tizianocavigliablog
Alabarda spaziale.

Mia nonna 03.06.08

Il tumblelog sulle nonne dei blogger.

Scivolare sulla Nutella 22.05.13

È la crema gianduia più venduta al mondo. È stato l'iconico placebo in cui Nanni Moretti affogava l'ansia in Bianca. C'è chi non sa resistere alla sua cremosità e chi organizza una giornata mondiale per celebrarla diffondendo il brand tra milioni di golosi appassionati.
È il caso della blogger americana Sara Rosso, ideatrice del World Nutella Day, a cui era stato intimato dalla Ferrero la cessazione di ogni attività legata al marchio.
Nel difendere con sacro ardore il proprio marchio registrato contro improbabili usi impropri, l'azienda di Alba ha incidentalmente danneggiato la propria immagine a livello planetario nel volgere di una giornata, imparando a proprio discapito cosa comporti ignorare il social media marketing e cosa significhi curare la propria presenza sul web. E a poco giova l'odierna marcia indietro riparatoria.

Ottimo lavoro.

Samsung ha copiato Apple 25.08.12

Non poteva concludersi altrimenti il processo sulla violazione dei brevetti che vedeva contrapposti il gigante coreano e l'azienda di Cupertino se non con una vittoria schiacciante di Apple.
La sentenza della corte californiana ha stabilito che Samsung ha copiato deliberatamente tecnologie, design e peculiarità dell'interfaccia utente dell'iPhone, il jury ha inoltre rigettato la contraccusa di Samsung sanzionandola per oltre un miliardo di dollari.

In attesa dell'appello restano le visioni discordanti di Apple:

We are grateful to the jury for their service and for investing the time to listen to our story and we were thrilled to be able to finally tell it.

The mountain of evidence presented during the trial showed that Samsung's copying went far deeper than even we knew. The lawsuits between Apple and Samsung were about much more than patents or money. They were about values. At Apple, we value originality and innovation and pour our lives into making the best products on earth. We make these products to delight our customers, not for our competitors to flagrantly copy. We applaud the court for finding Samsung's behavior willful and for sending a loud and clear message that stealing isn't right.

E Samsung:

Today's verdict should not be viewed as a win for Apple, but as a loss for the American consumer.

It will lead to fewer choices, less innovation, and potentially higher prices. It is unfortunate that patent law can be manipulated to give one company a monopoly over rectangles with rounded corners, or technology that is being improved every day by Samsung and other companies. Consumers have the right to choices, and they know what they are buying when they purchase Samsung products. This is not the final word in this case or in battles being waged in courts and tribunals around the world, some of which have already rejected many of Apple's claims. Samsung will continue to innovate and offer choices for the consumer.

Il commento di Microsoft sul caso Apple contro Samsung 25.08.12

Windows Phone is looking gooooood right now.

Il commento di Bill Cox, direttore marketing della divisione Microsoft Windows Phone, sulla vittoria legale di Apple nel processo per la violazione dei brevetti contro Samsung.

Non copiare quel floppy 07.08.12

Nei primi anni '90 la pirateria del software si combatteva a colpi di rap e con l'onore dei klingon.

Il Parlamento europeo vota contro l'ACTA 04.07.12

Gli eurodeputati hanno bocciato per 478 voti contro 39 l'accordo che avrebbe reso i provider responsabili delle violazioni di copyright avvenute sulle loro linee, costringendoli a introdurre misure di controllo per impedirle.
Un altro assalto alla libertà di internet sventato.

Dopo sette anni chiude BTJunkie 06.02.12

Il popolare motore di ricerca per file torrent BTJunkie interrompe il servizio sull'onda emotiva delle azioni legali contro MegaUpload e The Pirate Bay.

This is the end of the line my friends. The decision does not come easy, but we've decided to voluntarily shut down. We've been fighting for years for your right to communicate, but it's time to move on. It's been an experience of a lifetime, we wish you all the best!

