tizianocavigliablog
Ha studiato legge con Murphy.

Cinque proverbi liguri al giorno (-14) 11.12.18

Co-a pazienza s'arremedia a tûtto.
Con la pazienza a tutto si rimedia.

Chi è primmo a-o moin mâxina.
Macina chi è primo al mulino.

In tæra d'orbi i guerci son signori.
In terra d'orbi i guerci son signori.

I ommi no se mezûan a parmi.
Gli uomini non si misurano a palmi.

E parolle no pagan gabella.
Le parole non pagano dazio.

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Cinque proverbi liguri al giorno: tavola (-15) 10.12.18

L'ægua o fa mâ e o vin fa cantâ.
L'acqua fa male e il vino fa cantare.

Chi ciû mangia meno mangia.
Chi troppo mangia mangerà per poco tempo.

Pe chi ha appetito qualunque piatto l'è bon.
Con l'appetito ogni piatto è gradito.

Un bon pasto o dûa tre giorni.
Un buon pasto basta per tre giorni.

L'è mêgio o vin câdo che l'ægua freida.
È meglio del vino caldo che dell'acqua fresca.

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Cinque proverbi liguri al giorno (-16) 09.12.18

Ogni legno o l'ha a sô câmoa.
Ogni legno ha il suo tarlo.

A lengua a n'ha d'osso, ma o rompe l'osso.
La lingua non ha osso, ma rompe l'osso.

Nisciû pêu fa l'imposcibile.
Nessuno può fare l'impossibile.

Tûtti imparan a-e sô speize.
Tutti imparano a loro spese.

Un mei marco ne guasta çento.
Una mela marcia nei guasta cento.

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Cinque proverbi liguri al giorno (-17) 08.12.18

Chi fa, fa o lô.
Chi fa, fa per sé.

Do ben tûtti ne stan ben.
Del bene godono tutti.

Zena prende e non rende.
Genova prende e non restituisce.

Chi ha premmûa vadde adaxo.
Chi ha fretta vada a piano.

Amigo o no zu da-o figo.
Amico o non amico scendi giù dal fico.

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Cinque proverbi liguri al giorno: marinai (-18) 07.12.18

Voto da mainâ presto o se scorda, passâ a buriann-a ciû o no se ricorda.
Voto di marinaio molto presto si scorda, passato il fortunale più nulla si ricorda.

Sacci navegâ segondo o vento se ti vêu arrivâ in porto a sarvamento.
Impara navigar secondo il vento se vuoi giungere in porto a salvamento.

Chi è in tæra predica, chi è in mâ navega.
Chi è a terra predica, chi è in mare naviga.

Gran nave, gran pensciêo.
Grande nave, grande pensiero.

Duî capitani, nave in ti schêuggi.
Due capitani, nave sugli scogli.

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Cinque proverbi liguri al giorno: meteorologia (-19) 06.12.18

No tronn-a mai che no ciêuve.
Dopo il tuono sempre piove.

Chi da a mente a tûtte e nûvie, no se mette in viaggio.
Chi bada a tutte le nuvole, in viaggio non si mette.

Mazzo e frasche, zûgno e burrasche.
A maggio pioggerelle, a giugno catinelle.

A primm'ægua a l'è quella chi bagna.
La prima acqua è quella che bagna.

A Santa Lûçîa cresce a giornâ quanto o gallo o pia.
A Santa Lucia il giorno cresce per quanto tempo canta il gallo.

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Cinque proverbi liguri al giorno: famiglia (-20) 05.12.18

Diggo a ti sêuxoa che ti m'intendi, nêua.
A te suocera dico perché tu, nuora, mi intenda.

Chi vêu unn-a bella famiggia ch'o commesse da unn-a figgia.
Chi vuole una bella famiglia la cominci da una figlia.

Voeise ben o no costa ninte.
Volersi bene non costa nulla.

Chi vêu vive e stâ san da-i parenti stagghe lontan.
Chi vuol vivere e rimanere sano dai parenti stia lontano.

L'amô o ven da l'ûtile.
Dal profitto vien l'amore.

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Cinque proverbi liguri al giorno: tavola (-21) 04.12.18

A pansa pinn-a a no compatisce a vêua.
La pancia piena ignora quella vuota.

Mangia a modo tô e vesti a modo di âtri.
Mangia a modo tuo e vesti come gli altri.

Mangia ti che mangio anch'io e mangemmo tûtti in nome de Dio.
Mangia tu che mangio anch'io e mangiamo tutti in nome di Dio.

O mêgio vin o l'è quello che se beve in casa di atri.
Il miglior vino e quello bevuto in casa d'altri.

O mangiâ o l'insegna a beive.
Il mangiare insegna a bere.

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Cinque proverbi liguri al giorno: guadagno (-22) 03.12.18

Largo de bocca, streito de borsa.
Largo di bocca, stretto di borsa.

No fa ninte nisciûn sensa interesse.
Senza interesse nessuno fa niente.

Errô non fa pagamento.
Errore non fa pagamento.

Chi câo se ten, câo se vendo.
Chi si stima si vende caro.

Conto strassôu, debito pagôu.
Conto strappato, debito pagato.

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Cinque proverbi liguri al giorno: marinai (-23) 02.12.18

Lôda o mâ, ma stanni a câ.
Loda il mare, ma resta a casa.

O no l'è o viaggio che conta, ma o porto.
Non è il viaggio che conta, ma il porto.

O vento nasce a Vôtri. O se sposa a Corniggen. O se perde a Sampêdænn-a.
Il vento nasce a Voltri. Si sposa a Cornigliano. Si perde a Sampierdarena.

Tre côse fan l'olmo fûrbo: bæghe, donna e porto.
Tre cose fan furbo l'uomo: diverbi, donna e porto.

Sensa vin se navega, sensa mugugni no.
Senza vino si naviga, senza mugugni no.

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Cinque proverbi liguri al giorno: animali (-24) 01.12.18

Chi sta con o lô impara a urlâ.
Chi sta col lupo impara a urlare.

O pastô conosce e sô pêgoe.
Il pastore conosce le sue pecore.

Chi è aze de natûa, no pêu ragnâ da mû.
Chi è un asino di natura, non può ragliar da mulo.

A-o cantâ se conoscian i ôxelli, a-o parlâ i ommi.
Al canto si conoscono gli uccelli, così gli uomini dalle parole.

L'è mêgio un peccetto in man che un piccion pe l'âia.
Meglio in mano un pettirosso che è un piccione su nell'aria.

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Basilico idroponico 29.08.18

A 10 metri di profondità al largo dell'antico borgo ligure di Noli, il basilico cresce all'interno delle biosfere del Nemo's Garden.
Questo orto sottomarino idroponico e sostenibile è stato progettato da Sergio Gamberini di Ocean Reef.

La natura in Liguria 25.12.17

Un pulcino di gabbiano sulla Fortezza del Priamar
Un pulcino di gabbiano sulla Fortezza del Priamar

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La natura in Liguria: Alta Via dei Monti Liguri (-1) 24.12.17

Da Ventimiglia a Ceparana. Una rete di sentieri ininterrotti di centinaia di chilometri tra le Alpi Marittime e l'Appennino ligure.

Il segnavia è composto dalla bandierina bianco/rossa con la scitta "AV" al centro, segnala tutto il tracciato suddiviso in otto ambiti territoriali omogenei facenti capo a località, gruppi montuosi o vallate.
Un percorso spettacolare immerso nella natura da cui è possibile ammirare contemporaneamente la Corsica, il Monviso e il Massiccio del Monte Rosa.

Lungo l'Alta Via sono inoltre numerose le tracce del patrimonio storico e culturale della Liguria, fortificazioni, castelli e insediamenti rurali.

Il sentiero attraversa il Parco naturale regionale del Beigua, il Parco Regionale delle Capanne di Marcarolo e il Parco naturale regionale dell'Aveto. Il punto di massima quota toccato dall'Alta Via è il Monte Saccarello (2201 m s.l.m.).

L'Alta Via è percorribile interamente a piedi e per lunghi tratti a cavallo ed in mountain bike. Alcune delle tappe o parti di esse sono percorribili in auto e moto su strada asfaltata o sterrata.

L'Alta Via dei Monti Liguri fa parte del sistema integrato di sentieri escursionistici chiamato Sentiero Italia.

Tappe dell'Alta Via dei Monti Liguri

Val Nervia

1 Ventimiglia - La Colla (10 km - 510 m Monte Baraccone)
2 La Colla - Colla Sgora (9 km - 1063 m Colla Sgora)
3 Colla Sgora - Colla Scarassan (12,2 km - 1587 m Testa d'Alpe)
4 Colla Scarassan - Sella d'Agnaira (13 km - 1909 m Passo della Valletta)

Alpi Liguri

5 Sella d'Agnaira - Sella della Valletta (15 km - 2201 m Monte Saccarello)
6 Sella della Valletta - Colle San Bernardo di Mendatica (10 km - 2085 m Monte Cimonasso)
7 Colle San Bernardo di Mendatica - Colle di Nava (10,5 km - 1356 m Poggio dei Preti)
8 Colle di Nava - Passo di Pralè (6 km - 1258 m Passo di Pralè)
9 Passo di Pralè - Colle San Bartolomeo d'Ormea (8,8 km - 1739 m Monte Armetta)

Melogno

10 Colle San Bartolomeo d'Ormea - Colla San Bernardo di Garessio (13,5 km - 1708 m Monte Galero)
11 Colla San Bernardo di Garessio - Colle Scravaion (9,4 km - 1084 m Bric Schenasso)
12 Colle Scravaion - Giogo di Toirano (5,7 km - 971 m Sella nord Monte Sebanco)
13 Giogo di Toirano - Giogo di Giustenice (7 km - 1389 m Monte Carmo)
14 Giogo di Giustenice - Colle del Melogno (9 km - 1335 m Bric dell'Agnellino)
15 Colle del Melogno - Colle San Giacomo (15 km - 1028 m Colle del Melogno)

Beigua

16 Colle San Giacomo - Colle di Cadibona (13 km - 821 m Monte Baraccone)
17 Colle di Cadibona - Le Meugge (11,4 km - 720 m Le Meugge)
18 Le Meugge - Colle del Giovo (11,7 km - 883 m Bric Sportiole)
19 Colle del Giovo - Prà Riondo (13 km - 1287 m Monte Beigua)
20 Pra Riondo - Passo del Faiallo (8,8 m - 1145 m Cima Frattin)

