tizianocavigliablog
Fa il quarto uomo a mahjong.

Scuole 05.10.08

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. [...] Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private.
Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. [...] Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso in difesa della Scuola nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950.

Via me_gustas_tú.

Il generale che guida l'Egitto 20.08.13

Il generale al-Sisi

Il ritratto del generale Abdel Fattah al-Sisi, vero uomo forte dell'Egitto dopo l'arresto del presidente Morsi, su Newsweek.

That Egypt has a new strongman is no longer in doubt. Since the Egyptian military ousted the democratically elected President Mohamed Morsi last month following protests across the country, posters of Egypt's de facto leader, Gen. Abdel Fattah al-Sisi, have become more ubiquitous on Cairo streets than Sphinx souvenirs. The head of the Army stares out from café walls and the windows of government buildings, the red and the gold of his uniform remaining bright, even as the features of his face fade under the relentless sun. "He is the one we can trust," read some of the posters. Others call him "the eagle of the Arabs."

It's a ubiquitous image--but an enigmatic one. More than a month after assuming power, al-Sisi remains as opaque as his dark glasses. In Egypt, he is often compared with the charismatic and ruthless leader of the 1950s and 1960s, Gamal Abdel Nasser, yet few people know anything about his family or background. He hardly ever talks to reporters, and his close friends and allies are reluctant to speak--begging off interview requests, or agreeing to talk, only to cancel later after checking with the general's staff.

But understanding al-Sisi is critical to understanding where Egypt is headed--especially after this week's bloodletting, which has seen his soldiers crack down on pro–Muslim Brotherhood demonstrators. And one place to begin is in Cairo's ancient Khan al-Khalili bazaar, in a shop called Al-Sisi, where finely crafted Egyptian boxes made of intricately inlaid mother-of-pearl grace the shelves.

La dichiarazione del presidente Obama sulla situazione in Egitto 04.07.13

Il presidente Obama stretto tra due fuochi, l'appoggio ai manifestanti anti Morsi e la norma di legge che blocca gli aiuti a paesi terzi in caso di golpe militare, si è detto preoccupato per la situazione in Egitto auspicando il ritorno di un governo democratico.

As I have said since the Egyptian Revolution, the United States supports a set of core principles, including opposition to violence, protection of universal human rights, and reform that meets the legitimate aspirations of the people. The United States does not support particular individuals or political parties, but we are committed to the democratic process and respect for the rule of law. Since the current unrest in Egypt began, we have called on all parties to work together to address the legitimate grievances of the Egyptian people, in accordance with the democratic process, and without recourse to violence or the use of force.

[...] No transition to democracy comes without difficulty, but in the end it must stay true to the will of the people. An honest, capable and representative government is what ordinary Egyptians seek and what they deserve. The longstanding partnership between the United States and Egypt is based on shared interests and values, and we will continue to work with the Egyptian people to ensure that Egypt’s transition to democracy succeeds.

Un colpo di stato può essere democratico? 03.07.13

Alla luce della situazione egiziana all'annuncio della deposizione del presidente Morsi, Foreign Policy si domanda se il colpo di stato militare in atto in Egitto conro un regime autoritario si possa definire democratico. Qualcosa di analogo a quanto accaduto in Portogallo durante la Rivoluzione dei garofani nel 1974.
Secondo Ozan Varol, professore alla Lewis & Clark Law School di Portland, ci sono sette requisiti perché possa essere definito tale.

(1) the coup is staged against an authoritarian or totalitarian regime; (2) the military responds to persistent popular opposition against that regime; (3) the authoritarian or totalitarian regime refuses to step down in response to the popular uprising; (4) the coup is staged by a military that is highly respected within the nation, ordinarily because of mandatory conscription; (5) the military stages the coup to overthrow the authoritarian or totalitarian regime; (6) the military facilitates free and fair elections within a short span of time; and (7) the coup ends with the transfer of power to democratically elected leaders.

L'Egitto dopo Morsi in immagini 03.07.13

La scritta 'out' con un laser sui muri del Cairo

Manifestante anti Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Un elicottero militare sorvola i manifestanti anti Morsi

La giornata del colpo di stato che ha rovesciato il presidente Morsi scandita dall'esultanza della folla in piazza Tahrir al Cairo e in tutto l'Egitto.

I cartellini rossi di piazza Tahrir 30.06.13

Manifestanti a piazza Tahrir

Cartellini rossi contro il presidente egiziano Morsi

Oppositori del presidente Morsi al Cairo

Oppositori del presidente Morsi

Donne manifestano contro il presidente Morsi

Oppositori del presidente Morsi in piazza Tahrir

Milioni di egiziani sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Morsi nell'anniversario della sua elezione. Migliaia di cartellini rossi sono stati sventolati in piazza Tahrir al Cairo a simboleggiare l'espulsione del governo egiziano.
Il bilancio degli scontri tra sostenitori e oppositori del presidente egiziano è di almeno 7 morti e più di 600 feriti.

Fratello musulmano 24.06.12

Il presidente della commissione elettorale ha annunciato ufficialmente la vittoria del candidato dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi.
Il neo eletto presidente egiziano ha raccolto 13.230.131 voti contro i 12.347.038 voti di Ahmed Shafiq, ex primo ministro di Mubarak.

Mubarak ultimo atto 02.06.12

Sostenitori di Mubarak

L'ex raiss è stato riconoscuito colpevole della morte di 850 manifestanti durante la primavera araba e condannato all'ergastolo.
L'Egitto cerca di mettersi alle spalle 30 anni di regime con un processo che è un unicum nel mondo arabo a campagna elettorale per le presidenziali tuttora aperta.

Urne faraoniche 23.05.12

Lo speciale di Al Jazeera sulle elezioni presidenziali in Egitto, in programma oggi e domani, che porteranno alle urne 50 milioni di elettori in una corsa che vede dodici candidati in campo.

L'esercito egiziano preparava il dopo Mubarak prima della rivoluzione 28.02.12

Secondo un rapporto pubblicato dallo Strategic Forecasting, l'esercito egiziano preparava piani per spodestare l'allora presidente Hosni Mubarak da prima della nascita dei moti rivoluzionari che poi ne avrebbero accelerato la caduta.

E' iniziata la campagna presidenziale in Egitto 22.02.12

Il segretario generale della Lega Araba Nabil al-Arabi scende in campo.

Hooligan egiziani 02.02.12

C'è chi pensa che le decine di morti allo stadio di Port Said abbiano poco a che fare con la partita del campionato egiziano tra l'Al-Masri e l'Al-Ahly, ma che piuttosto siano il frutto di una manovra dell'esercito volta a mantenere uno stato di paura per continuare a sostenere le leggi di emergenza nel paese.

