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See you space cowboy...

Breve storia del conflitto israelo-palestinese 22.01.16

La storia del conflitto fra arabi e israeliani e il debunking di 11 miti sul conflitto che infiamma il Medio Oriente.

Bibi, ancora tu 18.03.15

In politica l'incertezza è perdente. Un segno di debolezza. E in politica, come in natura, sopravvive solo il più adatto, mentre l'anello debole viene selezionato per l'estinzione.
Nella recente campagna elettorale israeliana nessuno si è mostrato più incerto del ticket Herzog-Livni. Dunque perché stupirsi della vittoria di Netanyahu?

Se siete preoccupati, rassicuratevi. Oggi la pace non è più a rischio di ieri. Sono i grandi paesi con governi deboli a rappresentare una minaccia alla stabilità, non le leadership inossidabili alla guida di democrazie avanzate.
Oggi a essere a rischio sono soltanto i nemici di Israele.

L'efficacia di Iron Dome in azione 27.08.14

Il sistema di difesa missilistico dell'IDF, Iron Dome, intercetta e distrugge quindici missili qassam lanciati da Hamas verso Israele.

Abissi comunicativi 21.07.08

Lo spot italiano di Vodafone per l'iPhone.



E quello targato Apple.


Aggiornamento: il primo spot è uguale per tutti i carrier. Ciò non significa che sia meno orrendo di prima.

Il conto delle vittime a Gaza 21.07.14

Il New York Times tiene il conto, giorno per giorno, delle vittime palestinesi e israeliane in seguito all'offensiva dell'IDF nella Striscia di Gaza contro le milizie di Hamas.

La bussata sul tetto israeliana 17.07.14

Nel condurre la campagna di bombardamenti sulle aree residenziali a Gaza, le Forze di Difesa Israeliane danno normalmente due preavvisi ai potenziali abitanti. Il primo in genere sotto forma di telefonate o tramite volantini lanciati dai droni, mentre il secondo è quello chiamato in gergo la "bussata sul tetto", un colpo di avvertimento scaricato sulla sommitatà degli edifici qualche minuto prima dell'arrivo del bombaradamento vero e proprio.

Il giorno della vittoria di Hamas 22.11.12

Hamas proclama la Giornata nazionale di vittoria in seguito all'entrata in vigore della tregua con Israele mediata da Stati Uniti ed Egitto grazie all'intervento di una donna, bianca, americana, cristiana e senza velo, dopo aver subito oltre 160 vittime, aver incassato la decapitazione dei propri leader militari e la perdita di strutture organizzative e depositi, senza de facto aver modificato di una virgola lo status della Striscia di Gaza e senza aver inflitto alcun significativo danno allo Stato di Israele.

I 5 motivi per cui lo scontro tra israeliani e palestinesi questa volta è diverso 20.11.12

NPR analizza come la primavera araba abbia cambiato il rapporto di forza, di strategie e di opinioni sul conflitto arabo-israeliano prendendo in esame cinque ragioni: la mediazione dell'Egitto di Morsi e dei Fratelli Musulmani, i nuovi razzi iraniani di Hamas capaci di raggiungere Tel Aviv e Gerusalemme, il peso di Hamas non più politicamente isolata, l'inesistenza di un processo di pace e il disinteresse degli Stati Uniti d'America.

Lanci di razzi e attacchi aerei 19.11.12

Israele colpisce un obiettivo a Gaza

L'Iron Dome israeliana

Un bambino israeliano in un bunker

Danni dell'attacco aereo su Gaza

L'offensiva militare dell'IDF sulla Striscia di Gaza e la vita in Israele sotto la minaccia dei razzi di Hamas raccontata attraverso le immagini del Guardian.

Il piano a lungo termine di Israele 17.11.12

Jeffrey Goldberg si chiede quale sia il piano a lungo termine di Israele per rispondere alle aggressioni a colpi di razzi da parte di Hamas e su come normalizzare la situazione palestinese nella Striscia di Gaza, alla luce dell'attuale fallimento politico.

