tizianocavigliablog
See you space cowboy...

Simpson HD 15.02.09

Anche una camicia è un simbolo 29.01.09

Obama nello Studio Ovale in maniche di camica

Governare il mondo con uno stile informale.
Obama svecchia lo Studio Ovale incontrando i collaboratori in maniche di camicia.

Crunch! 21.01.09

L'articolo sul Corriere della Sera

Fixie 21.10.08

Toglietevi dalla testa che la fissa sia una bici figa.
A meno che il vostro nome non sia Lucas Brunelle o che il vostro lavoro non sia il corriere a Manhattan.

G8 15.07.08

Non erano torture. Ci sarebbe molto da aggiungere.

Che fissa! 16.04.08

Questa notte ho installato il Service Pack 1 per Windows Vista.

L'aggiornamento si è rivelato particolarmente veloce.
Oggi proverò a fare questa cosa qui.

A whisper in the wind 03.07.07

Mi chiedo se anche da voi è così pieno di belinoni?
Perché alle volte mi sembra di essere il più fortunato.

Louis Vuitton Cup: Luna Rossa umilia BMW ORACLE 14.05.07

Prima straordinaria vittoria di Luna Rossa alle semifinali della Louis Vuitton Cup.
In una giornata caratterizzata da continui salti di vento, Torben Grael ha saputo sfruttare ogni raffica.
Dopo una partenza vinta dalla barca italiana, Luna Rossa incrementa minuto dopo minuto il suo vantaggio. Alla prima boa di bolina il delta sarà di 52 secondi di vantaggio. La sinistra del campo ha pagato.
Nella poppa però BMW ORACLE compie un grande recupero; la separazione al cancello di poppa vedrà ridursi il vantaggio di Luna Rossa a soli 7 secondi.
La seconda bolina sarà di nuovo favorevole alla barca dello Yacht Club Italiano. Il rilevamento alla boa si arresterà a un minuto e 21 secondi.
Nell'ultima poppa Luna Rossa controlla e amministra, riuscendo a guadagnare ulteriori lunghezze. Il delta finale non lascia spazio a dubbi, 2 minuti e 19 secondi.

Nella seconda semifinale Desafio non è mai riuscita ad imporre il suo ritmo.
La copertura eccellente dei neozelandesi e la velocità della barca non hanno lasciato scampo agli spagnoli, che non sono mai stati in grado di impensierire Team New Zeland.
Anche in questo caso il delta finale è eloquente, 43 secondi.

Race 1

  • Luna Rossa Challange batte BMW ORACLE Racing
  • Emirates Team New Zeland batte Desafio Espanol

Semifinale A

1 Emirates Team New Zeland
0 Desafio Espanol

Semifinale B

0 BMW ORACLE Racing
1 Luna Rossa Challange

LVC RR1: primi giorni, Flight 1 e 2, nuovo stop, Flight 3, Flight 4 e 5, Flight 6 e 7, Flight 8 e 9, Flight 10 e 11, prima metà, Flight 10 e 11, seconda metà
LVC RR2: Flight 1, prima metà, Flight 1 (seconda metà) e 2, Flight 3 e 4, Flight 5 e 6, Flight 7 e sfida Mascalzone - Desafio, Flight 8, Flight 9, Flight 10, Flight 11
LVC le barche: Victory Challange, United Internet Team Germany, Team Shosholoza, Mascalzone Latino - Capitalia Team, Luna Rossa Challange, Emirates Team New Zeland, Desafio Espanol, China Team, BMW ORACLE Racing, Areva Challange, +39 Challange

La matematica vista da destra 19.03.07

Da it.politica:

Chi ha deciso che una "coppia" deve essere formata da due persone?

Make love, not Warcraft 12.10.06

Se amate Southpark, ma ancor di più WoW, qui trovate una puntata davvero memorabile, trasmessa il 4 Ottobre scorso.
Incentrata totalmente sul più celebre dei Massive Multiplayer Online Role-Playing, ha una colonna sonora d'eccezione con il singolo "Live to Win", dall'omonimo albun di Paul Stanley in uscita il 24 Ottobre, che da solo vale il costo del cd.
E fidatevi sulla parola se vi dico che anche le altre tracce sono all'altezza.