Il più grande esercizio di democrazia nel mondo arabo 28.11.11

Con l'apertura dei seggi l'Egitto inizia il suo lungo cammino di transizione, a più turni elettorali, per decidere il proprio futuro democratico, giunta militare permettendo.

We are at a crossroads. There are only two routes: the success of elections, leading Egypt towards safety, or facing dangerous hurdles that we in the armed forces, as part of the Egyptian people, will not allow.

Qui il complicatissimo schema delle forze politiche in campo.

Esercito d'Egitto 22.11.11

Nella convulsa, violenta, giornata di oggi che ha attraversato l'Egitto da Suez ad Alessandria passando per piazza Tahrir al Cairo emergono possibili soluzioni, tutte politiche, alla crisi.

L'esercito, che continua l'opera di repressione delle proteste senza mezzi termini, accetta le dimissioni dell'esecutivo e conferma le elezioni parlamentari del 28 novembre. Entro il giugno prossimo sarà la volta della tornata presidenziale.
Per bocca del generale Hussein Tantawi, a capo della giunta militare, le forze armate si dicono pronte a rientrare nelle caserme e a cedere il potere se gli egiziani lo vorranno dopo un passaggio referendario da indire anche immediatamente.

Al momento la reazione dei manifestanti è eufemisticamente tiepida. Difficile fidarsi di chi ti sta puntando fucili contro.

L'Egitto ripiomba nel caos 21.11.11

Manifestante al Cairo

In piazza Tahrir proseguono le proteste per chiedere alla giunta militare di lasciare il potere. La risposta dell'esercito è affidata alle armi.
La diretta del Guardian tra nuove vittime e una campagna elettorale di fatto paralizzata a una settimana dal voto.

Un'ordinaria giornata di scontri al Cairo 21.11.11

Manifestante al Cairo

Bandiere egiziane sventolate in piazza Tahrir

Una donna egiziana con un ramo tra poliziotti

Manifestanti egiziani cercano riparo

Manifestanti egiziani fuggono dalle cariche delle forze armate

Le rinnovate proteste egiziane e le violenze della giunta militare raccontate per immagini.

La guida grafica alle elezioni in Egitto 14.11.11

Schema dei partiti egiziani

The Arabist propone uno schema delle forze politiche e delle alleanze in campo che si sfideranno nelle elezioni egiziane del 28 novembre.

Le elezioni del dopo Mubarak 27.09.11

C'è una data per le prime elezioni democratiche per rinnovare la Camera bassa egiziana.
Il Consiglio supremo delle forze armate ha annunciato che il 28 novembre si terrà il primo turno, seguito poi da altri due il 14 dicembre e il 3 gennaio.

Per la Shura, la Camera alta, bisognerà attendere il 2012 e più precisamente il 29 gennaio.

Il processo a Mubarak 03.08.11

Al Cairo inizia il processo contro l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, i suoi figli Alaa e Gamal, l'ex ministro dell’interno Habib al Adly e altri sei funzionari.
Le accuse contro Mubarak - responsabilità diretta delle 800 persone morte durante le proteste di gennaio e corruzione - potrebbero costargli la pena di morte.

Le piramidi scomparse 25.05.11

17 piramidi finora sconosciute, 1.000 tombe egizie e 3.000 insediamenti abitativi rimasti sepolti sotto la sabbia per millenni potranno essere riportati alla luce grazie ai rilevamenti satellitari agli infrarossi.

Indiana Jones avrebbe venduto Sallah ai nazisti e regalato Marion a Belloq per mettere le mani su una tecnologia simile.

Il referendum egiziano 20.03.11

L'Egitto del dopo Mubarak ritrova il gusto della democrazia.

Un'affluenza imponente ha decretato il risultatato del referendum costituzionale di ieri.
Una maggioranza schiacciante di sì - il 77,2% - ha votato per il pacchetto di riforme proposto da un Comitato di saggi insediato dal Consiglio militare supremo.

La riforma prevede la limitazione del numero di mandati presidenziali, sarà più semplice candidarsi alla carica di presidente, il presidente non potrà durare più di due mandati di quattro anni ciascuno, il presidente sarà obbligato a nominare un suo vice, il rafforzamento del controllo della magistratura sulle elezioni e l'abolizione del potere presidenziale di ordinare processi militari contro i civili. E naturalmente elezioni generali entro fine anno. Il desiderio dei Fratelli Musulmani che sperano di avvantaggiarsi in tal modo, grazie alla presenza capillare sul territorio.

Il lento ritorno dell'Egitto alla normalità 16.02.11

Ritorna il traffico in piazza Tahrir al Cairo

Ritorna il traffico in piazza Tahrir.

Ora cosa succede in Egitto? 13.02.11

Dopo la cacciata di Mubarak l'Egitto entra nella sua fase di transizione.
I militari si faranno garanti del processo lasciando intatto il governo di emergenza di Ahmed Shafiq e affidandosi alla figura vicepresidenziale di Omar Suleiman.

Il primo problema da risolvere sarà il ritorno alla normalità dopo due settimane di caos.

Il secondo problema riguarderà la disponibilità a venire incontro alle richieste di trasparenza e democrazia sostenute dalla piazza.
Qui la risposta dell'esercito, per il momento, si fa più incerta. Da una parte si sospende la costituzione voluta dal rais e si scoglie il Parlamento, dall'altra si mantiene in vigore lo stato di emergenza, garantendo tuttavia l'apertura della discussione sulle riforme da approvare in futuro mediante referendum.

Catturare la libertà in un tweet 12.02.11

La mappa sull'influenza delle relazioni su Twitter nelle proteste egiziane

La mappa sull'influenza delle relazioni su Twitter nei primi giorni delle protese in Egitto.

The lump on the left is dominated by journalists, NGO and foreign policy types; it seems nearly gafted on, and goes through an intermediary buffer layer before making contact with the true Egyptian activists on the ground. However, this process of translation and aggregation is key; it is how those in Egypt are finally getting a voice in Western society, and an insurance policy against regime violence. Many of the prominent nodes in this network were at some point arrested, but their deep connectivity help ensure they were not "dissapeared".

Most of those in this network speak both English and Arabic, and their choice of language says a lot about both the movement and about Twitter. Some may choose to primarily communicate with their friends, while others make an effort to be visible to the rest of the world on purpose. They want to reach out, and connect with, the rest of the global society. The structure on the bottom, near Ghonim, seems entirely composed of this free intermingling.

I 18 giorni che hanno cambiato l'Egitto 11.02.11

Un bambino in braccio al padre festeggia la cacciata di Mubarak

Manifestazioni ad Alessandria d'Egitto

Cittadini, in nome di Dio misericordioso, nella difficile situazione che l'Egitto sta attraversando, il presidente Hosni Mubarak ha deciso di dimettersi dal suo mandato e ha incaricato le forze armate di gestire gli affari del Paese. Che Dio ci aiuti.

