tizianocavigliablog
Niente panico! Ok, panico.

La rete delle identità 06.05.10

Ne aveva accennato Sofri, ne sta discutendo il giornalista sudafricano Michael Skapinker in questi giorni.
La rete ha bisogno di identità.
Ha bisogno di scrollarsi di dosso i nickname, l'anonimato dietro cui spesso ci si nasconde, per investire sulla reputazione personale. A partire dai commenti sui siti che vivono di recensioni.

L'idea è quella di responsabilizzare gli utenti per far crescere l'internet delle persone, rendendola quanto più simile ed indistinguibile dalla vita di tutti i giorni.

Allo stesso tempo, anche se per motivi diversi in Cina si sta riflettendo sullo stesso tema.
Eliminare definitivamente (in molti casi già avviene) la possibilità di registrarsi su internet con pseudonimi.
Limitando, se non a questo punto impedendo del tutto, la possibilità dei cittadini cinesi di scambiarsi informazioni e idee anonimamente aggirando la repressione del regime.

Identità nella rete 29.08.09

Sofri ieri sera ha aperto un'interessante discussione sulla necessità di rivelare la propria vera identità nelle conversazioni sul web.

Ok, vi metto a parte di questa riflessione personale per raccogliere pareri. Laicamente. Non montiamo polemiche, ok? Io penso, senza farci su campagne, che sarebbe meglio se invece di tutti 'sti pseudonimi usassimo nome e cognome. Penso sarebbe più adulto, più responsabile, e assomiglierebbe di più alla vita normale, che è quello che dovrebbe essere internet. E penso toglierebbe un alibi ai censori e una chance ai violenti e vili. Detto questo, non voglio costringere nessuno. Però nel mio piccolo lo penso, e sono tentato di cancellare l'account di FF e di riaprirlo accettando solo nomi e cognomi (anche perché è diventato un posto incasinato e illegibile, dal gruppetto che era all'inizio). Senza fare il fiscale, non è che chiedo documenti. Ma è per cominciare ad abituarsi, e crescere. Oppure lo faccio non retroattivamente, e d'ora in poi accetto solo nomi e cognomi. Ma ascolto volentieri pareri ragionevoli.

Se è vero che internet dovrebbe assomigliare di più alla vita normale, che le idee e i contenuti non valgono indipendentemente da chi le esprime e che il metterci la faccia è spesso un modo per assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
E' altrettanto vero che chi immagina internet come un covo di bulli, nerd, pedofili e cattive compagnie non smetterà di farlo vedendo post firmati da Mario Rossi. Lasciamo che internet sia libera e che chiunque sia libero di loggarsi come meglio crede.

Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più l'uso del proprio nome e cognome sul web e non certo per dare maggiore incisività alle nostre affermazioni, quanto piuttosto perché incentivati a farlo dai social network che usiamo e attratti dalle possibilità offerte dalla visibilità che sapremo dare alla nostra vera identità.