Come funziona e quali sono i rischi dell'ACTA 02.02.12

Tutto quello che bisogna sapere sull'Anti-Counterfeiting Trade Agreement, l'accordo internazionale contro la pirateria e la contraffazione digitale.

ACTA is one more offensive against the sharing of culture on the Internet. ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) is an agreement secretly negotiated by a small "club" of like-minded countries (39 countries, including the 27 of the European Union, the United States, Japan, etc). Negotiated instead of being democratically debated, ACTA bypasses parliaments and international organizations to dictate a repressive logic dictated by the entertainment industries.

ACTA, a blueprint for laws such as SOPA and PIPA, would impose new criminal sanctions forcing Internet actors to monitor and censor online communications. It is thus a major threat to freedom of expression online and creates legal uncertainty for Internet companies. In the name of trademarks and patents, it would also hamper access to generic medicines in poor countries.

The European Parliament now has an ultimate opportunity to reject ACTA.

Le proteste in Europa contro l'ACTA 29.01.12

Cresce e si diffonde in Europa la protesta contro l'ACTA dopo che ventidue paesi dell'Unione Europea hanno firmato l'adesione al trattato a Tokyo.
L'Anti-Counterfeiting Trade Agreement è un accordo internazionale che si prefigge di intervenire in modo omogeneo su scala globale per arginare la pirateria online e la contraffazione dei beni immateriali, ma come già accaduto per il SOPA americano il dubbio è che possa trasformarsi in un inaccettabile strumento di censura su internet.
Nei prossimi mesi il trattato sarà al vaglio del Parlamento europeo dove è attesa una battaglia spietata.

Il peso politico del web 20.01.12

Il Congresso ha di fatto accantonato i progetti di legge antipirateria conosciuti come SOPA e PIPA.
Il web ha vinto. La rete si è dimostrata ancora una volta una forza irresistibile di conoscenza e coscienza collettiva incapace di abbassare la guardia.

Vinta la battaglia, la partita non è chiusa. Ora preparativi per il prossimo assalto.

L'ultimo giorno di Megaupload 19.01.12

Il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha chiuso Megaupload - uno tra i più noti siti di file hosting - e arrestato il suo fondatore.
I capi d'accusa sono estremamente gravi e vanno ben oltre il semplice file sharing.

Wikipedia si unisce al blackout contro le leggi antipirateria 16.01.12

Screenshot di Wikipedia

Questo mercoledì Wikipedia verrà oscurata per unirsi alla protesta contro i progetti di legge antipirateria americani in discussione alla Camera e al Senato. I disegni di legge prendono il nome dagli acronimi SOPA (Stop Online Piracy Act) e PIPA (Protect IP Act).

I download illegali di Sarkozy 15.12.11

Le tracce di una serie di download illegali portano dritte all'Eliseo, la residenza del presidente francese.
L'imbarazzo per Sarkozy, che ha da tempo dichiarato guerra alla condivisione online del materiale protetto dal diritto d'autore, è evidente.

Photoshoppami questo 25.11.11

Adobe (marchio registrato) avvisa che è pronta a battersi e adire vie legali per tutalere i suoi marchi registrati e i neologismi derivati da essi, soprattutto quando si tratta di verbi e sostantivi propri di Photoshop (marchio registrato).

Ora innanzi non vi venga in mente di pronunziare,

Ho photoshoppato questa foto.

Citate altresì,

Ho editato codesta immagine (di cui posseggo i diritti) adoprando il software di foto-ritocco, prodotto con successo da Adobe (marchio registrato), conosciuto con il nome di Photoshop (marchio registrato).

Questo come altri casi analoghi - vedi alla voce googlare - ci rammentano come la tutela del diritto d'autore e dei marchi registrati sia diventata abuso nelle mani di inetti.

70 anni di copyright 12.09.11

Nel mondo oltre i confini della fantasia il Consiglio dell'Unione Europea ha deciso di estendere il copyright da 50 a 70 anni in favore di interpreti e produttori di musica, con l'intento dichiarato di proteggere gli artisti anche nell'autunno della vita.