Così Omar Suleiman, vicepresidente egiziano, ha annunciato il ritiro di Hosni Mubarak dopo trent'anni di regno alla tv di stato.
Il rais ha resistito appena 18 giorni all'inarrestabile determinazione del suo popolo.
La nuova dottrina dell'amministrazione Obama che ha voltato le spalle al vecchio alleato per appoggiare senza mezze misure la rivoluzione ha eroso l'ultimo sostegno su cui si basava il potere di Mubarak. Una dottrina che potrebbe avere ora un effetto dirompente anche sugli altri stati arabi al centro di tensioni sociali.

Cosa succede ora? L'Unione Europea da tempo sostiene i manifestanti e la Svizzera ha annunciato il congelamento di tutti i beni del vecchio faraone, ritiratosi al momento a Sharm el-Sheik.
Il Consiglio della Difesa ha preannunciato misure per la transizione. Ai militari appare ben chiaro che il popolo egiziano non si accontenterà di una ritinteggiata al palazzo presidenziale e la venuta di un fantoccio.
Restano pochi mesi alle elezioni. Bisognerà lavorare bene e in fretta.

A dispetto di tutto pensare ad un futuro Egitto democratico e senza faraoni oggi è più semplice.

Mubarak sarebbe pronto a dimettersi 10.02.11

Secondo voci incontrollate sulle tv satellitari arabe il presidente parlerà questa sera annunciando il suo ritiro.

Fonti militari annunciano alla piazza che questa sera potrebbe avere una bella sorpresa.
Anche per Hossam Badrawi, segretario del Partito Nazionale Democratico, Mubarak potrebbe dimettersi entro venerdì assecondando le richieste del popolo.
Infine secondo Al Arabiya il presidente egiziano sarebbe già in viaggio per Sharm el-Sheik

A 17 giorni dall'inizio della rivolta di piazza per il rais potrebbe davvero essere arrivato l'ultimo giorno.
A questo punto con ogni probabilità il potere passerebbe nelle mani del vicepresidente Suleiman chiudendo, si spera, l'era a un regime pluridecennale.

[18:34] Situazione molto fluida. Per i Fratelli Musulmani ci sarebbe il rischio di un possibile golpe militare.
Continua l'incertezza su dove si troverebbe Mubarak al momento. Secondo fonti dell'aeroporto militare il presidente sarebbe già decollato, mentre la tv egiziana afferma che al momento è a colloquio con il vicepresidente Suleiman.
Il discorso di Mubarak è atteso intorno alle 19:30.

[20:15] Nuovo orario per il discorso televisivo di Mubarak, ora atteso per le 20 (le 21 in Italia).
Intanto a piazza Tahrir sarebbero presenti almeno 200.000 persone.

Il discorso di Mubarak in diretta 10.02.11

Screenshot di BBC News

L'atteso discorso di Mubarak in diretta su BBC News e Al Jazeera, a partire dalle 21 in Italia.

Mubarak non si dimette, vuole guidare la transizione 10.02.11

Screenshot di Al Jazeera

Mubarak guiderà la transizione sino alle elezioni di settembre, ma non si ricandiderà.
Emenderà la costituzione per permettere una consultazione democratica e istituirà una commissione per indagare sui morti dei moti, ma per il momento le leggi di emergenza resteranno in vigore.
Alcune deleghe verrano passate al vicepresidente Suleiman.

La rabbia esplode a piazza Tahrir che si aspettava un ben altro epilogo.

Ho messo a punto una chiara strategia sul modo in cui risolvere la crisi, il sangue di quelli che sono stati uccisi non sarà versato invano.

[22:34] Il vicepresidente Suleiman interviene alla tv di stato.

[22:50] Suleiman ha rivolto un appello alla popolazione perchè rimanga unita e rivolga il proprio sguardo al futuro, chiedendo poi alla piazza di tornare a casa. In piazza Tahrir la tensione è alta, in molti pensano di dirigersi verso il palazzo presidenziale.

Il punto non è Mubarak 08.02.11

Focalizzare tutta l'attenzione solo sulla cacciata del tiranno potrebbe indurre a compiere errori di valutazione e a far perdere di vista la vera sfida che si pone davanti al popolo egiziano.
Il futuro dell'Egitto passa da una radicale riforma del suo sistema politico, elettorale e costituzionale. Un processo che dovrà necessariamente vedere la luce nei prossimi mesi e che riguarderà tanto le elite economico e militari quanto la società civile e il forte legame con la sua componente religiosa.

The real struggle for the future of Egypt has only begun. It could be far less telegenic than last week's protests - largely committee meetings and long documents rather than mass rallies and placards.

this is the important battle. Mubarak's future is clear. Egypt's future is not. Egyptians must focus on Egypt.

L'anno della rivoluzione del mondo arabo 07.02.11

L'interessante speciale di El Pais sulla voglia di riscatto e di democrazia dei popoli arabi dal nord Africa allo Yemen.

El polvorín tenía que estallar tarde o temprano. Lo está haciendo en 2011 y en un sentido más próximo a lo que ocurrió en los años ochenta en la Europa del Este que a cualquier otra cosa. Hastiadas del falso dilema entre autocracia y teocracia en el que quieren encerrarlas tantos sus gobernantes como el cinismo de la realpolitik occidental, esas juventudes quieren democracia.

La domenica dei martiri 06.02.11

In piazza i manifestanti ricordano le vittime delle proteste contro il regime di Mubarak. Nel palazzo del governo si pensa alla sua successione.

Gli incontri tra il vicepresidente Suleiman, le opposizioni - ElBaradei e Fratelli Musulmani in testa - e le elite del paese pongono alcuni paletti per normalizzare la situazione nel paese e intavolare un dialogo per gestire la transizione.
Fine dello stato d’emergenza, come già annunciato dallo stesso Mubarak nell'ultimo intervento televisivo.
Pugno di ferro contro i responsabili delle violenze.
Riforme costituzionali garantite da un apposito comitato che vedrà lal luce entro marzo e di cui faranno parte anche i rappresentanti dell'opposizione.
Fine delle restrizioni a web e media. Più in generale verrà garantita una sostanziale libertà di espressione e informazione in vista delle prossime elezioni presidenziali.
Verrà aperto un dibattito tra opposizioni e governo sullo stato dei detenuti politici.

Il venerdì della partenza 04.02.11

Le elite politico e militari mettono a punto una strategia per il dopo Mubarak nel giorno della scadenza dell'ultimatum lanciato da piazza Tahrir.

