicali. Bersani, poco amato Oltretevere, resterà segretario del Pd.

Bersani e il non capirci niente 11.02.10

Il Pd è un partito popolare, senza snobismi, che va dove c'è la gente. Dove la gente ha dei problemi e soffre, ma anche dove si diverte

E vai a Sanremo?

Quell'uomo mi fa paura 06.02.10

Poi dite che me la prendo con Bersani e do sempre addosso al PD.
Le implicazione del concepire una frase con le parole "Dopofestival", "giovani" e YouDem" mi preoccupano. Seriamente.

Baffi 25.01.10

Vendola non ha vinto le primarie in Puglia. Le ha stravinte.

I casi son due.
O D'Alema porta una sfiga boia o è il caso di rivedere le strategie del PD. Ammesso di riuscire a trovarle.

5 dicembre 17.11.09

Il Pci, che è tornato di moda, non si sarebbe mai domandato se aderire o no a un corteo dell'estrema sinistra.
E se qualcuno dei suoi andava, non se ne discuteva certo nelle riunioni di direzione.

Via Europa.

Pax bersaniana 06.11.09

Franceschini capogruppo alla Camera.

Ripartire dalla laicità 03.11.09

Bersani:

un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto.

Emozione Bersani 25.10.09

Su Red Tv Franceschini riconosce la vittoria a Bersani.

Emerge con chiarezza che Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del partito.

Faccia a faccia democratico 16.10.09

Oggi dalle 15, all'Acquario di Roma, si terrà il confronto tra i tre candidati a segretario del PD, Bersani, Franceschini e Marino.
Il tutto in diretta su YouDem o via espressonline.it commentato da Gilioli.

Calpestarne una al giorno 15.10.09

Sono convinto che il rispetto delle regole sia fondamentale per un partito e a maggior ragione per un partito come il PD, in crisi d'identità e che ha l'ambizione di diventare una forza credibile e di governo. La boutade estiva di Grillo dovrebbe averci insegnato qualcosa.

Ora va detto che le regole per eleggere il segretario del Partito Democratico sono chiare, anche se inserite in un percorso tortuoso e discutibile.
Si individuano dei candidati attraverso una votazioni tra gli iscritti al partito; candidati che si sfideranno in seguito in primarie aperte a tutti.
Chi ottiene il 50% +1 dei voti viene eletto segretario. Se nessuno supera questa soglia, il segretario sarà nominato da un'assemblea di mille delegati (delegati a loro volta eletti durante le primarie nelle liste collegate ai candidati a segretario).

Che Bersani e Franceschini siano disposti, in seguito alla riflessione di Scalfari, a rivedere e annullare il terzo passaggio per decidere tutto alle primarie qualunque-risultato-si-ottenga è promettente e confortante, che siano disposti a cambiare le regole a partita non ancora conclusa lo è molto meno.
Il fatto poi che sia Marino a bloccare l'iniziativa ergendosi a paladino-delle-regole-scritte, quando non più tardi di due settimane fa avesse proposto agli altri due un accordo per l'accettazione del vincitore delle primarie a prescindere dal risultato, appare surreale e insensato.

Il bacio della morte 14.10.09

Bersani ha avuto una reazione più equilibrata, sto pensando di votare per lui alle primarie. Certamente non voterò Franceschini che propone la mia espulsione, né voterò scheda bianca.

L'endorsement di Paola Binetti, intervistata a Red Tv.

Convention democratica 11.10.09

Francesco Costa fa un liveblog dal congresso del PD.

Alla conta 08.10.09

Si chiude il voto tra i circoli, la prima fase congressuale del Partito Democratico.
467 mila iscritti: Bersani ha ottenuto il 55,13% dei consensi, Franceschini il 36,95% e Marino il soddisfacente 7,92%.

Ora convenzione e primarie. Poi forse opposizione.

Cogli la prima mela e che sia l'ultima 07.10.09

Se il futuro della comunicazione del PD passa per Bersani e i suo creativi, siamo fottuti.

Non ha prezzo 29.09.09

Civati contro D'Alema. Marino contro Bersani.
Al circolo Ortica di Milano non hanno avuto dubbi.

A che punto siamo 10.09.09

Su Termometro Politico i dati ufficiosi sulle elezioni congressuali del Partito Democratico.
Bersani in testa, Franceschini insegue (ma più da vicino di quanto ci si aspettava) e Marino supera di poco la soglia del 5%.

Non basta mai il tempo 24.07.09

La campagna elettorale di Bersani

Orzo con Bersani 08.07.09

Il candidato Pierluigi 25.06.09

C'è un duro lavoro da fare per costruire un radicamento popolare del nostro partito e rispondere così a una destra che quando vince, vince nel popolo. C'è un lavoro da fare per collegarci alle forze produttive del paese, lavoratori e imprenditori, nel pieno di una crisi che ridefinirà anche il loro rapporto con la politica. C'è un lavoro da fare per convincere l'Italia a guardarsi con gli occhi delle nuove generazioni e costruire così nel senso comune una idea di futuro.

