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I post con tag "Calendario" archivio

I Liguri nella Storia: Emanuele Brignole (-10)

Wow   15.12.25  

Emanuele Brignole viene ricordato come un nobile e generoso filantropo italiano, fondatore dell'Albergo dei Poveri di Genova; la sua vita è stata dedicata interamente ad opere di carità e sostegno ai bisognosi.
Nato nel capoluogo ligure il 27 agosto 1617, Brignole, appartenente a una delle famiglie più influenti di Genova, crebbe nella villa di Albaro, oggi sede dell'Istituto Marcelline. Fin da giovane, fu avviato agli studi economici per gestire le risorse del suo casato, e la sua generosità si manifestò in una serie di opere benefiche che spaziano dalla costruzione del Seminario Arcivescovile alla Casa della Missione di Fassolo.

L'Albergo dei Poveri di Genova è stato il primo del suo genere in Italia; i lavori iniziarono nel 1656 e impiegarono architetti di prestigio e scultori, come Pierre Puget e Gian Battista Barberini, per rendere il progetto non solo funzionale, ma anche monumentale. L'Albergo avrebbe dovuto servire come rifugio per i poveri, incentivandoli a lavorare per il sostentamento della struttura in un percorso di redenzione religiosa.
Nonostante le nobili intenzioni, l'approccio rigido di Brignole verso l'organizzazione lavorativa suscitò malcontento. La sua decisione di rendere le attività lavorative obbligatorie fu oggetto di critiche, culminate in una denuncia al senato della repubblica. Brignole, già afflitto da problemi di salute, trovò rifugio a Piacenza per ricevere cure.

Alla fine della sua vita, Brignole si avvicinò ulteriormente alle persone che assisteva, lasciando i suoi lussuosi palazzi per un modesto appartamento. Morì nel 1678 e, nel suo testamento, decise di essere sepolto all'ingresso dell'Albergo dei Poveri, per rimanere sempre vicino a coloro che aveva tanto amato.
Brignole ha scelto di non avere raffigurazioni in vita, simbolo della sua umiltà e dedizione al servizio dei poveri.
Il modello di Brignole dell'Albergo dei Poveri è oggi considerato un precursore delle istituzioni di assistenza sociale moderne.

I Liguri nella Storia.

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I Liguri nella Storia: Eutichiano (-11)

Wow   14.12.25  

Fu papa e fu santo. Eutichiano nacque intorno al 228 a Luni. Il Liber Pontificalis lo descrive come "Eutichianus... natione Tuscus ex patre Marino de civitate Lunae". La scoperta del suo epitaffio originale, rinvenuto nelle catacombe di Callisto da Giovanni Battista de Rossi, conferma la sua identità episcopale.
È stato il 27º papa della Chiesa; il suo pontificato si estese dal 4 gennaio 275 sino alla sua morte avvenuta il 7 dicembre 283.

Le informazioni sul suo pontificato sono scarse e contraddittorie, ma sempre il Liber Pontificalis, la memoria ufficiale dei vescovi di Roma, suggerisce che istituì il rito dell'offertorio nella celebrazione liturgica e il rito della benedizione dei prodotti dei campi, sebbene su quest'ultimo i dubbi degli studiosi siano molti in quanto ritenuto risalente a un periodo successivo.

La sua memoria liturgica si celebra l'8 dicembre, quando Eutichiano fu sepolto nelle Catacombe di San Callisto, un'area di circa 30 ettari compresa tra la via Appia Antica, la via Ardeatina e la via delle Sette Chiese a Roma.
Nel 1659, papa Innocenzo X donò le sue reliquie al Cardinale Filippo Casoni, che le trasferì a Sarzana, in Lunigiana, la regione legata alle origini del papa.

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I Liguri nella Storia: Giovanni Battista Caviglia (-12)

Wow   13.12.25  

Giovanni Battista Caviglia fu un esploratore, navigatore ed egittologo, è considerato uno dei pionieri dell'archeologia egizia del XIX.
Nacque a Genova nel 1770. Caviglia trascorse gran parte della sua vita navigando nel Mediterraneo come capitano di un mercantile. A un certo punto, decise di dedicarsi all'esplorazione archeologica, iniziando una collaborazione con collezionisti come il console britannico Henry Salt. Durante il suo soggiorno in Egitto, strinse una fruttuosa amicizia con l'esploratore Giovanni Battista Belzoni, noto per il suo fascino e le capacità persuasive.