Il comitato dei saggi, composto da personalità del mondo politico economico e culturale egiziano, suggerisce al vicepresidente Suleiman di assumere il controllo del paese relegando il rais a una mera funzione rappresentativa.
In cambio Suleiman dovrebbe impegnarsi sulla via delle riforme, con la promessa dei Fratelli Musulmani di non partecipare con un loro candidato al voto previsto per settembre.

Una proposta di compromesso che dovrebbe mettere tutti d'accordo e per questo non accontentare nessuno.

Caos Egitto 03.02.11

Un manifestante egiziano improvvisa un casco

Tra cecchini che sparano sulla piazza, l'ONU che decide di lasciare il paese, giornalisti stranieri picchiati, scontri tra sostenitori del rais e manifestanti anti Mubarak, la proposta del vicepresidente Suleiman di anticipare le elezioni ad agosto, agenti di Hamas e dell'Iran, il cuscinetto dell'esercito, ancora morti e saccheggi se ne va l'ultimo giorno della rivoluzione egiziana prima della scadenza dell'ultimatum al faraone.

La marcia del milione in diretta 01.02.11

L'opposizione a Mubarak oggi è pronta a mostrare i muscoli. L'obiettivo è portare almeno un milione di persone in piazza Tahrir per poi marciare compatti verso il palazzo presidenziale.
Nel giorno decisivo per il futuro dell'Egitto i militari hanno annunciato che non faranno uso della forza contro i manifestanti e il vicepresidente Suleiman si è detto pronto a aprire un dialogo con le opposizioni.

Il Guardian segue in diretta l'evolversi della situazione.

Intanto Google, con la collaborazione di Twitter, aggira la censura del regime permettendo di inviare twit vocali via telefono.

La manifestazione al Cairo per immagini 01.02.11

Veduta aerea di piazza Tahrir

Cartelli contro Mubarak

Cartelli contro Mubarak

Un carro armato egiziano tra la folla di manifestanti

Circa due milioni per le strade del Cairo hanno inscenato l'ostinazione di un popolo oppresso che ha voglia di cambiare pagina e la prova di forza di oggi potrebbe portare alla svolta tanto attesa.
Niente marcia, pochi scontri. Tanti cartelli, tanti colori, tante lingue. Giovani e anziani, cristiani e musulmani, donne e uomini insieme per gridare al mondo la loro voglia di democrazia.

L'attesa ora è per il messaggio televisivo di Mubarak attesto per le prossime ore. E c'è già qualcuno pronto ad affermare che il rais si sarebbe già dato alla fuga.

[23:50] Mubarak ha parlato in diretta tv. Non si ricandiderà alle elezioni previste in settembre, ma neanche lascerà l'Egitto. "Ho sempre lavorato per questo Paese e continuerò la mia vita, fino alla morte, su questa terra", ha annunciato. Una dichiarazione irricevibile secondo le opposizioni che hanno concesso al rais un ultimatum per abbandonare il potere che scadrà venerdì.

Chiesto un passo indietro a Mubarak 31.01.11

Secondo il Sunday Times il nuovo vicepresidente egiziano Omar Suleiman e il ministro della Difesa, Mohammed Tantawi avrebbero chiesto a Mubarak di farsi da parte.

Un nuovo giorno di rivoluzione in Egitto 30.01.11

Una madre col figlio guarda piazza Tahrir

Un jet militare sorvola a bassa quota piazza Tahrir

Manifestazione a piazza Tahrir

Una domenica a piazza Tahrir.
Il Cairo a sei giorni dela rivolta.

L'esercito egiziano si frappone fra manifestanti e polizia 29.01.11

Nel video girato oggi al Cairo tre mezzi corazzati dell'esercito forniscono riparo ai manifestanti contro i proiettili di gomma e i fumogeni della polizia.
Le notizie che giungono dall'Egitto sembrano confermare che le forze armate al momento preferiscono contenere invece di reprimere.

La violenza arriverebbe solo dalla polizia. Intanto le agenzie parlano ormai di più di 100 morti negli scontri.

Vecchi e nuovi focolai di rivolta sorgono nel paese.
Situazioni critiche a Ismailia, e Alessandria. Si parla di assalti al ministero dell'interno e al museo egizio al Cairo.

Il manuale del manifestante egiziano 29.01.11

Screenshot del manuale dell'attivista egiziano

I manifestanti egiziani hanno creato un vero e proprio manuale per istruire gli attivisti a organizzare, sopravvivere e pianificare la protesta di piazza.

Chi è Omar Suleiman 29.01.11

Omar Suleiman durante un incontro con Barak

Omar Suleiman, 74 anni, uomo forte e capo dei servizi segreti, è stato nominato vicepresidente egiziano da Mubarak. Il paese non ne aveva uno dal 1981.
Una mossa verso la successione, un scelta che protegge l'alleanza tra regime e esercito. Una figura su cui anche l'Occidente potrebbe contare.

Ian Black ne traccia un profilo sul Guardian.

Omar Suleiman, Hosni Mubarak's intelligence chief, is the keeper of Egypt's and the president's secrets, a behind-the-scenes operator who has been intimately involved in the most sensitive issues of national security and foreign policy for nearly 20 years.

Suleiman's appointment as vice-president carries two highly significant messages: for the first time since coming to power in 1981 Mubarak has a designated successor – finally quashing speculation that it will be his son Gamal; and that successor has the full confidence of the military. Its role will now be crucial as the Egyptian drama unfolds.

Suleiman, 74, is bald and moustachioed and despite his military bearing has a penchant for discreet dark suits and striped ties. Acquaintances often remark on his exquisite manners. In 1995, two years after taking over Egypt's General Intelligence Service (known, as in all Arab countries, as the mukhabarat) he saved the president's life during an assassination attempt in the Ethiopian capital Addis Ababa. He also played a key role in defeating the insurrection mounted by Egyptian armed groups such as Islamic Jihad.

For 30 years before that he served in the army, fighting in Yemen as well as in the 1967 and 1973 wars against Israel, rising to be director of military intelligence. Like many Egyptian officers of his generation he was trained in the then Soviet Union.

In recent years one of Suleiman's biggest preoccupations has been dealing with the volatile Palestinian file, mediating between the western-backed Fatah movement and the Islamists of Hamas – a group with special resonance in Egypt because of its control of the Gaza Strip and their links to the Muslim Brotherhood. He has also been involved in mediation attempts between rebels and the government in Yemen.

Suleiman figures often in US diplomatic cables released by Wikileaks. In a meeting with a US military delegation in April 2009 he explained that "his overarching regional goal was combating radicalism, especially in Gaza, Iran, and Sudan." The US and other western governments will see him as a safe pair of hands. But for how long is impossible to say.

Il presidente Obama sulla crisi egiziana 29.01.11

I governi devono matenere il potere attraverso il consenso.

