tizianocavigliablog
Guardia di porta.

La sobrietà del Giornale nel Giorno della Memoria 27.01.12

Screenshot de Il Giornale

La risposta del Giornale di Sallusti all'editoriale, provocatoriamente razzista, di Der Spiegel sul naufragio della Concordia.
La gara a chi è più nazista nel giorno del ricordo della Shoah.

L'etica dell'informazione di destra 23.07.11

La prima pagina de Il Giornale

La prima pagina di Libero

Le prime pagine de Il Giornale e Libero sugli attentati in Norvegia si commentano da sole.

Il buon giornalismo di destra, quello che vede lontano 01.03.11

Il 2 febbraio Paolo Liguori scriveva sul Giornale un editoriale a proposito del leader libico e della profonda e lungimirante amicizia instaurata per volere del premier Berlusconi.

Forse mi sono distratto, ma non ho sentito una sola autocritica, in questi giorni di caos nordafricano, sul colonnello Gheddafi. Intendo un ragionamento, una riflessione da parte di quanti - politici e giornali - hanno sputato veleno contro il leader libico, per via dei suoi rapporti amichevoli con il Presidente Berlusconi.

[...] A occhio, è rimasto l'unico nostro alleato certo ed affidabile sulle coste nordafricane, a poche ore di barca e a tiro di missile dalle nostre spiagge. E, se si considera anche soltanto l'influenza di queste crisi sui mercati del petrolio e del gas, è una bella fortuna che il nostro Presidente del Consiglio abbia un forte rapporto personale, oltre che politico, con il leader libico.
Per fortuna, che c'è Gheddafi. Altro che leader autoritario, poco rispettoso delle donne. Sono barzellette buone per una sinistra italiana rincitrullita ed incanaglita.

Un'altra grande inchiesta de Il Giornale 26.10.10

E' stato il tormentone politico estivo, portato avanti a colpi di prime pagine sul Giornale di Feltri.
L'affaire casa a Montecarlo di AN ha squassato il PdL, ha accelerato la scissione dei finiani, ha mutato il quadro politico del Governo.

Ora i pm di Roma ne hanno chiesto l'archiviazione. La procura ha accertato l'insussistenza di azioni fraudolente.
Fini era uno degli indagati.

I bazinga di Porro 08.10.10

Il Fatto Quotidiano pubblica le scherzose intercettazioni riguardo il dossieraggio sulla Marcegaglia.

Le estati dei dossier 07.10.10

Boffo. Fini. Marcegaglia. Il Giornale.
Unite i puntini.

Ossessione Fini 05.09.10

Le pagine de Il Giornale su Fini

Le prime pagine de Il Giornale sono tutte per Fini. Dal 28 luglio.

Hanno fatto bene 01.06.10

Impazza su FriendFeed il meme sulla delirante apertura del Giornale.

Screenshot della home page de Il Giornale

Screenshot fake della home page de Il Giornale

In sordina 26.03.10

Vittorio Feltri è stato sospeso per sei mesi dall'Ordine dei giornalisti a seguito della vicenda Boffo.

Libero di raccontare balle 26.02.10

Il sistematico ricorso alla menzogna di Libero e del Giornale, nel tentativo di piegare la realtà e la verità, raggiunge spesso vette inviolate.

Il primo caso di disinformazione, riguarda la fantasiosa intervista a Philip Roth di Tommaso Debenedetti. Pubblicata su Libero il 22/11/2009.

«Obama? Una grandissima delusione Sono stato fra i primi a credere in lui, ad appoggiarlo, ma adesso devo confessare che mi è diventato perfino antipatico». Philip Roth, forse il più illustre dei narratori americani d’oggi, autore di capolavori quali Lamento di Portnoy, Pastorale americana, Zuckerman scatenato e, da poco uscito in Italia, Indignazione, esprime con forza, per la prima volta, il suo giudizio fortemente negativo sull'attuale Presidente Usa. Ci tiene a farlo subito, nella nostra conversazione telefonica.

Oggi Paola Zanuttini ha intervistato Philip Roth per il Venerdì di Repubblica.

Per caso, è insoddisfatto anche da Barack Obama? Da un'intervista a un quotidiano italiano, Libero, risulta che lo trova persino antipatico, oltre che inconcludente e assopito nei meccanismi del potere.
«Ma io non ho mai detto una cosa del genere. E’ grottesco. Scandaloso. E’ tutto il contrario di quello che penso. Considero Obama fantastico. E trovo che l’attacco che gli stanno sferrando i repubblicani è molto simile a quello subito da Roosevelt al suo primo mandato. E' la destra più stupida mobilitata da Sarah Palin. Agitano la bufala dell’atto di nascita che dimostrerebbe che è nato in Kenya. E trovano ascolto. Sotto c'è il problema della razza, della pelle. Sono molto seccato per queste dichiarazioni che mi vengono attribuite: non ho mai parlato con questo Libero. Smentisca tutto. Ora chiamo il mio agente.»

Chiama il suo agente, che gli filtra tutti i contatti: nell'agenda delle interviste passate e future non risulta nè Libero nè il nome dell'intervistatore.