Praglia

21 Passo del Faiallo - Passo del Turchino (8,8 km - 1061 m Passo del Faiallo)
22 Passo del Turchino - Colla di Praglia (11,5 km - 960 m Colle sud Monte Foscallo)
23 Colla di Praglia - Passo della Bocchetta (13 km - 1065 m Sella nord Monte Taccone)
24 Passo della Bocchetta - Passo dei Giovi (6 km - 785 m Pian di Reste)
25 Passo dei Giovi - Crocetta d'Orero (7,4 km - 680 m Sella sud Monte Vittoria)
26 Crocetta d'Orero - Colle di Creto (7,8 km - 795 m Sella sud Monte Carossino)

Scoffera

27 Colle di Creto - Passo della Scoffera (14 km - 978 m Passo del Fuoco)
28 Passo della Scoffera - Sella della Giassina (8,2 km - 1080 m Valico Monte Lavagnola)
29 Sella della Giassina - Barbagelata (6,5 km - 1120 m Barbagelata)
30 Barbagelata - Passo di Ventarola (9,2 km - 1120 m Barbagelata)
31 Passo di Ventarola - Passo della Forcella (9,7 km - 1345 m Monte Ramaceto)

Zatta

32 Passo della Forcella - Passo delle Lame (7,2 km - 1300 m Passo delle Lame)
33 Passo delle Lame - Passo della Spingarda (7,6 km - 1701 m Monte Aiona)
34 Passo della Spingarda - Passo del Bocco (13,8 km - 1623 m Sella del Monte Nero)
35 Passo del Bocco - Colla Craiolo (9 km - 1404 m Monte Zatta)
36 Colla Craiolo - Passo di Centocroci (16 km - 1177 m Monte Ventarola)
37 Passo di Centocroci - Passo della Cappelletta (5 km - 1102 m Passo Scassella)

Val di Vara

38 Passo della Cappelletta - Passo dei Due Santi (17 km - 1583 m Monte Tecchione)
39 Passo dei Due Santi - Passo Calzavitello (11,6 km - 1583 m Monte Tecchione)
40 Passo Calzavitello - Passo del Rastello (5,6 km - 1161 m Monte Antessio)
41 Passo del Rastello - Passo dei Casoni (10,2 km - 1093 m Monte Fiorito)
42 Passo dei Casoni - Passo Alpicella (8,6 km - 1062 m La Conchetta)
43 Passo Alpicella - Valico del Solini (5,4 km - 720 m Monte Belvedere)
44 Valico del Solini - Ceparana (11,3 km -  575 m Valico del Solini)

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale del Beigua (-2) 23.12.17

Il territorio del parco, situato nell'Appennino Ligure Occidentale, è compreso tra il Giovo Ligure (516 m s.l.m.) e il Passo del Turchino (588 m s.l.m.). L'area è circoscritta da linee idrografiche importanti e ben segnalate: a Ovest il Torrente Teiro con l'affluente Malacqua e il Rio del Giovo; A Nord il Rio del Foresto il Torrente Orbarina e il Torrente Orba; a Est il Torrente Stura e il Torrente Leiro; a Sud viene intesa come limite oroidrografico la linea costiera (Molinari, 1973; Panu, 1997).
Lo spartiacque appenninico, in corrispondenza del tratto compreso nel Gruppo del Monte Beigua, si presenta come uno stretto altipiano, lungo circa 28 km, 18 dei quali a quote superiori a 1000 m. Sul versante meridionale, partendo dalla parte di Genova, il primo che si incontra è il monte Reixa, al confine del Comune di Genova e quello di Arenzano, poco distante dal passo del Faiallo. Da questa sezione del massiccio, in territorio genovese, parte la stretta e ripida valle del Cerusa, che sbocca a Voltri dopo aver fiancheggiato il Bric del Dente (1109 m s.l.m.) e le alture del passo del Turchino. A Ponente, in comune di Arenzano, segue la valle del torrente Lerone, stretto tra le pendici del Monte Reixa (1183 m s.l.m.) e del Monte Argentea (1086 m s.l.m.). La catena prosegue con il crinale del Prà Riondo, che prosegue nell'ampia dorsale sommitale del monte Beigua (1287 m s.l.m.); sono infine degni di nota il Monte Rama (1150 m s.l.m.), Monte Sciguello (1102 m s.l.m.) e il Monte Tardia (927 m s.l.m.). Il versante Nord comprende il Monte Ermetta (1267 m s.l.m.), la Rocca del Turnou (1198 m s.l.m.), il Bric Damé (1192 m s.l.m.), il Bric Parioli (1079 m s.l.m.), la Rocca della Biscia (1067 m s.l.m.), il Monte Avzè (1022 m s.l.m.) e la Rocca della Marasca (948 m s.l.m.) (Molinari, 1973). Oltre al tratto iniziale del Torrente Orba, vanno citati anche i suoi primi affluenti (Rio Galada, Rio Rostiolo e Rio Orbarina) caratterizzati da percorso breve ed impetuoso (Mariotti, 1980).

I versanti tributari del Mar Ligure sono ripidi e spesso rocciosi, con copertura arborea discontinua, formata in gran parte da pinete di pino marittimo (Pinus pinaster).

Altrove prevalgono pascoli di origine antropica, infatti, nel periodo compreso tra il 1200 e il 1600 i boschi, costituiti prevalentemente da leccete e boschi di roverella (a quote basse e medio basse) e boschi misti a faggio, rovere, acero di monte e abete bianco (a quote medie e alte) furono intensivamente disboscati per assicurare il legname necessario al fasciame e all'alberatura delle navi della marineria genovese.

Successivamente queste aree furono in gran parte convertite a pascolo (soprattutto a sfalcio), mentre i boschi del versante settentrionale, seppure soggetti a frequenti disboscamenti furono invece convertiti da alto fusto a ceduo. Ancora all'inizio degli anni sessanta il pinastro (presenza probabilmente naturale ma comunque favorita da rimboschimenti e da tagli selettivi) ricopriva gran parte delle pendici meridionali di queste montagne, fin verso i 500–600 m di altitudine. Successivamente si è osservata una progressiva degradazione delle aree boschive, per cause diverse: a parte l'aumentata frequenza degli incendi dolosi (legata anche all'abbandono del bosco e alla mancata opera di controllo da parte dei contadini) le pinete del Beigua sono state aggredite da parassitosi, come quella dovuta alla processionaria (che ha inferto gravi danni alle pinete soprattutto negli anni settanta e ottanta) e quella (più recente, risalente agli anni novanta) legata alla comparsa della "cocciniglia del pino" (Matsucoccus feytaudi), che ha colpito gran parte delle pinete presenti, arrivando ad uccidere fino all'80% degli esemplari. Inoltre il substrato (ofioliti del "Gruppo di Voltri") si rivela chimicamente ostile all'insediamento di comunità vegetali complesse e, assieme all'erosione prodotta dalle acque meteoriche, rallenta il reinsediamento del bosco, anche a quote medio-basse; tale processo di reinsediamento deve infatti essere preceduto da una fase preparatoria, durante la quale arbusti "ricostruttori" come le eriche mediterranee (Erica arborea ed Erica scoparia), il nocciolo o la ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) preparano un suolo più evoluto e ricco di humus, sufficiente ad assicurare il reinsediamento delle specie arboree tipiche delle zone meno elevate e più calde del massiccio, ossia lecci, roverelle, ornielli, carpini neri; anche i frequenti rimboschimenti nel piano montano (soprattutto a pino nero d'Austria) hanno dato risultati modesti.

A differenza di quelli meridionali i versanti settentrionali sono tuttora boscosi, con estese faggete e (al di sotto degli 800 m) querceti a rovere, roverella e cerro e castagneti; la riduzione delle pratiche di diboscamento selettivo e ceduazione, sta consentendo la riconversione dei boschi verso l'alto fusto.

Le aree sommitali, sono ricoperte da brughiere costituite in prevalenza da Calluna vulgaris ed Erica carnea, cui si possono associare Vaccinium myrtillus ed Erica cinerea, alle brughiere si alternano praterie montane, di origine antropogena (diboscamento intensivo) o antropozoogena (diboscamento seguito dal pascolo), che sono invece costituite da formazioni di graminacee come Brachypodium genuense, Sesleria pichiana, Nardus stricta, non mancano le zone umide montane, di cui sono tipiche le comunità a carici (Carex nigra, Carex demissa, Carex viridula, Carex lepidocarpa, Carex panicea e Carex echinata) e giunchi (soprattutto Juncus articulatus e, alle quote più elevate e nelle esposizioni più fresche, Juncus alpino-articulatus).

Il contingente floristico, di particolare pregio, è costituito da specie boreali od orofile inquadrabili come "relitti glaciali" (Aster alpinus, Viola biflora, Saxifraga paniculata, Saxifraga exarata, Pseudorchis albida, Antennaria dioica, Gentianella campestris, Helictochloa adsurgens e Pyrola rotundifolia) da specie tipiche delle praterie palustri e delle torbiere, ambienti gravemente minacciati in Liguria (Rhynchospora alba, Drosera rotundifolia, Gentiana pneumonanthe, Lysimachia tenella, Utricularia minor, Viola palustris, Menyanthes trifoliata, Dactylorhiza incarnata subsp. incarnata, Epipactis palustris, Spiranthes aestivalis, ecc.); da entità endemiche esclusive dell'area (Viola bertolonii, Cerastium utriense, Aquilegia ophiolithica); da entità endemiche con areale più ampio ma comunque circoscritto a poche zone dell'Italia nord-occidentale (Carex ferruginea subsp. tendae, Carex fimbriata, Leontodon anomalus, Tephroseris balbisiana, Luzula pedemontana, Hyacinthoides italica, Festuca inops); da specie serpentinofile (entità esclusive o comunque legate a questo tipo di substrati) come Daphne cneorum, Cardamine plumieri, Sesamoides interrupta, Robertia taraxacoides, Linum campanulatum, Alyssoides utriculata, Asplenium cuneifolium, Linaria supina; da "relitti atlantici", ossia specie diffuse prevalentemente nel settore occidentale e nord-occidentale del continente europeo e presenti nell'area del Beigua con stazioni disgiunte all'estremo orientale dell'areale (Narcissus pseudonarcissus, Erica cinerea, Euphorbia hyberna subsp. insularis) e infine da specie considerate rare o minacciate a livello regionale (Dictamnus albus, Iris graminea, Gladiolus palustris).

Tra le specie animali di maggior interesse vanno citate la martora (Martes martes), il lupo (che, estinto nel XIX secolo, è ricomparso all'inizio degli anni novanta), il biancone (Circaetus gallicus) presenza stagionale (estiva) nell'ambito del Parco, la poiana (Buteo buteo) segnalata in tutta l'area e presente con diversi esemplari, il gufo reale (Bubo bubo) e l'aquila reale (Aquila chrysaetos), che da pochi anni è tornata a nidificare sui pendii più elevati del massiccio.
Gli Anfibi presenti nel parco appartengono in parte alla fauna più tipicamente mediterranea sul versante meridionale, ove è presente ad esempio la raganella mediterranea (Hyla meridionalis) alle pendici del Monte Beigua nei pressi di Arenzano. All'interno del parco sono poi presenti la salamandra pezzata (Salamandra salamandra), il tritone alpestre (Ichthyosaura alpestris apuana), il tritone crestato italiano (Triturus carnifex), il tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris), La rana montana (Rana temporaria), la rana agile (Rana dalmatina) ed il rospo comune (Bufo bufo).