Dal 1816 al 1817 Caviglia esplorò la piramide di Cheope, scoprendo il corridoio discendente e altre strutture sotterranee. Nel 1817, fu ingaggiato per dissotterrare la Grande Sfinge di Giza, un compito impegnativo che richiese un centinaio di lavoratori locali. Questo fu il primo scavo dopo secoli, e portò alla luce numerosi reperti e iscrizioni greche e romane, rivelando l'importanza storica del monumento.
Fra i ritrovamenti più notevoli vi fu la Stele del Sogno di Thutmose IV, scoperta tra le zampe della Sfinge, e alcuni frammenti della sua barba cerimoniale. Molti di questi reperti oggi sono in mostra al British Museum.

Guarito da un grave problema agli occhi, Caviglia riprese le sue ricerche nel 1820 scoprendo il Colosso di Ramses II a Menfi. Questa immensa statua, priva di piedi ma alta 10 metri, attirò l'attenzione internazionale, ma il trasporto fu problematico, pertanto fu costruito un museo sul posto per preservarla.
A 65 anni, Caviglia lavorò come assistente per scavi condotti dagli egittologi britannici Richard Howard Vyse e John Shae Perring.

Giovanni Battista Caviglia morì a Parigi il 7 settembre 1845. Da fervente cristiano chiese di essere sepolto con la sua copia della Sacra Bibbia.

A distanza di secoli Caviglia rimane una figura chiave dell'egittologia, il cui lavoro ha aperto la strada all'esplorazione scientifica dei patrimoni antichi e ha contribuito a scoprire e preservare la magia dell'antico Egitto.

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I Liguri nella Storia: Antoniotto Usodimare (-13)

Wow   12.12.25  

Usodimare proveniva da una famiglia dell'alta nobiltà genovese. Nacque nel 1416 dal magnifico Anfrone, anziano di Genova, e da Pietrina Spinola sua moglie in seconde nozze.
Divenne famoso per i suoi contributi all'esplorazione sotto il principe portoghese Enrico il Navigatore.
Usodimare a partire dal 1444 ricoprì cariche politiche significative, tra cui quella di anziano di Genova e cinque anni dopo divenne direttore della Zecca. La sua carriera lo portò anche a Siviglia e in Portogallo, dove comandava una caravella di sua proprietà.

Nel 1456 partecipò a una missione di esplorazione delle isole di Capo Verde e il fiume Gambia insieme ad Alvise Ca' da Mosto.
Usodimare e la sua squadra navigarono fino al fiume Gambia, dove entrarono in contatto pacifico con le popolazioni locali. Sebbene non esplorassero sistematicamente le Isole di Capo Verde, contribuirono alla cartografia dell'epoca, avvalendosi delle conoscenze di altri esploratori, come Antonio Malfante.

Nel 1458 si trova nella colonia genovese di Caffa in Crimea, per ricoprire un ruolo di fiduciario per conto della famiglia fiorentina dei Marchioni.
A Genova è conservato l'Itinerarium Ususmaris, un resoconto dei suoi viaggi in cui racconta di aver incontrato in Senegal un discendente dei genovesi dispersi nella spedizione del 1290 dei fratelli Vivaldi comandata dall'ammiraglio Oberto da Savignone.
La sua morte è attestata nel 1462 dal testamento di sua sorella Limbania.

Una curiosità. Per molti anni alcuni storici identificavano erroneamente Antoniotto Usodimare e Antonio de Noli, alimentando dibattiti che si sono conclusi con alcune recenti ricerche, datate 2020, che hanno confermato due identità distinte.

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I Liguri nella Storia: Gherardo Cibo (-14)

Wow   11.12.25  

Considerato uno dei pionieri della botanica grazie al suo erbario, il più antico esempio conservato del metodo scientifico di catalogazione delle piante sviluppato in Italia, era figlio di Aranino Cibo e Bianca Maria Vigerio Della Rovere.
Cibo (o Cybo) nacque a Genova nel 1512 e proveniva da una famiglia con legami significativi, incluso un antenato che divenne papa: Innocenzo VIII al secolo Giovanni Battista Cybo.

Formatosi sotto l'egida del duca di Urbino, Cibo si distinse in ambito militare e politico, servendo il cardinale Alessandro Farnese in missioni diplomatiche presso l'imperatore Carlo V. Tuttavia, il suo ritiro a Roccacontrada nel 1540, dopo la delusione subita per l'espropriazione del Ducato di Camerino da parte di Paolo III, lo portò a dedicarsi completamente alla botanica e all'arte.
Le sue illustrazioni di piante, caratterizzate da dettagli di paesaggi e figure umane sullo sfondo, mostrano il suo talento sia come botanico che come artista.