Il presidente ha parlato pochi minuti fa riguardo la situazione in Egitto.
Intanto la Casa Bianca minaccia di tagliare fondi e assistenza al regime di Mubarak dopo gli scontri di oggi.

Cosa sta succedendo a internet in Egitto 28.01.11

Crolla il traffico internet in Egitto.
Mubarak ha deciso di usare il pugno duro contro le opposizioni bloccando direttamente gli ISP nel tentativo di limitare le comunicazioni tra i manifestanti in previsione della grande protesta in programma oggi dopo la preghiera del venerdì

What's different in this case as compared to other 'similar' cases is that all of the major ISP's seem to be almost completely offline. Whereas in other cases, social media sites such as facebook and twitter were typically blocked.  In this case the government seems to be taking a shotgun approach by ordering ISP's to stop routing all networks.

When looking at the data it's clear that many Egyptian networks have fallen off the Internet. Let's start by looking at a quick summary. Yesterday there were 2903 Egyptian networks, originated from 52  ISP's. Transit was provided via 45 unique isp's.
Today at 2am UTC, the numbers look quite different, there were only 327 Egyptian networks left on the Internet. These were originated 26 by ISP's.
So 88% of the Egyptian networks is unreachable!

Il venerdì della collera egiziana 28.01.11

Il blocco di internet da parte del regime di Mubarak non ha impedito a decine di migliaia di persone di manifestare in piazza dopo la preghiera del venerdì.
La diretta del Guardian racconta di scontri violentissimi con la polizia, coprifuoco violati, proiettili di gomma, morti, reporter arrestati, carri armati diretti verso le piazze del Cairo, ElBaradei agli arresti domiciliari, l'incendo alla sede del Partito Nazionale Democratico di Hosni Mubarak.
E la protesta dilaga in tutto l'Egitto.

Molto dipenderà dalle mosse politiche, ancor prima di quelle militari, dell'esercito.

L'Egitto è pronto per la democrazia? 28.01.11

Il Guardian lo chiede all'esperto di cose arabe Brian Whitaker, mentre Il Cairo è in fiamme.

A question about an Eqyptian democracy... is there a basis for hope? is there a political culture that can step up to represent the people and what role will youth play in the new landscape?

Egypt already has the infrastructure to turn into a working democracy -- elected parliament, long-established political parties, etc. The problem is the the NDP has monopolised this system for a very long time.
So the transition to a working democracy would not be all that difficult, though I would expect it to be a somewhat flawed democracy for some time - maybe like some of the East European or Latin American countries.
One problem is that most of the opposition parties are just as hidebound as the regime. The younger "Facebook generation" doesn't seem to have much interest in them and prefers to do things in its own way. Youth movements are going to become more and more important, and they are a very hopeful sign.

What are the chances that all this could be repeated in Syria?

I was discussing that with an Arab friend yesterday. We both felt that it would be very difficult at present in Syria to organise the kind of protests seen in Tunisia and Egypt. One thing you need for it to happen is a civil society structure of some kind, whether it's trade unions, opposition parties or NGOs, plus a lot of internet users. I don't think Syria has that. Instead, it as a very proficient secret police.
That said, I would expect the Syrian regime to be very scared. Yemenis have told me of the panic in the Marxist regime in the PDRY following the revolution in Romania in 1989 -- they feared it could happen to them. I would expect similar fears in the Syrian regime.
Who knows? Could they be the ones who decide to reform rather than waiting to be toppled?

How likely do you think it is that these uprisings will drive Egypt & Tunisia towards democracy? Is it likely that these situations will descend into sectarian or ethnic conflict as we seen in Kyrgyzstan last year?

Adapting to democracy will be a lot easier in Tunisia and Egypt than it was in Iraq. There are no major ethnic issues; Egypt does have something of a sectarian problem but it is not insurmountable.

Le immagini degli scontri al Cairo 28.01.11

Fedeli in preghiera al Cairo circondati da poliziotti in tenuta antisommossa

La polizia usa gli idranti per disperdere i manifestanti su un ponte sopra il Nilo

Manifestanti e polizia egiziana a confronto

Sventola una bandiera egiziana tra gli idranti

La preghiera del venerdì nelle strade della capitale egiziana

La battaglia al Cairo raccontata per immagini.

Frattini sempre sul pezzo 28.01.11

Speriamo che il presidente Mubarak continui, come ha sempre fatto, a governare il suo paese con saggezza e con lungimiranza.

Dalla sua nota su Facebook a quattro giorni dall'inizio della rivolta egiziana.

Mubarak resta, ma destituisce il governo 28.01.11

Hosni Mubarak

La giornata più calda in Egitto si conclude con l'apparizione di Mubarak alla tv di stato.
Il leader si dichiara dispiaciuto per le vittime, ma mette subito in chiaro che la sua posizione non è in discussione.
Al contrario fa dimettere in blocco il governo per insediarne domani uno nuovo.
Mubarak passa poi all'attacco definendo le dimostrazioni un complotto per destabilizzare la società e promette riforme sociali, economiche e politiche.

Un discorso che ha tutta l'aria di una mossa per prendere tempo.
Si ha l'impressione che all'interno del regime inizino a presentarsi le prime crepe e che al momento nessuno sappia come uscire da questa situazione.

L'unica certezza è che la protesta non si fermerà.

La protesta contro Mubarak in diretta 27.01.11

In attesa della grande manifestazione di domani prevista dopo la preghiera del venerdì e del ritorno in patria del riformatore Mohamed ElBaradei, già direttore generale dell'AIEA, il Guardian segue in diretta il terzo giorno delle tensioni sociali scopppiate in Egitto.

Si allarga la tensione sociale nel nord Africa 25.01.11

Sarebbero almeno 15.000 le persone scese in piazza oggi a Il Cairo per chiedere riforme sociali e mutamenti istituzionali.

Le proteste che hanno incendiato l'Algeria e squassato il regime tunisino iniziano a minacciare la stabilità dorata dell'Egitto del faraone Mubarak.

[19:00] Un agente è morto durante gli scontri seguiti alla manifestazione tra polizia e manifestanti, calpestato dalla folla.
Intanto i social network si dimostrano ancora una volta fondamentali per organizzare i movimenti di opposizione bypassando le censure imposte dai regimi.

Il discorso di Obama all'Università del Cairo 04.06.09

We have a responsibility to join together on behalf of the world we seek. A world where extremists no longer threaten our people, and American troops have come home; a world where Israelis and Palestinians are each secure in a state of their own, and nuclear energy is used for peaceful purposes; a world where governments serve their citizens, and the rights of all God's children are respected.