Il secondo caso lo segnala Mantellini.

Oggi Il Giornale ha titolato a caratteri cubitali: "Processi, vittoria di Berlusconi". Oggi Libero ha titolato a caratteri altrettanto cubitali: "Silvio assolto, Travaglio fa appello". Oggi il TG1 delle 13,30 ha detto nei titoli e nella presentazione del servizio che "L'avvocato Mills è stato assolto". Ovviamente si tratta di falsità indifendibili che gettano un discredito assoluto sui "giornalisti" che le hanno pronunciate.

Extracomunitari era troppo lungo 09.01.10

La prima pagina de Il Giornale

Un tentativo di apertura liberal del Giornale sulla rivolta di Rosarno, ma con un occhio al proprio target di riferimento.

La nostalgia della sobrietà ingessata del pentapartito 18.12.09

Un flacone di Valium con un biglietto di auguri,

Egregio Direttore, per festività 'serene' senza ossessioni e allucinazioni.

E' il regalo che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha inviato ieri al direttore del Giornale Vittorio Feltri.
La risposta non si è fatta attendere,

ho una raccomandazione per il Presidente della Camera: ci vada piano con il lambrusco, il rosso fa bene ma non bisogna esagerare. E lui ultimamente ha fatto parecchio uso di 'rosso', e non gli ha fatto bene...

Si è inceppata la ventola 05.12.09

Da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato.
Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso

Feltri. Quello pagato per spalare fango le ventilatore.

Lo stridio del vetro sotto le unghie 17.09.09

Paolo Granzotto su Il Giornale di oggi:

Farabutto è attributo che riverbera assenza di acredine, di odio - velenosi sentimenti dei quali si nutre invece l'antiberlusconismo - nell'animo di Berlusconi (...). Farabutto lo si dà anche con benevolenza (...) e in certi casi con un sentore di ammirazione (...). Insomma, anche stavolta Silvio Berlusconi l'ha imbroccata.

Mistero Boffo 06.09.09

Gira voce che dopo Dino Boffo, le prossime mirabolanti inchieste del Giornale riguarderanno le case di D'Alema e, ehm, le donne di Veltroni.

Via Francesco Costa.

L'avvenire di Boffo 31.08.09

Guzzanti aveva capito tutto.

Grazie Ciccsoft.

Un lento, l'ultimo oramai 21.08.09

Si litigava sulla grazia a Sofri - qui, su questo Giornale - e volarono accuse al limite dell'insulto, roba pesante, un corsivo contro l'altro, mica finzione. Avevo cominciato io e il direttore Maurizio Belpietro ricambiò dandomi in sostanza dell'ignorante; io per contro accusai Mario Giordano, un giovane inviato, di puerilità e semplicismo. Il caso fece un chiasso trascurabile ma sentito, e i lettori comunque mi scotennarono; ricordo che un solo collega, Giampiero Mughini, da vero fuoriclasse, mi diede la sua solidarietà. Quel Mario Giordano, tempo dopo, me lo ritrovai come avversario in una partita di calcio: galoppavo sulla destra e mi fece un fallo da espulsione (a vita) che mi fece rotolare a terra per quattro volte; mi rialzai digrignando i denti e lui mi disse pure: «Non è fallo». Ne seguì una di quelle scene penose dove un esagitato (io) viene trattenuto a stento dai compagni mentre menziona uno a uno i santi del calendario. Quando poi quel Giordano divenne direttore del Giornale, tutti a dirmi: tu hai chiuso. Invece questa rubrica, che da anni scorrazzava impunita in questa prima pagina, non solo fu mantenuta, ma divenne ancora più libera, persino troppo, un caso praticamente unico nel panorama nazionale. E siccome si vive una volta sola, io, che a dire «grazie» mi viene un'emiparesi facciale, oggi gli dico: grazie. Non me ne hai mai censurata una e non mi censurerai neanche questa, l'ultima.

Via Filippo Facci.

Il logo con la zeppa 13.06.09

Il nuovo logo di promozione del brand Italia

Il logo di Magic Italy depurato dell'animazione e italianizzato.

Vogliamo parlare della "L" a cui è stata messa la zeppa alzando il tratto orizzontale per non farlo sparire sotto il nastro tricolore?
O vogliamo segnalare che i colori del suddetto nastrino sono invertiti?

A titolo di cronaca i 43 milioni, di cui si parla nell'articolo del Giornale, svaniti nel tentativo di creare Italia.it furono stanziati da Lucio Stanca (ex Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie del Governo Berlusconi) e non da Rutelli.

Difendere l'indifendibile 12.06.09

Quelli del giornale provano a difendere quell'aborto di Magic Italy. Tentativo patetico e per altro non riuscito.

Intanto le dieci domande sul logo formulate da SocialDesignZine restano senza risposta.

In fondo sembrano tutti uguali 13.05.09

Il Giornale ha dato dei "musi gialli" ai giapponesi. All'ambasciata del Giappone non l'hanno presa benissimo.