tizianocavigliablog
Ha dimostrato il paradosso del gatto imburrato.

A favore del biotestamento 14.12.17

La vituperata XVII legislatura dopo le unioni civili, il divorzio breve e la legge sul dopo di noi, approva anche il testamento biologico, allineandoci alle legislazioni più avanzate del pianeta in materia di temi etici.
Una legislatura improntata sull'estensione dei diritti civili come se ne sono viste poche in Italia.

Ora possiamo serenamente tornare a temi più pressanti, quali Renzi pupù o a discutere su quanto un cantiere di un gasdotto assomigli ad Auschwitz, sino alle prossime elezioni politiche.

Il testamento biologico di Matteo Renzi 30.06.17

Non riesco a togliermi dalla testa il pensiero del piccolo Charlie. Mi fanno paura i social quando diventano curve da tifoseria con persone che sparano certezze e urlano, non cerco facili like. Ma condivido uno stato d'animo, più che uno status: il dolore di quei genitori e di quel bambino mi rimbomba in testa continuamente. Mi sembra insopportabile per noi, figuriamoci per quella povera famiglia che vive queste ore così. Perché la Corte Europea dei diritti umani (diritti?) non ha concesso la cura sperimentale in America? Perché non consentire alla scienza un ultimo tentativo? Facciamo proteste ovunque per qualsiasi cucciolo, e facciamo bene. E un piccolo cucciolo d'uomo non valeva un'attenzione diversa delle autorità europee? Per una volta ho più domande che risposte...

Oggi finisce l'illusione. Finisce con un post acchiappa like di Matteo Renzi in un paese che fa fatica anche a iniziare una discussione sul testamento biologico. Finisce con cucciolo d'uomo.
Finisce con quella sottile vena di populismo che condanna senza informarsi e si nasconde dietro l'autoassolutorio dubbio dell'uomo qualunque.

Eppure le motivazioni sono pubbliche e di facile accesso.
Motivazioni che hanno spinto i medici inglesi, i colleghi americani, la Corte suprema del Regno Unito e infine la CEDU ad applicare il best interests of the child, ovvero il diritto (mutuato dall'applicazione dall'articolo 3 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia) all'interesse superiore del bambino: una morte dignitosa e senza sofferenze aggiuntive per un malato terminale.

La vita di Charlie è iniziata 10 mesi fa, il 4 agosto 2016. Dopo otto settimane, al piccolo viene diagnosticata una sindrome genetica da deperimento mitocondriale, che causa il progressivo indebolimento muscolare e che non lascia speranze di vita al piccolo. Secondo i medici del Great Ormond Street Hospital, dove Charlie vive in terapia intensiva da allora, non esistono cure per questa malattia rara.

Charlie soffre di una mutazione del gene RRM2B, rara quanto poco conosciuta. I genitori, informati di una possibile pioneristica terapia nucleosidica statunitense, si erano attivati per garantire al figlio la possibilità di accedervi, raccogliendo 1,2 milioni di sterline grazie alla piattaforma di crowdfunding Gofundme. Il Great Ormond Street Hospital non è rimasto uno spettatore passivo della vicenda e, a marzo 2017, aveva iniziato a richiedere l'autorizzazione etica per sperimentare la terapia nucleosidica sul piccolo, pur sapendo che un trattamento simile non era mai stato operato su un paziente con questa specifica sindrome da deperimento mitocondriale. Nel frattempo, però, le condizioni di Charlie sono peggiorate, la sua encefalopatia epilettica aveva creato un danno celebrale grave e irreversibile, per cui il trattamento sperimentale avrebbe potuto causare sofferenze al piccolo senza speranza di alcun beneficio.

[...] A oggi, non esiste una cura al mondo, così come non ne esistono per le malattie mitocondriali in genere.

P.S.: stendiamo un pietoso velo su chi attacca l'Unione Europea ignorando che la CEDU è un organo giurisdizionale internazionale che non fa parte della suddetta UE.

La fine del PD per come l'abbiamo conosciuto 30.05.17

L'accelerazione verso un Parlamento eletto con un sistema proporzionale segna il completo, fragoroso, fallimento del progetto politico del Partito Democratico, nato nel solco del riformismo per garantire stabilità istituzionale, unire e semplificare il quadro politico grazie alla vocazione maggioritaria.
Il PD oggi sceglie la scorciatoia del ritorno anticipato alle urne, tuffandosi nella palude dell'ingovernabilità, per sanare lo smisurato ego ferito di Matteo Renzi in cerca di riscatto.

La bellezza della partecipazione democratica 30.04.17

Un seggio a 3.000 metri per le primarie del PD

Votare in un seggio su una pista da sci a 3.000 metri.

D'Alema 2017 31.01.17

Io non volevo solo partecipare alle feste, volevo avere il potere di farle fallire.

La grande bellezza di D'alema. 30 anni sulla scena della sconfitta permanente.

#1000giorni 06.12.16

I risultati di 1.000 giorni di governo Renzi in comode slide.

Milano, Sala, Renzi, l'Expo e i poteri forti 20.06.16

Lo Stato laico for dummies 12.05.16

Ogni volta sui diritti delle coppie dello stesso sesso si è fatta una legge che diventava un bellissimo oggetto di discussione elettorale ma non materia parlamentare. E invece adesso finalmente le cose si fanno. La legge è equilibrata, di compromesso, non tutti possono esultare.

L'atteggiamento negativo di parte della chiesa era largamente atteso. Io sono cattolico ma ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo.
Se sei convinto che una cosa sia giusta, la fai. E se dovrai pagare le conseguenze in termini elettorali, le pagherai. Le cose che dobbiamo fare le stiamo facendo, indipendentemente dal rischio di perdere consensi.

Io sono cattolico ma ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo.
Il premier Matteo Renzi, dopo aver portato a compimento la più grande conquista per i diritti civili degli ultimi decenni, si trova obbligato a riaffermare il principio dello Stato laico. Per qualcuno un concetto ancora ostico dopo soltanto 155 anni dal Libera Chiesa in libero Stato e ad appena 229 anni da quel We the People.

Quei libri che reggete tra le mani mentre restate immobili, in piedi come sentinelle, non servono solo per mantenere l'equilibrio. Andrebbero letti.

L'amore è felicità condivisa 11.05.16

La più grande conquista del successo delle battaglie per i diritti civili è la felicità delle persone.

Oggi l'Italia è un paese più felice e la nostra Europa lo è sempre di più.

Guida alle unioni civili e ai diritti che prima non c'erano 11.05.16

Cosa prevede la nuova legge sulle unioni civili e le convivenze in 13 punti.

[...] vengono riconosciuti per la prima volta in Italia diritti - e conseguenti doveri - ai partner delle coppie omosessuali. Diritti e doveri, anche se in misura ridotta, anche per le convivenze di fatto eterosessuali.

La legge si divide in due 'capi': uno per le unioni omosessuali, e l'altro per le coppie eterosessuali. Vengono introdotti una serie di diritti e doveri in capo alle unioni civili omosessuali, tra cui la reversibilità della pensione e i diritti successori, ma senza l'obbligo della fedeltà, mentre resta quello alla convivenza.

Le unioni civili in un'infografica 26.02.16

Le unioni civili in Italia in un'infografica

Come si costituiscono, cosa sono e come funzionano le unioni civili e le convivenze in Italia, spiegate da un'infografica del Partito Democratico.

Nessuno si aspetta l'inquisizione spagnola 04.02.16

Non esistendo alcun valido appiglio morale, legale o scientifico per negare diritti civili alle famiglie omosessuali, la discussione si sposta sul piano del sessismo, scadendo nella minacciosa invocazione di punizioni divine. È il caso del direttore di Radio Maria don Livio Fanzaga.

Questa qui, Monica Cirinnà, mi sembra un po' la donna del capitolo diciassettesimo dell'Apocalisse, la Babilonia, che adesso brinda prosecco alla vittoria. Signora, arriverà anche il funerale, stia tranquilla. Glielo auguro il più lontano possibile, ma arriverà anche quello.

A riportare il confronto sul terreno della civiltà ci pensa la stessa senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà, citando Troisi e relegando al regno del ridicolo posizioni irrazionali e ultraconservatrici.

Mo' me lo segno.

Demolition man 25.06.15

Il premier Matteo Renzi, la sua visione e la sua politica raccontati dal New Yorker.

Italians who admire Matteo Renzi call him "our best hope." More skeptical Italians say, "Well, maybe our only hope." The Western press hedges its bets with "brash" but "confident." And his enemies use the term il rottamatore, the demolition man. Renzi agrees with his enemies. "I'm the scrapper," he told me. "I'm cleaning up the swamp."

Il Partito Democratico e la maggioranza del paese 02.06.15

Le regioni vinte dal Partito Democratico 2105

Un riepilogo visivo per chi si è distratto e non ha seguito le elezioni regionali.

Civati il dodo 06.05.15

Fuori tempo massimo Civati lascia il gruppo parlamentare del Partito Democratico o per meglio dire, il Partito Democratico è andato avanti lasciando indietro il narciso solitario.

E certo mi dovrei dimettere da parlamentare, fare come ha fatto Walter Tocci (che fortunatamente è ancora senatore), ma faccio notare che mi dimetto volentieri se lo fanno anche tutti gli altri: se cioè si andasse a votare, anche subito, ciascuno con il suo programma, per darsi una vera legittimazione.

Breve guida all'Italicum 04.05.15

Internazionale spiega in cinque punti (premio di maggioranza e sbarramento, collegi, preferenze, multicandidature e voto di genere) la nuova legge elettorale, per non arrivare impreparati all'appuntamento con le urne.

Matteo Renzi alla Georgetown University 17.04.15

L'intervento integrale del premier Renzi alla Georgetown University.

Per troppo tempo però il nostro paese è stata la bella addormentata nel bosco, come se il meglio fosse già accaduto e potessimo vivere il presente solo sognando il nostro grande passato. Ma noi siamo qui per svegliare la bella addormentata. Come diceva Bob Kennedy, il futuro non è un dono, ma una conquista. Noi siamo pronti.

Mediaset e il patto del Nazareno 30.01.15

Per ingannare il tempo mentre si attende la giornata di sabato per conoscere l'esito del quarto scrutinio, questa è la lettura di IBTimes sulla tenuta del patto per le riforme nonostante la possibile elezione di Sergio Mattarella al Quirinale e la conseguente vittoria politica di Matteo Renzi.

[...] a Mediaset conviene un Berlusconi 'nel patto', filo-governativo, com'è quasi sempre stato dopo la caduta del 2011.

Gli eurodeputati italiani tra i più attivi al Parlamento Europeo 28.01.15

Secondo MEPRanking, il sito indipendente che monitora l'attività svolta dai 751 parlamentari europei, risulta che durante i primi sei mesi dell'VIII legislatura 5 tra i 10 eurodeputati più attivi tra Strasburgo e Bruxelles sono italiani.
La classifica prende in esame la presenza alle sessioni plenarie, la partecipazione al voto, le interrogazioni, le mozioni e le dichiarazioni parlamentari.

Guida la classifica (sia italiana sia europea) l'eurodeputato Nicola Caputo del Partito Democratico-PSE. E cinque sui primi dieci sono anche gli eurodeputati appartenenti al gruppo parlamentare S&D del PSE.

Sul fondo invece si piazzano Sergio Cofferati, 698esimo che ha lasciato il PD in seguito alla trombatura ricevuta alle primarie in Liguria, Raffaele Fitto e Giovanni Toti, di Forza Italia - PPE rispettivamente 738esimo e 742esimo.

C'era una volta Sergio 17.01.15

La scommessa di Cofferati, scardinare l'idea di partito liquido post-ideologico vincendo le primarie in Ligura per aprire una fronda all'interno del PD nazionale, è naufragata. Fallita nel confronto con il territorio.

Ora non resta che urlare alle nuvole e sbattere la porta. Nel frattempo sabotare quanto più possibile la campagna elettorale degli ormai ex compagni.
Perfettamente inserito nel solco di quella parabola amara che è stata la sinistra massimalista degli ultimi 20 anni.

L'opposizione come ragione d'essere. L'impermeabilità ai mutamenti della società come credo.

Il bilancio del semestre europeo di Matteo Renzi 12.01.15

Su La Stampa i risultati (e i successi) ottenuti nei sei mesi di presidenza europea a guida Matteo Renzi.

Dal punto di vista tecnico, la presidenza italiana ha prodotto degli accordi legislativi importanti nel settore Ecofin (fine del segreto bancario, clausola anti abusi contro la doppia non imposizione fiscale delle imprese multinazionali, accordo su antiriciclaggio) e il ministro Padoan, considerato da tutti affidabile e autorevole, ha spinto molto a livello politico sulla priorità per gli investimenti.

Il cinese, le primarie, la Liguria 11.01.15

Le primarie liguri del Partito Democratico per individuare il candidato che affronterà la sfida per la presidenza alle regionali di primavera saranno ricordate per lo stile e la sportività con cui Sergio Cofferati ha preso atto che la sua prospettiva politica è minoritaria e fuori tempo massimo. Ancora una volta. In Liguria come nel resto del paese.

Non riconosco questo risultato e aspetto il pronunciamento della Commissione di garanzia.

Nel frattempo una donna, per la prima volta, avrà la concreta occasione di diventare presidente della Regione Liguria.

Auguri a Raffaella Paita.

Note a fondo pagina. Quasi 55.000 votanti. È stata una tra le primarie più votate di sempre in Liguria. Il ricavato dei due euro necessari per votare sarà devoluto come fondo per le vittime delle recenti alluvioni.

Roma 2024 15.12.14

Nell'Italia che rinuncia per disaffezione, per pigrizia, per sfiducia, per indole mediterranea c'è chi nuota controcorrente e guarda al futuro, alla crescita, allo sviluppo e agli investimenti.
Economia, turismo, infrastrutture, servizi. Benessere.
I Giochi Olimpici sono un'opportunità da cogliere, non un premio su cui adagiarsi. E in quest'ottica va intesa la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024. Il primo piccolo passo verso quello che dovrà trasformarsi in un sistema virtuoso capace di lasciare un valore aggiunto alla capitale e al Paese.

When in trouble go big, si sente dire nella politica americana. Quando sei in difficoltà gioca al rialzo.
Rilanciare. Pensare in grande per immaginare nuovi inizi. Vale per tutti. Vale per il premier Renzi e il Partito Democratico, vale per l'Italia come sistema paese, vale per Roma che ha voglia di lasciarsi la cattiva amministrazione alle spalle e vale per ogni cittadino inizialmente scettico e poi entusiasta. A Giochi fatti.
Ricordate l'esempio virtuoso di Torino 2006? Ora non resta che ripeterlo. Un po' più a sud. Un po' più in grande.

La stagione delle piogge in Liguria 04.12.14

Oltre 450 millimetri di pioggia caduta nel solo mese di novembre. Più di tre volte rispetto alla media registrata negli ultimi 50 anni.
L'eccezionalità è la nuova norma.

Il clima è cambiato, con eventi più estremi e concentrati.
È necessario un cambio di passo radicale per adattarci a queste condizioni mutate.
Big data, smart city, nuovi modelli meteorologici, allerta intelligente, nuove infrastrutture e prevenzione devono diventare parole chiave, a partire dalla campagna delle primarie del Partito Democratico per la definizione del candidato governatore in vista delle elezioni regionali 2015.

Finanziare la politica 19.11.14

Il ragionamento del presidente del Consiglio Matteo Renzi sul finanziamento pubblico ai partiti e sulle cene del Partito Democratico.

A proposito di partiti. Ho letto con curiosità tante polemiche perché il PD ha organizzato due cene di finanziamento aperte e trasparenti. Abbiamo incassato 1,5 milioni di euro e con questi soldi possiamo evitare di mettere i dipendenti del PD in cassa integrazione e quindi di far pagare allo Stato i costi di funzionamento del nostro partito. Vorrei essere chiaro: quando io sono arrivato i dipendenti in forza al PD erano 161, adesso sono 146 e io non ho fatto neanche un'assunzione. Siamo dunque stati sobri ma le spese del passato ovviamente si fanno sentire. E siccome io credo che sia giusto abolire il finanziamento pubblico ai partiti come diciamo dalla prima Leopolda lasciando la libertà ai cittadini di decidere se pagare o meno per un movimento politico, trovo naturale che si organizzino cene in modo trasparente con persone che accettano di dichiarare il proprio contributo.

Ho potuto toccare con mano la demagogia delle accuse di chi dice: "ah, lui va a cena per mille euro" fatto dagli stessi che magari un anno fa dicevano: "ah, il Pd non ha ancora tolto il finanziamento pubblico". Delle due l'una, amici: o si accetta il finanziamento pubblico (ma ricordo che gli italiani lo hanno respinto con un referendum) o si organizzano iniziative trasparenti e chiare di raccolta fondi. Tutto il resto è demagogia.

Restituire all'Italia la possibilità di un futuro 24.10.14

La Leopolda del 2011 mi ha fatto capire che questo Paese era scalabile, so che questo termine creerà polemiche ma lo dico: per anni ci hanno raccontato che l’Italia era un paese chiuso, eppure giorno dopo giorno ci rendevamo conto che si potevano cambiare le cose sul serio, che l'Italia poteva essere presa, rivoltata e cambiata.

Noi iniziammo con l'idea che ci sono delle persone che in Italia impediscono ai giovani di andare avanti, non danno spazio, non consentono di giocarsi le loro opportunità. La Leopolda nasce dall'idea che noi non avevamo voglia di andarcene, ma siamo rimasti qui a provarci fino in fondo: cambieremo l'Italia, cambieremo il Paese.

[...] Siamo partiti da zero, ci siamo presi il partito, siamo al governo del paese, stiamo facendo quello che volevamo, abbiamo smentito tutti. Ma non serve a niente se non smentiremo il luogo comune che l'Italia è irriformabile, lo pensano a Bruxelles, a Roma, dietro l’angolo, lo pensano dovunque.

[...] Piaccia o non piaccia ai gufi a noi è dato il compito di restituire all'Italia la possibilità di un futuro.

Il premier Matteo Renzi alla convention della Leopolda 5.

I selfie della Festa della Repubblica 02.06.14

I selfie di Renzi coi giovani alla Festa della Repubblica

I selfie di Renzi coi giovani alla Festa della Repubblica

I selfie di Renzi coi giovani alla Festa della Repubblica

Il 47% dei giovani si fa i selfie con Renzi nel giorno della Festa della Repubblica.

La terza via all'italiana 26.05.14

La conferenza stampa del PD dopo le europee 2014

Si potrebbe anche dire che il Partito Democratico nasca oggi.
I risultati delle europee e la guida di Matteo Renzi hanno evidenziato senza più perplessità la fine della somma algebrica portata da PDS e Margherita, facendo evolvere il PD in un coeso partito post ideologico di centrosinistra. Saldamente al centro dell'Europa, laburista, a trazione riformatrice, europeista e in grado di raggiungere quella dimensione potenziale capace di reggere elettoralmente la vocazione maggioritaria su cui è stato fondato.

Il Partito Democratico ha stravinto le europee 2014 26.05.14

Il Partito Democratico di Matteo Renzi è il primo partito in Italia, doppiando quasi il diretto avversario e raccogliendo quasi tre milioni di voti in più rispetto alle politiche dello scorso anno. Il PD è il primo partito del PSE e d'Europa. È l'unico partito in Europa al governo ad aver incrementato il proprio elettorato in modo vertiginoso.

Questo successo continentale ha un nome e un cognome. Matteo. Renzi.
Ha vinto la speranza. Ha vinto la fiducia. Ha vinto l'Europa. Abbiamo vinto noi.

Seguiranno 72 ore di disco samba in loop. Grazie a tutti.

Buon compleanno Enrico 25.05.14

Enrico Berlinguer

30 anni dopo. Ancora una volta alle europee.

Il Senato delle Autonomie in infografica 02.04.14

Un'infografica per comprendere meglio composizione e funzionamento del Senato delle Autonomie, la proposta per il superamento del bicameralismo perfetto pensata dal governo Renzi.

Urgono riforme da attuare con calma 01.04.14

Colui che in un paese immobile si mette a correre immancabilmente genererà diffidenza. Riflesso naturale della conservazione dell'interminabile e rassicurante status quo.

Il Partito Democratico entra nel PSE 27.02.14

Il PD di Renzi fa il suo ingresso dalla porta principale nella casa dei socialisti e riformatori europei. Ripetemi, com'era quella cosa del Partito Democristiano?

La tag cloud del discorso di Matteo Renzi al Senato 24.02.14

La tag cloud del discorso di Matteo Renzi al Senato

Il Corriere della Sera ha messo a confronto le tag cloud dei discorsi dei presidenti del Consiglio incaricati Monti, Letta e Renzi davanti all'assemblea di Palazzo Madama.

Esci da questo blog 19.02.14

La democrazia diretta per Beppe Grillo è un fine per mettersi in mostra. L'uomo di spettacolo che mette perennemente in scena la sua commedia triste. Scontata. Al limite della paranoia.
Imbarazzante perché svilente.

Renzi e il gatto di Schrödinger 17.02.14

La piattaforma di governo prevede entro il mese di febbraio un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali e subito dopo a marzo immediatamente il lavoro, ad aprile la riforma della pubblica amministrazione e a maggio il fisco.

4 riforme in 100 giorni è l'ambiziosissimo programma di governo di Matteo Renzi.
Potenzialmente potremmo trovarci di fronte a un nuovo Blair, come al più clamoroso flop della storia politica italiana. Per scoprirlo dovremo necessariamente aprire la scatola.

Nella testa di Renzi 14.02.14

La lucida analisi di Jacopo Iacoboni sulla genesi della staffetta Letta-Renzi e sui possibili scenari che ne deriveranno. Dieci cose da sapere per superare facili isterismi e quella fastidiosa sensazione di perdita dell'innocenza.

Non c'è bisogno di premesse per dire che Matteo Renzi si trova adesso in una condizione difficilissima, peraltro speculare a quella in cui si trova una buona parte del suo elettorato, reale o potenziale. Ma alla fine della tre giorni che lo sta portando a ricevere l'incarico di presidente del Consiglio da Giorgio Napolitano, è forse arrivato il momento di tracciare un bilancio di ciò che è successo, di come vada valutato, nell'ottica sua, e soprattutto dell'Italia. Dieci cose da sapere, sine ira ac studio.