I murales della città spazzatura 01.04.16

I murales di El Seed al Cairo

L'enorme murale, realizzato dall'artista El Seed, che ricopre oltre 40 edifici del sobborgo di Manshiyat Naser, al Cairo in Egitto. Il poverissimo quartiere conosciuto anche col nome di Garbage city, la città spazzatura, è abitato principalmente da cristiani copti che sopravvivono riciclando qualsiasi tipo di rifiuti. L'opera di El Seed, che è leggibile solo da distante, cita un verso della tradizione copta: "Chiunque voglia vedere chiaramente la luce del sole deve prima pulirsi gli occhi".

Fonte: Vox

La tempesta di sabbia sul Medio Oriente 08.09.15

La tempesta di sabbia sul Medio Oriente

Le foto satellitari danno la dimensione della tempesta di sabbia che ha investito gran parte del Medio Oriente, da Israele all'Iraq sino a Cipro. Almeno otto persone sono morte e centinaia hanno avuto problemi respiratori.

Il raddoppio del Canale di Suez 06.08.15

Il raddoppio del Canale di Suez

Il Canale di Suez si amplia. Grazie al Ballah Bypass 35 km sugli oltre 193 sono stati raddoppiati creando un secondo canale parallelo. Questo ampliamento permetterà un transito di 97 navi al giorno rispetto alle attuali 49, riducendo il tempo di transito e annullando ogni limite alla dimensione delle imbarcazioni. Il rinnovato Canale di Suez sarà in grado di competere anche su rotte asiatiche che al momento si servono del passaggio attraverso Panama.

Le prime foto aeree dell'Egitto 07.02.15

Le prime foto aeree delle piramidi d'Egitto

Sono le prime foto aeree conosciute scattate alle piramidi e ai templi egizi, da Il Cairo a Luxor. Il lavoro del fotografo Theodor Kofler sarà esposto dall'11 febbraio all'interno della mostra Egitto dal cielo 1914, organizzata dall'Università degli Studi di Milano.

Il bacio dei giovani amanti egiziani 15.09.13

Due giovani egiziani si baciano per strada. La foto pubblicata da Ahmed ElGohary, che mostra un gesto assolutamente naturale e al tempo stesso di ribellione contro gli oppressori dei diritti civili, sta facendo scalpore nel paese a maggioranza islamica dove le pubbliche effusioni vengono sanzionate.

Moschee usate come barricate 17.08.13

Fratelli Musulmani asserragliati dentro una moschea

La violenza in Egitto esplode anche nelle moschee dove i sostenitori pro Morsi si sono asserregliati per combattere l'esercito. Nella moschea di al-Fatah, in piazza Ramses al Cairo, membri della Fratellanza Musulmana hanno sparato dai minareti contro i blindati che assediavano l'aerea. La polizia ha arrestato il fratello del leader di al Qaeda, al-Zawahiri, per avere relazioni che le frange più violente dei Fratelli musulmani. Il governo ad interim potrebbe proporre di sciogliere la Fratellanza Musulmana accusata di aver alimentato le proteste, incitare al terrorismo e aver incendiato numerose chiese cristiane nel paese. Alla luce degli scontri il presidente dell'Unione Europea Van Rompuy e il presidente della Commissione Barroso hanno annunciato che l'UE rivedrà le relazioni con Egitto e adotterà misure volte prevenire ulteriori escalation di violenza.

Il coprifuoco in Egitto 14.08.13

L'esercito egiziano sgombera un campo pro-Morsi

La polizia e l'esercito egiziano hanno attaccato gli accampamenti dei manifestanti pro-Morsi nel paese. Gli scontri lasciano un bilancio di almeno 150 vittime. Muoiono un cameraman inglese di Sky e una cronista di Gulf News. Il vicepresidente, premio Nobel, El Baradei si è dimesso denunciando la situazione sfuggita di mano al governo del Cairo. Il consiglio dei ministri ha deciso l'istituzione solo per oggi del coprifuoco in Egitto a partire dalle 21 di stasera fino all'alba di domani.

Caos in Egitto 27.07.13

Soldati egiziani a piazza Tahrir

I sostenitori del deposto presidente egiziano, Mohamed Morsi, si sono scontrati con le forze di sicurezza del Cairo. La polizia ha sparato gas lacrimogeni per disperdere centinaia di sostenitori di Morsi, scatenando scontri che sono durati per ore e hanno provocato più di 100 morti.

Fonte: Guardian

Battaglia d'Egitto 05.07.13

Un fratello Musulmano con pietre da lanciare

Lanci di molotov e sassaiole hanno scandito il venerdì del gran rifiuto. Migliaia di manifestanti islamisti pro Morsi si sono scontrati con l'esercito egiziano in tutte le maggiori città del paese. Le violenze hanno lasciato a terra decine di morti e lo spettro di una guerra civile. Un sito estremista ha annunciato un gruppo armato contro la democrazia e a favore della sharia.

Fonte: Guardian

I militari egiziani depongono Morsi 03.07.13

Le proteste in Egitto contro il presidente Morsi

Piazza Tahrir e l'Egitto festeggiano. Il presidente Morsi è stato deposto e trasferito in una località segreta dall'esercito egiziano una volta scaduto l'ultimatum alle 18 che i militari avevano lanciato al governo per ottenere una soluzione alla crisi. Centinaia di soldati egiziani e mezzi blindati in marcia si sono fermati davanti al palazzo presidenziale per separare i manifestanti che sostengono il presidente dagli oppositori. Oscurate le tv della Fratellanza Musulmana, Misr 25, e due emittenti vicine ai salafiti el Hafez e el Naas. In serata il ministro della Difesa Abdel Fattah el Sissi ha annunciato la road map tracciata di concerto con l'esercito, la Costituzione è stata sospesa, verrà istituito un governo tecnico e poi saranno indette nuove elezioni. Il presidente della Corte Costituzionale Adli Mansour è stato nominato capo dello Stato ad interim.

Le proteste in Egitto contro il presidente Morsi 28.06.13

Egiziani protestano sott'acqua contro il presidente Morsi

Torna a salire la tensione in Egitto dove gli scontri tra oppositori e sostenitori del presidente Morsi sono sfociati in gravi disordini in molte città egiziane. Ad Alessandria tre persone sono morte e oltre 140 sono rimaste ferite. Nel quartiere di Sidi Gaber la sede dei Fratelli Musulmani è stata data alle fiamme. Un morto e numerosi feriti si registrano anche a Port Said dove è stata fatta esplodere una bombola di gas. L'opposizione chiede le dimissioni di Morsi ed elezioni anticipate.

Fonte: CNN

Le proteste contro il nuovo faraone 01.12.12

Manifestanti in piazza Tahrir al Cairo

Continuano le proteste di piazza al Cairo dopo il decreto con cui il 22 novembre il presidente Mohammed Morsi ha esteso i suoi poteri e contro la nuova costituzione, approvata tra il 29 e il 30 novembre, giudicata insufficiente nel garantire i diritti civili.

