tizianocavigliablog
Europeista d'antan.

Il Corriere della Sera sdogana la teoria complottista sull'11 Settembre 26.08.15

Screenshot del Corriere della Sera

[...] un missile a forma di aereo una mattina dell'11 settembre 2001 si infilò nella Torre nord del World Trade Center

Siamo arrivati a questo. Il principale quotidiano italiano infila teorie complottiste un tanto al chilo nel più classico dei classici boxini morbosi in quattrodici comode foto: la morte di Marcy Borders, meglio conosciuta come dusty lady, diventata suo malgrado famosa per essere stata fotografata ricoperta di polvere e detriti dopo il crollo delle Twin Tower durante l'attentato dell'11 settembre 2001.

Sensazionalismo all'ennesima potenza.

L'articolo che ha cambiato la percezione sul disastro aereo del volo Germanwings 26.03.15

Le anticipazioni del New York Times sul presunto suicidio (o per meglio dire omicidio di massa) del copilota del volo Germanwings, Andreas Lubitz, quando tutti gli altri erano ancora concentratissimi sui clickbait con storie di lupi e titoli strillati in chiave anti-tedesca, come discriminante tra giornalismo e gossip morboso.

La Repubblica dei titoli inventati 13.10.13

Oggi i boxini morbosi di Repubblica inanellano due perle di rara bellezza nella casistica del generatore automatico di titoli enfatici.

Il primo, Pasticcio slovacco: fuori dai Mondiali, ci segnala una papera della difesa slovacca che secondo il giornale condannerebbe la nazionale alla mancata qualificazione al mondiale. Peccato che la Slovacchia fosse già matematicamente esclusa dai primi due posti potendo solo ambire a eventuali playoff; qualunque risultato contro la Grecia sarebbe stato dunque ininfluente al raggiungimento della qualificazione diretta.

Il secondo titolo parla di un fantomatico, trenino elettrico da record: 330 km/h. Peccato che quello non sia un trenino, ma una tether car; non sia elettrico, ma alimentato da un motore a scoppio e non sia telecomandato, come invece erroneamente specificato nell'articolo.

Esempi lampanti di come l'etica si genufletta al cospetto di qualunque mezzo capace di incrementare il numero delle pagine viste.

I giornali con le foto false dei nuovi 5 euro 10.01.13

La nuova banconota da 5 euro 2013

Screenshot de La Repubblica

Screenshot de Il Messaggero

La Repubblica e Il Messaggero hanno pubblicato le immagini della nuova banconota da 5 euro, peccato che le foto mostrino euro chiaramente falsi.
Una commistione tra la vecchia e la nuova serie, con una bandiera dell'Unione Europea tagliata, una banda olografica palesemente non olografica, stampati su carta non filigranata e con un formato molto più grande dell'originale.

A ore dalla presentazione ufficiale ancora nessuno nelle due redazioni se ne è accorto.

In alto potete vedere la nuova banconota ufficiale da 5 euro e cogliere le differenze.

La Padania si dimentica le tangenti della Lega 07.03.12

La notizia dello scandalo delle tangenti che sta investendo la Lega Nord in Lombardia scompare misteriosamente dalla prima pagina della Padania.

La sobrietà del Giornale nel Giorno della Memoria 27.01.12

Screenshot de Il Giornale

La risposta del Giornale di Sallusti all'editoriale, provocatoriamente razzista, di Der Spiegel sul naufragio della Concordia.
La gara a chi è più nazista nel giorno del ricordo della Shoah.

Lo scoop di Repubblica sulle navi vicino alla costa e il porto di Savona 16.01.12

Screenshot di La Repubblica

Repubblica non perde mai occasione di lanciarsi in campagne demagogiche che fanno leva sulla capacità innata dei lettori di indignarsi a comando.
Dopo la tragedia della Costa Concordia non poteva dunque esimersi dal narrare la consuetudine delle navi da crociera di portarsi pericolosamente vicino alle coste, invitando agli utenti a inviare foto per documentare l'intollerabile.
Peccato che nello scoop di Repubblica faccia bella mostra di sé anche una nave da crociera ormeggiata al Palacrociere nel porto di Savona.

