tizianocavigliablog
Cappello di Maglia.

I fotografi del National Geographic 17.06.18

Alla ricerca di immagini memorabili, soggetti insoliti e momenti inaspettati in alcuni dei luoghi più unici e talvolta inospitali del mondo.
The Photographers documenta il lavoro dei fotografi che lavorano per il National Geographic, allo stesso tempo giornalisti, artisti e story teller.

La copertina di Time realizzata coi droni 04.06.18

Per il numero della rivista TIME dedicato alla diffusione di massa dei droni è stata riprodotta l'iconica copertina della rivista utilizzando 958 droni illuminati nel cielo di Folsom in California.
L'installazione luminosa alta 100 metri, neanche a dirlo, è stata fotografata con un drone.

130 anni di copertine del National Geographic in 2 minuti 18.01.18

Dal 1888 l'aspetto del National Geographic è cambiato notevolmente, ma non è mai cambiato l'impegno della rivista scientifica nell'esplorare il mondo e tutto ciò che contiene.
Per festeggiare il traguardo dei 130 anni, il National Geographic ha preparato un time lapse di tutte le sue iconiche copertine.

Il peso della fotografia nei media 27.02.17

Josh Begley ha raccolto tutte le prime pagine del New York Times a partire dal 1852.
Una rapidissima carrellata che mostra, tra l'altro, l'impatto visivo e di contenuto della fotografia come mezzo giornalistico per raccontare la contemporaneità con l'avvento dell'era dell'informazione.

Il Corriere della Sera sdogana la teoria complottista sull'11 Settembre 26.08.15

Screenshot del Corriere della Sera

[...] un missile a forma di aereo una mattina dell'11 settembre 2001 si infilò nella Torre nord del World Trade Center

Siamo arrivati a questo. Il principale quotidiano italiano infila teorie complottiste un tanto al chilo nel più classico dei classici boxini morbosi in quattrodici comode foto: la morte di Marcy Borders, meglio conosciuta come dusty lady, diventata suo malgrado famosa per essere stata fotografata ricoperta di polvere e detriti dopo il crollo delle Twin Tower durante l'attentato dell'11 settembre 2001.

Sensazionalismo all'ennesima potenza.

L'uomo che colleziona riviste 17.06.15

James Hyman ha raccolto negli anni 68.000 riviste, la singola più grande collezione al mondo. L'Atlantic è andato a esplorare questa incredibile biblioteca.

L'articolo che ha cambiato la percezione sul disastro aereo del volo Germanwings 26.03.15

Le anticipazioni del New York Times sul presunto suicidio (o per meglio dire omicidio di massa) del copilota del volo Germanwings, Andreas Lubitz, quando tutti gli altri erano ancora concentratissimi sui clickbait con storie di lupi e titoli strillati in chiave anti-tedesca, come discriminante tra giornalismo e gossip morboso.

Well, let me just correct something very quickly 27.09.08

Le tag cloud dei discorsi di McCain e Obama nel primo dibatt

Sostanziale pareggio. No, ha vinto McCain. Ma figurati Obama ha trionfato.
As usual.

Le foto dell'Atlantic 09.01.15

La nuova sezione dedicata al fotogiornalismo su The Atlantic che prenderà il posto di In Focus e che sarà curata da Alan Taylor.

I'd like to introduce our readers to The Atlantic's new Photo section, an expanded home for photography at TheAtlantic.com. This new section features not only an updated look, but more variety in formats, wider images for bigger screens, and a design that works well across a range of mobile devices.

As the editor of the Photo section, I'll continue to publish long-form photo essays nearly every day, as I have for years, in a series we'll still call In Focus, but I'll also start publishing shorter posts-often just a single noteworthy image-under a new category we're calling Burst. I'm really excited to be able to share even more high-quality photography with even more readers.

L'ultima vignetta su Charlie Hebdo prima della strage 07.01.15

L'ultima vignetta di Charlie Hebdo prima della strage

Oggi nessun attentato in Francia, Attendete.
Avete ancora tutto gennaio per farvi gli auguri.

L'ultima vignetta pubblicata da Charlie Hebdo e disegnata da Stéphane Charbonnier, in arte Charb, direttore del giornale rimasto ucciso nell'attentato di questa mattina.

Le 16 vignette più pungenti di Charlie Hebdo 07.01.15

Le 16 vignette più pungenti di Charlie Hebdo

The Daily Beast ha ripubblicato le 16 vignette satiriche sulle copertine di altrettanti numeri di Charlie Hebdo che più hanno fatto discutere per la loro irriverenza.

Una sera a place de la République 07.01.15

Manifestazione a Parigi per solidarietà dopo la strage al Charlie Hebdo

La manifestazione spontanea a place de la République per solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo.

Gli altri principali raduni in Europa e nel mondo elencati su questa mappa.

La bandiera a mezz'asta dell'UNESCO 07.01.15

Le bandiere a mezz'asta dell'UNESCO

La bandiera delle Nazioni Unite sventola a mezz'asta nella sede dell'UNESCO in place de Fontenoy, a Parigi, per solidarietà alle vittime dell'attentato a Charlie Hebdo.

Poiché le guerre hanno origine nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace.

Poiché la dignità dell'uomo esige la diffusione della cultura e l'educazione di tutti per la giustizia, la libertà e la pace, tutte le nazioni hanno doveri sacri da adempiere in uno spirito di mutua assistenza... Una pace fondata sui soli accordi economici e politici dei Governi non può determinare l'adesione unanime, durevole e sincera dei popoli; per conseguenza, questa pace deve essere costruita sul fondamento della solidarietà intellettuale e morale dell'umanità...

Il Preambolo dell'Atto Costitutivo dell'UNESCO è la somma di tutto ciò che più terrorizza un terrorista fondamentalista.
L'emancipazione di un individuo che passa attraverso la cultura, l'istruzione, la libertà di pensiero è un'arma capace di annientare qualunque fondamentalismo alla radice.

Online game su YouTube 24.09.08

A Car's life, creato dalla Hexolabs, è il primo gioco interattivo su Youtube basato sulle annotations.

Il gioco appare subito facile e intuitivo.
Basta infatti cliccare al momento opportuno sull'apposita annotation, che appare nel video, per passare al livello sucessivo.

Il prossimo passo potrebbe essere l'implementazione di risposte basate su scelte multiple, per rendere l'esperienza del giocare più avvincente.

Un giornalismo europeo 25.03.14

Credo che sarebbe opportuno, per le maggiori testate europee (carta stampata e tv), investire in un giornalismo europeo. In ogni paese l'informazione dovrebbe essere accompagnata da un’edizione meno "locale". Chi abita in Italia, in Francia o in Germania legge sui propri quotidiani o vede nei telegiornali notizie che riguardano solo la politica interna, la cronaca e le crisi (ad ognuno la propria), come se ad ogni popolo interessasse solo quel che avviene in casa sua. Occorre far entrare nella testa della gente che non siamo più in Italia, ma in Europa, e che quindi ogni scelta e decisione non deve essere presa a vantaggio o a danno di questo o quel paese, ma per la crescita di un'unica politica sociale, economica, fiscale.

Milena Gabanelli sulla visione del giornalismo nell'Unione Europea, intervistata dall'European Journalism Observatory.

L'evoluzione del sito del New York Times in una GIF 12.01.14

L'evoluzione del sito del New YorkTimes in una GIF

Dal 2001 all'ultima versione rilasciata da pochi giorni, l'evoluzione della grafica del sito del New York Times in una GIF animata.

Abbiamo paura di una sola cosa: che il cielo ci cada sulla testa 11.11.13

GOCE si è disintegrato senza provocare danni, come normalmente avvenuto ad ogni rientro nell'atmosfera di satelliti artificiali negli ultimi 56 anni, meritandosi articoli su siti specializzati per gli straordinari risultati ottenuti dalla missione dell'ESA più che per la natura della sua fine.
Al contrario la stampa locale ne ha fatto notizia da prima pagina per un paio di giorni puntando tutto sulla carta dell'allarmismo per sfruttare le paure irrazionali di un pubblico scientificamente impreparato, tralasciando una corretta informazione.