Il nuovo papa copto 04.11.12

L'elezione del nuovo papa copto

Al Cairo è stato eletto il nuovo papa dei cristiani copti, è il 60enne vescovo Tawadros. Il nome del 118esimo papa della chiesa copta ortodossa è stato estratto a sorte da un bambino fra quelli di tre candidati.

Fonte: Guardian

Mohammed Morsi è il nuovo presidente dell'Egitto 24.06.12

Mohammed Morsi

La commissione elettorale ha confermato la vittoria del candidato dei Fratelli Musulmani Mohammed Morsi che diventa il primo presidente democraticamente eletto nella storia d'Egitto, dopo trent'anni di regime di Hosni Mubarak.

Fonte: TLUC Blog

Mohammed Morsi annuncia la sua vittoria alle presidenziali egiziane 18.06.12

Sostenitori di Mohammed Morsi al Cairo

Il candidato dei Fratelli Musulmani, Mohammed Morsi, si è dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali. L'ex primo ministro di Hosni Mubarak e suo sfidante al ballottaggio, Ahmed Shafik, ha contestato l'annuncio.

Fonte: Adnkronos

Le elezioni presidenziali in Egitto 23.05.12

Donne egiziane in fila al seggio

50 milioni di egiziani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente tra dodici candidati.

Fonte: TLUC Blog

L'aereo nel deserto 12.05.12

Il Curtiss P-40 Kittyhawk del sergente Dennis Copping

Il Curtiss P-40 Kittyhawk della RAF, pilotato dal sergente Dennis Copping, è stato ritrovato nel deserto egiziano dopo 70 anni in condizioni quasi perfette. Costretto all'atterraggio di fortuna per un'avaria o per mancanza di carburante il sergente Copping fu dato per disperso dopo aver abbandonato l'aereo portando con sé la radio di bordo.

E' morto il papa copto Shenouda III 18.03.12

Il papa copto Shenouda III

Malato da tempo è morto il papa copto Shenouda III all'età di 88 anni. Eletto primate nel 1971, il 117° successore dell’evangelista San Marco che fondò la Chiesa copta d’Egitto, era di fatto diventato anche il rappresentante politico della minoranza oggetto da decenni di discriminazioni e di crescenti violenze e attentati.

Fonte: Guardian

La partita della rabbia 02.02.12

Gli scontri allo stadio di Port Said

74 morti è il bilancio degli scontri alla fine della partita del campionato egiziano tra i tifosi dell'Al-Masri e dell'Al-Ahly.

Fonte: Guardian

L'anniversario della rivoluzione in Egitto 25.01.12

Il ricordo della rivoluzione egiziana

L'Egitto si ferma e torna a raccogliersi in piazza Tahrir al Cairo per la manifestazione che celebra il primo anniversario della rivoluzione.

Fonte: Guardian

La prima sessione del parlamento egiziano 23.01.12

La prima sessione del parlamento egiziano

Al Cairo si sono riuniti i primi rappresentanti democraticamente eletti da 60 anni per la prima sessione del nuovo parlamento. Libertà e Giustizia, il braccio politico dei Fratelli Musulmani, ha conquistato quasi la metà dei seggi nelle recenti elezioni.

Fonte: Guardian

Il fuoco della protesta egiziana 17.12.11

Manifestanti egiziani in piazza

Dieci morti, centinaia di feriti. Non si placano le rivolte egiziane che chiedono giustizia e più democrazia. Altrettanto inflessibile appare la risposta dell'esercito del Cairo. Il primo ministro egiziano Kamal el Ganzouri ha parlato di un attacco all'Egitto, affermando che questa ormai non è più una rivoluzione.

Si aprono i seggi in Egitto 28.11.11

Un uomo legge la scheda elettorale in Egitto

L'Egitto al voto nel dopo Mubarak. Il sistema elettorale prevede un complicato e lungo iter: il paese è stato suddiviso in tre regioni che votano una dopo l'altra. Lo scrutinio di oggi riguarda Il Cairo, Alessandria e altri sette governatorati tra i quali Luxor. Il voto per l'Assemblea del popolo, la camera bassa, si concluderà l'11 gennaio. In seguito, dal 29 gennaio all'11 marzo, si svolgerà l'elezione della Shura, la camera alta.

Fonte: Guardian

L'Egitto torna a infiammarsi 20.11.11

Esercito e manifestanti al Cairo

In migliaia gli egiziani si sono ritrovati in strada al Cairo per chiedere alla giunta militare di lasciare il potere. La risposta è stata violenta e sproporzionata. Finora sono undici le vittime degli scontri. Centinaia i feriti. Con questo clima si va verso le elezioni del 28 novembre, mentre molti candidati presidenziali sospendono la campagna elettorale per protesta.

Fonte: Guardian

Piazza Tahrir torna a riempirsi 18.11.11

Manifestanti a piazza Tahrir

Migliaia di persone hanno partecipato in piazza Tahrir alla manifestazione indetta dai Fratelli Musulmani e dalla forze islamiste per respingere la carta di principi costituzionali elaborata dal governo e che blinda il potere dell'esercito nella gestione del suo bilancio.

Fonte: Reuters

Le tensioni religiose in Egitto 10.10.11

Fedeli copti durante gli scontri in Egitto

Si sono tenuti al Cairo i funerali dei 27 cristiani, uccisi ieri negli scontri con le forze dell'ordine durante una manifestazione della minoranza copta contro le autorità militari e contro il governatore di Assuan accusati di non tutelare le altre religioni nel paese. Anche la commemorazione dei defunti si è trasformata in una nuova occasione di tensione.

L'assalto all'ambasciata israeliana al Cairo 10.09.11

L'assalto all'ambasciata israeliana al Cairo

Manifestanti egiziani hanno assaltato l'ambasciata dello stato di Israele nella capitale egiziana demolendo il muro di protezione. La protesta violenta segue le manifestazioni che da alcuni giorni assediano la rappresentanza diplomatica dopo l'uccisione da parte degli israeliani di cinque guardie di frontiera egiziane, in seguito agli attentati di Eilat. Il bilancio degli scontri tra i manifestanti e l'esercito egiziano è sanguino, si contano almeno tre vittime, mentre i feriti sono più di mille.

Fonte: Guardian

In Egitto si festeggia il Giorno della vittoria 18.02.11

La banda sfila per piazza Tahrir al Cairo

Gli egiziani celebrano in piazza Tahrir al Cairo la cacciata di Mubarak e la speranza di un paese finalmente democratico.