Il porto di Savona

La scarpa di Repubblica 14.01.12

Screenshot su La Repubblica

Il primo pensiero guardando il video esclusivo di Repubblica sulla scarpa che galleggia sull'acqua dopo il naufragio della Costa Concordia è per l'etica giornalistica trascinata a fondo dal sensazionalismo più stupido e offensivo.

Amante dei fumetti 13.12.11

Screenshot di Corriere della Sera

Il killer, Gianluca Casseri: xenofobo amante di fumetti.

Amante dei fumetti, tiene a precisare il Corriere della Sera in prima pagina.
E la notizia della drammatica uccisione di due persone porta a creare una perversa correlazione tra xenofobia e fumetti.

Vivido esempio di giornalismo strillato e cialtrone, di stereotipi e indici sollevati.

Gli 80 anni di Xinhua 15.11.11

La storia dell'agenzia giornalistica cinesa che fa della stabilità, dell'orientamento dell'opinione pubblica e dello sviluppo culturale le parole d'ordine.
Oggi stretta tra la censura imposta dal regime di Pechino e un ingombrante passato cerca una nuova verginità per esportare il suo prodotto oltre confine.

L'odiosa apertura di Libero sulla tragedia di Genova 04.11.11

Screenshot di Libero

Mi autocensuro sul titolo di Libero riguardo l'alluvione in corso a Genova.

Grazie Berlusconi 24.08.11

Nel pomeriggio è stato pubblicato su Repubblica un video volto a screditare un pessimo servizio del Tg1, facendo intendere che la testata diretta da Minzolini avesse manipolato ad arte la traduzione per mettere in bocca ad un ribelle libico le parole "grazie signor Berlusconi".

Peccato che la versione pubblicata dal giornale era stata tagliata. Nella versione integrale (ora aggiunta anche su Repubblica) si può sentire l'uomo citare chiaramente Berlusconi.

Cattiva informazione. Il male che affligge il giornalismo italiano.

L'etica dell'informazione di destra 23.07.11

La prima pagina de Il Giornale

La prima pagina di Libero

Le prime pagine de Il Giornale e Libero sugli attentati in Norvegia si commentano da sole.

Torte in faccia a Murdoch 19.07.11

Rupert Murdoch aggredito all'audizione

Rupert Murdoch aggredito durante il mea culpa all'audizione della commissione d'inchiesta parlamentare sullo scandalo intercettazioni che ha portato alla chiusura del tabloid News of the World e che ora potrebbe travolgere anche la posizione del primo ministro Cameron.

L'aggressore appartenente all'UK Uncut, associazione che si batte contro i tagli del governo conservatore, è finito sotto gli artigli della moglie del magnate australiano.

Addio al News of the World 07.07.11

Travolto dallo scandalo legato ai mezzi utilizzati dai giornalisti per raccogliere informazioni su personaggi dello spettacolo, politici, famiglie di vittime di guerra, di attentai, calamità e rapimenti, attraverso la corruzione di agenti di polizia, pressioni e indebite intercettazioni telefoniche, chiude domenica il più venduto tabloid britannico.
Fondato il primo ottobre del 1843 è di proprietà del magnate dell'editoria Murdoch dal 1969.

I danni dell'allarmismo 03.06.11

L'isteria mediatica che ruota attorno alla mutazione di Escherichia Coli Enteroemorragico (EHEC) rispecchia le allarmanti catastrofiche previsioni sull'influenza suina, la SARS, la mucca pazza e l'aviaria.

Storie che si ripetono. Nel frattempo rilevanti fette di mercato vengono pesantemente colpite, danneggiando molte più persone che non le paventate pandemie.
Il guaio è che la paura vende, l'informazione non sempre.