Esempio per un case study sulla crisi del giornalismo.

La Repubblica evidenziata 14.10.13

Screenshot de La Repubblica

Se vi sembra di notare qualcosa di familiare nel nuovo design di Repubblica è perché da oggi utilizza gli stessi font di questo blog. Segno di un deciso miglioramento.

L'International New York Times 14.10.13

Prima pagina dell'International New York Times

La prima edizione dell'International New York Times, precedentemente conosciuto come International Herald Tribune. Versione globale del quotidiano newyorkese.

La Repubblica dei titoli inventati 13.10.13

Oggi i boxini morbosi di Repubblica inanellano due perle di rara bellezza nella casistica del generatore automatico di titoli enfatici.

Il primo, Pasticcio slovacco: fuori dai Mondiali, ci segnala una papera della difesa slovacca che secondo il giornale condannerebbe la nazionale alla mancata qualificazione al mondiale. Peccato che la Slovacchia fosse già matematicamente esclusa dai primi due posti potendo solo ambire a eventuali playoff; qualunque risultato contro la Grecia sarebbe stato dunque ininfluente al raggiungimento della qualificazione diretta.

Il secondo titolo parla di un fantomatico, trenino elettrico da record: 330 km/h. Peccato che quello non sia un trenino, ma una tether car; non sia elettrico, ma alimentato da un motore a scoppio e non sia telecomandato, come invece erroneamente specificato nell'articolo.

Esempi lampanti di come l'etica si genufletta al cospetto di qualunque mezzo capace di incrementare il numero delle pagine viste.

Bezos compra il Washington Post 05.08.13

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha comprato il Washington Post per 250 milioni di dollari. Un quarto del valore di Instagram o di Waze e meno del 25% di Tumblr.

Consegne reali 22.07.13

La pagina del Times per il Royal Baby

La prima pagina del Times dedicata alla nascita del Royal Baby.

La seconda versione mobile de Il Secolo XIX 12.07.13

Il Secolo XIX ci riprova.
Dopo un primo, disastroso, approccio nella realizzazione di una versione mobile il secondo tentativo è quello giusto. Accessibile, usabile e quanto più vicino alla qualità e alla perfezione che ci si possa attendere dal principale quotidiano ligure.

Il tablet quotidiano 27.04.13

Nel 1994 c'era chi profetizzava un'editoria e un giornalismo crossmediale capace di adattarsi a nuove e futuribili tecnologie per restare al passo coi tempi. Come i tablet.

Un punto di vista sull'iPhone 07.07.07

Suzukimaruti ha provato l'iPhone e ne è rimasto deluso.
Leggendo la sua recensione ho come l'impressione che si continui a considerare l'iPhone alla stregua di un normale telefonino quando invece è tutt'altro. L'iPhone è un computer tascabile. Farsene una ragione.

La direttrice di Le Monde 07.03.13

Internazionale racconta la nuova direttrice del principale quotidiano francese, Natalie Nougayrède.

La nuova direttrice di Le Monde non aveva mai avuto un ruolo direttivo nel giornale. "Se io, da semplice giornalista, oso tentare questa avventura, è per dare un messaggio forte, per dimostrare che ciò che è inaspettato è possibile".

Chiude la rassegna stampa di Camera e Senato 08.12.12

Su pressione degli editori le rassegne stampa di Camera e Senato chiuderanno al pubblico entro fine anno.
Gli editori temono che la libera diffusione in rete degli articoli possa danneggiare le vendite dei quotidiani in edicola.

Ovviamente il trend non si invertirà, mentre gli italiani avranno perso un servizio che garantiva un'apprezzata risorsa informativa plurale.

I problemi con la versione mobile del Secolo XIX 04.12.12

La nuova versione mobile del principale quotidiano ligure presenta qualche criticità di troppo.

Da oggi accedendo al Secolo XIX da un iPhone si viene automaticamente reindirizzati alla nuova versione mobile e qui iniziano i problemi.
Chi ha progettato il tutto ha deliberatamente evitato il responsive webdesign per preferirgli una versione dedicata. Il risultato configura una serie di errori imbarazzanti per il principale giornale ligure: ricerche non funzionanti, l'archivio andato perduto, l'impossibilità di leggere e lasciare commenti, una navigazione non coerente tra le pagine del sito, i link provenienti da terze parti (come i tweet dello stesso Secolo XIX) non dinamicamente reindirizzati ai corrispettivi URL della versione mobile e quindi non funzionanti.
Si salva solo la grafica. Piacevole.

Ora però rimetteteci le mani.

The Daily chiuderà 03.12.12

The Daily, l'avventura nel settore dell'editoria digitale di Rupert Murdoch, chiuderà il 15 dicembre.
Il motivo non è la rivoluzione mancata dei tablet come suggerisce il Corriere, anzi tutti i dati dicono l'opposto, ma piuttosto i contenuti e la loro qualità. Una realtà che vale per i bit, come per l'inchiostro.

Il nuovo brand di USA Today 18.09.12

Il secondo quotidiano più venduto in America re-immagina brand e grafica. Splendido lavoro.

I debiti di The Daily 13.07.12

L'avventura di The Daily, il quotidiano pensato per iPad di Rupert Murdoch, sembra essere un buco nell'acqua.
I debiti crescono di 30 milioni di dollari l'anno e ora circolano voci di una sua prossima chiusura.

Pensare prima al formato e solo dopo ai contenuti di qualità sembra non essere stata una scelta vincente.

La Padania si dimentica le tangenti della Lega 07.03.12

La notizia dello scandalo delle tangenti che sta investendo la Lega Nord in Lombardia scompare misteriosamente dalla prima pagina della Padania.

Il paywall del Los Angeles Times 26.02.12

Il Los Angeles Times ha deciso di rendere la sua versione online a pagamento dal 5 marzo. Ai lettori costerà circa il doppio dell'edizione cartacea.

The Los Angeles Times will begin charging readers for access to its online news, joining a growing roster of major news organizations looking for a way to offset declines in revenue.

Starting March 5, online readers will be asked to buy a digital subscription at an initial rate of 99 cents for four weeks. Readers who do not subscribe will be able to read 15 stories in a 30-day period for free. There will be no digital access charge for subscribers of the printed newspaper.

L'uso dei blog da parte dei media 20.02.12

Molti giornali credono che sfruttare l'immediatezza dei blog possa fornire ai lettori un buon servizio e certamente è vero, ma la tendenza si sta trasformando in un abuso del mezzo e spesso la quantità non è indice di qualità.

Here are some numbers based on my analysis of publications I read on a regular basis:

- New York Times: 68 blogs. Its Blogs Directory shows the best possible arrangement. Those guys clearly believe in the blog medium and their news staff of 1,200 provides great quality and a good mix between serious and more entertaining fare. Some are more than mere blogs: the excellent Dealbook, manned by a staff of 16, is more like a business site than a blog. Or Lens is my favorite spot for photojournalism as it rises above the level of an ordinary blog.

- The same goes for The Guardian (61 blogs). Its baseline says it all: "The sharpest writing, the liveliest debate". (Plus, OK, The Guardian hosts a small set of independent blogs such as The Monday Note...)

- High on the score (quantitatively speaking) is the Washington Post (102 blogs), with a weird focus on religion thanks to an ecumenical catalog of 13 blogs.

- WSJ.com has 54 blogs, officially. Plus what looks like a cemetery of 45 more. On the WSJ.com blogs home page, click on the Most Popular or Commented and the Latest; you'll see which ones are the most active (Washington Wire on politics and the entertainment blog Speakeasy). This should make business pundits even more modest...

A random sample shows that a large number of blogs doesn't equate with great quality. Too many blogs hosted by large media brands seem loose or rarely updated. That's why a few specialised outlets prefer to focus on a small number of blogs: the FT.com (only 14 blogs) or the Economist (23 blogs) have opted for a selective approach – which more often ensures a better execution overall.

La versione light del Corriere della Sera 27.01.12

Screenshot di Corriere della Sera

Il Corriere nei minuti successivi al sisma si presentava con una versione light - per sopperire al traffico eccessivo - decisamente migliore rispetto al design tradizionale.

