tizianocavigliablog
Nella tana del Sarlacc.

Il global warming secondo Leonardo DiCaprio 03.11.16

Before the Flood è il documentario del National Geographic, diretto da Fisher Stevens, in cui Leonardo DiCaprio discute il tema del cambiamento climatico che sta coinvolgendo la Terra con alcune tra le più importanti personalità del pianeta.

L'uomo dietro all'accordo sul clima alla COP 21 15.12.15

Laurent Fabius, il ministro degli Esteri francese che ha riassunto gli interessi particolari di 195 stati nel più rilevante accordo sul clima dai tempi di Kyoto.
La sua storia e la storia di questo successo su Wired.

On day nine of the now-completed Paris climate talks, a negotiator from the small island nation of East Timor made a modest proposal: If the climate deal was signed, he would nominate Laurent Fabius for the 2016 Nobel Peace Prize. The East Timoran diplomat was half-joking, but not at the French foreign minister's expense. As president of this high level UN meeting, Fabius was responsible for translating 195 nations worth of desires, disputes, and compromises into a document to save civilization from climate change.

And, spoiler: He pulled it off.

L'accordo sul clima alla COP 21 in 4 punti e 6 articoli 12.12.15

I rappresentati di 195 paesi hanno raggiunto un accordo alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP 21 che prevede nuovi limiti e meccanismi di controllo per le emissioni di gas serra.

I punti chiave dell'accordo:

• Raggiungere il picco di emissioni di gas serra nel più breve tempo possibile per poi proseguire con una rapida riduzioni e arrivare a un equilibrio tra le emissioni da attività umane e la rimozioniedi gas serra nella seconda metà di questo secolo.
• Limitare l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi e proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi.
• Verificare i progressi compiuti ogni cinque anni.
• L'impegno dei paesi sviluppati a destinare ogni anno 100 miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo per sostenere la conversione da economie basate su fonti energetiche non rinnovabili a economie verdi.

L'accordo di Parigi è un primo passo. Uno di quelli importanti, ma è ancora un salto nel buio. Kyoto ci ha insegnato a essere prudenti sui facili entusiasmi.

There are still plenty of hard questions about how effective these diplomatic tools will be. Will the transparency measures work? Will that climate aid actually materialize? The basic reality, though, is that the Paris agreement can only encourage countries to step up their efforts. It can't force them to do so. That's the hard part, the part that comes next. Further action will ultimately depend on policymakers and inventors and engineers and executives and activists across the globe, not the UN. In other words, the Paris deal is only a first step. Maybe the easiest step.

Siccità, inondazioni, aumento del livello del mare, migrazioni di massa, eventi climatici estremi e carestie dovute al global warming non sono ancora scongiurate. Restiamo sulla lama di un rasoio.

The new deal will not, on its own, solve global warming. At best, scientists who have analyzed it say, it will cut global greenhouse gas emissions by about half what is necessary to stave off an increase in atmospheric temperatures of 2 degrees Celsius, or 3.6 degrees Fahrenheit. That is the point at which scientific studies have concluded the world will be locked into a future of devastating consequences, including rising sea levels, severe droughts and flooding, widespread food and water shortages, and more destructive storms.

L'accordo della COP 21 resta tuttavia il più importante degli ultimi decenni.

The moment was the culmination of decades of work. The meeting — officialyl called "COP21" because it is the twenty-first annual gathering of its kind — followed notable but ultimate frustrated attempts to reach a similar agreement in Lima, Peru, last year and Copenhagen, in 2009.

Nonostante tutto James Hansen, il climatologo della NASA conosciuto per i suoi studi sul riscaldamento globale, lo ritiene del tutto insufficiente.

Mere mention of the Paris climate talks is enough to make James Hansen grumpy. The former Nasa scientist, considered the father of global awareness of climate change [says of the plan]... "It's a fraud really, a fake... It's just bullshit for them to say: 'We'll have a 2C warming target and then try to do a little better every five years.' It's just worthless words. There is no action, just promises. As long as fossil fuels appear to be the cheapest fuels out there, they will be continued to be burned."

Gli sforzi che dovranno compiere le nazioni in via di sviluppo saranno eccezionali.