Nelle scene sono inoltre presenti numerosi riferimenti ai più famosi universi fantasy e di fantascienza, dal Balrog al Millenium Falcon, da Mad Max al poster di Diablo.

Diversità 08.01.06

Parole sante Fassino. Finalmente.
Perché la diversità morale rispetto alla destra è un dato di fatto e il popolo di sinistra lo ha dimostrato ampiamente in queste settimane.

Con buona pace di Casini e compagnia.

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Crosspost su BlogFriends.

Serenity, Firefly class 05.10.05

Ieri notte ho finito di vedere l'ultima puntata di Firefly, una delle serie più interessanti degli ultimi anni.

Definire Firefly è difficile, dovrebbe essere fantascienza, ma è molto di più.
E' un western, è azione, è mistero, è una commedia ed una storia d'amore o meglio di molti amori e molti tipi di amore.

Ma forse è meglio partire dall'inizio.
L'universo di Firefly è dominato dalla razza umana, già abbastanza aliena e alienata per aggiungere ulteriori omini verdi. Esiste un unico grande governo l'Alleanza, nata dall'unione dell'occidente, capitanato dagli Stati Uniti, e dalla Cina.

Il secolo è il XXVI e la lingua più comune è l'inglese/cinese.
Non stupitevi dunque se il computer di bordo vi informa che il supporto vitale è fritto prima in inglese e poi in cinese.

I puritani saranno felici di sapere che tutto le espressioni scurrili sono pronunciate in cinese. Questo dovrebbe evitare che l'oscurantismo medioevale della censura ponga troppi vincoli ed assurdi tagli, quando si decideranno a trasmetterla in Italia.

Non tutti sono stati d'accordo sull'unificazione della galassia sotto un unico governo. Proprio per questo, sei anni prima dell'inizio della storia, si è svolta una sanguinosa guerra di secessione, finita nel sangue dei ribelli indipendentisti uccisi.

La serie si svolge sul mercantile Serenity, classe Firefly. Il capitano, Malcom Reynolds, e Zoe, la sua vice, sono proprio due reduci che hanno combattuto dalla parte sbagliata del fronte.

Il capitano è un uomo d'onore, d'azione e di grandi principi e non si da pace per la vittoria dell'Alleanza e dei ricchi pianeti centrali. Con la sua Serenity, che sopravvive di espedienti e crimini, cerca di scappare più da se stesso che dagli incrociatori dell'Alleanza. In fondo somiglia molto a Han Solo.
Rude, scanzonatorio, severo, ma giusto.

Gli altri membri dell'equipaggio della Serenity sono il pilota, Wash marito di Zoe; il capo ingegnere (se fosse imbarcata sull'Enterprise) Kaylee; Book, un predicatore con un segreto alle spalle; il medico di bordo Simon e la sua misteriosa sorella River; Inara, un'accompagnatrice professionista (misto tra una geisha ed una prostituta d'alto bordo); e Jayne, l'indefinibile bruto della nave.

Nel corso delle puntate si avrà modo di apprezzare la complessità dei personaggi e della galassia di Firefly dove tutto è sempre diverso da come appare a prima vista.

A causa dell'ottusità cronica dei dirigenti della Fox la serie è stata interrotta metà della prima stagione, lasciando ovviamente aperti un'infinità di misteri e di dubbi.

Joss Whedon, il creatore della serie (già famoso anche in Italia per le serie Buffy) e la sollevazione popolare hanno spinto la Universal a comprarne i diritti e a produrre il film Serenity. Dal successo di questo film, che fosse per me sarebbe scontato, si potrebbero aprire spiragli per altre due pellicole e forse per riprendere la serie.

Quindi fatemi il piacere di andarlo a vedere.
Grazie e buon divertimento.

L'archivio francese 19.02.05

La risposta francese alla biblioteca digitale di Google.

