tizianocavigliablog
Megaceffone copernicano.

130 anni di copertine del National Geographic in 2 minuti 18.01.18

Dal 1888 l'aspetto del National Geographic è cambiato notevolmente, ma non è mai cambiato l'impegno della rivista scientifica nell'esplorare il mondo e tutto ciò che contiene.
Per festeggiare il traguardo dei 130 anni, il National Geographic ha preparato un time lapse di tutte le sue iconiche copertine.

Pulitzer 2017 11.04.17

Nel 170esimo anniversario della nascita di Joseph Pulitzer un breve compendio dei vincitori di quest'anno di uno dei più autorevoli premi giornalistici al mondo.

Il peso della fotografia nei media 27.02.17

Josh Begley ha raccolto tutte le prime pagine del New York Times a partire dal 1852.
Una rapidissima carrellata che mostra, tra l'altro, l'impatto visivo e di contenuto della fotografia come mezzo giornalistico per raccontare la contemporaneità con l'avvento dell'era dell'informazione.

Testimone di un omicidio 20.12.16

Mevlut Mert Altintas

Come si dovrebbe comportare un fotogiornalista testimone di una tragedia che si sta svolgendo davanti ai suoi occhi? Qual è il limite tra cronaca, moralità e imprudenza?
Nella giornata in cui il terrorismo ha colpito nuovamente l'Europa e Ankara, il fotogiornalista Burhan Ozbilici di Associated Press, che ha fotografato l'attentatore dell'ambasciatore russo in Turchia, racconta la sua esperienza.

The gunman was agitated. He walked around the ambassador's body, smashing some of the photos hanging on the wall.

I was, of course, fearful and knew of the danger if the gunman turned toward me. But I advanced a little and photographed the man as he hectored his desperate, captive audience.

This is what I was thinking: "I'm here. Even if I get hit and injured, or killed, I'm a journalist. I have to do my work. I could run away without making any photos. ... But I wouldn't have a proper answer if people later ask me: 'Why didn't you take pictures?'"

Le regine della nonfiction 14.04.16

Ann Friedman ha raccolto un'antologia sulla nonfiction americana.
56 articoli, uno per ogni anno tra il 1960 e il 2016, scritti da 56 giornaliste.

I found them — one for each of the past 56 years. And I was ashamed. Despite the fact that I graduated from journalism school, own several nonfiction anthologies, and am an avid reader of magazines, this was the first time I read much of their work. It was the first time I’d even seen many of their names. The male bylines I scrolled past in decades-old tables of contents were familiar, either because those men are still working their prestigious jobs today, or because they have been anthologized. Most of the women nonfiction writers of previous eras, I discovered after some Googling, had short-lived journalistic careers. And the excellent work they did produce has escaped every curator of the past several decades. We simply haven’t remembered them. And it's time we start.

Il 2015 in 100 foto scattate da AFP 04.12.15

Polizia greca durante le proteste anti Troika

Migranti in viaggio per raggiungere l'Europa

Devastazione in Siria

Missile russo inesploso in Ucraina

Soldati in strada dopo la strage di Parigi

Il corteo di Aung San Suu Kyi in Myanmar

Un anno di cronaca raccontato attraverso 100 scatti dei fotografi AFP.

Il Corriere della Sera sdogana la teoria complottista sull'11 Settembre 26.08.15

Screenshot del Corriere della Sera

[...] un missile a forma di aereo una mattina dell'11 settembre 2001 si infilò nella Torre nord del World Trade Center

Siamo arrivati a questo. Il principale quotidiano italiano infila teorie complottiste un tanto al chilo nel più classico dei classici boxini morbosi in quattrodici comode foto: la morte di Marcy Borders, meglio conosciuta come dusty lady, diventata suo malgrado famosa per essere stata fotografata ricoperta di polvere e detriti dopo il crollo delle Twin Tower durante l'attentato dell'11 settembre 2001.

Sensazionalismo all'ennesima potenza.

Capire Giannelli 15.08.15

Una vignetta di Giannelli sul premier Renzi

Il vignettista del Corriere della Sera spiegato alle masse. Su Facebook.

Perché le vignette di Giannelli continuano a campeggiare quotidianamente sul corrierone? Qual è il motivo di tanta ostinazione? Perché spesso non fanno ridere? E perché, altre volte, se c'è una battuta non riusciamo a intuirla?
Questa pagina è il tentativo di offrire un'esegesi il più possibile obiettiva, non per forza denigratoria (anche se questa o quella dell'immagine profilo sono decisamente indifendibili).

I premi Pulitzer 2015 20.04.15

Dai quotidiani locali al fotogiornalismo.
Tutti i vincitori nelle 21 categorie della 99esima edizione del premio Pulitzer, il più prestigioso riconoscimento al giornalismo assegnato annualmente da una commissione composta da 18 membri della Columbia University di New York, raccolti da Internazionale.

L'articolo che ha cambiato la percezione sul disastro aereo del volo Germanwings 26.03.15

Le anticipazioni del New York Times sul presunto suicidio (o per meglio dire omicidio di massa) del copilota del volo Germanwings, Andreas Lubitz, quando tutti gli altri erano ancora concentratissimi sui clickbait con storie di lupi e titoli strillati in chiave anti-tedesca, come discriminante tra giornalismo e gossip morboso.

Il verde livore 07.10.08

Glissate, dannazione. Glissate.

Non state a rosicare su di un Nobel mancato.
Sarebbe stato un gesto apprezzato.

Le foto dell'Atlantic 09.01.15

La nuova sezione dedicata al fotogiornalismo su The Atlantic che prenderà il posto di In Focus e che sarà curata da Alan Taylor.

I'd like to introduce our readers to The Atlantic's new Photo section, an expanded home for photography at TheAtlantic.com. This new section features not only an updated look, but more variety in formats, wider images for bigger screens, and a design that works well across a range of mobile devices.

As the editor of the Photo section, I'll continue to publish long-form photo essays nearly every day, as I have for years, in a series we'll still call In Focus, but I'll also start publishing shorter posts-often just a single noteworthy image-under a new category we're calling Burst. I'm really excited to be able to share even more high-quality photography with even more readers.

Politico in Europa 12.12.14

Politico, il sito di analisi politica americana, lancerà una versione europea nella primavera del 2015.

Il giro del mondo in 72 giorni 20.11.14

Nellie Bly

Grantland racconta la storia di coraggio e determinazione che portò la giornalista del New York World (giornale diretto da Joseph Pulitzer) Nellie Bly a viaggiare intorno al mondo nel tempo record di appena 72 giorni, 6 ore e 11 minuti.
Era il 1889. 16 anni dopo l'uscita dell'iconico romanzo di Jules Verne, Il giro del mondo in 80 giorni.

In 1888, she went to her bosses at the New York World, Joseph Pulitzer's paper, where she had talked her way into a job the previous year, and told them she wanted to circumnavigate the earth. Her idea was to try to beat the time of Phileas Fogg, the hero of Jules Verne's massively popular 1873 novel Around the World in Eighty Days. She'd send dispatches back to the paper, make an adventure out of it. Her editor was in favor, but the World's business manager -- who liked the concept -- wanted to send a man.
"It is impossible for you to do it," he told her. "You are a woman and would need a protector." Even if she could travel alone, he said, she’d want to take too much baggage. "There is no use talking about it," he insisted. "No one but a man could do this."

"Very well," she said. "Start the man, and I'll start the same day for some other newspaper and beat him."

She was 24 when she said this. The next year, a few months after her 25th birthday, the paper said yes, and she set sail.

She brought one suitcase.

Un giornalismo europeo 25.03.14

Credo che sarebbe opportuno, per le maggiori testate europee (carta stampata e tv), investire in un giornalismo europeo. In ogni paese l'informazione dovrebbe essere accompagnata da un’edizione meno "locale". Chi abita in Italia, in Francia o in Germania legge sui propri quotidiani o vede nei telegiornali notizie che riguardano solo la politica interna, la cronaca e le crisi (ad ognuno la propria), come se ad ogni popolo interessasse solo quel che avviene in casa sua. Occorre far entrare nella testa della gente che non siamo più in Italia, ma in Europa, e che quindi ogni scelta e decisione non deve essere presa a vantaggio o a danno di questo o quel paese, ma per la crescita di un'unica politica sociale, economica, fiscale.

Milena Gabanelli sulla visione del giornalismo nell'Unione Europea, intervistata dall'European Journalism Observatory.

Abbiamo paura di una sola cosa: che il cielo ci cada sulla testa 11.11.13

GOCE si è disintegrato senza provocare danni, come normalmente avvenuto ad ogni rientro nell'atmosfera di satelliti artificiali negli ultimi 56 anni, meritandosi articoli su siti specializzati per gli straordinari risultati ottenuti dalla missione dell'ESA più che per la natura della sua fine.
Al contrario la stampa locale ne ha fatto notizia da prima pagina per un paio di giorni puntando tutto sulla carta dell'allarmismo per sfruttare le paure irrazionali di un pubblico scientificamente impreparato, tralasciando una corretta informazione.

Esempio per un case study sulla crisi del giornalismo.

La Repubblica evidenziata 14.10.13

Screenshot de La Repubblica

Se vi sembra di notare qualcosa di familiare nel nuovo design di Repubblica è perché da oggi utilizza gli stessi font di questo blog. Segno di un deciso miglioramento.

L'International New York Times 14.10.13

Prima pagina dell'International New York Times

La prima edizione dell'International New York Times, precedentemente conosciuto come International Herald Tribune. Versione globale del quotidiano newyorkese.

La Repubblica dei titoli inventati 13.10.13

Oggi i boxini morbosi di Repubblica inanellano due perle di rara bellezza nella casistica del generatore automatico di titoli enfatici.

Il primo, Pasticcio slovacco: fuori dai Mondiali, ci segnala una papera della difesa slovacca che secondo il giornale condannerebbe la nazionale alla mancata qualificazione al mondiale. Peccato che la Slovacchia fosse già matematicamente esclusa dai primi due posti potendo solo ambire a eventuali playoff; qualunque risultato contro la Grecia sarebbe stato dunque ininfluente al raggiungimento della qualificazione diretta.

Il secondo titolo parla di un fantomatico, trenino elettrico da record: 330 km/h. Peccato che quello non sia un trenino, ma una tether car; non sia elettrico, ma alimentato da un motore a scoppio e non sia telecomandato, come invece erroneamente specificato nell'articolo.

Esempi lampanti di come l'etica si genufletta al cospetto di qualunque mezzo capace di incrementare il numero delle pagine viste.

La liberazione di Domenico Quirico su La Stampa 08.09.13

La prima pagina de La Stampa con la liberazione di Quirico

Dopo cinque mesi di prigionia, ostaggio in Siria, il giornalista Domenico Quirico è stato liberato. La Stampa festeggia a tutta pagina il ritorno del collega.

Bezos compra il Washington Post 05.08.13

Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha comprato il Washington Post per 250 milioni di dollari. Un quarto del valore di Instagram o di Waze e meno del 25% di Tumblr.

Consegne reali 22.07.13

La pagina del Times per il Royal Baby

La prima pagina del Times dedicata alla nascita del Royal Baby.

La seconda versione mobile de Il Secolo XIX 12.07.13

Il Secolo XIX ci riprova.
Dopo un primo, disastroso, approccio nella realizzazione di una versione mobile il secondo tentativo è quello giusto. Accessibile, usabile e quanto più vicino alla qualità e alla perfezione che ci si possa attendere dal principale quotidiano ligure.

Un salvagente per la tv di stato greca 17.06.13

Secondo la decisione del Consiglio di Stato greco l'emittente statale radiotelevisiva ERT potrà riprendere le trasmissioni fino a quando il governo di Atene non avvierà la riforma delle comunicazioni nazionali che varerà una nuova azienda pubblica fortemente ridimensionata.

Come un diario, ma con i link 23.09.07

Christian Rocca sul rapporto tra media e blogosfera.

[...]
Per chiudere: se avessi scritto questo articolo su un blog, anziché sulla carta, avrei fornito i link a conforto della mia tesi. La considero una prova della superiorità mediatica dei blog.

Facebook per giornalisti 06.05.13

Il decalogo di Vadim Lavrusik con i consigli rivolti a giornalisti e mezzi di informazione per usare al meglio Facebook.

- Condividi le breaking news: è stato dimostrato che le ultime notizie producono il 57 per cento di coinvolgimento in più nei lettori.
- Tieni i lettori aggiornati con tutti gli ulteriori sviluppi della storia che stai seguendo.
- Condividi tutte le foto e i video fatti dietro le quinte del tuo lavoro.
- Posta molte foto: infatti è stato dimostrato che le foto producono il 50 per cento di coinvolgimento in più dei semplici status di testo.
- Quando condividi un articolo dai una chiave di lettura e un commento che aiuti a capire.
- Usa graph search per cercare delle persone e metterti in contatto con loro.
- Coinvolgi i lettori attraverso la tua pagina, tra loro ci saranno di sicuro dei citizen journalist.

La prima pagina del Boston Globe oggi 16.04.13

La prima pagina del Boston Globe sull'attentato alla maratona

L'edizione del Boston Globe sull'attentato alla maratona.

Un punto di vista sull'iPhone 07.07.07

Suzukimaruti ha provato l'iPhone e ne è rimasto deluso.
Leggendo la sua recensione ho come l'impressione che si continui a considerare l'iPhone alla stregua di un normale telefonino quando invece è tutt'altro. L'iPhone è un computer tascabile. Farsene una ragione.

La direttrice di Le Monde 07.03.13

Internazionale racconta la nuova direttrice del principale quotidiano francese, Natalie Nougayrède.

La nuova direttrice di Le Monde non aveva mai avuto un ruolo direttivo nel giornale. "Se io, da semplice giornalista, oso tentare questa avventura, è per dare un messaggio forte, per dimostrare che ciò che è inaspettato è possibile".