Gli italiani non hanno mai eletto un governo 13.02.14

Per farlo si dovrebbe cambiare la Costituzione più bella del mondo. Che andrebbe capita, dopo almeno averla letta.
Sareste disposti ad accettare una riforma costituzionale che trasformi il paese in una repubblica (semi) presidenziale? Io sì, anche domani. Prevedo barricate da chi invece grida di complotti e ribaltoni chimici.

La staffetta di Renzi, con tutte le sue incognite, piaccia o meno non è un vulnus per la nostra democrazia. Segnatevelo per la prossima.

Di ambizione si può anche morire 12.02.14

L'avversario più insidioso per Matteo Renzi è sempre stato la sua irreprimibile ambizione. Quell'ambizione che oggi lo ammalia con la prospettiva di una staffetta che, con il superamento di Letta, gli permetta di sedere a Palazzo Chigi senza passare per un'investitura popolare raggiunta attraverso il consenso elettorale.
Un'avventura che presenta solo incognite e che rischia di minare quanto di buono fatto finora nel percorso verso le riforme a un passo dalla meta e capace di disorientare un elettorato favorevole al Partito Democratico a pochi mesi dall'appuntamento con le elezioni europee.
L'ennesimo governo di larghe intese sostenuto da un'improbabile maggioranza che andrebbe da NCD alla pattuglia in crisi di identità proveniente da SEL, passando per una manciata di grillini epurati. E con la Lega alla finestra.

Un'inconfessabile fiducia vorrebbe vederlo come il macchiavellico colpo di genio che rimetterà in moto il motore riformista. La storia politica del centro sinistra tuttavia ci ha sempre raccontato un finale diverso. Fino a oggi.
Matteo pensaci bene.

Lo scontro nel PD in due tag cloud 22.01.14

Il tag cloud della lettera di Cuperlo

La lettera di dimissioni da presidente del Partito Democratico di Gianni Cuperlo visualizzata in una tag cloud che evidenzia l'orgoglio ferito di una corrente minoritaria.

Il tag cloud della lettera di Renzi

La risposta di Matteo Renzi tutta incentrata sul fare.

Due retoriche differenti. L'una storicamente perdente, l'altra narrazione di una nuova stagione.

Il rottamatore 21.01.14

Uno dei cavalli di battaglia del nuovo segretario del Partito Democratico è sempre stato il rinnovamento della classe politica e il superamento dei veti incrociati all'interno di una dirigenza che nella sua storia ha collezionato una serie imbarazzante di sconfitte proprio a causa di.
Un PD rivoltato come un calzino, capace di gestire le sfide della nostra epoca e pronto a incidere profrondamente il tessuto della società non può essere un partito che si ripiega su se stesso a ogni mozione, schiacciato sotto il peso del ricatto di una minoranza nostalgica che ha perso di vista la realtà dopo il veglione di Capodanno del '79.
Le dimissioni da presidente del PD di Gianni Cuperlo, interessato a presentarsi più come capo corrente che non come figura di garanzia, segnano un ulteriore passo di quel cammino tracciato da Matteo Renzi e condiviso attraverso milioni di voti alle primarie.

Oggi si cambia verso.

C'è chi oggi fa e chi fino a ieri ha solo parlato 21.01.14

Ci aspetta un cammino intenso che può finalmente cambiare l'Italia.

Quello che io ho potuto fare nel siglare l'intesa con gli altri partiti lo sai: se l'accordo reggerà avremo superato il bicameralismo perfetto, modificato l'errore del Titolo V, ridotte le indennità e i rimborsi dei consiglieri regionali, garantito il bipolarismo e il premio di maggioranza, introdotto il ballottaggio, ridotta la dimensione dei collegi, eliminato il potere di veto dei piccoli partiti che ha ucciso l'esperienza del centrosinistra con Prodi. Si poteva fare meglio? Sì, certo. Ma fino ad ora non si era fatto neanche questo.

La risposta di Matteo Renzi a Gianni Cuperlo.

Tre partiti alla Camera dei Deputati 20.01.14

Simulazione elezioni con Italicum

La simulazione basata sugli ultimi sondaggi demoscopici del voto alla Camera secondo la riforma elettorale fortemente inseguita da Matteo Renzi.
Tre partiti. Tre (3).
E voi ancora qui a fare gli schizzinosi.

Si chiama realpolitik 19.01.14

Sono stato eletto alle primarie per cambiare le regole del gioco, per rilanciare sul lavoro, per dare un orizzonte al PD e all'Italia. Dopo 20 anni di chiacchiere, in un mese abbiamo il primo obiettivo a portata di mano. L'accordo, trasparente e alla luce del sole, è molto semplice. Si fa una legge elettorale per cui chi vince governa stabilmente senza il diritto di ricatto dei partitini: suggerisco a chi critica la legge di aspettare almeno di sapere come è fatta, io la presento domani in direzione alle 16. Nasce il Senato delle Autonomie: via i senatori eletti, via i loro stipendi con riduzione del numero dei parlamentari e dei costi della politica. Si cambia il titolo V, superando non solo le province ma semplificando anche il ruolo delle Regioni (energia, turismo, grandi reti): in più i consiglieri regionali riducono indennità a quelle dei sindaci e si cancellano i rimborsi-scandalo ai gruppi. Tutto questo produce un miliardo di euro di risparmio, come promesso. Finalmente la politica passa dalle parole ai fatti. Questo accordo è oggi a portata di mano. Certo, non ci saranno più i partitini a ricattare (come è accaduto troppe volte), non ci saranno più mille parlamentari, non ci saranno più i rimborsoni dei consiglieri regionali. Però, forse, ridaremo credibilità alla politica. Per una volta facciamo ciò che abbiamo promesso. E questo mi sembra l'unico modo per cambiare verso...

Matteo Renzi ha capito che per riformare dalle fondamenta il paese serve pragmatismo politico. Ai massimalisti restano le levate di scudi e la speranza del fallimento, unico modo per contare qualcosa continuando ad agitare i pugni alle nuvole.

Violenza binaria 14.01.14

L'intervista sul Messaggero al senatore democratico pro TAV Stefano Esposito oggetto di un costante clima intimidatorio da parte di quel brodo antagonista violento che da anni cresce e prospera attorno a quei movimenti incapaci di prenderne le distanze.

Lei sostiene che dietro questi episodi non c'è più solo il movimento No Tav...

"No, infatti. Come ho detto più volte ormai il movimento No Tav non c'entra più niente. Ci sono gruppetti di antagonisti delle frange più estreme che teorizzano l'antistato e agiscono con modalità terroristiche e mafiose."

Quindi la questione non è più solo la Tav?

"La realizzazione dell'opera è solo un pretesto ormai. Quella per un treno è diventata una battaglia religiosa, una crociata".

Il meglio deve ancora venire 08.12.13

Il discorso di insediamento del neo eletto segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. Da domani ci divertiamo insieme.

Notte prima delle primarie 07.12.13

Un breve ripasso dei programmi dei tre candidati alla segreteria del Partito Democratico e la guida al voto per le primarie.

Tutti a Pietra Ligure (Le primarie PD) 03.12.13

Le primarie 2013 del Partito Democratico viste da Il Terzo Segreto di Satira.

Come si vota per le primarie del PD dell'8 dicembre 21.11.13

Infografica sulle modalità di voto alle primarie PD

Le modalità di voto e registrazione alle primarie del Partito Democratico per la scelta del segretario nazionale spiegate in un'infografica.

Anche gli iscritti votano Renzi 18.11.13

Se la speranza di Cuperlo era quella di strappare un pareggio vincendo tra gli iscritti del Congresso PD e perdendo in malo modo le primarie dell'8 dicembre, quella speranza è finita disattesa. Matteo Renzi conquista il Partito Democratico partendo proprio dagli iscritti con il 46,7%. Cuperlo, con il vecchio apparato che per tutta la giornata di ieri ha mischiato i dati degli scrutini per confondere il risultato, si ferma al 38,4%.
Dopo la timida e rassicurante pagina di Bersani anche tra gli iscritti si è diffuso il virus della modernità. Il Partito Democratico oggi ha l'occassione unica di rinnovarsi dalle fondamenta per rinnovare il Paese.

Nota a margine, la vacuità progetto di Civati si legge nei numeri. Quel 9% di voti; appena tre punti sopra Pittella. Irrilevante.

Il generatore di manifesti di Renzi 05.11.13

L'Italia cambia verso di Renzi

Il generatore fai da te di manifesti per promuovere la campagna elettorale di Matteo Renzi ha già raggiunto il suo scopo. Dare libero sfogo alla creatività dell'intelligenza collettiva.

La galassia del PD alle primarie 2013 22.10.13

La Stampa sceglie un'infografica per raccontare alleanze, biografie e correnti che si muovono nella sfida delle primarie per la segreteria del Partito Democratico.

Spingitori di carri 12.10.13

Sui carri non si sale, i carri si spingono.

Matteo Renzi, a Bari, durante l'apertura della sua candidatura a segretario nazionale del Partito Democratico.

We want Renzi 22.09.13

Bikini con la scritta we want Renzi

Renzi come fenomeno culturale pop. I bikini Pin-Up Stars, realizzati da Jerry Tommolini, sulla passerella di Moda Milano.

È stata una provocazione voluta fin dal primo momento, siamo stufi di vedere governi imposti. In Pin-Up Stars abbiamo cambiato il modo di vivere il beachwear così come vorremmo che qualcosa cambiasse nel nostro paese.

Magari scopriremo che è anche di sinistra 31.07.13

Si può essere d'accordo o meno, ma l'intervista del Corriere della Sera a Francesco De Gregori resta una delle più lucide disamine politiche e sociologiche della sinistra degli ultimi 20 anni.

Continuo a pensarmi di sinistra. Sono nato lì. Sono convinto che vadano tutelate le fasce sociali più deboli, gli immigrati, i giovani che magari oggi nemmeno sanno cos'è il Pd. Sono convinto che bisogna lavorare per rendere i poveri meno poveri, che la ricchezza debba essere redistribuita; anche se non credo che la ricchezza in quanto tale vada punita. E sono a favore della scuola pubblica, delle pari opportunità, della meritocrazia. Tutto questo sta più nell'orizzonte culturale della sinistra che in quello della destra. Ma secondo lei cos'è oggi la sinistra italiana?

[...] È un arco cangiante che va dall'idolatria per le piste ciclabili a un sindacalismo vecchio stampo, novecentesco, a tratti incompatibile con la modernità. Che agita in continuazione i feticci del "politicamente corretto", una moda americana di trent'anni fa, e della "Costituzione più bella del mondo". Che si commuove per lo slow food e poi magari, "en passant", strizza l'occhio ai No Tav per provare a fare scouting con i grillini. Tutto questo non è facile da capire, almeno per me.

[...] Sono stufo del fatto che, appena si cerca un accordo su una riforma, subito da sinistra si gridi all'"inciucio", al tradimento. Basta con queste sciocchezze. Basta con l'ansia di non avere nemici a sinistra; io ho sempre avuto nemici a sinistra, e non me ne sono mai occupato. Ho votato Pci quando era comunista anche Napolitano. Ma viene il momento in cui la realtà cambia le cose, bisogna distaccarsi da alcune vecchie certezze, lasciare la ciambella di salvataggio ed essere liberi di nuotare, non abbandonando per questo la tua terra d'origine. Non ce la faccio più a sentir recitare la solita solfa "Dì qualcosa di sinistra". Era la bellissima battuta di un vecchio film, non può diventare l'unica bandiera delle anime belle di oggi. Proviamo piuttosto a dire qualcosa di sensato, di importante, di nuovo. Magari scopriremo che è anche di sinistra.

Il decreto del fare 15.06.13

Tutte le misure per rilanciare l'economia approvate dal governo Letta e illustrate da Repubblica.

Giustizia. Per la giustizia civile "abbiamo pensato di dare vita a una terapia d'urto", dice il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri durante la conferenza stampa al termine del cdm. Ci sarà lo smaltimento di 1 milione e 200mila pratiche arretrate. Letta, poco prima, aveva parlato poco prima di una riduzione delle pendenze di un quarto, un milione e 150 mila: una riduzione significativa, che interviene sull'arretrato".

Pubblica amministrazione. [...] i cittadini italiani potranno pretendere un indennizzo se la pubblica amministrazione non rispetta i tempi, previsti per una procedura.

Impignorabilità della prima casa. [...] il Cdm ha dato via libera alla norma che stabilisce l'impignorabilità della casa se risulta che il proprietario possiede solo quell'immobile.

Rate Equitalia. E' stata approvata una norma che stabilisce che il debitore che ha rateizzato il suo debito con Equitalia potrà continuare a beneficiare della rateizzazione fino ad un massimo di 8 rate non pagate, anche se consecutive. Oggi invece la legge prevede che il beneficio della rateizzazione decada dopo due rate consecutive non onorate.

Fisco amico. "Il cittadino deve percepire lo Stato come amico, per questo abbiamo riequilibrato il rapporto tra cittadini e fisco".

Imprese. bonus per l'acquisto dei nuovi macchinari. Si conferma il bonus da 5 miliardi per favorire l'acquisto di nuovi macchinari da parte delle imprese. Si tratta di prestiti agevolati ad un tasso pari alla metà di quello di mercato, grazie a 5 miliardi della cassa depositi e prestiti messi a disposizione di quelle imprese che vogliono comprare nuovi macchinari, fino a 2 milioni di investimenti per ciascuna azienda. I finanziamenti verranno concessi entro il 2016.

Infrastrutture. Il decreto, spiega Letta, prevede lo sblocco di cantieri in tutto il Paese. Lavori per un totale di circa 3 miliardi di euro in piccole, medie e grandi opere, con una ricaduta a livello occupazione di almeno 30mila nuovi posti di lavoro (20mila diretti, 10mila indiretti).

Risparmi sulle bollette. "Sono state adottate misure che consentono di ridurre le bollette energetiche degli italiani di 550 milioni. Il risultato sarà ottenuto con l'utilizzo del biodisel e con la modifica del Cip6".

100 milioni per edilizia scolastica. [...] grazie anche all'intervento dell'Inail, abbiamo la possibilità d'accordo di cominciare con 100 milioni di euro per la manuetenzione degli edifici scolastici, un segnale importante anche per rassicurare le famiglie in vista dell'apertura dell'anno scolastico. [...] Si ampliano, inoltre, le facoltà di assumere delle università e degli enti di ricerca per l'anno 2014, elevando dal 20 a 50% il turn-over, ovvero il limite di spesa consentito a rispetto alle cessazioni dell'anno precedente. "Con questo provvedimento si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori" di tipo B, aggiunge Carrozza.

Università. Scatta il finanziamento di borse di mobilità per studenti meritevoli e capaci che intendano iscriversi a corsi di laurea in regioni diverse da quelle di residenza.

Suolo. Via libera anche al disegno di legge in materia di contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato. Si definiscono, in particolare, i concetti di "superficie agricola", ossia tutti i terreni che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola, indipendentemente dal loro utilizzo, e di "consumo del suolo". Si individua il procedimento per determinare il limite di superficie consumabile; e si prevede l'istituzione di un Comitato interministeriale con compiti di controllo e monitoraggio del consumo di superficie agricola nazionale.

Agenda digitale. [...] il decreto riorganizza e rende più snella e operativa la governance. Si ridefiniscono i compiti della cabina di regia che, presieduta dal Presidente del Consiglio o da un suo delegato, presenterà al Parlamento un quadro complessivo delle norme vigenti, dei programmi avviati e del loro stato di avanzamento, nonché delle risorse disponibili che costituiscono nel loro insieme l'agenda digitale medesima. Saranno poi introdotti il domicilio digitale ed il fascicolo sanitario elettronico.

Il blog di Fabrizio Barca 13.06.13

È online il blog di Fabrizio Barca su cui l'ex ministro racconterà il viaggio attraverso l'Italia dei circoli del Partito Democratico e fondazioni culturali per discutere il suo documento programmatico Un partito nuovo per il buon governo.

In molti mi chiedono quale sia lo scopo di questa avventura, intravedendo come inevitabile l’ambizione personale al mitico --per noi, generazione dopotutto semplice -- posto di "Segretario”. All’inizio, quando rispondevo che la mia ambizione è quella di "animare il partito" convincendolo a cambiare e di capire che ciò è indispensabile per riuscire a governare davvero il paese, sui volti degli interpellanti prevaleva lo scetticismo. Col tempo ho visto prevalere il sorriso e la consapevolezza che per cambiare davvero non basta un altro "capo" ma serve che in ogni realtà la logica meschina e devastante dello schieramento correntizio e della cooptazione lasci il passo al confronto serrato sui contenuti e alla selezione per "merito sul campo". E' già un risultato. E mi ha convinto che l'apertura di un blog non sarebbe stata fraintesa o interpretata come l’ennesimo atto di protagonismo personale.

Tabù nucleare 02.05.13

Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. L'energia nucleare è una forma di energia, se si può gestire non è sbagliata di per sé. In Italia credo che non si possa fare, ma nel mondo c'è.
L'energia nucleare non è una questione italiana perché non ci sono i siti. Oltretutto gli italiani si sono espressi con un referendum che va rigorosamente rispettato.

L'opinione legittima e personale del ministro Zanonato sull'energia nucleare. Chiara e senza fraintendimenti o quasi.
L'energia nucleare è infatti un tabù così radicato nel Bel Paese da creare veri e propri moti di orrore al solo sentirla nominare, tanto da travisare qualsiasi dichiarazione al riguardo. È il caso dell'immancabile presa di posizione congiunta, montata sul nulla, dei senatori PD della Commissione Ambiente Stefano Vaccari, Massimo Caleo, Pasquale Sollo, Vito Vattuone, Franco Mirabelli e Laura Puppato. Per pietà verso i lettori tralasciamo le risposte di Di Pietro e dei verdi.

Ci auguriamo che le parole del ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato sulla possibilità di un ritorno dell'Italia al nucleare siano state fraintese. La vicenda "nucleare" in Italia si è infatti chiusa definitivamente con il referendum del 2011.

Io da elettore resto in attesa che chi si candida a classe dirigente di questo paese apprenda la comprensione minima del testo senza abbandonarsi al panico immotivato ad ogni subordinata.

Il discorso programmatico del premier Letta in pillole 29.04.13

Se otterrò la vostra fiducia immediatamente già da domani serà e poi mercoledì e giovedì, sarò a Bruxelles, Berlino e Parigi per dare il segno che il nostro è un governo europeo ed europeista.

Meno tasse per famiglie e lavoro; più Europa; riforme istituzionali per superare il bicameralismo perfetto, abolire le province e una nuova legge elettorale; un politica industriale moderna e tecnologicamente avanzata; attenzione a esodati e famiglie in difficoltà; riduzione dei costi della politica; soluzioni per le carceri.
Enrico Letta a Montecitorio ha dettato la linea del suo governo.
Un programma ampio dalle promesse, e premesse, elettrizzanti.

In una grande democrazia come la nostra l'unica eccezione sollevabile, e non preconcetta, alla fiducia potrebbe basarsi su una copertura finanziaria non immediatamente riconoscibile legata ai temi della crescita e dello sviluppo.

Batti il cinque 29.04.13

Letta stringe la mano a Brunetta

Letta batte il "cinque" a Brunetta: tutte le foto della #fiducia.

La foto è di quelle davvero notevoli.

Stile Bonino 29.04.13

Il foglietto della Bonino sugli applausi a Letta

Durante il discorso di Enrico Letta Emma Bonino ha fatto girare tra i banchi ministeriali un foglietto con una piccola note di stile.

Posto che siamo tutti "Enrico", non ci si applaude. Secondo me.

Vago dissenso 29.04.13

Non parteciperò al voto di fiducia stasera come ho già annunciato. Dopo il discorso di Letta oggi si confermano le mie perplessità.
Le mie perplessità sono riconducibili a un discorso di metodo, cioè non si è discusso, ma anche una questione di soluzione, cioè si è scelto il governissimo. Il mio è un disagio, non un intento frondista, non ho nulla contro Letta. Ad alimentare ulteriormente le mie perplessità, dopo il discorso di Letta, c'è l'idea della convenzione sulle riforme con una verifica fra 18 mesi. Quello presentato dal premier è un programma vago, che non corrisponde a quello di un governo di scopo. Un programma ambizioso e fragile. Spero che le mie perplessità siano smentite e comunque contribuirò alla riuscita.

Le motivazioni di Pippo Civati, gran ciambellano del mi-si-nota-di-più-se, sulla sua uscita dall'aula durante il voto di fiducia al governo Letta.

Un governo delle nuove proposte, con più giovani e con più donne 27.04.13

Al netto delle difficoltà con cui nasce e sulle macerie sui cui viene costruita, la squadra di governo di Enrico Letta presenta alcune caratteristiche positive e di inaspettata rottura.

Il nuovo governo Letta è il primo della storia presieduto da un esponente del Partito Democratico.
E' tra i governi più giovani mai venuti alla luce. L'età media è di 53 anni, 11 in meno rispetto al precedente esecutivo Monti. Lo stesso presidente del Consiglio è il primo nato negli anni '60.
Ci sono molte donne e in posizioni di peso. E questo è di per sè un merito in un paese in cui permane un diffuso maschilismo.
Emma Bonino agli Esteri è uno splendido esempio non legato a logiche partitocratiche.
E' il primo governo della repubblica che riconosce il valore dell'immigrazione e delle minoranze. Josefa Idem, nata in Germania e campionessa olimpica, allo Sport e Politiche giovanili e la congolese e modenese di adozione Cécile Kyenge alle Pari opportunità.
Un governo politico, non balneare e con molte competenze apprezzate in Europa e all'estero.

Sarà il governo delle nuove proposte. La squadra primavera che scenderà in campo al posto dei big, lasciati in panchina.

La situazione del paese richiede sangue freddo e giovane, pragmatismo e una buona dose di competenza.
Agli intransigenti, agli sconfitti e ai nostalgici l'ingrato e arduo compito dell'opposizione.

Auguri.

Gli ultimi giapponesi del governo Letta 27.04.13

Finalmente un Governo che non ha paura della popolarità anti-populista di cui gode da oltre 15 anni Emma Bonino (costantemente censuratissima) e che il popolo italiano gli ha sempre riservato.

