tizianocavigliablog
Il peggio è passato. A prendermi.

Le cose da sapere sui Panama Papers 04.04.16

L'ICIJ, l'International Consortium of Investigative Journalists', è entrato in possesso, e ne ha permesso la pubblicazione a oltre 100 tra giornali e agenzie di informazione, di 11,5 milioni di file che raccolgono l'intero archivio di 40 anni di Mossack Fonseca, uno studio legale panamense specializzato nella creazione di società offhore. Nei file la prova dei depositi segreti di alcuni tra i principali leader mondiali e tra le persone più ricche del pianeta.

Wired racconta i retroscena del più grande leak di tutti i tempi.

The Panama Papers leak began, according to ICIJ director Ryle, in late 2014, when an unknown source reached out to the German newspaper Süddeutsche Zeitung, which had reported previously on a smaller leak of Mossack Fonseca files to German government regulators. A Süddeutsche Zeitung reporter named Bastian Obermayer says that the source contacted him via encrypted chat, offering some sort of data intended "to make these crimes public." But the source warned that his or her "life is in danger," was only willing to communicate via encrypted channels, and refused to meet in person.

La mole di date è così gigantesca da sfuggire alla comprensione e ridimensionare tutti i precedenti leak, compreso il celebre Wikileaks.
Il quotidiano Süddeutsche Zeitung ha realizzato un'infografica per mettere inquadrare:

La dimensione fisica dei Panama Papers rispetto agli altri leak

Le società di comodo rivelate dai Panama Papers sono oltre 214.000 e i titolari sono sparsi in più di 200 tra Stati e territori in tutto il mondo.
I dati di Mossack Fonseca comprendono email, bilanci e documenti che raccontano la storia di una rete mondiale dell'evasione c'è coinvolge 21 paradisi fiscali

Creare una società offshore non è di per se illegale, ma è evidente che tale società può essere facilmente sfruttata per occultare redditi al fisco, coprire attività illegali, riciclare denaro sporco e offrire una via di fuga ai regimi dittatoriali per eludere eventuali sanzioni economiche.

[T]he more onerous the sanctions on a regime the more money is to be made by breaking or busting them. Providing secret bank accounts for torturers and mass murderers, supplying weapons to one or even both sides in a civil war or funding the nuclear ambitions of isolated regimes. The profits are huge and, of course, lots of secretive bank accounts and shell companies in parts of the world where officials turn a blind eye, is key to making sanction busting profitable and safe.

Se vi viene subito in mente la Russia di Putin avete colpito nel segno. Lo zar di Mosca è comunque in buona compagnia.

Fusion ha preparato un'infografica per spiegare quanto è facile creare una società di comodo.

Come creare una società fantasma

Come funziona il meccanismo che permette di occultare miliardi di euro.

Il chi è chi dei Panama Papers.

It's not just Putin. Among those implicated are the sitting presidents of Argentina and Ukraine, the prime minister of Iceland, the king of Saudi Arabia and so many more.

E chi non c'è (i cittadini statunitensi) e perché.

Il coinvolgimento del primo ministero islandese nello scandalo dei Panama Papers non è stato preso con leggerezza nel paese.

Anche la FIFA giocava in trasferta.

Gli italiani coinvolti.

Una società offshore è anche la migliore polizza assicurativa per difendersi in caso di divorzio multimilionario.

Il ricco coglione 10.09.12

Liberetaion ha pubblicato in prima pagina un fotomontaggio di Bernard Arnault - magnate francese del lusso, proprietario di LVMH e quarto uomo più ricco al mondo - con valigia in mano e un esplicito titolo, "Togliti da piedi, ricco coglione!", parafrando l'ex presidente Sarkozy che aveva apostrofato un contestatore con un "togliti da piedi, povero coglione".
L'attacco del quotidiano di sinistra si riferisce alla polemica scaturita dalle affermazioni di Arnault riguardo la sua volontà di ottenere la cittadinanza belga (e forse già ottenuta, almeno secondo le agenzie di informazione belghe) allo scopo di evadere l'aumento di imposte deciso dal governo Hollade sui grandi patrimoni.

Minchia Nullatenente 22.01.12

Il blitz della Guardia di Finanza a Cortina durante le feste di Natale rivisto da Elio e le Storie tese a The show must go off, il nuovo programma su La7 di Serena Dandini.

Si sentiva spiato in caserma 29.07.11

Ho fatto una stupidata. E di questo mi rammarico e mi assumo tutte le responsabilità. Ma in quella casa non ci sono andato per banale leggerezza. Il fatto è che prima ero in caserma ma non mi sentivo più tranquillo. Nel mio lavoro ero spiato, controllato, pedinato. Per questo ho accettato l'offerta di Milanese.

La traballante spiegazione del ministro Tremonti sullo scandalo dell'affitto, pagato in nero, per la casa romana dell'onorevole Milanese.

L'ingenuità a volte fa a pugni con il buon senso.

Il terzo avvento di Scajola 07.03.11

L'inossidabile Claudio Scajola è pronto a ritornare protagonista della scena politica dopo lo scandalo di corruzione, appalti e appartamenti dell'affaire Anemone.

L'uomo che scelse la dabbenaggine come linea difensiva.

Non posso avere il sospetto di abitare una casa non pagata da me.

La caduta dell'imperatore Claudio 04.05.10

Repubblica prepara il conto alla rovescia per le dimissioni di Scajola.

Dicevano non sarebbe mai finita 04.05.10

Le dimissioni del ministro Scajola

Ricordando Scajola.

Aspettando Scajola 03.05.10

Tra la mozione di sfiducia chiesta da Di Pietro e l'attesa per l'audizione del 14 maggio, con il successivo passaggio alle camere, l'affaire Scajola diventa sempre più incontenibile ogni giorno che passa.
Sempre più indifendibile. Sempre più isolato.

Mascroscopiche menzogne 30.04.10

Si allarga l'inchiesta di Repubblica attorno all'affaire Scajola e ai 900 mila euro in nero che avrebbe ricevuto da Diego Anemone - uno dei costruttori al centro dello scandalo che interessa la Protezione Civile - per l'acquisto di una casa nel centro storico di Roma, di fronte al Colosseo.

Quattro testimonianze, un atto notarile e numerose tracce bancarie documentano ora che il ministro per lo Sviluppo economico conosceva la provenienza degli 80 assegni "neri" che, nel luglio del 2004, per un valore di 900 mila euro, pagarono più della metà della sua casa al 2 di via del Fagutale. Le testimonianze – oggi agli atti dell'inchiesta di Perugia sulla "cricca" dei Grandi Appalti – provano che di quegli assegni, il giorno del rogito, il ministro era materialmente in possesso. Di più: dimostrano che Scajola, pure assolutamente consapevole del prezzo reale di vendita – 1 milione e 710 mila euro – di quel magnifico appartamento che affaccia sul Colosseo, dispose che quella cifra venisse dissimulata, dichiarando di fronte a un notaio che era pari a soli 600 mila euro. Perché il Fisco non vedesse, ma, soprattutto, perché venisse così cancellata ogni traccia di almeno due circostanze: i 200 mila euro in contanti che, poco tempo prima dell'acquisto, aveva consegnato alle venditrici e il suo legame con l'architetto Angelo Zampolini, la "tasca" del costruttore Diego Anemone, il professionista, oggi indagato per riciclaggio, da cui aveva ricevuto quegli 80 assegni.