Gherardo Cibo è celebrato per la creazione del più antico erbario del mondo occidentale, iniziato nel 1532 e attualmente conservato a Roma. Le sue opere, dipinte a tempera o acquerello, lo posizionano come uno dei maggiori paesaggisti delle Marche, influenzando artisti successivi come Federico Barocci. Contribuì anche alla realizzazione di erbari a stampa, conservati in prestigiose biblioteche internazionali.

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I Liguri nella Storia: Goffredo Mameli e Michele Novaro (-15)

Wow   10.12.25  

178 anni fa, oggi, sul piazzale del santuario di Nostra Signora di Loreto del quartiere di Oregina, a Genova, il Canto degli Italiani fu presentato alla cittadinanza in occasione di una commemorazione del centenario della rivolta del quartiere genovese di Portoria contro gli occupanti asburgici durante la guerra di successione austriaca.
Oltre 30.000 persone provenienti da tutta Italia assistettero a quello che quasi un secolo dopo sarebbe diventato l'inno d'Italia, suonato dalla Filarmonica Sestrese.

Il testo di Goffredo Mameli sulle note di Michele Novaro da allora sono un'inno al Risorgimento e alla libertà.

Mameli era nato a Genova il 5 settembre 1827 e a distanza di quasi duento anni rimane una delle figure più emblematiche del Risorgimento. A soli 21 anni, Mameli morì a Roma il 6 luglio a causa di una ferita infetta riportata durante la difesa della Repubblica Romana.
Mameli proveniva da una famiglia aristocratica. La madre, Adelaide Zoagli, era della nobiltà genovese, mentre il padre, Giorgio, divenne ammiraglio e deputato nel parlamento sardo. Questa eredità familiare influenzò profondamente il suo spirito patriottico.
Fin dalla tenera età Mameli mostrò talento per la poesia e una forte passione per la patria. Durante le manifestazioni patriottiche del 1846 a Genova, iniziò a esprimere le sue idee attraverso poesie politiche. Si unì all'esercito di Garibaldi nel 1848 durante le Cinque giornate di Milano e si distinse per il suo coraggio nella battaglia di Palestrina nel maggio del 1849. Durante l'assalto finale del 3 giugno, fu gravemente ferito. Trasportato in ospedale, la sua condizione peggiorò rapidamente a causa di una gangrena che lo portò alla morte.

Anche Michele Novaro era genovese. Nato il 23 dicembre 1818, Novaro non cercò mai il riconoscimento personale per il Canto degli Italiani. La sua indole modesta lo portò a dedicarsi principalmente alla composizione di inni e canti patriottici, sostenendo le idee liberali che animavano il Risorgimento. Tra le sue altre opere, si ricordano le musiche per il componimento in forma di inno del poeta piemontese Giuseppe Bertoldi.
Nel 1847 Novaro si trovava a Torino come secondo tenore e maestro dei cori nei Teatri Regio e Carignano. Convinto liberale, utilizzò il suo talento per mobilitare la causa d'indipendenza, musicando canti patriottici e organizzando raccolte di fondi per finanziare le imprese di Giuseppe Garibaldi. Tornato a Genova, tra il 1864 e il 1865 fondò una Scuola Corale Popolare, accessibile a tutti, dedicando il suo impegno all'educazione musicale della comunità.

Michele Novaro morì il 20 ottobre 1885. I suoi ex allievi eressero un monumento funebre in suo onore nel cimitero monumentale di Staglieno, a Genova, accanto alla tomba di Giuseppe Mazzini.

Mameli e Novaro sono stati massoni del Grande Oriente d'Italia.
Un'altra curiosità riguarda una delle piazza principali di Savona. Piazza Mameli. Lì sorge l'imponente Monumento ai Caduti che vede ogi giorni il ripetersi di una tradizione unica in Italia. Alle 18 l'intera piazza si ferma. È il rito dei 21 rintocchi della campana che ricordano tutti i nomi dei caduti. Il profondo simbolismo del monumento viene così raccontato:
a oriente il sole sorge sul volto del veterano e del fante illuminando il sacrificio di chi, con convinzione, si è battuto per l'ideale risorgimentale;
nella luce del tramonto l'anziana madre in lutto si fa carico dell'insopportabile sofferenza della perdita per liberare le nuove generazioni (rappresentate dalla giovane madre vedova con in braccio il figlio) che guardano a occidente accogliendo la speranza con rinnovata fiducia, saggezza ed eterno riconoscimento;
mentre i raggi del mezzogiorno illuminano la fedele riproduzione della Campanassa del Libero Comune di Savona (quella del 1669) sorretta da quattro figure. La Libertà finalmente raggiunta con la fine della guerra, nonostante i lutti, rimbomba nel suono della campana. Ma non può sostenersi da sola, serve il coraggio e la fatica di tutti per preservarla.