Nel mondo reale si continua ad ascoltare musica scaricata da canali più o meno legali grazie ad internet.

La moda dei falsi Apple Store 31.08.11

Un falso Apple Store in Iraq

Il finto Apple Store iracheno a Sulaimaniya.
Nel negozio si intravedono anche occhiali e cellulari Nokia, segno che i gestori hanno ancora molto da imparare dai colleghi cinesi.

I brand visti dalla Cina 01.08.11

Apple Store e Ikea clonati in Cina

Dopo gli Apple Store fasulli è la volta di 11 Furniture, clone cinese dell'Ikea.

Gli editori belgi che si credevano più furbi di Google 18.07.11

A maggio la corte di appello di Bruxelles aveva confermato l'ingiunzione a Google che imponeva la rimozione dei link presenti su News che indirizzavano verso i contenuti del gruppo belga CopiePresse.
L'accusa dagli editori si basava sul presupposto che Google sfruttasse l'autorevolezza degli articoli per incrementare il proprio traffico.

Non solo Google ha ottemperato alla cancellazione dei link da News, ma ha rimosso gli stessi anche dal motore di ricerca. Una perdita di visibilità che non è piaciuta agli editori.
Google si è detta pronta a includere nuovamente i link appena riceverà l'assicurazione che nessun'altra azione legale analoga verrà intrapresa.

In questa storia c'è una morale sul mercato dell'informazione al tempo di internet che gli editori di tutto il mondo dovrebbero cogliere.

Non capirci niente di internet e pirateria 24.03.11

I tribunali italiani su copyright e internet non perdono occasione di dimostrare quanto il nostro paese sia arretrato culturalmente e tecnologicamente.
Pensare di aver colpito la pirateria punendo un motore di ricerca come Yahoo!, prendendo in esame la sua responsabilità sul controllo preventivo dei link proposti, significa non aver capito il fenomeno a tutto vantaggio dei pirati che continueranno a prosperare.

L'Homeland Security chiude ATDHE 02.02.11

ATDHE.net, popolare raccolta di link a eventi sportivi e televisivi in streaming, è stato chiuso dall'Homeland Security per violazione delle leggi in materia di copyright.
Particolare rilevante, il sito contiene solo link e non materiale coperto da diritto d'autore.

In attesa che la situazione si chiarisca è già stato aperto ATDHE.me.

The first tweets mentioning the disappearance of ATDHE started at around noon pacific. By two in the afternoon, tweets began mentioning ATDHE.me, the replacement site. In much the same way, the ATDHE Twitter account also quickly tweeted out the IP address to use until the site went back online under a different name.

Another site taken down today first tweeted at 2:12 that it was down. At 2:17, it tweeted again to say that it could be found at an alternate domain name. As I said: Whac-A-Mole.

What makes the whole thing even more interesting is that ATDHE.net didn't host any illegal content. It was a list of links to homemade video streams on sites like Justin.tv. As we saw with content takedowns on Twitter last April, however, direct hosting of content may not be necessary to remove something - just linking may be enough. With ATDHE, streams consisted of someone literally pointing a camera on a tripod at their television and streaming that. Where does the illegality come into play here and is seizing the domain name the answer?

Anche Rojadirecta.org ha subito un analogo fato.

Le mani su internet 31.01.11

L'AGCOM con la delibera 668/2010, in consultazione pubblica, si ergerebbe a paladina della difesa del copyright su internet.
La norma prevede di impedire arbitrariamente l'accesso a qualunque sito straniero che secondo l'Autorità Garante per le Comunicazioni violerebbe le norme sul copyright, scavalcando magistratura e Parlamento.

Per informare i cittadini su tale rischio è nata l'iniziativa Sito non raggiungibile di Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio.

Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi, o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

Credete che questo non possa accadere in una democrazia?

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l'accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Google combatte la pirateria a modo suo 26.01.11

Google cede alle pressioni delle major discografiche e delle lobby cinematografiche oscurando i risultati di Google Instant legati alle ricerche di BitTorrent, torrent, uTorrent, RapidShare e Megaupload.