Dr. Nur Masripatin, lead negotiator for Indonesia, said: "We are not happy with the finance. It's very weak. The deal is not fair... But we don't have more time, we have to agree on what we have now."

Le parole chiave per comprendere la COP 21 30.11.15

Parole chiave, acronimi ed espressioni spiegate nella guida dell'ANSA per seguire e comprendere la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP 21.

Il Polo Nord tra il 1987 e il 2014 21.01.15

Lo stato dell'incessante scioglimento, con conseguente riduzione dell'estensione, della calotta polare artica rilevato tra il 1987 e il 2014 nell'animazione realizzata dalla NOAA, l'agenzia federale americana di meteorologia e oceanografia.

L'anno più caldo dal 1880, di nuovo 16.01.15

Temperature medie sulla Terra dal 1880 al 2014

I dati resi pubblici dalla NASA e dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) confermano che il 2014 ha superato di 0,04 gradi il record precedente del 2010. L'anno più caldo sulla Terra dal 1880.

Qui trovate risultati e analisi.
Nota per gli scettici: 9 dei 10 anni più caldi di sempre sono stati registrati dal 2000 in poi. La probabilità che questo accada per caso e che non sia collegato al riscaldamento globale legato all'inquinamento è inferiore a 1 su 27 milioni.

La stagione delle piogge in Liguria 04.12.14

Oltre 450 millimetri di pioggia caduta nel solo mese di novembre. Più di tre volte rispetto alla media registrata negli ultimi 50 anni.
L'eccezionalità è la nuova norma.

Il clima è cambiato, con eventi più estremi e concentrati.
È necessario un cambio di passo radicale per adattarci a queste condizioni mutate.
Big data, smart city, nuovi modelli meteorologici, allerta intelligente, nuove infrastrutture e prevenzione devono diventare parole chiave, a partire dalla campagna delle primarie del Partito Democratico per la definizione del candidato governatore in vista delle elezioni regionali 2015.

Un normale giorno di pioggia in Liguria al tempo dei cambiamenti climatici 15.11.14

Il Polcevera a Genova durante l'alluvione del 2014

Dati meteo dell'alluvione del 2014 in Liguria

Un giorno di pioggia ininterrotta ha fatto di nuovo annegare la Liguria da ponente a levante.

Probabilmente è già troppo tardi per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Non resta che prepararsi; amministratori locali e singoli cittadini dovranno affrontare un'emergenza continua per almeno un paio di mesi all'anno.
Succederà sempre più spesso e con sempre maggiore regolarità.

L'accordo sul clima tra USA e Cina 12.11.14

Il piano di USA e Cina per ridurre le emissioni di gas inquinanti entro il 2030 seguendo il solco già tracciato dagli stringenti obiettivi posti dall'Unione Europea.

As part of the agreement, Mr. Obama announced that the United States would emit 26 percent to 28 percent less carbon in 2025 than it did in 2005. That is double the pace of reduction it targeted for the period from 2005 to 2020.

China's pledge to reach peak carbon emissions by 2030, if not sooner, is even more remarkable. To reach that goal, Mr. Xi pledged that so-called clean energy sources, like solar power and windmills, would account for 20 percent of China's total energy production by 2030.

L'estate bollente del 2014 19.09.14

Se quest'anno vi siete lamentati per il meteo avverso che vi ha fatto rinunciare al tempo libero in spiaggia tanto da darvi l'illusione di un'estate fredda, un'estate che non c'è stata, sappiate che la realtà è un'altra. Ed è di gran lunga peggiore.
L'estate 2014 è stata la più calda dal 1880. E agosto ha superato ogni precedente record. Inutile aggiungere che non è una buona notizia.

NASA and the Japan Meteorological Agency agree that August was the warmest on record. NASA puts August’s global temperature at 0.7 degrees Celsius above the 1951-1980 average, while the JMA, which compares temperatures to a more recent period, reports August was 0.32 degrees Celsius above the 1981-2010 average.

Oceans were particularly warm in August, driving up the thermometer. The world’s oceans were running 0.65 degrees Celsius above average in August, according to NOAA, which is a record high anomaly for all months. This record was just previously set in June of this year.

The western equatorial Pacific remained much warmer than normal in August, though the warm ocean anomaly El Nino has not yet developed as expected this year. In addition, a large swath of the Indian Ocean was also anomalously warm.