Alcune zone, popolate dall'epoca preistorica, conservano tracce di quelle remote popolazioni (presso Alpicella, frazione di Varazze, tracce di raschiamenti graffiti sulle rocce per limare le punte di freccia). Interessante oltre che a livello geologico e paesaggistico anche per la via ferrata presente sul posto è la Cascata del Serpente, nei pressi di Masone. Di un certo richiamo è anche il lago dell'Antenna, sul confine settentrionale del parco, dove è stata istituita una riserva di pesca turistica con periodiche immissioni di trote.

Le rocce del gruppo del monte Beigua sono principalmente rocce magmatiche più o meno metamorfosate, composte in prevalenza da ofioliti a metamorfismo di tipo alpino (distinguibili così da quelle della Liguria orientale e della Toscana centro-settentrionale). Queste rocce (comunemente definite "pietre verdi") sono costituite soprattutto da serpentiniti e serpentinoscisti a forte metamorfismo e da metagabbri e prasiniti; appartengono al complesso geologico denominato Gruppo di Voltri.
Importanti giacimenti di Rutilio sono presenti nei pressi del Bric Tarinè.
L'elevato contenuto di minerali di magnesio rende questi substrati tossici per molte specie vegetali e favorisce l'insediamento di comunità vegetali peculiari, formate da piante tolleranti nei confronti delle alte concentrazioni di magnesio.

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La natura in Liguria: Riserva naturale regionale di Bergeggi (-3) 22.12.17

La Riserva naturale regionale di Bergeggi è una riserva regionale costituita dall'Isola di Bergeggi, in Provincia di Savona. La superficie totale, di circa 8 ettari.
L'isola è circondata da un'area marina protetta.

L'isolotto di Bergeggi ha una costa rocciosa medio-alta, che si erge sul mare fino a 53 metri di altezza.
L'ambiente naturale include frammenti di macchia mediterranea. Sulle rocce bagnate dalle onde si trovano il finocchio di mare e Limonium cordatum, oltre ad altre specie quali la Campanula sabatia e l'Euphorbia dendroides.

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La natura in Liguria: Oasi del Nervia (-4) 21.12.17

L'Oasi del Nervia è un'area faunistica della provincia di Imperia compresa nel territorio comunale dei due comuni rivieraschi di Ventimiglia e Camporosso.
Inserita nella piana del torrente Nervia, ha una superficie complessiva di 60.000 m2.

La prima ufficializzazione o idea di progetto è avvenuta nel 1982 con la delibera di destinazione, da parte del consiglio provinciale di Imperia, dell'area della foce del Nervia a zona di protezione. La proposta provinciale ha avuto poi concretezza nel 1984 con la richiesta di attuazione ai due comuni interessati, Ventimiglia e Camporosso.

Nonostante l'impegno di entrambe le parti il progetto è rimasto in stato vegetativo per ben quattro anni tanto che, nel 1988, l'area ha iniziato a registrare un lento degrado favorito dalla presenza abusiva di orti e discariche lungo la parte sinistra del torrente.

La zona è stata quindi sottoposta più volte a ripulitura e bonifica da parte delle associazioni ambientaliste locali, con una sensibilizzazione delle popolazioni rispetto all'importanza di tale riserva naturale. Nel biennio compreso tra il 1989 ed il 1990 tale opera ha portato alla soppressione di abusi ed inquinamenti.

Proprio nel 1990 ha avuto inizio l'iter per la costituzione dell'oasi e, nel 1992, grazie ai vari finanziamenti della provincia imperiese, si è intrapreso lo studio di fattibilità. Il 10 luglio del 1998 il Ministero delle Finanze ha attribuito la concessione all'amministrazione provinciale imperiese che ha stipulato poi un accordo con il WWF il 23 settembre dello stesso anno.

Nel frattempo sono stati avviati contatti con i due comuni interessati che, dopo aver ultimato la fase di preparazione tecnica, si sono impegnati nella salvaguardia del periodo di nidificazione e del flusso migratorio, mettendo allo studio anche un progetto di allargamento dell'oasi di protezione.

All'interno dell'oasi sono state catalogate quasi 160 specie botaniche, la maggior parte comprese da alberi di alto fusto come la tifa, la veronica e il crescione. Sono inoltre presenti vaste aree di canneti utili soprattutto ai volatili come habitat naturale o per l'autodepurazione della zona faunistica.

I volatili sono stati censiti e catalogati in 140 specie quali lo svasso, il tuffetto, l'airone, anatre, limicoli, gabbiani, rallidi, passeriformi e altre specie. Tra i mammiferi si segnalano la volpe, il riccio, il toporagno, il mustiolo, l'arvicola e i rettili orbettino, ramarro, il colubro lacertino e la natrice viperina.

Calendario dell'Avvento 2017.
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La natura in Liguria: Giardino botanico di Pratorondanino (-5) 20.12.17

Il Giardino botanico montano di Pratorondanino è un'area protetta provinciale situata nel comune di Campo Ligure, in Provincia di Genova.

Situato a circa 750 m s.l.m. e ideato nel 1979 dal G.L.A.O. (Gruppo Ligure Amatori Orchidee), dal 1983 ha allargato il suo campo a numerose altre specie botaniche principalmente della flora alpina, appenninica e montana in generale.

Il Giardino botanico è aperto da aprile a settembre; i periodi durante i quali le piante fioriscono maggiormente sono tra maggio e giugno.

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La natura in Liguria: Aree Wilderness del Monte Camulera (-6) 19.12.17

Le Aree Wilderness del Monte Camulera (Bric Zionia, L'Urséra, Brizzuléra, Rio Pregalante) occupano una superficie complessiva di 128,1 ettari, nel Comune di Murialdo.

Le Aree interessano una serie di rilievi boschivi selvaggi e disabitati (faggete e castagneti) lungo le Alpi Marittime.

Designate con Deliberazioni del Consiglio Comunale n. 6 dell'11 gennaio 1993 e n. 21 del 24 ottobre 2002 e con atto privato tra i proprietari e l'Associazione Italiana per la Wilderness, le Aree Wilderness attorno al Monte Camulera hanno avuto origine da una prima Area designata dal Comune di Murialdo su proposta dell'Associazione Italiana per la Wilderness, dopo che questa vi aveva constatato la presenza di luoghi aventi le caratteristiche necessarie per un loro riconoscimento quali "Wilderness" e quindi meritevoli di una salvaguardia secondo questo spirito conservazionistico, severo per quanto riguarda la tutela del territorio ma rispettoso del diritto tradizionale e consuetudinario di prelievo delle risorse naturali rinnovabili da parte della collettività locale.

Nello stesso complesso del Monte Camulera l'AIW ha inoltre designato due Zone di Tutela Ambientale private estese complessivamente 1 ettaro, mentre una terza Zona, di 18,6 ettari, è stata delimitata dal Corpo Forestale dello Stato per la tutela dell'habitat del Picchio nero.

La bellezza ed il pregio dell'area Wilderness del Monte Camulera consistono soprattutto nelle caratteristiche selvagge della sua foresta e nell'isolamento dei luoghi rispetto ai più vicini presidi della civiltà umana. Per tale ragione l'area Wilderness è povera di sentieri e di strade.

Le Aree sono poste nella regione di incontro tra la vegetazione alpina e quella appenninica, con interessanti elementi di entrambe, tra i quali l'endemico Zafferano ligure, le rare Senape montana, specie di ambiente alpino ed appenninico, ed il Caprifoglio nero, specie alpina di quote superiori. Degna di interesse è inoltre la Camomilla montana, tipica degli Appennini, ma anche il Semprevivo ragnateloso, il Rapònzolo montano, il Giglio Rosso ligure, e la localizzata Bocca di leone selvatica. Importanti sono alcuni popolamenti isolati di Erica da scope, specie tipica di ambienti mediterranei. I boschi sono molto fitti, composti prevalentemente da castagni e faggi, ma con grande presenza di pino silvestre, betulla, ontani, carpino nero, carpino bianco, rovere ed molte altre specie. Frequenti sono i ruscelli e le sorgenti.

Particolarmente scenografica è la grande cresta di rupi emergenti nel Bric Zionia (1000 m). Nell'area sono compresi i resti di una vecchia miniera di grafite, con numerosi cunicoli di escavazione del materiale e ruderi di strutture pertinenti alla lavorazione.

Per quanto riguarda la fauna vi vivono il cinghiale, il capriolo, il tasso, vari mustelidi e roditori, nonché rare presenze di rapaci diurni di foresta (astore e biancone), e molte altre specie di uccelli.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Portofino (-7) 18.12.17

Il Parco naturale regionale di Portofino si trova in Liguria e precisamente nell'area geografica del Tigullio. Si trova a quasi 30 chilometri da Genova ed è costituito principalmente dai comuni di: Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure.

La vegetazione è tipicamente mediterranea composta da boschi di castagno, nocciolo, carpinero nero, pino, leccio, corbezzolo e alberi di ulivo.

L'avifauna è particolarmente ricca . Tra gli uccelli più comuni e facilmente osservabili vi sono pettirosso, capinera, fringuello, occhiocotto, cinciallegra, merlo, ghiandaia, la tortora dal collare orientale e il colombaccio. Rapaci: il gheppio, la poiana, il falco pellegrino nidificante sulle scogliere più aspre. Uccelli marini: gabbiano comune, gabbiano reale mediterraneo, beccapesci, berta e sula.

Tra gli anfibi è presente la salamandrina dagli occhiali, la salamandra pezzata comuni lungo i piccoli rii, il geotritone diffuso nelle grotte e nelle zone fresche e molto umide, la raganella mediterranea frequente attorno alla frazione di Nozarego e sopra Cala dell'Oro, il rospo comune abbondantissimo ovunque, la rana dalmatina, la rana appenninica mentre per i rettili sono presenti il geco verrucoso , il geco comune entrambi comuni sugli edifici, l'abbondantissima lucertola muraiola, il ramarro occidentale, l'orbettino, lo schivo colubro di Riccioli, il saettone comune e il biacco. Vicino ai torrenti e alle zone umide è possibile incontrare la biscia dal collare e la natrice viperina. il Esiste un esemplare di lucertola ocellata raccolto nel XIX secolo "tra Nozarego e Portofino" nelle collezioni del Museo di storia naturale Giacomo Doria potrebbe essere un errore di cartellinatura del reperto oppure è anche possibile che la specie si sia estinta in quest'area.