What is Israel's long-term strategy? Short-term, I understand: No state can agree to have its civilians rocketed. But long-term, do Israeli leaders believe that they possess a military solution to their political problem in Gaza? There is no way out of this militarily. Israel is not Russia, Gaza is not Chechnya and Netanyahu isn't Putin. Even if Israel were morally capable of acting like Russia, the world would not allow it. So: Is the goal to empower Hamas? Some right-wingers in Israel would prefer Hamas's empowerment, because they want to kill the idea of a two-state solution. But to those leaders who are at least verbally committed to the idea of partition, what is the plan? How do you marginalize Hamas, which seeks the destruction of Jews and the Jewish state, and empower the more moderate forces that govern the West Bank?

Tweet di guerra 15.11.12

Il messaggio dell'IDF su Twitter

L'offensiva israeliana su Hamas nella Striscia di Gaza e i lanci di razzi su Israele raccontati via Twitter dall'IDF (le Forze di Difesa Israeliane) e dalle brigate al Qassam.

Vietato tenere le cuffie in bici 18.05.12

In Israele si sta pensando di vietare per legge l'uso di auricolari mentre si è in sella a una bicicletta per ridurre il rischio di disattenzione. Un caso unico al mondo.
La proposta avrebbe il sostegno di alcune associazioni locali di ciclisti.

Il muro col Libano 30.04.12

L'esercito israeliano ha iniziato la costruzione di un muro al confine con il Libano di oltre 2 km con il coordinamento dell'UNIFIL e dell'esercito di Beirut.
Il muro ha lo scopo di proteggere la città israeliana di Metulla dal possibile fuoco proveniente da oltre confine.

L'ossessione dell'America per Israele 02.03.12

Perché Israele è un argomento così inflazionato tra i media e nella società americana.

There's more than one reason that Israel became a topic of such constant conversation among American writers, opinion-makers, politicians, and policy wonks. Undeniably, Israel is interesting. It is conveniently located in an area that is continuously a producer of dramatic news, a place to which journalists can easily travel and from which they can easily write -- the one country in the Middle East that doesn't violently prevent the media from doing its job. Then there's the "special relationship" factor: Israel is a U.S. ally, and a strong and vocal lobby of both Jews and Christians is working to preserve the two countries' ties. It is a place for which many Americans have special affinity for religious reasons, meaning that any story on Israel is likely to generate both pageviews and impassioned comments. There's also the politics: Israel is a tool with which candidates for office hammer one another. That's to say nothing of the fact that American Jews, while a tiny minority of the U.S. population, are well represented among journalists.

Scenari di un raid israeliano contro l'Iran 20.02.12

Non sembra molto probabile, ma se un giorno Israele dovesse colpire i siti nucleari iraniani ecco che cosa lo aspetterebbe.
100 caccia in un volo di 1.000 miglia attraverso uno spazio aereo ostile.

That is the assessment of American defense officials and military analysts close to the Pentagon, who say that an Israeli attack meant to set back Iran's nuclear program would be a huge and highly complex operation. They describe it as far different from Israel's "surgical" strikes on a nuclear reactor in Syria in 2007 and Iraq’s Osirak reactor in 1981.

"All the pundits who talk about 'Oh, yeah, bomb Iran,' it ain't going to be that easy," said Lt. Gen. David A. Deptula, who retired last year as the Air Force's top intelligence official and who planned the American air campaigns in 2001 in Afghanistan and in the 1991 Gulf War.

Fermare l'Iran prima che sia troppo tardi 03.02.12

Secondo il capo dello Shin Bet Yoram Cohen il regime di Teheran starebbe pianificando ritorsioni contro obiettivi israeliani nel mondo in seguito agli attentati che hanno coinvolto gli scienziati del programma nucleare iraniano e il ministro della difesa Ehud Barak minaccia di colpire l'Iran prima che siano loro a farlo.

Nick Clegg sugli insediamenti israeliani 18.01.12

Secondo il vice premier britannico gli insediamenti israeliani costituiscono un atto di vandalismo deliberato.

There is ample justification for his remarks in two recent internal EU reports covered in this newspaper. The latest, disclosed today, warns that Israel's actions are making the idea of Jerusalem as a shared capital - which the EU rightly regards as a sine qua non of a two-state solution - "increasingly unlikely and unworkable". The continued growth of settlements already housing 500,000 Israelis in occupied territory - almost 200,000 of them in East Jerusalem - is not the only such action, but is the biggest obstacle to successful negotiations.