Over land, the high latitudes were incredibly warm compared to normal, in Siberia in particular. The sizzling heat in the western U.S. and Mexico drove up the temperature for the JMA analysis, while the eastern U.S. was cooler than average in all three analyses.

Dove i cambiamenti climatici colpiranno prima 10.10.13

Global warming nel mondo

Global warming nel mondo

Nature ha pubblicato i dati sulle città mondiali che subiranno per prime l'effetto negativo del global warming. La prima mappa mostra come, senza nessun intervento, si supererà un punto di non ritorno in cui ogni anno successivo alla data indicata sarà mediamente più caldo dell'anno più caldo in assoluto rilevato tra il 1960 e il 2005.
La seconda mappa prende in esame i cambiamenti climatici mitigati da interventi sulle emissioni.

11.300 anni di global warming 11.03.13

Grafico sulle temperature degli ultimi 11.300 anni

Science ha pubblicato un grafico che analizza le temperature medie del pianeta nell'arco degli ultimi 11.300 anni. In poco più di un secolo siamo passati da uno dei decenni più freddi della storia, quello tra il 1900 e il 1910, all'attuale periodo che presenta valori di caldo estremo tra i più alti mai registrati.

The decade of 1900 to 1910 was one of the coolest in the past 11,300 years - cooler than 95 percent of the other years, the marine fossil data suggest. Yet 100 years later, the decade of 2000 to 2010 was one of the warmest, said study lead author Shaun Marcott of Oregon State University. Global thermometer records only go back to 1880, and those show the last decade was the hottest for this more recent time period.

"In 100 years, we've gone from the cold end of the spectrum to the warm end of the spectrum," Marcott said. "We've never seen something this rapid. Even in the ice age the global temperature never changed this quickly."

Using fossils from all over the world, Marcott presents the longest continuous record of Earth's average temperature. One of his co-authors last year used the same method to look even farther back. This study fills in the crucial post-ice age time during early human civilization.

Marcott's data indicates that it took 4,000 years for the world to warm about 1.25 degrees from the end of the ice age to about 7,000 years ago. The same fossil-based data suggest a similar level of warming occurring in just one generation: from the 1920s to the 1940s. Actual thermometer records don't show the rise from the 1920s to the 1940s was quite that big and Marcott said for such recent time periods it is better to use actual thermometer readings than his proxies.

Il riscaldamento globale nel tuo giardino 17.01.13

Il global warming a Savona

NewScientist ha realizzato Your Warming World, una mappa interattiva per osservare l'innalzamento attraverso gli anni della temperatura nelle nostre città come effetto del riscaldamento globale.

Confusione nucleare 05.05.12

Il Giappone ha abbandonato l'energia nucleare, per il momento solo temporaneamente.

Tokyo ha spento oggi l'ultimo impianto ancora in attività dopo lo tsunami del marzo scorso, in attesa della revisione straordinaria che testi la sicurezza di tutte le centrali in caso di eventuali disastri naturali.
La volontà del governo è quella di riaprire gli impianti una volta conclusa la valutazione e ricevuto il parere degli enti locali interessati.

Per la prima volta da 42 anni il paese non potrà fare affidamento sull'energia elettrica prodotta in centrali atomiche.
Per sopperire, nel breve periodo, al fabbisogno energetico il Giappone si è trovato costretto a consumare più combustibili fossili, aumentando di conseguenza la produzione di gas serra.

Il clima di Durban 11.12.11

Dalla conferenza COP17 sui cambiamenti climatici a Durban emergono tre punti chiave.

Oltre il protocollo di Kyoto c'è un domani e da oggi ha il cappello delle Nazioni Unite.
Principalmente lo si deve a una presa di coscienza globale sulle potenzialità ormai certe della rivoluzione verde. L'economia verde trainerà il mondo nei prossimi decenni e nessuno vuole perdersi la festa.
L'ambiente salvato dal capitalismo. A qualche distratto suonerà strano.

La sempre bistrattata Europa detta legge e resta il faro mondiale dello sviluppo sostenibile e delle energie rinnovabili.
Autorevole nel mediare tra posizioni divergenti e capace di assumersi la responsabilità di porsi sempre all'avanguardia nella difesa dell'ambiente.