La morte della Padania 30.11.11

Quella verde, di carta. Quell'altra si chiama Pianura padana, proprio come il formaggio.

Il quotidiano della Lega, travolto dai debiti, cerca la transizione verso un foglio di quattro pagine, sul modello Ferrara, e il trasloco online.

Le copertine dei numeri 1 28.11.11

Le prime copertine dei magazine americani

Flavorwire pubblica le prime copertine dei più famosi magazine americani, dall'Atlantic Monthly a Wired.

L'odiosa apertura di Libero sulla tragedia di Genova 04.11.11

Screenshot di Libero

Mi autocensuro sul titolo di Libero riguardo l'alluvione in corso a Genova.

L'etica dell'informazione di destra 23.07.11

La prima pagina de Il Giornale

La prima pagina di Libero

Le prime pagine de Il Giornale e Libero sugli attentati in Norvegia si commentano da sole.

Torte in faccia a Murdoch 19.07.11

Rupert Murdoch aggredito all'audizione

Rupert Murdoch aggredito durante il mea culpa all'audizione della commissione d'inchiesta parlamentare sullo scandalo intercettazioni che ha portato alla chiusura del tabloid News of the World e che ora potrebbe travolgere anche la posizione del primo ministro Cameron.

L'aggressore appartenente all'UK Uncut, associazione che si batte contro i tagli del governo conservatore, è finito sotto gli artigli della moglie del magnate australiano.

Gli editori belgi che si credevano più furbi di Google 18.07.11

A maggio la corte di appello di Bruxelles aveva confermato l'ingiunzione a Google che imponeva la rimozione dei link presenti su News che indirizzavano verso i contenuti del gruppo belga CopiePresse.
L'accusa dagli editori si basava sul presupposto che Google sfruttasse l'autorevolezza degli articoli per incrementare il proprio traffico.

Non solo Google ha ottemperato alla cancellazione dei link da News, ma ha rimosso gli stessi anche dal motore di ricerca. Una perdita di visibilità che non è piaciuta agli editori.
Google si è detta pronta a includere nuovamente i link appena riceverà l'assicurazione che nessun'altra azione legale analoga verrà intrapresa.

In questa storia c'è una morale sul mercato dell'informazione al tempo di internet che gli editori di tutto il mondo dovrebbero cogliere.

Addio al News of the World 07.07.11

Travolto dallo scandalo legato ai mezzi utilizzati dai giornalisti per raccogliere informazioni su personaggi dello spettacolo, politici, famiglie di vittime di guerra, di attentai, calamità e rapimenti, attraverso la corruzione di agenti di polizia, pressioni e indebite intercettazioni telefoniche, chiude domenica il più venduto tabloid britannico.
Fondato il primo ottobre del 1843 è di proprietà del magnate dell'editoria Murdoch dal 1969.

Il Vaticano fa notizia 28.06.11

Dopo Vatican Insider, realizzato da La Stampa, anche lo stesso Vaticano lancia il proprio aggregatore di notizie. Si chiama News.va.

Un occhio al Vaticano 23.06.11

Vatican Insider, l'approfondimento di cose vaticane de La Stampa.

Cavallo che vince si cambia 19.06.11

L'addio di Concita De Gregorio, dal primo di luglio, a L'Unità dell'editore Soru.

il giornale è stato in questi anni al centro di un intenso dibattito che ha dato voce - molto spesso anticipandole - alle principali istanze della società, che ha mobilitato sui temi cruciali migliaia di persone, che ha allargato il ventaglio delle sue voci e che attraverso la crescita del sito Internet ha aperto un dialogo fitto e continuo coi lettori. Che ha contribuito infine a sollecitare la nuova volontà di partecipazione dei cittadini alla vita del Paese.

I danni dell'allarmismo 03.06.11

L'isteria mediatica che ruota attorno alla mutazione di Escherichia Coli Enteroemorragico (EHEC) rispecchia le allarmanti catastrofiche previsioni sull'influenza suina, la SARS, la mucca pazza e l'aviaria.

Storie che si ripetono. Nel frattempo rilevanti fette di mercato vengono pesantemente colpite, danneggiando molte più persone che non le paventate pandemie.
Il guaio è che la paura vende, l'informazione non sempre.

Leggere i giornali gratis 31.05.11

Paolo Attivissimo segnala i metodi per aggirare i paywall delle edizioni per iPad dei giornali italiani e non.

L'enciclopedia sul futuro del giornalismo 18.05.11

Encyclo è il progetto enciclopedico del Nieman Journalism Lab per capire come il giornalismo di qualità possa sopravvivere e prosperare nell'era di internet.

Il cinegiornale in HD 05.05.11

Si chiama Times in Cinema. La nuova idea editoriale del New York Times.

Loro ci credono davvero 04.05.11

Screenshot de La Repubblica

Il pizzino, consegnato a mano a favore di telecamere, dal presidente Obama al generale con l'ordine di uccidere Osama è talmente implausibile da aver tenuto banco per tutta la giornata di ieri. Ringraziamo il Corriere per lo scoop.

Il New York Times dietro il paywall 17.03.11

A partire dal 28 marzo, con qualche novità su quanto annunciato, la versione digitale del New York Times diventerà a pagamento (in Canada si inizia domani). Abbonamenti a partire da 15 dollari, per arrivare sino a 35.

I primi 20 articoli al mese saranno gratuiti, 25 per chi raggiungerà il sito da Google. Accesso illimitato per quegli articoli raggiunti tramite link pubblicati su blog e social network.

L'Unità d'Italia non vista da sporadici blogger 13.03.11

L'Unità ha organizzato un diretta per discutere di Unità d'Italia con alcuni blogger. Come siamo cambiati, cosa c'è ancora da cambiare nel paese e su internet.

Le premesse erano interessanti, ma le conclusioni fanno cadere le braccia.
Ne esce un'autoreferenzialità trita.
Un giornalismo che ancora oggi non ha capito nulla di comunicazione in rete. Nativi digitali che cianciano di digital divide. Quel non contare una ceppa portato con orgoglio sul bavero. La lobby degli sfigati. Quel menare il torrone fatto di follower e amici. L'identità dei nickname. Nel 2011.
Emerge una visione di ragazzetti brufolosi e incazzati nascosti dietro uno schermo contrapposta a un'internet rivoluzionaria meritevole del Nobel per la pace.

Un discorso sui massimi sistemi che non approda mai a nulla, se non a sporadici prolungamenti virtuali del pene. Se questa diretta fosse davvero rappresentativa della realtà, la rete italiana sarebbe già condannata.
Per fortuna fuori da quelle quattro mura c'è un'Italia silenziosa che usa internet per quello che è. Un semplice strumento.
Un elettrodomestico dai mille usi.
Un ambiente cognitivo fruito da un'eterogenea massa di individui.

Suggerimento per la prossima volta. Mettete su uno streaming serio. Non si può fare la rivoluzione digitale quando non funzionano neppure i microfoni.

Le condizioni di salute di Steve Jobs 17.02.11

Steve Jobs

Non conosco le condizioni di salute di Jobs, ma conosco il National Enquirer - che gli concede non più di sei settimane di vita basandosi su due foto scattate da tergo - come una delle principali fonti di fuffa degli interi Stati Uniti.

Una non notizia ripresa immancabilmente dalla stampa nostrana che si pregia nel preservare e rimarcare quell'aura di pressappochismo che la contraddistingue.

I contenuti di The Daily 15.02.11

Il vero punto debole dell'iniziativa di Murdoch.
Qui lo si era indovinato già in tempi non sospetti.

La ragione principale della mia delusione è che non si costruisce un giornale partendo dalla base teorica che la tecnica sia più importante del contenuto. E qui invece lo si è fatto: si è creduto che più che i giornalisti, più che i contenuti, ad essere importante del Daily fosse il formato, l'iPad, la tecnica, il mezzo attraverso cui arriva. La qualità delle notizie è un po' simile alla qualità delle notizie di USA Today, un giornale la cui popolarità è dovuta soprattutto all'aver dato immagini a colore ai lettori.