Il cinghiale, malgrado sia sottoposto a controllo numerico, raggiunge densità elevate tanto da provocare spesso le proteste degli abitanti del promontorio. Non mancano osservazioni di volpi, tassi, ricci e faine. Interessante è la presenza dello scoiattolo rosso che si osserva spesso specialmente presso il faro della Punta di Portofino. A partire dalla fine degli anno ottanta sono state liberate nel parco numerose capre domestiche che si sono riprodotte in modo incontrollato danneggiando la macchia mediterranea, alla fine degli anni novanta la popolazione di capre del parco superava i 70 individui.

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La natura in Liguria: Oasi faunistica di Rocchetta Cairo (-8) 17.12.17

La Riserva è localizzata nel comune di Cairo Montenotte all'interno di una vasta proprietà della Ferrania spa (ex 3M Italia). Raggiungibile sia da Ferrania che da Montenotte Superiore, la Riserva prende il nome della Rocca dell'Adelasia, uno dei numerosi ammassi ofiolitici che affiorano tra i rigoglioso boschi. Molto complesso appare il substrato geologico che determina situazioni geomorfologiche varie.

L'area è ricoperta dai boschi misti e splendide faggete che presentano imponenti alberi monumentali. Questo territorio è frequentato da numerosi animali ed è sempre più facile incontrare esemplari di capriolo.

La Riserva, che presenta inoltre motivi di interesse storico per i combattimenti napoleonici del 1796, è attraversata da quattro sentieri segnati di grande valore naturalistico e ambientale.

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La natura in Liguria: Parco nazionale delle Cinque Terre (-9) 16.12.17

Il Parco nazionale delle Cinque Terre si trova in provincia della Spezia e comprende, oltre al territorio dei tre comuni delle Cinque Terre (Riomaggiore, Vernazza, Corniglia, Manarola e Monterosso al Mare), una porzione dei comuni di Levanto (Punta Mesco) e della Spezia (Campiglia Tramonti).

Il Parco si può suddividere in due parti: la zona costiera, il vero e proprio Parco Nazionale, e la zona marina l'Area Marina Naturale Protetta, compresa tra Punta Mesco a ovest e Punta di Montenero a est.

Il Parco, oltre alle meravigli naturali, è l'unico in Italia finalizzato alla tutela dei terrazzamenti e dei muri a secco che li sorreggono.

L'ambiente costiero è tipicamente mediterraneo dove i monti dell'Appennino Ligure arrivano a picco al mare creando un ambiente unico. Il clima è mediterraneo con estati secche e inverni miti.
Sono presenti numerosi microclimi spesso diversi tra loro che hanno creato un'enorme varietà paesaggistica, tra cui pini marittimi, pini di Aleppo, sugheri e castagni.
Negli ambienti rupestri e litoranei sono presenti numerosissime specie mediterranee come il finocchio di mare e la cineraria marina. Sono ben visibili ovunque anche arbusteti come rosmarino, timo, elicriso e lavandula. Presenti anche numerose specie arboree e piante grasse ben visibili da molti sentieri costieri.

L'ambiente, favorevole allo sviluppo della vita e habitat di svariate specie animali che trovano in queste località ambienti favorevoli. Sono presenti tra gli uccelli il gabbiano reale, il falco pellegrino e il corvo imperiale. Tra i mammiferi: ghiro, donnola, talpa, tasso, faina, volpe e cinghiale (la cui presenza è molto risentita per i danni alle colture). Tra i rettili che nell'ambiente roccioso prosperano si possono trovare la lucertola muraiola, il ramarro e vari serpenti come il biacco, il colubro di esculapio e la vipera; attorno ai ruscelli vivono anfibi come rane e salamandre.

Nel 1997 le Cinque Terre, insieme a Porto Venere ed alle isole Palmaria, Tino e Tinetto, sono state inserite tra i Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Bric Tana (-10) 15.12.17

Il Parco naturale regionale di Bric Tana, situato nel territorio del comune di Millesimo, si caratterizza per i numerosi fenomeni carsici con doline e grotte dovute alla presenza di calcare di scogliera entro un complesso aranaceo-marnoso di età oligocenica. Indagini e scavi condotti in quest'aria dalla Sovrintendenza archeologica della Liguria hanno consentito la scoperta dei resti di un importante insediamento abitativo risalente all'età del Bronzo.

Nelle vicinanze del Parco, presso il Santuario della Madonna del Deserto, si trova la Valle dei Tre Re, zona carsica atipica di notevole interesse per la presenza, in un'arenaria calcarea, di una grotta con idrografia sotterranea attiva che ha dato un origine ad una cosiddetta "valle chiusa".

Rigogliosi boschi misti castagneti costituiscono la vegetazione tipica di questa area protetta in cui vivono numerosi mammiferi e diverse specie di uccelli.

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La natura in Liguria: Oasi del Merula (-11) 14.12.17

L'Oasi del Merula, localizzata nella zona della foce del medesimo torrente, rappresenta malgrado le sue limitate dimensioni, una delle ultime possibilità di salvaguardia di una zona umida di importanza regionale. Nella foce del Merula da alcuni anni è stata favorita la crescita del canneto palustre, che non crea problemi per le possibili inondazioni (la canna si piega al deflusso dell'acqua), permettendo altresì la vita a numerose specie nidificanti e migratorie che annualmente sostano in questa area naturale situata proprio in mezzo al nucleo cittadino di Andora. Uno degli aspetti più interessanti si è rilevato il numero di avvistamenti di uccelli migratori e stanziali, ben 48 specie.

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La natura in Liguria: Riserva naturale Agoraie di sopra e Moggetto (-12) 13.12.17

La Riserva naturale Agoraie di sopra e Moggetto è una area naturale protetta situata alle pendici del Monte Aiona, in Liguria e all'interno del Parco naturale regionale dell'Aveto, istituita nel 1971.

La riserva si suddivide in due aree: le Agoraie che occupano la maggior parte del territorio (15,50 ha) e il Moggetto (1,50 ha).
Le Agoraie sono un gruppo di laghetti di origine glaciale tra i quali 4 perenni e 2 stagionali.
I quattro laghi perenni sono il Lago degli Abeti, il Lago Riondo, le Agoraie di Mezzo e le Agoraie di Fondo o Stagno grande; mentre i due laghi stagionali si chiamano Pozza degli Abeti e Stagno Piccolo. Il lago più peculiare è il Lago degli Abeti che deve il suo nome per la presenza sui suoi fondali di numerosi tronchi fossili di abeti.
L'origine dei laghi va attribuita all'ultima era glaciale avvenuta nel Quaternario.

Il Moggetto, chiamato anche Stagno Lastro è un lago, anch'esso stagionale, nel quale trova spazio una notevole ittiofauna.

La flora della riserva naturale, che circonda fitta i laghi, è molto varia. La flora arborea è dominata dal Faggio e, in minor quantità, da varie conifere. Sono presenti numerosi relitti glaciali tra i quali Lycopodiella inundata, Tricophorum caespitosum, Sphagnum fuscum, Sphagnum rubellum, Drosera rotundifolia, Menyanthes trifoliata, Carex fusca, Eriophorum angustifolium, Eriophorum latifolium, Rorippa islandica ed Eleocharis palustris.

Nel corso degli anni, data la grande quantità d'acqua presente, si sono sviluppate moltissime specie di anfibi e rettili. Da segnalare sono tre specie di tritoni che rappresentano in tutto e per tutto i rettili: il tritone alpestre (Triturus alpestris apuanus), il tritone crestato (Triturus carnifex) e il tritone comune (Triturus vulgaris). Tra gli anfibi è da segnalare la presenza della rana alpina (Rana temporaria). Tra i mammiferi si trovano la talpa cieca (Talpa caeca), l'arvicola rossastra (Clethrionomys glareolus), il topo selvatico (Apodemus sylvaticus), il topo selvatico collo giallo (Apodemus flavicollis) e il topo ragno d'acqua (Neomys fodiens). Infine tra gli uccelli nidificanti vanno segnalati il germano reale (Anas platyrhynchos) e la cincia dal ciuffo (Parus cristatus).

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara (-13) 12.12.17

Il Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara comprende il promontorio del Caprione, il basso corso del fiume Magra e il basso e medio corso del fiume Vara, suo principale affluente. Un'area interamente compresa nella provincia della Spezia.

Il territorio del Parco si suddivide tra le zone umide della Val di Magra, ricche di biodiversità, il promontorio del Caprione naturale meta escursionistica e l'entroterra delle verdi colline della Val di Vara.

La geologia del bacino del fiume Magra, ampio circa 1964 Kmq, è molto complessa. Per comprendere la varietà di rocce attraversate dai corsi del Vara e della Magra possiamo osservare il diverso aspetto dei ciottoli trasportati dalla corrente del fiume e depositati sulle sponde fluviali. Scopriamo così le arenarie, composte da piccoli granuli sabbia cementati assieme e che costituiscono gli alti rilievi del Monte Gottero e del Monte Civolaro, le serpentine, rocce vulcaniche di colore verde scuro, molto diffuse nella Val di Vara ed inoltre i rossi diaspri, i calcari e le marne.
Particolarmente interessante è la serie geologica di Punta Bianca, l'estremità meridionale del promontorio del Caprione. Il nome deriva dalla presenza di uno spesso strato di calcare bianco, utilizzato per la sua bellezza già in epoca romana. Nei pressi di Punta Bianca affiorano le rocce più antiche della provincia della Spezia, risalenti a unepoca compresa fra i 450 e i 350 milioni di anni fa, formate da antiche argille che hanno subito, nel tempo, un processo metamorfico.