L'Italia torna protagonista, all'interno del quadro della diplomazia europea, lasciandosi alle spalle la politica ambientale di stampo tardo medievale dei governi Berlusconi.
Una ventata di aria fresca respirata anche a Durban.

Il ritorno del carbone 04.08.11

La rivoluzione verde, auspicata dopo la vittoria del referendum e il calo di consensi verso l'energia nucleare in seguito allo tsunami in Giappone, non si verificherà nel breve periodo.
Gli ostacoli creati dai comitati locali e la bassa efficienza degli impianti di energia rinnovabile stanno spingendo i paesi dell'Unione Europea - e non solo - a fare nuovamente ricorso al carbone. Orrendamente inquinante, estratto con l'impiego di manodopera minorile, ma soprattutto economico.

Non dite che non vi avevo avvisato.

La domanda mondiale di lignite & co. ha ripreso a crescere in modo significativo, favorita da Cina e India. Gli analisti prevedono un aumento di oltre il 50 per cento di qui al 2035, rispetto ad una produzione mondiale che nel 2010 è stata di 6,5 miliardi di tonnellate (+8 per cento su base annua). Nel complesso, il carbone rimane all'origine del 41 per cento dell'energia elettrica del globo, il 26 in Europa.

Ma sono cifre destinate a cambiare. Giuseppe Lorubio, analista di Eurelectric (la Confindustria Ue dei produttori e distributori di energia), ha calcolato che solo la chiusura delle 28 (su 143) centrali europee di vecchia generazione gonfierà il fabbisogno di carbone dell'8-10 per cento.

La Germania, che è il primo consumatore Ue di antracite, ha cominciato un doloroso ritorno, cosa che dovrebbe fare anche la Polonia, che dal fossile corvino potrebbe trarre il 90 per cento dell’energia. Gli inglesi, sospinti da un buon mix fra nucleare, carbone e gas, stanno giocando la carta verde per sostituire le "powerstation" più decrepite. Lo scenario è per il resto stabile, in Europa non c'è più margine per la costruzione di nuove centrali. Occorrerà sfruttare a pieno i margini disponibili.

Al Gore annuncia il Climate Reality Project 14.07.11

Al Gore lancia la nuova campagna di sensibilizzazione sugli effetti del global warming. The Climate Reality Project.
Appuntamento al 14 settembre.

La decisione di spegnere le centrali nucleari 30.05.11

La buona notizia è che eviteremo quella irrisoria probabilità di morire in un incidente nucleare, quella cattiva è che i nostri figli avranno molte più possibilità di morire di global warming.

La decisione del governo tedesco di chiudere tutte e 17 le centrali nucleari del paese - il 22% dell'energia prodotta - ha pochissimo a che fare con la difesa dell'ambiente e della salute e moltissimo con la pancia degli elettori in vista delle prossime elezioni generali.

L'accordo di Cancun sul clima 11.12.10

L'accordo che il mondo, Bolivia esclusa, ha raggiunto sul clima a Cancun poggia su tre aspetti politici fondamentali.

Gli Stati Uniti tornano pienamente in gioco e lavorano attivamente per ottenere risultati e gettare i ponti per raggiungere compromessi.
Solo tre anni fa l'amministrazione Bush negava persino che esistesse un problema climatico.

La Cina muove i primi passi. Esce dall'isolamento. Gli effetti del riscaldamento globale stanno investendo il gigante asiatico e il regime non può che prenderne atto agendo di conseguenza.
Le posizioni più morbide di uno dei maggiori inquinatori del mondo non possono che essere una buona notizia.

I paesi emergenti hanno capito che lo sviluppo passa anche dal rispetto ambientale.

Non parliamo di Europa solo perché l'Unione è già all'avanguardia sul difesa dell'ambiente e sulle politiche di efficienza energetica.

Gli stessi che oggi grideranno al fallimento del summit sono gli stessi che si lamentavano dei compromessi al ribasso del Protocollo di Kyoto; protocollo che oggi difendono a spada tratta.

E tuttavia non sarà la politica a lanciare la rivoluzione verde. Sarà il mercato.
Come sempre è successo per ogni rivoluzione tecnologica e industriale della storia.