Chi c'è dietro agli attentati contro gli scienziati iraniani 13.01.12

Gli analisti hanno pochi dubbi su chi sia dietro agli attentati che hanno colpito scienziati di spicco del programma nucleare iranaiano. Il Mossad.

This sophisticated technique is uncharacteristic of the Iranian armed opposition and the Iranian government, it is characteristic of the Mossad.

[...] This tactic is not a new one for the Mossad, and worked very effectively against Egypt's rocket program in the 1960s. During that period, the scientists involved in that project were assassinated and the program suffered immensely.

Israele ha davvero l'intenzione di attaccare l'Iran? 09.11.11

Probabilmente no. L'intenzione di Israele è piuttosto quella di forzare la mano alla comunità internazionale per far approvare in breve tempo sanzioni contro l'Iran al fine di indebolire il regime e favorirne la rivolta interna sull'onda della primavera araba.

Israele ha già compiuto una missione analoga di cui si seppe solo a cose fatte. Nel 1981 l'aviazione militare di Tel Aviv portò a compimento l'operazione Opera con cui distrusse il reattore iracheno Osirak.

Non si capirebbe la strategia militare di rivelare i dettagli del proprio piano d'attacco al nemico via media, con largo anticipo, se non per sviarlo o, appunto, volgere la situazione diplomatica a proprio vantaggio bluffando.

La Palestina alle Nazioni Unite 16.09.11

Daniel Levy tenta di ricostruire i possibili scenari che si svilupperanno quando Mahmoud Abbas, presidente dell'ANP, presenterà la richiesta per un seggio palestinese all'Assemblea Generale dell'ONU.

While the relentless pace of developments in the Middle East shows little sign of flagging, the region will briefly cast its gaze to New York next week -- with the backdrop for the next installment on Israel-Palestine being provided by Manhattan's East side digs of the United Nations. Any thoughts of the Arab awakening "proving" that Palestine was in fact a marginal concern in the region were unequivocally banished in recent weeks. To imagine that a popular Arab push for democracy, freedom, and dignity would ignore Israel's denial of those same aspirations for Palestinians was a flight of fancy. The opposite is unsurprisingly proving true -- Arab democracy will be less tolerant of Palestinian disenfranchisement than was Arab autocracy.

What is actually likely to happen to the Palestinian effort at the United Nations and what might it mean for all concerned?

Even at this late stage it is unclear exactly which U.N. option, if any, the Palestinian Liberation Organization (for it is the PLO that is still the diplomatic-political address for the Palestinians) will pursue. That should not be such a surprise -- opacity is part of any negotiation and last minute decisions are the bread and butter of international diplomacy, in this case compounded by the uncertainty and absence of a clear strategy on the part of the Palestinian leadership. Their U.N. options basically fall into three baskets: do nothing, go for membership at the Security Council, or go for an upgrade at the General Assembly.

Arriva l'antipixel di SD Blog Aggregator 29.09.05

Antipixel di SocialDust Blog AggregatorE' disponible su questa pagina l'antipixel del nuovo aggregatore di SocialDust.

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Gli israeliani e l'Europa 14.07.11

A dispetto di quanto si tende a credere gli israeliani sono ferventi europeisti. L'81% sarebbe favorevole all'ingresso dello stato di Israele nell'Unione Europea.

I confini del '67 19.05.11

Il piano Obama per riportare la pace in Medio Oriente. Due stati con il ritorno ai confini del '67 e riconoscimento dello Stato Ebraico.

Hamas e Israele si dicono contrari, non potrebbe essere altrimenti in questa fase. Stupisce, ma solo fino ad un certo punto, l'apertura dell'ANP.

Uno stato palestinese a settembre 13.04.11

E' probabile che a settembre, quando si riunirà l'Assemblea Generale dell'ONU, una forte maggioranza di stati possa pronunciarsi - così come chiesto dall'Autorità nazionale palestinese - a favore del riconoscimento di uno stato di Palestina all'interno dei confini del 1967.

