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I post con tag "Calendario" archivio

I Liguri nella Storia: Federico Alizeri (-19)

Wow   06.12.25  

Federico Alizeri, nato a Genova il 27 dicembre del 1817, è stato un rinomato storico e critico letterario italiano, considerato uno dei principali biografi e ricercatori liguri del XIX secolo. Le sue opere, secondo l'enciclopedia Treccani, sono un'importante risorsa per la storia dell'arte ligure, raccogliendo preziose informazioni sulla produzione artistica dalla fine del Settecento alla prima metà dell'Ottocento.

Figlio di calzettai, Alizeri studiò giurisprudenza, ma il suo interesse predominante era la letteratura. Divenuto avvocato, contribuì al giornale l'Espero, di cui ne assunse anche la direzione. Successivamente si dedicò alla scrittura storica e annotativa, registrando importanti eventi, come i moti di Genova del 1849, e compilando opere come le Notizie dei professori di disegno liguri. Scrisse il repertorio più ricco d'informazioni sull'arte ligure della fine del secolo XVIII e della prima metà del XIX.
Tra i suoi contributi più significativi spicca la Guida di Genova, un'opera monumentale in tre volumi, riformulata in un unico volume nel 1875. In essa, ogni via e monumento della città è descritto in dettaglio, fornendo un'illustrazione completa della cultura e dell'arte genovese.

Alizeri si distinse anche come studioso di Dante, realizzando la prima edizione genovese della Divina Commedia con note e ragionamenti. Il suo approccio era più letterario che filosofico, e la sua interpretazione delle opere di Dante è stata considerata chiara e onesta.

La sua scomparsa avvenne nella villa a San Biagio il 28 settembre 1882. In suo onore, una via nel quartiere di San Teodoro ne porta il nome, testimoniando il suo contributo alla cultura genovese. Alizeri rimane un simbolo dell'impegno per la valorizzazione della storia e dell'arte liguri, il cui lascito continua a essere apprezzato e studiato ancora oggi.

I Liguri nella Storia.

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I Liguri nella Storia: Giovan Battista Perasso (-20)

Wow   05.12.25  

Che l'inse?
La figura di Giovan Battista Perasso, giovane protagonista della rivolta di Portoria del 5 dicembre 1746, è avvolta da un alone di mistero e leggenda. Identificato come un ragazzo che incitò la popolazione a sollevarsi contro le truppe austro-piemontesi, il Balilla lanciò un sasso contro i soldati, dando inizio a una rivolta che portò alla liberazione di Genova. La città, all'epoca alleata con i francesi e gli spagnoli, stanca dei continui soprusi si sollevò contro l'occupazione austriaca grazie al coraggio di questo giovane.

Nonostante la sua identità rimanga in parte sconosciuta, la tradizione popolare lo associa a Giovan Battista Perasso, nato a Genova nel 1735. Testimonianze storiche, come quella del diplomatico veneziano Cavalli, confermano l'esistenza del ragazzo, ma non forniscono prove documentali del suo soprannome Balilla che in ligure che significa pallina.
Nel 1881 una commissione speciale, composta da autorevoli cittadini quali il professor Barrili, l'avvocato Cornelio Desimoni, il professor Belgrano e il marchese Staglieno, dopo aver ascoltato la testimonianza di alcuni anziani del quartiere, i quali riferivano ciò che avevano udito dai loro nonni che avevano conosciuto di persona il Balilla, concluse potersi stabilire la quasi certezza che egli fu Giovan Battista (Giambattista) Perasso figlio di Antonio Maria tintore di seta, nato nella parrocchia di Santo Stefano il 26 ottobre. Sebbene in seguito la Società Ligure di Storia Patria, nel 1927, pose l'accento sull'incertezza riguardo l'identità dell'eroe immortalato anche nel Canto degli Italiani.