Questo il testo completo del Canto degli Italiani:

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?!
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.

R. Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte,
siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
calpesti, derisi
perché non siam Popolo,
perché siam divisi:
raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.

R.

Uniamoci, amiamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore;
giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti per Dio,
chi vincer ci può!?

R.

Dall'Alpi a Sicilia
dovunque è Legnano,
ogn'uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano,
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla,
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

R.

Son giunchi che piegano
le spade vendute:
ah l'aquila d'Austria
le penne ha perdute;
il sangue d'Italia
bevé, col Cosacco
il sangue polacco:
ma il cuor le bruciò.

R.

Evviva l'Italia,
dal sonno s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?!
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.

R.

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I Liguri nella Storia: Oberto Doria (-16)

Wow   09.12.25  

Nato a Genova nel 1229, Oberto Doria è stato una figura di spicco della Repubblica di Genova del XIII secolo. Appartenente alla potente famiglia ghibellina dei Doria, giocò un ruolo cruciale nella politica e nella difesa della sua città, contrapposta alle ambizioni delle famiglie guelfe come i Fieschi e i Grimaldi.
Il 28 ottobre 1270, Oberto Doria instaurò una diarchia con Oberto Spinola, governando insieme la Repubblica per venti anni. Questa fu la prima di altre quattro diarchie nella storia di Genova. In qualità di Capitano del Popolo, Doria si impegnò a preservare l'integrità della Repubblica, affrontando direttamente i Fieschi, conquistando La Spezia nel 1273, e inviando suo fratello Jacopo contro i Grimaldi, che avevano usurpato terre nel Ponente ligure.

Oberto Doria si distinse non solo per la sua azione militare, ma anche per la sua strategia politica, mantenendo un atteggiamento prudente nei confronti del potente Carlo d'Angiò, re di Sicilia e di Napoli, la cui aggressività minacciava la libertà genovese.
La sua gloria principale è senza dubbio la vittoria nella Battaglia della Meloria; ancora celebrata oggi dal Comune di Genova. Il 6 agosto 1284 in qualità di ammiraglio della flotta genovese sbaragliò i Pisani, combattendo al fianco di importanti alleati come Benedetto Zaccaria e Corrado Spinola.

Nel 1285, prima della scadenza del patto di diarchia, Oberto Doria rinunciò volontariamente alla sua carica, ma mantenne un'importante autorità all'interno della Repubblica. Il 15 aprile di tre anni dopo, nella sua residenza, fu firmata una pace storica con Pisa, imposta a condizioni dure per gli avversari. Ciò evidenziò ancor più la sua abilità diplomatica e militare.

Oberto Doria morì nel 1306. La sua figura resterà emblematicamente legata alla storia di Genova, simbolo di un'epoca di sfide politiche e conflitti militari. Un leader che seppe guidare la Repubblica verso una maggiore stabilità e sicurezza.

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I Liguri nella Storia: Caterina Fieschi Adorno (-17)

Wow   08.12.25  

Proveniente da una famiglia nobile, Caterina era l'ultrogenita di cinque figli di Giacomo Fieschi e Francesca di Negro. Nacque a Genova il 5 aprile 1447. Mistica e veggente, è celebrata per le sue opere di misericordia verso i poveri e gli ammalati, nonché per le sue esperienze mistiche, in particolare riguardo al purgatorio.

Nel 1463 sposò Giuliano Adorno in un matrimonio strategico che mirava a sanare le tensioni tra le famiglie Fieschi e Adorno. Il 20 marzo 1473 Caterina venne colta da una conversione religiosa, testimoniata ufficialmente con la sua visione mistica. Con Giuliano andarono ad abitare in una modesta casa nei pressi dell'ospedale di Pammatone ed il marito entrò nel terzo ordine francescano.

Caterina si dedicò profondamente agli ammalati, diventando direttrice dell’ospedale di Pammatone nel 1489, un ruolo raro per le donne dell'epoca. Durante l'epidemia di peste nel 1493, si ammalò, ma riuscì a guarire. Fu ispiratrice della creazione del Ridotto, il primo ricovero per malati incurabili a Genova per opera di Ettore Vernazza, uno dei suoi più stretti discepoli.