Un Huffington Post in giapponese 21.02.13

Lo Huffington Post sbarcherà in Giappone a maggio grazie alla collaborazione con l'Asahi Shinbun.

I giornali con le foto false dei nuovi 5 euro 10.01.13

La nuova banconota da 5 euro 2013

Screenshot de La Repubblica

Screenshot de Il Messaggero

La Repubblica e Il Messaggero hanno pubblicato le immagini della nuova banconota da 5 euro, peccato che le foto mostrino euro chiaramente falsi.
Una commistione tra la vecchia e la nuova serie, con una bandiera dell'Unione Europea tagliata, una banda olografica palesemente non olografica, stampati su carta non filigranata e con un formato molto più grande dell'originale.

A ore dalla presentazione ufficiale ancora nessuno nelle due redazioni se ne è accorto.

In alto potete vedere la nuova banconota ufficiale da 5 euro e cogliere le differenze.

Chiude la rassegna stampa di Camera e Senato 08.12.12

Su pressione degli editori le rassegne stampa di Camera e Senato chiuderanno al pubblico entro fine anno.
Gli editori temono che la libera diffusione in rete degli articoli possa danneggiare le vendite dei quotidiani in edicola.

Ovviamente il trend non si invertirà, mentre gli italiani avranno perso un servizio che garantiva un'apprezzata risorsa informativa plurale.

I problemi con la versione mobile del Secolo XIX 04.12.12

La nuova versione mobile del principale quotidiano ligure presenta qualche criticità di troppo.

Da oggi accedendo al Secolo XIX da un iPhone si viene automaticamente reindirizzati alla nuova versione mobile e qui iniziano i problemi.
Chi ha progettato il tutto ha deliberatamente evitato il responsive webdesign per preferirgli una versione dedicata. Il risultato configura una serie di errori imbarazzanti per il principale giornale ligure: ricerche non funzionanti, l'archivio andato perduto, l'impossibilità di leggere e lasciare commenti, una navigazione non coerente tra le pagine del sito, i link provenienti da terze parti (come i tweet dello stesso Secolo XIX) non dinamicamente reindirizzati ai corrispettivi URL della versione mobile e quindi non funzionanti.
Si salva solo la grafica. Piacevole.

Ora però rimetteteci le mani.

The Daily chiuderà 03.12.12

The Daily, l'avventura nel settore dell'editoria digitale di Rupert Murdoch, chiuderà il 15 dicembre.
Il motivo non è la rivoluzione mancata dei tablet come suggerisce il Corriere, anzi tutti i dati dicono l'opposto, ma piuttosto i contenuti e la loro qualità. Una realtà che vale per i bit, come per l'inchiostro.

La crisi della carta stampata spiegata da Superman 24.10.12

Una vignetta di Superman

Clark Kent lascerà la redazione del Daily Planet per intraprendere la carriera di blogger all'interno di progetto editoriale online in stile Huffington Post.
L'abbandono del giornale riflette la crisi d'identità della carta stampata di fronte alle sfide dei nuovi media, la confusione dei rapporti tra giornalismo e intrattenimento e la nascita del giornalismo partecipativo.

"Rather than Clark be this clownish suit that Superman puts on, we're going to really see Clark come into his own in the next few years as far as being a guy who takes to the Internet and to the airwaves and starts speaking an unvarnished truth."

Entertainment reporter Cat Grant also quits the Planet with him, and Lobdell says she'll be bringing "a whole other set of skills" to their next venture. It probably won't be at another media outlet in Metropolis, though.

"I don't think he's going to be filling out an application anywhere," the writer says. "He is more likely to start the next Huffington Post or the next Drudge Report than he is to go find someone else to get assignments or draw a paycheck from.

Trombata la Minetti 13.07.12

Screenshot di Libero

Un'altra grande apertura, non involontaria, di Libero sulla volontà di Berlusconi di far dimettere Nicole Minetti da consigliere della regione Lombardia.

I debiti di The Daily 13.07.12

L'avventura di The Daily, il quotidiano pensato per iPad di Rupert Murdoch, sembra essere un buco nell'acqua.
I debiti crescono di 30 milioni di dollari l'anno e ora circolano voci di una sua prossima chiusura.

Pensare prima al formato e solo dopo ai contenuti di qualità sembra non essere stata una scelta vincente.

La storia vista attraverso l'obiettivo di Horst Faas 11.05.12

La guerra in Vietnam ripresa da Horst Faas

Horst Faas fotografo dell'Associated Press, diventato celebre per i suoi scatti durante la guerra in Vietnam e in Bangladesh che gli valsero due premi Pulitzer, è morto all'età di 79 anni.

La mia missione è registrare le sofferenze, le emozioni e i sacrifici sia degli americani che dei vietnamiti.

Liberté, Égalité, Tettoné 06.05.12

Screenshot del Corriere della Sera

Il Corriere della Sera festeggia così in home page la vittoria di Hollande in Francia.

21 storie di fotoreporter 01.05.12

World Press Photo ha intervistato i vincitori per il 2012 del più importante premio di fotogiornalismo.

L'agenzia delle infografiche 27.04.12

Il Guardian racconta il successo di Graphic News, una piccola agenzia che realizza le infografiche usate dai principali media del mondo.

Il Sole 24 Ore abbocca al Pesce d'Aprile 03.04.12

Screenshot de Il Sole 24 Ore

Domenica primo aprile The Apple Lounge ha pubblicato la notizia burla riguardo l'intenzione di Apple di acquisire la catena di caffetterie Starbucks.
Il Sole 24 Ore (e non solo) ci è cascato con tutte le scarpe.

Le fotografie del New York Times 28.02.12

L'immenso archivo fotografico del New York Times va online.

Il paywall del Los Angeles Times 26.02.12

Il Los Angeles Times ha deciso di rendere la sua versione online a pagamento dal 5 marzo. Ai lettori costerà circa il doppio dell'edizione cartacea.

The Los Angeles Times will begin charging readers for access to its online news, joining a growing roster of major news organizations looking for a way to offset declines in revenue.

Starting March 5, online readers will be asked to buy a digital subscription at an initial rate of 99 cents for four weeks. Readers who do not subscribe will be able to read 15 stories in a 30-day period for free. There will be no digital access charge for subscribers of the printed newspaper.

L'uso dei blog da parte dei media 20.02.12

Molti giornali credono che sfruttare l'immediatezza dei blog possa fornire ai lettori un buon servizio e certamente è vero, ma la tendenza si sta trasformando in un abuso del mezzo e spesso la quantità non è indice di qualità.

Here are some numbers based on my analysis of publications I read on a regular basis:

- New York Times: 68 blogs. Its Blogs Directory shows the best possible arrangement. Those guys clearly believe in the blog medium and their news staff of 1,200 provides great quality and a good mix between serious and more entertaining fare. Some are more than mere blogs: the excellent Dealbook, manned by a staff of 16, is more like a business site than a blog. Or Lens is my favorite spot for photojournalism as it rises above the level of an ordinary blog.

- The same goes for The Guardian (61 blogs). Its baseline says it all: "The sharpest writing, the liveliest debate". (Plus, OK, The Guardian hosts a small set of independent blogs such as The Monday Note...)

- High on the score (quantitatively speaking) is the Washington Post (102 blogs), with a weird focus on religion thanks to an ecumenical catalog of 13 blogs.

- WSJ.com has 54 blogs, officially. Plus what looks like a cemetery of 45 more. On the WSJ.com blogs home page, click on the Most Popular or Commented and the Latest; you'll see which ones are the most active (Washington Wire on politics and the entertainment blog Speakeasy). This should make business pundits even more modest...

A random sample shows that a large number of blogs doesn't equate with great quality. Too many blogs hosted by large media brands seem loose or rarely updated. That's why a few specialised outlets prefer to focus on a small number of blogs: the FT.com (only 14 blogs) or the Economist (23 blogs) have opted for a selective approach – which more often ensures a better execution overall.

La sobrietà del Giornale nel Giorno della Memoria 27.01.12

Screenshot de Il Giornale

La risposta del Giornale di Sallusti all'editoriale, provocatoriamente razzista, di Der Spiegel sul naufragio della Concordia.
La gara a chi è più nazista nel giorno del ricordo della Shoah.

Lo scoop di Repubblica sulle navi vicino alla costa e il porto di Savona 16.01.12

Screenshot di La Repubblica

Repubblica non perde mai occasione di lanciarsi in campagne demagogiche che fanno leva sulla capacità innata dei lettori di indignarsi a comando.
Dopo la tragedia della Costa Concordia non poteva dunque esimersi dal narrare la consuetudine delle navi da crociera di portarsi pericolosamente vicino alle coste, invitando agli utenti a inviare foto per documentare l'intollerabile.
Peccato che nello scoop di Repubblica faccia bella mostra di sé anche una nave da crociera ormeggiata al Palacrociere nel porto di Savona.

Il porto di Savona

La scarpa di Repubblica 14.01.12

Screenshot su La Repubblica

Il primo pensiero guardando il video esclusivo di Repubblica sulla scarpa che galleggia sull'acqua dopo il naufragio della Costa Concordia è per l'etica giornalistica trascinata a fondo dal sensazionalismo più stupido e offensivo.

Amante dei fumetti 13.12.11

Screenshot di Corriere della Sera

Il killer, Gianluca Casseri: xenofobo amante di fumetti.

Amante dei fumetti, tiene a precisare il Corriere della Sera in prima pagina.
E la notizia della drammatica uccisione di due persone porta a creare una perversa correlazione tra xenofobia e fumetti.

Vivido esempio di giornalismo strillato e cialtrone, di stereotipi e indici sollevati.

La morte della Padania 30.11.11

Quella verde, di carta. Quell'altra si chiama Pianura padana, proprio come il formaggio.

Il quotidiano della Lega, travolto dai debiti, cerca la transizione verso un foglio di quattro pagine, sul modello Ferrara, e il trasloco online.

Le copertine dei numeri 1 28.11.11

Le prime copertine dei magazine americani

Flavorwire pubblica le prime copertine dei più famosi magazine americani, dall'Atlantic Monthly a Wired.

Gli 80 anni di Xinhua 15.11.11

La storia dell'agenzia giornalistica cinesa che fa della stabilità, dell'orientamento dell'opinione pubblica e dello sviluppo culturale le parole d'ordine.
Oggi stretta tra la censura imposta dal regime di Pechino e un ingombrante passato cerca una nuova verginità per esportare il suo prodotto oltre confine.

L'odiosa apertura di Libero sulla tragedia di Genova 04.11.11

Screenshot di Libero

Mi autocensuro sul titolo di Libero riguardo l'alluvione in corso a Genova.

I 15 anni di Al Jazeera 02.11.11

Robert Fisk sull'Independent traccia un profilo degli ultimi 15 anni di informazione indipendente vista dal mondo arabo e guarda alle sfide che canale all news si troverà ad affrontare nell'immediato futuro.

Un mese per immagini - Settembre 2011 01.10.11

Screenshot di Socialdust

Settembre visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Comizi d'amore 12.09.11

Il futuro di Santoro su web, digitale terrestre e piattaforma Sky con una citazione pasoliniana.
25 puntate da fine ottobre.

Un mese per immagini - Agosto 2011 01.09.11

Screenshot di Socialdust

Agosto visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Grazie Berlusconi 24.08.11

Nel pomeriggio è stato pubblicato su Repubblica un video volto a screditare un pessimo servizio del Tg1, facendo intendere che la testata diretta da Minzolini avesse manipolato ad arte la traduzione per mettere in bocca ad un ribelle libico le parole "grazie signor Berlusconi".

Peccato che la versione pubblicata dal giornale era stata tagliata. Nella versione integrale (ora aggiunta anche su Repubblica) si può sentire l'uomo citare chiaramente Berlusconi.

Cattiva informazione. Il male che affligge il giornalismo italiano.

Repubblica scopre le gif animate 22.08.11

Le gif animate su La Repubblica

Il segreto? Sovrapporre quattro scatti differenti in un file gif animato. Il risultato è pura magia.

Shhh! Segreto.

Messaggi subliminali 13.08.11

Screenshot de La Repubblica

Chicche da Repubblica.

Un mese per immagini - Luglio 2011 03.08.11

Screenshot di Socialdust

Luglio visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Un pezzo della storia di Repubblica 30.07.11

E' morto Giuseppe D'Avanzo. La mafia, il Nigergate, Abu Omar, gli scandali sessuali di Silvio Berlusconi, le dieci domande.
Il giornalismo oggi è un po' più povero.

L'etica dell'informazione di destra 23.07.11

La prima pagina de Il Giornale

La prima pagina di Libero

Le prime pagine de Il Giornale e Libero sugli attentati in Norvegia si commentano da sole.

Torte in faccia a Murdoch 19.07.11

Rupert Murdoch aggredito all'audizione

Rupert Murdoch aggredito durante il mea culpa all'audizione della commissione d'inchiesta parlamentare sullo scandalo intercettazioni che ha portato alla chiusura del tabloid News of the World e che ora potrebbe travolgere anche la posizione del primo ministro Cameron.

L'aggressore appartenente all'UK Uncut, associazione che si batte contro i tagli del governo conservatore, è finito sotto gli artigli della moglie del magnate australiano.

Gli editori belgi che si credevano più furbi di Google 18.07.11

A maggio la corte di appello di Bruxelles aveva confermato l'ingiunzione a Google che imponeva la rimozione dei link presenti su News che indirizzavano verso i contenuti del gruppo belga CopiePresse.
L'accusa dagli editori si basava sul presupposto che Google sfruttasse l'autorevolezza degli articoli per incrementare il proprio traffico.

Non solo Google ha ottemperato alla cancellazione dei link da News, ma ha rimosso gli stessi anche dal motore di ricerca. Una perdita di visibilità che non è piaciuta agli editori.
Google si è detta pronta a includere nuovamente i link appena riceverà l'assicurazione che nessun'altra azione legale analoga verrà intrapresa.