Vorrei dire a Enrico Letta, e anche al Presidente Napolitano, qualcosa di semplice. Noi – che si tratti del primo Governo Amato, del Governo Dini, del Governo Prodi – siamo sempre stati, nella lealtà, gli ultimi giapponesi nella difesa di queste soluzioni, ancorché profondamente intrise della storia partitocratica.

Enrico Letta sappia bene che fino alla fine saremo gli ultimi giapponesi del Governo, anche e innanzitutto attraverso Emma, nella fedeltà più profonda alle ragioni della fiducia popolare sulla quale lei ha potuto contare da 15 anni ininterrottamente.

Saremo gli ultimi giapponesi del Governo se sarà necessario – speriamo di no – con la riserva che ponemmo ancora allora: speriamo che l'imperatore non (ci) tradisca, perché sennò i conti degli ultimi giapponesi dovranno essere fatti nei confronti dell'imperatore.

Siamo ragionevoli e portiamo questo riconoscendo la inconsueta forza di generosità che con questa soluzione, con questa proposta – accettata con grande senso di responsabilità e di responsabilità civile, nazionale ed europea di Emma Bonino - si è avuta.

Marco Pannella saluta con entusiasmo l'ingresso di Emma Bonino nell'esecutivo di Enrico Letta. Quasi non sembra vero riavere Emma ministro dopo l'esperienza alle Politiche Comunitarie e del Commercio Internazionale nel governo Prodi II.
Finora unica esponente dei Radicali ad aver ottenuto incarichi ministeriali.

Enrico Letta e le tinte forti 24.04.13

Il presidente del Consiglio in nuce, Enrico Letta, annunciava così nel 2007 la sua candidatura alle primarie per la segreteria del Partito Democratico.

Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po' come l'enciclopedia Wikipedia, un po' come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel Pd ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu.

Enrico Letta è cresciuto 24.04.13

L'eterno giovane della politica, Enrico Letta, riceverà dal presidente Napolitano l'incarico per formare il nuovo esecutivo.
Sarà il secondo premier più giovane della storia repubblicana. Il primo presidente del Consiglio espresso dal Partito Democratico. Il primo nato negli anni '60.

Europa ha raccolto la biografia del nuovo premier incaricato, l'uomo dei think tank.

La Fiat Ulysse 24.04.13

Siamo all'agiografia.
Enrico Letta è arrivato al Quirinale per ricevere l'incarico dal presidente della Repubblica guidando una Fiat Ulysse con i seggiolini per bambini sul sedile posteriore.

La fine del modello Sicilia 23.04.13

Anche in Sicilia ormai il modello è quello dell'inciucio Pd-Pdl. Il governo Crocetta ha preso una strada di rottura col Movimento. La rivoluzione di Crocetta è finita prima di cominciare.

Il Movimento 5 Stelle ha deciso di seppellire l'accordo con il PD e Crocetta alla Regione siciliana.
Devono aver capito che la protesta in termini elettorali paga di più della responsabilità.

La sfida di Renzi 22.04.13

La mia ambizione è cambiare l'Italia e cambiare un partito che riflette sul suo ombelico.
Non so come, non so quando ma io ci sono. Ora non voglio aprire un dibattito su di me, non sono in cerca di una seggiola. Io in questo partito ci sono e ci resterò con Fassina e con Orfini. Non mi candiderò per il gusto di candidarmi. Bersani ha vinto alle primarie ma la sua linea è stata sconfitta. Il partito vuole vincere con una linea diversa? Io ci sono. Vuole proteggere solo la sua classe dirigente? Non ci sono. Vuole cambiare l'Italia? Allora cambiamo il partito per cambiare l'Italia e io ci sono. Rifondiamolo con un riformismo che scalda i cuori, con un'anima. Dobbiamo essere capaci di esprimere un nuovo racconto.

Pragmatismo e leaderismo, due qualità che oggi sono estranee al DNA dell'elettore di centrosinistra.
Renzi le ripropone per ridare vita al progetto riformista del Partito Democratico.

La sfida di Renzi è quella di superare la logica di una sinistra conservatrice per ridare una prospettiva progressista al paese.

Chi vince e chi perde in Friuli-Venezia Giulia 22.04.13

Debora Serracchiani ha vinto le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia.
Vince il Partito Democratico che sa proporre idee, che parla al territorio e alla sua base. Vince l'idea di una spinta progressista, contrapposta a un conservatorismo dal respiro corto. Vince il candidato più capace sotto il profilo della narrazione e della comunicazione; la questione del leaderismo che ha animato e anima elettori e dirigenza PD si è fatta motore del successo da Udine a Trieste.

Nel frattempo il trionfatore morale delle elezioni politiche di fine febbraio, il Movimento 5 Stelle, dimezza in appena due mesi i suoi voti. Passando da primo a terzo partito della regione.
Una sconfitta cocente che assume i toni della disfatta alla luce del tour a tappe forzate di Beppe Grillo in Friuli-Venezia Giulia e della recentissima prova di forza giocata sull'elezione del presidente della Repubblica.

La cena di Franceschini 21.04.13

La varia umanità che ieri ha preso di mira Franceschini, aggredendolo verbalmente mentre cenava, mette a disagio.
La violenza dei manifestanti contrapposta al tentativo di dialogo dello stesso Franceschini.

Stai a vedere che il PD rinasce nella dignità di una trattoria.

Il compleanno di D'Alema 20.04.13

C'è qualcosa di vagamente perverso nella coincidenza che lega la fine del Partito Democratico al genetliaco di Massimo D'Alema.

La scelta di Prodi 19.04.13

Dopo aver vaporizzaro il consenso puntando sull'impronabile candidatura di Marini, il Partito Democratico ha riacquistato la ragione scegliendo all'unanimità su Romano Prodi quale candidato alla presidenza della Repubblica.

In attesa di sapere come andrà a finire qui si appoggia la mozione Un passo indietro per Bersani.

Il PD ha bruciato anche Prodi 19.04.13

Al quarto scrutinio Prodi si ferma a 395 voti. La soglia psicologica per sperare in un risultato al quinto scrutinio era fissata a 450. Per dire Prodi ha preso meno voti di Marini.

Un partito che non riesce a nemmeno a trovarsi d'accordo nel votare il suo padre nobile ha un evidente problema di personalità.

Reset 19.04.13

Pier Luigi Bersani

Il passo indietro di Bersani è arrivato fuori tempo e non prima di aver lasciato macerie là dove c'era il più grande partito riformista della storia italiana.
Ogni vent'anni la gioiosa macchina da guerra si schianta contro la realtà. Dirigenze senza un futuro, legate a logiche e narrazioni del secolo breve.

Nel mondo reale ora si aprirebbe una nuova fase costituente. Assisteremmo alla nascita di un nuovo soggetto. Magari riformista. Insindacabilmente europeista. Progressista, prima ancora che di sinistra. Capace di comunicare, di vivere al passo con le nuove generazioni. Nativo digitale e aperto alla base.
Nel mondo di sogno nel quale siamo immersi ci accontentiamo delle serenate dedicate a madame Bindi da un vecchio chanteur immortale.

Nel frattempo tra una fetta di mortadella e l'elaborazione del lutto affidiamo la nostra democrazia alla barzelletta delle destre mondiali e al mugugno umorale dei bassi istinti.

Non so voi, ma a questo punto mi auguro la troika.

Minority Bersani 18.04.13

Bersani abbraccia Alfano

E' stato il capolavoro politico di Pier Luigi Bersani.
Il segretario che ha portato il Partito Democratico al suo minimo storico è riuscito nell'impresa di sconvolgere milioni di elettori in una sola notte nel tentativo di cercare le larghe intese con il PDL su un nome condiviso per la presidenza della Repubblica.
Progetto poi miseramente naufragato nel volgere del primo scrutinio, non prima però di aver lasciato un partito a pezzi, fatto perdere un paio di punti percentuali in vista delle prossime elezioni regionali e amministrative e aver dato nuova linfa alla narrazione dell'inciucio con Berlusconi urlata da Grillo.

Pier Luigi, dai retta, fai un passo indietro per il bene del PD e del paese.
La tua visione politica e del mondo si è fermata al 1980. E si è arresa.

Sipario su Marini 17.04.13

In una delle notti più travagliate del Partito Democratico con 222 voti favorevoli, 90 contrari e 21 astenuti, Franco Marini - che con D'Alema congiurò contro Prodi per sua stessa ammissione - è stato scelto come candidato alla presidenza della Repubblica.
Un nome condiviso da Silvio Berlusconi e che frattura l'asse con SEL.
Mentre sui social network montava la protesta verso una scelta giudicata irricevibile fuori dal teatro Capranica un gruppo di elettori ineggiava a Stefano Rodotà, classe 1933, e il segretario Pier Luigi Bersani usciva da un ingresso secondario.

Sipario.

Tu intanto vota poi vediamo 16.04.13

Il MoVimento ha espresso un miracolo: la signora Gabanelli Presidente della Repubblica italiana. È straordinario, proprio in sintonia col MoVimento. Io spero vivamente che accetti e volevo dare un consiglio a Bersani. Senza ironie, senza battute. Seriamente. Potrebbe essere un punto di incontro: voti la Gabanelli anche lei. Voti una signora che ha sempre fatto bene il suo lavoro. La Gabanelli è una che non ha mai fatto inciuci con Berlusconi, un miracolo di questi tempi. E poi è una signora. Sarebbe veramente un grande segnale. Sì, qualcuno ha detto che potrebbe diventare con la Gabanelli la Repubblica delle manette. Eh! Chissà che non sia un'idea anche quella con la quale ci potremmo togliere qualche soddisfazione. Ci pensi Bersani, ci pensi. Potrebbe essere veramente l'inizio di una, chissà, collaborazione. Provi. Provi a votarla. E cominciamo da lì. Poi vedremo: rimborsi elettorali, legge anti corruzione, incandidabilità di Berlusconi. Magari troveremo una convergenza. Se non con lei, con i giovani del PD. Grazie per l'ascolto.

Il risultato delle quirinarie - soprattutto il terzo nome uscito dalla consultazione, Stefano Rodotà - permette a Grillo di passare il cerino acceso a un Bersani già in fiamme da un mese.

Les misérables 15.04.13

La statura politica della Finoccchiaro, e per analogia la capacità nell'interpretare le istanze della base da parte della dirigenza bersaniana, si può leggere nella stucchevole polemica nata dalla critica di Renzi e nel ricamarci attorno un teatrino autoreferenziale che ha come unico prodotto la disaffezione di potenziali elettori del PD.

Il manifesto di Barca per il Partito Democratico 12.04.13

La visione di Fabrizio Barca per un nuovo Partito Democratico prende forma attorno a quattro parole chiave: aperto, partecipato, radicato, di sinistra.

Daje Marino 08.04.13

Ignazio Marino

La Stampa a marzo ha intervistato Ignazio Marino, il candidato a sindaco di Roma uscito vincitore dalle primarie del centrosinistra.

La mia città di riferimento è Copenaghen, lo so, è più piccola, ma c’è un grande senso di comunità. Bisognerebbe recuperare l'uso della bicicletta, fa bene e non inquina. I trasporti pubblici sono importanti, ma purtroppo, a Roma, non si può pensare di scavare per fare la metropolitana. Preferisco i mezzi di superficie. La prima cosa che farei per affrontare i problemi di traffico e mobilità sarebbe quello di istituire un centro studi per trovare un percorso che colleghi Casilino e Tuscolano senza dover passare per il centro.

Il Partito Democratico di Barca 07.04.13

Una persona come me può suggerire, ed è quello che farò, al PD un partito che sia di mobilitazione cognitiva.
Mobilitazione perché un partito lo è per definizione. Cognitiva perché mettiamo in comune le nostre idee per risolvere un determinato problema.

La visione del ministro Fabrizio Barca per il Partito Democratico di domani, raccontata durante l'intervista di Lucia Annunziata a In mezzora.

Quello che dice Renzi è fare per fermare il declino 04.04.13

"O facciamo un accordo o si vota. Ma evitiamo di perdere altro tempo. Se si decide di votare, si vada a votare. Ma non possiamo assistere al teatrino del più grande partito italiano che chiede a qualcuno di dargli i voti per far nascere il governo e poi precisa alla stessa persona "ma io con te non parlo"".

Scusi, ma crede davvero che si possa votare a giugno?
"Certo, si può votare a giugno. Se poi Bersani riesce a fare un governo, bene. Se riesce a fare le larghe intese, bene. Ma si faccia qualcosa".

E se le urne si indicono a giugno c'è il tempo per organizzare le primarie? Il calendario non sembra darle ragione.
"Ma se si vuole, si possono convocare anche in tempi brevi. Se si vuole, certo. E io sono pronto a candidarmi alle primarie. Il punto, però, è un altro".

Quale? Il Sindaco di Firenze ricorre alle le stesse parole usate nella sua città con gli iscritti della Cgil e anche con la Camusso con la quale ha parlato riservatamente al termine della manifestazione di ieri mattina.
"C'è un Paese che sta morendo. Mi chiedo: le vedono le aziende che chiudono? Li vedono i giovani disoccupati. Eppure anche il tanto odiato New labour inglese aveva quella parola, "Lavoro", al centro del suo programma. Oggi rischiamo con questa indecisione di far affondare la Repubblica democratica fondata sul lavoro sulle rendite o su chi pensa di potersi permettere altri ritardi".
"Io so - ammette - che così facendo sto mettendo un paletto negli occhi del Pd. Lo so che sarebbe meglio stare in silenzio, me lo dicono tutti. Ma io non faccio politica per questo. Sono stato zitto e buono fino ad ora, ma non posso nascondere che esiste un problema-Paese. E non posso nascondere che il mio partito deve chiarire un percorso. Ma vi rendete conto che stiamo ancora con il governo Monti che deve rinviare il decreto per i debiti della Pubblica Amminstrazione? È possibile? Per me no".

Ne ha parlato anche con il segretario della Cgil?
"Certo, e mi ha detto che avevo ragione. Anche se - aggiunge sorridendo - ho messo il maglioncino blu come Marchionne".

La Camusso, in realtà, non è mai stata una sua sostenitrice.
"Lo so, ma questo non cambia i termini dell'emergenza. Che deve impegnare tutti. Per questo io ho detto: Signori cari, basta anche con il finanziamento pubblico dei partiti. Poi ho tirato fuori l'elenco di chi mi ha finanziato, l'ho reso pubblico. Non l'ha fatto nessun altro. E su questo discorso molti bersaniani sono disponibili, ne sono sicuro. Il mio è un discorso molto semplice: bisogna recuperare un minimo di serietà. Non si può stare fermi in attesa che Bersani ottenga l'incarico. In attesa del nuovo presidente della Repubblica. È ridicolo rimanere con un incaricato surgelato. Facciamo qualcosa: il governo del presidente, le larghe intese, o si vada a votare".

Fare. Per fermare il declino. Difficile dargli torto.

La fronda grillina 23.03.13

Andrea Malaguti su La Stampa racconta il malumore di una ventina di malpancisti del Movimento 5 Stelle favorevoli all'ipotesi di dare la fiducia a un esecutivo PD guidato da Bersani, nonostante la deriva aventiniana di Grillo.

Titoli di coda 23.03.13

Mentre il Partito Democratico e Bersani oggi sono al lavoro per trovare una soluzione di governo che permetta al paese di ripartire e all'Europa di tirare un sospiro di sollievo, PdL e Movimento 5 Stelle giocano la carta della campagna elettorale perenne divisi tra la simpatica carnevalata in piazza del Popolo a Roma e il campeggio in Val di Susa.
Le politiche del lavoro, il sostegno alle imprese, l'emergeza sociale e la ripresa economica possono aspettare.

Beviamoci su 23.03.13

Bersani al pub

Dopo il primo giorno di consultazioni Pier Luigi Bersani si è concesso una birra nel suo pub del centro di Roma.

Vita e opere di Boldrini e Grasso 16.03.13

L'elezione di Boldrini e Grasso (tratteggiati da Europa) alle presidenze di Camera e Senato è frutto di una geniale operazione politica del Partito Democratico che ha saputo imporre due nomi di altissima caratura istituzionale come seconda e terza carica dello Stato e ha provocato una salutare divisione in seno al Movimento 5 Stelle, che sebbene sia rimasta indigesta a Grillo e a non pochi elettori pentastellati, non può che essere feconda per la democrazia interna del Movimento.

Rispetto a ieri qualcosa è cambiato, ma è ancora presto per abbandonarsi a facili entusiasmi.
La fiducia al governo e l'elezione del nuovo presidente della Repubblica sono partite ancora tutte da giocare. Sperare nel bel gioco però ora è almeno possibile.

La strategia del perdente 13.03.13

Lo sconfitto delle primarie Matteo Renzi è pronto a candidarsi per la premiership se il tentativo di formare un governo del non vincente alle elezioni Pier Luigi Bersani non dovesse andare in porto.

Il futuro del Partito Democratico in mano a due perdenti. Poteva andare peggio. Poteva piovere.

9 ore di direzione PD in 9 minuti 07.03.13

La sintesi di Repubblica.

Il primo parlamentare italiano di origini marocchine 05.03.13

Si chiama Khalid Chaouki ed è stato eletto nelle fila del Partito Democratico. Yabiladi ha intervistato il 30enne neo onorevole, arrivato a Napoli nel 1992 dove iniziò a lavorare con i sindacati e le associazioni dei lavoratori.

Se c'era Renzi 04.03.13

Se c'era Renzi è il generatore automatico di luoghi comuni sulla vittoria del centro sinistra se Matteo Renzi fase stato candidato al posto di Bersani.

Il programma di Bersani in otto punti 04.03.13

Gli otto punti del programma di Bersani: legge contro la corruzione e contro la mafia, conflitto d'interessi, misure per una politica più sobria e meno cara, una riforma dei partiti, interventi immediati su urgenza sociale, economia e diritti su cittadinanza e coppie omosessuali, riforma della scuola e sul diritto allo studio.
Per carità tutti condivisibili. Tutti ugualmente vaghissimi. Tutti calibrati sulla sudditanza al Movimento 5 Stelle.
Tutti assolutamente irrealizzabili nell'ottica di quello che sarebbe un governo di minoranza a tempo e con un probabile (e a questo punto forse auspicabile) nuovo esecutivo tecnico del presidente all'orizzonte.

Il parlamento più giovane e con più donne di sempre 27.02.13

Un successo dovuto principalmente al Partito Democratico, grazie alle scelte emerse dalle primarie, e al Movimento 5 Stelle.

Età. I deputati eletti avranno una età media di 45 anni e i senatori di 53 anni. Il che significa un consistente ringiovanimento rispetto alla scorsa legislatura in cui l'età media dei deputati era di 54 anni (9 anni di differenza) mentre quella dei senatori di 57 anni (4 anni di differenza).

Il gruppo parlamentare con l'età media più bassa è di gran lunga il Movimento 5 Stelle, con 37 anni (33 alla Camera e 46 al Senato), davanti a Lega Nord con 45 anni (42 alla Camera e 48 al Senato), al Partito Democratico (Pd) con 49 (47 alla Camera e 54 al Senato), a Sinistra ecologia e libertà (Sel) con 47 anni (46 alla Camera e 50 al Senato), al raggruppamento Lista Monti-Udc-Fli con 55 anni (55 anni alla Camera e 56 anni al Senato) e al Popolo della Libertà (Pdl) con 54 anni (50 alla Camera e 57 al Senato).

Donne. Rafforzata la presenza femminile che nella legislatura conclusa era pari al 21% alla Camera e al 19% al Senato: nel nuovo Parlamento saranno il 32% alla Camera e il 30% al Senato.

Tra i partiti maggiori il più alto numero di donne si trova nelle liste del Pd, con il 41%, che precede Movimento Cinque Stelle al 38%, Pdl e Lista Monti-Udc entrambi al 22%, Sel al 20%, Lega Nord al 14% e Pdl, con il 25,8%.

Serve una nuova leadership e un nuovo programma 27.02.13

Questo governo non potrà durare cinque anni: dovremo cambiare, e quando si andrà di nuovo al voto dovremo darci una nuova leadership e un programma, perché siamo stati deboli anche li.
Fatte le primarie, che peraltro sono state una pagina bellissima, ci siamo comportati come se avessimo già vinto.
[Grillo, n.d.r.] Non è un pericoloso guastatore: se si pensa di fare un accordo politico con lui sarebbe un errore, ma gli si possono proporre obiettivi che sono anche nel suo programma.

La cristallina analisi del dopo voto del presidente della Liguria Claudio Burlando.

La strana alleanza 26.02.13

Per il Movimento 5 Stelle l'eventuale alleanza/desistenza con il PD, come ventilato da molti a sinistra, sarebbe un suicidio politico.
Un movimento anti-sistema perderebbe ogni credibilità acquisita nell'istante in cui scendesse a compromessi con il sistema.

Il bicchiere va letto dai due lati 26.02.13

In nome di messaggi palingenetici... una disoccupazione giovanile al diapason... il bicchiere va letto dai due lati... pur essendo arrivati primi non abbiamo vinto.

Colpa. Mia. Sono due parole Pier Luigi. Dai. Su.

Gli slogan della sinistra più sfigati degli ultimi 150 anni 25.02.13

Parte la gioiosa macchina da guerra.

Achille Occhetto. 2 febbraio 1994.

Ancora sette giorni e lo smacchiamo il giaguaro.

Pier Luigi Bersani. 18 febbraio 2013.

La fine dell'opposizione 20.02.13

Ho come l'impressione che il maggior rischio per il Partito Democratico non sarà avere i numeri per governare il paese da martedì prossimo, quanto non avere un'opposizione coesa e credibile con la quale confrontarsi.

Le infografiche del Partito Democratico 19.02.13

Le infografiche del Partito Democratico

Il programma del Partito Democratico raccontato con infografiche. Fatte bene.

Com'era quella storia che solo Grillo riempie le piazze? 17.02.13

Manifestazione PD in piazza Duomo a Milano

Il bagno di folla per Bersani e Ambrosoli in piazza Duomo a Milano.

Ossessivi compulsivi per Bersani 13.02.13

Geniale.

Un gesto di novità per il futuro 11.02.13

E' una notizia di portata storica, ha precedenti solo in secoli fa, ed è storica due volte: è una decisione rarissima e secondo me, siccome questo Papa non prende decisioni per debolezza ed è un grande teologo, mi sembra un gesto di impostazione, di novità per il futuro.

Il commento del segretario del Partito Democratico Bersani alla rinuncia di Benedetto XVI.