Le sue opere mistico-spirituali, tra cui il Dialogo spirituale e il Trattato del purgatorio, offrono una visione innovativa del purgatorio, considerandolo non come un luogo fisico, ma come esperienza interiore di purificazione attraverso il dolore e l'amore divino. Caterina utilizzò concetti di teologia mistica, come il filo d'oro, per descrivere il legame tra l'anima umana e Dio.
Caterina da Genova morì a Genova il 15 settembre 1510. Fu proclamata beata nel 1675 e canonizzata nel 1737 da Papa Clemente XII.
Nel 1943, Papa Pio XII la designò patrona secondaria degli ospedali italiani. Ancora oggi, Caterina è nota come Dottoressa del purgatorio e rappresenta un faro di speranza e compassione, mostrando come l’amore divino possa purificare e trasformare l'anima nel suo cammino verso la beatitudine.

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I Liguri nella Storia: Grimaldo Canella (-18)

Wow   07.12.25  

La figura di Grimaldo è stata oggetto di numerose leggende e storie. Storici e araldisti non hanno mai smesso di studiare le sue origini mitiche. Dopo nove secoli, il nome di Grimaldo Canella continua a essere un simbolo di prestigio e identità per i discendenti della famiglia Grimaldi, la cui storia è intrecciata con quella di Genova. La sua eredità rappresenta sia le radici storiche della casata sia un’importante parte del patrimonio culturale della Superba.

Figlio di Ottone Canella, un nobile patrizio genovese e originario della signoria di Vezzano Ligure, Grimaldo nacque verosimilmente intorno al 1110 e crebbe in un contesto aristocratico che lo preparò a diventare un importante attore politico e militare della sua epoca.
La sua presenza storica è documentata per la prima volta nel 1158, quando fu ambasciatore presso Federico Barbarossa. Grimaldo ricoprì più volte la carica di Console di Genova, un ruolo di grande prestigio, e nel 1169 fu inviato come ambasciatore presso l'Emiro del Marocco. Come uomo d'arme, dimostrò il suo valore nel 1170, conducendo una flotta di galee genovesi in un attacco contro una flotta pisana.

Durante la sua vita, la famiglia Grimaldi iniziò a guadagnare importanza nella Repubblica di Genova. La sua famiglia risiedeva nel famoso sestiere della Maddalena, un'area che sarebbe diventata cruciale per la storia genovese; permise l'edificazione della prima chiesa di San Luca, proprio su parte dei suoi terreni, ma non ne vide la costruzione. In seguito l'edificio di culto venne dichiarato parrocchia gentilizia delle famiglie Spinola e Grimaldi).
Grimaldo morì nel 1184. Suo figlio Oberto fu il primo della famiglia a portare il cognome Grimaldi e per questo viene ricordato come Oberto I Grimaldi.

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I Liguri nella Storia: Federico Alizeri (-19)

Wow   06.12.25  

Federico Alizeri, nato a Genova il 27 dicembre del 1817, è stato un rinomato storico e critico letterario italiano, considerato uno dei principali biografi e ricercatori liguri del XIX secolo. Le sue opere, secondo l'enciclopedia Treccani, sono un'importante risorsa per la storia dell'arte ligure, raccogliendo preziose informazioni sulla produzione artistica dalla fine del Settecento alla prima metà dell'Ottocento.

Figlio di calzettai, Alizeri studiò giurisprudenza, ma il suo interesse predominante era la letteratura. Divenuto avvocato, contribuì al giornale l'Espero, di cui ne assunse anche la direzione. Successivamente si dedicò alla scrittura storica e annotativa, registrando importanti eventi, come i moti di Genova del 1849, e compilando opere come le Notizie dei professori di disegno liguri. Scrisse il repertorio più ricco d'informazioni sull'arte ligure della fine del secolo XVIII e della prima metà del XIX.
Tra i suoi contributi più significativi spicca la Guida di Genova, un'opera monumentale in tre volumi, riformulata in un unico volume nel 1875. In essa, ogni via e monumento della città è descritto in dettaglio, fornendo un'illustrazione completa della cultura e dell'arte genovese.

Alizeri si distinse anche come studioso di Dante, realizzando la prima edizione genovese della Divina Commedia con note e ragionamenti. Il suo approccio era più letterario che filosofico, e la sua interpretazione delle opere di Dante è stata considerata chiara e onesta.

La sua scomparsa avvenne nella villa a San Biagio il 28 settembre 1882. In suo onore, una via nel quartiere di San Teodoro ne porta il nome, testimoniando il suo contributo alla cultura genovese. Alizeri rimane un simbolo dell'impegno per la valorizzazione della storia e dell'arte liguri, il cui lascito continua a essere apprezzato e studiato ancora oggi.

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