L'analisi del giornalista francese Bernard Guetta ripresa da Internazionale.

La scissione dei laburisti israeliani 17.01.11

Ehud Barak, attualmente ministro della difesa e segretario di HaAvoda, lascia i laburisti per fondare una propria formazione politica Atzmaut, "indipendenza".

Da anni i laburisti sostengono governi di unità nazionale a maggioranza conservatrice, come quelli di Olmert e Netanyahu.
Scelte tuttavia controproducenti sul piano della popolarità, in grado di incidere solo marginalmente sulle politiche di Israele.

HaAvoda viveva da mesi una crescente crisi interna, acuita dai risultati deludenti del processo di pace con i palestinesi, attribuito alla incapace leadership di Barak.

Ora deputati e ministri laburisti dovranno decidere se confermare l'appoggio al governo Netnayahu, ponendo dubbi sulla sua possibile tenuta.

Le foto dell'incendio nella foresta del Carmelo 05.12.10

La foresta del Carmelo in fiamme

E' l'incendio peggiore che Israele abbia mai dovuto affrontare. Le fiamme hanno divorato migliaia di ettari di foresta nel nord del paese, hanno oscurato il cielo a Haifa e ucciso decine di persone.
La mobilitazione della comunità internazionale è stata eccezionale.

La CNN pubblica le straordinarie foto degli incendi.

Colloqui di pace 07.09.10

Un anno di tempo per il Medio Oriente 20.08.10

E' l'intervallo stabilito per giungere ad un accordo duraturo di pace in Medio Oriente, risolvendo la questione dello status finale della Palestina a partire dal 2 settembre.

L'impegno dell'amministrazione Obama è chiaro: appoggiare la creazione di due stati che vivano in pace e sicurezza l'uno accanto all'altro, attraverso negoziati diretti che dovranno svolgersi senza precondizioni (come richiesto da Israele).

Dopo il fallimento di Annapolis la road map sembra essere tutta in salita.
E se dal terzetto composto da UE, ONU e Russia c'è poco da aspettarsi, la ferrea volontà dell'amministrazione Obama di raccogliere un successo potrebbe favorire la spinta necessaria - e si spera decisiva - verso la volontà di progettare in comune un nuovo assetto della regione.

Scenari iraniani 13.08.10

L'unico scenario peggiore di un attacco americano all'Iran è un attacco israeliano all'Iran.

Obviously, a diplomatic solution to Iran's nuclear march would be vastly preferable to a military one. And even if, as seems likely, tough international sanctions are either unattainable or fail to change Iran's course, it may well be that air strikes aren't worth the potentially terrible consequences. Yet if someone is going to bomb Iran, it shouldn't be Israel. It should be America.

L'assalto israeliano alla Mavi Marmara non ha nessun colpevole 13.07.10

Ha'aretz pubblica i risultati dell'inchista della commissione sull’attacco israeliano al convoglio umanitario Freedom Flotilla del 31 maggio scorso, costato la vita a nove persone.

Il quadro che ne esce punta il dito contro gli errori dell'intelligence, nel pianificare e e eseguire l'abbordaggio. Tuttavia la commissione ha deciso di non incriminare nessuno né raccomandare richiami contro i militari coinvolti nell'operazione.

La commissione ha inoltre stabilito che la sparatoria successiva all'abbordaggio è stata legittima in quanto il convoglio stava tentando di forzare il blocco navale imposto alla Striscia di Gaza.

Le sviste della Reuters 09.06.10

Le immagini ritoccate dalla Reuters

Ancora tensioni intorno all'assalto della marina israeliana alla nave turca della Freedom Flotilla Mavi Marmara.
A questo giro sono due foto ritoccate dalla Reuters, i cui bordi erano stati cancellato a far scattare l'ira del ministro israeliano per l'Informazione Yuli Edelstein.

L'agenzia di news avrebbe ridimensionato le foto eliminando i coltelli in mano ai pacifisti che circondano un commando ferito.
Reuters si era già accorta dell'errore, rimediando.

L'agenzia non è nuova a queste sviste. Durante la guerra del Libano nel 2006 era infatti accaduto un fatto simile.