Microsoft Tag arriva su USA Today 10.02.11

La pagina di USA Today che utilizza Microsoft Tag

A partire da oggi USA Today proporrà sulla sua edizione cartacea i Microsoft Tag, particolari codici a barre 2D che permetteranno ai lettori di accedere a speciali contenuti multimediali e informativi, come risultati sportivi e di borsa in tempo reale, gallerie fotografiche o video. Qualcosa di simile ai QR Code.

Ai lettori sprovvisti di software in grado di decodificare i Microsoft Tag basterà accedere a Microsoft Tag Reader per scaricare l'apposita applicazione disponibile gratuitamente per tutti dispositivi mobili.

Leggere The Daily gratis sul web 04.02.11

E' quello che promette The Daily Indexed, un tumblr che indicizza i link degli articoli della nuova creatura di Murdoch.

The Daily pubblica infatti tutti i suoi articoli gratuitamente sul web, ma il sito non ha una homepage rendendo di fatto molto complicato ritrovare la notizia che ci interessa.
Il tumblr di Andy Baio si propone proprio questo, fornendo un'interfaccia di semplice utilizzo.

Si perde il magnifico contenitore della versione a pagamento per iPad, ma resta il contenuto.

Si è aperto un mondo, solo immaginato qualche settimana fa.
Altri seguiranno, almeno sino a quando gli avvocati del magnate della News Corp non provvederanno a fare piazza pulita.

The Daily nuovo formato, vecchie notizie 02.02.11

Nota positiva della nuova creatura iPad centrica di Murdoch, finalmente contenuti disegnati per sfruttare appieno la potenza e l'interfaccia del tablet di Cupertino.
Nota negativa. Si tratta di notizie News Corp. Fox News vi dice niente?

Buona Epifania! 06.01.05

La Befana al bimbo buono porterà di certo un dono!

La mappa dei giornali 01.02.11

Screenshot su Newspaper Map

Si chiama Newspaper Map, l'intento è quello di rappresentare su una mappa i quotidiani di tutto il mondo.
E' ancora in versione beta e si vede. Viene segnalata la Sentinella del Canavese, ma non Il Secolo XIX.

Ricontrollare le fonti 31.01.11

Screenshot di Linkiesta

Parte oggi l'avventura di Linkiesta, il quotidiano senza carta.
Ottima iniziativa per un panorama informativo online sempre più ricco in Italia.

Poi l'occhio cade sul riquadro che elenca le letture della redazione e mi si alza più di un sopracciglio.

Il paywall del New York Times 25.01.11

Ad un anno di distanza dall'annuncio l'edizione online del New York Times si appresta a passare a pagamento.

Dopo aver letto i primi articoli gratis sarà necessario registrare un abbonamento da 19 dollari e 99 cent per godere di tutte le altre notizie su ogni dispositivo.
Prevista anche la possibilità di abbonamenti a prezzi scontati per la sola versione web o per l'edizione dedicata agli ebook reader, come Kindle.
Infine un occhio di riguardo per chi raggiungerà le pagine del prestigioso quotidiano dai motori di ricerca. In questo caso la lettura degli articoli dovrebbe rimanere gratuita per non perdere una fetta consistente di lettori, un po' come avviene per il Financial Times.

Il paywall dovrebbe vedere la luce nel mese di febbraio.

Auguri.

Internet e il copyright visto dall'Italia 18.01.11

Dopo sedici mesi si chiude l'istruttoria dell'Antitrust italiano su Google News, dopo l'esposto degli editori FIEG.

Google concede una sponda all'ipocrisia degli editori definendo un sistema più granulare per escludere singoli estratti delle notizie pubblicate sul motore di ricerca e una maggiore trasparenza sui fatturati pubblicitari.
Mentre dall'altra parte l'Antitrust chiede di rivedere la normativa italiana sul copyright, sollecitando il Parlamento affinché la riformi tenendo conto delle evoluzioni tecnologiche in atto.

Rimandata la presentazione di The Daily 14.01.11

The Daily, diversamente da quanto annunciato, non verrà più presentato il 19 gennaio. Per il lancio ufficiale bisognerà attendere ancora qualche settimana.

Il ritardo, confermato da NewsCorp, sembra dovuto ad aggiustamenti necessari al sistema di sottoscrizione di Apple.

Gli ultimi rumor su The Daily 11.01.11

La creatura di Murdoch è pronta a sbarcare su iPad.
Gli ultimi boatos sulla applicazione all news disegnata per il tablet di Apple confermano il lancio per il 19 gennaio a San Francisco.

Fimoculous ha raccolto invece il rumor più pazzesco.

I can't explain why I'm so stupidly obsessed with Murdoch's tablet thingy. I almost want to do an entire post on all the crazy rumors I've heard about it. Instead, I’ll tell you just one thing that I've heard, simply because it’s so bonkers that it can't possibly be true, and you should hear it before it launches and is disproven, because somebody should do it!

Okay, so there was some chatter a while ago that The Daily would not have a website; that it would only be available as an app. That's modestly nuts, but not outrageous, given the walled content conversation going on right now.

However, the rumor I've heard is even crazier: there will be a website, but there will be no homepage, and everything will be blocked from search engines. That means: articles are there, but you can only find them if someone links to it.

Segni della fine del giornalismo per come lo conoscevamo 29.11.10

Screenshot di La Repubblica

Screenshot di Huffington Post

La Repubblica si vanta per essere finita sulla home page di Huffington Post.

E' il più celebrato e autorevole sito del 'nuovo giornalismo': quello nato con il web 2.0 e caratterizzato da un nuovo concetto di informazione sociale, diffusa e di qualità. Nasce dalle intuizioni di Arianna Huffington e del suo staff, che hanno saputo trasformare un blog in una testata in grado competere con l'aristocrazia dell'informazione mondiale.

Aristocrazia dell'informazione. Mi fermo qui.

Il web che si compra la carta stampata 12.11.10

Prima o poi doveva succedere.
L'aggregatore The Daily Beast di Tina Brown, uno dei più famosi siti di notizie e opinioni, si è fuso con Newsweek - da tempo in crisi - fondando una nuova società la Daily Best Newsweek Company.

Il Washington Post su iPad 08.11.10

Il Washington Post arriva su iPad con una app pensata per il tablet di Apple.
Sarà completamente gratuito sino al 15 febbraio, dopodiché si potrà leggere gratis solo un articolo al giorno.

Introducing The Washington Post app for iPad™.

When it comes to immersing yourself in a news story, look no further than the source you trust: The Washington Post. Experience our award-winning journalism on a wide range of subjects including national news, politics, opinion, business, sports, entertainment and food. Read stories from your favorite reporters, columnists and bloggers like Chris Cillizza, Eugene Robinson, Kathleen Parker, Michael Wilbon, Ezra Klein and Carolyn Hax.

closer to the story with our Live Topics feature. It combines the best coverage of the most talked-about news of the day with social media conversations from Twitter and Facebook. Enjoy rich photo galleries with work from our renowned photojournalists and extensive video content so you can go deeper into every angle of every story. Download stories to read later, even when you are offline.

Once you download the app, in order to explore our content, simply log in with an existing washingtonpost.com account or register within the app.

A complimentary full-access subscription to The Washington Post app for iPad is provided until Feb.15, 2011, after which time there will be a fee for full access. This app is ad-supported.

L'Independent presenta I 26.10.10

I è il nuovo quotidiano edito dall'Independent.
Un modo nuovo di affrontare la crisi dei giornali attraverso uno strumento di facile consultazione, ma senza rinunciare alla serietà e all'autorevolezza, ad un prezzo contenuto.
Una scommessa che potrebbe essere vincente.

Welcome to i, the first quality newspaper to be launched in Britain for almost 25 years.

Brought to you by the award-winning team at the Independent, it's not only a new paper, but a new kind of paper. Colourful and accessible, concise and intelligent, it's your essential daily briefing. Packed with news, views, entertainment, business and sport, it's the perfect way to start your day. And at a much more affordable price than a cappuccino.