Bersani datti una mossa 08.02.13

Che sia vera o fantasticata, la rimonta di Berlusconi e Grillo si basa sullo sfaldamento di un Bersani che ha spento la sua narrazione per un'Italia più giusta.
Il Partito Democratico - Vendola non è pervenuto - naviga a vista portando avanti una campagna elettorale in sordina che ha sperperato il patrimonio di credibilità delle primarie in appena un mese e che ora si avvita nella rincorsa di Monti, ricevendone mediatici schiaffoni, veti e sberleffi.

Gli elettori di centrosinistra meritano di più.

Le FAQ del Partito Democratico 05.02.13

La sintesi del programma di governo del PD sotto forma di domande e risposte.
Una reference guide per la campagna elettorale inviata ai circoli territoriali.

Spot democratici 31.01.13

Gli spot della campagna elettorale del Partito Democratico. Finalmente. Belli. Bravi.

Bersani Vittorioso 30.01.13

Screenshot di Bersani Vittorioso

Il nuovo meme su Bersani esultante raccolto da un tumblr.

Avevamo una banca 24.01.13

L'analisi di Menichini su Europa riguardo al caos derivati collegato al Monte dei Paschi di Siena, con le conseguenti di dimissioni di Mussari (ex presidente MPS) dalla presidenza dell'ABI, e i rapporti della banca con il Partito Democratico.

L'attacco ai democratici è invece un attacco a una storia che li precede. Quando Bersani replica alle accuse dice una cosa vera: «Il Pd fa il Pd, la banca fa la banca». Vera adesso e vera almeno da quando, negli ultimi anni, s'è capito che perfino a Siena occorreva chiudere la lunga epoca dell'intreccio fra amministrazione, sindacati, politica e finanza. Si tratta però di un’inversione di rotta (e, dunque, di una "verità") relativamente recente, a fronte di una storia di collateralismo esplicito (che non impediva a Mps di essere anche l'istituto preferito della famiglia Berlusconi e di Mediaset, per dire).
Ecco perché c'è una tradizione (morta) che rischia di afferrare una innovazione troppo recente, e non sempre limpidamente perseguita dai gruppi dirigenti locali. Per Bersani è una prova in più. Imprevista, forse la più insidiosa.

Il budget del PD per la campagna elettorale 23.01.13

Quasi 10 milioni di euro. Il 27% in meno rispetto al 2008. E' il budget del Partito Democratico per la campagna elettorale.
Dalle primarie alla campagna mediatica sul web, dal fundraising ai volontari sul territorio, l'operazione trasparenza del PD su tutti i capitoli di spesa in vista delle elezioni di febbraio.

L'inno per la campagna di Bersani 2013 16.01.13

Nel tempo che verrà. Nel buoio che cadrà. Nel freddo che sarà.

Il Partito Democratico ha scelto Inno, dal nuovo album di Gianna Nannini.
Era difficile immaginare una canzone con un testo più nostalgico, su una base così lenta e interpretata da una cantante che ormai il viale del tramonto lo ha arredato, come inno per una campagna elettorale giocata tutta sui temi del rinnovamento.

Una scelta comunicativa perdente proprio nel momento in cui gli avversari guadagnano terreno.
Ormai non facciamo più nemmeno tenerezza.

Le liste del Partito Democratico per Camera e Senato 08.01.13

Già da stasera dobbiamo considerarci in campagna elettorale, sfruttiamo al meglio il vantaggio del tempo nella formazione delle liste rispetto ai nostri competitori.

Bersani e il Partito Democratico sono pronti a giocarsi la partita per cambiare il volto dell'Italia e ridare slancio all'Europa.

Su 38 capilista 15 saranno donne. Le liste dei candidati parlamentari per la Camera e per il Senato pubblicate sul sito del PD.

L'Italia giusta 29.12.12

Il manifesto PD per Bersani

Ora si fa sul serio. Lo slogan della campagna elettorale di Bersani.

Le regole per le primarie dei parlamentari del PD 18.12.12

La direzione nazionale del Partito Democratico ha stabilito le regole per le primarie dei parlamentari che si terranno il 29 dicembre e il 30 solo nelle regioni che ne faranno richiesta.

Il voto sarà aperto agli iscritti al partito al 2011, per quanti non avevano rinnovato la tessera e decideranno di farlo e per gli elettori delle primarie del 25 novembre.
Il contributo è fissato sui classici due euro.

Le norme approvate dalla direzione (alla riunione sono presenti anche Matteo Renzi e Laura Puppato) prevedono anche che non occorra una raccolta di firme per i parlamentari uscenti che vorranno candidarsi alle primarie mentre i 'veterani' con più di 15 anni di legislatura alle spalle hanno dovuto chiedere una deroga alla direzione. Una possibilità alla quale hanno fatto ricorso con successo in dieci: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Cesare Marini, Franco Marini, Giorgio Merlo, Giuseppe Lumia, Mauro Agostini, Maria Pia Garavaglia, Beppe Fioroni, Gianclaudio Bressa. Per tutti è arrivato l'ok della direzione, ma se non verranno inseriti nel listino del segretario dovranno misurarsi con le primarie. Ha annunciato invece di aver rinunciato a fare domanda Marco Follini. Bersani avrà una 'quota riservata' del 10 per cento di candidati che saranno esentati dalle primarie.

Oltre al 10 per cento di candidati, Bersani sceglierà anche i capilista. Chi non è parlamentare uscente, per partecipare alle primarie dovrà raccogliere, a quanto si apprende, firme pari al 5 per cento degli iscritti su base provinciale o essere scelta nella rosa a disposizione delle direzioni provinciali riservata a personalità della società civile. Per 'tutelare' la parità di genere, è prevista la doppia preferenza uomo/donna con l'obbligo di garantire almeno il 33 per cento della presenza femminile nelle liste. Non potranno candidarsi, invece, salvo deroga concessa dal partito, gli europarlamentari, i sindaci di città superiori a 5mila abitanti, assessori e consiglieri regionali.

Il Partito Democratico supera il Porcellum a sinistra 12.12.12

Il PD suona la sveglia della partecipazione annunciando le primarie per la scelta dei parlamentari entro fine anno.
Il partito a guida Bersani si dimostra ancora una volta una spanna sopra al quadro politico. Un PD che non ha paura nel confrontarsi con i suoi elettori, dichiarati e potenziali, continua a giocare in attacco dimostrando tutto il suo potenziale riformatore.

La trappola del Cavaliere 10.12.12

Le avance e la pantomima del Cavaliere intorno a Matteo Renzi prima, durante e dopo le primarie del centrosinistra aveva e ha come unico scopo quello di dividere il nostro elettorato, insinuando il dubbio sulla buona fede politica del sindaco di Firenze e sulle reali capacità di Bersani quale leader adatto a innovare il partito e il paese.
Spiace constatare che una volta di più Berlusconi è riuscito a tenere in scacco l'elettorato di centrosinistra, che è caduto nel tranello con tutto se stesso.

Il PD ligure vuole le primarie per i parlamentari 05.12.12

Il Partito Democratico ligure è intenzionato a organizzare le primarie per i parlamentari indipendentemente dalle decisioni della segreteria romana.
La dichiarazione del segretario regionale Basso non lascia spazio a interpretazioni.

Se torneremo a votare con l'odiato Porcellum non voglio assistere a giustificazioni o alibi di alcun genere di fronte agli elettori indignati.

Mi prendo la responsabilità di partire subito.
E' un passo che non possiamo ritardare un giorno di più. Se poi le Camere restituiranno ai cittadini il diritto di decidere o se il Pd stabilirà forme e regole nazionali, allora sarò ben felice.

La macchina è già in moto. Per giovedì 13 è prevista la direzione regionale che dovrà stabilire regole e date.
La stretta finestra pre elettorale potrebbe far cadere le primarie il 27 gennaio o il 3 febbraio.

Bersani il birraio 03.12.12

Bersani spina una birra

Bersani, dopo la vittoria alle primarie, spina una birra per i volontari del suo comitato e pubblica la foto su Twitter.

Fattore Bersani 03.12.12

Le spread tra BTP decennali e Bund oggi è sceso sotto i 300 punti base. Ai minimi da marzo.

P.S.: sul fattore Bersani si scherza, ma neanche troppo.

Non è tempo di correnti 02.12.12

Il tempo delle primarie che servivano per fare la correntina è finito. Adesso io continuo a fare il sindaco con maggiore impegno. E' stato bello provarci, giusto farlo. Adesso punto, adesso bisogna avere il coraggio di dire ho perso... Ha vinto Bersani ora tocca a lui. Io sto nel PD perché è casa mia, se avessi voluto fare una cosa diversa l'avrei fatta prima.

Matteo Renzi concede la vittoria a Pier Luigi Bersani nel ballottaggio delle primarie. Il sindaco di Firenze a suo modo, con le sue idee e la sua passione ha reso il PD più forte.
Ora è tempo di lavorare tutti insieme per vincere le elezioni come la più grande forza riformista ed europeista del paese.

Bersani premier 02.12.12

La prima grande soddisfazione è l'aver creduto fortemente alle primarie, a questa avventura delle primarie. Le ho volute testardamente, le ho volute aperte. Ora possiamo riflettere e trarne un insegnamento: siamo un grande partito popolare e dobbiamo sempre avere fiducia nella sua gente.

Con la spinta di oltre il 60% dei 2,2 milioni e rotti di elettori del ballottaggio delle primarie di centrosinistra Bersani ha un mandato fortissimo per riscrivere l'Italia da zero guardando a Bruxelles.

Ora serve un po' di allegria 02.12.12

Ora comincia la battaglia vera. Io vi chiedo di metterci ancora una volta tutta la convinzione, tutto l'impegno perché questo viaggio lo facciamo assieme. Qui non c'è l'uomo solo al comando, si governa con un popolo. Mettiamoci forza, energia, e mettiamoci anche un po' di allegria che è un tratto del nostro popolo. E anche un po' di serenità, non bisogna agitarsi, non bisogna intimorirsi. Tranquilli e forti e decisi.

Il discorso di Bersani per la vittoria alle primarie del centrosinistra. Tranquilli e forti e decisi.

Look da primarie 28.11.12

Bersani e Renzi al dibattito

Il segretario del PD Bersani in cravatta rossa a pois bianchi, Matteo Renzi senza giacca. Il look da dibattito finale per le primarie 2012 su Rai 1.

Il Partito Democratico sull'Europa 28.11.12

Domanda: "Cosa dice agli altri Paesi europei?"

Renzi: "Sogno un'Europa che sia capace di dire qualcosa sulla politica estera. Io voglio rimettere a posto il debito pubblico italiano perché è immorale non perché me lo chiede l'Europa".

Bersani: "Il Continente più forte del mondo è diventato un problema per il mondo. L'austerità non ci porta da nessuna parte, ma siamo tutti sullo stesso treno, chi sul vagone più comodo chi su quello meno comodo, ma il nostro viaggio è nel segno del meno. Cerchiamo di muovere l'economia e rilanciamo il tema degli Stati Uniti d'Europa. Bisogna tornare al progetto comune e alla solidarietà".

Dal dibattito finale per le primarie del centrosinistra esce chiara la posizione del primo partito italiano per orgoglio europeista.

Le alleanze del Partito Democratico 28.11.12

Domanda: "Con chi allearsi per avere la maggioranza?"

Bersani: "Non sappiamo ancora come sarà la legge elettorale. Abbiamo stretto un patto con Sel e socialisti, ma questa area dei progressisti deve aprirsi a forze di centro moderate, europeiste e antiberlusconiane. Dobbiamo mantenere la testa un po' aperta, per bloccare l'avanzata di forze populiste anche di estrema destra".

Renzi: "L'unica legge elettorale che ha funzionato in Italia è quella dei sindaci. Quanto alle alleanze, noi non dovremmo fare un accordo con Pierferdinando Casini. Dobbiamo dire no agli inciuci. I voti dei moderati li prendiamo noi."

Casini o non Casini.

Le ricette del Partito Democratico per uscire dalla crisi 28.11.12

Bersani e Renzi si confrontano con la crisi finanziaria durante il dibattito televisivo per le primarie del centrosinistra.

Il partito dei diritti civili 28.11.12

Domanda: "Matrimoni gay, unioni di fatto o...?"

Renzi: "Nei primi 100 giorni la legge che consenta a persone dello stesso sesso di avere uguali diritti civili. Sul tema dei figli, invece, occupiamoi prima di chi già ce li ha."

Bersani: "Sul tema delle unioni civili seguire il modello tedesco, che Casini sia d'accordo o meno."

Se ci sarà un avanzamento dei diritti civili nel paese nei prossimi cinque anni sarà sulla spinta decisiva del PD.

Tre cose da fare per un governo di centrosinistra 28.11.12

Domande: "Quali sono le prime tre cose che farete?"

Bersani: "Chi nasce in Italia è italiano. Legge anticorruzione, lavoro e piccola impresa".

Renzi: "Tutte e tre le cose sono legate al lavoro: certezza nel diritto riguardo alle norme sul lavoro, semplificare la burocrazia, digitalizzare".

Bersani e Renzi, durante il dibattito finale per le primarie del centrosinistra, mettono il lavoro e lo sviluppo al centro dell'agenda politica.

Giorno di primarie 25.11.12

Il certificato elettorale delle primarie 2012

La diretta di Repubblica sulla giornata elettorale per le primarie del centrosinistra.
Una bella festa di democrazia partecipativa.

Le 10 idee di Bersani 21.11.12

Il programma del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani candidato alle primarie del centrosinistra.

L'Italia ce la farà se ce la faranno gli italiani. Se il paese che lavora, o che un lavoro lo cerca, che studia, che misura le spese, che dedica del tempo al bene comune, che osserva le regole e ha rispetto di sé, troverà un motivo di fiducia e di speranza. Davanti a noi ora c’è una scelta di questo tipo: se batterci tutti assieme o rinunciare a battersi. Se credere nelle risorse e nel coraggio del Paese o affidarsi alle risorse di uno solo. E' tempo di ripartire. Perchè il peggio può essere alle nostre spalle. Se lo vogliamo.

I programmi dei candidati alle primarie di centrosinistra: Bruno Tabacci, Laura Puppato, Nichi Vendola, Matteo Renzi.

Il non programma di Renzi 21.11.12

La ricetta di Matteo Renzi per scardinare le primarie del centrosinistra e rottamare l'Italia che non va.

Questo non è un programma: la solita raccolta di buone intenzioni e di proposte astratte che popolano le campagne elettorali e spariscono il giorno dopo. Qui non troverete né proclami, né promesse, perché la formula magica per risolvere i problemi dell'Italia non esiste. Ciò che esiste è un Paese stracolmo di capacità e di energie. Un Paese che, nella sua storia, è sempre uscito più bello e più forte dalle crisi che ha attraversato. E lo ha fatto grazie all'unica risorsa naturale della quale dispone in abbondanza: il talento degli italiani.

Ecco perché non ha senso proporre l'ennesima ricetta calata dall'alto. Quel che serve è un'occasione per mettere in rete le migliaia di idee e di esperienze che fanno dell'Italia un Paese molto migliore di come ce lo raccontano i media e la politica.

I programmi dei candidati alle primarie di centrosinistra: Bruno Tabacci, Laura Puppato, Nichi Vendola, Pier Luigi Bersani.

Le donne primarie di Laura Puppato 20.11.12

Unica donna a partecipare alle primarie del centro sinistra, Laura Puppato si presenta agli elettori con una visione.

Il vero cambiamento che oggi ci è richiesto necessita di una visione. Nel caso del mio programma questo tema è centrale perché la sua strategia si fonda, letteralmente, su un’altra idea di mondo: perché un mondo totalmente nuovo, appunto, si deve realizzare.

Prendo le mosse da una celebre citazione, dal carattere apparentemente "non politico":

"Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni in cui gli animali agonizzano senza cibo e senz'acqua diretti al macello". (Marguerite Yourcenar)

I programmi dei candidati alle primarie di centrosinistra: Bruno Tabacci, Nichi Vendola, Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi.

Il confronto tra i candidati alle primarie del centro sinistra sul web 12.11.12

A partire dalle 20:30 il dibattito tra i cinque candidati alle primarie del centro sinistra sarà in streaming anche sul sito delle primarie.

Le Fantastiche Primarie e Silver Surfer 12.11.12

Screenshot di Partito Democratico

La deliziosa splash page del sito del Partito Democratico nel giorno del dibattito televisivo tra i candidati alle primarie del centro sinistra.
Roba da trashomani incalliti.

La vocazione maggioritaria di Renzi 09.11.12

Il PD può vincere da solo senza Vendola né Casini.

Il candidato alle primarie di centro sinistra Matteo Renzi tenta un allungo affascinante. Non fosse per la legge elettorale.

Rosario Crocetta e il PD in Sicilia 29.10.12

Rainews24 racconta la storia politica di Rosario Crocetta, il neo eletto governatore della regione Sicilia del Partito Democratico.

L'impegno antimafia nella difficile trincea della sua città, Gela (Caltanissetta) è stato sempre il marchio dell'attività politica di Rosario Crocetta. Il nuovo presidente della Regione siciliana, eletto col sostegno di Pd, Udc, Psi e Apil, ha 61 anni, diplomato in ragioneria, dipendente dell'Eni addetto al centro elaborazione dati dello stabilimento petrolchimico di Gela.

[...] E' entrato in consiglio comunale a Gela con i Verdi e poi è divenuto assessore dal '96 al 2001 nella giunta Gallo. Celebre una sua frase quando era assessore alla Cultura. Fece affiggere alla porta del suo ufficio un cartello con la scritta "Non si accettano raccomandazioni". Nel 2002 si candidò per la prima volta a sindaco di Gela e perse per appena cento voti contro Giovanni Scaglione, del centrodestra Giovanni Scaglione. Fece ricorso al Cga e l'11 marzo del 2003 fu proclamato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa sindaco di Gela. Primo sindaco gay dichiarato in Italia. Alle successive amministrative fu rieletto con plebiscito. Poi il salto all'Europarlamento.

Così mi uccidi l'Africa 14.10.12

Non si tratta di un cedimento alla rottamazione. Non c'entra nulla con quel tipo di appelli perché non è l'anagrafe a fare la buona politica.
[...] E' un gesto coerente con quanto annunciato nel 2006. Allora dissi che, una volta conclusa la mia esperienza di sindaco, avrei smesso di fare la politica professionalmente. Dopo mi è stato chiesto di fare una cosa alla quale non potevo opporre le mie scelte personali di vita e cioè il candidato alla presidenza del Consiglio. L'ho fatto, 12 milioni di persone hanno votato per me ma poi nel 2009 ho deciso di dimettermi ed erano dimissioni vere.
Spero che possa dare forza a quanti, nella società civile, hanno voglia di impegnarsi in politica. A coloro che vogliono farlo senza cercare garanzie di incarichi, solo perché credono in qualcosa.

Walter Veltroni, a Che tempo che fa, annuncia che non si candiderà alle prossime elezioni.

Un sondaggio di Renzi dice che Renzi vincerà le primarie 12.10.12

Il sondaggio, commissionato alla EMG dal comitato per la campagna di Renzi alle primarie del centro sinistra, pubblicato sull'Huffington Post.

Renzi vincerebbe con una percentuale tra il 35.6 e il 39.4. Pier Luigi Bersani arriverebbe al secondo posto con una forbice tra il 33.3 e il 35.2, Nichi Vendola al terzo con un esito da compreso tra il 17.6 e il 21.1.

Keep calm and rottama 07.10.12

La nuova cover dell'iPhone di Matteo Renzi.

Il logo della campagna di Renzi per le primarie del PD 11.09.12

Il poster della campagna di Renzi per le primarie PD

Il logo della campagna di Matteo Renzi candidato alle primarie del Partito Democratico, in attesa del 13 settembre quando verrà aperta ufficialmente all'auditorium Gran Guardia di piazza Bra di Verona.

Rosy Bindi sul matrimonio omosessuale 07.09.12

Io conosco molto bene la Costituzione me la porto dietro tutte le sere. Il Partito Democratico ha preso un impegno, preciso ma penso che il matrimonio sia un istituto pensato storicamente per gli omosessuali: potreste avere la fantasia di pensare a qualcosa di diverso.

La Bindi ospite alla Festa Democratica di Genova ha risposto così a Valerio Barbini, ex segretario genovese di SeL ed ex presidente di Arcigay, sul matrimonio omosessuale.

L'articolo della Costituzione a cui si riferisce Rosy Bindi è il 29,

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Nel quale l'esponente democratica si appella all'ambiguità dell'aggettivo "naturale" per sostenere la sua strampalata tesi.

Tutte le primarie del mondo 08.06.12

Da destra a sinistra è un rincorrersi di primarie.
Primarie di coalizione per un PD che spinge per una legge elettorale che vada oltre le coalizioni.
Primarie confuse per un PdL allo sbando che prega nell'arrivo di deus ex machina che lo salvi da se stesso.

Il centro sinistra (non) ha vinto i ballottaggi 21.05.12

L'Italia si ritrova a undici mesi dalle elezioni politiche nel vuoto pneumatico venutosi a creare a destra dopo la caduta di Berlusconi e con un patrimonio di voti in libertà che nei prossimi mesi andrà ricollocandosi in nuovi soggetti politici.
Nella polverizzazione della Lega in un nord disilluso.
Durante un cambiamento epocale paragonabile solo a quello avvenuto tra il 1992 e il 1993.
Con un decisivo dato di astensione e indignazione diffusa che ha favorito l'emergere del Movimento 5 Stelle.

In questo scenario il centro sinistra italiano - e il Partito Democratico come fulcro di questa alleanza, in particolare - resta incapace di interpretare le istanze del suo bacino elettorale. Naviga a vista, diviso e impreparato nell'esprimere un rinnovamento di sostanza che sappia legarsi a una tradizione di competenze, esperienze e valori.
Non stupisce quindi che a molti l'esultanza nervosa che oggi ha fatto gridare alla vittoria sul dato numerico emerso dai ballottaggi, appaia come una scadente pantomima della gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria.

La fine del PdL per come lo conosciamo 08.05.12

La sinistra attende la caduta del berlusconismo dal '94 e dopo 17 anni è ancora totalmente impreparata ad affrontare i frantumi che ne seguiranno.