Bin Laden ambientalista 01.10.10

Osama Bin Laden, nella sua più recente uscita, offre consigli di agricoltura e parla dei cambiamenti climatici.
Nel prossimo video si affronterà l'affascinante mondo dell'uncinetto afghano.

Difendere l'inquinamento 15.04.10

Ieri il Senato della Repubblica Italiana ha approvato una mozione della destra (la n. 248 Testo 3) che impegna il governo a rivedere tutta la politica ambientale e energetica italiana e europea. In breve, ieri i senatori del PDL hanno detto apertamente che conviene "inquinare di più", il che naturalmente è nei loro poteri di indirizzo, ma per giustificare questa inversione a U hanno approvato un atto infarcito di falsità e pressappochismo, abbracciando le più improbabili tesi negazioniste sia nel testo che nella discussione. L'obbiettivo è quello di allentare i cordoni della legislazione europea sui cambiamenti climatici.

Via iMille.

Ha solo salvato il mondo (notes for dummies) 19.12.09

Basterebbe ricordare che non più tardi di un anno fa la maggior parte delle potenze che ieri hanno trovato un accordo a Copenaghen si dividevano tra chi non considerava il riscaldamento globale una priorità e chi semplicemente lo bollava come fantasie pseudoscientifiche.

Il mondo intero, come forse mai è accaduto in passato, si è trovato d'accordo sul considerare possibile e auspicabile uno sviluppo diverso e sostenibile.
Rimangono divergenze su come raggiungere questo obiettivo, ma l'obiettivo in se non è più oggetto di discussione. Pensare che 193 nazioni trovassero un accordo senza compromessi è utopia
L'impronta lasciata dall'amministrazione Obama, multilaterale e di completa rottura con le posizioni precedenti, è evidente.

A chi si lamenta del basso profilo tenuto dall'Unione Europea dovrebbe essere fatto presente che nessun altro paese è così sensibile all'ambiente e così determinato e preparato a preservarlo come il Vecchio Continente e la sua tanto criticata classe politica di Bruxelles.

Infine solo un mese fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo su una possibile intesa. Tutti erano certi di un completo fallimento. Nessun accordo. Nessun obiettivo.
Ieri invece, a dispetto di ogni previsione, abbiamo fatto il primo passo. Piccolo e malfermo, ma decisivo per il nostro futuro.

Ha solo salvato il mondo 18.12.09

Un primo importante passo verso un mondo più verde.

White House Announces "Meaningful" Climate Deal
The U.S., China, India and South Africa have reached a deal at the Copenhagen climate change conference, an Obama administration official said.

Spiegare il global warming ai caribù 09.12.09

Sarah Palin, lanciatissima nelle ultime settimane, non ci fa mancare la sua visione demagogica e populista sul summit di Copenaghen e più in generale sul tema del riscaldamento globale.

Inseguire il popolo degli scettici e dei contrari-per-scelta sembra l'unica arma in mano alla destra in questo momento. Un'arma che può solo fare danni.

But while we recognize the occurrence of these natural, cyclical environmental trends, we can't say with assurance that man's activities cause weather changes. We can say, however, that any potential benefits of proposed emissions reduction policies are far outweighed by their economic costs. And those costs are real. Unlike the proposals China and India offered prior to Copenhagen -- which actually allow them to increase their emissions -- President Obama's proposal calls for serious cuts in our own long-term carbon emissions. Meeting such targets would require Congress to pass its cap-and-tax plans, which will result in job losses and higher energy costs (as Obama admitted during the campaign). That's not exactly what most Americans are hoping for these days. And as public opposition continues to stall Congress's cap-and-tax legislation, Environmental Protection Agency bureaucrats plan to regulate carbon emissions themselves, doing an end run around the American people.

La deadline da Copenaghen a Bonn 07.12.09

Oggi 56 giornali in 45 paesi parleranno con un'unica voce dei cambiamenti climatici nel giorno di apertura del summit di Copenaghen.

Today 56 newspapers in 45 countries take the unprecedented step of speaking with one voice through a common editorial. We do so because humanity faces a profound emergency.