Hanno fatto bene 01.06.10

Impazza su FriendFeed il meme sulla delirante apertura del Giornale.

Screenshot della home page de Il Giornale

Screenshot fake della home page de Il Giornale

L'assalto israeliano al convoglio pacifista 31.05.10

Unità della marina israeliana hanno abbordato la Mavi Marmara, nave battente bandiera turca e facente parte di sei imbarcazioni di ong internazionali della Freedom Flotilla, che cercava di forzare l'embargo per raggiungere le spiagge di Gaza.

Durante l'assalto almeno 19 persone sono state uccise, la maggior parte turche e arabe. Fonti della marina di Israele parlano di una resistenza armata all'abbordaggio e del ferimento di alcuni soldati.

Dei molti aspetti ancora da chiarire uno dei più importanti è stabilire se l'assalto del commando è stato eseguito in acque internazionali o meno.

Gli intenti umanitari dei pacifisti, ma anche su questo aspetto nascono dei dubbi a causa della presenza di armi a bordo e l'inconsueta resistenza violenta dell'equipaggio, si sono scontrati con la determinazione e l'intransigenza di uno degli eserciti più potenti al mondo in quello che spesso traducendosi in tragedia.
Non sarà una battaglia navale ad aiutare la causa palestinese.

[11:14] Sono state trovate armi a bordo della nave, il che confermerebbe con lo dovute pinze la versione della marina israeliana.

Qui si ha una teoria a riguardo. Hanno tentato di far passare qualcosa - le armi di cui sopra? - o qualcuno all'interno di una zona sottoposta ad embargo - il che rende de facto illegale ogni accesso ed esposto a reazioni letali chiunque tenti di forzarlo - sfruttando, si spera, la buona fede delle ong coinvolte. Messi alle strette dall'assalto navale e aereo hanno tentato il tutto per tutto e da entrambi i lati la situazione è sfuggita di mano.

[18:02] Cala il numero delle vittime. Ora si parla di 10 morti.

[18:05] Il video che mostra l'aggressione ai soldati israeliani sfociato poi nella sparatoria.



[06/06 - 22:04] Gli israeliani annunciano la presenza di cinque terroristi a bordo della Mavi Marmara.

Il segreto atomico di Pulcinella 24.05.10

Israele ha l'atomica e nella metà degli anni settanta cercò di venderla ai sudafricani.

Accelerazione per il Medio Oriente 08.04.10

Secondo David Ignatius, Obama vorrebbe imprimere un'accelerazione al processo di pace in Medio Oriente abbandonando la posizione di mediatore tenuta sinora per proporre una sua road map.

Il filo spezzato in Palestina 16.03.10

David Bromwich su Huffington Post cerca di far luce sulle tese relazioni tra Washington e Israele.

There have been some voices in the past decade to remind us that the United States is endangered by the aggressive expansionist policies of Israel. Amy Goodman, Philip Weiss, M.J. Rosenberg, Glenn Greenwald, Tony Karon, Daniel Luban --- but it is an ungrateful subject and not many have had the nerve or the pockets to look at it steadily. And yet, if one takes stock of more recent stories and columns, one has to add to the list Bill Moyers, Joe Klein, Chris Matthews. It seems possible that a nationwide self-censorship which has lasted more than forty years, on a subject of enormous importance -- a "friendly silence" that is contrary to the spirit of democracy itself -- is at last beginning to lift.

And those, from the vice president down, who have now begun to speak openly, have a new ally in General David Petraeus. For what Biden said behind closed doors to Netanyahu---that your actions are "dangerous for us"--did not come from Biden alone or from himself and the president but also from General Petraeus. A recent story in Stars and Stripes reported, that Petraeus has been struck by clear evidence that American troops are at risk from America's supply of weapons and approval to a policy that grinds down the Palestinians.

Goldberg ha una sua idea su come l'amministrazione Obama sta tentando di forzare la mano a Netanyahu per costringerlo a lasciare a terra gli estremisti e formare un governo più moderato con Kadima e Tzipi Livni.

