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Il Lich.

Greg Lake, c'est la vie 25.07.06

Greg Lake.
Non uno qualunque.
Questo signore, nato a Poole nel Dorset il 10 Novembre 1948 è uno dei capostipiti del rock progressivo britannico.

Teoricamente suonerebbe il basso elettrico, ma si da il caso che spesso e volentieri si diletti anche alla chitarra acustica e si permetta di cantare con una voce che è tra le più imitate del panorama del rock, grazie alla sua potenza ed estensione.
Il successo musicale arriva con i King Crimson, realizzando "In the court of the Crimson King".
Lake, in quell'occasione, suona il basso elettrico, canta e compone.

La critica colta lo ha sempre paragonato a mostri sacri quali Paul McCartney, Bob Dylan e Cohen, non a caso la sua preparazione musicale è enorme, così come il livello compositivo. Un compositore di eccezione.

Assieme a Carl Palmer e Keith Emerson fonda, nel 1970, gli ELP. Per gli amici Emerson, Lake and Palmer, "il" gruppo progressive rock per antonomasia.
In quegli anni riusciranno a produrre un capolavore come "Pictures at an Exhibition".
Ovvero come prendere l'omonima composizione per piano di Musorgskij del 1874 e rivisitarla in chiave rock alternando i virtuosismi al piano di Emerson con la maestria di Lake e quel metronomo che è Carl Palmer.
Questo album, registrato dal vivo verrà consegnato alla storia come l'apice degli ELP.

Nel 1975 Lake assieme a Sinfield, il visionario poeta ex-King Crimson con il quale condivide affinità spirituali e artistiche, compone "I Believe in Father Christmas".
Diverrà, neanche a dirlo, un classico natalizio. Per questo album girarerà anche un suggestivo video nel deserto del Sinai.

Nel 1980 esce dagli ELP, dopo aver venduto qualcosa come 40 milioni di dischi.
Il gruppo si scioglie e Lake si inizia la carriera da solista producendo due dischi: "Greg Lake", nel quale si può trovare una canzone scritta con Bob Dylan, e "Manoeuvres".
Contemporaneamente partecipa al tour giapponese degli Asia.
Nel 1986 Lake si riavvicina a Emerson e gli ELP risorgono in chiave minore, grazie all'aiuto di Cozy Powell al posto di Palmer, ancora impegnato con gli Asia, realizzando l'album "Emerson Lake and Powell".

Gli anni novanta/duemila lo vedono estremamente attivo sul piano umanitario, prima con la canzone "Daddy" in favore del National Center for Missing Exploited Children e successivamente assieme ad altre star della musica partecipa ad uno show al Ronnie Scott Club di Londra raccogliendo 400.000 sterline a favore della ricerca sul cancro.

Il ritorno agli ELP di Palmer nel 1992 non produce gli effetti desiderati, nonostante il parere favorevole della critica il pubblico sembra ormai distante dalle melodie della band inglese.

Lake dovrà attendere il 2005 per tornare alla ribalta, grazie ad una propria band formata da giovanissimi talenti, per un tour inglese accolto finalmente con grande entusiasmo anche dal pubblico.

L'artista inglese non viene ricordato solo per la musica, suonata e composta, ma anche per la sua etichetta, la Manticore.

"C'est la vie", tratta dall'album "Works vol. 1" del 1977, è un un chiaro esempio del talento romantico e dei richiami classici ai quali si ispira Lake.

C'est la vie
Have your leaves all turned to brown
Will you scatter them around you
C'est la vie.

Do you love
And then how am I to know
If you don't let your love show for me
C'est la vie.

Oh, oh, c'est la vie.
Oh, oh, c'est la vie.
Who knows, who cares for me...
C'est la vie.

In the night
Do you light a lover's fire
Do the ashes of desire for you remain.

Like the sea
There's a love too deep to show
Took a storm before my love flowed for you
C'est la vie

Oh, oh, c'est la vie.
Oh, oh, c'est la vie.
Who knows, who cares for me...
C'est la vie.

Like a song
Out of tune and out of time
All I needed was a rhyme for you
C'est la vie.

Do you give
Do you live from day to day
Is there no song I can play for you
C'est la vie.

Oh, oh, c'est la vie.
Oh, oh, c'est la vie.
Who knows, who cares for me...
C'est la vie.