Di tutto questo dobbiamo discutere, e in nome di questo, dobbiamo discutere anche di noi, cioè della nostra effettiva capacità di essere utili ad una Italia migliore. Per essere utili, dobbiamo costruire la nostra identità e renderla percepibile. Per essere utili non possiamo essere soli, ma dobbiamo impegnarci a costruire un campo di forze capace di indicare una nuova prospettiva politica. Per essere utili dobbiamo avere un partito che funzioni, che operi attraverso una partecipazione vera e produca il rinnovamento traendolo dalla realtà del territorio.

Via Pierluigi Bersani.

Un posto al sole 13.06.09

Volti giovani, espressione di una cultura politica interamente dentro la storia del Pd, che sognano un partito moderno, laico, radicalmente alternativo al berlusconismo e che attendono solo l'occasione per scendere in campo. Nell'attesa c'è l'appuntamento del 27 giugno al Lingotto di Torino: una data e un luogo significativo, esattamente due anni fa dalla stessa sala partì l'avventura del Pd di Veltroni. A convocare l'assemblea è il gruppo di Piombino, come si autodefiniscono i trentenni-quarantenni che si sono incontrati due mesi fa nella città toscana: la veneta Marta Meo, il lombardo Pippo Civati, che ha appena scritto un libro-manifesto (titolo che più veltroniano non si può: 'Nostalgia di futuro'), il blogger Luca Sofri, Ivan Scalfarotto (candidato anche lui alle europee, ma nel suo caso il popolo del Pd ha guardato altrove), i deputati Paola Concia e Sandro Gozi.

"I congressi veri nascono sul conflitto tra le idee, non sull'accordo tra i capi", spiega Gozi. Forlivese, 41 anni, Gozi ha lavorato a Bruxelles con Romano Prodi, i suoi rapporti con il Professore sono ottimi. E dopo un lungo silenzio l'ex premier si è fatto sentire: "Nel Pd serve un rinnovamento radicale". "Non una persona, ma un gruppo", traduce Gozi: "Se in tre mesi una giovane sconosciuta ha preso più voti di Berlusconi, fino al 2013 abbiamo il tempo di far crescere una nuova classe dirigente". Franceschini va ancora bene, la Primavera può gestirla ancora lui a patto che rinnovi davvero il partito, dicono prodiani, veltroniani e cani sciolti. Magari con la squadra dei giovani schierata al suo fianco. "Deve smettere di fare l'ex democristiano con il ciuffo che dà ragione a tutti", spiegano. Insomma, se vuole incarnare la novità, Dario non può essere solo il candidato di D'Alema. Meglio una ragazza di Udine, a quel punto. O chiunque riporti la Primavera. E scongeli il Pd.

Via Marco Damilano.

Immagini che riconciliano con la morte 21.05.09

Bisogna sperimentare dei giovani sperimentati.

La base mormora 18.02.09

Secondo i sondaggi online, le preferenze degli elettori PD per il prossimo leader si dividono tra un nome nuovo, Bersani e Civati.
Nel frattempo si tira a campare con Franceschini.

Del tirare fuori le palle 18.02.09

Bersani:

C'è Pierluigi Bersani, sfidante ormai senza sfidato, che non vuole assolutamente prendere la guida della baracca adesso, "sennò la sconfitta delle Europee ricadrà su di me".

Se ne parlava qui.

L'Italia delle primarie 02.12.12

Le primarie 2012 del centrosinistra

Più del 60% degli oltre 2,2 milioni di elettori di centrosinistra che si sono recati ai seggi per il ballottaggio delle primarie ha scelto Pier Luigi Bersani come prossimo candidato premier in vista delle politiche di primavere. Matteo Renzi, che ha raggiunto un notevole 38%, ha dichiarato che tornerà a fare il sindaco della città di Firenze. Le primaire hanno fatto emergere una volta ancora la grande voglia di parteciapazione del corpo elettorale. Un grande segnale lanciato al paese dal Partito Democratico e dalla coalizione di centrosinistra.

Il primo turno delle primarie 2012 del centrosinistra 25.11.12

Elettori alle primarie 2012 del centrosinistra

Sono un grande successo di partecipazione democratica le primarie per la scelta del leader del centrosinistra alle prossime elezioni politiche, con proiezioni che attestantano il numero degli elettori a oltre 3 milioni. I primi dati dai seggi fanno intuire la necessità del ballottaggio con il segretario del PD Bersani in testa, ma lontano dalla soglia del 50%, seguito a breve distanza da Renzi.

Le primarie del centrosinistra in tv 12.11.12

I candidati alle primarie del centro sinistra

Bersani, Vendola, Renzi, Puppato e Tabacci si sono sfidati nel primo dibattito televisivo di sempre per quanto riquarda le primarie del centrosinistra. Secondo l'istant poll di Quorum i più convincenti sono stati Bersani e Renzi con rispettivamente il 33% e il 31% dei consensi. Vendola insegue al 12%.