Dall'Alpi a Sicilia
dovunque è Legnano,
ogn'uom di Ferruccio
ha il core, ha la mano,
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla,
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

Il famoso grido Che l'inse?, che in italiano letteralmente si potrebbe tradurre con La comincio? nel senso di Volete che cominci io?, pronunciato dal giovane prima del lancio del sasso, riflette il desiderio di iniziare la rivolta, trasformando un atto di ribellione in un simbolo di libertà e determinazione. Nonostante numerose versioni dell'episodio, storici come Federico Donaver sottolineano che l'azione del Balilla rappresenta l’ardente desiderio di liberazione di un popolo oppresso.
La figura del Balilla è stata celebrata e amplificata nel corso del Risorgimento italiano. Anche oggi, il suo nome è integrato nella cultura popolare, come evidenziato da diverse opere artistiche e commemorazioni, segnalando l'importanza di questo giovane nel panorama storico italiano.

A Genova, in Piazza Portoria, lo ricorda un monumento realizzato da Vincenzo Giani nel 1862 con il bronzo dei cannoni presi agli Austriaci nelle battaglie del 1859 e ogni anno, il 5 dicembre, il Comune pone una corona ai suoi piedi.

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I Liguri nella Storia: Carlo Alfredo Mussinelli (-21)

Wow   04.12.25  

Spezzino di nascita, Carlo Alfredo Mussinelli è stato un compositore italiano dal talento straordinario, noto per la sua musica coinvolgente e innovativa, nonostante la sfida della cecità. A soli tre anni, dopo una grave malattia, Mussinelli perse la vista, ma mostrò presto doti musicali eccezionali. All'età di sei anni, si trasferì all'Istituto dei Ciechi di Milano, dove studiò pianoforte e composizione sotto la guida del maestro Saladino.
Ritornato a La Spezia, si avvicinò a un importante circolo culturale grazie al cugino Alberto Faggioni e al barone Luigi d'Isengard, un personaggio influente nella vita culturale locale. Durante il suo periodo giovanile, compose diverse opere, tra cui La Solfara un'opera risorgimentale del 1893 e Che bèla note ciàa incisa nel 1935 dal famoso baritono Emilio Bione.

Uno dei momenti salienti della sua carriera fu la messa in musica dell'unico libretto di Giovanni Pascoli, Il Sogno di Rosetta, nel 1901. Nonostante le difficoltà dovute alla mancanza di una trama tradizionale, il lavoro fu ben accolto e più volte rappresentato con successo. Pascoli stesso lodò Mussinelli in più di un'occasione, definendolo il "giovane aedo" e il "cieco veggente".

Un titolo che venne ripreso alla sua morte, avvenuta nel 1955, quando la città di La Spezia, nel conferirgli la medaglia d'oro, lo riconobbe come il "cieco veggente" il cui talento ha superato ogni ostacolo.

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I Liguri nella Storia: Luca Cambiaso (-22)

Wow   03.12.25  

Nato a Moneglia da un padre pittore, Luca Cambiaso è stato uno dei più illustri artisti italiani del XVI secolo. Proprio sotto l'influenza del padre, Giovanni Cambiaso, iniziò la sua formazione pittorica copiando i maestri del Rinascimento e studiando affreschi di artisti come Perin del Vaga e Domenico Beccafumi.
La sua prima opera significativa è il Polittico di Breccanecca, del 1545, in collaborazione con il padre, che segna un punto di partenza per la sua creatività.

Il pittore di Moneglia lavorò a stretto contatto con altri artisti, come Giovan Battista Castello il Bergamasco, dando vita a opere di grande impatto visivo, come gli affreschi nella villa delle Peschiere.
La sua arte si contraddistingue per l'influenza michelangiolesca, ma nel corso della carriera, Cambiaso si allontanò da questo stile, sviluppando un'approccio più colorato e luminoso.
Si trasferì in Spagna nel 1583 per lavorare all'Escorial. Nel paese iberico morì lasciando opere incompiute, ma di grande valore.

