tizianocavigliablog
See you space cowboy...

Il dibattito per il Numero 10 di Downing Street in un grafico 27.03.15

La battaglia per il Numero 10 di Downing Street in un grafico

Il giudizio sul premier Cameron e il leader dei Labour, Ed Miliband, durante il primo dibattito televisivo, condotto da Jeremy Paxman in vista delle elezioni generali nel Regno Unito, raccontato attraverso il sentiment dei social media.

Ricette liguri (-3) 22.12.06

Frittelle di bianchetti

Ingredienti

  • 200 g di bianchetti
  • 2 uova
  • farina
  • aglio
  • prezzemolo
  • sale
  • scorza grattuggiata di un limone

Preparazione

Lavate il prezzemolo, privatelo dei gambi e tritatelo finemente insieme con lo spicchio d'aglio. In una terrina mettete la farina, 150 grammi circa d'acqua, l'olio, i tuorli d'uovo (tenendo da parte i bianchi), un poco di sale e il trito di aglio e prezzemolo.
Lasciate riposare la pastella per un'ora, poi unitevi i bianchetti ben lavati e sgocciolati e i due bianchi d'uovo montati a neve.
Mettete il composto a cucchiaiate in una padella contenente olio bollente e quando le frittelle saranno dorate e croccanti, sgocciolatele, passatele sopra un foglio di carta assorbente e servitele calde con contorno di zucchine o altre verdure.

Calendario dell'Avvento 2006: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21

Crosspost su GBC.

L'Irlanda licenzia il governo 26.02.11

Gli irlandesi puniscono in massa il Fianna Fail del premier uscente Brian Cowen, accusato di aver portato il paese sull'orlo della bancarotta, che crolla al 15%, e incoronano Enda Kenny del Fine Gael con il 36% dei suffragi.
E' il miglior risultato degli ultimi 28 anni.

L'Irlanda che vuole uscire quanto prima dalla crisi finanziaria si aspetta ora un nuovo governo forte e stabile. Per far questo Kenny dovrà allearsi con i laburisti, dell'ex sindacalista Gilmore (al 20%).

Obiettivo primario del nuovo governo irlandese sarà rinegoziare con Bruxelles il piano di salvataggio messo a punto dal precedente esecutivo e giudicato negativamente da tutta l'opposizione per i suoi effetti lacrime e sangue nelle tasche dei cittadini e sullo sviluppo.

Ed Miliband 25.09.10

Ed Miliband è il nuovo leader del partito laburista britannico

E' il nuovo leader del Labour britannico. Batte il fratello Dave di appena l'1,3%.
Quarantuno anni. Preparato. Intraprendente. E' l'uomo giusto per voltare pagina dopo la parentesi Brown e il dorato decennio Blair.
Candidato ideale per dar vita a un Labour di nuova generazione.

I believe in Britain. Today's generation turns a page, because a new generation has stepped forward.

Ken il rosso prenota la poltrona al City Hall 24.09.10

Ken Livingstone si ricandida a sindaco di Londra per le elezioni del maggio 2012.
Sfiderà l'attuale sindaco conservatore Boris Johnson e il liberaldemocratico Lemit Opik a pochi mesi dai Giochi Olimpici.

Già primo cittadino della capitale britannica, ha vinto le primarie del Labour sconfiggendo la rivale Oona King con il 68,8% dei voti.

Today's decision by London Labour members signals the start of a campaign to change London for the better and to protect Londoners from the cuts of this government that threaten to wreck lives and push us back into recession.

The London election in 2012 will be the chance to send a message to David Cameron and George Osborne that we don't want devastating cuts to our public services, fewer jobs, and declining living standards. If you want to get them out, you start by getting out Boris Johnson.

Ciao Gordon Brown 10.05.10

Il miglior titolo sulle elezioni (e sul dopo-elezioni) del Regno Unito, più citazione.

Clegg is as popular, dangerous and befuddling as Sharon Stone in Basic Instinct.