In questa storia c'è una morale sul mercato dell'informazione al tempo di internet che gli editori di tutto il mondo dovrebbero cogliere.

Addio al News of the World 07.07.11

Travolto dallo scandalo legato ai mezzi utilizzati dai giornalisti per raccogliere informazioni su personaggi dello spettacolo, politici, famiglie di vittime di guerra, di attentai, calamità e rapimenti, attraverso la corruzione di agenti di polizia, pressioni e indebite intercettazioni telefoniche, chiude domenica il più venduto tabloid britannico.
Fondato il primo ottobre del 1843 è di proprietà del magnate dell'editoria Murdoch dal 1969.

Un mese per immagini - Giugno 2011 01.07.11

Screenshot di Socialdust

Giugno visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Il Vaticano fa notizia 28.06.11

Dopo Vatican Insider, realizzato da La Stampa, anche lo stesso Vaticano lancia il proprio aggregatore di notizie. Si chiama News.va.

Un occhio al Vaticano 23.06.11

Vatican Insider, l'approfondimento di cose vaticane de La Stampa.

Le foto di Repubblica 22.06.11

La foto sgranata su Repubblica

Un grande giornale si vede anche dalla qualità dalle sue foto.

Cavallo che vince si cambia 19.06.11

L'addio di Concita De Gregorio, dal primo di luglio, a L'Unità dell'editore Soru.

il giornale è stato in questi anni al centro di un intenso dibattito che ha dato voce - molto spesso anticipandole - alle principali istanze della società, che ha mobilitato sui temi cruciali migliaia di persone, che ha allargato il ventaglio delle sue voci e che attraverso la crescita del sito Internet ha aperto un dialogo fitto e continuo coi lettori. Che ha contribuito infine a sollecitare la nuova volontà di partecipazione dei cittadini alla vita del Paese.

I facili entusiasmi sui risultati del Huffington 10.06.11

La notizia del giorno è che Huffington Post ha superato il New York Times per numero di visitatori unici mensili, secondo i dati di ComScore.
A maggio Huffington Post ha attratto 36,6 milioni di visitatori rispetto ai 35,5 del New York Times.

Ora prima di facili esaltazioni va specificato che AOLNews.com reindirizza il proprio traffico verso huffingtonpost.com proprio dall'inizio di maggio.
Non resta che aspettare per vedere se e per quanto tempo durerà la spinta e come il New York Times saprà reagire.

Un mese per immagini - Maggio 2011 03.06.11

Screenshot di Socialdust

Maggio visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Leggere i giornali gratis 31.05.11

Paolo Attivissimo segnala i metodi per aggirare i paywall delle edizioni per iPad dei giornali italiani e non.

Non si può dire che non sappiano perdere bene 30.05.11

Screenshot di Libero

Il rosicamento di Libero in prima pagina descrive in modo eccellente la disfatta del centro destra.

In questo momento Pisapia a Milano è al 55%, De Magistris a Napoli è al 64,5%.

L'enciclopedia sul futuro del giornalismo 18.05.11

Encyclo è il progetto enciclopedico del Nieman Journalism Lab per capire come il giornalismo di qualità possa sopravvivere e prosperare nell'era di internet.

Il cinegiornale in HD 05.05.11

Si chiama Times in Cinema. La nuova idea editoriale del New York Times.

Loro ci credono davvero 04.05.11

Screenshot de La Repubblica

Il pizzino, consegnato a mano a favore di telecamere, dal presidente Obama al generale con l'ordine di uccidere Osama è talmente implausibile da aver tenuto banco per tutta la giornata di ieri. Ringraziamo il Corriere per lo scoop.

Un mese per immagini - Aprile 2011 01.05.11

Screenshot di Socialdust

Aprile visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Trove l'aggregatore di notizie del Washington Post 21.04.11

Il Washington Post lancia Trove, un aggregatore di contenuti e notizie di attualità cucito attorno ai vostri interessi, partendo dai dati del vostro account Facebook e basandosi sui Like segnalati.

11 Marzo 2004: Madrid 11.03.05

Le candele per le vittime della strage di Madrid [11 Marzo 2004]

Il secondo Pulitzer a ProPublica 18.04.11

La Columbia University ha assegnato venti, dei ventuno premi Pulitzer.
L'ambito riconoscimento premia il lavoro di giornalisti e fotoreporter distintisi in vari settori dell'informazione e nella documentazione audiovisiva dei principali avvenimenti dell'anno, autori di testi di narrativa e non, storici, drammaturghi e compositori. In venti di queste categorie ogni vincitore riceve un certificato e una ricompensa in contanti di 10.000 dollari. Il vincitore nella categoria di pubblico servizio nel giornalismo riceve una medaglia d'oro che va sempre al giornale.

Per il secondo anno consecutivo ProPublica, l'agenzia informativa su internet, porta a casa l'ambito premio.

Foto da Pulitzer 18.04.11

Haitiani camminano in una strada distrutta dal terremoto

Il pastore Jones porta la croce nelle strade di South Los Angeles per sensibilizzare la comunità sulle gang criminali

Da Haiti alle gang di Los Angeles i Pulitzer fotografici di quest'anno vanno a Carol Guzy, Nikki Kahn e Ricky Carioti Washington Post e a Barbara Davidson del Los Angeles Times.

Un mese per immagini - Marzo 2011 01.04.11

Screenshot di Socialdust

Marzo visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Il New York Times dietro il paywall 17.03.11

A partire dal 28 marzo, con qualche novità su quanto annunciato, la versione digitale del New York Times diventerà a pagamento (in Canada si inizia domani). Abbonamenti a partire da 15 dollari, per arrivare sino a 35.

I primi 20 articoli al mese saranno gratuiti, 25 per chi raggiungerà il sito da Google. Accesso illimitato per quegli articoli raggiunti tramite link pubblicati su blog e social network.

L'Unità d'Italia non vista da sporadici blogger 13.03.11

L'Unità ha organizzato un diretta per discutere di Unità d'Italia con alcuni blogger. Come siamo cambiati, cosa c'è ancora da cambiare nel paese e su internet.

Le premesse erano interessanti, ma le conclusioni fanno cadere le braccia.
Ne esce un'autoreferenzialità trita.
Un giornalismo che ancora oggi non ha capito nulla di comunicazione in rete. Nativi digitali che cianciano di digital divide. Quel non contare una ceppa portato con orgoglio sul bavero. La lobby degli sfigati. Quel menare il torrone fatto di follower e amici. L'identità dei nickname. Nel 2011.
Emerge una visione di ragazzetti brufolosi e incazzati nascosti dietro uno schermo contrapposta a un'internet rivoluzionaria meritevole del Nobel per la pace.

Un discorso sui massimi sistemi che non approda mai a nulla, se non a sporadici prolungamenti virtuali del pene. Se questa diretta fosse davvero rappresentativa della realtà, la rete italiana sarebbe già condannata.
Per fortuna fuori da quelle quattro mura c'è un'Italia silenziosa che usa internet per quello che è. Un semplice strumento.
Un elettrodomestico dai mille usi.
Un ambiente cognitivo fruito da un'eterogenea massa di individui.

Suggerimento per la prossima volta. Mettete su uno streaming serio. Non si può fare la rivoluzione digitale quando non funzionano neppure i microfoni.

Il buon giornalismo di destra, quello che vede lontano 01.03.11

Il 2 febbraio Paolo Liguori scriveva sul Giornale un editoriale a proposito del leader libico e della profonda e lungimirante amicizia instaurata per volere del premier Berlusconi.

Forse mi sono distratto, ma non ho sentito una sola autocritica, in questi giorni di caos nordafricano, sul colonnello Gheddafi. Intendo un ragionamento, una riflessione da parte di quanti - politici e giornali - hanno sputato veleno contro il leader libico, per via dei suoi rapporti amichevoli con il Presidente Berlusconi.

[...] A occhio, è rimasto l'unico nostro alleato certo ed affidabile sulle coste nordafricane, a poche ore di barca e a tiro di missile dalle nostre spiagge. E, se si considera anche soltanto l'influenza di queste crisi sui mercati del petrolio e del gas, è una bella fortuna che il nostro Presidente del Consiglio abbia un forte rapporto personale, oltre che politico, con il leader libico.
Per fortuna, che c'è Gheddafi. Altro che leader autoritario, poco rispettoso delle donne. Sono barzellette buone per una sinistra italiana rincitrullita ed incanaglita.

Un mese per immagini - Febbraio 2011 01.03.11

Screenshot di Socialdust

Febbraio visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Le condizioni di salute di Steve Jobs 17.02.11

Steve Jobs

Non conosco le condizioni di salute di Jobs, ma conosco il National Enquirer - che gli concede non più di sei settimane di vita basandosi su due foto scattate da tergo - come una delle principali fonti di fuffa degli interi Stati Uniti.

Una non notizia ripresa immancabilmente dalla stampa nostrana che si pregia nel preservare e rimarcare quell'aura di pressappochismo che la contraddistingue.

La navicella italiana che non lo era 16.02.11

Screenshot del Corriere della Sera

A leggere il titolo del Corriere della Sera parrebbe che l'Italia è in grado di costruire e spedire in orbita una navicella spaziale automatica e naturalmente non è così.
L'ATV Kepler, per gli amici Automated Transfer Vehicle, il secondo della sua generazione è lo shuttle dell'ESA, l'ente spaziale europeo al quale anche il nostro paese collabora assieme ad altri sedici presto destinati ad aumentare con l'allargamento dell'Unione Europea.
Parte dell'ATV è costruito in Italia, ma da qui a chiamare la navicella italiana il passo è lungo, anche per la deludente redazione tecnologico scientifica di via Solferino.

I contenuti di The Daily 15.02.11

Il vero punto debole dell'iniziativa di Murdoch.
Qui lo si era indovinato già in tempi non sospetti.

La ragione principale della mia delusione è che non si costruisce un giornale partendo dalla base teorica che la tecnica sia più importante del contenuto. E qui invece lo si è fatto: si è creduto che più che i giornalisti, più che i contenuti, ad essere importante del Daily fosse il formato, l'iPad, la tecnica, il mezzo attraverso cui arriva. La qualità delle notizie è un po' simile alla qualità delle notizie di USA Today, un giornale la cui popolarità è dovuta soprattutto all'aver dato immagini a colore ai lettori.

World Press Photo awards 2011 11.02.11

Tre delle foto vincitrici al World Press Photo awards 2011

Dalla drammatica storia, immortalata da Jodi Bieber, della diciottenne afghana Aisha Bibi mutilata dopo essersi ribellata alle violenze del marito, alla vita frenetica nelle metropoli e a paesaggi spettrali di Haiti.
L'eccellente selezione di scatti premiata ad Amsterdam nel corso del World Press Photo.

Leggere The Daily gratis sul web 04.02.11

E' quello che promette The Daily Indexed, un tumblr che indicizza i link degli articoli della nuova creatura di Murdoch.

The Daily pubblica infatti tutti i suoi articoli gratuitamente sul web, ma il sito non ha una homepage rendendo di fatto molto complicato ritrovare la notizia che ci interessa.
Il tumblr di Andy Baio si propone proprio questo, fornendo un'interfaccia di semplice utilizzo.

Si perde il magnifico contenitore della versione a pagamento per iPad, ma resta il contenuto.

Si è aperto un mondo, solo immaginato qualche settimana fa.
Altri seguiranno, almeno sino a quando gli avvocati del magnate della News Corp non provvederanno a fare piazza pulita.

Buona Epifania! 06.01.05

La Befana al bimbo buono porterà di certo un dono!

The Daily nuovo formato, vecchie notizie 02.02.11

Nota positiva della nuova creatura iPad centrica di Murdoch, finalmente contenuti disegnati per sfruttare appieno la potenza e l'interfaccia del tablet di Cupertino.
Nota negativa. Si tratta di notizie News Corp. Fox News vi dice niente?

Un mese per immagini - Gennaio 2011 01.02.11

Screenshot di Socialdust

Gennaio visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Ricontrollare le fonti 31.01.11

Screenshot di Linkiesta

Parte oggi l'avventura di Linkiesta, il quotidiano senza carta.
Ottima iniziativa per un panorama informativo online sempre più ricco in Italia.

Poi l'occhio cade sul riquadro che elenca le letture della redazione e mi si alza più di un sopracciglio.

Il paywall del New York Times 25.01.11

Ad un anno di distanza dall'annuncio l'edizione online del New York Times si appresta a passare a pagamento.

Dopo aver letto i primi articoli gratis sarà necessario registrare un abbonamento da 19 dollari e 99 cent per godere di tutte le altre notizie su ogni dispositivo.
Prevista anche la possibilità di abbonamenti a prezzi scontati per la sola versione web o per l'edizione dedicata agli ebook reader, come Kindle.
Infine un occhio di riguardo per chi raggiungerà le pagine del prestigioso quotidiano dai motori di ricerca. In questo caso la lettura degli articoli dovrebbe rimanere gratuita per non perdere una fetta consistente di lettori, un po' come avviene per il Financial Times.

Il paywall dovrebbe vedere la luce nel mese di febbraio.

Auguri.

Internet e il copyright visto dall'Italia 18.01.11

Dopo sedici mesi si chiude l'istruttoria dell'Antitrust italiano su Google News, dopo l'esposto degli editori FIEG.

Google concede una sponda all'ipocrisia degli editori definendo un sistema più granulare per escludere singoli estratti delle notizie pubblicate sul motore di ricerca e una maggiore trasparenza sui fatturati pubblicitari.
Mentre dall'altra parte l'Antitrust chiede di rivedere la normativa italiana sul copyright, sollecitando il Parlamento affinché la riformi tenendo conto delle evoluzioni tecnologiche in atto.

Rimandata la presentazione di The Daily 14.01.11

The Daily, diversamente da quanto annunciato, non verrà più presentato il 19 gennaio. Per il lancio ufficiale bisognerà attendere ancora qualche settimana.