Non si può dire che non sappiano perdere bene 30.05.11

Screenshot di Libero

Il rosicamento di Libero in prima pagina descrive in modo eccellente la disfatta del centro destra.

In questo momento Pisapia a Milano è al 55%, De Magistris a Napoli è al 64,5%.

Il buon giornalismo di destra, quello che vede lontano 01.03.11

Il 2 febbraio Paolo Liguori scriveva sul Giornale un editoriale a proposito del leader libico e della profonda e lungimirante amicizia instaurata per volere del premier Berlusconi.

Forse mi sono distratto, ma non ho sentito una sola autocritica, in questi giorni di caos nordafricano, sul colonnello Gheddafi. Intendo un ragionamento, una riflessione da parte di quanti - politici e giornali - hanno sputato veleno contro il leader libico, per via dei suoi rapporti amichevoli con il Presidente Berlusconi.

[...] A occhio, è rimasto l'unico nostro alleato certo ed affidabile sulle coste nordafricane, a poche ore di barca e a tiro di missile dalle nostre spiagge. E, se si considera anche soltanto l'influenza di queste crisi sui mercati del petrolio e del gas, è una bella fortuna che il nostro Presidente del Consiglio abbia un forte rapporto personale, oltre che politico, con il leader libico.
Per fortuna, che c'è Gheddafi. Altro che leader autoritario, poco rispettoso delle donne. Sono barzellette buone per una sinistra italiana rincitrullita ed incanaglita.

Le condizioni di salute di Steve Jobs 17.02.11

Steve Jobs

Non conosco le condizioni di salute di Jobs, ma conosco il National Enquirer - che gli concede non più di sei settimane di vita basandosi su due foto scattate da tergo - come una delle principali fonti di fuffa degli interi Stati Uniti.

Una non notizia ripresa immancabilmente dalla stampa nostrana che si pregia nel preservare e rimarcare quell'aura di pressappochismo che la contraddistingue.

Libero e l'attentato a Fini 27.12.10

Belpietro e la fantascienza ucronica.
Dal suo editoriale di oggi su Libero.

Girano strane voci a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno. Se mi limito a riferirle è perché alcune persone di cui ho accertato identità e professione si sono rivolte a me assicurandomi la veridicità di quanto raccontato e, in alcuni casi, dicendosi addirittura pronte a testimoniare di fronte alle autorità competenti. Toccherà quindi ad altri accertare i fatti. La prima storia è ambientata in Puglia, anzi, per la precisione ad Andria, un grosso comune da poco diventato capoluogo della neonata provincia di Bat, Barletta, Andria e Trani. Qui qualcuno avrebbe progettato un brutto scherzo contro il presidente della Camera. Non so se sia giusto parlare di attentato, sta di fatto che c’è chi vorrebbe colpirlo in una delle sue prossime visite e per questo si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200 mila euro. Secondo la persona che mi ha fatto la soffiata, nel prezzo sarebbe compreso il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l'organizzazione dell'agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio. Per quel che ne ho capito, l’operazione punterebbe al ferimento di Fini e dovrebbe scattare in primavera, in prossimità delle elezioni, così da condizionarne l'esito.

Hai dell'etica sotto la suola delle scarpe 06.06.10

Di Tommaso Debenedetti, il giornalista che si inventava di sana pianta interviste ad autori e personaggi famosi, abbiamo parlato parecchio.
Ora in una lunga intervista al El Pais ha confessato tutto.

Afferma di averlo fatto per sfondare in un ambiente che lascia aperti pochi spiragli, ma non si pente di dieci anni di menzogne anzi dice di essersi divertito parecchio e si sente orgoglioso di essere considerato "il campione italiano della menzogna".

Come nel peggior legal thriller 28.04.10

Debenedetti, l'autore delle interviste bufala, ha deciso di querelare Roth rivendicando l'autenticità dei suoi articoli. L'autore americano aveva difatti smentito di aver rilasciato un'intervista al giornalista, poi pubblicata su Libero.