Parlamento impiccato 07.05.10

L'unica certezza emersa nel corso della notte elettorale britannica è che non esiste un vincitore assoluto. Il paese è spaccato e non ha saputo esprimere una maggioranza stabile.

La previsione della BBC mostra i Tory al 37% con 306 seggi - ben distanti dalla soglia dei 326 parlamentari necessari a governare con tranquillità -, il Labour in ripresa sui sondaggi si attesta sui 262 seggi al 28%, peggio delle attese i LibDem di Clegg inchiodati al 23% con 55 seggi e nonostante tutto decisivi ai fini di formare un governo di coalizione.

Mentre Cameron dichiara la vittoria la palla passa a Gordon Brown; secondo la Costituzione in mancanza di una maggioranza assoluta viene infatti concesso al primo ministro uscente la possibilità di cercare un'intesa per formare un nuovo governo. E i primi contatti con i LibDem sarebbero già iniziati.
Anche in questo caso i numeri non ci sarebbero.

Davanti ai conservatori si prospettano ora due alternative.
Cercare l'accorgo con Clegg costruendo una coalizione basata sui compromessi o scegliere la via che Harper ha tracciato in Canada. Governare senza maggioranza forzando ogni volta il parlamento sul voto.
Prospettive non rosee per chi da un anno veniva indicato come il sicuro futuro leader incontrastato del Regno Unito.

Un altra certezza sarà la permanenza di Brown a Downing Street ancora per quale giorno, come minimo.

Da oggi emerge una Gran Bretagna un po' più simile all'Italia. Auguri.

[13:37] Via via che passano le ore cresce l'incertezza e i Tory retrocedono.
Conservatori 294 seggi, Labour 251, LibDem 52.
Si aspetta una dichiarazione di Cameron per le 14:30, ora di Greenwich.

[17:34] I dati definitivi non lasciano spazio a interpretazioni. Clegg ago della bilancia. Cameron sta tessendo la sua trama per portare i LibDem dalla sua, Brown si affaccia alla finestra nella speranza che i contatti falliscano.
Conservatori 306 (36%), Labour 258 (29%), LibDem 57 (23%). I restanti 28 seggi vengono spartiti tra le formazioni minori che raggiungono il 12%.

Al voto! Al voto! 06.05.10

Le ultime proiezioni di FiveThirtyEight sulle elezioni britanniche.

L'impronta di Cameron 30.04.10

Ieri notte si è svolto l'ultimo dibattito televisivo britannico.
I sondaggi non lasciano spazio ai dubbi. Cameron ha vinto la sua battaglia.
Più incerto il risultato per il secondo posto, c'è chi dice Clegg e chi concede la seconda piazza a Brown.

Brown nel suo cavallo di battaglia, si parlava di economia, è stato più aggressivo del solito. Sempre preparato e pragmatico ha fatto quasi dimenticare la figuraccia del giorno prima. Tuttavia non ha saputo scaldare gli animi.
Il troppo pragmatismo, tutto incentrato nel sostenere la debole ripresa del Regno Unito, ha probabilmente annoiato senza mai riuscire ad infondere quell'ottimismo in grado di dare una scossa all'elettorato.

Cameron ha giocato la carte della retorica populista per difendere le sue politiche fiscali. E' riuscito a convincere la Gran Bretagna senza dire nulla di concreto.
Il valore aggiunto dei Tory.

Clegg si è dimostrato più impacciato rispetto ai primi due dibattiti. Schiacciato dal peso del successo di queste settimane e dall'assedio dei altri due leader.
Condivisibile la sua politica sull'immigrazione, tuttavia impopolare oltre Manica.

Resta una settimana al voto, che quasi certamente vedrà la novità di un governo di coalizione e la fine del ciclo del Labour.
Resta la complicata assegnazione di seggi che potrebbe riservare sorprese. Unica sfuggevole chance per Brown, a meno di improbabili suicidi elettorali di David Cameron.

Mister 18% 29.04.10

Secondo il primo sondaggio post gaffe il Labour di Brown vale il 18%.

ll colpo del ko per Brown 28.04.10

La gaffe di Gordon Brown di questa mattina potrebbe aver inflitto un colpo durissimo alla già pericolante campagna elettorale del Labour.