Cambiaso ha avuto un impatto duraturo sulla pittura manierista, fondendo cultura, innovazione e tradizione in uno stile unico, che continua a essere celebrato nei secoli.

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I Liguri nella Storia: Anton Giulio Barrili (-23)

Wow   02.12.25  

Anton Giulio Barrili è stato un importante politico, scrittore e patriota italiano. Autore di numerosi romanzi, novelle e commedie, il suo stile fu elogiato da Benedetto Croce per la sua scorrevolezza e correttezza.
Savonese di nascita, trascorse l'infanzia a Nizza e si laureò in Lettere e Filosofia all'Università di Genova. Come giornalista, fondò il giornale L'Occhialetto e divenne redattore del San Giorgio di Nino Bixio. Nel 1859, si arruolò nell'esercito piemontese e partecipò attivamente alle campagne garibaldine, compresa la battaglia di Mentana del 1867.
Barrili fu anche un importante uomo di lettere: nel 1875 fondò il Caffaro e, dopo un mandato come deputato, tornò alla carriera accademica, diventando nel 1894 professore di Letteratura italiana all'Università di Genova e infine rettore dell'ateneo nel 1903.

Barrili ha lasciato un segno importante nella cultura ligure e italiana. Savona gli ha dedicato una via proprio ai piedi della collina di Monturbano.
Negli '80 del XIX secolo Barrili si avvicinò al Grande Oriente d'Italia e fu iniziato alla massoneria nella storica loggia genovese Trionfo Ligure. Riposa nel Cimitero monumentale di Staglieno.

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I Liguri nella Storia: Giovanni Battista Lercari (-24)

Wow   01.12.25  

Il 64º doge della Repubblica di Genova, Giovanni Battista Lercari, restò in carica giusto un paio di anni, ma ugualmente segnò il corso della Reubblica. Proveniente da una nobile famiglia, ricevette una solida formazione umanistica e iniziò la sua carriera all'età di 22 anni come console a Palermo. La sua carriera proseguì rapidamente e, nel 1530, fu nominato ambasciatore di Genova, rappresentando la Repubblica durante l'incoronazione di Carlo V.
Lercari si distinse anche per il suo impegno nelle trattative diplomatiche, cercando di risolvere le difficoltà commerciali di Genova durante le tensioni tra Francia e Spagna. Nonostante le sue doti, il suo dogato fu caratterizzato da conflitti tra nobiltà "vecchia" e "nuova", con scontri interni e tensioni che segnarono il suo operato.

Una curiosità interessante è che durante il suo mandato, Lercari ospitò importanti personalità internazionali, ma la sua ostentazione e il decisionismo furono criticati, portando a pesanti accuse di abuso di potere. Anche il suo tentativo di diventare procuratore perpetuo fallì, a causa di una dura opposizione all'interno del consiglio.
Dopo la morte del suo unico figlio maschio, Giovanni Stefano, coinvolto in una trama di vendetta, Lercari si allontanò da Genova per circa dieci anni, tornando nel 1574. Durante gli anni successivi, si impegnò a mediare tra le fazioni nobiliari e a riformare la Repubblica, dimostrando un forte attaccamento al bene della città.

Alla sua morte, Lercari lasciò una significativa eredità, compresa una donazione ai poveri di Genova. La sua salma è tumulata all'abbazia di San Nicolò del Boschetto, dove riposano anche la moglie e i figli. Giovanni Battista Lercari rimane una figura complessa e affascinante nella storia genovese, rappresentando le sfide e le trasformazioni di un'epoca tumultuosa.

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Aspettando il Calendario ligure dell'Avvento 2025

Wow   30.11.25  

È di nuovo tempo di immergerci nel tradizionale Calendario ligure dell'Avvento. In attesa di scoprire giorno dopo giorno quali curiosità avrà in serbo la 21ª edizione, quest'anno dedicata ai Liguri nella Storia, ecco la lista dei calendari degli anni passati.
Buone Feste!