Un'altra grande inchiesta de Il Giornale 26.10.10

E' stato il tormentone politico estivo, portato avanti a colpi di prime pagine sul Giornale di Feltri.
L'affaire casa a Montecarlo di AN ha squassato il PdL, ha accelerato la scissione dei finiani, ha mutato il quadro politico del Governo.

Ora i pm di Roma ne hanno chiesto l'archiviazione. La procura ha accertato l'insussistenza di azioni fraudolente.
Fini era uno degli indagati.

I bazinga di Porro 08.10.10

Il Fatto Quotidiano pubblica le scherzose intercettazioni riguardo il dossieraggio sulla Marcegaglia.

Le estati dei dossier 07.10.10

Boffo. Fini. Marcegaglia. Il Giornale.
Unite i puntini.

I luddisti della carta stampata 01.10.10

In questi mesi abbiamo compiuto significativi passi avanti nell'arricchire la nostra informazione, non solo sulla carta, ma anche e in particolar modo sul web. Sono state lanciate nuove iniziative. Edizioni del giornale sono disponibili, per la prima volta anche a pagamento, su iPhone e smartphone. A due mesi dal lancio degli abbonamenti al giornale su iPad, abbiamo già toccato la soglia delle settemila adesioni, la metà delle quali per un periodo di sei mesi o un anno. Gli streaming di Corriere tv sono ormai largamente superiori a molti, e importanti, canali televisivi. L'industria alla quale apparteniamo e la nostra professione stanno cambiando con velocità impressionante. In profondità. Di fronte a rivolgimenti epocali di questa natura, l'insieme degli accordi aziendali e delle prassi che hanno fin qui regolato i nostri rapporti sindacali non ha più senso. Questo ormai anacronistico impianto di regole, pensato nell'era del piombo e nella preistoria della prima repubblica, prima o poi cadrà. Con fragore e conseguenze imprevedibili sulle nostre ignare teste.

Non è più accettabile che parte della redazione non lavori per il web o che si pretenda per questo una speciale remunerazione. Non è più accettabile che perduri la norma che prevede il consenso dell'interessato a ogni spostamento, a parità di mansione. Prima vengono le esigenze del giornale poi le pur legittime aspirazioni dei giornalisti. Non è più accettabile che i colleghi delle testate locali non possano scrivere per l'edizione nazionale, mentre lo possono tranquillamente fare professionisti con contratti magari per giornali concorrenti. Non è più accettabile l’atteggiamento, di sufficienza e sospetto, con cui parte della redazione ha accolto l'affermazione e il successo della web tv. Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l'edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera. Non è più accettabile la riluttanza con la quale si accolgono programmi di formazione alle nuove tecnologie. Non è più accettabile, anzi è preoccupante, il muro che è stato eretto nei confronti del coinvolgimento di giovani colleghi. Non è più accettabile una visione così gretta e corporativa di una professione che ogni giorno fa le pulci, e giustamente, alle inefficienze e alle inadeguatezze di tutto il resto del mondo dell’impresa e del lavoro.

De Bortoli sulla vertenza che sta paralizzando il Corriere della Sera.

Ossessione Fini 05.09.10

Le pagine de Il Giornale su Fini

Le prime pagine de Il Giornale sono tutte per Fini. Dal 28 luglio.

Il terremoto ignorato 04.09.10

I giornali italiani continuano ad ignorare il terremoto di Christchurch (7.1 della scala Richter).
I danni ammonterebbero a due miliardi di dollari neozelandesi, poco più di un miliardo e cento milioni di euro.

Al momento solo La Stampa propone un video in homepage; tra i boxini morbosi.

Il provincialismo delle nostre fonti di informazione è imbarazzante.

Poi dici che la stampa è in crisi 2 14.08.10

Screenshot del Corriere della Sera con il vecchio logo di Apple

Apple non usa più il logo colorato di Rob Janoff dal 1998.
Un giornale che non conosce il logo più famoso sul pianeta - si parlava di questo nell'articolo - è un giornale destinato a non sentirsi troppo bene.

Figheria all'olio di oliva 28.07.10

Il 29 luglio esce quella figata stilosa di Monocle Mediterraneo.

Le notizie a pagamento non pagano 20.07.10

Secondo uno studio del Guardian il rivale The Times avrebbe perso il 90% dei suoi lettori online da quando ha iniziato a fornire le sue notizie online a pagamento.

Se su internet si è disposti a pagare per servizi premium di alta qualità non fruibili altrove gratuitamente, non lo si è ancora per leggere notizie di attualità che è possibile ritrovare gratis su altre migliaia di fonti simili.

Le intercettazioni senza bavaglio 20.07.10

Cade il bavaglio al ddl intercettazioni sotto i colpi dell'atteso emendamento dell'ultima ora presentato dal Governo.
Un'insperata vittoria dei finiani che rischia però di lasciare praticamente inalterata l'attuale situazione.

Come a dire, mesi di polemiche e paura svanite nell'afa di luglio.
Poterono più i giochi di palazzo che la minaccia alla libertà di stampa.

Le Nazioni Unite intervengono sulla legge bavaglio 13.07.10

Secondo Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, il progetto di legge sulle intercettazioni se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia.

E' un ceffone che lascia il segno.

Imbavagliarsi contro il bavaglio 09.07.10

Daniele Sensi commenta le parole di Luca Sofri per discutere sullo sciopero dei giornalisti contro l'orrendo ddl intercettazioni e l'ossimoro di imbavagliarsi per opporsi alla legge bavaglio.

Oggi la miglior protesta sarebbe stata informare il doppio.

Ecco, sicuramente impegnato nell'elaborazione definitiva di una teoria unificata della fisica che finalmente tenga assieme l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo (dove per infinitamente grande s'intende l'iPad e per infinitamente piccolo l'iPod) al più brillante blogger del mondo dev'essere sfuggito uno di quei dettagli da niente per i quali tuttavia passa la differenza tra una cima e un ciuccio: il ddl intercettazioni non minaccia alcun posto di lavoro: non vi sono rivendicazioni contrattuali nella protesta in atto e gli operatori dell'informazione, più che per se', stanno battagliando per i propri lettori.

Pessimo è il risveglio nel Paese dei balocchi.

L'edicola di Google 17.06.10

L'editoria è pronta ad abbracciare Newspass, la piattaforma sviluppata da Google per monetizzare la vendita di news su internet.
Il via entro fine anno.

Innovation Portfolio 31.05.10

Raccontare eventi e storie attraverso infografiche interattive è il fiore all'occhiello del New York Times.
Ora tutto questo straordinario materiale è raccolto in un unico sito di design giornalistico: Innovation Portfolio.

Elogio alla noia reloaded (era: anche il Corriere scopre iPad) 25.05.10

Se lo spot per lo sbarco della Stampa su iPad era soporifero quello del Corriere di De Bortoli è semplicemente imbarazzante.

Elogio della noia (era: La Stampa sbarca su iPad) 21.05.10

Lo spot de La Stampa, in occasione dell'uscita della versione ottimizzata per iPad, è talmente noioso e scontato da rendere irritante persino lo stesso tablet di Apple.

Editoria in crisi di nervi 28.03.10

Jeff Jarvis racconta come la decisione di Murdoch di far pagare l'accesso ai contenuti, dell'edizione online del Times, dimostra la volontà di rinunciare al futuro e mette in evidenza l'assenza di una strategia sul lungo periodo per mancanza di idee.

Il prezzo dell'informazione 25.03.10

L'accesso ai contenuti della versione mobile del Corriere diventa a pagamento, ma questo nel medio periodo difficilmente cambierà di una virgola il deficit di RCS e di certo non risolverà la crisi del sistema editoriale.

Ad essere ottimisti non più del 3% degli utenti sceglierà di pagare le flat proposte. Vuoi per la qualità dei contenuti, vuoi per la facilità di trovare una pluralità di fonti gratuite, vuoi per l'incapacità di offrire un servizio mobile premium convincente.
RCS dichiara circa 450.000 utenti unici in mobilità ogni mese. Con le tariffe attualmente in vigore significherà raccogliere briciole e al contempo vedere concretizzarsi il rischio reale di perdere un numero importante di lettori pronti a spostarsi su altri quotidiani nazionali con la semplicità di un tap.