Internet e il copyright visto dall'Italia 18.01.11

Dopo sedici mesi si chiude l'istruttoria dell'Antitrust italiano su Google News, dopo l'esposto degli editori FIEG.

Google concede una sponda all'ipocrisia degli editori definendo un sistema più granulare per escludere singoli estratti delle notizie pubblicate sul motore di ricerca e una maggiore trasparenza sui fatturati pubblicitari.
Mentre dall'altra parte l'Antitrust chiede di rivedere la normativa italiana sul copyright, sollecitando il Parlamento affinché la riformi tenendo conto delle evoluzioni tecnologiche in atto.

Il mondo contro Google 29.07.10

Le azioni legali contro Google nel mondo

La mappa delle azioni legali che vedono Google sul banco degli imputati.

Dell'elmo di Scipio s'è cinta la SIAE 01.05.10

Gli equivoci insorti e strumentalmente utilizzati mediaticamente per attacchi alla SIAE, istituzione che da più di un secolo è preposta alla promozione della cultura in Italia attraverso la tutela economica dei soggetti, autori ed editori, che la producono, spingono la Società a rinunciare nei confronti della casa editrice Sonzogno all’incarico di riscuotere i predetti diritti di noleggio, assumendosene la relativa responsabilità.

Alla SIAE ci sono rimasti sotto per la figuraccia dei diritti sull'Inno di Mameli. Quindi hanno deciso di giocare ai rivoluzionari.

Inno d'autore 28.04.10

Maurizio Codogno sulla richiesta della SIAE del pagamento dei diritti d'autore sull'inno di Mameli, utilizzato durante un concerto organizzato da una associazione no profit a Messina.

La soluzione, dal mio punto di vista, è semplicissima. Sono ragionevolmente certo che la Presidenza della Repubblica ha la possibilità di pagare un'orchestra per una registrazione ufficiale dell'inno, e nel caso voglia anche le parole possa anche pagare un coro; tanto la parte istituzionale è solo la prima strofa che non è così lunga e a volte riesce a essere memorizzata persino da un calciatore. A questo punto il Quirinale prende la registrazione (di cui ha acquistato i diritti economici di elaborazione), rinuncia esplicitamente ai suoi diritti e la lascia a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Sarebbe preferibile porla nel pubblico dominio, ma anche solo una cessione a titolo gratuito dei diritti di esecuzione sarebbe sufficiente. Tutti quelli che vogliono eseguire l'inno lo prendono, lo suonano e salutano l'ominio SIAE.

E' una proposta intelligente. Ecco perché non ci hanno pensato.

[16:56] La risposta della SIAE che si dice estranea al fatto.

"La SIAE non ha mai richiesto diritti d'autore per l'Inno di Mameli.
Solo 100 euro sono stati incassati l'anno scorso dalla SIAE per il noleggio dello spartito dell'Inno di Mameli e per conto della casa editrice Sonzogno.
La cifra di oltre mille euro era riferita principalmente alla somma di 816 euro richiesti per i diritti d'autore per musica tutelata utilizzata nello stesso concerto svoltosi a Messina."

Oscurate la caduta 20.04.10

La Constantin Film AG ha chiesto a YouTube di oscurare i video contenenti uno spezzone de "La Caduta", film tedesco sugli ultimi giorni di Hitler.

Il video, che mostra il dittatore nazista furibondo per l'imminente caduta di Berlino e del Reicht, è da anni oggetto delle più assurde sottotitolazioni volte a prendere in giro persone e device elettronici.

La mossa del distributore tedesco risulta incomprensibile di fronte al successo ottenuto dal film, altrimenti poco conosciuto, proprio grazie a questa manciata di minuti e al suo essere diventato uno dei video virali per eccellenza.