So what is the goal? The goal is force a rupture in the governing coalition that will make it necessary for Netanyahu to take into his government Livni's centrist Kadima Party (he has already tried to do this, but too much on his terms) and form a broad, 68-seat majority in Knesset that does not have to rely on gangsters, messianists and medievalists for votes. It's up to Livni, of course, to recognize that it is in Israel's best interests to join a government with Netanyahu and Barak, and I, for one, hope she puts the interests of Israel ahead of her own ambitions.

Mentre Andrew Sullivan parte da lontano.

By the end of the British mandate, and an influx of Jewish refugees and Zionists, the proportions were roughly 70 percent Muslims and 30 percent Jews. Jews were concentrated in urban areas along the coast but, as the first map shows, some were indeed in the West Bank, although as a tiny minority.

This isn't propaganda; it's fact.

The maps show what has happened since - in sixty years in terms of growing sovereignty and accelerating Israeli control. The Muslim population is expanding as the geographic extent of their political self-government keeps diminishing. While Jerusalem was once in the center of Palestinian territory - and the Israelis agreed to this, while the Arabs refused - it is now not only in Israel but all of it will soon be under sole Israeli control, as Netanyahu continues, despite pleas from his American benefactors and allies, merely to freeze them.

L'erba di Gaza 07.01.09

Al di là delle grida isteriche e delle parole al vento, per capire Gaza e la guerra che la insanguina da decenni, basterebbe soffermarsi a confrontare questi dati con questi altri.

Sta tutto lì. E arriva prima della fede, dell'ideologia e della diversa cultura.

La ragione e il torto 07.01.09

Ecco un'altra lista che andrebbe appesa nella propria cameretta e letta un paio di volte al giorno.

In sei punti Bernard Henry-Levy riassume le regioni e le asimmetrie della guerra in medio oriente.

La sottile linea rossa 15.07.06

Non discuto sul fatto che Israele abbia pienamente il diritto di difendersi, anche perché sarebbe assurdo e illogico negarglielo, ma siamo sicuri che bombardare una città e uccidere decine di civili inermi non sia un eccesso di difesa?
Siamo sicuri che l'azione di guerra di Israele contro in Libano si fermi al concetto di difesa e invece non oltrepassi la soglia oltre la quale si può parlare apertamente di terrorismo?

Perché a volte basta poco per passare da vittime ad aggressori.
L'importante è prenderne atto e rimediare all'errore prima che sia troppo tardi.
Non serve a nessuno ed è controproducente nascondere la testa facendo finta di niente sulle colpe di Isreale, solo per lavarsi la coscienza dal peso degli orrori del passato.

La tempesta di sabbia sul Medio Oriente 08.09.15

La tempesta di sabbia sul Medio Oriente

Le foto satellitari danno la dimensione della tempesta di sabbia che ha investito gran parte del Medio Oriente, da Israele all'Iraq sino a Cipro. Almeno otto persone sono morte e centinaia hanno avuto problemi respiratori.

Il Midburn festival nel deserto del Negev 25.05.15

Il Midburn 2015

Due artisti di body art al festival di Midburn che si tiene nel deserto del Negev, in Israele. Il festival, che si tiene nei pressi del kibbutz di Sde Boker, deve il suo nome a un portmanteau della parola ebraica midbar, ovvero deserto, e da Burning Man, il festival delle arti e della libera espressione che viene organizzato annualmente nel deserto del Nevada, e da cui trae ispirazione.

Due minuti di silenzio per la Shoah 16.04.15

Un uomo in piedi nel giorno del ricordo della Shoah

Israele si è fermata per due minuti alle 10 per ricordare le vittime della Shoah durante la Seconda Guerra Mondiale. A differenza del resto del mondo dove il Giorno del Ricordo si celebra il 27 gennaio, in Israele le cerimonie si svolgono il 27 del mese ebraico di Nissan che cade una settimana prima del Giorno dell'Indipendenza.

Fonte: La Stampa

Gerusalemme e la neve 20.02.15

Neve a Gerusalemme

La suggestiva atmosfera data dalla neve scesa copiosa a Gerusalemme.