Sblinda per due posterdati antani miliardi di euro 16.09.09

E' morta la matematica 15.09.09

Porta a Porta cinegiornale speciale "Berlusconi e la ricostruzione dell'Aquila" commentato su FriendFeed.

Doverosi riequilibri informativi 15.04.09

La vignetta di Vauro su Berlusconi

Adesso vi fermate e mi spiegate con calma perché la satira di Vauro è "gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti" e per questo deve essere sospeso, mentre non si è fatto un plissé sul servizio del Tg1 che elencava entusiasticamente gli ascolti record avuti grazie al terremoto in Abruzzo.

Le toffolette le porta lui 08.04.09

Silvio Berlusconi, intervistato da N-tv, dice la sua sulla condizione degli sfollati del terremoto in Abruzzo:

Bisogna prendere questo come un camping da fine settimana.

Lo stesso video con commento (in tedesco) e l'articolo del Guardian sull'ennesima gaffe del premier.

Election day solidale 08.04.09

Civati e la Meo, tra gli altri, si sono fatti promotori dell'iniziativa "Election day per aiutare l'Abruzzo".
L'idea è quella di accorpare elezioni europee, amministrative e referendum per risparmiare 400 milioni di euro, da impiegare in Abruzzo.

Google per l'Abruzzo 08.04.09

Google ha messo su una pagina dedicata al terremoto in Abruzzo. Mappe, informazioni e notizie.

Le immagini satellitari, aggiornate a dopo il terremoto, sono impressionanti.

Della satira e della morte 07.04.09

Vedo che qua dentro ci si sta accapigliando, e lo capisco. Provo a esprimere la mia posizione, sapendo già che sarà difficile.

Prima cosa: tengo a sottolineare che soltanto io - Stefano - decido cosa viene pubblicato e cosa no. Ringrazio chi si schiera in mia difesa, ma è una questione alla quale preferisco rispondere in prima persona, almeno per quanto riguarda la gestione del sito. Seconda cosa: qui non si censura nessuno, ma non tollererò offese nei commenti. Comunque la pensiate, siate educati. Se qualcuno sostiene di non voler più leggere questo sito, è ovvio che a me dispiace, ma è padronissimo di farlo: non occorre prenderlo in giro. Del resto è ovvio che fare vanto del proprio uscire sbattendo la porta non è il miglior modo per dare vita a un dibattito civile.

Torno a chiedere scusa a chiunque si sia sentito offeso dalla scelta di non ignorare questo argomento. Non era certo mia intenzione sminuire la tragedia o le vittime che la stessa ha causato (e non voglio dilungarmi su quanto alcune persone a me molto vicine siano in qualche modo coinvolte). Chi conosce Spinoza sa che l'ironia cerca sempre di essere strumento di un messaggio, e quando si parla di faccende così delicate sto doppiamente attento a mantenere questa linea.

Può darsi ci siano battute poco riuscite, qua in mezzo. Ci sta. Probabilmente qualcuno è stato infastidito da quella sulla Casa dello studente, che è la sola che mi pare accennare minimamente alle vittime. Probabilmente, dovessi riscrivere il post oggi, non la inserirei. Ma il punto, a quanto vedo, non sono le singole battute ma il fatto in sé di avere trattato questo argomento. E a questo voglio rispondere, a Maurizio, Ciro e agli altri.

Quel che tengo a dire è che questo fermarsi davanti alle tragedie è un costume che non mi appartiene. Non parlo di riflessioni personali; non dico che non si debba far posto alla sofferenza, o sentirsi coinvolti. Parlo semplicemente dell'abitudine a reagire alla morte come il massimo dei tabù, quasi come potessimo allontanarla da noi, non parlandone. Non ho questa barriera mentale, e ne sono felice. Per questo rifiuto fortemente di sentirmi dire "Questa cosa è talmente grossa che non ci si può scherzare" oppure "Dovete rispettare questi morti, potevano essere vostri parenti". Ecco, la chiave di tutto mi sembra questa frase, che per me è una stortura. I morti che potevano essere nostri parenti. Se ragioniamo per ipotesi, qualsiasi persona del mondo avrebbe potuto essere mio parente: io stesso avrei potuto nascere in Congo e morire di fame o di guerra a tre anni, allo stesso modo in cui avrei potuto essere sotto quelle macerie.