Breve riassunto delle amministrative 2012 07.05.12

Non è vero che tutti hanno perso. In una situazione molto difficile emerge: innanzitutto, un nettissimo rafforzamento del PD e del centrosinistra in tantissime città; poi, la sconfitta del centrodestra. Ed infine l'avanzata di Grillo.

Pier Luigi Bersani, PD.

Risultati al di sopra delle mie aspettative.

Silvio Berlusconi, da Mosca, sul risultato del PdL.

I partiti si stanno liquefando in una diarrea politica.

Beppe Grillo.

Mi diverte pensare che si verrà a Rosello per farsi sposare da me. Si potrà dire: scusa ma ti voglio sposare... da Moccia.

Federico Moccia, neo eletto sindaco con quasi il 90% dei suffragi.

La riforma riveduta e corretta del lavoro 05.04.12

Non il populismo sgrammaticato di Di Pietro e neppure il conservatorismo di sinistra della CGIL, il merito della revisione del testo sulla riforma del lavoro va tutto alla serietà della linea politica tenuta dal Partito Democratico e alla determinazione di Bersani.

La terza repubblica in nuce 28.03.12

Premesso che ci stiamo fasciando la testa su una proposta di riforma elettorale e costituzionale basata su di un accordo per il momento scritto sull'acqua, il superamento delle coalizioni-ammucchiate pre-elettorali mi sembra tutto tranne che una sconfitta per il corpo elettorale.
Compreso che un bipartitismo è inattuabile in Italia e un maggioritario puro non ha speranze di essere approvato, la nuova riforma elettorale ha dalla sua il riportare i partiti e le loro istanze protagonisti a discapito di meri cartelli elettorali creati al solo scopo di conquistare un singolo voto in più dell'avversario.
Per quanto riguarda il temuto rischio di ingovernabilità appare evidente che resterà inalterato con quanto ne consegue.

RIFORMA ELETTORALE
[...] La riforma ipotizzata, che comunque per funzionare avrà bisogno di alcune riforme costituzionali, cancella sia il Mattarellum che il Porcellum. Soprattutto lo spirito che l'animava. L'idea forte è la fine dell'obbligo di coalizione. Nel sistema maggioritario, noto come il Mattarellum, i partiti erano sollecitati a unirsi in coalizione per vincere con un candidato unitario nei collegi uninominali. Nel sistema che lo ha sostituito il premio di maggioranza premiava la coalizione che aveva più voti alla Camera. È un sistema che comunque toglieva agli elettori il potere di scelta degli eletti. Con il nuovo sistema invece il premio di maggioranza andrebbe al partito vincente. Gli elettori avrebbero la possibilità di scelta nei collegi uninominali, che dovrebbero portare all'elezione della metà dei parlamentari. L'altra metà sarebbe scelta con il sistema proporzionale. Ci sarebbe uno sbarramento, probabilmente intorno al 5 per cento. Agli altri verrebbe comnunque garantita una rappresentanza. I partiti non sarebbero costretti a presentarsi in coalizione. Quindi la maggioranza potrebbe nascere dopo il voto, ma centrale resterebbe il partito che ha ottenuto più voti. Questo dovrebbe limitare il potere di veto dei raggruppamenti minori. [...] Chi vince deve andare al governo. Niente più alleanze elettoralistiche, niente alleanze anomale e in prospettiva niente governi deboli e vincolati alla volontà degli alleati più piccoli.

PREMIO DI MAGGIORANZA
In linea con l'asse portante della riforma andrà solo al partito che ottiene più voti e non alla coalizione. Bipolarismo che si regge sulle gambe dei due maggiori partiti.

SCELTA DEI CANDIDATI
Non si tornerà alle preferenze, ma l'idea è quella di riconsegnare agli elettori il potere di scegliere gli eletti che non dovrebbero essere più nominati.

INDICAZIONE DEL PREMIER
E' l'altra riforma proposta che dovrà dare forza di legge a una consuetudine in atto da anni, ma comunque non vincolante fino adesso. Dalle prossime elezioni ogni partito dovrà presentarsi davanti agli elettori indicando il proprio premier. E sarà quello indicato dal partito che ha ottenuto più voti ad essere incaricato di formare il nuovo esecutivo.

L'Orlando incoerente 23.03.12

Non mi candido, l'ho detto in lingua aramaica, ma anche in lingua fenicia, scelga lei quale preferisce tra i due alfabeti più antichi del mondo.

Leoluca Orlando sulle elezioni comunali a Palermo. 12 marzo.

Mi candido a sindaco di Palermo.

Leoluca Orlando oggi, candidato per l'IdV in barba al risultato uscito dalle primarie.

Il partito dei tecnici 06.03.12

Il Partito Democratico raccolga la domanda di concretezza, di sviluppo e di equità sociale che emerge dalla società civile.
Il PD deve diventare sempre più il partito dei tecnici, della meritocrazia e dei buoni amministratori, facendo sì che la visione del futuro nasca da un'esigenza di competenza.

Lo scrutinio delle primarie di Palermo 04.03.12

In diretta su Twitter.
Testa a testa tra Rita Borsellino, Ferrandelli e Faraone.

[05/03 07:00] Ferrandelli vince le primarie, ma è caos brogli.

Le mine vaganti alle primarie di Palermo 03.03.12

Parte del futuro politico del Partito Democratico, di quello del suo segretario Bersani e il quadro delle alleanze in cui si muoverà il centro sinistra nella campagna elettorale del 2013 verrà deciso sul risultato delle primarie di Palermo tra Rita Borsellino e due mine vaganti.
Davide Faraone, appoggiato da Renzi e sostenitore del governo Lombardo.
Fabrizio Ferrandelli, uscito dall'IdV, è il protégé di Cracolici e Lumia, i big del PD che sostengono Lombardo.
Antonella Monastra, non pervenuta.

Il Pd - unito a Sel e all'Italia dei Valori - ha deciso di indicare Rita Borsellino a futuro sindaco della città. Temporali in vista: "Paradossalmente in questo momento dobbiamo cercare di dare una mano al segretario del Pd, perché lo stanno sfasciando in due. Se si rompe il Pd, boh, non so come andrà a finire. Vediamo cosa succede a Palermo... non vorrei che quello che è uscito da me vada a vincere e a noi che abbiamo appoggiato la Borsellino...". Fine della telefonata.

La sinistra col loden 28.02.12

C'è anche un'altra idea nel Pd, quella di Walter Veltroni, secondo cui la contesa politica deve essere sostanzialmente tra due destre: una cialtrona, sguaiata, plebiscitaria e razzista, di Bossi e Berlusconi; una (la sua), colta, col loden, non insensibile sul tema dei diritti civili, più europea, costituzionale.

Vendola, in perenne campagna elettorale, critica a tutto campo la dialettica interna al PD attaccando demagogicamente Veltroni, tacendo però sugli sprechi e sulle contraddizioni di una sinistra conservatrice, di cui è leader indiscusso, che regala iPad, notebook e pedaggi autostradali gratuiti ai propri consiglieri regionali in Puglia.

Lo scenario politico dopo Monti 21.02.12

Ilvo Diamanti si interroga sulla tenuta dei partiti e della Seconda Repubblica nel dopo Monti.

Non è facile prevedere che ne sarà dei partiti e del sistema partitico italiano, dopo il governo Monti. (Mi accontento di prevedere il passato. E non sempre mi riesce bene.) Tuttavia, mi sentirei di avanzare un'ipotesi. Facile. Nulla resterà come prima. L'esperienza del governo tecnico, infatti, sta mettendo a dura prova la tenuta dei principali partiti, ma anche  -  soprattutto  -  delle alleanze e delle coalizioni precedenti.

Oggi, d'altronde, appare in crisi la legittimazione stessa dei partiti in quanto tali. La fiducia nei loro confronti è, infatti, scesa a livelli mai toccati in passato (4%: Demos, gennaio 2012). D'altronde, non può essere privo di conseguenze, il fatto che la gestione della crisi sia stata affidata a un governo di "tecnici". Segno dell'incapacità dei partiti di assumere responsabilità  -  di governo ma anche di opposizione  -  di fronte agli elettori. Da ciò deriva la "popolarità" di questo governo (una settimana fa l'Ipsos la stimava intorno al 60%), in grado di prendere decisioni "impopolari". Mentre i partiti sostengono le decisioni del governo tecnico  -  oppure vi si oppongono  -  al "coperto". Dietro le quinte. In Parlamento. Nulla resterà come prima, nei partiti e nel sistema partitico, dopo Monti. Perché questa fase di "sospensione" ne accentua le difficoltà.
Quanto alla dimensione organizzativa e al rapporto con la propria base, basti osservare quel che sta succedendo nei principali partiti  -  Pdl e Pd. Il Pdl ha avviato una fase congressuale per affrontare il dopo-Berlusconi. Ma ciò che sta avvenendo in numerose province  -  sia del Sud che del Nord (in Veneto e a Vicenza, ad esempio)  -  dimostra quanto il partito sia esposto alle pressioni  -  non sempre lecite  -  di lobby locali. Non a caso il segretario del partito, Angelino Alfano, alcuni giorni fa, ha dovuto precisare  -  e minacciare  -  che "non faremo svolgere i congressi se si riscontrano situazioni gravi, nelle quali non vediamo chiaro".

Il sindaco Vincenzi sulle primarie di Genova 13.02.12

Screenshot di Twitter

Il sindaco di Genova Marta Vincenzi sfoga la sua frustrazione su Twitter dopo essere uscita sconfitta alle primarie comunali.

Il giorno delle primarie a Genova 12.02.12

Su RivieraMag la guida alle primarie del centro sinistra per il candidato a sindaco di Genova.

Marco Doria vince le primarie a Genova 12.02.12

Marco Doria, indipendente con posizioni vicine a SEL, vince le primarie a Genova staccando nettamente le due candidate del PD, l'attuale sindaco Vincenzi e la parlamentare Roberta Pinotti.

Possiamo usare esercizi retorici e raccontarci che le primarie non le perde nessuno, ma le vince la democrazia e la partecipazione.
La verità è che il Partito Democratico è geneticamente incapace di attrarre consensi tra la sua base quando si presenta con candidati appoggiati dalla dirigenza. E questo è abbastanza surreale per un partito che è la prima forza politica non solo all'interno dello schieramento di centro sinistra, ma nell'intero paese.

Serve un cambio di passo.
Il PD non può relegarsi al ruolo di portatore d'acqua.

Segretari socialdemocratici postmoderni 20.01.12

Bersani corregge bozze al pub

Il segretario del PD Bersani davanti una pinta a Campo de' Fiori intento a correggere il suo discorso per l'assemblea nazionale, immortalato da Luca Sappino.

Ripensare laicamente l'articolo 18 23.12.11

Modificare l'articolo 18 per estenderne le tutele a quei milioni di lavoratori che oggi se li vedono negati.
Ripensare laicamente il mercato del lavoro per creare opportunità e formare nuovi diritti, in un universo occupazionale radicalmente cambiato che chiede risposte non veti ideologici.

In questo momento, nella maggior parte dei casi la prima esperienza lavorativa ha le sembianze di uno stage, di un contratto a progetto, di una (falsa) consulenza per ottenere la quale è necessario aprire una partita Iva.
Questo comporta che chi entra nel mercato del lavoro, oggi, spesso non ha diritti elementari (ferie, indennità di malattia, congedo per maternità), nessuna protezione (se sei antipatico al capo, bastano due minuti per troncare una consulenza), nessuna prospettiva di sviluppo professionale (perché formare un lavoratore che per definizione è in azienda di passaggio?). Non si tratta quindi di togliere diritti ad alcuno, si tratta di darne - e di essenziali, in un paese civile - a qualcuno che oggi non ne ha.

Il lato populista della sinistra 06.12.11

Il Partito Democratico si smarca dall'atteggiamento cerchiobottista di Di Pietro e Vendola sul governo Monti, proseguendo sulla strada della serietà e della fermezza intrapresa con il sostegno alla ripresa del paese.

Fino a ieri ho sentito parole ragionevoli in particolare da Vendola ma anche da Di Pietro.
Oggi invece ho sentito parole che non mi sono piaciute. Se quella è la sua posizione, Di Pietro andrà per la sua strada. Noi siamo qui a difendere gli interessi dell'Italia e dei lavoratori italiani. Se uno vuole scantonare e mettere davanti i suoi interessi a quelli del Paese credo che ci saranno dei problemi.

Il sofisticato disegno del PD per scalzare il Governo 28.11.11

Concita De Gregorio torna sulla sconfitta elettorale di Emma Bonino nel Lazio raccontando un intricato piano di un alto dirigente del PD (D'Alema, n.d.r.) per rafforzare Fini, accelerare la scissione all'interno del PdL, innescare l'implosione del Governo con l'aiuto della crisi e puntare ad un'alleanza con il nascituro Terzo Polo.

Tutto poi puntualmente avvenuto.

Quando Emma Bonino si autocandidò a Roma per assenza di candidati del centrosinistra aveva tutte le possibilità di vincere, lo dicevano i sondaggi e le esperienze di vita. Siccome il PD non sembrava di voler sostenere la candidatura di Bonino, sono andata da un altissimissimo dirigente nella sede del Pd e ho chiesto «Siccome esiste un candidato del centrosinistra ed uno del centrodestra, io vorrei sapere  se per caso voi avete deciso di non sostenere questa candidatura. Siccome mi sembra che sia cosi, diciamocelo, è ipocrita e inutile che l'Unità faccia la campagna quando nei circoli del PD arrivano indicazioni di non fare volantinaggio». L'alto dirigente mi ha risposto così «A noi questa volta nel Lazio ci conviene perdere. Perché, siccome la Polverini è la candidata di Fini e siccome è l'unica sua candidata della tornata, se vince, Fini si rafforza all'interno della sua posizione critica del centrodestra e, finalmente, si decide a mollare Berlusconi e a fare il terzo polo, insieme a Casini. E noi avremmo le mani libere per allearci con Fini e Casini e andare al governo. Senza ovviamente che gli elettori ci mollino, senza perdere troppo consenso. Perché non saremo noi a condurre questa operazione, noi perdendo oggi daremo solo il via, il resto lo farà la crisi economica.

Il messaggio di Enrico Letta 18.11.11

Monti con in mano il messaggio di Letta

Il neo premier, dalla fiducia record, Mario Monti riceve il biglietto di Letta, quello buono.

Mario quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!

Un qualche grazie al Partito Democratico 17.11.11

Da elettore politicamente attivo non ho potuto non apprezzare il comportamento consapevole, compatto e generoso che il PD ha saputo tenere durante questa crisi.
Un Partito Democratico finalmente dimostratosi forza responsabile a tutto tondo, capace di mettersi a disposizione del paese senza distinguo, senza lotte intestine e candidato ora credibile per la futura guida dell'Italia da protagonista.

Se oggi il Parlamento è chiamato a votare la fiducia ad un governo sobrio, apprezzato e competente guidato da Mario Monti mentre Berlusconi si limita a starnazzare fuori da Palazzo Madama lo si deve in buona misura alla linea politica del PD.

Grazie.

Bersani si riscopre leader 05.11.11

Il Partito Democratico riscopre la sua forza e la sua voglia di giocare la partita da protagonista.
Bersani esce dal torpore e pronuncia un discorso da leader vero. Credibile. Trainante.
Si torna a immaginare un futuro lasciando da parte la navigazione a vista.

Come sempre si aspettano i fatti, ma finalmente le premesse iniziano ad essere quelle giuste.

La politica non deve chiedere sacrifici, deve farne.

100 punti dove ne bastavano 10 31.10.11

Mi sono letto tutti e cento i punti del programma di Renzi. O se preferite le cento idee uscite dalla Leopolda.
La prima proposta naive arriva già al punto otto.

8 Azzerare i contributi alla stampa di partito.
Con internet, chiunque può produrre a costo zero il suo bollettino o il suo house organ. I contributi alla stampa di partito vanno aboliti.

E si chiude con una sciocchezza al punto 99 dopo aver strizzato l'occhio a tutto l'arco parlamentare, dal PdL ai grillini.

99 Servizio civile obbligatorio.
Un tempo di servizio agli altri coincidente con la maggiore età, della durata di 3 o 6 mesi. I contenuti ed i processi adeguati a gestirlo sono una responsabilità del terzo settore che deve inventarsi anche forme per sostenerlo e finanziarlo.

In mezzo ci si perde in una retorica qualunquista molto in voga ultimamente. Popolare in un clima di tensione sociale, ma difficilmente realizzabile, perché priva di concretezza. Ingenua in troppe sue parti.

Quello che avanza sono idee di buon senso, ma non nuove neppure alla dirigenza storica del PD.
Idee rimaste sinora lettera morta anche grazie all'ostruzionismo di soggetti con cui vogliamo a tutti i costi ricostruire un carrozzone sullo stile delle coalizioni di metà anni 2000.

L'ultima fermata di Renzi 29.10.11

E niente non ce la si fa.
Big Bang - il convegno di Renzi alla stazione Leopolda di Firenze - è la solita scatola vuota riempita a protagonismo e demagogia, ma priva di fatti concreti.

Renzi ha un grosso limite, non riesce a emozionarmi.

La TAV piace a Bersani 28.10.11

Sono per farla, nel dialogo, ma io sono per farla anche perchè il progetto è quasi tutto interrato.
[...] Mi sembra che sia nata una cosa che coi valligiani c'entra poco e che sia diventata una battaglia ideologica che va oltre il merito. A chi inneggia con le bandiere alla ribellione, vorrei dire: stiam parlando di una ferrovia, di treni. Di tre-ni. Punto e basta.

A volte Bersani mi stupisce in senso positivo. Solo a volte e questa è una di quelle.

Siate tecnici 26.10.11

Parlare del dopo Berlusconi è ormai diventato un esercizio di retorica e tuttavia presto o tardi il problema (l'occasione?) andrà affrontato.

Ve la metto giù brutale.
Un governo composto da tecnici senza vincoli di rielezione sarebbe capace di portare avanti quelle riforme impopolari necessarie all'Italia argomentate nella lettera di commisariamento che la BCE ha inviato all'esecutivo - che nessun governo politico di qualunque schieramento - e no, neanche uno guidato da Renzi - in questa fase sarebbe capace di imporre al proprio elettorato e attuare.
Per questo motivo non ne vedremo traccia.

Big bang democratico 10.10.11

La nuova sfida dei rottamatori di Renzi è diventare credibili agli occhi degli elettori democratici. Meno buoni propositi e più concretezza. Meno belle parole e più incisività sull'azione del partito.
Sono davvero curioso di vedere cosa uscirà dall'appuntamento di Big Bang a Firenze.

Ci ritroviamo a Firenze, culla del pensiero politico, per riportare la cosa pubblica nelle case private. Ci ritroviamo senza simboli di partito e senza interventi triti e ritriti. Ma vogliamo sommergere i democratici e gli italiani di idee, di proposte, di iniziative concrete. Vogliamo che il centrosinistra smetta di occuparsi di formule e alleanze, beghe e beghette e dica chiaramente che cosa farà quando andrà al Governo. Saremo in tanti e a ciascuno chiediamo un contributo di idee, impegno e partecipazione. Ci saranno volti noti, certo, ma soprattutto tanta gente comune, unita dal desiderio di progettare un'Italia diversa. Ci saranno sindaci e studenti, militanti di partito e persone fuori dalla politica tradizionale.

Nani, ballerine e ulivi ripiantumati 16.09.11

A tempo perso faccio il premier e me ne succedono di tutti i colori.

Silvio Berlusconi in visita di stato.

Un bel passo avanti verso il nuovo Ulivo.

Pier Luigi Bersani alla festa nazionale dell'IdV di Vasto.

E' come un brutto sogno lungo diciotto anni dal quale non riesci a svegliarti.

Il sindaco che la destra ci invidia 06.09.11

L'assenza di Renzi alla sciopero della CGIL non è passata inosservata.
Nella decisione di Renzi le ragioni della manifestazione contano pochissimo rispetto alla pre tattica in vista della corsa per le primarie. I nuovi rottamatori dell'era post Civati fanno la loro mossa aspettando la convention di fine ottobre alla Leopolda.

Veltroni rileggila allo specchio 26.08.11

Caro direttore, ci sono momenti, nella storia collettiva, in cui la campana suona per tutti.

Incipit e conclusione della lettera di Veltroni.

La manovra alternativa del PD 13.08.11

Le sette proposte del Partito Democratico per uscire dalla crisi.

1. Per affrontare l'emergenza si prevede un prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l'intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno così da consentire immediati investimenti da parte dei comuni.

2. Un pacchetto di misure efficaci e non solo di facciata contro l'evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati, consistenti e concreti. Si propongono dunque alcuni interventi, tra i quali figurano le misure anti-evasione che in parte riprendono quelle dolosamente abolite dal governo Berlusconi:
a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (pensare a somme più elevate significa lasciare di fatto tutto come è oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l’obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi;
b) obbligo di tenere l'elenco clienti-fornitori, il vero strumento di trasparenza efficiente;
c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento.

3. Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l’attuale imposta comunale unica sugli immobili, in modo di ricollocare l'Italia nella media e nella tradizione di tutti i maggiori paesi avanzati del mondo.

4. Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro).

5. Liberalizzazioni. Il Pd propone di realizzare immediatamente almeno una parte delle proposte di liberalizzazione che il partito ha già preparato e presentato: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Il Pd è contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Tutto questo si può fare immediatamente senza bisogno di riforme costituzionali.

6. Politiche industriali per la crescita. Il Pd propone di adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l'efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. Sarebbe un errore imperdonabile intervenire sul controllo dei conti pubblici senza mettere in campo, sia pure limitatamente alle risorse disponibili, un pacchetto di stimoli alla crescita e per l'occupazione. In questo contesto rientra anche l’implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.

7. Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. In Italia la riduzione della spesa deve riguardare non tanto sulla spesa sociale, ma l’area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati. A Cominciare dal Parlamento: il primo passo è il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tre anni proposte specifiche su questo punto. Su sollecitazione dei gruppi parlamentari del Pd la discussione su questi progetti è stata calendarizzata in Parlamento per settembre.

Filippo Penati è indagato per concussione e corruzione 20.07.11

Cose ti fanno ricordare perché poi quel centro destra là è al governo quasi ininterrottamente dal '94.