Concludendo un tour elettorale Brown ha uno scambio di battute con Gillian Duffy, un'elettrice laburista. Dopo poco Brown sale in macchina dimenticando il microfono attaccato alla giacca.
Le parole rivolte al suo assistente fanno il giro del mondo.

Com'e andata? È stato un disastro. Non avrebbero dovuto mettermi con quella donna. Ma di chi è stata l'idea? È ridicolo... Era una specie di bigotta che votava laburista. Davvero, è ridicolo. Non so perché Sue l’abbia fatta avvicinare.

In Gran Bretagna scoppia un putiferio. Una probabile pietra tombale per Brown e la sinistra britannica.

Ancora Clegg 23.04.10

Questa la risposta alla domanda su chi abbia vinto il secondo dibattito televisivo britannico, ieri sera in onda su Sky News, ma con Brown e Cameron più reattivi di giovedì scorso tanto da far pronunciare la parola pareggio a molti.

Politica estera, armi nucleari, immigrazione e naturalmente Unione Europea sono stati i temi cardine della prima parte della serata, poi abilmente scavalcati da un dibattito più nazionale sotto la guida del moderatore Adam Boulton.

Cameron ha avuto di sicuro la posizione più debole sull'Unione Europea, dovendo soppesare ogni parola per non dispiacere ai molti euroscettici tra le file dei conservatori.

Brown assolutamente pragmatico, forse troppo, ha parlato più in veste di primo ministro che non come candidato. Ha dimostrato serietà, ma si faceva fatica a rimanere svegli. Tuttavia ha saputo vestire bene la sua intrinseca debolezza e ancora una volta si è dimostrato il più combattivo dei tre.

Clegg è stato abbastanza pro-europeo da spaventare persino i pro-europei. Ancora una volta ha saputo smarcarsi bene. Pesantemente criticato da Brown, seguito a ruota da Cameron, sulla sua contrarietà al rinnovamento degli arsenali nucleari britannici e accusato di voler favorire un'amnistia per gli immigrati clandestini. In quello che forse è stato uno dei momenti migliori della serata.

Corsa a tre nelle elezioni del Regno Unito 19.04.10

E' sempre più una corsa a tre, almeno per quanto riguarda i sondaggi nazionali.
Anche se altri istituti di ricerca concedono ai conservatori risultati migliori, la notizia di oggi è la rilevazione fatta da YouGov secondo cui l'appeal di Clegg farebbe volare i Liberal Democratici al 33%, capaci ora di intercettare anche il voto di cambiamento dei Tory oltre ai delusi dal Labour. Primo partito davanti agli spenti conservatori (32%) e al Labour (26%).

BBC News ha invece preparato un interessante applicazione per calcolare il numero di seggi ottenuti, nel prossimo parlamento britannico, secondo la distribuzione dei voti sul territorio in base ai sondaggi a disposizione.
Per il seat calculator il Labour otterrebbe più seggi di ogni altro partito, nonostante le performance non eccellenti sulle percentuali nazionali, ma sempre meno dei 326 necessari per formare un governo.
La seconda notizia è che se anche i Liberal Democratici vincessero con un discreto margine nel voto nazionale conquisterebbero pochissimi seggi rispetto a conservatori e laburisti.

British standoff 16.04.10

Il primo dibattito politico britannico, andato in onda su ITV, ha avuto un vincitore, il candidato liberal democratico Clegg. Unanime il consenso di stampa e instant poll.

Sostanziale parità tra Brown e Cameron, in un confronto che ha visto il candidato laburista tenere sulla tema della serata, la politica interna, e il candidato conservatore a tratti opaco. Probabilmente troppo sicuro del proprio successo.

Altro dato lampante che emerge: nessuno si avvicina a Obama, nessuno dei tre è Blair.

Il Labour annotato 13.04.10

La guida del Guardian al manifesto programmatico del Labour, in vista delle politiche di maggio.

