tizianocavigliablog
Cappello di Maglia.

Vago dissenso 29.04.13

Non parteciperò al voto di fiducia stasera come ho già annunciato. Dopo il discorso di Letta oggi si confermano le mie perplessità.
Le mie perplessità sono riconducibili a un discorso di metodo, cioè non si è discusso, ma anche una questione di soluzione, cioè si è scelto il governissimo. Il mio è un disagio, non un intento frondista, non ho nulla contro Letta. Ad alimentare ulteriormente le mie perplessità, dopo il discorso di Letta, c'è l'idea della convenzione sulle riforme con una verifica fra 18 mesi. Quello presentato dal premier è un programma vago, che non corrisponde a quello di un governo di scopo. Un programma ambizioso e fragile. Spero che le mie perplessità siano smentite e comunque contribuirò alla riuscita.

Le motivazioni di Pippo Civati, gran ciambellano del mi-si-nota-di-più-se, sulla sua uscita dall'aula durante il voto di fiducia al governo Letta.

Il discorso programmatico del premier Letta in pillole 29.04.13

Se otterrò la vostra fiducia immediatamente già da domani serà e poi mercoledì e giovedì, sarò a Bruxelles, Berlino e Parigi per dare il segno che il nostro è un governo europeo ed europeista.

Meno tasse per famiglie e lavoro; più Europa; riforme istituzionali per superare il bicameralismo perfetto, abolire le province e una nuova legge elettorale; un politica industriale moderna e tecnologicamente avanzata; attenzione a esodati e famiglie in difficoltà; riduzione dei costi della politica; soluzioni per le carceri.
Enrico Letta a Montecitorio ha dettato la linea del suo governo.
Un programma ampio dalle promesse, e premesse, elettrizzanti.

In una grande democrazia come la nostra l'unica eccezione sollevabile, e non preconcetta, alla fiducia potrebbe basarsi su una copertura finanziaria non immediatamente riconoscibile legata ai temi della crescita e dello sviluppo.

Batti il cinque 29.04.13

Letta stringe la mano a Brunetta

Letta batte il "cinque" a Brunetta: tutte le foto della #fiducia.

La foto è di quelle davvero notevoli.

Stile Bonino 29.04.13

Il foglietto della Bonino sugli applausi a Letta

Durante il discorso di Enrico Letta Emma Bonino ha fatto girare tra i banchi ministeriali un foglietto con una piccola note di stile.

Posto che siamo tutti "Enrico", non ci si applaude. Secondo me.

Un governo delle nuove proposte, con più giovani e con più donne 27.04.13

Al netto delle difficoltà con cui nasce e sulle macerie sui cui viene costruita, la squadra di governo di Enrico Letta presenta alcune caratteristiche positive e di inaspettata rottura.

Il nuovo governo Letta è il primo della storia presieduto da un esponente del Partito Democratico.
E' tra i governi più giovani mai venuti alla luce. L'età media è di 53 anni, 11 in meno rispetto al precedente esecutivo Monti. Lo stesso presidente del Consiglio è il primo nato negli anni '60.
Ci sono molte donne e in posizioni di peso. E questo è di per sè un merito in un paese in cui permane un diffuso maschilismo.
Emma Bonino agli Esteri è uno splendido esempio non legato a logiche partitocratiche.
E' il primo governo della repubblica che riconosce il valore dell'immigrazione e delle minoranze. Josefa Idem, nata in Germania e campionessa olimpica, allo Sport e Politiche giovanili e la congolese e modenese di adozione Cécile Kyenge alle Pari opportunità.
Un governo politico, non balneare e con molte competenze apprezzate in Europa e all'estero.

Sarà il governo delle nuove proposte. La squadra primavera che scenderà in campo al posto dei big, lasciati in panchina.

La situazione del paese richiede sangue freddo e giovane, pragmatismo e una buona dose di competenza.
Agli intransigenti, agli sconfitti e ai nostalgici l'ingrato e arduo compito dell'opposizione.

Auguri.