Il ritardo, confermato da NewsCorp, sembra dovuto ad aggiustamenti necessari al sistema di sottoscrizione di Apple.

Gli ultimi rumor su The Daily 11.01.11

La creatura di Murdoch è pronta a sbarcare su iPad.
Gli ultimi boatos sulla applicazione all news disegnata per il tablet di Apple confermano il lancio per il 19 gennaio a San Francisco.

Fimoculous ha raccolto invece il rumor più pazzesco.

I can't explain why I'm so stupidly obsessed with Murdoch's tablet thingy. I almost want to do an entire post on all the crazy rumors I've heard about it. Instead, I’ll tell you just one thing that I've heard, simply because it’s so bonkers that it can't possibly be true, and you should hear it before it launches and is disproven, because somebody should do it!

Okay, so there was some chatter a while ago that The Daily would not have a website; that it would only be available as an app. That's modestly nuts, but not outrageous, given the walled content conversation going on right now.

However, the rumor I've heard is even crazier: there will be a website, but there will be no homepage, and everything will be blocked from search engines. That means: articles are there, but you can only find them if someone links to it.

Nessuna scia chimica dietro la moria di animali nel mondo 09.01.11

La moria degli animali intorno al mondo? Eccessiva enfasi giornalistica.

Secondo il parere degli esperti episodi come quello che ha colpito i merli, la settimana scorsa in Arkansas, sono assolutamente comuni, ma la particolare attenzione dei media ha indotto a ingigantire a dismisura il fenomeno creando un allarmismo ingiustificato.

Un mese per immagini - Dicembre 2010 01.01.11

Screenshot di Socialdust

Dicembre visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Libero e l'attentato a Fini 27.12.10

Belpietro e la fantascienza ucronica.
Dal suo editoriale di oggi su Libero.

Girano strane voci a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno. Se mi limito a riferirle è perché alcune persone di cui ho accertato identità e professione si sono rivolte a me assicurandomi la veridicità di quanto raccontato e, in alcuni casi, dicendosi addirittura pronte a testimoniare di fronte alle autorità competenti. Toccherà quindi ad altri accertare i fatti. La prima storia è ambientata in Puglia, anzi, per la precisione ad Andria, un grosso comune da poco diventato capoluogo della neonata provincia di Bat, Barletta, Andria e Trani. Qui qualcuno avrebbe progettato un brutto scherzo contro il presidente della Camera. Non so se sia giusto parlare di attentato, sta di fatto che c’è chi vorrebbe colpirlo in una delle sue prossime visite e per questo si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200 mila euro. Secondo la persona che mi ha fatto la soffiata, nel prezzo sarebbe compreso il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l'organizzazione dell'agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio. Per quel che ne ho capito, l’operazione punterebbe al ferimento di Fini e dovrebbe scattare in primavera, in prossimità delle elezioni, così da condizionarne l'esito.

La difesa d'ufficio 02.12.10

Gilioli sempre pronto a scagliarsi contro le ipocrisie della Chiesa riguardo all'uso dei preservativi, oggi ha scritto.

Giusto perché si sappia: non essendo stato possibile sinora incriminarlo per altro, Julian Assange è ricercato dall'Interpol e quindi dalla polizia di 188 Paesi, oltre che da un'apposita task force del governo americano, per due rapporti sessuali sicuramente consenzienti durante i quali non avrebbe usato il profilattico (o gli si sarebbe rotto, a seconda delle versioni).

Dimenticandosi di aggiungere che le ragazze non avrebbero voluto proseguire rapporti non protetti.

Innocenze o colpevolezze sono di competenza della magistratura, ai giornalisti toccherebbe l'obiettività.

Un mese per immagini 01.12.10

Screenshot di Socialdust

Novembre visto attraverso gli occhi di una fotocamera, grazie a Socialdust.

Segni della fine del giornalismo per come lo conoscevamo 29.11.10

Screenshot di La Repubblica

Screenshot di Huffington Post

La Repubblica si vanta per essere finita sulla home page di Huffington Post.

E' il più celebrato e autorevole sito del 'nuovo giornalismo': quello nato con il web 2.0 e caratterizzato da un nuovo concetto di informazione sociale, diffusa e di qualità. Nasce dalle intuizioni di Arianna Huffington e del suo staff, che hanno saputo trasformare un blog in una testata in grado competere con l'aristocrazia dell'informazione mondiale.

Aristocrazia dell'informazione. Mi fermo qui.

La fame contro il precariato 17.11.10

Si conclude così lo sciopero della fame della giornalista precaria Paola Caruso.
A differenza di Paola non sono affatto convinto che il suo sacrificio, durato cinque giorni, sia servito alla causa dei precari.
A guardar bene ha generato non più di un paio di flame tra blogger.

Sciopero della fame, quinto giorno. Fine. Oggi interrompo la protesta. Quello che ho potuto fare l'ho fatto. Ho raggiunto il mio obbiettivo: sensibilizzare l'opinione pubblica, almeno per quanto riguarda la Rete e gli organi legati all'editoria. Anche se la maggior parte della stampa tradizionale mi ha ignorata, nonostante i lanci di agenzia. Chissà perché?
Adesso è arrivato il momento di andare avanti con altri mezzi e strategie diverse per far discutere di precariato. Bisogna portare a casa risultati. Come? Rivoluzionare il sistema mi pare arduo, ma si può tentare di cambiare le regole, di dare più serenità ai precari, di garantire a tutti un lavoro dal valore monetario adeguato e sufficiente a pagare affitto e mantenimento, senza l'aiuto della famiglia.
Purtroppo precarietà non significa flessibilità. All'estero un lavoratore flessibile ha uno stipendio superiore a quello di un dipendente a contratto a tempo indeterminato, almeno per quello che ne so. Questo permette ai flessibili di tutelarsi a proprie spese, non potendo usufruire delle tutele aziendali.
Desidero continuare a battermi sul tema, confrontandomi con chi ha il potere di garantire cambiamenti concreti. Se la mia storia diventa un esempio e spinge le istituzioni a evitare altri comportamenti del genere, avrò vinto la mia battaglia. La prima battaglia, sia chiaro. La prospettiva è di vincere la guerra.
A questo punto propongo alla Rete di cambiare l’hashtag, da #iosonopaola a #iosonoprecario e invito la blogosfera a raccontare le tante esperienze di precariato. Diamo voce a tutti. Date voce a tutti. Alle storie, alle preoccupazioni, alle frustrazioni e ai rospi mandati giù. Anche in forma anonima. In modo che se ne parli e il problema venga a galla in maniera consistente e continua. Meglio senza sciopero della fame che vi assicuro è una forma di protesta devastante per il fisico e la mente. Parola mia.

Grazie agli amici e a tutti quelli che, pur non conoscendomi, mi hanno sostenuta. Grazie, grazie, grazie.

Precariato, raccomandazioni e scioperi della fame al Corriere 14.11.10

La storia è questa: da 7 anni lavoro per il Corriere e dal 2007 sono una co.co.co. annuale con una busta paga e Cud. Aspetto da tempo un contratto migliore, tipo un art. 2. Per raggiungerlo l'iter è la collaborazione. Tutti sono entrati così. E se ti dicono che sei brava, prima o poi arriva il tuo turno. Io stavo in attesa. 

La scorsa settimana si è liberato un posto, un giornalista ha dato le dimissioni, lasciando una poltrona (a tempo determinato) libera. Ho pensato: "Ecco la mia occasione". Neanche per sogno. Il posto è andato a un pivello della scuola di giornalismo. Uno che forse non è neanche giornalista, ma passa i miei pezzi. 

Ho chiesto spiegazioni: "Perché non avete preso me o uno degli altri precari?". Nessuna risposta. L'unica frase udita dalle mie orecchie: "Non sarai mai assunta".

Non posso pensare di aver buttato 7 anni della mia vita. A questo gioco non ci sto. Le regole sono sbagliate e vanno riscritte. Probabilmente farò un buco nell'acqua, ma devo almeno tentare. Perché se accetto in silenzio di essere trattata da giornalista di serie B, nessuno farà mai niente per considerarmi in modo diverso.

Via Paola Caruso.

Il caso Paola Caruso e il precariato in Italia 14.11.10

Screenshot di Macchianera

Il caso di Paola Caruso - l'abbiamo segnalato ieri notte - è diventato mainstream.
In questo momento Macchianera ha deciso di sospendere il blog e annunciare quanto segue.

Macchianera in questo momento se ne frega degli accessi, dell'audience e delle pagine viste.

Lo fa perché è più importante essere solidali con Paola, precaria da anni nella redazione di un importante quotidiano.

Sabato 13 novembre Paola ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro un'azienda che a suo dire sfrutta il precariato sostenendo di avere bloccato le assunzioni in tempi di crisi, e invece non si fa problemi nel caso in cui sia necessario assicurare un posto di lavoro a qualcuno perché per qualche ragione conviene.

Non lasciatevi ingannare, però: il problema non è solo di Paola o del giornale di Paola. Nel nostro paese una legislazione del lavoro assolutamente inadeguata e ingiusta permette alle aziende di fare ciò che gli pare e giocare al ribasso con la vita delle persone e con un diritto sancito dalla Costituzione.

Quante persone riuscite a contare, tra le vostre conoscenze, che abbiano un posto fisso?

Se la questione preoccupa anche voi, capirete perché Macchianera tace, per lasciare parlare Paola.

Sulla vicenda si sta allargando la discussione su Facebook, blog, Twitter - con hashtag #iosonopaola - e su FriendFeed, dove non mancano i sostenitori e gli scettici. E Bordone.

In tutta questa situazione, la solidarietà a una sconosciuta di cui nessuno conosce la professionalità, travestita da raccoglitrice di cotone della Louisiana, si mescola alla possibilità di spendere generosamente il passepartout della santità laica contemporanea: la parola "precario", usata per tutto quello che non è un contratto a tempo indeterminato. Passa l‘idea che tutti quelli che non sono a tempo indeterminato dovrebbero ribellarsi, perché subiscono un'ingiustizia strutturale profonda, in spregio, ancora prima che della legge, del buon senso e della bontà.

Come se non bastasse, Paola lavora per la stampa, cioè quello che vorrebbero fare tantissimi blogger, convinti in parecchi casi di essere ingiustamente ostacolati sulla strada di mattoni gialli verso il giornalismo da raccomandazioni, anzianità, ingiustizie. Prendendo le parti di Paola, sia i retaioli frustrati che i nostalgici dei posti fissi del parastato si sentono una cosa sola, uniti in social catena, pronti a far saltare col loro grido i palazzi del potere vecchio, analogico e cattivo. Sono pronti a tutto. Avessimo a che fare con una testata Mondadori, si darebbero fuoco sulle piazze di Second Life, come quel tizio su una copertina dei Rage Against The Machine.

Il web che si compra la carta stampata 12.11.10

Prima o poi doveva succedere.
L'aggregatore The Daily Beast di Tina Brown, uno dei più famosi siti di notizie e opinioni, si è fuso con Newsweek - da tempo in crisi - fondando una nuova società la Daily Best Newsweek Company.

Le immagini del pestaggio del giornalista Oleg Kashin 08.11.10

Sono state diffuse le immagini dell'aggressione al giornalista russo del Kommersant, Oleg Kashin, davanti alla sua abitazione venerdì scorso.

Kashin è stato ricoverato con fratture multiple.
Il giornalista era impegnato in un reportage sulle manifestazioni dell'opposizione.

Il mondo raccontato per immagini 03.11.10

Screenshot di Socialdust

I principali eventi del giorno immortalati negli scatti più significativi. I link agli approfondimenti sui fatti che ci circondano. Il mondo raccontato per immagini.

Socialdust da oggi aggrega l'attualità in un modo tutto nuovo.

Il Corriere e le foto del mai aggiornato archivio 27.10.10

La Stazione Spaziale Internazionale oggi e le foto vecchie di anni sul Corriere della Sera

Amici del Corriere aggiornate il vostro archivio fotografico della Stazione Spaziale Internazionale.
Ha almeno cinque anni di ritardo.

L'Independent presenta I 26.10.10

I è il nuovo quotidiano edito dall'Independent.
Un modo nuovo di affrontare la crisi dei giornali attraverso uno strumento di facile consultazione, ma senza rinunciare alla serietà e all'autorevolezza, ad un prezzo contenuto.
Una scommessa che potrebbe essere vincente.

Welcome to i, the first quality newspaper to be launched in Britain for almost 25 years.

Brought to you by the award-winning team at the Independent, it's not only a new paper, but a new kind of paper. Colourful and accessible, concise and intelligent, it's your essential daily briefing. Packed with news, views, entertainment, business and sport, it's the perfect way to start your day. And at a much more affordable price than a cappuccino.

Un'altra grande inchiesta de Il Giornale 26.10.10

E' stato il tormentone politico estivo, portato avanti a colpi di prime pagine sul Giornale di Feltri.
L'affaire casa a Montecarlo di AN ha squassato il PdL, ha accelerato la scissione dei finiani, ha mutato il quadro politico del Governo.

Ora i pm di Roma ne hanno chiesto l'archiviazione. La procura ha accertato l'insussistenza di azioni fraudolente.
Fini era uno degli indagati.

Iraq: the war logs 23.10.10

Prigionieri iracheni

Stanno uscendo i documenti riservati sulla guerra in Iraq pubblicati da Wikileaks.
Il Guardian e il New York Times hanno la copertura migliore.

Vale la pena darci un'occhiata.

According to the reports, most Iraqi civilians were killed by other Iraqis in violence that was driven by sectarian cleansing.

Reports of the beatings surfaced in the documents, giving the impression that such treatment was not an exception.

The political struggle between the United States and Iran to influence events in Iraq continues today.