La flora del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara

L'area fluviale è caratterizzata da una ricca vegetazione ripariale a salici che svolge una importante opera stabilizzatrice del substrato alluvionale. I più diffusi sono il salice bianco, il salice rosso e il salice ripaiolo, meno comuni il salice da ceste e l'endemico salice dell'Appennino.
Nella fascia più arretrata e lontana dalla corrente principale, su depositi limoso-sabbiosi, si sviluppano formazioni boschive più evolute caratterizzate da ontano nero, pioppo nero, pioppo bianco e salici arborei. Tra le specie sommerse di acque stagnanti troviamo il sempre più raro millefoglio d'acqua comune, il ceratofillo comune e varie specie di brasca, sulle sponde lungo le rive dei corsi d'acqua e dei canali troviamo canneti a cannuccia di palude e formazioni di lisca maggiore o lisca a foglie strette mentre sui greti fluviali piante erbacee come l'inula viscosa.
Si possono poi ammirare diversi altri ambienti: dalle pinete di pini marittimi con eriche, ai cui margini crescono il ginepro coccolone e il terebinto, ai boschetti di leccio. Non mancano prati, ginestre e grandi cespugli di ampelodesma che crescono in mezzo a formazioni rocciose calcaree.
Il promontrorio del Caprione presenta sui due versanti delle colline una differenza nella copertura vegetale dovuta all'esposizione, ai venti e all'influenza del mare o del fiume. Il versante sul fiume Magra è caratterizzato da pinete di pino marittimo, nelle colline di Bocca di Magra e dal bosco misto di caducifoglie come il cerro, la roverella e il carpino nero. Sul versante a mare, troviamo estese pinete di pino d'Aleppo e altre tipiche formazioni mediterranee: il bosco di leccio, di cui rimangono solo piccoli lembi, la macchia, formata da un insieme intricato di arbusti e liane sempreverdi e la gariga, composta da bassi arbusti ed erbe e ricca di specie aromatiche.
Il paesaggio vegetale è infine caratterizzato da vaste aree occupate dagli antichi oliveti terrazzati che ricoprono vaste aree del Caprione, soprattutto lungo il versante a mare ma anche nelle colline intorno ad Ameglia. La produzione di olio è stata una delle principali fonti di guadagno per la popolazione locale fino agli anni 50 ma in seguito molte colture di questo tipo sono state abbandonate a cominciare dagli oliveti più impervi, provocando un progressivo deperimento delle piante e un deterioramento dei muretti a secco. In primavera negli oliveti fioriscono anemoni, orchidee e in estate papaveri e gladioli oltre a numerose erbe.
La flora di pregio del parco fluviale è costituita soprattutto da piante acquatiche e palustri, sempre più rare a livello nazionale a causa delle opere di bonifica. Tra le piante di maggiore interesse citiamo, per esempio, il Millefoglio d'acqua, il Coltellaccio, la Lisca maggiore e la Lisca a foglie strette.
Il promontorio del Caprione, per le differenti condizioni climatiche cui è soggetto, è caratterizzato dalla presenza di una ricca flora mediterranea. Numerose sono le sclerofille sempreverdi, piante dalle foglie spesse e coriacee, come per esempio leccio, corbezzolo, alaterno, lentisco e mirto.
Vi sono poi specie protette in Liguria tra cui l'iris nano, il narciso tazetta e numerose orchidee selvatiche.
Particolarmente importante è la presenza del cisto bianco, arbusto dalle vistose fioriture, che sul Caprione si trova al limite orientale della sua area di distribuzione ed è uno dei simboli del parco.

La fauna del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara

La valle del fiume Magra rappresenta un'importante via migratoria per l'avifauna legata agli ambienti acquatici. Avvicinandoci al fiume è possibile distinguere il caratteristico canto dell'usignolo di fiume, tipico abitante dei canneti. Sul greto fluviale non è difficile osservare la garzetta e l'airone cenerino, mentre le acque tranquille dei laghetti perifluviali ospitano numerose anatre migratrici. Dove le acque dei fiumi Vara e Magra scorrono più lente, si può osservare il martin pescatore appoggiato sui rami più bassi dei salici vicini all'acqua, pronto a tuffarsi per catturare piccoli pesci o insetti. La foce del fiume Magra nei pressi di Fiumaretta e Bocca di Magra è invece un'area di particolare interesse per osservare gabbiani reali e comuni, marangoni dal ciuffo e sterne beccapesci, mentre il tratto di mare antistante la foce è meta di tuffetti, smerghi, svassi, orchi e orchetti marini oltre che cormorani ed edredoni.
Anche gli ambienti artificiali, come i frantoi di inerti presenti lungo il corso del fiume, ospitano specie importanti quali il gruccione e il topino. Nella piana di Marinella è presente anche l'Airone guardabuoi.
L'avifauna del promontorio del Caprione comprende le specie che vivono nella zona costiera come il corvo imperiale e il gheppio e gli abitanti della macchia come l'occhiocotto, la capinera e il cardellino. Importante è la presenza di numerosi rapaci notturni come l'allocco, la civetta, l'assiolo e il barbagianni. Tra i rapaci diurni troviamo la poiana e lo sparviere.
Nel Parco, la fauna minore come anfibi, rettili, invertebrati d'acqua dolce gioca un importante ruolo per la conservazione della biodiversità e per il mantenimento degli equilibri biologici dell'ambiente naturale, come per esempio corsi d'acqua, aree umide e grotte carsiche. Nel complesso la fauna ittica del bacino Magra-Vara è molto varia e sono state censite 39 specie. Di queste, 15 vivono nelle acque del fiume Vara, 13 autoctone, come la trota fario e due immesse per scopi alieutici.
Di recente è stata individuata la Lampreda di mare, quasi estinta nelle acque interne. Il comprensorio Magra-Vara risulta l’unico sito certo in Italia per la riproduzione di questo pesce.
Tra i crostacei da segnalare la presenza del granchio d'acqua dolce. Tra gli anfibi le specie più minacciate a livello regionale sono il raro ululone appenninico dal ventre giallo, il rospo smeraldino, il tritone crestato e la raganella comune, oltre alla rana temporaria, rara in provincia di La Spezia, alla salamandrina dagli occhiali, alla rana appenninica e alla salamandra pezzata, la cui presenza è da considerare di particolare pregio. Presente anche il tritone alpestre. Negli ambienti carsici e nelle grotte di Pignone e Riccò del Golfo troviamo il geotritone.
Tra i rettili invece ci sono il geco comune, la lucertola, l'orbettino e il biacco. Sul promontorio del Caprione sono presenti anche il ramarro e la natrice dal collare.
Sul Caprione i mammiferi sono rappresentati da carnivori quali la volpe, la faina, la donnola, il tasso, da insettivori quali il riccio e la talpa e da roditori come lo scoiattolo, il topo quercino, il ghiro e il moscardino.
Negli ultimi anni ha avuto grande diffusione anche il cinghiale.
Tra i chirotteri si trovano il Rinolofo minore, e l'euriale, alcuni vespertilionidi tra cui il maggiore, il Pipistrello nano, il Serotino e la Nottola.

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La natura in Liguria: Santuario dei Cetacei (-14) 11.12.17

Chiamato anche Santuario Pelagos, il Santuario dei Cetacei è un'area marina istituita nel 1999 in acque internazionali grazie alla collaborazione dei tre paesi nella quale il santuario è compreso: Francia (Costa Azzurra e Corsica), Principato di Monaco e Italia (Liguria, Toscana e nord della Sardegna). Essa si estende nel bacino corso-ligure-provenzale da Punta Escampobariou (vicino alla città francese di Tolone) a capo Falcone e capo Ferro (Sardegna), fino al Chiarone (confine tra Toscana e Lazio).

Occupa una superficie marina di circa 87 mila chilometri quadrati e la concentrazione di balene e delfini è particolarmente alta, tanto che lo whale watching (l'osservazione di questi mammiferi marini) è diventata una delle attività principali assieme alla cura e alla salvaguardia dell'ambiente marino.

Una serie di studi ha rilevato che in questa zona del mar Mediterraneo vi è una massiccia concentrazione di cetacei, grazie soprattutto alla ricchezza di cibo. I mammiferi marini sono rappresentati da otto specie: la balenottera comune (Balaenoptera physalus), il capodoglio (Physeter macrocephalus), il delfino comune (Delphinus delphis), il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeruleoalba), il globicefalo (Globicephala melas), il grampo (Grampus griseus) e lo zifio (Ziphius cavirostris).

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale dell'Aveto (-15) 10.12.17

Il Parco naturale regionale dell'Aveto è un'area naturale protetta della Provincia di Genova ed è compreso nei comuni di Santo Stefano d'Aveto, Rezzoaglio, Borzonasca, Mezzanego e Ne, per una superficie complessiva di 3.018 ettari.
Il parco copre una delle aree naturalisticamente più importanti dell'intero Appennino Ligure. È stato istituito per proteggere una grande varietà geologica, faunistica e floristica, ma anche per conservare l'impronta antropica del luogo.

Val d'Aveto

La Val d'Aveto, attraversata dall'omonimo fiume, è circondata da alcune delle montagne più alte dell'Appennino Ligure, tra cui i monti Maggiorasca, Penna, Groppo Rosso e Aiona. La valle è caratterizzata da paesaggi di alta montagna e vi si trovano spesso pascoli immersi in vaste faggete. Le attività umane legate all'allevamento bovino hanno inciso molto sulla conformazione del territorio.
È una delle principali mete turistiche dell'entroterra del Tigullio, d'estate per il clima fresco, d'autunno per la raccolta dei funghi e d'inverno per i praticanti dello sci (di fondo, alpinistico ed escursionistico). La valle è formata dal fiume Aveto e da numerosi affluenti di carattere torrentizio e spesso poco estesi; tra i maggiori vi è comunque il torrente Gramizza.

Valle Sturla

La Valle Sturla nel suo tratto iniziale presenta prima pascoli e castagneti, in seguito noccioleti, orti e uliveti. Il torrente che la attraversa, lo Sturla, sfocia poi nel torrente Lavagna vicino al mare; la valle presenta così una grande varietà paesaggistica in pochi chilometri, prima con sorgenti e paesaggi montani, poi quasi con un clima e un paesaggio mite, tipico della zona costiera. Il torrente Sturla, che dà il nome alla valle, è da sempre sfruttato per la produzione di energia elettrica; ne è un esempio l'invaso di Giacopiane, situato tra prati e boschi e meta anch'esso di turisti.

Val Graveglia

La Val Graveglia è, delle tre valli, quella con la storia più particolare, sia antica che recente. Infatti caratteristiche formazioni rocciose e geologiche hanno arricchito il suolo di minerali, creando un particolarissimo ambiente. Allo stesso tempo è chiara l'impronta antropica sullo stesso ambiente: si trovano infatti varie cave e miniere che sfruttano da moltissimi anni le risorse del terreno. La valle è meta di geologi e speleologi, ma anche di numerosi turisti. Nella Val Graveglia rimane ben conservato l'ambiente rurale dei prodotti tipici derivanti da olivi, vigne, castagni e ortaggi, ma anche dei piccoli e caratteristici paesini. Il torrente Graveglia, che attraversa la valle, sfocia nel torrente Lavagna ed ha come maggior affluente il Reppia.

Sentieri

Nel parco si trova un tratto dell'Alta Via dei Monti Liguri che attraversa il parco da est a ovest o viceversa (ripercorre infatti parallelamente l'intera linea costiera ligure). Si trovano anche molti sentieri utilizzati per il trekking e le escursioni. Tra questi sentieri ve ne sono numerosi ad "anello" attorno ai monti con ottime vedute; i principali sono gli anelli dei monti Bossea, Aiona, Zatta, Ramaceto e Penna.