Debenedetti afferma di avere le registrazioni audio. Quelle stesse registrazioni che non troppo tempo fa raccontava, chiamato in causa dal New Yorker, di aver distrutto.

Interviste di Debenedetti ad altri famosi autori erano state smentite dagli stessi.
In tutti gli articoli gli intervistati apparivano come molto critici sull'amministrazione Obama. Guarda caso.

La questione morale nel fotogiornalismo 28.04.10

In Uganda resiste la pratica dei sacrifici rituali su minori, nonostante il governo nazionale stia conducendo una dura repressione.
Sedicenti guaritori seviziano, mutilano e uccidono bambini in nome di tradizioni e superstizioni.

C'è un fotografo, uno di quelli bravi. Si chiama Marco Vernaschi ed è di Torino. Ha 37 anni.
Tra gennaio e febbraio si trova in Uganda per un reportage sugli orrori dei sacrifici per conto del Pulitzer Center on Crisis Report.

In questo periodo incontra una famiglia che ha recentemente perso la figlia. Margaret Babirye Nankya aveva 10 anni.
Vernaschi racconta che la madre della bambina acconsente a far riesumare il cadavere mutilato per raccontare al mondo gli orrori ugandesi. In seguito lo stesso Vernaschi si vede chiedere dal capo del villaggio un "contributo" per pagare le spese legali della famiglia di circa settantina di dollari.

A questo punto su blog e giornali di mezzo mondo scoppia l'indignazione.
C'è chi parla di leggi in materia di esumazione violate, chi accusa il fotografo di aver comprato il dolore della famiglia, chi sostiene che quelle foto calpestino la dignità della professione e addirittura c'è chi si spinge a tirare in ballo anche una questione di pornografia minorile

Pietà o diritto e dovere di cronaca? E gli orrori dei lager nazisti andavano ripresi? E le facce dei bambini di Haiti? E la foto della piccola Nick Ut, ustionata dal napalm, che corre disperata tra i soldati andava pubblicata? E ancora Marco ha raccontato tutta la verità o le vicende in quel villaggio si sono svolte in modo diverso?

L'unica cosa certa è che Vernaschi si è assunto le sue responsabilità, senza mai tirarsi indietro.
E' anche grazie a lui se oggi nel mondo si parla dei sacrifici umani in Uganda.
Forse un eccesso di zelo lo ha spinto in un territorio indistinto dove il reporter si trova di fronte all'orrore senza il tempo per riflettere alle conseguenze dei suoi scatti.
In attesa di venire a capo - se mai ci si riuscirà - dell'intera vicenda, resta il dramma muto e invisibile di un massacro senza senso.

Il bufalario di Debenedetti 04.04.10

Si scopre che la saga del nostro giornalista specializzato in bufale parte da lontano.

Altro che preso d'incanto dalle qualità straordinarie del Cavaliere, al contrario John le Carré coltiva un giudizio piuttosto drastico su Silvio Berlusconi, lo considera «un uomo pazzo e pericoloso». In gergo giornalistico non potrebbe che definirsi "una bufala" l'intervista apparsa sulla prima pagina dell'Indipendente - venerdì scorso, alla vigilia del voto - al maestro di alcune classiche spy story come La spia che venne dal freddo e Il sarto di Panama, ma anche del più recente Il giardiniere tenace: una denuncia dei traffici oscuri delle multinazionali, degli eccessi mostruosi del capitalismo. Sorprendentemente, in quell’ articolo firmato da Tommaso Debenedetti, le Carré intonava un vero peana al premier di destra, ritenendo la sua discutibile e discussa avventura imprenditoriale e politica «un vero prodigio italiano, una specie di grande vicenda rinascimentale».