La festa delle capanne 07.10.14

La festa di Sukkot

Il Sukkot, o festa delle capanne, è una delle festività ebraiche più importanti che celebra la vita degli ebrei nel deserto durante il viaggio verso la Terra Promessa. La festa delle capanne è una delle tre feste di pellegrinaggio prescritte nella Torah, durante le quali gli ebrei dovevano recarsi al Santuario a Gerusalemme. Il Sukkot è conosciuto anche come Festa del raccolto poiché coincide con la fine dei raccolti. I precetti che la caratterizzano secondo la Torah sono quelli di abitare in capanne durante tutti i giorni della festa come gli originali ebrei dopo la liberazione dalla schiavitù dall'Egitto e agitare il lulàv (un fascio di vegetali composto da un ramo di palma, due di salice, tre di mirto e da un cedro) durante le preghiere.

L'IDF lascia Gaza 05.08.14

Un tank israeliano lascia la Striscia di Gaza

L'IDF ha completato il ritiro unilaterale da Gaza in seguito al cessate il fuoco in vigore per 72 ore, mediato dall'Egitto con USA e Nazioni Unite e concordato tra le parti. L'invasione di terra della Striscia di Gaza, nell'ambito dell'operazione Barriera difensiva con l'obiettivo di distruggere i tunnel verso Israele e colpire duramente gli obiettivi militari di Hamas, ha lasciato sul terreno quasi 1.900 palestinesi e 64 soldati di Tel Aviv.

Fonte: LaPresse

Francesco in Terra Santa 26.05.14

Papa Francesco a Gerusalemme

Il pellegrinaggio in Terra Santa è il secondo viaggio apostolico di Papa Francesco. A Gerusalemme, di fronte al Muro del Pianto il pontefice ha chiesto la grazie della pace auspicando che il Vaticano possa diventare la casa in cui far ripartire il dialogo tra ebrei e palestinesi.

Fonte: Rai News

L'orso con l'ernia del disco 07.05.14

L'orso bruno siriano Mango in sala operatoria

Un'equipe di veterinari israeliani dello zoo di Ramat Gan ha operato d'urgenza Mango, un orso bruno siriano di 19 anni, dopo che un'ernia del disco ne aveva provocato la completa paralisi delle zampe posteriori. L'operazione si è conclusa con un successo.

Fonte: Haaretz

Nevica a Gerusalemme 12.12.13

Nevica a Gerusalemme

È stata una delle nevicate più intense degli ultimi decenni quella che oggi ha interessato Gerusalemme e che secondo le previsioni meteorologiche potrebbe ripetersi anche domani. L'ondata di maltempo ha interessato larghe aree di Israele, i Territori palestinesi, il Libano e la Siria.

Il festival medievale di Gerusalemme 26.09.13

Il festival medievale di Gerusalemme

Cavalieri in armatura, battaglie, armi e rievocazioni storiche attirano ogni anno appassionati da tutto il mondo a Gerusalemme per il Knights of Jerusalem Historical Festival.

La celebrazione del Tashlich 12.09.13

La celebrazione del Tashlich

Tashlich in ebraico gettare via. La celebrazione che segue lo Rosh Hashanah, l'anno nuovo, simboleggia l'abbandono dei propri peccati e si svolge tradizionalmente sulle rive di lunghi corsi d'acqua gettando pezzi di pane in acqua. Il Tashlich precede la festa ebraica dello Yom Kippur che inizia al tramonto del venerdì successivo.

Gli Europei di calcio under 21 in Israele 05.06.13

Insigne festeggia il gol agli Europei under 21 in Israele

Gli azzurri di Mangia esordiscono nel campionato europeo di calcio under 21 battendo gli inglesi grazie a un calcio di punizione di Insigne nella ripresa nella ripresa. Nell'altra gara del girone A, Israele e Norvegia pareggiano per 2-2.

Fonte: UEFA

Lo Yom Ha'Azmaut 16.04.13

Il giorno dell'indipendenza di Israele

Lo stato di Israele festeggia il suo 65esimo giorno dell'indipendenza. Secondo il calendario ebraico il 5 di iyar dell'anno 5708, corrispondente al 14 maggio 1948, che quest'anno cade il 16 aprile.