Sport ed attività praticabili

Sci: alpinistico, di fondo ed escursionistico, sulle montagna più alte; trekking ed escursionismo attraverso numerosi sentieri di varie difficoltà; mountain biking, utilizzando gli stessi sentieri; equitazione; alpinismo; canottaggio; pesca; attività relative alla Speleologia.

Calendario dell'Avvento 2017.
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La natura in Liguria: Giardini botanici Hanbury (-16) 09.12.17

I Giardini botanici Hanbury sorgono sul promontorio della Mortola, sulla costa ligure, a pochi chilometri dal confine francese. Occupano una superficie di 18 ettari, compresi nel territorio comunale di Ventimiglia, in Provincia di Imperia.

Il terreno è degradante dalla collina al mare, come è tipico della costa ligure. L'aspetto paesaggistico è tipicamente all'inglese, con vialetti irregolari e romantici rustici, pergolati e patii con la pittoresca vista del mare sullo sfondo. Il parco è anche attraversato da un tratto dell'antica strada consolare via Julia Augusta.

I Giardini furono realizzati a partire dal 1867, grazie alla passione dal viaggiatore inglese Sir Thomas Hanbury. Dopo aver fatto fortuna come esportatore di thè a Shangai egli decise di stabilirsi sulla costa ligure, ed acquistò dapprima il palazzo dei marchesi Orengo di Ventimiglia, tuttora esistente, e successivamente i terreni circostanti, su cui volle realizzare uno splendido giardino con specie botaniche raccolte in ogni parte del mondo.

Per sviluppare il progetto egli si fece aiutare dal fratello Daniel, giunto appositamente dall'Inghilterra, da diversi botanici (fra cui, in particolare, i tedeschi Ludwig Winter e Alwin Berger) e da una manovalanza di giardinieri stabilitisi nelle vicinanze. Il giardino divenne ben presto rinomato in tutto il mondo.

Alla morte di Sir Thomas, il figlio Cecil e la nuora Lady Dorothy portarono avanti l'opera fino alla seconda guerra mondiale, quando il sito dovette essere abbandonato.

Nel 1960 lo Stato italiano acquistò dagli eredi il complesso, che, nel 1962, fu affidato all'Istituto Internazionale degli Studi Liguri. Nel 1979 tale istituto rinunciò al gravoso impegno di ricostruzione post-bellica e successivamente, nel 1987, la gestione venne affidata definitivamente all'Università degli studi di Genova.

I giardini ospitano migliaia di specie botaniche (quasi 6000 catalogate nel 1912), di origine prevalentemente tropicale e subtropicale, organizzate a zone per gruppo botanico.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Porto Venere (-17) 08.12.17

Il Parco naturale regionale di Porto Venere è racchiuso nell'omonimo comune e comprende, oltre al borgo antico, le isole Palmaria, Tino e Tinetto.
In seguito alla sua istituzione, nel 1997, l'area è stata inserita tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO assieme al territorio delle Cinque Terre.

Il Parco Naturale di Porto Venere racchiude nei suoi 400 ettari luoghi di grande valore ambientale, storico e culturale, testimonianza di una rapporto che si è mantenuto armonioso nei secoli tra uomo e natura.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale di Piana Crixia (-18) 07.12.17

Il Parco di Piana Crixia si estende ai confini tra la Liguria e Piemonte presentando imponenti fenomeni geologici e geomorfologici unici per questo tratto di Langhe in territorio ligure.

Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza dei calanchi, particolari fenomeni erosivi con caratteristici solchi stretti e profondi, generalmente poveri di vegetazione, prodotti dalle acque di dilavamento su terreni argillosi.

Nei pressi della frazione Borgo, sovrastante il fiume Bormida, si trova il "Fungo" costituito da un grosso masso ofiolitico che ha protetto i conglomerati sottostanti, più facilmente erodibili, delle acque meteoriche, creando la curiosa e imponente figura.

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La natura in Liguria: Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara (-19) 06.12.17

La Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara si estende sugli 11 ettari dell'isola posta davanti alla costa di Albenga.
Il terreno calcareo ospita la tipica vegetazione della macchia mediterranea e alcune specie floristiche come la rosa e il fiordaliso della Gallinara.
L'isola è sede di una delle più grandi colonie di nidificazione dei gabbiani reali di tutto il mar Tirreno.

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La natura in Liguria: Oasi del Monte Dente (-20) 05.12.17

L'Oasi del Monte Dente, nome completo Oasi provinciale di Protezione della Fauna del Monte Dente è un'area faunistica gestita dal 1997 da Lipu che si estende tra le province di Genova e Savona nell'area del Parco naturale regionale del Beigua ed è compresa tra i comuni di Genova, Tiglieto e Masone.

L'oasi tutela il Monte Dente, un monte di grande importanza per l'avifauna migratoria e non; sono, infatti, segnalate ben 110 specie di uccelli, dei quali 45 nidificanti. Vanno citati il codirossone, la tottavilla, il calandro, il corvo imperiale e la pernice rossa tra i passeriformi, vi sono anche numerosi rapaci. Tra i mammiferi sono presenti il cinghiale, la lepre e in particolar modo il capriolo.

A rappresentanza della flora selvatica vi sono piante del genere Drosera ma anche fiori particolari come il tulipano selvatico e il giglio martagone. Sono presenti anche alberi come il faggio, il rovere e il sorbo.

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La natura in Liguria: Oasi di Arcola (-21) 04.12.17

L'Oasi è stata istituita nel 1992 dalla Provincia della Spezia come oasi di protezione della fauna ed affidata fin da subito in gestione alla LIPU nel tentativo, primo in Italia, di realizzare una garzaia artificiale. Lo scopo era quello di indurre alcune coppie selvatiche di Aironi cenerini, Garzette e Nitticore, che regolarmente frequentano la zona, a riprodursi all'interno dell'area su pioppi e salici in prossimità di una grande voliera dove erano stati inseriti esemplari feriti ed irrecuperabili delle stesse specie. Il tentativo, seguendo l'esempio di quanto avvenuto alcuni anni prima in Camargue, consisteva nel convincere gli esemplari selvatici a scegliere l'Oasi per nidificare, attirati ed invogliati dagli individui in cattività.

L'ambiente, caratterizzato dalla presenza di lanche, canneti e folti boschi ripari, è ormai unico in Liguria e rappresenta una preziosa testimonianza dell'antico paesaggio palustre della Val di Magra. Come appare evidente gli Uccelli rappresentano la fauna selvatica più significativa e facile da osservare, un po' in tutte le stagioni. In primavera e all'inizio dell'estate l'Oasi è frequentata dalle specie nidificanti come il Martin pescatore, che si riproduce nelle cavità sulle sponde del fiume mentre il canneto accoglie i nidi di due specie elusive e con abitudini ritirate come il Tarabusino, un piccolo Airone dal piumaggio color crema e nero e il Porciglione, che evidenzia la sua presenza con il tipico richiamo simile a quello di un maialino. Sempre lungo le rive, ma più verso l'interno, si riproduce anche la Gallinella d'acqua e sfruttando i rami dei salici anche il Pendolino, con il caratteristico nido a fiasco. Ed ancora l'Usignolo di fiume e la Cannaiola ed altre specie comuni come la Cinciallegra, il Luì piccolo e la Capinera. Durante le migrazioni e nel corso dell'inverno si possono osservare molte specie di rapaci e uccelli acquatici, attirate sia dal fiume sia dal mare, qui abbastanza vicino. Airone rosso, Sgarza ciuffetto, Falco di palude e Albanella minore, Lodolaio e Falco pescatore, alcune specie di trampolieri come il Combattente, la Pittima reale, il Cavaliere d'Italia e il Piovanello pancianera sono regolarmente presenti dove l'acqua è più bassa e ricca di una miriade di invertebrati acquatici, larve, piccoli pesci che sono il cibo preferito di queste specie. Durante l'inverno una folta popolazione di cormorani, proveniente dal Nord Europa e che si incrementa di anno in anno, frequenta l'Oasi sia per passare la notte negli alberi più alti che durante il giorno a caccia di tinche, carpe e persici.

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La natura in Liguria: Area marina protetta Cinque Terre (-22) 03.12.17

L'Area marina protetta Cinque Terre si estende per 4.591 ettari, tra Punta Mesco e il comune di Riomaggiore.
L'Area è suddivisa in tre zone, denominate A, B e C, ognuna con un diverso grado di protezione e tutela.

Nell'Area marina sono presenti le caratteristiche pareti di roccia a strapiombo sul Mar Ligure, tipiche delle Cinque Terre, mentre i fondali si alternano fra zone rocciose e disseminate di scogli e zone sabbiose. Sui fondali più rocciosi è possibile ammirare distese di praterie di gorgonie, anemoni e coralli, invece in quelli sabbiosi prevale la posidonia oceanica.

Gli amanti delle immersioni si concentrano nei punti di interesse naturalistici più emozionanti:
La Via dell'Amore: ci si immerge sul cappello della secca da circa 15 metri di profondità su di un fondale detritico fino ai 18 metri per poi scendere fino ai 32 metri sul fianco di una parete rocciosa ricca di aragoste e gorgonie.
Il Panettone: si parte da Punta di Montenero con un fondale detritico a 9 metri di profondità per poi scendere fino a un pinnacolo ricco di gorgonie, infine si giunge nella secca, tra i 25 e i 35 metri di profondità, dove vivono aragoste e saraghi in una prateria di gorgonie.
La franata di Corniglia: di fronte al caratteristico paese delle Cinque Terre si scende fino ad una profondità massima di 18 metri dove si possono incontrare murene, gronghi, aragoste, re di triglie, donzelle e pinna nobilis.

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La natura in Liguria: Parco naturale regionale delle Alpi Liguri (-23) 02.12.17

Il Parco naturale regionale delle Alpi Liguri, che si estende dalle Alpi al mare, è l'habitat ideale per una grande varietà di fauna selvatica, tra cui l'ermellino, la lepre variabile, la martora, il lupo e l'arvicola delle nevi e il gatto selvatico.
Tra gli uccelli si segnala la presenza del gufo reale, del picchio nero, del gallo forcello che nidifica nei boschi e l'aquila che vive tra i dirupi alpini.

Il Parco è diviso in quattro zone non contigue e si estende tra i comuni di Cosio di Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pigna, Rezzo, Rocchetta Nervina e Triora.

Zona di Pian Cavallo.
Inserita nelle valli del Tanarello e del Negrone al confine con il Piemonte tra il Passo della Colletta (1.623 m), le sorgenti del Negrone e la formazione del Tanaro, nel comune di Cosio di Arroscia e in quello di Mendatica.