La guerra italiana in Afghanistan 15.10.10

L'Espresso pubblica documenti confidenziali e riservati sulla guerra italiana in Afghanistan. La fonte è Wikileaks.

I bazinga di Porro 08.10.10

Il Fatto Quotidiano pubblica le scherzose intercettazioni riguardo il dossieraggio sulla Marcegaglia.

30 anni di CNN 07.10.10

CNN celebra i 30 anni con i trenta più significativi eventi che hanno segnato il mondo e chiede ai lettori di condividere foto, video e documenti per arricchire la timeline con i ricordi personali.

Le estati dei dossier 07.10.10

Boffo. Fini. Marcegaglia. Il Giornale.
Unite i puntini.

I luddisti della carta stampata 01.10.10

In questi mesi abbiamo compiuto significativi passi avanti nell'arricchire la nostra informazione, non solo sulla carta, ma anche e in particolar modo sul web. Sono state lanciate nuove iniziative. Edizioni del giornale sono disponibili, per la prima volta anche a pagamento, su iPhone e smartphone. A due mesi dal lancio degli abbonamenti al giornale su iPad, abbiamo già toccato la soglia delle settemila adesioni, la metà delle quali per un periodo di sei mesi o un anno. Gli streaming di Corriere tv sono ormai largamente superiori a molti, e importanti, canali televisivi. L'industria alla quale apparteniamo e la nostra professione stanno cambiando con velocità impressionante. In profondità. Di fronte a rivolgimenti epocali di questa natura, l'insieme degli accordi aziendali e delle prassi che hanno fin qui regolato i nostri rapporti sindacali non ha più senso. Questo ormai anacronistico impianto di regole, pensato nell'era del piombo e nella preistoria della prima repubblica, prima o poi cadrà. Con fragore e conseguenze imprevedibili sulle nostre ignare teste.

Non è più accettabile che parte della redazione non lavori per il web o che si pretenda per questo una speciale remunerazione. Non è più accettabile che perduri la norma che prevede il consenso dell'interessato a ogni spostamento, a parità di mansione. Prima vengono le esigenze del giornale poi le pur legittime aspirazioni dei giornalisti. Non è più accettabile che i colleghi delle testate locali non possano scrivere per l'edizione nazionale, mentre lo possono tranquillamente fare professionisti con contratti magari per giornali concorrenti. Non è più accettabile l’atteggiamento, di sufficienza e sospetto, con cui parte della redazione ha accolto l'affermazione e il successo della web tv. Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l'edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell’edizione cartacea del Corriere della Sera. Non è più accettabile la riluttanza con la quale si accolgono programmi di formazione alle nuove tecnologie. Non è più accettabile, anzi è preoccupante, il muro che è stato eretto nei confronti del coinvolgimento di giovani colleghi. Non è più accettabile una visione così gretta e corporativa di una professione che ogni giorno fa le pulci, e giustamente, alle inefficienze e alle inadeguatezze di tutto il resto del mondo dell’impresa e del lavoro.

De Bortoli sulla vertenza che sta paralizzando il Corriere della Sera.

Non esiste nessun ambasciatore ONU per gli alieni 28.09.10

Diversamente da quanto segnalato dal Post non esiste nessun ambasciatore ONU accreditato per eventuali contatti extraterrestri.
La diretta interessata, l'astrofisica Mazlan Othman, se mai ce ne fosse stato il bisogno ha smentito tutta la vicenda.

Un semplice controllo delle fonti avrebbe evitato l'ennesima bufala, non sfuggita all'occhio attento dell'ottimo Paolo Attivissimo.

Ossessione Fini 05.09.10

Le pagine de Il Giornale su Fini

Le prime pagine de Il Giornale sono tutte per Fini. Dal 28 luglio.

Il terremoto ignorato 04.09.10

I giornali italiani continuano ad ignorare il terremoto di Christchurch (7.1 della scala Richter).
I danni ammonterebbero a due miliardi di dollari neozelandesi, poco più di un miliardo e cento milioni di euro.

Al momento solo La Stampa propone un video in homepage; tra i boxini morbosi.

Il provincialismo delle nostre fonti di informazione è imbarazzante.

Lo stato dell'informazione in Italia 30.08.10

Costretti a gioire per il telegiornale de La7 condotto da Mentana, col suo sfondo psichedelico.

I calcoli politici di Nate Silver 25.08.10

FiveThirtyEight trascloca tra le pagine del New York Times.

La O di Jeferson Camillo 24.08.10

Amici di Repubblica lo spot porno-soft del candidato brasiliano Jeferson Camillo (si scrive con due "l") è una parodia.

Semmai potevate concentrarvi sul logo, talmente simile a quello usato nella campagna presidenziale di Obama da risultare un evidente plagio.

Poi dici che la stampa è in crisi 2 14.08.10

Screenshot del Corriere della Sera con il vecchio logo di Apple

Apple non usa più il logo colorato di Rob Janoff dal 1998.
Un giornale che non conosce il logo più famoso sul pianeta - si parlava di questo nell'articolo - è un giornale destinato a non sentirsi troppo bene.

Poi dici che la stampa è in crisi 13.08.10

La nuova appassionante inchiesta di Repubblica.
Un tema scottante, fresco, su cui si discute da almeno vent'anni e un pizzico di allarmismo sulla prematura scomparsa dell'italiano sotto i colpi inferti dagli sms e dalle emoticon.
Un perfetto mix di idiozia e cialtronaggine estiva in due articoli due.

Decifra anche tu un sms gggiovane rinvenuto nella memoria di un cellulare smarrito sulla spiaggia.

Quello non è un iPhone 4 30.07.10

Il falso iPhone 4 su La Repubblica

Anzi non è neppure un iPhone. Un po' di attenzione amici di Repubblica.

Diari di guerra afghani 26.07.10

Wikileaks ha reso pubblici, attraverso esclusive sul New York Times, Guardina e Spiegel, i 92 mila i documenti secretati del Pentagono sulla guerra in Afghanistan degli ultimi cinque anni. Dal gennaio 2004 al dicembre 2009.

Al di là degli aspetti sconvolgenti della guerra, tripli giochi dei servizi segreti e le ambiguità del Pakistan, le polemiche si concentrano sulla questione se sia giusto o meno pubblicare documenti che potrebbero mettere in pericolo la strategia militare di nazioni democratiche contro regimi dittatoriali e organizzazioni terroristiche.
Se anche le operazioni di guerra debbano essere completamente trasparenti e se la libertà di stampa possa applicarsi anche a scontri militari in corso e in quale misura.

Le notizie a pagamento non pagano 20.07.10

Secondo uno studio del Guardian il rivale The Times avrebbe perso il 90% dei suoi lettori online da quando ha iniziato a fornire le sue notizie online a pagamento.

Se su internet si è disposti a pagare per servizi premium di alta qualità non fruibili altrove gratuitamente, non lo si è ancora per leggere notizie di attualità che è possibile ritrovare gratis su altre migliaia di fonti simili.

Hai dell'etica sotto la suola delle scarpe 06.06.10

Di Tommaso Debenedetti, il giornalista che si inventava di sana pianta interviste ad autori e personaggi famosi, abbiamo parlato parecchio.
Ora in una lunga intervista al El Pais ha confessato tutto.

Afferma di averlo fatto per sfondare in un ambiente che lascia aperti pochi spiragli, ma non si pente di dieci anni di menzogne anzi dice di essersi divertito parecchio e si sente orgoglioso di essere considerato "il campione italiano della menzogna".

Innovation Portfolio 31.05.10

Raccontare eventi e storie attraverso infografiche interattive è il fiore all'occhiello del New York Times.
Ora tutto questo straordinario materiale è raccolto in un unico sito di design giornalistico: Innovation Portfolio.

La misura della sconfitta 20.05.10

Per sperare in un ritocco, con conseguente ammorbidimento, della legge sulle intercettazioni bisogna puntare sulla coscienza e gli interessi dei finiani.

Come nel peggior legal thriller 28.04.10

Debenedetti, l'autore delle interviste bufala, ha deciso di querelare Roth rivendicando l'autenticità dei suoi articoli. L'autore americano aveva difatti smentito di aver rilasciato un'intervista al giornalista, poi pubblicata su Libero.

Debenedetti afferma di avere le registrazioni audio. Quelle stesse registrazioni che non troppo tempo fa raccontava, chiamato in causa dal New Yorker, di aver distrutto.

Interviste di Debenedetti ad altri famosi autori erano state smentite dagli stessi.
In tutti gli articoli gli intervistati apparivano come molto critici sull'amministrazione Obama. Guarda caso.

La questione morale nel fotogiornalismo 28.04.10

In Uganda resiste la pratica dei sacrifici rituali su minori, nonostante il governo nazionale stia conducendo una dura repressione.
Sedicenti guaritori seviziano, mutilano e uccidono bambini in nome di tradizioni e superstizioni.

C'è un fotografo, uno di quelli bravi. Si chiama Marco Vernaschi ed è di Torino. Ha 37 anni.
Tra gennaio e febbraio si trova in Uganda per un reportage sugli orrori dei sacrifici per conto del Pulitzer Center on Crisis Report.

In questo periodo incontra una famiglia che ha recentemente perso la figlia. Margaret Babirye Nankya aveva 10 anni.
Vernaschi racconta che la madre della bambina acconsente a far riesumare il cadavere mutilato per raccontare al mondo gli orrori ugandesi. In seguito lo stesso Vernaschi si vede chiedere dal capo del villaggio un "contributo" per pagare le spese legali della famiglia di circa settantina di dollari.

A questo punto su blog e giornali di mezzo mondo scoppia l'indignazione.
C'è chi parla di leggi in materia di esumazione violate, chi accusa il fotografo di aver comprato il dolore della famiglia, chi sostiene che quelle foto calpestino la dignità della professione e addirittura c'è chi si spinge a tirare in ballo anche una questione di pornografia minorile

Pietà o diritto e dovere di cronaca? E gli orrori dei lager nazisti andavano ripresi? E le facce dei bambini di Haiti? E la foto della piccola Nick Ut, ustionata dal napalm, che corre disperata tra i soldati andava pubblicata? E ancora Marco ha raccontato tutta la verità o le vicende in quel villaggio si sono svolte in modo diverso?

L'unica cosa certa è che Vernaschi si è assunto le sue responsabilità, senza mai tirarsi indietro.
E' anche grazie a lui se oggi nel mondo si parla dei sacrifici umani in Uganda.
Forse un eccesso di zelo lo ha spinto in un territorio indistinto dove il reporter si trova di fronte all'orrore senza il tempo per riflettere alle conseguenze dei suoi scatti.
In attesa di venire a capo - se mai ci si riuscirà - dell'intera vicenda, resta il dramma muto e invisibile di un massacro senza senso.

Il Pulitzer a ProPublica 13.04.10

Il Pulitzer assegnato a Sheri Fink di ProPublica, agenzia informativa che opera su internet, segna la nascita di un nuovo modello di giornalismo.
Un giornalismo d'inchiesta, no profit che opera in rete capace di produrre approfondimenti, per poi riuscire a pubblicarli sulla carta stampata bypassando i percorsi tradizionali dell'industria editoriale come la conosciamo.

 

Sheri Fink ha vinto grazie ad un'inchiesta sulle drammatiche ore vissute da un ospedale di New Orleans assediato da Katrina.

Il Labour annotato 13.04.10

La guida del Guardian al manifesto programmatico del Labour, in vista delle politiche di maggio.

Fare giornalismo su Twitter 09.04.10

Huffington Post ha deciso di realizzare una versione del proprio sito ottimizzata per Twitter.
Non si tratterà di un mero copia incolla, ma una vera e propria selezione di contenuti pensati per il real-time e le notizie locali. Con la possibilità lasciata ai lettori di intervenire direttamente sulla notizia.

Il bufalario di Debenedetti 04.04.10

Si scopre che la saga del nostro giornalista specializzato in bufale parte da lontano.

Altro che preso d'incanto dalle qualità straordinarie del Cavaliere, al contrario John le Carré coltiva un giudizio piuttosto drastico su Silvio Berlusconi, lo considera «un uomo pazzo e pericoloso». In gergo giornalistico non potrebbe che definirsi "una bufala" l'intervista apparsa sulla prima pagina dell'Indipendente - venerdì scorso, alla vigilia del voto - al maestro di alcune classiche spy story come La spia che venne dal freddo e Il sarto di Panama, ma anche del più recente Il giardiniere tenace: una denuncia dei traffici oscuri delle multinazionali, degli eccessi mostruosi del capitalismo. Sorprendentemente, in quell’ articolo firmato da Tommaso Debenedetti, le Carré intonava un vero peana al premier di destra, ritenendo la sua discutibile e discussa avventura imprenditoriale e politica «un vero prodigio italiano, una specie di grande vicenda rinascimentale».

L'intervista che non ti ho fatto 03.04.10

Ora Debenedetti, il giornalista delle interviste inventate, si difende dicendo che gli scrittori coinvolti negherebbero tutto per evidenti motivi politici e per mettersi al riparo dalle critiche, dopo le dichiarazioni catturate grazie alla sua bravura di reporter.

Nel frattempo il New Yorker ha appurato che anche le interviste a Toni Morrison, E. L. Doctorow, Gunter Grass, Nadine Gordimer, Jean-Marie Gustave Le Clézio, Herta Müller, A. B. Yehoshua e Scott Turow sono false. Per Roth le finte interviste sarebbero addirittura due.

Niente di vero 01.04.10

Tommaso Debenedetti colpisce ancora.
Il giornalista questa volta è alla prese con la falsa intervista a Gore Vidal.

Notizie che non lo erano 31.03.10

Il New Yorker segnala la scoperta fatta da Roth su Tommaso Debenedetti
Il giornalista non si sarebbe limitato a inventarsi di sana pianta l'intervista allo stesso Philip Roth, poi pubblicata su Libero, ma avrebbe reiterato l'episodio sul gruppo Il Resto del Carlino/La Nazione/Il Giorno. Questa volta riportando dichiarazioni anti-Obama di John Grisham, naturalmente inventate.