Fonte: ANSA

Netanyahu per un soffio 22.01.13

Un militare israeliano al seggio

Netanyahu conquista la maggioranza relativa alle elezioni israeliane. Un margine ristretto che ha stupito molti; i sondaggi della vigilia parlavano di cifre ben diverse. La sorpresa più grande tuttavia arriva da Yesh Atid, partito di centro guidato da l'ex giornalista tv Yair Lapid, che ora si candida ad essere ago della bilancia per la formazione del nuovo esecutivo.

Fonte: Haaretz

Tentativi di cessate il fuoco a Gaza 20.11.12

Un soldato israeleiano in preghiera

Le diplomazie internazionali continuano a cercare una via di uscita dal conflitto nella Striscia di Gaza. L'impegno dell'Egitto del presidente Morsi e l'arrivo di Hillary Clinton in Palestina aprono la via alla trattativa per un cessate il fuoco. Intanto non si fermano gli attacchi mirati dell'IDF e le uccisioni a sangue freddo di palestinesi sospettati di connivenze con gli israeliani da parte di Hamas.

Le proteste a Tel Aviv 16.07.12

Le proteste a Tel Aviv

Manifestazioni di protesta hanno nuovamente infiammato Tel Aviv. I manifestanti contestano al governo il perdurare delle disuguaglianze sociali, il prezzo insostenibile delle abitazioni e il tracollo finanziario della previdenza sociale israeliana.

Fonte: ANSA

La visita del presidente tedesco in Israele 30.05.12

Joachim Gauck allo Yad Vashem

Il presidente tedesco Joachim Gauck allo Yad Vashem, il memoriale dell'Olocausto, durante la sua visita di quattro giorni in Israele e nei territori palestinesi.

Fonte: Spiegel

Il giorno dell'indipendenza in Israele 26.04.12

Il giorno dell'indipendenza in Israele

Israele festeggia il 64esimo anniversario della dichiarazione di indipendenza dal mandato britannico.

La Pasqua ortodossa a Gerusalemme 15.04.12

Il Fuoco Sacro nel Santo Sepolcro

Tornano a risuonare gli echi della Pasqua a Gerusalemme in occasione dell'arrivo dei pellegrini per i riti ortodossi a una settimana dalla Pasqua celebrata dalle Chiese d'occidente.

Fonte: Guardian

La domenica di Pasqua 08.04.12

Il Santo Sepolcro a Gerusalemme

La cristianità celebra in tutto il mondo la resurrezione di Gesù Cristo.

Fonte: Guardian

L'assalto all'ambasciata israeliana al Cairo 10.09.11

L'assalto all'ambasciata israeliana al Cairo

Manifestanti egiziani hanno assaltato l'ambasciata dello stato di Israele nella capitale egiziana demolendo il muro di protezione. La protesta violenta segue le manifestazioni che da alcuni giorni assediano la rappresentanza diplomatica dopo l'uccisione da parte degli israeliani di cinque guardie di frontiera egiziane, in seguito agli attentati di Eilat. Il bilancio degli scontri tra i manifestanti e l'esercito egiziano è sanguino, si contano almeno tre vittime, mentre i feriti sono più di mille.

Fonte: Guardian

Israeliani in piazza contro il carovita 06.08.11

Proteste a Tel Aviv

Trecentomila persone sono tornate in piazza per la terza settimana consecutiva per protestare contro il carovita e a favore di politiche di sviluppo per il paese e i giovani.

Fonte: Haaretz

Il Gay Pride a Tel Aviv 10.06.11

La sfilata del Gay Pride a Tel Aviv

Diecimila partecipanti hanno animato la tradizionale sfilata del Gay Pride israeliano a Tel Aviv.

Fonte: AFP

Brucia la foresta del Carmelo 03.12.10

L'incendio nella foresta del Carmelo

La foresta del Carmelo, nel nord di Israele, continua a bruciare. Migliaia gli ettari di terreno in fumo. Le vittime sono già quaranta. Haifa è avvolta dal fumo. La battaglia contro il fuoco vede impegnati mezzi e personale provenienti anche dalla UE, dalla Turchia, dalla Russia e dagli USA.

Nuovi insediamenti a Gerusalemme Est 09.11.10

Dimostranti palestinesi protestano contro gli insediamenti i

La costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme Est infiamma gli animi palestinesi.