Foresta Demaniale di Testa d'Alpe
La caratteritica di questa zona tra l'alta valle dello Sgorea nel comune di Rocchetta Nervina, il monte Alto (1.269 m) e il monte Morgi (819 m) è quella di ospitare un bosco tipicamente alpino a meno di 15 km in linea d'aria dal mare.

Dorsale Monte del monte Saccarello - monte Frontè - monte Monega.
Al suo interno sono protette le pendici dei monti Saccarello e Frontè (2.133 m) nelle valli Argentina, Arroscia e Tanarello, fino ad arrivare al confine con la Francia sul monte Saccarello (2.203 m) nei comuni di Triora, Mendatica, Montegrosso Pian Latte e Rezzo.

Comprensorio del monte Gerbonte - monte Toraggio e Pietravecchia.
Comprende l'alta val Nervia e l'alta valle Argentina nei comuni di Pigna e Triora con il Monte Grai (2.014 m), il monte Pietravecchia (2.038 m), il monte Toraggio (1.971 m), il monte Gerbonte (1.728 m) e la Cima di Marta (2.138 m).

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La natura in Liguria: Riserva naturale regionale di Rio Torsero (-24) 01.12.17

Nel comune di Ceriale si estende per circa 4 ettari la Riserva naturale regionale di Rio Torsero.
Il territorio si presenta roccioso e calcareo, coperto a tratti da macchia mediterrane; è un deposito fossilifero risalente al Pliocene inferiore che preserva resti di antichi molluschi.

Una collezione di pregevoli fossili provenienti dalla Riserva è visitabile nel Museo paleontologico Silvio Lai di Peagna, caratteristica frazione di Ceriale.

Calendario dell'Avvento 2017.
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I sentieri liguri su Google Street View 04.11.17

I sentieri liguri su Google Street View
I sentieri liguri su Google Street View

Oltre 200 km di sentieri dalle Alpi Marittime agli Appennini, lungo l'Alta Via dei Monti Liguri, sono stati mappati dalle associazioni Wepesto e Ponente Experience rendendoli visitabili attraverso Google Street View e sul nuovo sito dedicato al progetto, Liguria Wow.

I paradisi del surf in Europa 30.09.15

Secondo la classifica di Surfline tra i dieci migliori spot dove fare surf in Europa spicca Varazze, in Liguria. Noi lo sapevamo da tempo.

Varazze è anche l'unica località del continente dove è possibile surfare di notte.

Regione Liguria, capoluogo Novi Ligure 01.06.15

Toti presidente della Regione Liguria

BellaCoffi.

La legge elettorale in Liguria per le regionali 2015 26.05.15

In attesa di conoscere l'esito elettorale di domenica prossima un dubbio serpeggia tra i liguri (e non solo, dato che queste elezioni hanno assunto una valenza nazionale).
Dalle elezioni regionali in Liguria uscirà una maggioranza in grado di governare? Le opinioni sull'assegnazione dei seggi, sulle soglie di sbarramento, sul premio di maggioranza e su ipotetici ballottaggi sono tra le più disparate.

Per fugare ogni perplessità sarebbe bastato fare una semplice ricerca sul sito della Regione.
L'ho fatta io per voi. Il punto chiave da tenere a mente è questo,

Come si assegnano i seggi: il risultato complessivo è determinato dal voto per il Presidente che si trascina una maggioranza garantita.

In dettaglio:

Il sistema delle liste proporzionali esprime l'80% dei seggi, quello del "listino" regionale il 20%. Secondo la formula elettorale prevista dall’articolo 15 della legge 108 del 1968.

Se il gruppo di liste o i gruppi di liste provinciali collegati alla lista regionale del Presidente vincente hanno già raggiunto o superato il 50% dell'insieme dei seggi del Consiglio, vengono proclamati eletti i primi candidati compresi nella lista regionale fino alla concorrenza del 10% dei seggi assegnati al Consiglio.

Qualora il gruppo di liste o i gruppi di liste provinciali collegate alla lista regionale del Presidente vincente abbiano conseguito una percentuale di seggi inferiore al 50 % dei seggi assegnati al Consiglio viene assegnata alla lista regionale l'intera quota dei seggi.

Per la parte proporzionale si utilizza il metodo del quoziente e la graduatoria delle preferenze. È previsto uno sbarramento per le liste provinciali che abbiano ottenuto nell’intera regione meno del 3% dei voti validi, a meno che siano collegate a una lista regionale che ha superato la percentuale del 5%. Per i candidati sulla parte proporzionale si segue in ogni lista la graduatoria delle preferenze; nel listino si segue l'ordine di presentazione.

La Liguria ha la concreta possibilità di eleggere per la prima volta una donna alla presidenza della Regione. Perdere questa occasione non sarebbe saggio.

C'era una volta Sergio 17.01.15

La scommessa di Cofferati, scardinare l'idea di partito liquido post-ideologico vincendo le primarie in Ligura per aprire una fronda all'interno del PD nazionale, è naufragata. Fallita nel confronto con il territorio.

Ora non resta che urlare alle nuvole e sbattere la porta. Nel frattempo sabotare quanto più possibile la campagna elettorale degli ormai ex compagni.
Perfettamente inserito nel solco di quella parabola amara che è stata la sinistra massimalista degli ultimi 20 anni.

L'opposizione come ragione d'essere. L'impermeabilità ai mutamenti della società come credo.

Il cinese, le primarie, la Liguria 11.01.15

Le primarie liguri del Partito Democratico per individuare il candidato che affronterà la sfida per la presidenza alle regionali di primavera saranno ricordate per lo stile e la sportività con cui Sergio Cofferati ha preso atto che la sua prospettiva politica è minoritaria e fuori tempo massimo. Ancora una volta. In Liguria come nel resto del paese.

Non riconosco questo risultato e aspetto il pronunciamento della Commissione di garanzia.

Nel frattempo una donna, per la prima volta, avrà la concreta occasione di diventare presidente della Regione Liguria.

Auguri a Raffaella Paita.

Note a fondo pagina. Quasi 55.000 votanti. È stata una tra le primarie più votate di sempre in Liguria. Il ricavato dei due euro necessari per votare sarà devoluto come fondo per le vittime delle recenti alluvioni.

La stagione delle piogge in Liguria 04.12.14

Oltre 450 millimetri di pioggia caduta nel solo mese di novembre. Più di tre volte rispetto alla media registrata negli ultimi 50 anni.
L'eccezionalità è la nuova norma.

Il clima è cambiato, con eventi più estremi e concentrati.
È necessario un cambio di passo radicale per adattarci a queste condizioni mutate.
Big data, smart city, nuovi modelli meteorologici, allerta intelligente, nuove infrastrutture e prevenzione devono diventare parole chiave, a partire dalla campagna delle primarie del Partito Democratico per la definizione del candidato governatore in vista delle elezioni regionali 2015.

Un normale giorno di pioggia in Liguria al tempo dei cambiamenti climatici 15.11.14

Il Polcevera a Genova durante l'alluvione del 2014

Dati meteo dell'alluvione del 2014 in Liguria

Un giorno di pioggia ininterrotta ha fatto di nuovo annegare la Liguria da ponente a levante.

Probabilmente è già troppo tardi per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Non resta che prepararsi; amministratori locali e singoli cittadini dovranno affrontare un'emergenza continua per almeno un paio di mesi all'anno.
Succederà sempre più spesso e con sempre maggiore regolarità.

Oggi in Liguria nevicava 11.02.13

La neve a Savona nel 2013

E' stata chiamata la grande nevicata. Big snow titolavano i media locali.
Niente a che vedere con quella dell'81, ma oggi sulla Liguria da ponente a levante, dai monti alle spiagge ha nevicato ininterrottamente per ore. Il risultato è scenografico (anche quando è ripreso da un drone elicottero).

Liguria in time lapse 08.01.13

Da ponente a levante. La Riviera Ligure e tanta Genova in questo time lapse di Paolo Micai.

Il PD ligure vuole le primarie per i parlamentari 05.12.12

Il Partito Democratico ligure è intenzionato a organizzare le primarie per i parlamentari indipendentemente dalle decisioni della segreteria romana.
La dichiarazione del segretario regionale Basso non lascia spazio a interpretazioni.

Se torneremo a votare con l'odiato Porcellum non voglio assistere a giustificazioni o alibi di alcun genere di fronte agli elettori indignati.

Mi prendo la responsabilità di partire subito.
E' un passo che non possiamo ritardare un giorno di più. Se poi le Camere restituiranno ai cittadini il diritto di decidere o se il Pd stabilirà forme e regole nazionali, allora sarò ben felice.

La macchina è già in moto. Per giovedì 13 è prevista la direzione regionale che dovrà stabilire regole e date.
La stretta finestra pre elettorale potrebbe far cadere le primarie il 27 gennaio o il 3 febbraio.

Piccola Liguria 26.11.12

Finale Ligure, deliziosa e indaffarata, ripresa da Joerg Daiber con la tecnica del tilt-shift.

Liguria da baciare 24.11.12

Due innamorati. Un bacio. La Liguria dalle Cinque Terre a Borgio Verezzi nel video di Andrea Larosa.

La Liguria sotto il fango 27.10.11

Le drammatiche immagini aeree della Liguria di levante devastata dall'alluvione, riprese dall'elicottero della Guardia di Finanza.

Le Cinque Terre prima e dopo l'alluvione 27.10.11

Vernazza prima e dopo l'alluvione

Monterosso prima e dopo l'alluvione

Vernazza prima e dopo l'alluvione

Monterosso prima e dopo l'alluvione

Le Cinque Terre e il levante hanno cambiato volto dopo l'alluvione di mercoledì.

L'alluvione in Liguria 25.10.11

Un copione che si ripete negli anni sempre uguale.
Un giorno di pioggia intensa mette in ginocchio e taglia in due una regione.
Danni catastrofici. Risarcimenti puntualmente versati in ritardo e a rate da barzelletta. E feriti. E morti che nessun cordoglio potrà sanare.

La Liguria non può più permetterselo.
E' imperativo mettere il dissesto idrogeologico al primo posto dell'agenda politica regionale. Qualunque essa sia e nonostante la situazione finanziaria.

Ogni tanto piove e la Liguria si allaga 04.10.10

Sono in mezzo a un'alluvione. Qui Genova, destinazione Savona.

La vista dal treno non è rassicurante.

[13:02] "Verso Savona il tempo migliora. Varazze, lungo il Teiro, è una strada di fango."

L'alluvione nel ponente genovese e a Varazze 04.10.10

RivieraMag pubblica le immagini dell'alluvione che ha colpito il ponente genovese e Varazze oggi.

Danni materiale a parte, ingenti, non si segnalano feriti.
La tempestiva allerta dell'Arpal aveva avvertito per tempo la popolazione.