Grisham sta pensando alla querela, Roth rinuncerà per non perdere tempo.

In sordina 26.03.10

Vittorio Feltri è stato sospeso per sei mesi dall'Ordine dei giornalisti a seguito della vicenda Boffo.

This Just In 26.03.10

CNN.com lancia un nuovo blog di news e informazione: This Just In.

Il prezzo dell'informazione 25.03.10

L'accesso ai contenuti della versione mobile del Corriere diventa a pagamento, ma questo nel medio periodo difficilmente cambierà di una virgola il deficit di RCS e di certo non risolverà la crisi del sistema editoriale.

Ad essere ottimisti non più del 3% degli utenti sceglierà di pagare le flat proposte. Vuoi per la qualità dei contenuti, vuoi per la facilità di trovare una pluralità di fonti gratuite, vuoi per l'incapacità di offrire un servizio mobile premium convincente.
RCS dichiara circa 450.000 utenti unici in mobilità ogni mese. Con le tariffe attualmente in vigore significherà raccogliere briciole e al contempo vedere concretizzarsi il rischio reale di perdere un numero importante di lettori pronti a spostarsi su altri quotidiani nazionali con la semplicità di un tap.

E troppo Flickr fa diventare ciechi 24.03.10

Notizie da Corriere. Facebook contribuisce alla diffusione della sifilide.

Guarda la foto sbagliata 23.03.10

Lo screenshot della notizia sull'ANSA

L'ANSA riporta la notizia del vasto incendio che ha colpito Kolkata, in India.
Peccato che la foto mostri l'albergo Taj Mahal Palace di Mumbai, colpito dall'attacco terroristico del novembre 2008, invece dell'edificio di Park Street coinvolto qualche migliaio di chilometri più a est.

Infedele censura 01.03.10

La7 ha cancellato la puntata di questa sera de "L'Infedele" sul riciclaggio.
La decisione, stupida e controproducente, odora di censura. La scusa della par condicio poi non fa che aumentare il tanfo.

L'Italia, unico paese nell'Unione Europea, ha un sistema televisivo incapace di esprimere libertà di informazione. Oggi è sempre più difficile fare giornalismo d'inchiesta e sul principale mezzo di informazione del paese è di fatto impossibile fare del giornalismo libero.

Ricordatevene la prossima volta che un'elezione passerà di qua.

Cordiali censure 01.03.10

Gad Lerner pubblica sul suo blog lo scambio epistolare avuto con Giovanni Stella, amministratore delegato di Telecom Italia Media, sulla puntata cancellata de L'Infedele.

Caro Gad,
come da accordi telefonici del 27 febbraio u.s., Ti rappresento che ragioni di opportunità –anche al fine di non turbare in alcun modo le delicate indagini giudiziarie in corso e le eventuali misure cautelari al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie in relazione alla vicenda della società Telecom Italia Sparkle S.p.A.- mi consigliano di soprassedere, per ora, alla decisione presa da Te congiuntamente con il Direttore, da me approvata, di dedicare la puntata dell'Infedele del 1° marzo 2010 al tema del "riciclaggio per il tramite di società telefoniche".
Cordiali saluti,
Giovanni Stella

Caro Gianni,
mantengo il dissenso che ti ho già manifestato. Ritengo che la trasmissione dell'Infedele da noi concordata secondo le procedure aziendali, e già pubblicizzata, non avrebbe turbato nè le indagini nè le decisioni che competono alla magistratura. Avrebbe informato e approfondito, come da otto anni usa L’Infedele anche su vicende riguardanti Telecom Italia e come spero torni a fare dopo lo spiacevole salto di una puntata. Ti ringrazio per la correttezza con cui riconosci la coerenza del mio operato al contratto e alla fiducia reciproca che ci legano.
Cordiali saluti,
Gad Lerner

Giornalista per sbaglio 28.02.10

Un articolo colmo di errori, quello Ennio Caretto, sulla rinuncia alla rielezione del governatore dello stato di New York Paterson.

A partire dal nome dello sfidante repubblicano, Rick Lazio e non "Fazio" come più volte citato dal Caretto.
Si prosegue con il nome di battesimo della moglie dell'attuale procuratore generale - e dato per favorito come candidato democratico - Andrew Cuomo. Nell'articolo Caretto la chiama Terry Kennedy, quando invece sarebbe Kerry.

Tralasciamo imprecisioni e refusi per pietà.

La dignità dei giornalisti 28.02.10

Caro Presidente, ti scrivo a nome mio e credo di tutti i cittadini che hanno a cuore la verità e la dignità della professione giornalistica in questo Paese. Premetto subito che qui non si tratta di destra o sinistra, della legittimità o meno del direttore del Tg1 di esporre la sua linea editoriale (personalmente credo che il direttore di un tg abbia il diritto di dire il suo pensiero, la sua opinione). Qui si tratta di deontologia professionale e della funzione fondamentale del giornalismo. Ieri il tg1 delle 13.30 come sai ha dato una notizia falsa. Ecco credo che nessuno di noi possa e debba accettare questo. Mi aspetto quindi una reazione esemplare dell’Ordine rispetto a un episodio che umilia la professione giornalistica e i cittadini.

Via Arianna Ciccone.

Libero di raccontare balle 26.02.10

Il sistematico ricorso alla menzogna di Libero e del Giornale, nel tentativo di piegare la realtà e la verità, raggiunge spesso vette inviolate.

Il primo caso di disinformazione, riguarda la fantasiosa intervista a Philip Roth di Tommaso Debenedetti. Pubblicata su Libero il 22/11/2009.

«Obama? Una grandissima delusione Sono stato fra i primi a credere in lui, ad appoggiarlo, ma adesso devo confessare che mi è diventato perfino antipatico». Philip Roth, forse il più illustre dei narratori americani d’oggi, autore di capolavori quali Lamento di Portnoy, Pastorale americana, Zuckerman scatenato e, da poco uscito in Italia, Indignazione, esprime con forza, per la prima volta, il suo giudizio fortemente negativo sull'attuale Presidente Usa. Ci tiene a farlo subito, nella nostra conversazione telefonica.

Oggi Paola Zanuttini ha intervistato Philip Roth per il Venerdì di Repubblica.

Per caso, è insoddisfatto anche da Barack Obama? Da un'intervista a un quotidiano italiano, Libero, risulta che lo trova persino antipatico, oltre che inconcludente e assopito nei meccanismi del potere.
«Ma io non ho mai detto una cosa del genere. E’ grottesco. Scandaloso. E’ tutto il contrario di quello che penso. Considero Obama fantastico. E trovo che l’attacco che gli stanno sferrando i repubblicani è molto simile a quello subito da Roosevelt al suo primo mandato. E' la destra più stupida mobilitata da Sarah Palin. Agitano la bufala dell’atto di nascita che dimostrerebbe che è nato in Kenya. E trovano ascolto. Sotto c'è il problema della razza, della pelle. Sono molto seccato per queste dichiarazioni che mi vengono attribuite: non ho mai parlato con questo Libero. Smentisca tutto. Ora chiamo il mio agente.»

Chiama il suo agente, che gli filtra tutti i contatti: nell'agenda delle interviste passate e future non risulta nè Libero nè il nome dell'intervistatore.

Il secondo caso lo segnala Mantellini.

Oggi Il Giornale ha titolato a caratteri cubitali: "Processi, vittoria di Berlusconi". Oggi Libero ha titolato a caratteri altrettanto cubitali: "Silvio assolto, Travaglio fa appello". Oggi il TG1 delle 13,30 ha detto nei titoli e nella presentazione del servizio che "L'avvocato Mills è stato assolto". Ovviamente si tratta di falsità indifendibili che gettano un discredito assoluto sui "giornalisti" che le hanno pronunciate.

Giornalismo e business nell'era digitale 12.02.10

There is an irreversible trend in society today which rather wonderfully continues what we as an industry started – here, in newspapers, in the UK. It's not a "digital trend" – that's just shorthand. It's a trend about how people are expressing themselves, about how societies will choose to organise themselves, about a new democracy of ideas and information, about changing notions of authority, about the releasing of individual creativity, about an ability to hear previously unheard voices; about respecting, including and harnessing the views of others. About resisting the people who want to close down free speech.

As Scott said 90 years ago: "What a chance for the newspaper!" If we turn our back on all this and at the same time conclude that there is nothing to learn from it because what 'they' do is different – 'we are journalists, they aren't: we do journalism; they don't' – then, never mind business models, we will be sleep walking into oblivion.

Quella di Alan Rusbridger, direttore del Guardian, è una delle analisi più lucide, spietate e lungimiranti mai pubblicate sul futuro del giornalismo nell'era digitale.

Strilloni 07.02.10

Gli screenshot de La Repubblica e della CNN sull'esplosione in Connecticut

L'informazione vista dall'Italia e dall'America.

Notizie a pagamento 20.01.10

Come previsto dal 2011 la versione online del New York Times non sarà più completamente gratuita.
La sfida per non perdere gli introiti pubblicitari, difficilmente sostituibili con i ricavi degli abbonamenti, è iniziata.

This announcement allows us to begin the thought process that’s going to answer so many of the questions that we all care about. We can't get this halfway right or three-quarters of the way right. We have to get this really, really right.

Il New York Times al giro di boa 17.01.10

La decisione di far pagare per i contenuti dell'edizione online pare imminente.

New York Times Chairman Arthur Sulzberger Jr. appears close to announcing that the paper will begin charging for access to its website, according to people familiar with internal deliberations. After a year of sometimes fraught debate inside the paper, the choice for some time has been between a Wall Street Journal-type pay wall and the metered system adopted by the Financial Times, in which readers can sample a certain number of free articles before being asked to subscribe. The Times seems to have settled on the metered system.

La redazione di Wittgenstein assume 14.01.10

Un Huffington Post italiano?

Questa è un'offerta di lavoro. Stiamo lavorando a un progetto per rendere più ambizioso, professionale e imprenditoriale, quello che fino a oggi ha fatto Wittgenstein: informazione online e diffusione di buoni contenuti.

Giornalismo riempitivo 10.01.10

Bene, io spero che Burchia sia morto anni fa lasciando la sua firma libera e oggi purtroppo la usino per le minchiate, ma a parte il facile umorismo sarebbe bello che davvero questi signori facessero una bella riflessione su come e cosa scrivono perché poi ti guardi attorno e dice che c'è sempre il popolo ignorante: vero. Però qualcuno si industria per metterci quel moltiplicatore che basterebbe cercare di evitare.

E alla fine torniamo sempre al solito punto, un Paese non è fatto di alieni che danno da mangiare ai trogloditi. E' che alcuni trogloditi occupano posti che non gli spettano; facile puntare sempre su Calderoli, i 97 miliardi di minuti arrivano dalla stessa percezione della realtà, responsabilità, deontologia.

Via Sasaki Fujika.

Documenting the Decade 30.12.09

Un decennio nelle immagini del citizen journalism.

Un giorno da New York Times 23.12.09

I due video mostrano il traffico verso il sito del New York Times dagli Stati Uniti e dal mondo il 25 giugno 2009. Il giorno in cui morì Michael Jackson.
I lettori che hanno effettuato l'accesso da desktop e laptop sono rappresentati dai cerchi gialli, quelli da dispositivi mobili dai cerchi rossi. La dimensione dei cerchi rappresenta il numero di accessi.


Le sedicenti tasse su internet 12.12.09

Tra i vecchi media - quelli fatti male e con una visione distorta del giornalismo - cresce la sindrome da accerchiamento da internet. Sindrome che porta a cercare di screditare il web usando qualsiasi mezzo.
Anche con notizie distorte e non verificate, come la fantomatica tassa su internet in Germania pubblicata con grande clamore da Repubblica.

Carletto Darwin svela la bufala.

Magari vi sarà capitato di leggere la notizia bomba di una tassa su Internet di 18 Euro al mese. Notizia passata praticamente per certa, anche se non ha ancora causato la reazione di Calderoli o di Schifani. Allora, si tratta innanzitutto di una proposta, non di una cosa decisa. E riguarda l'innalzamento della tassa GEZ, che è la tassa sull'uso dell'etere in Germania. La paga chiunque abbia dispositivi tipo radio e tv: sono 18 Euro al mese. Per chi dichiara di non averli ma ha Internet c'è una versione ridotta da quasi 6 Euro, sempre al mese. La proposta sarebbe quella di innalzarla da 6 a 18 per tutti, anche per quelli che hanno solo la web stick o solo uno smart-phone.

Internazionale da leggere su iPhone 08.12.09

Internazionale sbarca su iPhone con un'applicazione che consente di leggere, senza limiti, gli ultimi numeri usciti.

Niente male.

Scrissero di notizie a pagamento 02.12.09

Oggi Repubblica e il Corriere riportano entusiasti la notizia che Google farà pagare per poter accedere ai contenuti dei giornali.

La realtà racconta una storia diversa. Praticamente opposta.
Google News, attraverso il first click free, permette di leggere liberamente contenuti che altrimenti verrebbero fatti pagare dai siti di informazione.

Google's "first click free" program allows Google News or Google search user to find and read articles, even if they are behind a subscription paywall. The reader's first click to the content is free, but when a user clicks on additional links on the site, the publisher can show a payment or registration request.

A lezione di fotogiornalismo 30.11.09

Lorem ipsum dolor sit amet 13.11.09

La pagina del Fatto con il refuso

Francesco Costa segnala questo pazzesco refuso nell'edizione odierna del Fatto.
Le critiche dopo tutto non erano poi così infondate.

San Francisco Panorama 13.11.09

The San Francisco Panorama

Il quotidiano-da-un-solo-numero di Dave Eggers e McSweeney's è disponibile per il preordine.