L'intervista che non ti ho fatto 03.04.10

Ora Debenedetti, il giornalista delle interviste inventate, si difende dicendo che gli scrittori coinvolti negherebbero tutto per evidenti motivi politici e per mettersi al riparo dalle critiche, dopo le dichiarazioni catturate grazie alla sua bravura di reporter.

Nel frattempo il New Yorker ha appurato che anche le interviste a Toni Morrison, E. L. Doctorow, Gunter Grass, Nadine Gordimer, Jean-Marie Gustave Le Clézio, Herta Müller, A. B. Yehoshua e Scott Turow sono false. Per Roth le finte interviste sarebbero addirittura due.

Niente di vero 01.04.10

Tommaso Debenedetti colpisce ancora.
Il giornalista questa volta è alla prese con la falsa intervista a Gore Vidal.

Notizie che non lo erano 31.03.10

Il New Yorker segnala la scoperta fatta da Roth su Tommaso Debenedetti
Il giornalista non si sarebbe limitato a inventarsi di sana pianta l'intervista allo stesso Philip Roth, poi pubblicata su Libero, ma avrebbe reiterato l'episodio sul gruppo Il Resto del Carlino/La Nazione/Il Giorno. Questa volta riportando dichiarazioni anti-Obama di John Grisham, naturalmente inventate.

Grisham sta pensando alla querela, Roth rinuncerà per non perdere tempo.

Libero di raccontare balle 26.02.10

Il sistematico ricorso alla menzogna di Libero e del Giornale, nel tentativo di piegare la realtà e la verità, raggiunge spesso vette inviolate.

Il primo caso di disinformazione, riguarda la fantasiosa intervista a Philip Roth di Tommaso Debenedetti. Pubblicata su Libero il 22/11/2009.

«Obama? Una grandissima delusione Sono stato fra i primi a credere in lui, ad appoggiarlo, ma adesso devo confessare che mi è diventato perfino antipatico». Philip Roth, forse il più illustre dei narratori americani d’oggi, autore di capolavori quali Lamento di Portnoy, Pastorale americana, Zuckerman scatenato e, da poco uscito in Italia, Indignazione, esprime con forza, per la prima volta, il suo giudizio fortemente negativo sull'attuale Presidente Usa. Ci tiene a farlo subito, nella nostra conversazione telefonica.

Oggi Paola Zanuttini ha intervistato Philip Roth per il Venerdì di Repubblica.

Per caso, è insoddisfatto anche da Barack Obama? Da un'intervista a un quotidiano italiano, Libero, risulta che lo trova persino antipatico, oltre che inconcludente e assopito nei meccanismi del potere.
«Ma io non ho mai detto una cosa del genere. E’ grottesco. Scandaloso. E’ tutto il contrario di quello che penso. Considero Obama fantastico. E trovo che l’attacco che gli stanno sferrando i repubblicani è molto simile a quello subito da Roosevelt al suo primo mandato. E' la destra più stupida mobilitata da Sarah Palin. Agitano la bufala dell’atto di nascita che dimostrerebbe che è nato in Kenya. E trovano ascolto. Sotto c'è il problema della razza, della pelle. Sono molto seccato per queste dichiarazioni che mi vengono attribuite: non ho mai parlato con questo Libero. Smentisca tutto. Ora chiamo il mio agente.»

Chiama il suo agente, che gli filtra tutti i contatti: nell'agenda delle interviste passate e future non risulta nè Libero nè il nome dell'intervistatore.

Il secondo caso lo segnala Mantellini.

Oggi Il Giornale ha titolato a caratteri cubitali: "Processi, vittoria di Berlusconi". Oggi Libero ha titolato a caratteri altrettanto cubitali: "Silvio assolto, Travaglio fa appello". Oggi il TG1 delle 13,30 ha detto nei titoli e nella presentazione del servizio che "L'avvocato Mills è stato assolto". Ovviamente si tratta di falsità indifendibili che gettano un discredito assoluto sui "giornalisti" che le hanno pronunciate.