Liguria corrotta 28.09.10

La Liguria ha un evidente problema di malaffare che riguarda le pubbliche amministrazioni. Un malaffare che incide sulla politica in maniera trasversale da destra a sinistra.
Da i casi di Bordighera e Ventimiglia, dove le amministrazioni comunali sono in odore di mafia, al recente terremoto giudiziario che ha colpito le Cinque Terre e il direttore dell'omonimo parco nazionale, Franco Bonanini.

Un vero bubbone di corruzione, truffe e attività mafiose normalmente estraneo, e per questo ancora più sconvolgente, alla vita pubblica ligure.

Come a Woodstock, ma si mangia meglio 27.08.10

Foto aerea del festival Balla coi cinghiali di Bardineto

Balla coi cinghiali. Il più grande festival musicale della Liguria.

Strategia della minzione 02.08.10

Buste minatorie, contenenti proiettili, sono state spedite all'indirizzo della Regione Liguria.
I destinatari sono il presidente Burlando, e gli assessori Guccinelli e Vesco.

Nell'articolo si cita il tipo di buste usate.

del tipo utilizzato per spedire floppy disc o cd.

E' già chiaro a tutti che chiunque usi buste per spedire floppy disc nel 2010 non sia da prendere sul serio.

Riscoprire Lerici con duecento anni di ritardo 18.06.10

La migliore pubblicità per la Liguria arriva da oltre oceano.

Lerici is flanked by areas all too well-known to foreign travelers. To the south, the flashy Tuscan resort towns of Versilia boast miles of sandy beaches crammed with pasty northern Europeans and bronzed Italians alike. And a few miles to the north is the Cinque Terre, five cliff-clinging hamlets connected by narrow footpaths that are overrun with Americans.

In fact, Lerici holds much of the same appeal as its more popular neighbors, with beautiful swaths of beach and miles of hiking trails with photogenic vistas, minus the suffocating crowds. The imposing medieval castle that looms above Lerici's main piazza is the town’s defining feature, but the scenic mile-and-a-half-long promenade that stretches along the waterfront is its most dazzling. After passing boats bobbing lazily in the harbor and tracts of enormous rocks where sunbathers lie like sea lions, the promenade winds past a string of beaches en route to a smaller stone castle that anchors the neighboring village of San Terenzo.

South of Lerici, a narrow serpentine road - convex mirrors at every turn - snakes above the coastline, past hillside olive groves and the tiny town of Fiascherino, before dead-ending in the charming village of Tellaro. The clifftop route is vaguely reminiscent of the Amalfi Coast, with stunning views of turquoise sea and rugged shoreline around each corner. Taken together, the four towns of Lerici, San Terenzo, Fiascherino and Tellaro - a Quattro Terre, if you must - form the eastern edge of the Gulf of La Spezia, also known as the Golfo dei Poeti, the Poets' Gulf.

Seborga ha di nuovo il suo principe 26.04.10

Lunga vita a Seborga e alle sue antiche pietre.

Il piccolo e sedicente Principato nell'entroterra della provincia di Imperia ha ritrovato il suo principe.
Marcello I, al secolo Marcello Menegatto imprenditore luganese di 31 anni, è salito al soglio dello scomparso di Giorgio I dopo che anche Walter Ferrari - ministro degli esteri e papabile successore - era prematuramente deceduto.

Il Principato dalla morte del principe stava attraversando un periodo travagliato, stretto tra la crisi economica e l'impasse istituzionale.

Marcello I regnerà per sette anni e potrà essere rieletto a fine mandato. L'elezione del principe è un'altra particolarità di questo minuscolo paese ligure autoproclamatosi indipendente nel 1963.
Il neo eletto sovrano ha ottenuto 89 voti, 67 voti sono andati Pepi Morgia. Tre i voti nulli.

Di Seborga si hanno notizie già prima dell'anno Mille quando apparteneva ai conti di Ventimiglia.
Nel 959 venne ceduto ai monaci benedettini di Lerino, che nel 1660 vi istituirono una zecca, rimasta attiva per trent'anni.
Dopo otto secoli, nel 1729 i frati cedettero il borgo alla Casa Savoia, senza però mai registrare l'atto e questo diede il pretesto a Giorgio Carbone - Giorgio I - di dare vita al Principato.
A 27 anni venne eletto principe all'unanimità dai Cavalieri della Corona di Seborga.

Giorgio I creò un governo composto da 15 ministri - rigorosamente privi del ben che minimo potere - fece erigere garitte alle "frontiere" e costituì un corpo di guardia.

Il Principato oggi emette passaporti e patenti di guida, ha proprie targhe automobilistiche, batte moneta - il Luigino - e stampa francobolli.

Ristabilire il peso della storia 24.04.10

Il presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli (PdL, ça va sans dire), dimentica il ruolo della resistenza partigiana nella Liberazione, attribuendo il merito al solo esercito alleato.

Un ripasso accelerato di storia ricorderebbe a Cirielli che tra il 23 e il 25 aprile Genova e la Liguria si liberarono dal giogo dell'occupazione nazista grazie all'insurrezione dei partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale sino alla resa senza condizioni del generale tedesco Meinhold.
Nella sola Genova si arresero ai partigiani 6.000 soldati del Reich.
Il tutto prima che l'esercito alleato iniziasse le operazioni nella regione, concludendo oltre vent'anni di moti e insurrezioni contro il regime fascista.

Giusto per fare un esempio.

Testo dell'atto di resa delle forze tedesche a Genova:
In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 19:30, tra il sig. Generale Meinhold, quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Capitano Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte; il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall'avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Maggiore Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall'altra; è stato convenuto:

1. Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del sig. Generale Meinhold SI ARRENDANO alle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;
2. la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle armi;
3. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;
4. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.

La campagna elettorale come dovrebbe essere 31.03.10

Il racconto della realizzazione della campagna  elettorale e la costruzione del successo di Claudio Burlando in Liguria.

Dinastie 30.03.10

Nel 2015 aspettatevi Marco Scajola - sì, è il nipote - come candidato governatore della Liguria.
Ora vi è più chiaro perché il PdL ha mandato al massacro, una volta di più, Sandro Biasotti? L'uomo delle sconfitte, colui che persino nell'unica vittoria dimostrò, senza ombra di dubbio, di aver perso facendo perdere l'intera regione.

Forse bastava solo governare bene 29.03.10

Burlando e Biasotti in Liguria

In Liguria Burlando ce l'ha fatta con un discreto margine. Si partiva da una situazione di testa a testa.

Un candidato non certo dal forte appeal personale, ma che semplicemente ha governato bene e ha saputo guidare la giunta regionale in modo accorto, durante una fase nazionale e internazionale non certo idilliaca.
La Liguria resta una delle poche isole felici per il PD in tutto il nord. Forse una maggiore considerazione da Roma sarebbe a questo punto necessaria, se si vuole far ripartire il motore ad un partito in costante affanno.

Swing Liguria 27.03.10

L'autore qui non ha mai fatto segreto di votare PD. A maggior ragione quest'anno con la Liguria in bilico nei sondaggi.

Domani si andrà a votare di prima mattina e la scelta cadrà inevitabilmente su Claudio Burlando con la preferenza per una vecchia conoscenza di Savona, Carlo Ruggeri.

E no, questa volta non si vota per una sconfitta.

Liguria in spot 19.03.10

Finalmente una comunicazione efficace per la promozione turistica della regione Liguria.
Tre spot. Due per le riviere di ponente e levante e uno per Genova.


La riviera di ponente.


La riviera di levante.


Genova.

Se la gnocca è bipartisan 24.02.10

Si chiama Maruska Piredda, ennesima passionaria Alitalia, è candidata per l'IdV.

Correva per le regionali nel listino di Penati in Lombardia.
Spostata poi in Liguria, in un seggio più sicuro e non senza scatenare un terremoto politico, nella lista a sostegno di Burlando.
Regione, quest'ultima, di cui conosce a malapena l'esistenza.

Un buon motivo per votare Burlando 08.02.10

L'ex presidente della Provincia di Savona Marco Bertolotto, in quota PD, ha deciso di cambiare casacca per correre alle regionali con la lista civica di centro destra che appoggerà Sandro Biasotti.

Burlando trova l'accordo con l'UDC 28.01.10

Il Liguria non si è ancora vinto, ma l'accordo con l'UDC pone buone basi per una riconferma di Burlando e del PD.

La Liguria per immagini 14.12.09

Screenshot di Lens on Riviera, il photoblog della Riviera Ligure

Lens on Riviera, il photoblog della Liguria di Visit Riviera, si rinnova.
Più snello e con più spazio dedicato alle immagini.

Riviera Ligure in foto 24.09.09

Apollo sulla sommità del teatro Chiabrera di Savona

Lens Riviera è il nuovo photoblog sulle bellezze naturali e artistiche della Liguria.
Si va così arricchendo l'offerta di Visit Riviera, il sito di promozione turistica e culturale della Riviera Ligure.

Genova, notte bianca 2009 13.09.09

L'UDC assieme al PD in Liguria 10.09.09

Per Burlando (attuale presidente della Regione Liguria) l'UDC sarebbe pronta ad allearsi con il PD, alle elezioni regionali del prossimo anno, garantendogli una probabile riconferma.

Piccole cose 05.02.08

Alzarsi la mattina davanti ad una spiaggia bagnata dal sole; voltarsi e vedere montagne innevate fare capolino pochi chilometri più in là.
Piccole cose, appunto.

La Liguria si rilancia con il turismo 09.08.13

I fuochi d'artificio a Savona

Nonostante la crisi la Liguria vede segnali di ripresa. Il turismo, uno dei comparti strategici dell'economia ligure, presenta dati di crescita a cominciare dalla capacità attrattiva sui turisti provenienti da paesi europei e stranieri. Dalle mete storiche come la Riviera di Ponente, Genova e le Cinque Terre a paesaggi incantevoli, ma meno conosciuti come i numerosissimi borghi dell'entroterra, la regione si concentra sempre più nell'offrire ai turisti un'offerta targettizzata in cui il contatto con la natura, il trekking, la bici, le arrampicate e gli eventi enogastronomici sono protagonisti.

Le Cinque Terre a un mese dall'alluvione 23.11.11

Vernazza nelle Cinque Terre

A Monterosso e Vernazza si scava ancora, ma la vita e le attività riprendono nelle Cinque Terre colpite duramente dall'alluvione. Il forte spirito dei liguri e il legame con la terra sarà fondamentale per la ricostruzione.

Un mare di fango sommerge la Liguria di levante 26.10.11

Il porto di Vernazza riempito di detriti

Là dove c'era il mare, antichi borghi marinari, torrenti e cittadine ora ci sono solo fango e detriti. La spaventosa alluvione che ha colpito le Cinque Terre e la Liguria orientale ha provocato almeno sei vittime e danni incalcolabili, tagliando in due un'intera regione.