Fonte: Guardian

La vittoria della rivoluzione egiziana su Mubarak 11.02.11

La festa a piazza Tahrir all'annuncio delle dimissioni di Mu

Dopo 18 giorni di battaglie e proteste il popolo egiziano riprende in mano le redini del proprio destino. Ad un Mubarak abbandonato da USA e Europa non resta che deporre il potere e ritirarsi a Sharm el-Sheik. I militari guideranno ora la transizione verso un futuro democratico per l'Egitto.

Fonte: TLUC Blog

Hosni Mubarak annuncia di voler guidare la transizione 10.02.11

Hosni Mubarak annuncia di non volersi ritirare

Drammatico epilogo nel 17esimo giorno di rivolta in Egitto. In mattinata si era diffusa la certezza che Mubarak avrebbe annunciato le sue dimissioni entro domani. Questa sera il presidente egiziano ha rifiutato questa ipotesi. Guiderà la transizione sino alle elezioni di settembre, emendando la costituzione, ma senza abrogare le leggi di emergenza. Il vicepresidente Suleiman riceverà alcune deleghe. In piazza Tahrir esplode la rabbia delle 300.000 persone radunate.

Fonte: Guardian

Il ruolo dei Fratelli Musulmani nella rivolta egiziana 09.02.11

Protesta dei Fratelli Musulmani

Da paria politici ad attori fondamentali nel destino dell'Egitto post-Mubarak. Jack Shenker, del Guardian, cerca di capire le loro aspirazioni in un'intervista esclusiva.

Fonte: Guardian

Le ore cruciali per l'Egitto 03.02.11

Un dimostrante egiziano prega davanti a mezzi blindati

Una giornata sanguinosa di scontri tra le fazioni pro e contro Mubarak. Ora è caccia anche ai giornalisti stranieri. L'acutizzarsi della tensione mostra ancora una volta la debolezza del faraone egiziano costretto ad affidarsi a picchiatori, mentre l'esercito si frappone tra i contendenti.

Scontri al Cairo tra opposizioni e fedelissimi di Mubarak 02.02.11

Scontri tra manifestanti pro e contro Mubarak

Tre morti e e 1.500 feriti il bilancio di una giornata tragica in Egitto. Manifestanti pro Mubarak (alcuni dei quali poliziotti in borghese) hanno caricato le opposizioni asserragliate in piazza Tahrir. Guerra civile alle porte o ultimo colpo di coda del regime del faraone? E' la domanda che lascia col fiato sospeso il paese.

Fonte: Le Monde

I due milioni del Cairo sfidano Mubarak 01.02.11

Piazza Tahrir all'imbrunire

Due milioni sono scesi in piazza per dare la spallata finale al regime del rais egiziano. L'esercito, come annunciato, non ha usato la forza e la manifestazione si è svolta in modo pacifico. Mubarak in diretta tv ha annunciato che non si ricandiderà a settembre, ma rimarrà al servizio del paese. "Morirò su questa terra" ha concluso il dittatore. L'opposizione ha concesso a Mubarak un ultimatum. Deve lasciare la guida del paese entro venerdì.

Fonte: TLUC Blog

Il Cairo sotto assedio 31.01.11

Un soldato pattuglia il museo egizio del Cairo

Iniziano a scarseggiare i beni di prima necessità al Cairo dopo sette giorni di rivolte. Il vicepresidente Suleiman si è detto pronto a trattare con l'opposizione, mentre si attende per domani oltre un milione di persone per le strade. L'esercito egiziano in una nota ufficiale ha fatto sapere che non userà la forza contro i manifestanti e che le proteste sono legittime. Intanto iniziano i rimpatri degli stranieri con lunghe attese negli aeroporti.

Fonte: Guardian

Il sesto giorno della rivoluzione in Egitto 30.01.11

Una madre con il suo bambino guarda da un balcone la manifes

Non si placa la rivolta egiziana contro il regime del rais Mubarak, giunta al sesto giorno di lotta. Sale la conta dei morti superando ormai quota 150. ElBaradei si dice disponibile ad assumere il compito di traghettare la transizione del paese. Si rincorrono voci secondo cui le rivolte nelle carceri sarebbero state fomentate dallo stesso governo come pretesto per reprimere in modo violento la protesta di piazza. Sarebbe giallo anche sulla sorte dela famiglia Mubarak, forse rifugiatasi già a Londra, mentre si attende il nuovo corso del neo nominato vicepresidente Suleiman.

Fonte: TLUC Blog

L'Egitto si solleva contro Mubarak 29.01.11

Manifestanti egiziani salgono su un carro armato

I 100 morti degli ultimi giorni non fermano i manifestanti che chiedono la fine del regime del rais Mubarak. Decine di migliaia di persone scendono in piazza ignorando il coprifuoco. La folla raggiunge piazza Tahrir nonostante i posti di blocco. L'esercito sembra voler solo contenere i disordini, l'uso della forza è finora affidato alla sola polizia. Mubarak in diretta tv prende tempo promettendo riforme e destituendo il governo.

La battaglia al Cairo 28.01.11

Fedeli pregano circondati da poliziotti in tenuta antisommos

Il venerdì della collera è arrivato con una forza dirompente nelle strade della capitale egiziana. Duri scontri tra i manifestanti che chiedono la fine del regime di Mubarak e la polizia. Si parla di morti e dell'arresto del ElBaradei. Intanto la protesta dilaga in tutto il paese. Dalla tenuta dell'esercito si potrà capire l'epilogo di questo braccio di ferro.

Fonte: TLUC Blog

Il ritorno di ElBaradei 27.01.11

El Baradei di ritorno in Egitto

In attesa della grande manifestazione prevista per domani in Egitto, dopo la preghiera del venerdì, il ritorno di ElBaradei - già direttore generale dell'AIEA - ha scaldato gli animi delle opposizioni al regime di Mubarak.

Gli oppositori di Mubarak scendono in piazza 25.01.11

Manifestanti anti Mubarak a Il Cairo

Tra quindicimila e ventimila persone si sono riversate nelle strade de Il Cairo per chiedere riforme sociali e mutamenti istituzionali. Il vento di protesta nato in Algeria e sfociato nella rivoluzione tunisina sembra ora destinato a spostarsi sopra all'Egitto. Non sono mancati scontri con la polizia. Le agenzia riportano un bilancio di quattro morti.

Fonte: Guardian

Strage di cristiani in Egitto la notte di Capodanno 01.01.11

L'autobomba davanti alla chiesa copta di Alessandria

Un'autobomba la notte di Capodanno fa strage di cristiani ad Alessandria d'Egitto. 21 morti il bilancio dell'attentato compiuto davanti alla Chiesa dei Santi (Al-Qiddissine), nel quartiere di Sidi Bishr.

Fonte: Le Monde