2024
Misteri e Racconti della Liguria

2023
Vini liguri

2022
Una parola in ligure al giorno

2021
Proverbi liguri

2020
Leggende e Miti della Liguria

2019
Un proverbio ligure al giorno sino a Natale

2018
Cinque proverbi liguri al giorno

2017
La natura in Liguria

2016
I dolci della Liguria

2015
Castelli e fortezze della Liguria

2014
Liguria dallo spazio

2013
La Liguria su Street View

2012
Misteri e leggende della Liguria

2011
Liguria street view

2010
Liguria per immagini

2009
Paesaggi di Liguria

2008
Scorci liguri

2007
Prodotti tipici liguri

2006
Ricette liguri

2005
Proverbi liguri

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Misteri e Racconti della Liguria: Calendario ligure dell'Avvento 2024

Wow   25.12.24  
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Misteri e Racconti della Liguria: il Confuoco di Savona (-1)

Wow   24.12.24  

Il Confuoco è un'antica tradizione culturale ligure celebrata la domenica che precede il 25 dicembre a Savona.
Le origini del Confuoco sono molte antiche e si perdono nell'epoca romana. Le prime testimonianze storiche certe fanno risalire questa tradizione al terzo decennio del secolo XIV. Era una manifestazione annuale durante la quale si offriva all'autorità cittadina un grosso tronco, coperto di rami, ricavato da un albero di alloro. Il tronco era poi bruciato alla presenza della folla. Dalla direzione delle fiamme si traevano auspici per l'anno venturo.
I resti del tronco bruciato erano poi contesi tra i cittadini che gli attribuivano poteri taumaturgici.

A Savona, come in molte altre località liguri, il Confuoco si celebrò durante tutto il Medioevo con una grande partecipazione popolare e in forma leggermente diversa.
Gli uomini del contado, la vigilia di Natale, portavano in dono al Podestà due confuochi, a guisa di regali, sopra un carro. Con la perdita dell'autonomia comunale, nel 1528, la cerimonia savonese assunse soprattutto il significato di uno scambio di cortesie tra le autorità cittadine.
Il Confuoco venne infine soppressò dalle autorità napoleoniche

La Società A Campanassa, custode del costume e delle tradizioni savonesi, deliberò nel 1932 di riportare in vita la cerimonia del Confuoco con le modalità e il cerimoniale originale.
La prima cerimonia si svolse il 24 dicembre 1933. Da allora, ogni anno, nell'ultima domenica che precede il Natale, un corteo storico si snoda dalla Torre del Brandale sino a piazza Sisto IV, dove ha sede il Municipio.
Qui un brindisi tra il sindaco e il presidente della Società e la consegna di un grande vaso di ceramica albisolese, decorato per l'occasione, sanciscono l'inizio della cerimonia. I savonesi e il pubblico di turisti assiste all'accensione della pira e osserva con trepidazione la direzione della fiamma.
La cerimonia si conclude con il mugugno, le rimostranze che il presidente della Società A Campanassa rivolge al sindaco sullo stato del Comune.

Misteri e Racconti della Liguria.

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Misteri e Racconti della Liguria: le fate alate di Pieve Ligure (-2)

Wow   23.12.24  

Da sempre, al riparo del monte Santa Croce, Pieve Ligure gode di un clima mite in tutte le stagioni. Per questo è conosciuta per la sua tradizione florovivaistica di orchidee e mimose.
Ogni secondo fine settimana di febbraio si svolge la profumata Festa della mimosa che attira turisti grazie alla sfilata di carri allegorici e alle esposizioni floreali nelle piazze e tra le serre.

A Pieve Ligure un'antica leggenda narra come tra i giardini e negli negli orti volino a cavallo di api dorate piccole fate alate.
Trasportate dal vento di mare e dei raggi del sole, le fate, esili e graziose, vivono nei calici dei gigli e giocano con il polline dei fiori dai cento colori.

Misteri e Racconti della Liguria.

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