Unless we combine to take decisive action, climate change will ravage our planet, and with it our prosperity and security. The dangers have been becoming apparent for a generation. Now the facts have started to speak: 11 of the past 14 years have been the warmest on record, the Arctic ice-cap is melting and last year's inflamed oil and food prices provide a foretaste of future havoc. In scientific journals the question is no longer whether humans are to blame, but how little time we have got left to limit the damage. Yet so far the world's response has been feeble and half-hearted.

Australia impermeabile al global warming 03.12.09

Wellington

Se l'Unione Europea è all'avanguardia nella lotta alla riduzione delle emissioni, recentemente il punto si è spostato sulle iniziative e decisioni di Cina e Stati Uniti. I grandi assenti del trattato di Kyoto. In tutto questo l'emisfero australe, per ora, resta alla finestra.

Il senato australiano ha nuovamente bocciato (è la seconda volta quest'anno) il disegno di legge del primo ministro laburista Kevin Rudd, che intendeva ridurre le emissioni di gas serra tra il 5 e il 25 per cento entro il 2020.
L'opposizione, contraria al progetto per paura dei ritorni economici negativi, è riuscita a bloccare il provvedimento, 41 voti contro 33, grazie al fatto che mr. Rudd non dispone della maggioranza in senato. Va segnalato inoltre che la lobby del carbone è molto forte in Australia e che ha influito pesantemente nella discussione parlamentare.

Un fallimento che mina la credibilità del paese in vista del prossimo summit di Copenaghen, ma che d'altra parte fa emergere la figura e il talento del nuovo leader dei liberali Tony Abbott.
Proprio mr. Abbott sarà l'avversario di Rudd nelle elezioni del prossimo anno. E il premierato si giocherà proprio sui temi dell'economia e del global warming.

Ciò che è emerso dalla contrapposizione sul clima è stata l'incapacità del governo progressista nel trovare un'intesa bypartisan, mentre il fronte liberale si impuntava contro la proposta di stabilire dei limiti precisi di riduzione delle emissioni, a favore della costruzione di nuove centrali nucleari. L'Australia è uno dei produttori di uranio e questo è un dato che non va dimenticato.
Mr. Abbott su questa proposta si augura di conquistare proprio le simpatie di una parte dei progressisti per creare un'ulteriore strappo nella maggioranza, a tutto vantaggio della sua campagna elettorale.

Invertire la marea 22.09.09

The journey is long. The journey is hard. And we don't have much time left to make it. It is a journey that will require each of us to persevere through setback, and fight for every inch of progress, even when it comes in fits and starts. So let us begin. For if we are flexible and pragmatic; if we can resolve to work tirelessly in common effort, then we will achieve our common purpose: a world that is safer, cleaner, and healthier than the one we found; and a future that is worthy of our children.

Via TPM.

Coriandoli climatici 18.06.09

La prima pagina della falsa edizione dell'International Hera

Un falso International Herald Tribune distribuito da attivisti di Greenpeace
Un'edizione utopica per celebrare l'auspicato accordo sui cambiamenti climatici in previsione della Conferenza Cop 15, che si terrà a Copenaghen in dicembre.

In questa ucronia compare anche il nostro premier Berlusconi, "ricoverato d'urgenza in ospedale per aver inalato troppi coriandoli nella festa di benvenuto a Roma dopo l'accordo globale contro i cambiamenti climatici".

Se adesso Google inquina 12.01.09

Google chiude la faccenda. Con i fatti.

Recently, though, others have used much higher estimates, claiming that a typical search uses "half the energy as boiling a kettle of water" and produces 7 grams of CO2. We thought it would be helpful to explain why this number is *many* times too high. Google is fast - a typical search returns results in less than 0.2 seconds. Queries vary in degree of difficulty, but for the average query, the servers it touches each work on it for just a few thousandths of a second. Together with other work performed before your search even starts (such as building the search index) this amounts to 0.0003 kWh of energy per search, or 1 kJ. For comparison, the average adult needs about 8000 kJ a day of energy from food, so a Google search uses just about the same amount of energy that your body burns in ten seconds.

In terms of greenhouse gases, one Google search is equivalent to about 0.2 grams of CO2. The current EU standard for tailpipe emissions calls for 140 grams of CO2 per kilometer driven, but most cars don't reach that level yet. Thus, the average car driven for one kilometer (0.6 miles for those in the U.S.) produces as many greenhouse gases as a thousand Google searches.