Un copyright ragionevole 11.04.10

Secondo l'Economist il copyright dovrebbe riacquistare un nuovo equilibrio in grado di garantire vantaggi equanimi sia agli autori sia ai fruitori dei contenuti. Un equilibrio che si è perso nel secolo scorso.

The moral case, although easy to sympathise with, is a way of trying to have one's cake and eat it. Copyright was originally the grant of a temporary government-supported monopoly on copying a work, not a property right. From 1710 onwards, it has involved a deal in which the creator or publisher gives up any natural and perpetual claim in order to have the state protect an artificial and limited one. So it remains.

The question is how such a deal can be made equitably. At the moment, the terms of trade favour publishers too much. A return to the 28-year copyrights of the Statute of Anne would be in many ways arbitrary, but not unreasonable. If there is a case for longer terms, they should be on a renewal basis, so that content is not locked up automatically. The value society places on creativity means that fair use needs to be expanded and inadvertent infringement should be minimally penalised. None of this should get in the way of the enforcement of copyright, which remains a vital tool in the encouragement of learning. But tools are not ends in themselves.

Interessi in conflitto 26.02.10

Lo strano caso del video di Travaglio rimosso da YouTube, dopo una richiesta di Mediaset per violazione del copyright, e poi tornato al suo posto.

Secondo quanto sostiene Google, nell’ambito di questo lavoro il perito nominato dal tribunale avrebbe considerato (per errore? per assunzione di stupefacenti?) il video di Marco una «violazione del copyright di Mediaset» e con un clic l’avrebbe rimosso, senza alcun ruolo di Youtube.

L'oscuramento avrebbe fatto quindi partire in automatico un avviso a chi aveva uploadato il video (l'agenzia Casaleggio, che cura il sito di Grillo su cui il video era stato caricato). A questo punto Casaleggio avrebbe inviato un controreclamo che Youtube avrebbe trasmesso (sempre in automatico) al perito, il quale a questo punto avrebbe consentito la ripubblicazione del video stesso.

Subito dopo aver inventato il telefono 26.01.10

Internet in Italia l'ho portato io anni fa insieme a pochissimi altri, lo conosco bene sotto ogni punto di vista.

Luca Barbareschi. Internet. Lui.

Sorpreso con le mani nella crossmedialità 25.01.10

E' buffo che Internet possa prendersi il diritto di saccheggiare contenuti qua e là e se invece io porto Internet su un mezzo generalista come la Tv mi si rinfacci il diritto d'autore.

Così Barbareschi a seguito delle polemiche sulle battute tratte da Spinoza e usate nel suo Sciok senza citarne la fonte.

Un equo passo indietro 16.01.10

Solo per fornire un'altra indicazione "quantitativa" utile alla comprensione della rilevanza della vicenda, sembra opportuno ricordare che nel 2008 la SIAE ha complessivamente incassato compensi per 671 milioni di euro e che tale importo è destinato, per effetto delle nuove disposizioni varate dal Ministro Bondi il 30 dicembre, a lievitare di circa il 50% nel prossimo anno.

Nel Decreto appena varato, tuttavia, il Ministro sembra aver completamente dimenticato i limiti del potere regolamentare affidatogli e sembra essersi spinto ad imporre il pagamento di un compenso anche in relazione a "memorie fisse o trasferibili" NON "destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi" in esecuzione della copia privata. Si tratta di una categoria di prodotti in relazione ai quali il Decreto sembra varato in totale assenza della necessaria potestà.

Via Punto Informatico

Produttori riservati 05.10.09

Nel mondo all'esterno della realtà può accadere di leggere "Rielaborazione da Wikipedia" e "Riproduzione riservata", nel medesimo articolo.

Nel mondo reale l'agricoltura ha forza lavoro in abbondanza.

Aspettando la prossima 29.04.09

Non passa la criticata norma D'Alia su internet, abrogata da un emendamento dell'onorevole Roberto Cassinelli.
Sospiri di sollievo con la consapevolezza che non poteva non finire così.