E troppo Flickr fa diventare ciechi 24.03.10

Notizie da Corriere. Facebook contribuisce alla diffusione della sifilide.

Giornalismo e business nell'era digitale 12.02.10

There is an irreversible trend in society today which rather wonderfully continues what we as an industry started – here, in newspapers, in the UK. It's not a "digital trend" – that's just shorthand. It's a trend about how people are expressing themselves, about how societies will choose to organise themselves, about a new democracy of ideas and information, about changing notions of authority, about the releasing of individual creativity, about an ability to hear previously unheard voices; about respecting, including and harnessing the views of others. About resisting the people who want to close down free speech.

As Scott said 90 years ago: "What a chance for the newspaper!" If we turn our back on all this and at the same time conclude that there is nothing to learn from it because what 'they' do is different – 'we are journalists, they aren't: we do journalism; they don't' – then, never mind business models, we will be sleep walking into oblivion.

Quella di Alan Rusbridger, direttore del Guardian, è una delle analisi più lucide, spietate e lungimiranti mai pubblicate sul futuro del giornalismo nell'era digitale.

Notizie a pagamento 20.01.10

Come previsto dal 2011 la versione online del New York Times non sarà più completamente gratuita.
La sfida per non perdere gli introiti pubblicitari, difficilmente sostituibili con i ricavi degli abbonamenti, è iniziata.

This announcement allows us to begin the thought process that’s going to answer so many of the questions that we all care about. We can't get this halfway right or three-quarters of the way right. We have to get this really, really right.

Il New York Times al giro di boa 17.01.10

La decisione di far pagare per i contenuti dell'edizione online pare imminente.

New York Times Chairman Arthur Sulzberger Jr. appears close to announcing that the paper will begin charging for access to its website, according to people familiar with internal deliberations. After a year of sometimes fraught debate inside the paper, the choice for some time has been between a Wall Street Journal-type pay wall and the metered system adopted by the Financial Times, in which readers can sample a certain number of free articles before being asked to subscribe. The Times seems to have settled on the metered system.

Giornalismo riempitivo 10.01.10

Bene, io spero che Burchia sia morto anni fa lasciando la sua firma libera e oggi purtroppo la usino per le minchiate, ma a parte il facile umorismo sarebbe bello che davvero questi signori facessero una bella riflessione su come e cosa scrivono perché poi ti guardi attorno e dice che c'è sempre il popolo ignorante: vero. Però qualcuno si industria per metterci quel moltiplicatore che basterebbe cercare di evitare.

E alla fine torniamo sempre al solito punto, un Paese non è fatto di alieni che danno da mangiare ai trogloditi. E' che alcuni trogloditi occupano posti che non gli spettano; facile puntare sempre su Calderoli, i 97 miliardi di minuti arrivano dalla stessa percezione della realtà, responsabilità, deontologia.

Via Sasaki Fujika.

Un giorno da New York Times 23.12.09

I due video mostrano il traffico verso il sito del New York Times dagli Stati Uniti e dal mondo il 25 giugno 2009. Il giorno in cui morì Michael Jackson.
I lettori che hanno effettuato l'accesso da desktop e laptop sono rappresentati dai cerchi gialli, quelli da dispositivi mobili dai cerchi rossi. La dimensione dei cerchi rappresenta il numero di accessi.


Le sedicenti tasse su internet 12.12.09

Tra i vecchi media - quelli fatti male e con una visione distorta del giornalismo - cresce la sindrome da accerchiamento da internet. Sindrome che porta a cercare di screditare il web usando qualsiasi mezzo.
Anche con notizie distorte e non verificate, come la fantomatica tassa su internet in Germania pubblicata con grande clamore da Repubblica.

Carletto Darwin svela la bufala.

Magari vi sarà capitato di leggere la notizia bomba di una tassa su Internet di 18 Euro al mese. Notizia passata praticamente per certa, anche se non ha ancora causato la reazione di Calderoli o di Schifani. Allora, si tratta innanzitutto di una proposta, non di una cosa decisa. E riguarda l'innalzamento della tassa GEZ, che è la tassa sull'uso dell'etere in Germania. La paga chiunque abbia dispositivi tipo radio e tv: sono 18 Euro al mese. Per chi dichiara di non averli ma ha Internet c'è una versione ridotta da quasi 6 Euro, sempre al mese. La proposta sarebbe quella di innalzarla da 6 a 18 per tutti, anche per quelli che hanno solo la web stick o solo uno smart-phone.

Internazionale da leggere su iPhone 08.12.09

Internazionale sbarca su iPhone con un'applicazione che consente di leggere, senza limiti, gli ultimi numeri usciti.

Niente male.

Scrissero di notizie a pagamento 02.12.09

Oggi Repubblica e il Corriere riportano entusiasti la notizia che Google farà pagare per poter accedere ai contenuti dei giornali.

La realtà racconta una storia diversa. Praticamente opposta.
Google News, attraverso il first click free, permette di leggere liberamente contenuti che altrimenti verrebbero fatti pagare dai siti di informazione.

Google's "first click free" program allows Google News or Google search user to find and read articles, even if they are behind a subscription paywall. The reader's first click to the content is free, but when a user clicks on additional links on the site, the publisher can show a payment or registration request.

Lorem ipsum dolor sit amet 13.11.09

La pagina del Fatto con il refuso

Francesco Costa segnala questo pazzesco refuso nell'edizione odierna del Fatto.
Le critiche dopo tutto non erano poi così infondate.

San Francisco Panorama 13.11.09

The San Francisco Panorama

Il quotidiano-da-un-solo-numero di Dave Eggers e McSweeney's è disponibile per il preordine.

We at McSweeney's love newspapers. We love the internet, too. But we believe that print newspapers are an invaluable part of the journalistic landscape. So we've spent five months collaborating with dozens of reporters, designers, photographers, and authors on a 21st-century newspaper prototype.

Esquire aumentato 10.11.09

Esquire ha lanciato il suo modello di realtà aumentata. Serve una webcam, un piccolo software da scaricare e naturalmente possedere una coppia del magazine.

L'intuizione di non sapere 15.10.09

Internet è una tecnologia e non un medium - spiega Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera - così potente da aver fatto grandi guadagni. Non dimentichiamo che nasce da un'intuizione di Al Gore, quindi da un politico. E come tutte quante le tecnologie sta modificando la struttura sociale, il che produce anche cambiamenti economici.

C'è da chiedersi come si possa essere vicedirettore del principale quotidiano italiano e non conoscere, nemmeno a grandi linee, la storia dell'invenzione che ha rivoluzionato il mondo.

La leggenda che racconta di Al Gore inventore di internet spiegata da Rosenberg e Boehlert.

Produttori riservati 05.10.09

Nel mondo all'esterno della realtà può accadere di leggere "Rielaborazione da Wikipedia" e "Riproduzione riservata", nel medesimo articolo.

Nel mondo reale l'agricoltura ha forza lavoro in abbondanza.

One in 8 Million 03.10.09

New York is a city of characters. On the subway and in the streets, from the intensity of Midtown to the intimacy of neighborhood blocks is a 305-square-mile parade of people with something to say. This is a collection of a few of their passions and problems, relationships and routines, vocations and obsessions. A new story will be added weekly.

Fatto male 01.10.09

Appunti per migliorare Il Fatto.

Prendere un copy. Uno bravo.
Prendere un grafico altrettanto bravo. L'era dei tazebao universitari ciclostilati è tramontata.
Informare Padellaro che proseguire con la vecchia, prevedibile, suicida linea editoriale dell'Unità di Colombo e Padellaro stesso continuerà a non portare risultati. In termini editoriali e di consenso.
Ricordarsi che vale sempre la regola: meglio l'originale. I blog di Grillo, Corrias, Gomez e Travaglio sono lì apposta. E se per caso volessi spendere dei soldi, per leggere un'informazione criticamente di sinistra, preferisco Concita.

Sulle critiche alla grafica risponde - su Termometro Politico - Paolo Residori, art director de Il Fatto.