La crisi, ma anche no 06.01.09

L'estensione dei ghiacci artici è tornata ai livelli del 1979.

La Giornata della Terra alle Nazioni Unite 22.04.16

La Giornata della Terra alle Nazioni Unite

Nella Giornata della Terra, la ricorrenza organizzata dalle Nazioni Unite per porre l'accento sull'ambiente e la salvaguardia del pianeta che viene celebrata ogni anno il 22 aprile (un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera), 175 leader mondiali hanno siglato il trattato uscito dall'accordo sul clima raggiunto alla COP 21 di Parigi.

La verde Tour Eiffel 30.11.15

Descrizione della foto

La Tour Eiffel si illumina di verde per la conferenza internazionale delle Nazioni Unite sul clima COP 21. Se nel 1997 il Trattato di Kyoto, sulla lotta all'effetto serra, fu firmato da 35 paesi che rappresentavano appena il 12% delle emissioni globali di CO2, il nuovo accordo di Parigi per arginare il global warming coinvolgerà potenzialmente 167 paesi, responsabili del 94% dei gas serra.

Fonte: Euronews

La riviera delle alluvioni 04.10.15

Alluvione in Costa Azzurra

L'incapacità di gestire e affrontare la normalità di eventi climatici, che sino a qualche decennio fa potevano essere classificati come eccezionali, è alla base di una nuova tragedia avvenuta in Costa Azzurra. In un territorio che più di altri subisce gli effetti dei cambiamenti climatici il concetto di consuetudine deve sostituire quello di emergenza. La nostra futura sicurezza passa da lì, altrimenti la cronaca sarà sempre la stessa: morti, frane, allagamenti, paralisi delle vie di comunicazione e danni per milioni di euro. Ogni anno. Tutti gli anni. Da Cassis a Sarzana.

Fonte: Le Monde

Un lago di palline 11.08.15

La riserva d'acqua di Sylmar coperta da palline

La riserva d'acqua di Sylmar, in California, è stata ricoperta da migliaia di sfere di polietene per proteggerla dall'evaporazione.

L'Europa ha caldo 01.07.15

In spiaggia sotto la doccia a Biarritz per difendersi dal caldo

Le correnti calde provenienti dall'Africa stanno facendo innalzare le temperature in tutta Europa ben oltre le medie stagionali. L'anticiclone africano raggiungerà il suo picco sabato con punte massime anche di 40 gradi.

Il ghiacciaio sotto il telo 17.06.15

Ghiacciaio del Rodano

Anche quest'anno il Ghiacciaio del Rodano è stato coperto con teli geotessili per preservarne il manto nevoso dal riscaldamento globale limitandone lo scioglimento.

Così caldo da sciogliere l'asfalto 27.05.15

Asfalto sciolto in India

Una straordinaria ondata di caldo ha investito l'India con temperature che hanno raggiunto i 47 gradi. Oltre 1.100 persone sono morte negli ultimi dieci giorni per disidratazione e collassi, molti dei quali negli stati dell'Andhra Pradesh e del Telangana.

Fonte: CNN

Un'estate bollente in Cina 02.08.13

Una scimmia allo zoo di Shanghai si disseta con del ghiaccio

Prosegue l'ondata straordinaria di caldo sulla Cina orientale e centrale. Per la prima volta nella sua storia, l'Ufficio meteorologico cinese ha dichiarato un'emergenza di livello 2 per le temperature che hanno superato i 40 gradi a Shanghai e in alcune aree vicine.

Fonte: USA Today

L'ambiente fa i conti con la crisi 08.12.12

Doha COP18

Alla COP18 di Doha il mondo, con l'eccezione della Russia, ha raggiunto un accordo per prolungare il protocollo di Kyoto sino al 2020. L'intesa è vittima della crisi, ma permette di evitare una battuta d'arresto nello sforzo delle Nazioni Unite per limitare le emissioni di gas serra e ridurre gli effetti del global warming.

Ondata di caldo 21.08.12

L'estate torrida a Montpellier

Non concede tregua l'estate eccezionale per la durata del caldo e siccità, seconda solo a quella del 2003. Gli elementi in mano ai climatologi confermano la teoria del global warming.

Fonte: ANSA