tizianocavigliablog
Lasciate un messaggio dopo il glor.

Buona come bersaglio 28.09.08

Povera stella, relegata a fare la fine del caribù tra intellettuali neocon esasperati ed un incazzatissimo Jack Cafferty.

I'm 65 and have been covering politics as have you for a long time. That is one of the most pathetic pieces of tape I of ever seen for someone aspiring to one of the highest offices in this country.

E il 2 ottobre ci sarà il dibattito con Biden. Scontro fra titani.
L'ignoranza contrapposta all'uomo in grado di pronunciare ogni volta l'affermazione più stupida. Su qualunque tema.

Giornalismo di carta e di web 30.08.07

Ciao Franco.

Un disastro che andava evitato 08.01.05

I vagoni distrutti nell'impattoMolti gridano all'errore umano. Avviene spesso così negli incidenti ferroviari. I motivi sono facilmente immaginabili, difficilmente i macchinisti si salvano e le Ferrovie ne escono pulite.

Peccato però che l'errore umano, con le tecnologie attuali, possa essere quasi sempre scongiurato.

Probabilmente se la gestione delle Ferrovie non fosse all'insegna del risparmio, anche e soprattutto sul piano della sicurezza, la strage sulla linea Bolognina - Crevalcore si sarebbe potuta evitare.

La causa di tutto sarebbe da attribuirsi ad un segnale non rispettato, ma se in cabina ci fossero due macchinisti invece di uno solo (più occasionalmente il capotreno) credo sarebbe stato difficile non accorgersi dello stop.
In fondo quattro occhi sono meglio di due.

Esiste inoltre un sistema chiamato ripetitore di segnale. In caso di mancata osservanza di un segnale lo strumento lo segnala al macchinista e in caso di ripetuta inosservanza frena automaticamente il convoglio. Uno strumento dunque utilissimo anche in caso di malore del conducente.
Sul treno non c'era.

Ci sono inoltre "boe" di segnalazione per scongiurare incidenti simili, ma su una linea a binario unico (che da decenni deve essere raddoppiata) non vengono installate.

Forse il disastro si sarebbe compiuto ugualmente e 17 persone avrebbero in ogni caso perso la vita, ma ne dubito.

La verità è che, all'insegna del risparmio selvaggio, la sicurezza è diventata un optional, i controlli un'eccezzione, il personale addetto alla manutenzione dei convogli un surplus.

Con la privatizzazione delle Ferrovie era stato promeso un servizio più efficiente, sicuro, con treni in orario, stazioni pulite e rinnovate, una linea nuova e ad alta tecnologia.
La realtà è stata ben diversa: stazioni fatiscenti, se non chiuse, linee da terzo mondo, vagoni con più di trent'anni di vita, treni fatiscenti a fronte però di continui aumenti sulle tariffe.
Forse la privatizzazione selvaggia in fondo non è stata una grande idea.