Non smettere di crederci 29.09.09

Time apre una redazione a Detroit puntando sulla rinascita della città dopo la crisi, come metafora per una nuova America.

Agoravox si trasferirà da Parigi a Scampia, con tutto ciò che ne consegue in termini di giornalismo di frontiera.

Gobba? Quale gobba? 22.09.09

Sulla miopia della stampa su come affrontare e uscire dalla crisi in cui versa si è già ampiamente dibattuto.

Oggi La Stampa prende a prestito le parole di un'intervista, rilasciata da Obama, per rielaborarle e dimostrare che in realtà "Barack lovva i giornali e schifa i blog".
Tentativo maldestro di legittimare la carta stampata al cospetto di quell'indistinta novità che passa sotto il nome di internet.
Dimostrazione inconsapevole del fallimento di un certo tipo di giornalismo che vede nei blog un nemico da abbattere, salvo poi utilizzarne impropriamente i contenuti quando sorge il bisongo di far cassa col boxino-morboso.

C'è da giurare che il risveglio sarà traumatico.

Fatto di brutto 22.09.09

Domani, in edicola, inizia l'avventura de Il Fatto.
Come recita il disclaimer non avrà padroni né editori impuri alle spalle, non avrà vincoli né parteciperà alla torta dei finanziamenti pubblici.
Diretto da Antonio Padellaro, potrà contare su firme note (e spesso scomode) nel panorama giornalistico italiano.

Le aspettative, di critica e lettori, sono alte. Auguri.

E il lapis e il marconigramma 06.09.09

Un secolo prima di Twitter c'era la cartolina

Il boxino morboso di Repubblica oggi. Venerdì ci rifletteva su il Corriere.

Un altro buco nell'acqua 27.08.09

L'attacco degli editori contro Google News e la sua politica di indicizzazione delle notizie, dimostra una volta ancora la miopia e il panico di un medium che non ha la più pallida idea su come uscire dalla crisi profonda in cui versa.
Che non ha chiari i difetti, i limiti e gli ostacoli che si è costruito intorno nell'ultimo decennio.
Che non ha compreso la rivoluzione dei media in atto.
Che ha tralasciato il giornalismo d'inchiesta e di approfondimento per dedicarsi al boxino morboso e alle rubriche del forse non tutti sanno che.

E che finisce per attaccare a testa bassa quella stessa internet fatta di www e chioccioline nella speranza di eliminare un potenziale concorrente, senza capire quanto invece quella stessa rete tanto temuta dalle redazioni, odiata e incomprensibile, avrebbe da offrire e insegnare.

Far pagare le notizie online non vi salverà 16.08.09

Forse non tutti sanno che 10.08.09

Giglioli racconta della bufala del sondaggio estivo nel quale sono caduti molti giornali e nuovi media italiani.

Uscire dalla crisi 10.08.09

A quanto pare il buon giornalismo paga.
Informazione locale e inchieste hanno risollevato le sorti del Seattle Times.

Giornali a confronto 20.06.09

Corriere della Sera e La Repubblica a confronto

Il D'Addario gate visto dal Corriere e da Repubblica.

Il topolanek del presidente 19.06.09

Feltri ci racconta da quando e perché il topolanek di Berlusconi non tira più, nel tentativo di smontare le tesi più spinte del Noemi gate e del D'Addario gate.
Articolo chiuso mettendo le mani avanti su di un prossimo (probabile) affaire cocaina.

Avercene di amici così.

Stampa e regime 18.06.09

Kiosko.net 28.05.09

Kiosko.net, ovvero le prime pagine di gran parte dei giornali del mondo. Tutti i giorni. Gratis.

Niente più Big Picture? 04.05.09

Il Boston Globe è messo male.

La Stampa blackout 29.04.09

Dalle 9 di questa mattina La Stampa.it è irraggiungibile.
Vittorio Pasteris fa il punto della situazione su FriendFeed:

Anche se non e' il mio ruolo istituzionale mi prendo carico di fare il punto della situazione: siamo incavolati e dispaiciuti della figura realizzata oggi, ma dobbiamo ammettere che e' un problema strettamente tecnico al di fuori dalle nostre possibilità. I tecnici Telecom stanno lavorando sul "disastro" ma non ci e' stato diagnosticato causa e rimedio. Pensavamo fosse un breve disservizio e ammetto non eravamo attrezzati a una lunga "resitenza" senza comunicare al mondo.
A fine mattinata abbiamo fatto mettere online una pagina di cortesia sperando che il problema si risolvesse in breve tempo. Poi abbiamo pensato di usare Twitter per comunicare con i lettori e informarli. Ma neanche noi avevamo notizie chiare, per cui per questa volta abbiamo solamente usato il profilo su Facebook per ribadire la notizia che i tecnici stanno lavorando per risolvere la situazione.
Se il problema non si risolve in giornata dovremo trovare davvero soluzioni diverse.
Personalmente e penso a nome dei colleghi non posso che chiedere scusa e sperare che il problema si risolva a breve. Per ora è solo un auspicio.

Aggiornamento [18:15]: il sito è di nuovo online.

Le email di Obama 27.04.09

Con la mente probabilmente obnubilata dall'allarmismo senza confini sui nuovi casi di influenza suina, qualcuno nella redazione della Stampa è riuscito a prendere un sonoro granchio. Di nuovo.

Nell'edizione online di oggi troneggia l'articolo "Critiche a Hillary e sfottò a Biden: pubblicate le mail private di Obama", in riferimento a un pezzo comparso sul quotidiano britannico The Guardian.

Via CattivaMaestra.

Sulla qualità dell'informazione 10.04.09

Il 'Corriere della Sera.it' nonostante la difesa d'ufficio di Massimo Mantellini è il quotidiano che da mesi sta collezionando le peggiori figure in rete, sdoganando bufale ai suoi lettori - hotelelicopter non è un caso isolato - mandando allo sbaraglio i gregari della sua redazione - Elmar Burchia, Simona Marchetti, giusto per citare quelli che da tempo figurano nel libro nero dei blogger, due che razziano dai blog italiani e dai siti stranieri in barba alle più elementari regole di netiquette. Se le agenzie arrivano zeppe di refusi, al 'Corriere.it' nessuno si prende la briga di correggerle. I coccodrilli del 'Corriere.it' e altri pezzi - soprattutto di divulgazione scientifica - non sono altro che articoli dell'Ansa o di altre agenzie lievemente modificati e firmati dall'impercettibile modificatore. Con l'alibi della fretta, quello che era uno degli aghi della nostra bussola è diventato un serbatoio di improvvisazione, dilettantismo, sciatteria e di giornalismo saprofita e disonesto.
[...]
Il 'Corriere.it' e Marco Pratellesi invece di scusarsi in modo monco e di scrivere cretinate del tipo: 'Nella nostra professione l'errore è comunque sempre in agguato. Non c'è bisogno di dargli una spinta' quando tutti sanno che da mesi la sua redazione non fa che spingere dal trampolino del giornalismo più scorretto i suoi giovani kamikaze della bufala, dovrebbero ricordarsi di quell’episodio e cominciare a usare la rete in modo più civile e meno maldestro.

Via Un posto dove appendere il cappello.

Aspetta che ti linko 07.04.09

Il copione è già visto, ma con la crisi dell'editoria, ora si ripropone con toni più drammatici e perentori: le agenzie e i quotidiani tradizionali (che investono molte risorse per la produzione di notizie originali) intendono mettere ordine nell'attuale anarchia, iniziando a punire i tanti «parassiti» (gli aggregatori e i motori di ricerca) che riprendono e distribuiscono le notizie senza offrire nulla in cambio.