Legiferare l'internet 23.04.09

Come impressione a caldo sull'incontro che c'è stato oggi alla Camera sulla legislazione per la Rete posso solo dire che la Carlucci non sta affatto bene.

No, dico davvero: aggredisce, urla, s'incazza con chiunque, a un certo punto mi ha augurato che mio figlio venga adescato dai pedofili su Facebook (giuro). Poi ha raccontato che lei passa le sue giornate alla polizia postale cercando di rintracciare chi la insulta on line. Mamma mia, mi dispiace.

Lo so che bisogna ridurre i costi della politica, ma una distribuzione mirata di benzodiazepine alla Camera sarebbe molto opportuna. Io non ho capito com’è che la mandano in giro. No davvero, non è questione di destra o di sinistra, è questione di Tso. Va beh.

Quanto agli altri, giudicate voi, se avete voglia di sciropparvi il video. A me pare che Palmieri, Cassinelli e Melandri abbiano detto cose più o meno condivisibili, ma comunque sono ragionanti, e quindi in confronto a Carlucci hanno giganteggiato. Il radicale Perduca parlava d'altro. D'Alia è semplicemente uno che non sa una mazza di ciò su cui ha legiferato, ora si sta rendendo vagamente conto di aver fatto una cazzata mostruosa e cerca di uscirne limitando i danni.

Comunque il problema vero, in termini politici, è capire che cosa uscirà dalle cogitazioni in corso nel Pdl per sostituire l'emendamento D'Alia con un'altra legge. Palmieri non si è voluto sbottonare in merito, peccato.

Ecco, insomma, la vera legge su Internet - aldilà di D'Alia e Carlucci - la stanno ancora decidendo. Incrociamo le dita.

Via Piovono rane.

It's better to be a pirate than to join the Navy 17.04.09

Così Zambardino sulla sentenza svedese che ha condannato i gestori di The Pirate Bay a un anno di carcere e milioni di euro di risarcimento alle major.

E' una sentenza molto "mainstream", quella che oggi condanna i gestori di The Pirate Bay a varie pene detentive e a un forte risarcimento verso quelle Major dell'intrattenimento che avevano fatto richieste anche più ingenti. E' una brutta sentenza: che si "incastra" bene con le intenzioni punitive del governo francese, di quello inglese, e di quello italiano. Ed è un errore.

[...]

Un piccolo passo grave - No non siamo noi che facciamo confusione fra argomenti: è proprio così, passare dal blocco del "pirata" ai controlli di massa e alla repressione della libertà di espressione, è un passo nella direzione più catastrofica. Un piccolo passo grave.

E' il potere - che da noi è particolarmente intrecciato e confuso tra industria e politica - che fa volutamente confusione.

La ricerca creativa del nuovo - Allora via libera al "pirata"? Sono molte le cose che si potrebbero fare. Una rilfessione sui modelli di business ha portato Steve Jobs a creare con iTunes un meccanismo virtuoso di distribuzione della musica. Miliardi di brani venduti. Venduti.

Se non si fa il passo e non si riesce a capire che il "pirata" siamo moi, i nostri figli e che pirateria è il nuovo mercato, la nuova società, si rimane fermi al palo del delirio reazionario e repressivo. Bisogna inventare nuovi business, nuovi modi di vendere, nuove professioni. Perfino la repressione va ripensata per distinguere tra repressione del contrabbando e consumi personali...

Tanto non guarirete un'industria malata. Riuscirete solo a produrre una solida, diffusa, cultura autoritaria.

Non mi sembra che la faziosità sia diminuita 15.03.09

Arte scaricabile 19.05.14

Autoritratto di Rembrandt al Metropolitan Museum of Art

Il Metropolitan Museum of Art di New York ha reso disponibili gratuitamente per il download oltre 400.000 immagini ad alta risoluzione della sua collezione. L'iniziativa, denominata Open Access for Scholarly Content, consentirà di accedere alle immagini d'arte che il museo reputa giusto siano di dominio pubblico e gratuito, disponibili per l'uso scientifico in qualsiasi media.