Certo, una morte è sempre una tragedia, e credo che tutti quelli che scrivono e leggono qua sappiano cosa vuol dire veder sparire una persona. Tutti noi abbiamo i nostri morti e saremo a nostra volta, un giorno, i morti di qualcuno. Ma dal punto di vista personale, e ancor più quello mediatico, ogni catastrofe è un'equazione piena di variabili: non possiamo negare - e lo sanno giornali e televisioni - che ci sono morti vicini e morti lontani, che ci sono guerre che ci interessano e altre di cui ce ne sbattiamo. Abbiamo inventato nazioni e confini, ed è normale sentirsi toccati da chi ci è prossimo, chi parla la nostra lingua. Questa è un'altra barriera mentale che ho scelto - ed è uno sforzo - di non avere. Il fatto è che se restassimo in silenzio davanti a ogni morte, non potremmo più parlare di niente (a partire da adesso, tra una settimana saranno morte più persone sulle nostre strade che sotto le macerie del terremoto, ma in giro è pieno di gente che ironizza sul guidare ubriachi e sui limiti dei test alcolemici, tanto per fare un controesempio). Per questo ne parliamo, come ci piace parlare di tutte le cose che succedono, cercando di metabolizzarle anche attraverso l'ironia. Non pretendo di convincere che questo sia l'approccio migliore: è uno dei tanti possibili. Ma credo meriti rispetto, più che un invito a vergognarsi.

I media sanno bene come far leva su queste cose, quando raccontano storie di morte. Si condiscono i resoconti degli aggettivi più abusati, si cercano i volti di chi ha perso tutto, si cerca di strappare parole a chi sceglie il silenzio, disonorandolo nel peggiore dei modi. E' lì che ci si dovrebbe fermare. Ma queste cose ormai le digeriamo ogni giorno, anziché tirare una ciabatta al televisore o fare coriandoli del giornale che abbiamo tra le mani. E' ovvio che poi ci troviamo di fronte a un post così e ci sembra spiazzante e irrispettoso. Detto questo, invito a una lettura un po' meno superficiale delle battute. Qualcuno lo ha già detto, e molto meglio di me, che non abbiamo scherzato sui morti. Il post non riguarda minimamente le persone che soffrono (alle quali mi sento vicino, né più ne meno di chi si è indignato per il medesimo) quanto un certo tipo di politica televisiva, e il bel modo di certi suoi esponenti di farsi belli davanti alle catastrofi. Su questo possiamo, e vogliamo, puntare il dito.

PS. Non accetto discorsi del tipo "A scherzare su queste cose si fa vincere Berlusconi", bla bla bla, e sto paio di palle. Ricordo che il nostro capo di governo usa raccontare - anche in sedi istituzionali - barzellette sui tumori, sull'aids, sui lager, sulla pena di morte. E qualcuno lo vota nonostante questo, e anzi forse anche per questo. Accetto di buon grado che si discuta sull'ironia inopportuna: c'è sempre da imparare, e la sensibilità altrui è un buon metro di valutazione. Ma non rompetemi i coglioni tirando fuori Berlusconi, per favore. Altrimenti mi tocca chiedervi perché cazzo lo votate, invece di scrivere sulla scheda: Col cazzo che raccontavi una barzelletta sull'aids se ci era morto un tuo parente, coglione.

Via Spinoza.

Indice di ascolto 07.04.09

Terremoto in Abruzzo 06.04.09

Il terremoto a L'Aquila

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La diretta su Repubblica e i resoconti di Maxime e Nicola Mattina.

Voto di scambio 24.11.08

Il candidato del Pdl alla presidenza dell'Abruzzo, Gianni Chiodi, alle prese con il voto di scambio.