Il provincialismo e il PD 06.07.11

Dalla mole di commenti al post sul sito del PD, in cui si spiega il motivo che ha portato il partito ad astenersi sulla cancellazione delle parole "le province" dalla Carta costituzionale, si intuisce come Bersani e compagni abbiano commesso l'ennesimo passo falso in nome di un'autonomia politica che non convince più - e forse non ha mai convinto davvero - gli elettori.

Per il Partito Democratico è venuto il momento di abbassarsi a nutrire la pancia del proprio elettorato.
Un elettorato ormai stufo dei sofismi elitisti di una classe dirigente che considera inadeguata e regredito ad una fase di incazzatura permanente che lo rende impermeabile a ogni messaggio che non sia quello dello scontro frontale contro l'avversario.

Tam Tam Democratico 05.07.11

Il nuovo periodico online di approfondimento che si propone di accompagnare il Partito Democratico attraverso la riflessione e il confronto politico-culturale.

Citazione colta 23.06.11

Il manifesto PD per la Festa dell'Unità

Il femminismo crea pregiudizi con la scusa di combatterli.

Sullo scandalo del manifesto PD per la Festa dell'Unità di Roma credo non esista altro commento più appropriato.

La giunta Pisapia 10.06.11

La nuova giunta di Milano

Sei donne, sei uomini e tanta voglia di rinnovamento.
Si respira un'altra aria a Milano.

Il gregge referendario 07.06.11

Luca Ricolfi sulla Stampa descrive in maniera eccellente il mio sentimento sui referendum di domenica e lunedì; per i quali andrò a votare tre no e un solo sì, quello per il sondaggio di opinione sul premier Berlusconi e il legittimo impedimento.

Dato per scontato l'esito ampiamente plebiscitario per il fronte dei sì, se verrà raggiunto il quorum, non posso in tutta onestà piegarmi alle indicazioni del mio partito di riferimento.
Non ho paura dell'energia nucleare. La preferisco a sistemi che diano fuoco a carbone, petrolio e gas. Non vedo piani energici alternativi e fondati che, in assenza dell'ipotesi nucleare, rispondano ai criteri di abbattimento delle emissioni di gas serra né da sinistra e dai promotori del referendum né da questo governo, incapace di agire se non seguendo i sommovimenti della pancia del Paese.
Non ho paura dell'iniziativa privata e non riesco a provare tutto questo entusiasmo nei confronti dei servizi idrici pubblici, da sempre una croce politico-gestionale-burocratica del paese.
Sono rattristato da una sinistra che a più riprese ha cambiato idea sui problemi posti dai referendum. Recentemente tornata paladina del pubblico - dopo aver cercato di rinnovare l'Italia attraverso le privatizzazioni - e a marciare sulle legittime preoccupazioni dei cittadini come la peggiore destra, nel pio tentativo di una spallata a Berlusconi. In fondo, avranno pensato, una croce risulta un esercizio più facile che non costruire un'alternativa credibile.
Infine sono fermamente contrario a chiunque tenti di calpestare impunemente la Costituzione e le leggi piegandole al proprio tornaconto. E seppur svuotato di ogni significato, in seguito al pronunciamento della Corte Costituzionale, quello sul legittimo impedimento è l'unico dei quattro referendum che realmente potrà infastidire il premier. Il Governo non cadrà martedì, ma almeno spero gli vada di traverso il bunga bunga.

Perché dei quattro referendum solo uno è puramente politico, quello sul legittimo impedimento. Qui l'effetto giuridico del voto è nullo (la Corte Costituzionale ha già di fatto bocciato la norma che si vuole abrogare) e la scelta è quindi solo simbolica, un sì o un no a Berlusconi. Ma gli altri tre referendum no, il loro esito ha anche effetti importanti sulla vita di tutti noi. E non è affatto evidente come dovrebbe votare un cittadino che avesse a cuore solo il bene comune.

Sul nucleare è relativamente chiaro quali siano i rischi di una scelta a favore delle centrali, ma è assai meno evidente quali siano i costi di un voto che bloccasse qualsiasi programma nucleare futuro. Quale ulteriore rallentamento della crescita economica dell'Italia? Quali difficoltà per la nostra bilancia commerciale? Quali sovraccosti dell'energia? Quanti posti di lavoro in meno nei prossimi anni?

Sono interrogativi su cui poco si ragiona, non solo perché andrebbero contro il sentimento romantico e anti-industriale prevalente al momento, ma perché risposte precise nessuno ne ha. E non mi riferisco solo ai referendari, ma anche ai difensori del nucleare, i quali - ad esempio - usano spesso l'argomento dell’attuale sovrapprezzo dell'energia, ma quasi sempre dimenticano che una parte di quel sovrapprezzo non dipende dalla rinuncia al nucleare ma dal livello delle tasse sull'energia.

Quanto all’acqua le cose sono ancora più intricate. Si può benissimo essere per il sì ai due quesiti sull'acqua (ad esempio perché molte liberalizzazioni e privatizzazioni del passato ci hanno resi diffidenti), ma l'argomento della «privatizzazione dell'acqua» è basato su una forzatura del significato delle parole, visto che quel che sì renderebbe (parzialmente) privato non è il bene acqua bensì il servizio di distribuzione dell'acqua stessa. Un servizio che ora costa molto, disperde una quantità inaccettabile delle nostre risorse idriche, e in molti contesti - proprio grazie alla sua gestione pubblica - fornisce ai politici una preziosa (per loro) riserva di poltrone, posti di lavoro, incarichi e commesse.

Ma in fondo non dobbiamo lamentarci troppo. Se i politici seguono il gregge, è perché il gregge è gregge. Finché ci lasceremo suggestionare dagli slogan, finché saremo accecati dalle nostre simpatie e antipatie, la politica non smetterà di usarci. I politici di destra, che ora cavalcano le paure di Fukushima, domani torneranno a spiegarci che la scelta nucleare è inevitabile, se l'Italia vuole tornare a crescere e creare occupazione per i giovani. E i politici di sinistra, gli stessi che ora ci chiedono di votare contro la «privatizzazione dell'acqua», appena avranno cacciato Berlusconi e riconquistato il governo del Paese torneranno a intonare l’inno delle liberalizzazioni, delle «lenzuolate» che dovrebbero far ripartire l’Italia.

I referendum visti da Ichino 06.06.11

Pietro Ichino spiega e motiva il suo pensiero sui quesiti referendari in materia di acqua, legittimo impedimento e energia nucleare.

Su due dei quattro quesiti referendari sui quali siamo chiamati a votare domenica prossima mi trovo nella situazione che ho cercato di spiegare qualche tempo fa: quella del conflitto tra ragion politica e ragione intellettuale. E' questo un caso tipico in cui la logica che presiede alle scelte del buon politico, il quale non può prescindere dal consenso a breve termine, diverge dalla logica che muove lo studioso e l'opinionista serio, il quale deve dire fino in fondo quello di cui è convinto, sulla base dei suoi studi e ricerche, senza curarsi dell'impopolarità.

Oggi c'è più gusto a essere italiani 02.06.11

Pisapia sindaco il 2 giugno a Milano

Bagno folla per la prima uscita del neo eletto sindaco di Milano Giuliano Pisapia, in occasione della Festa della Repubblica.

I referendum si terranno il 12 e 13 giugno 01.06.11

Tutti e quattro. E dunque anche il quesito sul nucleare.
La Cassazione ha accolto l'istanza del Partito Democratico.

Tutti i numeri di una vittoria annunciata 31.05.11

Piazza Duomo in festa per Pisapia

Il test delle amministrative è stato una passeggiata rispetto a quello che da oggi ci aspetta per tornare alla guida del paese.
Lo scoramento tra le file del PdL, la disaffezione verso la Lega, il nord riconquistato non devono illuderci. Abbiamo molta strada ancora da fare prima di sentirci una vera forza alternativa. Bene abbiamo fatto a raccogliere e guidare l'indignazione verso un governo fallimentare, una classe dirigente incapace, un premier attratto da pericolose perversioni, ma ora serve un cambio di passo.

Se è innegabile che i candidati abbiano assunto un ruolo centrale e decisivo e che un leader forte e credibile si imponga ora per dare la spallata definitiva - e non c'è via migliore delle primarie per sceglierlo - sbaglia Renzi a pensare che basti un nome per governare bene.
Senza un'alleanza sui contenuti il castello dei candidati cadrà tra personalismi, gelosie e spinte centrifughe.

Oggi come non mai è necessaria una coalizione coesa e centrale per sconfiggere le destre. E' necessario lo spirito che il PD ha messo in campo in queste elezioni. Candidati e partiti si devono mettere a disposizione del progetto. Perché il rischio è quello di vincere, ma poi di fallire un minuto dopo come la nostra storia ci ha già insegnato.
Lasciamo il populismo ai maestri del genere e concentriamoci sul piano di un futuro diverso per la nostra grande - non va mai dimenticato - Italia.

Serve un'idea di paese che da subito vada oltre all'antiberlusconismo. Ideologia che sopravviverà a Berlusconi, mettetevelo in testa.
Un'idea che innanzitutto riporti le parole fiducia e felicità al centro del dibattito.
Perché saranno proprio la fiducia e la felicità a decretare il risultato della prossima legislatura.

Sorridiamo 30.05.11

Giuliano Pisapia a Milano

Oggi i distacchi tra centro sinistra e centro destra si contano a due cifre. A Milano con Pisapia, a Napoli con De Magistris e nel resto d'Italia.

Sucate.

Arcore è caduta 30.05.11

Oggi va così. Benissimo.

E ora mi godo il comunismo 30.05.11

La dichiarazione del neo eletto sindaco di Milano Pisapia.


La dichiarazione del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani.

Hint: la citazione nel titolo viene da qui.

I 50mila di Pisapia 27.05.11

Pisapia chiude la campagna elettorale in piazza Duomo

Pisapia chiude la campagna elettorale in piazza Duomo con arcobaleno

Pisapia chiude la campagna elettorale in piazza Duomo, con un pensiero a Sucate.

La corsa clandestina di Napoli 26.05.11

Nonostante le siepi di spazzatura la prova del Gran Prix di Napoli si conclude con un vantaggio di due secondi per Galopin du Magistry su Letterienne.

La corsa clandestina di Milano 25.05.11

Morattenne esce a pezzi dalle prove del Gran Prix milanese, con un distacco di ben 8 secondi dall'avversario.

Pisapia tutte le feste porta via 25.05.11

I falsi manifesti del PdL su Pisapia

I falsi manifesti del PdL su Pisapia

Via Spinoza.

La parola d'ordine a Milano è abbassare i toni 22.05.11

Tra promesse surreali, aggressioni fasulle, ministeri sparsi a cazzodrio per tutto il nord e attacchi frontali a Pisapia, l'ultima settimana prima del ballottaggio a Milano si annuncia rovente con buona pace degli appelli a ricucire lo strappo coi moderati.

L'analisi politica non può essere che una sola. La Moratti ha una paura fottuta di perdere.

Renzi ti fa ciao 20.05.11

Se uno mi dice: o mi dai un posto o me ne vado, il sindaco di Firenze risponde ciao, non siamo tutti Scilipoti.

Renzi lapidario sulle richieste di Fabio Evangelisti, segretario toscano dell'IdV, tornato a domandare per il suo partito un posto in giunta o la presidenza del consiglio comunale.

La replica non si è fatta attendere.

Ormai Renzi parla in terza persona come Berlusconi e, dall'alto del suo ego smisurato, si comporta in verità come i peggiori democristiani di una volta. Se c'è qualcuno che tradisce il mandato degli elettori, come si vede bene nella torbida vicenda del Multiplex, questi è proprio Renzi.

Ininfluenti a Milano 18.05.11

Mappa dei votanti a Milano tra Pisapia e Moratti

La decisione di grillini e Terzo Polo di non apparentarsi a nessuno nel ballottaggio di Milano è un'ottima notizia per Pisapia.

Cinque buone notizie del dopo elezioni 17.05.11

Il Partito Democratico è vivo, respira ed è più vigile delle attese.
La Lega oggi fa molta meno paura.
Il Terzo Polo è un'invenzione semantica.
Il bacino elettorale del Movimento 5 Stelle è quello dell'IdV, che è quello di SeL, che è lo stesso dei rifondaroli e alternativi vari.
La forza dirompente del marchio Berlusconi si infrange contro il suo stesso marketing.

Le amministrative viste dal PD 16.05.11

La giornata elettorale in diretta su YouDem, sull liveblogging di PdNetwork e con lo speciale sulle amministrative 2011 del Partito Democratico.

L'hanno presa bene 16.05.11

Giuliano Pisapia

La schiuma alla bocca di La Russa spiega più di molte parole.

L'asticella per considerarla una vittoria, lo ripetiamo, era Torino e Bologna al primo turno e Milano e Napoli al ballottaggio. Non solo questo obiettivo è stato raggiunto, ma a Milano Pisapia stacca la Moratti di 7 punti.
Sempre a Milano il premier Berlusconi dimezza i suoi voti rispetto alle comunali del 2006.

A Milano il PD se la gioca per essere il primo partito in città. Per dire.

Il Movimento 5 Stelle sfonda un po' dappertutto, ininfluente ovunque come il Terzo Polo. L'IdV fa bene solo a Napoli, mentre SeL delude in ogni dove; sì, anche nella Milano di Pisapia.

Qualcuno ha spento la luce alla Lega. Da questo dato dipenderà tutto. Dai ballottaggi al governo nazionale.

Alle elezioni amministrative si vince se 11.05.11

Se il Partito Democratico lunedì avrà mantenuto i comuni di Torino e Bologna, se il dato nazionale lo vedrà sopra il 26,5%, se a Milano e Napoli i candidati del centro sinistra strapperanno almeno un ballottaggio e se il PD in questi dye comuni supererà la soglia psicologica del 20%, allora si potrà ragionevolmente parlare di una qualche vittoria.

Se lunedì sera si inizierà solo a fare calcoli algebrici sulle amministrazioni locali conquistate non aspettatevi un trionfo.

Anche nel migliore scenario possibile il Governo non cadrà martedì.

Ogni urlo vale un punto 11.05.11

Porterò avanti nei prossimi cinque anni una politica moderata. La mia esperienza di manager, la mia famiglia confermano ampiamente che sono una persona moderata, a differenza di Pisapia che dalla Corte di Assise è stato giudicato responsabile di un furto di veicolo che sarebbe servito per il sequestro e il pestaggio di un giovane. E' stato giudicato responsabile e amnistiato. L'amnistia non è assoluzione.

Oggi Letizia Moratti ha urlato, seppur in malafede, più forte di tutti. Potrebbe essere la scossa in una campagna elettorale meneghina deboluccia.

Moderati contro estremisti. La correttezza nella lettura delle sentenze influirà pochissimo.

Sillogismo materno 09.05.11

Gli auguri del PD per la Festa della Mamma sono uno di quei classici esempi di come la mancanza di una buona comunicazione produce effetti deleteri nel rapporto tra elettori e partito.

Auguri a tutte le mamme e le donne.
Ogni donna è anche mamma: accudire, aiutare, ascoltare, coccolare, comprendere, incoraggiare, difendere, nutrire, sono tutti verbi che in genere si coniugano di più al femminile.

L'Ulivo è morto 03.05.11

Parola di Romano Prodi.
Difficile dargli torto.

Quando uno è morto gli eredi non fanno che litigare e più grosso è il patrimonio che lascia, più litigano.

Cambiare passo. Lo si dice da tempo. Con la dirigenza attuale sembra improbabile, almeno nel breve periodo. Ad essere ottimisti.

L'irritante uso della parola denari 29.04.11

Matteo Renzi a tutto campo contro i sindacati a Firenze.
Al netto delle eventuali ragioni del sindaco di Firenze, il continuo atteggiarsi a maestrina isterica in cattedra mostra tutti i limiti di un papabile futuro leader del centro sinistra.

Improvvisamente a Firenze siamo agli scioperi su tutto. Nel giro di 24 ore si è proclamato lo sciopero alla Prima del Maggio, poi annunciato lo sciopero alla Pergola, quindi calendarizzato lo sciopero all'Ataf.
Sembra quasi che questa amministrazione sia diventata - all'improvviso - la nemica delle aziende pubbliche. E chi prova a mettere questo strana coincidenza in relazione con le polemiche nazionali sul Primo Maggio pensa male, ovviamente pensa male...

[...] Ho una vaga sensazione. Che qualcuno pensi che le aziende pubbliche si possano governare per aumentare il consenso, come forse accaduto in passato. Le aziende pubbliche, per me, si devono governare per migliorare la qualità della vita dei cittadini, non le agevolazioni di qualche professionista del permesso sindacale.
Se i sindacati fiorentini hanno voglia di confrontarsi con noi sul futuro della città. sono i benvenuti.
Se invece prevale linea di qualche barricadero fuori stagione che pensa di adeguarci alle consuetudini di un tempo che non c'è più, si sappia che hanno sbagliato obiettivo. Mi hanno eletto i cittadini. Se vorranno mi manderanno a casa i cittadini, non un sindacato in cerca di visibilità.

Poi ti domandi perché il PD perde (era la crociata di Giovanardi contro l'Ikea) 25.04.11

Un conto è denunciare il fallimento del governo sulle politiche per la famiglia e per l'infanzia, è appena sufficiente ricordare il pesante taglio deciso dal governo Berlusconi a favore delle famiglie italiane, altra cosa, invece, è ricordare e custodire il valore costituzionale della famiglia.

Su questo terreno il sottosegretario Giovanardi ha ragione. Senza e senza ma. E il messaggio pubblicitario dell'Ikea va denunciato. Almeno per chi crede nel valore costituzionale della famiglia.

Giorgio Merlo (Partito Democratico) sulle follie stile impiallacciato betulla del sottosegretario Giovanardi. Nomen Omen.

Il PD chiude all'energia nucleare 15.03.11

E si spende per il referendum di giugno.
Così Bersani:

Mi pare un atteggiamento insensato. Noi abbiamo delle buone ragioni per dire no al piano sul nucleare che è totalmente sbagliato e al governo, di fronte al dramma giapponese, diciamo: 'Fermatevi e riflettere' ed invece non c'è neanche un accesso sulla necessità di riflessione.
E' un diritto dei cittadini pretendere, e non per emotività ma per motivi razionali, un momento di riflessione su un piano che usa tecnologie non nostre e anche sul profilo della sicurezza pone degli interrogativi a cui prestare attenzione.

L'epopea del Maggio Fiorentino in quel di Tokyo 14.03.11

Un Matteo Renzi in stato confusionale sul rientro o meno del Maggio Musicale Fiorentino in tournée a Tokyo. Dalla sua pagina su Facebook.

Stasera InOnda su La7, 20.30. Questione Maggio: il Governo dice che non prevede evacuazioni e dunque si va avanti. Il Maggio ha fatto una prima strepitosa ed emozionante, con la guida di Mehta. Se qualcuno vuole tornare indietro rispettiamo la scelta. Ma giovedì io parto per Tokyo, per stare vicino ai professionisti del Maggio, che stanno seminando speranza con il linguaggio universale della musica

Ieri. 19:40.

Questione Maggio. Nessuno noi ambisce a fare il rambo, siamo solo persone serie. Il Governo non dà l'ordine (o il suggerimento) di lasciare Tokyo. Quindi restiamo. Chi non se la sente è libero di tornare, come hanno già fatto in 15. Se ci dicono rientrate, rientriamo subito. Ma fino ad allora usiamo la musica e il nome di Firenze per ridare speranza e bellezza a un popolo così duramente provato

Oggi all'ora di pranzo.

Gli eventi culturali e sportivi in Giappone stanno saltando. E amministrare significa fare scelte, anche difficili. Non mi tiro indietro. Con la Sovrintendente Colombo, cui va il grazie per la gestione di queste ore e sentito il Maestro Mehta, colonna del Teatro, abbiamo anticipato la partenza dell'Orchestra in Cina e del Coro in Italia. L'impegno è tornare presto a Tokyio terra meravigliosa, pubblico fantastico.

Oggi dopo la merenda.

Quel Renzi che piace tanto al centro destra 08.03.11

La società CFI Group, nella rilevazione statistica settimanale della situazione politica italiana, ha presentato il sondaggio sul miglior candidato per battere Berlusconi.
Il sindaco di Firenze, guida spirituale dei rottamatori del PD, ottiene un modesto 5,8%.
Quello che stupisce, ma poi neanche tanto, è che ottiene ben l'8,8% di gradimento se si tiene conto dei soli elettori di centro destra e del 10,4% tra quelli di Futuro e Libertà, a fronte di un misero 4,7% tra gli elettori di centro sinistra.

Solide opposizioni 04.03.11

Ora che la campagna acquisti si avvia alla conclusione e la maggioranza è tornata più solida che mai, messe da parte velleità di leader in erba e elezioni anticipate, compito della sinistra sarebbe quello di ricostruire un progetto forte attorno al quale trovare un leader credibile, capace di porre le basi per un successo elettorale contro una destra stanca e senza idee.

La sinistra ha a disposizione uno massimo due anni per uscire dalla crisalide. Meglio non perdere ulteriore tempo.

Fassino, le primarie e la questione settentrionale 28.02.11

Dappertutto tanta gente. Gente vera. Torino e i torinesi hanno salvato lo strumento delle primarie. E dopo Milano e Napoli possiamo dire che hanno salvato anche il Pd.

[...] E' salvo perché hanno votato quasi 53 mila torinesi. Un numero impressionante in rapporto alla popolazione, un numero unico in Italia. E' salvo perché tutti i candidati hanno saputo mobilitare gli elettori del centrosinistra. E devo dire che c'è un ideale legame tra queste primarie e la manifestazione delle donne del 13 febbraio. Si tratta di due scosse positive in una situazione di crisi della politica italiana che non riesce a sbloccarsi.

Il voto di ieri ha smentito chi mi ha dipinto come un candidato romano. Semmai ero "straniero" a Roma ma certo non a Torino. Il ruolo e il peso della città in caso di vittoria alle comunali saranno almeno identici a quelli già importanti raggiunti con Chiamparino. E da qui si potrà lanciare una sfida politica alla Lega Nord.

Da Torino il Pd può iniziare a dare battaglia per un federalismo democratico. Dobbiamo sfidare Bossi e i suoi sull’applicazione del federalismo. Non possiamo lasciare alla Lega quella bandiera.

Fassino intervistato dalla Stampa dopo il successo alle primarie.

