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La mappa delle rotte commerciali medievali 19.02.19

La mappa delle rotte commerciali medievali
La mappa delle rotte commerciali medievali

Martin Jan Månsson ha realizzato un'accurata e dettagliata mappa navigabile delle rotte commerciali che attraversavano l'Europa, l'Asia e l'Africa tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo.

Anche prima dei tempi moderni il mondo afro-euroasiatico era già ben collegato. Questa mappa descrive le principali arterie commerciali dell'alto medioevo, subito dopo il declino dei Vichinghi e prima dell'ascesa dei Mongoli, l'Hansa e ben prima che il Portogallo doppiasse il Capo di Buona Speranza.

La mappa mostra anche la topografia generale, i fiumi, i passi di montagna e le i nomi delle rotte. Tutto ciò ha contribuito a spiegare perché le città sono diventate, e lo sono ancora, fino ai tempi moderni.

Il medioevo era un tempo in cui le stelle si allineavano in termini di commercio per molte aree del mondo. Nell'Europa centrale molte città tedesche e francesi avevano aperto fiere annuali, alcune delle quali sono ancora attive oggi, soprattutto a Francoforte. Gli europei hanno rielaborato la domanda di beni orientali a seguito delle crociate in Iberia e nel Levante. Gli stati delle città italiane e alcune città iberiche del nord est avevano spedito i crociati avanti e indietro nel Mediterraneo, costruendo enormi flotte e creando reti di scambi commerciali in tutto il Mediterraneo. Gli italiani frequentavano porti come Alessandria, che avevano porti commerciali separati per navi musulmane e cristiane.

Cavalieri contro chiocciole nel Medioevo 30.03.17

Chi spingeva nobili cavalieri medievali a combattere contro ferocissime quanto innocue chiocciole giganti?
Vox ripercorre la storia di uno dei più curiosi meme medievali, la rappresentazione di epiche battaglie contro improbabili avversari invertebrati, nata come satira su antichi testi miniati di tutta Europa e diventata nel tempo uno scherzo tra iniziati.

I dipinti medievali con bambini orrendi 27.07.15

Vox spiega il perché i bambini ritratti nei dipinti e negli affreschi medievali ricordano orrendi omuncoli invece di paffuti neonati. C'entrano la Chiesa, come committente delle opere, e la raffigurazione di Cristo.

Nomi di animali domestici nel medioevo 26.07.13

La storia dei nomi dati a cani e gatti domestici nel medioevo raccontata da Medievalists.

In England we find dogs that were named Sturdy, Whitefoot, Hardy, Jakke, Bo and Terri. Anne Boleyn, one of the wives of King Henry VIII, had a dog named Purkoy, who got its name from the French ‘pourquoi’ because it was very inquisitive.

Geoffrey Chaucer's The Nun's Priest Tale has a line where they name three dogs: Colle, Talbot and Gerland. Meanwhile, in the early fifteenth-century, Edward, Duke of York, wrote The Master of Game, which explains how dogs are to be used in hunting and taken care of. He also included a list of 1100 names that he thought would be appropriate for hunting dogs. They include Troy, Nosewise, Amiable, Nameles, Clenche, Bragge, Ringwood and Holdfast.

Meanwhile, in Switzerland a list of 80 dogs that took part in a shooting festival in the year 1504 has been preserved. They reveal the most popular name was Furst (Prince). Other names included Venus, Fortuna, and Turgk. Some dogs got their names from the work being done by their owners: Hemmerli (Little Hammer) belonged to a locksmith, while Speichli (Little Spoke) belonged to a wagoner.

[...] In medieval England domestic cats were known as Gyb – the short form of of Gilbert – and that name was also popular for individual pet cats. Meanwhile in France they were called Tibers or Tibert was generic name fo domestic cat in France – Tibert the Cat was one of the characters in the Reynard the Fox animal fables.

Other names for cats included Mite, who prowled around Beaulieu Abbey in the 13th century, and Belaud, a grey cat belonging to Joachim du Bellay in the 16th century. Isabella d'Este also owned a cat named Martino. Old Irish legal texts refer to several individual cats and names them: Meone (little meow); Cruibne (little paws); Breone (little flame, perhaps an orange cat), and Glas nenta (nettle grey). An Irish poem from the ninth century describes how a monk owned a cat named Pangur Bán, which meant 'fuller white'.