Joel Meyerowitz il mago del colore della street photography
Le città cambiano continuamente. Mutano gli edifici, le strade, i mezzi di trasporto e le abitudini delle persone. Ma ciò che rende davvero visibile questa trasformazione è lo sguardo di chi le osserva con attenzione. Attraverso l'obiettivo del fotografo statunitense Joel Meyerowitz, la street photography diventa uno straordinario archivio della memoria urbana, capace di raccontare oltre sessant'anni di evoluzione sociale e culturale tra New York, Parigi e molte altre metropoli. Considerato uno dei grandi maestri della fotografia di strada, Meyerowitz ha iniziato a fotografare nei primi anni Sessanta, in un periodo di profonde trasformazioni. Le sue immagini catturano la vitalità delle città del dopoguerra, quando i marciapiedi erano il luogo privilegiato degli incontri, delle conversazioni e dell'imprevedibilità. Ogni fotografia restituisce un frammento di quotidianità: uno sguardo fugace, un gesto spontaneo, un bambino che gioca, un passante immerso nei propri pensieri. È proprio questa apparente normalità a trasformarsi, col passare del tempo, in una preziosa testimonianza storica.
Uno degli aspetti più innovativi del lavoro di Meyerowitz è stato l'utilizzo del colore in un'epoca in cui la fotografia d'autore privilegiava ancora il bianco e nero. Seguendo la strada aperta da pionieri come William Eggleston e Stephen Shore, dimostrò che il colore non era un semplice elemento decorativo, ma uno strumento narrativo. Le insegne luminose, gli abiti, i riflessi delle vetrine e le luci del traffico diventano parte integrante del racconto visivo, contribuendo a restituire la complessità emotiva dello spazio urbano.
Le sue fotografie documentano anche il cambiamento del rapporto tra le persone e lo spazio pubblico. Negli anni Sessanta e Settanta la strada era un luogo aperto, dove il fotografo poteva muoversi quasi inosservato e cogliere scene spontanee. Oggi, invece, la diffusione delle telecamere, degli smartphone e di una maggiore consapevolezza della privacy ha modificato profondamente il modo di vivere e fotografare la città. Lo stesso Meyerowitz ha spesso sottolineato come sia diventato più difficile catturare quell'innocenza e quella naturalezza che caratterizzavano i suoi primi lavori.
Le sue immagini raccontano anche le tensioni e le contraddizioni della società contemporanea, come suggerisce SLICE Who?. Attraverso il susseguirsi delle mode, delle automobili, delle architetture e dei comportamenti, emerge una cronaca silenziosa dei cambiamenti culturali, delle lotte sociali e delle trasformazioni economiche che hanno attraversato il secondo Novecento e l'inizio del XXI secolo. La fotografia di strada diventa così uno strumento di osservazione privilegiato della storia, capace di registrare ciò che spesso sfugge ai grandi eventi ufficiali.
Meyerowitz ha sempre adottato un approccio profondamente umanista. Al centro delle sue immagini non ci sono i monumenti o gli skyline, ma le persone che abitano la città. Il suo interesse è rivolto alle relazioni, agli incontri casuali, ai piccoli eventi che rendono unico ogni istante della vita urbana. Le strade diventano un palcoscenico in cui ogni individuo, anche inconsapevolmente, interpreta una parte di una rappresentazione collettiva.