AP CONTRO GLI AGGREGATORI - «Non possiamo più permetterci di stare fermi a guardare chi ci sta togliendo il lavoro senza fare nulla» ha spiegato ieri Dean Singleton, presidente di AP, una delle più grandi agenzie globali, finanziata dal New York Times e migliaia di altri quotidiani statunitensi. Singleton ha annunciato la messa a punto di strumenti più efficaci: un software che permetterà di tracciare chi utilizza illegalmente i contenuti e un motore di ricerca in grado di premiare le fonti che producono news originali. In tutto ciò si annunciano battaglie legali anche nei confronti di chi pubblica brevi estratti delle notizie e poi rimanda alla fonte originale con un link (come fa Google News). A cominciare dai tanti aggregatori che vanno alla grande negli Stati Uniti, come l'Huffington Post, The Daily Beast e Drudge Report: testate che ormai, per numero di visitatori, rivaleggiano con i grandi dell'informazione, pur limitandosi soltanto a segnalare notizie interessanti pescate qua e là in rete. Ma in questa battaglia, c'è anche un altro imputato eccellente: Google e la corazzata di aggregatori automatici, che generano guadagni pubblicitari sulle notizie senza disporre nemmeno di una redazione.

Via Corriere della Sera.

Global 30.03.09

La nuova edizione internazionale del New York Times.

On air 25.03.09

National Public Radio

The most successful hybrid of old and new media comes from the last place you'd expect. How NPR's digital smarts, nonprofit structure, and good old-fashioned shoe leather just might save the news.

Via Fast Company.

Giornalismo diffuso 17.03.09

[...] la scomparsa dei giornali as we know them fa paura. Ma questo non basta a rendere meno plausibile quella scomparsa.

[...] il casino nel mondo dei giornali di questi ultimi mesi sia stato scatenato dalla crisi più che dalla rivoluzione online.

[...] esiste uno scenario in cui si potrebbe fare a meno del giornalismo? Per esempio, se tutti gli atti del tuo comune fossero su internet, se ogni consigliere avesse un suo blog su internet, se le sedute fossero diponibili live su internet, e se ogni cittadino potesse accedervi via internet, sentiresti ancora bisogno del reporter che segue i consigli comunali?

Se la tua risposta è anche solo "forse no", capisci allora che la battaglia per la diffusione di internet e della banda larga, la sua difesa dal bavaglio che la politica cerca di metterle, sono battaglie di civiltà e di democrazia su cui ci si gioca il futuro.

[...] a fare informazione saranno le fonti delle notizie da una parte e i blogger o i cittadini stessi dall'altra.

Cattive notizie 13.03.09

La situazione della carta stampata negli Stati Uniti.

Il grafico sulla situazione dei giornali negli USA

Ripensare la notizia al tempo della crisi 10.03.09

Cosa succederebbe se domattina il New York Times non uscisse in edicola per mancanza di soldi?

La crisi della carta stampata e il futuro dei giornali e del giornalismo nell'era di internet è tornato di attualità, con lo scoppio della bolla finanziaria.
I modelli di business non sono più adeguati alla realtà odierna, l'informazione online e l'orientamento dei lettori hanno scardinato i pilastri dell'informazione.

Nonostante l'aumento degli utenti delle edizioni online, i giornali hanno subito perdite con percentuali a due cifre nei loro ricavi pubblicitari nel 2008. Questo è dovuto al fatto che il peso dei lettori sul web, per gli inserzionisti, è più basso rispetto ai lettori tradizionali che in America, ma anche nel resto del mondo, sono in continuo calo.

Michael Hirschorn, nel suo editoriale sull'Atlantic, analizza la profonda crisi che sta attraversando il New York Times.
Steven Waldman, co-fondatore dell'Huffington Post, fa presente che la strada verso la salvezza del NYT (e degli altri giornali in crisi) non passa dal copiare il modello della sua creatura, perché non è di questo che l'informazione ha bisogno.

Sembra che la soluzione sia quella di salvare le notizie piuttosto dei giornali.
La qualità potrebbe tornare a pagare.

Il trend 19.08.08

Massimo Russo sul consumo e sulla credibilità dell'informazione USA.

1. Cresce la percentuale di americani che si informa online, ma non compensa il calo di quanti abbandonano tv e carta stampata;
2. oltre un terzo delle persone utilizza la rete per informarsi, e si tratta della fetta più evoluta dei consumatori, sia in termini di reddito che di istruzione;
3. il 46% dei cittadini continua a utilizzare la tv come fonte principale di informazione;
4. il 10% del totale legge regolarmente blog
5. due americani su dieci (percentuale in aumento del 5% rispetto a due anni fa) hanno perso ogni interesse nelle notizie;
6. l'informazione online è ritenuta meno attendibile di quella cartacea o televisiva.

Pensiero stupendo 03.11.06

Logo del periodico 'Cuore'10 anni.
Sono passati 10 anni da quando Cuore ha chiuso.

Oggi non mi interessano le polemiche su quale direzione sia stata la migliore o sul perché del calo di vendite dopo il successo dell'inizio degli anni '90.
Non mi interessa sapere quali scelte abbiano affossato un pezzo fondamentale della satira italiana.

Oggi è il giorno per dire una sola parola: grazie.

Grazie a papà Serra, a Sabelli Fioretti, grazie a Lia Celi e Aloi, a Robecchi e Bottura, Paterlini e Banali.
Grazie ai tanti personaggi che sono transitati sulle colonne di Cuore, Altan, Staino, Vauro, Vincino, Disegni e Caviglia, Ellekappa e poi Grillo, la Gialappa's Band, Stefano Benni, Domenico Starnone e gli indimenticabili Gino e Michele con il loro "Puttanone".
Grassilli e Gianluca Neri.

Grazie per aver saputo fare una satira pungente in un'Italia ancora troppo provinciale e bigotta.
Grazie per aver tirato fuori dal cilindro titoli memorabili come "Aiuta lo Stato: uccidi un pensionato", "Pietro Gambadilegno: Con il Psi ho chiuso!", "Scatta l'ora legale, panico tra i socialisti", "I limiti della democrazia: troppi coglioni alle urne", "Salvo Lima come John Lennon, ucciso da un fan impazzito", "Pensiero stupendo" (e "Pensierino stupendino"), le cassette con "Voglia di Biscione", "La vendetta del Mulino Bianco" e "Diventa leghista con l’ipnosi", le rubriche e tanti altri pezzi memorabili...

E se probabilmente Michele Serra aveva ragione quando affermava "I giornali satirici sono come lo yogurt, hanno la scadenza sull'etichetta già quando nascono", oggi all'Italia servirebbe un po' più di Cuore...

In coda per Charlie Hebdo 14.01.15

In coda per Charlie Hebdo

In fila per acquistare una copia di Charlie Hebdo, la prima dopo l'attentato di matrice islamica che ha colpito la redazione. A Parigi alle 7 di questa mattina le edicole esponeva già cartelli di "tutto esaurito". La tiratura del giornale satirico passerà da 3 milioni di copie a 5 per venire incontro all'enorme domanda, in Francia come nel resto d'Europa.

Uccidere per la satira 07.01.15

Due attentatori islamici sotto la sede di Charlie Hebdo

Un commando legato al terrorismo islamico ha compiuto questa mattina un massacro a colpi di kalashnikov nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo di Parigi, uccidendo almeno dieci dipendenti e due poliziotti, facendo poi perdere le proprie tracce. Charlie Hebdo è un settimanale satirico francese fondato nel 1970. Il marchio della rivista è la satira pungente che prende di mira istituzioni politiche, culturali e religiose. Dal 2006 Charlie Hebdo era sulla lista nera dei fondamentalisti islamici, quando la pubblicazione di alcune vignette su Maometto provocarono una serie di minacce e la reazione scomposta di alcune tra le frange musulmane più estremiste sia in Europa sia nel mondo. La sede parigina del giornale fu vittima di un attentato incendiario già nel 2011.

Fonte: Le Monde

I primi quotidiani indipendenti birmani 01.04.13

Giornali indipendenti a Rangoon

Dopo quasi 50 anni i birmani hanno oggi potuto leggere 16 giornali indipendenti, pubblicati grazie ad un accordo con il governo che ne ha autorizzato l'uscita per la prima volta dopo la messa al bando della stampa non legata al regime del 1964.

Arriva The Daily 02.02.11

La presentazione di The Daily

Il nuovo giornale pensato e progettato per iPad dal magnate di News Corp Murdoch fa la sua comparsa su iTunes.

Fonte: TechCrunch