Dibattiti britannici 07.04.10

Sarà la prima volta in cui i tre leader dei principali partiti britannici si affronteranno i dibattiti elettorali all'americana.
Mai prima d'ora infatti si era riusciti a trovare un accordo sulla forma e partecipanti.
Questa volta però è il primo ministro Brown dover recuperare consenso che spera di recuperare nei passaggi televisivi. Inoltre sia Cameron sia Clegg da mesi si dicono pronti al confronto.

Il primo dibattito, sulla politica interna, si svolgerà il 15 aprile.
Il secondo, su politica estera e Unione Europea, si terrà il 22 aprile.
Il 29 aprile sarà la volta dell'ultimo incontro. Tema cardine l'economia.

Le regole scelte sono prese di peso dai dibattiti presidenziali americani: telecamere fisse sul candidato che parla, pubblico equamente diviso tra i tre partiti, un minuto per rispondere alle domande del moderatore e un minuto per rispondere alle affermazioni degli altri candidati.

Parliamentarians have actually requested televised debates for nearly two decades, but the parties never seem to be able to make them happen. In 1992, Labour requested a debate, but the Tories refused. In 1997, flailing Tory Prime Minister John Major thought a nationally viewed debate might be just the thing to defeat the charismatic, but young and inexperienced Tony Blair, who was game to do it. But the two camps never came to terms (whether to include the Liberal Democrats was a sticking point), and the event never happened. Four years later, in 2001, Blair was forecast to win the general election in a landslide and therefore declined to debate Tory leader (and noted wit) William Hague. Blair did so again in 2005.

Labour manifesto 06.04.10

La campagna elettorale britannica entra nel vivo ad un mese dalle elezioni, si voterà il sei maggio.
Le ampie probabilità di successo dei Tory e di Cameron tuttavia potrebbero non rappresentare la valanga attesa, con il Labour sempre più vicino nei sondaggi e un Gordon Brown deciso a non gettare la spugna prima del tempo.

Sorprese insperate - ne avevamo accennato un mese fa - potrebbero arrivare anche grazie all'aggressivo manifesto programmatico annunciato dai laburisti.

La lenta rimonta del Labour 28.02.10

Secondo i più recenti sondaggi la corsa, che pareva inarrestabile, dei Tory sta rallentando e il Labour adesso è rilevato tra i 2 e i 5 punti percentuali di distanza.
La primavera elettorale britannica è ancora lontana e Cameron avrà di che preoccuparsi.

La rincorsa del Labour 23.11.09

In quella che sembrava una campagna elettorale senza storia, il sondaggio dell'Observer ridà un'esile speranza al Labour.
I punti di distacco restano tanti. Sette per la precisione. Tuttavia mai così pochi dal dicembre scorso.

Cameron dovrà sudarsi ogni indeciso per essere certo di una vittoria schiacciante.
Da parte sua il Labour potrà contare sull'inizio della ripresa e sul tempo ancora a disposizione, si voterà tra maggio e giugno, per trovare il successore di Brown.

Tutti i guai di Gordon 03.06.09

Sul Guardian vanno giù pesanti con un editoriale su Gordon Brown chiedendone le dimissioni.

Gordon Brown talks much about his Presbyterian past, but he has a story to tell - about personal morality, a sense of justice and a belief in the power of politics that does, at its best, appeal to the "better angels of our nature", as he put it on his first day in Downing Street. The nation needs someone who answers this description to lead it now, just as Labour needs to find someone who is able to set out a case for progressive government. Political reform can no longer be put aside as an abstract idea, of appeal to dreamers but not to voters who face the harder realities of life. The public is calling furiously for a better system. People want an honest parliament. They want leaders who are prepared to act. They loathe the old system, and many of the people who are part of it.

I laburisti di Manchester 03.10.12

Il congresso del Labour a Manchester

Si è aperto a Manchester il congresso del partito laburista a guida Ed Miliband. La sfida è quella di diventare il primo partito della nazione per porre fine alle politiche, giudicate disastrose, del governo Cameron.