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I post con tag "Europee 2009" archivio

Cambiare nome al PSE per venire incontro al PD

Res publica   17.05.09  

E' l'uovo di Colombo. Un'ipotesi che circola nei corridoi del Parlamento Europeo.
Modificare il nome del Partito Socialista Europeo (dopo le elezioni di giugno) per favorire l'ingresso dei candidati eletti nelle liste del Partito Democratico ed impedire la divisione degli stessi tra PES e ALDE.

Il nome proposto sarebbe "Alliance of Socialists and Democrats".

According to several Socialist sources, the new name of the group could be the 'Alliance of Socialists and Democrats', although the definitive decision will be made only after the elections, in line with the outcome of the vote.

The main reason for the name change is to absorb the PD, thus resolving the long-standing problem of its European positioning.

Changing their name would not be an easy decision for the Socialists, but given the fact that current polls show them trailing the centre-right European People's Party (EPP) in the upcoming June vote and following a series of bad results for the centre-left in recent national elections, the re-branding exercise might seem a reasonable price to pay for the additional number of MEPs that the group would gain.

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Strategie referendarie

Res publica   14.04.09  

Boia se c'è uno che faccia un ragionamento di banale convenienza per gli elettori-contribuenti: si deve votare il 7 giugno perché solo il 7 giugno i seggi sono già tutti aperti per le Europee, e quindi si evita lo sperpero di molti milioni. Il 14 i seggi sono chiusi e il 21 sono aperti solo nelle città dove ci sono le amministrative e c'è il ballottaggio, mentre sono chiusi nei (molti) centri dove o le amministrative non ci sono, o ci sono ma si vota a turno unico (comuni sotto i 15 mila abitanti, comuni sopra i 15 mila abitanti dove un candidato ha vinto al primo turno).

Via Piovono rane.

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Il meritato riposo di Sergio

Res publica   10.04.09  

la risposta a cui ha alluso prima Dario Franceschini e che ora sembra arrivare dallo stesso Cofferati è una risposta intollerabile e offensiva: è la risposta che dice "un conto è dover fare il sindaco, che è molto impegnativo, altro è il parlamentare europeo". È la risposta che esibisce sfacciatamente quello che finora era stato fatto - da molti, non da tutti - nel silenzio generale: a Strasburgo si va come in vacanza, come a un lavoretto part-time superpagato, come a un rilassante prepensionamento.

Ed è la risposta che contraddice più di ogni cosa lo slogan ripetuto dalla dirigenza del PD a proposito del suo regolamento: "chi va in Europa, resta in Europa". Chi va in Europa, invece, torna a Genova appena può.

Via Wittgenstein.

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