We at McSweeney's love newspapers. We love the internet, too. But we believe that print newspapers are an invaluable part of the journalistic landscape. So we've spent five months collaborating with dozens of reporters, designers, photographers, and authors on a 21st-century newspaper prototype.

L'utilizzatore finale di Chrome 02.11.09

non è così stupefacente che ci sia molta gente in giro che non afferra appieno la differenza tra un blogger che scrive di quanto gli aggrada e come gli aggrada dentro un contesto "cooperativo", diffuso, distribuito ma non omogeneo di altre persone come lui che si scambiano informazioni e opinioni, e un giornalista che scrive in solitario attenendosi (si spera...) a criteri e vincoli professionali che sono il corrispettivo del salario che riceve. la cosa stupefacente è che quelli che non afferrano la differenza ormai siano quasi tutti blogger e per di più se-dicenti tecnologici.

Gossip alla membro di segugio 19.10.09

Un intero articolo sul Corriere della Sera, a firma Fabrizio Roncone - © riproduzione riservata sia mai, per raccontarci l'ennesimo dietro le quinte sulla storia Clooney Canalis. Sedicente storia per Roncone, che invece punta sulla copertura per nascondere l'omosessualità di George.

Per l'ultima volta, la dichiarazione di Brad Pitt

Sarebbe tem­po che George facesse outing, dichiarando tutto l'amore che prova per il suo compagno

era uno scherzo. Una battuta. Fuffa. Nulla montato a neve.

Fatevene una ragione. Nel frattempo riflettete su come mai il giornalismo è in crisi.

L'intuizione di non sapere 15.10.09

Internet è una tecnologia e non un medium - spiega Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera - così potente da aver fatto grandi guadagni. Non dimentichiamo che nasce da un'intuizione di Al Gore, quindi da un politico. E come tutte quante le tecnologie sta modificando la struttura sociale, il che produce anche cambiamenti economici.

C'è da chiedersi come si possa essere vicedirettore del principale quotidiano italiano e non conoscere, nemmeno a grandi linee, la storia dell'invenzione che ha rivoluzionato il mondo.

La leggenda che racconta di Al Gore inventore di internet spiegata da Rosenberg e Boehlert.

Produttori riservati 05.10.09

Nel mondo all'esterno della realtà può accadere di leggere "Rielaborazione da Wikipedia" e "Riproduzione riservata", nel medesimo articolo.

Nel mondo reale l'agricoltura ha forza lavoro in abbondanza.

One in 8 Million 03.10.09

New York is a city of characters. On the subway and in the streets, from the intensity of Midtown to the intimacy of neighborhood blocks is a 305-square-mile parade of people with something to say. This is a collection of a few of their passions and problems, relationships and routines, vocations and obsessions. A new story will be added weekly.

Fatto male 01.10.09

Appunti per migliorare Il Fatto.

Prendere un copy. Uno bravo.
Prendere un grafico altrettanto bravo. L'era dei tazebao universitari ciclostilati è tramontata.
Informare Padellaro che proseguire con la vecchia, prevedibile, suicida linea editoriale dell'Unità di Colombo e Padellaro stesso continuerà a non portare risultati. In termini editoriali e di consenso.
Ricordarsi che vale sempre la regola: meglio l'originale. I blog di Grillo, Corrias, Gomez e Travaglio sono lì apposta. E se per caso volessi spendere dei soldi, per leggere un'informazione criticamente di sinistra, preferisco Concita.

Sulle critiche alla grafica risponde - su Termometro Politico - Paolo Residori, art director de Il Fatto.

Non smettere di crederci 29.09.09

Time apre una redazione a Detroit puntando sulla rinascita della città dopo la crisi, come metafora per una nuova America.

Agoravox si trasferirà da Parigi a Scampia, con tutto ciò che ne consegue in termini di giornalismo di frontiera.

Festival Internazionale 28.09.09

Questo fine settimana a Ferrara.

Fatto di brutto 22.09.09

Domani, in edicola, inizia l'avventura de Il Fatto.
Come recita il disclaimer non avrà padroni né editori impuri alle spalle, non avrà vincoli né parteciperà alla torta dei finanziamenti pubblici.
Diretto da Antonio Padellaro, potrà contare su firme note (e spesso scomode) nel panorama giornalistico italiano.

Le aspettative, di critica e lettori, sono alte. Auguri.

Gobba? Quale gobba? 22.09.09

Sulla miopia della stampa su come affrontare e uscire dalla crisi in cui versa si è già ampiamente dibattuto.

Oggi La Stampa prende a prestito le parole di un'intervista, rilasciata da Obama, per rielaborarle e dimostrare che in realtà "Barack lovva i giornali e schifa i blog".
Tentativo maldestro di legittimare la carta stampata al cospetto di quell'indistinta novità che passa sotto il nome di internet.
Dimostrazione inconsapevole del fallimento di un certo tipo di giornalismo che vede nei blog un nemico da abbattere, salvo poi utilizzarne impropriamente i contenuti quando sorge il bisongo di far cassa col boxino-morboso.

C'è da giurare che il risveglio sarà traumatico.

The Internet is different 14.09.09

It produces different public spheres, different terms of trade and different cultural skills. The media must adapt their work methods to today's technological reality instead of ignoring or challenging it. It is their duty to develop the best possible form of journalism based on the available technology. This includes new journalistic products and methods.

Via Internet Manifesto.

E il lapis e il marconigramma 06.09.09

Un secolo prima di Twitter c'era la cartolina

Il boxino morboso di Repubblica oggi. Venerdì ci rifletteva su il Corriere.

Un altro buco nell'acqua 27.08.09

L'attacco degli editori contro Google News e la sua politica di indicizzazione delle notizie, dimostra una volta ancora la miopia e il panico di un medium che non ha la più pallida idea su come uscire dalla crisi profonda in cui versa.
Che non ha chiari i difetti, i limiti e gli ostacoli che si è costruito intorno nell'ultimo decennio.
Che non ha compreso la rivoluzione dei media in atto.
Che ha tralasciato il giornalismo d'inchiesta e di approfondimento per dedicarsi al boxino morboso e alle rubriche del forse non tutti sanno che.

E che finisce per attaccare a testa bassa quella stessa internet fatta di www e chioccioline nella speranza di eliminare un potenziale concorrente, senza capire quanto invece quella stessa rete tanto temuta dalle redazioni, odiata e incomprensibile, avrebbe da offrire e insegnare.

Far pagare le notizie online non vi salverà 16.08.09

Forse non tutti sanno che 10.08.09

Giglioli racconta della bufala del sondaggio estivo nel quale sono caduti molti giornali e nuovi media italiani.

Uscire dalla crisi 10.08.09

A quanto pare il buon giornalismo paga.
Informazione locale e inchieste hanno risollevato le sorti del Seattle Times.

Parola di Minzolini 24.06.09

Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene.Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia.
[...] La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.

Così Augusto Minzolini nel 1994.
In seguito, la nomina a direttore del Tg1, gli ha fatto cambiare idea.

Giornali a confronto 20.06.09

Corriere della Sera e La Repubblica a confronto

Il D'Addario gate visto dal Corriere e da Repubblica.

Il topolanek del presidente 19.06.09

Feltri ci racconta da quando e perché il topolanek di Berlusconi non tira più, nel tentativo di smontare le tesi più spinte del Noemi gate e del D'Addario gate.
Articolo chiuso mettendo le mani avanti su di un prossimo (probabile) affaire cocaina.

Avercene di amici così.

Stampa e regime 18.06.09

Scopri le differenze 26.05.09

Vale la pena ragionare ora sulla parola "scandalo" scelta da Berlusconi. Scandalo non è una festa di Capodanno, naturalmente. Scandalose sono le troppe scene contraddittorie, alcune inventate di sana pianta ("Elio era l'autista di Craxi"; "Ho discusso con Elio di candidature"; "Ho sempre visto Noemi accompagnata dai genitori"), che il premier ha proposto all'opinione pubblica per giustificare il suo legame con una minorenne e smentire le accuse di Veronica Lario. Ma c'è in queste ore un altro scandalo e prende forma giorno dopo giorno quando un "caso politico" che interpella il presidente del consiglio - quindi, un "caso Berlusconi" - si trasforma in un "caso Noemi" che piomba come un macigno sulle spalle di una famiglia senza potere, nascosta in un angolo di Portici, alle porte di Napoli. Una famiglia oggi smarrita dal clamore che l'assedia, disorientata nell'affrontare una tensione che non è pronta a fronteggiare, priva di punti di riferimento nell'impresa di proteggere se stessa e il futuro di una figlia. C'è uno squilibrio evidente che non rende onore al più potente che chiede al più debole di difenderlo. Uno squilibrio che diventa impudente quando gli avvocati del premier minacciano di "azioni civili" e quindi economiche Gino Flaminio, un operaio che guadagna mille euro al mese, "colpevole" di aver raccontato una "verità" che centinaia di persone hanno avuto per sedici mesi sotto gli occhi.

Appare cinico il calcolo di Berlusconi e la pretesa dei consiglieri dell'"unità di crisi": deve essere la famiglia Letizia a spiegare, a raccontare, a dimostrare. Quest'urgenza, che con ogni evidenza è di Berlusconi non dei Letizia, spinge alla luce del sole una famiglia sempre riservata e gelosa della sua privacy. La obbliga ad affrontare la visibilità delle copertine dei settimanali e la curiosità dei media.

I Letizia non devono spiegare niente a nessuno, in realtà. Non sono né Noemi né Anna né Elio i protagonisti di questo affaire. Il "caso politico" ha un unico mattatore, Silvio Berlusconi, "incaricato di un pubblico servizio". E' questa responsabilità che rende necessario che il presidente del consiglio risponda alle domande che Repubblica gli ha posto. Quelle domande non nascono da un ghiribizzo, ma dalle incoerenze di una versione che non ha retto, finora, alle verifiche ed è apparsa presto soltanto un rosario di menzogne.

Sono le tre accuse di Veronica Lario ("frequenta minorenni", "non sta bene", fa eleggere "vergini che si offrono al drago") e le repliche bugiarde del capo del governo all'origine di questo "caso" politico. Non una ragazza e una famiglia di Portici.

Via La Repubblica.

Lens 18.05.09

Se mai dovessimo fare a meno di Big Picture un valido surrogato potrà essere Lens, il nuovo photoblog (o meglio photojournalism blog) del New York Times.

Niente più Big Picture? 04.05.09

Il Boston Globe è messo male.

La Stampa blackout 29.04.09

Dalle 9 di questa mattina La Stampa.it è irraggiungibile.
Vittorio Pasteris fa il punto della situazione su FriendFeed:

Anche se non e' il mio ruolo istituzionale mi prendo carico di fare il punto della situazione: siamo incavolati e dispaiciuti della figura realizzata oggi, ma dobbiamo ammettere che e' un problema strettamente tecnico al di fuori dalle nostre possibilità. I tecnici Telecom stanno lavorando sul "disastro" ma non ci e' stato diagnosticato causa e rimedio. Pensavamo fosse un breve disservizio e ammetto non eravamo attrezzati a una lunga "resitenza" senza comunicare al mondo.
A fine mattinata abbiamo fatto mettere online una pagina di cortesia sperando che il problema si risolvesse in breve tempo. Poi abbiamo pensato di usare Twitter per comunicare con i lettori e informarli. Ma neanche noi avevamo notizie chiare, per cui per questa volta abbiamo solamente usato il profilo su Facebook per ribadire la notizia che i tecnici stanno lavorando per risolvere la situazione.
Se il problema non si risolve in giornata dovremo trovare davvero soluzioni diverse.
Personalmente e penso a nome dei colleghi non posso che chiedere scusa e sperare che il problema si risolva a breve. Per ora è solo un auspicio.

Aggiornamento [18:15]: il sito è di nuovo online.

Le email di Obama 27.04.09

Con la mente probabilmente obnubilata dall'allarmismo senza confini sui nuovi casi di influenza suina, qualcuno nella redazione della Stampa è riuscito a prendere un sonoro granchio. Di nuovo.

Nell'edizione online di oggi troneggia l'articolo "Critiche a Hillary e sfottò a Biden: pubblicate le mail private di Obama", in riferimento a un pezzo comparso sul quotidiano britannico The Guardian.

Via CattivaMaestra.

Muck Rack 18.04.09

Muck Rack è un servizio che aggrega notizie scritte da giornalisti dei media mainstream, attraverso i loro profili su Twitter.

Il progetto sembra molto interessante. Un aggregatore di notizie di qualità, gratuito e in tempo reale.
Un modo intelligente per fruire informazioni e conversare.

Si direbbe quasi una nuova forma di giornalismo partecipativo. Visto dall'alto.

Sulla qualità dell'informazione 10.04.09

Il 'Corriere della Sera.it' nonostante la difesa d'ufficio di Massimo Mantellini è il quotidiano che da mesi sta collezionando le peggiori figure in rete, sdoganando bufale ai suoi lettori - hotelelicopter non è un caso isolato - mandando allo sbaraglio i gregari della sua redazione - Elmar Burchia, Simona Marchetti, giusto per citare quelli che da tempo figurano nel libro nero dei blogger, due che razziano dai blog italiani e dai siti stranieri in barba alle più elementari regole di netiquette. Se le agenzie arrivano zeppe di refusi, al 'Corriere.it' nessuno si prende la briga di correggerle. I coccodrilli del 'Corriere.it' e altri pezzi - soprattutto di divulgazione scientifica - non sono altro che articoli dell'Ansa o di altre agenzie lievemente modificati e firmati dall'impercettibile modificatore. Con l'alibi della fretta, quello che era uno degli aghi della nostra bussola è diventato un serbatoio di improvvisazione, dilettantismo, sciatteria e di giornalismo saprofita e disonesto.
[...]
Il 'Corriere.it' e Marco Pratellesi invece di scusarsi in modo monco e di scrivere cretinate del tipo: 'Nella nostra professione l'errore è comunque sempre in agguato. Non c'è bisogno di dargli una spinta' quando tutti sanno che da mesi la sua redazione non fa che spingere dal trampolino del giornalismo più scorretto i suoi giovani kamikaze della bufala, dovrebbero ricordarsi di quell’episodio e cominciare a usare la rete in modo più civile e meno maldestro.