Gli ultimi giapponesi del governo Letta 27.04.13

Finalmente un Governo che non ha paura della popolarità anti-populista di cui gode da oltre 15 anni Emma Bonino (costantemente censuratissima) e che il popolo italiano gli ha sempre riservato.

Vorrei dire a Enrico Letta, e anche al Presidente Napolitano, qualcosa di semplice. Noi – che si tratti del primo Governo Amato, del Governo Dini, del Governo Prodi – siamo sempre stati, nella lealtà, gli ultimi giapponesi nella difesa di queste soluzioni, ancorché profondamente intrise della storia partitocratica.

Enrico Letta sappia bene che fino alla fine saremo gli ultimi giapponesi del Governo, anche e innanzitutto attraverso Emma, nella fedeltà più profonda alle ragioni della fiducia popolare sulla quale lei ha potuto contare da 15 anni ininterrottamente.

Saremo gli ultimi giapponesi del Governo se sarà necessario – speriamo di no – con la riserva che ponemmo ancora allora: speriamo che l'imperatore non (ci) tradisca, perché sennò i conti degli ultimi giapponesi dovranno essere fatti nei confronti dell'imperatore.

Siamo ragionevoli e portiamo questo riconoscendo la inconsueta forza di generosità che con questa soluzione, con questa proposta – accettata con grande senso di responsabilità e di responsabilità civile, nazionale ed europea di Emma Bonino - si è avuta.

Marco Pannella saluta con entusiasmo l'ingresso di Emma Bonino nell'esecutivo di Enrico Letta. Quasi non sembra vero riavere Emma ministro dopo l'esperienza alle Politiche Comunitarie e del Commercio Internazionale nel governo Prodi II.
Finora unica esponente dei Radicali ad aver ottenuto incarichi ministeriali.

Enrico Letta e le tinte forti 24.04.13

Il presidente del Consiglio in nuce, Enrico Letta, annunciava così nel 2007 la sua candidatura alle primarie per la segreteria del Partito Democratico.

Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po' come l'enciclopedia Wikipedia, un po' come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel Pd ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu.

Enrico Letta è cresciuto 24.04.13

L'eterno giovane della politica, Enrico Letta, riceverà dal presidente Napolitano l'incarico per formare il nuovo esecutivo.
Sarà il secondo premier più giovane della storia repubblicana. Il primo presidente del Consiglio espresso dal Partito Democratico. Il primo nato negli anni '60.

Europa ha raccolto la biografia del nuovo premier incaricato, l'uomo dei think tank.

La Fiat Ulysse 24.04.13

Siamo all'agiografia.
Enrico Letta è arrivato al Quirinale per ricevere l'incarico dal presidente della Repubblica guidando una Fiat Ulysse con i seggiolini per bambini sul sedile posteriore.

Il messaggio di Enrico Letta 18.11.11

Monti con in mano il messaggio di Letta

Il neo premier, dalla fiducia record, Mario Monti riceve il biglietto di Letta, quello buono.

Mario quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!

L'asse Letta Hollande 01.05.13

Letta e Hollande per mano a Parigi

Il neo premier Enrico Letta ha definito i suoi viaggi a Berlino, Parigi e Bruxelles come una questione di politica interna. L'Europa come casa comune; speranza e non minaccia. Oggi più che mai i problemi italiani si risolvono in una dimensione europea. Assieme al presidente Hollande si rafforza l'asse che intende spingere il continente fuori dalla recessione puntando sulla crescita senza compromessi.

La cerimonia della campanella 28.04.13

Il rito della campanella Monti Letta

Con il giuramento del presidente del Consiglio Enrico Letta si consuma anche il rito del passaggio di consegne tra ex e nuovo premier con la tradizionale cerimonia della campanella, la stessa usata per aprire e chiudere i lavori del Consiglio dei Ministri.

Alle cinque della sera 27.04.13

Il presidente Napolitano e il premier Letta

Il governo Letta è nato alle cinque della sera. Il presidente Napolitano e il neo premier si sono soffermati nell'indicare la natura politica del nuovo esecutivo. Una squadra nata attorno alla richiesta di elevate competenze, formata da volti nuovi, giovani e con tante donne.