Renzi e la rendita finanziaria 28.02.11

Il peso delle tasse deve traslocare dai redditi più bassi e dalle piccole imprese verso la rendita finanziaria, oggi tassata solo al 12 per cento

Anche qui va chiarito che la tassazione riguarderebbe non i titoli di stato, che vanno lasciati da parte, ma la speculazione.

Il sindaco rottamato alle prese con la tassazione della speculazione. Qualunque cosa intenda.

Le primarie a Torino in diretta 27.02.11

Termometro politico segue in diretta la sfida tra Fassino, Gariglio, Passoni, Curto e Viale alle primarie del centro sinistra per la scelta del candidato sindaco alle comunali di Torino.

[22:00] L'altissima affluenza alle urne, si parla di oltre 52.000 votanti, avrebbe favorito la vittoria di Fassino. Questo secondo gli exit poll di termometro politico.
L'esponente PD viene dato tra il 47% e il 51%. Molto staccato Gariglio dato tra il 24% e il 28%.

Candidiamo Rosy Bindi 16.02.11

Rosy Bindi. Una donna che rappresenta la reazione a uno dei punti più dolenti del regresso culturale, ricopre un ruolo istituzionale-chiave come quello di vicepresidente della Camera, ha il profilo giusto per guidare una rapida transizione verso la normalità.

La proposta di Vendola non può che trovarmi d'accordo. D'altra parte da tempo in questi lidi si sostiene l'ipotesi Bindi.

Le liberalizzazioni viste dal PD 11.02.11

Le 35 proposte del Partito Democratico per rimettere in moto l'economia salvaguardando la giustizia sociale.

L'Italia ha bisogno di una nuova stagione di liberalizzazioni, intesa in senso ampio e molteplice. Ciò vuol dire: aprire alla concorrenza mercati chiusi o in regime di monopolio; dare più potere e libertà ai consumatori nei mercati caratterizzati dalla presenza di forti operatori; ridurre le barriere di accesso a categorie economiche e professioni; dotarsi di Autorità di regolazione realmente indipendenti dal potere politico, sia nei settori dove già operano, sia in quelli in cui si è sprovvisti; rivedere la regolamentazione di alcuni settori di grande impatto sociale, in cui la liberalizzazione ha funzionato poco e male, prevedendo anche forme di intervento pubblico al fine di assicurare la fruibilità dei servizi ai cittadini a costi accessibili.

Il Partito Democratico si logora a Napoli 28.01.11

Io vado avanti con il popolo che è qui e con loro discuterò tutte le scelte che faremo.

Andrea Cozzolino, vincitore sospeso delle primarie di Napoli, rigetta la proposta di Bersani di fare un passo indietro per il bene del partito.

Un pasticcio di incompetenza e pressapochismo diventato ormai il leitmotiv del PD.

A Napoli arriva Andrea Orlando 27.01.11

La mossa di Bersani per spegnere l'incendio delle primarie di Napoli.
Spedire Orlando a commissariare la segreteria provinciale.

Andrea Orlando – responsabile del settore Giustizia e legalità del Pd nazionale - è stato catapultato dai vertici del partito alla funzione di direzione fino alle prossime elezioni amministrative di primavera. Sembra di essere tornati al 1993 quando il partito (allora Pds), investito dal ciclone di tangentopoli, inviò un commissario politico che si chiamava Antonio Bassolino. Poco dopo sarebbe stato candidato a sindaco di Napoli nella sfida contro Alessandra Mussolini.

Un partito con le ossa rotte 26.01.11

Siamo riusciti a trasformare in un casino uno dei pochi successi ottenuti dal PD negli ultimi mesi.

Le accuse reciproche di brogli, le minacce, l'indecisione della dirigenza nelle primarie a Napoli disegna una situazione drammatica; tanto che pare naturale farci dettare la linea politica da Saviano.

Il Partito Democratico si sta trasformando in ciò che era nato per combattere.
E' venuto il momento di rifondare il PD alla radice.
Rottamare i vertici non basta più.

Il PD si riprende le primarie 24.01.11

Record di partecipazione e vittoria dei candidati democratici alle primarie per i candidati sindaci di Napoli, dove ha vinto Cozzolino con immancabili accuse reciproche di scorrettezze, e della commissariata Bologna, dove Merola ha doppiato la candidata vendoliana.

La dimostrazione esplicita che non serve riformare l'istituto delle primarie o sopprimerlo, basta concentrarsi sui candidati giusti e su programmi convincenti.
Ci si augura che la dirigenza nazionale abbia imparato la lezione una volta per tutte.

Le primarie viste dall'Italia 24.01.11

L'Italia è quel paese dove se non fai le primarie non sei democratico.
Se le fai qualcuno ti dirà che è tutta una farsa.
Se sei l'unico partito del paese che si affida per statuto alle primarie e le perdi allora sono da riformare. O abolire.
Se sei il candidato perdente di una partito terzo gridi alla competizione truccata, minacciando di non sostenere il candidato vincente.
Se sei il candidato vincente di un partito terzo allora affermi che quel partito democratico che ha per statuto le primarie - e grazie al quale ora hai vinto - è un progetto fallito.

L'Italia è quel paese in cui un premier investito da lustri di scandali e di deludenti risultati, autoproclamatosi candidato premier a ogni consultazione elettorale, non perde un grammo del suo consenso in mancanza di un'alternativa credibile.

La tag cloud del discorso di Veltroni al Lingotto 23.01.11

La tag cloud del discorso di Veltroni al Lingotto

Il futuro del PD immaginato da Veltroni al Lingotto di Torino. Deja vu?

Il PD rinnova il sito 23.01.11

Screenshot di Partito Democratico

La versione beta del sito del Partito Democratico.

Le primarie a Napoli e Bologna in diretta 23.01.11

Il liveblogging e gli exit poll di Termometro Politico sulle primarie del Partito Democratico a Bologna e Napoli.

[22:14] Aggiornamenti da Napoli e Bologna su Repubblica.

Il nodo del federalismo 21.01.11

Qui si dice da qualche tempo, se Berlusconi cadrà sarà per mano della Lega.
Ora i nodi vengono al pettine; mercoledì è fissato il voto in commissione bicamerale sul federalismo comunale.

L'ANCI, l'associazione nazionale che raccoglie i comuni italiani, ha espresso un giudizio molto critico verso il testo presentato e dalle opposizioni arriva lo stop a votare la legge senza modifiche sostanziali.
Ciò significa uno stallo a Montecitorio. I voti in commissione si dividerebbero esattamente a metà tra Lega, PdL e la senatrice altoatesina Thaler contro i 15 di terzo polo, PD e IdV.
Una tenaglia che rischia di spezzare l'unico legame che ancora unisce Bossi a Berlusconi.

Una crepa in cui si infila Chiamparino proponendo un'inedita alleanza tra PD, Lega e terzo polo in grado di fornire all'Italia un governo stabile e un federalismo più equo capace di estromettere il Cavaliere.

[11:40] Agenzia dell'ultima ora: "Il Consiglio dei ministri ha deciso il rinvio di una settimana dei termini per il voto del parere sul decreto attuativo del federalismo fiscale sul fisco comunale che doveva essere esaminato nella commissione bicamerale entro il 28 gennaio."
Paura eh.

Uscire dal giardinetto recintato della Fiat 13.01.11

Nel 2003 - 2004 Mirafiori era praticamente chiusa. Al punto che c'erano già alcune proposte per riconvertire quell’area persino in un mastodontico parco divertimenti. Una specie di Gardaland di Torino, non so se mi spiego. Quanto a Marchionne, rimane l'uomo che ha preso quella macchina ingrippata che era diventata la Fiat e l’ha salvata. Tornando a Mirafiori, c’è la possibilità storica non solo di portare quella produzione che là manca da vent’anni. Ma di farne un vero e proprio "hub" dell'innovazione per la mobilità sostenibile.

Detto con la massima sincerità, io sono esterrefatto per tutte le polemiche su Marchionne. L'ad della Fiat sta solo proponendo un nuovo modo di lavorare. Nel settore del tessile e dell’alimentaristica lavorano così da vent'anni. Ma soprattutto sono senza parole perché, in qualsiasi altra parte del mondo, uno che mette sul tavolo un miliardo di investimenti sarebbe stato accolto col tappeto rosso.

In attesa del risultato del referendum Fiat, il sindaco di Torino Chiamparino esprime il suo giudizio su Marchionne.
C'è chi parla ideologicamente di un mercato del lavoro che regredisce agli standard di inizio '900 e chi si concentra sulla realtà dei fatti guardando al futuro.
Ci si augura che prima o poi anche la dirigenza del PD possa capirlo.

Chissà dove è finita la bussola 13.01.11

La direzione del PD si chiude con una battuta di Bersani.

Siamo tra i più forti partiti progressisti in Europa, possiamo avere un ruolo determinante perchè dall'Italia possa venire una reazione dei progressisti europei.

Ah, dite che non era una battuta.

Una settimana di fuoco 10.01.11

Domani alle 9:30 udienza pubblica della Consulta sul legittimo impedimento, a seguire fiaccolata del Popolo Viola alle 17:30.
Gli ultimi rumor assicurano una bocciatura. Se parziale o totale si vedrà.

Riprendono i lavoro al Parlamento sul federalismo.
Domani la commissione bicamerale inizierà l'esame del decreto sul fisco municipale.
La strada per PdL e Lega sino al voto previsto per il 21 gennaio appare tutto in salita. Sul federalismo si gioca la tenuta della maggioranza e dell'esecutivo.

Giovedì e venerdì sarà la volta dell'atteso referendum Fiat su Mirafiori.
Mercato del lavoro e credibilità sindacale sono in gioco. Sarà un test anche per i partiti di opposizione.

Sempre giovedì si riunisce la direzione PD.
Sul piatto i temi da sciogliere: alleanze, programma, comunicazione, credibilità e primarie.

Con noi si perde meglio 21.12.10

Comunque vada noi perdiamo. E' il riassunto delle ipotesi di IPR basate sui sondaggi pubblicati oggi da Repubblica.

Sia che il PD si allei con il terzo polo sia che venga rifondato un nuovo Ulivo (nuova Unione sarebbe più adatto) PdL e Lega restano avanti tra i 3 e i 4 punti.
Pochi in chiave elettorale, ma non bisogna dimenticare l'altro piatto della bilancia. L'appeal e il potere mediatico di Silvio Berlusconi restano sconfinati, nonostante la debolezza parlamentare.

L'euforia di molti vendoliani - l'allenza ulivista farebbe perdere l'1% al PD, ma regalerebbe alla coalizione proprio un punto in più contro Silvio - appare davvero molto fuori luogo.

Fassino all'ombra della Mole 18.12.10

Fassino abbandona la riserva e si candida alle primarie per il sindaco di Torino.

Sciolgo la riserva e do la mia disponibilità, sottoponendomi naturalmente agli strumenti del partito.
Non ho difficoltà a sottopormi alle primarie. Ho raccolto un consenso unanime nella società torinese, un forte incoraggiamento e un vasto consenso nel partito e penso di poter assicurare alla città, dopo i dieci anni di Chiamparino, la stessa forza, visibilità e importanza al ruolo della città.
Se ho deciso di candidarmi, però è anche perché a Torino c'è una classe dirigente di valore. E a quel gruppo, al partito, alla città, metto a disposizione tutta la rete di conoscenze nazionali e internazionali che ho tessuto negli anni.

Il Patito Democratico ha paura di vincere 17.12.10

Il gruppo dirigente fa quindi tutto quanto in suo potere per scongiurare l'evento.

Il Terzo polo una risposta ve l'ha già data. In caso di elezioni andranno da soli. Né Pd né Pdl. Perché volete sbattere di nuovo il grugno?

Vedo che il terzo polo è stato battezzato con una certa urgenza per respingere le sirene berlusconiane. Li capisco, il timore è fondato. Ma se puntano a un ruolo di condizionamento del centrodestra presto dovranno convincersi che è un'illusione. Berlusconi non tratta, compra. L'idea stessa di un Berlusconi condizionato è un ossimoro. Perciò facciamo maturare nel Terzo polo una riflessione. Sapendo che l'idea e il confronto che proponiamo vivrebbero in ogni caso.

Se l'alleanza con Casini e l'UDC poteva portare buoni frutti al centro sinistra in caso di elezioni anticipate e la Liguria è lì a dimostrarlo, l'alleanza con il terzo polo allargata a Fini - che non sa più come dirvi di no - rispolvera quella voglia di fare la scelta sbagliata a tutti i costi che pervade la dirigenza del Partito democratico.

Siete consapevoli che per allearvi con il terzo polo dovrete rinunciare alle primarie?

In nome di una strategia che chiede a ogni forza politica di non peccare di egoismo e di dare qualcosa, siamo pronti a mettere in discussione anche i nostri strumenti. Ci interessa l'obiettivo. Poi c'è un problema che riguarda soprattutto noi: le primarie per le amministrative. Possono inibire rapporti più aperti e più larghi non solo con i partiti ma con la società civile. E possono portare elementi di dissociazione dentro il Pd che non fanno bene a nessuno. Bisogna dunque riformarle.

Non è certo una novità che Bersani non abbia mai amato le primarie.
Rinunciare ad esse o svilirne l'efficacia in nome di sante alleanze che a Palazzo Chigi durerebbero lo spazio di un mattino è tuttavia mortale.

L'alleanza tardiva 17.12.10

Il Pd fa come l'asino di Buridano che, non sapendo scegliere tra il mucchio di fieno a destra e quello a sinistra, alla fine muore di fame. Si decida, è inutile che ci giriamo intorno. Il matrimonio è pronto, sposiamoci entro Natale. Tanto alla fine saremo noi tre: i Democratici, noi di Italia dei valori e Vendola.

La predica tardiva di Di Pietro sul futuro del centro sinistra.
Quello stesso Di Pietro che aveva stracciato un accordo analogo, sottoscritto con Veltroni, un minuto dopo essere entrato in Parlamento grazie ai voti del PD.

Guarda che è una bella sconfitta 17.12.10

Noi se ne intendemo.

Un giorno di respiro per un Berlusconi impiccato 14.12.10

Silvio Berlusconi si salva per una manciata di voti. Si salva per ventiquattro ore, da domani ricomincerà la giostra della crisi politica di un Governo in crisi d'ossigeno.
I problemi sono ancora tutti sul tavolo.
Abbiamo solo perso altro tempo. Tempo che non avevamo e non abbiamo.

Moralmente è una sconfitta disastrosa per le opposizioni che da sei mesi si erano incatenate mani e piedi al suicidio politico di Fini, senza ragionare su alternative autonome e programmatiche. Ora è tutto un po' più difficile; anche in vista di possibili elezioni anticipate.
Un sonoro e paterno calcione del Cavaliere, l'ennesimo, a chi nella sinistra ha pensato che fosse più facile far fare ad altri il lavoro sporco, mentre al contempo andava in scena l'irresponsabile sport del farsi le scarpe a vicenda. Dalle primarie alla leadership.

Per chi era certo che il voto di oggi sarebbe bastato non solo a fare cadere Berlusconi, ma a spazzare via il berlusconismo. Beh. Non avete capito un cazzo.
Ed è un leitmotiv che va avanti da 16 anni.

Auguri. All'Italia.

P.S.: e per la cronaca i radicali hanno votato la sfiducia. Compatti. Al contrario dell'IdV di Di Pietro, i cui due transfughi hanno fornito i voti necessari alla tenuta dell'esecutivo.

L'Italia di domani 11.12.10

La manifestazione del Partito Democratico in piazza San Giovanni a Roma

Il Partito Democratico scende in piazza. Aspettando che la partita sulla sfiducia si giochi tutta nello schieramento avverso.

Tenendo uno spillone e una bambolina di Bersani in mano 10.12.10

Il bacio della morte di Nichi Vendola sulla manifestazione del Partito Democratico, domani a Roma.

Spera che la manifestazione del PD di domani, 11 dicembre, abbia un grande effetto. La mobilitazione del popolo democratico è fondamentale per la costruzione del cantiere dell'alternativa e che segni l'inizio di un processo democratico che abbia come orizzonte il seppellimento del berlusconismo, la contesa limpida con il centro-destra e un percorso vittorioso per guadagnare la guida del Paese.

Bersani critica l'incontro di Renzi ad Arcore 07.12.10

Matteo Renzi va ad Arcore a discutere di Firenze con Silvio Berlusconi. Bersani ne critica il gesto.

A mio gusto sarebbe stato meglio Palazzo Chigi se si trattava di discutere di un problema di Firenze. Non è vietato per un sindaco incontrare il presidente del Consiglio ma esistono delle sedi, sennò si può capire male

Lo stesso Bersani che al convegno degli industriali, a Parma in aprile, intervenendo sulle riforme istituzionali affermava quanto segue.

Se mi chiedono di parlare di riforme sociali ed economiche vado ad Arcore pure a piedi a portare proposte nuove.

Su Facebook la risposta di Renzi alla solita tempesta nel bicchiere d'acqua del Partito Democratico.

Ieri ho incontrato Silvio Berlusconi, che mi ha gentilmente fissato l'appuntamento che gli avevo chiesto qualche settimana fa. Ho chiesto al Presidente del Consiglio di mantenere gli impegni per Firenze che il PDL si era preso in campagna elettorale, a partire dalla legge speciale. Per me un impegno in campagna elettorale va rispettato, sempre. Dieci giorni fa ho corso persino una Maratona per dimostrarlo (e ancora mi fanno male le gambe, ma avevo dato la mia parola).
Se il Governo vuole mantenere gli impegni, l'occasione più logica è il decreto mille proroghe che va in votazione a stretto giro: non sarà una legge speciale, ma potrebbe esserci un gesto di attenzione per Firenze. Nulla ci è dovuto, ma in tutte le campagne elettorali (politiche 2008, comunali 2009, regionali 2010) il centrodestra ha speso parole e promesse, davanti ai fiorentini e a tutti i media locali. Io non mi fermo all'ideologia, io voglio vedere se mantiene la parola. Se il Governo non vuole mantenere gli impegni potrò dire ai fiorentini che ci ho provato davvero, fino alla fine, senza guerre ideologiche e con la concretezza di un amministratore che si occupa dei suoi asili e dei suoi centri anziani.
Giusto o sbagliato, questo è il mio Paese. Lotterò fino all'ultimo giorno di campagna elettorale perché il centrosinistra torni a vincere, torni a sperare, torni a sorridere. Perché il Governo cambi. E lo farò giocandomi fino in fondo. Ma non sarò mai tra quelli che vivono di nemici e che gridano ai complotti. Finché il Governo è guidato da Berlusconi, io parlo con lui e con i suoi ministri. Anche quelli con cui faccio una fatica terribile... Le ricostruzioni dei giornali sono molto divertenti: Berlusconi non mi ha detto che gli assomiglio né abbiamo parlato di rottamazione, come è ovvio. Abbiamo discusso delle questioni concrete che riguardano Firenze.
Qualcuno mi ha detto che non dovevo andare ad Arcore. Io gli incontri istituzionali del Comune li faccio in Palazzo Vecchio. Se il premier invece riceve nella sua abitazione, io vado nella sua abitazione e alla fine ringrazio dell'ospitalità. Vorrei essere chiaro: per Firenze, che è la mia città, quella per la quale ho giurato sulla Costituzione di fare bene il mio lavoro, io vado ad Arcore anche tutti i giorni se serve.
Buona giornata a tutti.
Matteo

Prossima fermata Arcore 07.12.10

La capacità del Partito Democratico di bruciare ogni scoreggia di leader, in carica o in nuce che sia, è leggendaria.

A questo giro si da l'addio a Matteo Renzi.

A Torino mettici Fassino 29.11.10

La migliore idea per Torino è la più semplice, e fa anche rima, perché si chiama Fassino.

D'altra parte, se è il Pd a comunicare per primo l'idea che i suoi dirigenti, anche al massimo livello, non valgano un preside, un architetto o un professionista qualsiasi, come potranno mai pensarlo gli elettori, che valgano qualcosa quei dirigenti, e pure quel partito?

Via Quadernino.

Cliffhanger 24.11.10

Bersani raggiunge il tetto dell'università La Sapienza

Bersani raggiunge il tetto dell'università La Sapienza occupata dagli studenti per protestare contro i tagli indiscriminati del governo Berlusconi a ricerca e istruzione.

Di campagne acquisti e cerini 19.11.10

Circolano due ipotesi riguardo l'euforia delle ultime ore del premier Berlusconi per aver trovato, a parole, i voti necessari per superare lo scoglio del voto di sfiducia del 14 dicembre.

La prima è la più accreditata dalla stampa. Fini non sarebbe i grado di controllare il nuovo gruppo di Futuro e Libertà, mentre la campagna acquisti del Cavaliere starebbe mietendo strage fra i banchi dell'opposizione, senza considerare poi il da molti annunciato mercimonio dei sei deputati radicali pronti a votare la fiducia a Berlusconi pur di conquistare visibilità.

La seconda ipotesi è la chiave di lettura del Secolo d'Italia.
Il raffreddamento delle posizioni di Fini e Casini sarebbe un bluff volto a rosolare il Governo sino alle ultime ore dal voto di sfiducia alla Camera. Le defezioni e la mancata presentazione di una propria mozione altro non sarebbe se non una strategia pianificata.

Nell'incertezza della situazione il Partito Democratico, da cui oggi non si leva una voce, si presta una volta ancora a rimanere con il cerino in mano.

L'affondo del PD sul ministro Bondi 17.11.10

Il 29 novembre verrà votata al Parlamento la sfiducia, presentata dal Partito Democratico, al ministro Bondi inseguito al crollo di Pompei.

Qualcosa si muove. E' un buon segno.

Showdown 16.11.10

Entro il 10 dicembre approvazione della finanziaria.
Il 13 ci sarà il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata da Partito Democratico e IdV.
Il 14 si andrà al voto prima a Senato e poi alla Camera.

Sempre il 14 dicembre è fissata l'udienza della Consulta sulla questione di legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento.

Se tutto va come deve andare i posteri parleranno del 14 come il Giorno della Caduta.

In sintonia con Renzi 15.11.10

Lo si scriveva questa mattina. Basta pensare a inseguire Fini, si inizi piuttosto a costruire il PD.
Fa piacere leggere un analogo giudizio di merito sul profilo Facebook di Matteo Renzi.