Via Un posto dove appendere il cappello.

Aspetta che ti linko 07.04.09

Il copione è già visto, ma con la crisi dell'editoria, ora si ripropone con toni più drammatici e perentori: le agenzie e i quotidiani tradizionali (che investono molte risorse per la produzione di notizie originali) intendono mettere ordine nell'attuale anarchia, iniziando a punire i tanti «parassiti» (gli aggregatori e i motori di ricerca) che riprendono e distribuiscono le notizie senza offrire nulla in cambio.

AP CONTRO GLI AGGREGATORI - «Non possiamo più permetterci di stare fermi a guardare chi ci sta togliendo il lavoro senza fare nulla» ha spiegato ieri Dean Singleton, presidente di AP, una delle più grandi agenzie globali, finanziata dal New York Times e migliaia di altri quotidiani statunitensi. Singleton ha annunciato la messa a punto di strumenti più efficaci: un software che permetterà di tracciare chi utilizza illegalmente i contenuti e un motore di ricerca in grado di premiare le fonti che producono news originali. In tutto ciò si annunciano battaglie legali anche nei confronti di chi pubblica brevi estratti delle notizie e poi rimanda alla fonte originale con un link (come fa Google News). A cominciare dai tanti aggregatori che vanno alla grande negli Stati Uniti, come l'Huffington Post, The Daily Beast e Drudge Report: testate che ormai, per numero di visitatori, rivaleggiano con i grandi dell'informazione, pur limitandosi soltanto a segnalare notizie interessanti pescate qua e là in rete. Ma in questa battaglia, c'è anche un altro imputato eccellente: Google e la corazzata di aggregatori automatici, che generano guadagni pubblicitari sulle notizie senza disporre nemmeno di una redazione.

Via Corriere della Sera.

On air 25.03.09

National Public Radio

The most successful hybrid of old and new media comes from the last place you'd expect. How NPR's digital smarts, nonprofit structure, and good old-fashioned shoe leather just might save the news.

Via Fast Company.

Giornalismo diffuso 17.03.09

[...] la scomparsa dei giornali as we know them fa paura. Ma questo non basta a rendere meno plausibile quella scomparsa.

[...] il casino nel mondo dei giornali di questi ultimi mesi sia stato scatenato dalla crisi più che dalla rivoluzione online.

[...] esiste uno scenario in cui si potrebbe fare a meno del giornalismo? Per esempio, se tutti gli atti del tuo comune fossero su internet, se ogni consigliere avesse un suo blog su internet, se le sedute fossero diponibili live su internet, e se ogni cittadino potesse accedervi via internet, sentiresti ancora bisogno del reporter che segue i consigli comunali?

Se la tua risposta è anche solo "forse no", capisci allora che la battaglia per la diffusione di internet e della banda larga, la sua difesa dal bavaglio che la politica cerca di metterle, sono battaglie di civiltà e di democrazia su cui ci si gioca il futuro.

[...] a fare informazione saranno le fonti delle notizie da una parte e i blogger o i cittadini stessi dall'altra.

Me lo ricordavo diverso 16.03.09

Il payoff di Blitz (l'ex amministratore delegato del gruppo Espresso), l'aggregatore di news di Marco Benedetto, è l'on-line che si stampa. Sul web. Nel 2009.

Banale, povero, inutile.

Cattive notizie 13.03.09

La situazione della carta stampata negli Stati Uniti.

Il grafico sulla situazione dei giornali negli USA

Ripensare la notizia al tempo della crisi 10.03.09

Cosa succederebbe se domattina il New York Times non uscisse in edicola per mancanza di soldi?

La crisi della carta stampata e il futuro dei giornali e del giornalismo nell'era di internet è tornato di attualità, con lo scoppio della bolla finanziaria.
I modelli di business non sono più adeguati alla realtà odierna, l'informazione online e l'orientamento dei lettori hanno scardinato i pilastri dell'informazione.

Nonostante l'aumento degli utenti delle edizioni online, i giornali hanno subito perdite con percentuali a due cifre nei loro ricavi pubblicitari nel 2008. Questo è dovuto al fatto che il peso dei lettori sul web, per gli inserzionisti, è più basso rispetto ai lettori tradizionali che in America, ma anche nel resto del mondo, sono in continuo calo.

Michael Hirschorn, nel suo editoriale sull'Atlantic, analizza la profonda crisi che sta attraversando il New York Times.
Steven Waldman, co-fondatore dell'Huffington Post, fa presente che la strada verso la salvezza del NYT (e degli altri giornali in crisi) non passa dal copiare il modello della sua creatura, perché non è di questo che l'informazione ha bisogno.

Sembra che la soluzione sia quella di salvare le notizie piuttosto dei giornali.
La qualità potrebbe tornare a pagare.

La risposta alle pessime opinioni è più libertà di opinione 08.03.09

"I social network per me sono importanti perché il passaparola aiuta i libri e anche i miei libri. Ma i social network incasinano la corteccia cerebrale. Facebook è la pornografia del sociale. Si nutre di se stesso e di quantità, più che di qualità. Queste cose perdono di senso quando il tuo boss che non sopporti ti chiede di essere tuo amico. E no, non è una buona cosa essere amici di tutti: ci sono anche brutte persone, in giro. Un conto è essere amichevoli, un conto essere amici. Bisogna essere amichevoli e gentili con tutti, ma amici no."

Via Wittgenstein.

Crunch! 21.01.09

L'articolo sul Corriere della Sera

Pulitzer e blogger 09.12.08

Il Pulitzer apre all'informazione online.
Dichiarata chiusa la bega tra giornalisti e blogger.

Sempre reti sociali sono 22.10.08

L'articolo su Facebook del Corriere della Sera

Qualcuno spieghi al Corriere che Facebook e Twitter (al quale si riferisce l'immagine dell'articolo) sono due cose diverse.

Facebook è il nuovo cattivo 18.10.08

Facebook, uccide la moglie. In arrivo regole.

YouTube può tirare un sospiro di sollievo.

Notizie all'ingrasso 04.09.08

Ormai leggere una notizia sui media italiani significa poi doverla verificare.
Troppe la cantonate, innumerevoli le bufale, quotidiane le sparate.

Gilioli ci svela l'ennesima notizia allarmistica creata ad arte.
Per capirci è quella in cui un veronese sui due guida ubriaco o drogato.

Bene, siccome la percentuale in effetti pareva abbastanza alta, qui a L'espresso un bravo collega - prima d'iniziare un'eventuale inchiesta su quanto sono sbronzi i guidatori italiani - si è preso la briga di telefonare a quelli che questi controlli li avevano fatti.

E li ha trovati un po' innervositi, anzi parecchio. Perché a quanto pare tutti i giornali o quasi avevano scritto una discreta bestialità: i fermati non erano 80, ma 576. Di questi 576, erano 80 quelli che davano segni apparenti di ubriachezza ("destavano sospetti", nel linguaggio delle forze dell'ordine) e quindi sono stati sottoposti a test. Di questi 80, 37 sono stati trovati positivi.

Quindi: l'uno su due non riguardava affatto i fermati nella loro totalità, ma solo quelli che parlavano con la bocca impastata, guidavano a zig zag o barcollavano invece di camminare.

Un po' diverso, pare.

Anche perché alla fine i positivi sono stati 37 su 576 fermati, pari al 6,4 per cento.

La pezza al buco 31.08.08

La rettifica de La Stampa sull'errorino di ieri.
In fondo. In basso. In piccolo.

La credibilità della carta stampata 30.08.08

Oggi La Stampa apre con la copertina ritoccata di Vogue con il volto di Sarah Palin incollato sul corpo di una modella.
In via Marenco, 32 avranno di che vergognarsi.


La prima pagina de La Stampa

La copertina falsa viene da qui.
La Palin ha avuto sì una breve carriera da miss (Miss Wasilla nel 1983 e seconda a Miss Alaska nel 1984), ma i giornalisti de La Stampa dovrebbero imparare a non fidarsi troppo del primo risultato che incontrano su Google Images.

Famiglie 23.08.08

La tragedia di Madrid mette a nudo l'omofobia della stampa italiana.

Faccio cose, scopro parole 28.06.08

Pratellesi, firma del Corriere, si è imbattuto nell'uso del verbo craccare ed immancabile ne è nato un post, nel quale si prodiga nel tentativo di renderci edotti.

In attesa che l'iPhone sbarchi in Italia [...] può già vantare un primato: quello di aver introdotto nel linguaggio comune la parola "craccare" o "crackare".

E ancora...

Fino a pochi mesi fa la parola, che in italiano non esiste, era sconosciuta ai più.

Per concludere affermando che:

I dizionari italiani, ma anche l'enciclopedia online Wikipedia, per il momento ignorano la voce.

Naturalmente su Wikipedia la voce esiste.
Non potrebbe essere altrimenti trattandosi di un vocabolo entrato nel linguaggio comune più o meno con l'avvento dei personal computer.

E così, nel 2008, questa è la competenza tecnologica del giornalismo nostrano.
Sia chiaro, tutto questo non mi stupisce affatto. Provo solo una vaga sensazione di sconforto.

Intervento da tergo 08.06.08

Logo di Euro 2008

Fermatevi un attimo a riflettere su cosa sarebbero gli europei senza il commento di Salvatore Bagni, Fulvio Collovati, Beppe Dossena, Ubaldo Righetti e Carolina Morace a supporto delle affermazioni di Marco Civoli, Gianni Cerqueti, Stefano Bizzotto, Carlo Nesti, Gianni Bezzi e Alessandro Forti.

E cosa rimarrà di quelle acute osservazioni tecniche a fine partita.

Perdute nel tempo come lacrime nella pioggia.

Via Sarpi chiama Akita 07.03.08

E io che leggendo questo titolo sul Corriere mi aspettavo un pescatore tredicenne, giapponese, con un cappello di paglia, trapiantato all'ombra della Madunina.
Poi leggendo l'articolo ho scoperto che il "Sampei metropolitano" è un mendicante cinese di mezza età con una spiccata maestria nel creare sculture vegetali.

Incidentalmente ha un cappello. Da pescatore.

Mea culpa 29.01.08

Il Corriere si scusa in merito a link e citazioni del caso paulthewineguy.
Chapeau.

Del Corriere e della citazione delle fonti 26.01.08

Tanto per tenerlo a mente. Della serie il Corriere della Sera non cita mai le sue fonti.
paulthewineguy:

"Grazie ad internet, grazie a Flickr, grazie al cazzo."

Chi è chi 08.10.07

Stamattina leggevo questo articolo su BBC News:

Two US scientists and their UK collaborator have been awarded the Nobel Prize for medicine [...]

Poi sono passato incautamente al Corriere della Sera:

È italiano il Nobel per la medicina

La differenza la notate da soli, vero?

Pelù aveva capito tutto 27.09.07

Ho letto decine di post scandalizzati, irati, scioccati sul caso del vecchietto che rubava per fame.

Peccato fosse una bufala.

C'era chi cantava, "se non c'è sangue non c'è business"; aveva ragione.
Giornalismo o blgosfera poco cambia quando c'è di mezzo la visibilità.

I migliori scatti di fotogiornalismo del 2014 12.02.15

La foto di Mads Nissen vincitrice del World Press Photo 2015

Lo scatto di Mads Nissen per Time Newsweek è il vincitore del World Press Photo, il principale concorso che raccoglie i migliori lavori di fotogiornalismo dell'anno. Nissen ha presentato la naturalezza di una coppia gay russa. La comunità LGBT in Russia viene discriminata a partire dalle istituzioni statali ed è oggetto di continui attacchi e vittima di crimini legati all'odio omofobo da parte di gruppi conservatori e nazionalisti.

Fonte: ANSA

Il governo greco spegne la tv di stato 12.06.13

Dipendente di ERT

Il governo greco ha deciso di spegnere i tre canali tv e le stazioni radio locali della ERT, l'emittente radiotelevisiva di stato. La drammatica decisione, a cui seguirà un ridimensionamento dei canali e dell'offerta, arriva dopo anni di bilanci in rosso e continua perdita di audience non più sostenibili nell'attuale politica di tagli e austerity. I giornalisti dell'emittente proseguono le trasmissioni in streaming davanti agli studi di Atene, protestando contro i previsti esuberi che si prevede riguarderanno migliaia di dipendenti.

Fonte: Adnkronos

I primi quotidiani indipendenti birmani 01.04.13

Giornali indipendenti a Rangoon

Dopo quasi 50 anni i birmani hanno oggi potuto leggere 16 giornali indipendenti, pubblicati grazie ad un accordo con il governo che ne ha autorizzato l'uscita per la prima volta dopo la messa al bando della stampa non legata al regime del 1964.

I premi Pulitzer 2011 18.04.11

Barbara Davidson vince il premio Pulitzer come migliore foto

La Columbia University ha assegnato venti, dei ventuno premi Pulitzer. L'ambito riconoscimento premia il lavoro di giornalisti e fotoreporter distintisi in vari settori dell'informazione e nella documentazione audiovisiva dei principali avvenimenti dell'anno, autori di testi di narrativa e non, storici, drammaturghi e compositori. In venti di queste categorie ogni vincitore riceve un certificato e una ricompensa in contanti di 10.000 dollari. Il vincitore nella categoria di pubblico servizio nel giornalismo riceve una medaglia d'oro che va sempre al giornale.

Fonte: Pulitzer

Arriva The Daily 02.02.11

La presentazione di The Daily

Il nuovo giornale pensato e progettato per iPad dal magnate di News Corp Murdoch fa la sua comparsa su iTunes.

Fonte: TechCrunch