Ci mette tutta la buona volontà di questo mondo ma proprio non riesce a capire come sia possibile che il centrosinistra e il PD - alla luce del clamoroso fallimento del Governo Berlusconi - continuino a rincorrere Gianfranco Fini. Oggi dovremmo chiedere con forza le elezioni, presentando le nostre idee per il Paese e sfruttando le divisioni a destra...

E non c'è Primo Maggio senza Bella Ciao 15.11.10

Bersani legge i valori della sinistra. Debole. Lento. Impacciato. Quasi timoroso.
Era ospite da Fazio.

Ma in fondo sempre meglio di un Fini con un una spocchia da premier in nuce.

Costretti a inseguire avendo il fiato corto 15.11.10

La nostra preferenza è un nuovo governo di centrodestra e ove si andasse al voto per scelte altrui traumatiche, ci andremmo con un'altra coalizione di centrodestra con le forze che si richiamano ai valori del popolarismo europeo e quindi Fini, Casini, il movimento di Lombardo, l'Api di Rutelli e comunque le altre forze sociali e produttive del paese che vogliono, nel centrodestra, dal centrodestra, cambiare e rinnovare la politica, voltare pagina, fare davvero le riforme.

Così Urso. Difficile essere più chiari.
Ora, al netto delle chiacchiere, possiamo iniziare a costruire il Partito Democratico o almeno ricompattare quel casino che è il centro sinistra prima di inseguire improbabili alleati?

Le primarie del centro sinistra a Milano 14.11.10

La guida alle primarie di Milano.

Le primarie a Milano in diretta 14.11.10

Termometro Politico segue le primarie del centro sinistra a Milano.
Dalle 19:30 partirà la diretta e alle 20 saranno pubblicati i risultati degli exit poll.

Avere il polso della situazione [primarie a Milano] 14.11.10

Vince Pisapia, ex parlamentare di Rifondazione ora in quota Vendola, nelle primarie del centro sinistra a Milano.

Tre dati su cui riflettere.

Il calo netto e senza attenuanti degli elettori. Erano 82.000 circa nel 2006, oggi se ne sono persi per strada quasi 15.000. Eppure gli organizzatori ne attendevano 100.000.
Non è difficile immaginare che molti di loro appartengano all'area PD.

Perde e in malo modo Boeri.
Super candidato di Bersani, con tanto di endorsement di Civati e Costa, ma inviso alla base che se mai non si fosse ancora capito boccia con regolarità le scelte piovute dalla dirigenza.

Vendola si rafforza.
Riempie la voragine piddina e scalza un Di Pietro in carenza di appeal.
Volto nuovo di un elettorato spaesato pronto ad appoggiare chiunque gli faccia dimenticare il desolante presente.

Con questo Partito Democratico buttare giù Berlusconi dalla torre - o provare a vincere all'ombra della Madunina - sarà impresa ardua. Molto ardua.

Cadi? Ma quando cadi? 12.11.10

Stando ai più recenti sondaggi, se si andasse a votare a breve, un PD al 25% potrebbe perdere 80 deputati.
Una prospettiva che mette i brividi alla più grande forza del centro sinistra.
Se a questo si aggiunge un Di Pietro in corsa solitaria, ma che sembra aver perso il suo momentum tra gli elettori di area.
I crescenti dubbi - e preoccupazioni - di Bersani nei riguardi del vendolismo.
La candidatura in cerca di autore dello stesso Vendola.
La Santa Alleanza del Nuovo Ulivo che finisce per schiantarsi sotto il peso della perenne crisi identitaria del Partito Democratico e i movimenti dell'UDC sempre più diretti verso un ipotetico terzo polo da costruire assieme a FLI, capirete perché l'opposizione di sinistra nella peggiore crisi affrontata da Berlusconi non sta toccando palla.

La palla resta tra i piedi di Fini.
Tra una dichiarazione di Bocchino sull'imminente ritiro dei ministri di FLI dal Governo, governi tecnici e ipotesi di rimpasti dopo l'approvazione della legge di stabilità - un tempo nota come finanziaria - la crisi e il dopo si profilano come un gioco tutto interno al centro destra.

Fare i conti senza l'oste 12.11.10

Mentre in parlamento si gioca alla guerra delle mozioni di sfiducia (PD e IdV + FLI, API e UDC) e fiducia (PdL) temo le contromosse del Cavaliere, sempre pronto a esaltarsi e a tirare fuori l'arma finale in tempo di elezioni.

Minzolini vs. Renzi, da Facebook al TG1 25.10.10

E' bastato un commento ironico di Renzi su Facebook, riguardo la faziosità del TG1 diretto da Minzolini,

veramente sorpreso dalle incredibili rivelazioni dell'Autorità di Garanzia che si è accorta oggi che Minzolini fa il Tg1 squilibrato a favore del Governo. Meno male che il Garante c'è: da soli era davvero impossibile accorgersene...

Per scatenare un campagna mediatica volta a screditare l'amministrazione Renzi e Firenze.

nota che Minzolini replica alle critiche con servizi sul TG1 contro Firenze. Firenze: il primo problema del Paese, altro che rifiuti o crisi. Una settimana fa abbiamo avuto i premi dalle bibbie americane del turismo: il Tg1 era in ferie? Dopo il mio post su Facebook, ecco i servizi contro la mia città. Sul degrado urbano noi possiamo recuperare, ma sul degrado di una professione Minzolini ha già dato il massimo...

Quando le primarie si inceppano 25.10.10

La partita delle primarie è falsata.

La critica di Onida, che accusa il PD di schierarsi per Boeri - nella corsa per scegliere il candidato sindaco di Milano - e di non rendere pubblici gli indirizzari degli elettori che nel 2009 votarono alle primarie, è una ricerca di visibilità che non giova a né lui né al centro sinistra.
In una roccaforte delle destre, dove vincere appare arduo, si ripete l'adagio masochistico di discutere dei massimi sistemi invece di interessarsi ai reali problemi dei cittadini, con il solo risultato di allontanare se possibile ancora di più la base dalla dirigenza.

Vecchi vizi di vecchia gente.

Il declino del circolo online PD Obama 21.10.10

Il promettente circolo online del Partito Democratico, intitolato a Obama nei ruggenti mesi della nascita del partito e ad un soffio dalla storica svolta dell'America, si avvia verso la chiusura.

Un destino fatto di prospettive mancate e scarsa partecipazione.
Una base che eredita i mali della dirigenza verrebbe da pensare.

Io sono stato tra i pochi che hanno tentato di rilanciare il circolo Obama.

Io credo che ormai il nostro tentativo debba essere considerato fallito, probabilmente anche a causa di nostri errori.

Nonostante diverse sollecitazioni, la quasi totalità dei vecchi iscritti non partecipano alle attività del circolo. I nuovi iscritti, il cui numero peraltro non è trascurabile, si comportano nello stesso modo.

Alle discussioni partecipano ormai in pochi.

Nonostante vari tentativi, non si sono manifestate disponibilità a collaborare nella gestione del circolo, ad esempio per svolgere incarichi di natura tecnica. (la nostra ricerca di "informatici" non ha avuto esito).

Evidentemente non c'è vero interesse nei confronti del circolo.

Pertanto, ritengo, dobbiamo trarre le conseguenze da questa situazione.

E, ribadisco, la conseguenza mi sembra solo una: la chiusura del circolo.

Come potrebbero finire le prossime elezioni politiche secondo un'accreditata teoria 19.10.10

Il Governo cade sulla giustizia. Qualunque essa sia.
Gli spazi per un nuovo esecutivo tecnico che traghetti la nazione verso una legge elettorale migliore, sono così stretti da costringere il presidente Napolitano a sciogliere le camere.
Le elezioni anticipate vengono fissate per la primavera 2011.

Il centro sinistra, dopo un iniziale scatto d'orgoglio volto a trovare la quadra per formare un cartello elettorale in grado di battere il nemico pubblico, affronta le primarie di coalizione diviso.
Vendola la spunta per un soffio; osteggiato dalla dirigenza PD che sostiene un candidato debole e perdente, vince grazie al sostegno della base dei democratici. IdV e SeL lo votano compatti.
Il terremoto interno allo schierament è notevole, l'UDC sceglie di correre in piena autonomia.
RifCom neanche prova a stabilire contatti, preferendo rifugiarsi in una bolla temporale che ricorda da vicino il 1974.
D'Aleama e Veltroni per la prima volta si trovano in accordo nel criticare la scelta di Vendola come candidato premier.
Fatto positivo. La copertura dei media sull'evento Vendola è straordinaria, aiutando a creare hype attorno al personaggio.
L'omosessualità e l'orecchino diventano presto temi marginali, tanto da svanire dagli editoriali dopo i primi pochi giorni.
La base, dopo anni di sconfitte, annusa l'odore dell'euforia.
Il risultato delle elezioni rispecchia l'esito delle primarie.
SeL raggiunge il 6% trainata dal fascino del leader. Il PD, diviso, fa una campagna a macchia di leopardo. Di Pietro si trova a lottare contro il Movimento a 5 Stelle, suo degno rivale.

Partito Democratico 25%
IdV 7,8%
SeL 6,1%
Altri centro sinistra 2,3%
Coalizione Vendola 41,2%

UDC 6%
Movimento 5 Stelle 4,2%

Il centro destra si riprende in fretta dallo choc provocato dalla caduta.
Abituato a mesi di litigi, l'asse Berlusconi Bossi è pronto a cambiare nuovamente le carte in tavola.
Il timido tentativo di Fini in chiave governo tecnico gli preclude l'ingresso nella coalizione. Il niet di Bossi è irrevocabile. Trovandosi in mezzo al nulla FLI decide comunque di sostenere l'ipotetico futuro Governo Berlusconi dall'esterno, in una riproposizione dello schema Bertinotti.
Si sa "Fini parla così bene", ma l'ipotesi Terzo polo con l'UDC si infrange contro lo scoglio dei suoi elettori.
Il PdL cambia volto. Nuovo nome e nuovo simbolo accompagnano una campagna mediatica senza precedenti.

Popolo dei Liberali 28%
Lega Nord 11,7%
Altri centro destra 4%
Coalizione Berlusconi 43,7%

FLI 5,1%
Altri (non pervenuti)

Berlusconi torna in sella è potrà pensare alla transizione morbida verso il suo delfino.
Al sicuro dalle trappole giudiziarie probabilmente non concluderà il suo mandato. Dopo un paio di anni al timone lascerà (a una donna) il compito di guidare il paese verso l'appuntamento elettorale del 2016.
La mossa bloccherà sul nascere le speranze di Bossi di vedere Tremonti (o peggio, Maroni) a Palazzo Chigi.
Questo permetterà a FLI di rientrare, nel medio periodo, all'ovile.

Il PD non reggerà alla sconfitta frantumandosi in due o tre partiti.
L'anima riformista contenderà all'IdV la leadership nell'opposizione, entrambi stimati intorno al 10%; a un'incollatura i cattolici moderati.
Il progetto di SeL evaporerà al pari del suo leader.
La balcanizzazione del PD, avrà un suo lato positivo. Permetterà la decapitazione di buona parte della sua dirigenza.
Renzi verrà presto eletto a segretario del nuovo partito riformista, mentre Civati ne curerà il blog.

Il movimento di Grillo sarà una meteora. Svanirà dopo il primo caso di concussione. Voti che andranno persi nell'astensionismo di una base tradita.

Bresso provaci ancora 19.10.10

Siamo quelli che sono riusciti a far vincere Cota due volte. E dopo aver cantato prematuramente vittoria, con la Bresso a ruota libera.

Deve comunque essere chiaro che non chiedo giustizia per me, ma per una coalizione che si è battuta onestamente e si è vista sottrarre un'elezione che altrimenti avrebbe vinto.

Ora possiamo puntare alla tripletta ricorrendo in Cassazione.

Fastidio.

Riparte il cantiere della sinistra 12.10.10

La buona notizia è che riparte l'agenda politica del PD, con l'apertura di un cantiere delle idee tra Bersani e Vendola.
La cattiva notizia è che se si vota a marzo siamo già in ritardo.

Forza Italia 2.0 contro Ulivo Xp 11.10.10

Ricreare un'alleanza che abbracci tutti gli ostili a Berlusconi.
Una Santa Alleanza, un Fronte Popolare, un'Unione post-prodiana, un nuovo Ulivo, come ama definirlo Bersani scordandosi le radici del PD.
Una formula per lo più perdente, vecchia e senza cuore. Una formula che mira all'UDC.
Una gioiosa macchina da guerra che si affiderà alle primarie per candidare il proprio leader, salvo farle digerire prima agli alleati.
E' il futuro intravisto da chi vede avvicinarsi la fine del berlusconismo.

Nel frattempo nello schieramento a noi avverso, squassato dal terremoto estivo, il PdL post scissione si rinnova per mano di quel Berlusconi al tramonto
Nuovo nome, nuovo logo, nuovo brand per trasformarsi nella summa del berlusconismo d'azione.
Nuovi vertici locali. Non più nominati dai vertici, ma eletti. In futuro magari con lo strumento delle primarie.
Un partito di under cinquantenni che dia largo spazio alla componente femminile piazzando una donna al comando.

Merd.

Liberale, liberista, libertario e piddino 10.10.10

Guardate che il nuovo spot del PD non è male per niente.

C'è quel sottotesto legalize it che spacca.

Ricordati di Calearo 28.09.10

Il mio sì (al Governo Berlusconi, n.d.r.) concede tempo a coloro che devono organizzare un'idea di governo differente da questo.

[...]

Certo che mi sentirei di farlo (il ministro delle attività produttive, n.d.r.). E ci mancherebbe!

Dall'intervista a Massimo Calearo, eletto nelle liste del Partito Democratico su gentile concessione di quel fine stratega che passa sotto il nome di Walter Veltroni.

Liguria corrotta 28.09.10

La Liguria ha un evidente problema di malaffare che riguarda le pubbliche amministrazioni. Un malaffare che incide sulla politica in maniera trasversale da destra a sinistra.
Da i casi di Bordighera e Ventimiglia, dove le amministrazioni comunali sono in odore di mafia, al recente terremoto giudiziario che ha colpito le Cinque Terre e il direttore dell'omonimo parco nazionale, Franco Bonanini.

Un vero bubbone di corruzione, truffe e attività mafiose normalmente estraneo, e per questo ancora più sconvolgente, alla vita pubblica ligure.

Profumo, il papa straniero 22.09.10

Nel Partito Democratico si insinua l'ipotesi Profumo, come possibile "papa straniero" che risollevi le sorti del centro sinistra.

Ipotesi bizzarra, ma se ne parla.

Ricordati di Marino 20.09.10

C'è chi si domanda che fine abbia fatto Marino.
E' sull'Unità con una lunga intervista a tutto campo su Veltroni e il Partito Democratico.

E' giusto che Veltroni proponga con passione le idee che ha in mente, ma ci vuole metodo, e i luoghi giusti. Può dare un contributo, ma non deve diffondere un’idea di divisione del partito. All’esterno bisogna parlare con una voce sola.

Non si modernizza con un dibattito mediatico. Se lo si vuole fare davvero, si parta con dei referendum nei circoli sulle questioni più importanti. Lo statuto lo prevede già.

Corrente calda 17.09.10

La tag cloud del documento politico di Veltroni sul PD

Il documento di Veltroni sul PD ha riscosso settantacinque firme. A leggere la lista degli aderenti cascano le braccia.

Veltroni da logorato indossa i panni del logoratore.
Un documento, seppur a tratti condivisibile, sbagliato nei tempi e nei modi.
Il PD ha iniziato a naufragare con lui al timone. Walter non se ne rese conto allora e sembra non essersene reso conto adesso.

Il rientro di Veltroni non aiuta il PD e non aiuta il riformismo.
Ha sprecato la sua occasione anni fa, ora il tempo è ormai scaduto.

Essersi fatto da parte era una delle poche cose buone che gli si poteva imputare. Oggi non rimane neppure quella.

James Tiberius Bersani 16.09.10

Il PD rinnovato 16.09.10

Uno ascolta le brillanti idee dei giovani emergenti e finisce per preferire gli opachi rancori dei vecchi sommersi.

Via Malvino.

Walter la vita è dura 15.09.10

Fattene una ragione.

Ripartire da Bersani 12.09.10

L'attacco ad ampio raggio di Bersani che chiude la Festa Democratica di Torino.

I paletti essenziali sono spostare il carico fiscale dal lavoro, dall'impresa e dalla famiglia con redditi medio-bassi verso l'evasione fiscale e verso i redditi da finanza e da patrimonio. Non è possibile che l'aliquota del primo scaglione di un lavoratore sia più alta dei redditi da finanza e da patrimonio.
Semplificheremo le aliquote intermedie aiuteremo le famiglie con bonus figli, favoriremo lavoro femminile, ridurreremo le imposte sull'impresa a favore di una loro patrimonializzazione con una profonda ristrutturazione di tutta la fiscalità d'impresa. E introdurremo misure efficaci per combattere l'evasione fiscale. Mai più un condono.

Lanceremo una Maastricht della fedeltà fiscale per metterci in 5 anni nella media europea. Ciò significa 40-50 miliardi di euro con immediato alleggerimento sul carico fiscale di lavoro impresa e famiglia e con un margine di risorse e per investimenti. Con un fisco così si puo fare equità, giustizia e occupazione.

Un'ora di lavoro precario non può costare meno di un'ora di lavoro stabile. Questa è la riforma a cui ci impegniamo.

La rivoluzione della tartaruga 08.09.10

Il tentativo di ripartenza del PD.
A Firenze dal 5 al 7 novembre.

Lo schema è semplice: l'iniziativa è aperta fin d'ora a tutti. E parlerà della nostra generazione, ma non dei giovani politici, bensì dei giovani elettori. E dei loro problemi e delle loro speranze. Non è una questione anagrafica (anche se un po' lo è, per la verità), ma riguarda l'età di questo Paese e del mondo in cui viviamo.

Parlare dei giovani e parlare ai giovani, per parlare al Paese. Come abbiamo già avuto modo di dire, se vogliamo concederci l'immancabile proverbio, «parlare a nuora (genero) perché suocera (suocero) intenda».

Faremo politica come se fosse una cosa normale, una cosa tra le altre, non quell'esperienza estraniante che molti cittadini non capiscono e non sentono più. Lo faremo con la testimonianze di persone vere, di amministratori consapevoli e seri. E attraverso il contributo di chi vorrà partecipare.

Remember Lama 08.09.10

Fischi, insulti e fumogeni contro il leader della CISL Bonanni, ospite alla Festa Democratica di Torino.
Quando il dissenso lascia il posto alla stupidità.

L'apertura Bindi 03.09.10

Se Berlusconi e la Lega dovessero portare il Paese alle terze elezioni in sei anni, allora noi proporremo al Fli un'alleanza per la democrazia. Noi staremo con tutti coloro che sono disponibili a salvare questa Costituzione.
Dopo le parole di Farefuturo sul killeraggio del berlusconismo che cosa aspettiamo da domenica se non la rottura definitiva?

Così Rosy Bindi, a Telelombardia, sulle alleanze del PD in previsione delle elezioni anticipate.
Buttata a mare la vocazione maggioritaria del partito si è deciso di inseguire Fini.

Fini. Quello della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Quello della cabina di regia al G8 di Genova. Fini.

Poi dici che non ci meritiamo Berlusconi.

Costruire l'alternativa secondo Bersani 30.08.10

Il programma ci sará e non sará un librone come le 280 pagine che portarono al governo Prodi. Saranno pochi punti, e tra questi sì, ci sará una legge per risolvere il conflitto di interessi.

La lunga intervista a Bersani su Repubblica.
Il punto di vista del segretario del PD sul futuro del partito e sulle sfide da affrontare se e quando il Governo Berlusconi cadrà.

Rottamare il padre 29.08.10

L'intervista di Renzi è una di quelle da appendere in ogni sezione del partito.

Nuovo Ulivo? Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli tutti a casa questi leader tristi del Pd.

Non è mica solo una questione di ricambio generazionale. Se vogliamo sbarazzarci di nonno Silvio, io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo liberarci di un'intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D'Alema, Veltroni, Bersani... Basta. E' il momento della rottamazione. Senza incentivi.

[CUT]

Fini? Uno che passa da Almirante e Le Pen alla Tulliani e Barbareschi, di certo non fa per me. Però, non voglio nemmeno entrarci nel gioco del piccolo chimico. Piuttosto mi fate capire, per favore, che dice il Pd sul lavoro che cambia? Sull'innovazione? Sull'ambiente? E sulle tasse? Facevo ancora la maturità e già Berlusconi e Tremonti promettevano la riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi, l'unico slogan era l'agghiacciante pagare le tasse è bellissimo. Ci sarà pure una via di mezzo...

Il ritorno del ritorno dei morti viventi 27.08.10

Prodi plaude alla nuova stagione ulivista immaginata da Bersani.
Dimenticando che l'Ulivo ha già trovato il suo pieno compimento nel Partito Democratico.

Spegnete la luce.

Quelli della vocazione maggioritaria 26.08.10

Per dare l'impulso decisivo a questo cruciale passaggio occorre l'impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste, che sono adesso chiamate a mettersi all'altezza di una responsabilità democratica e nazionale. Come potrebbero queste forze essere credibili se in un simile frangente non dessero per prime una prova di consapevolezza, di unità e di determinazione comune? Ecco allora la proposta di un percorso comune delle forze di centrosinistra interessate ad una piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione e disponibili ad impegnarsi ad una progressiva semplificazione politica e organizzativa che rafforzi il grande campo del centrosinistra. Un simile percorso dovrebbe lasciarci definitivamente alle spalle l'esperienza dell'Unione e prendere semmai la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo. Un nuovo Ulivo in cui i partiti del centro sinistra possano esprimere un progetto univoco di alternativa per l'Italia e per l'Europa e mettersi al servizio di un più vasto movimento di riscossa economica e civile del Paese. Dunque, un nuovo Ulivo ed una Alleanza per la democrazia. Su queste proposte il Pd vuole esprimere la sua funzione nazionale e di governo.

Bersani sulle Sante Alleanze.

La voglia di costruire una coalizione eterogenea dilaga.

Il Veltroni epistolare 24.08.10

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti. Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico chi governa questo Paese sembra dominato dal desiderio della instabilità. E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Prima l'abbandono di Casini, ora la irreversibile crisi con Fini. Le forze più moderate hanno abbandonato uno schieramento sempre più dominato dalla logica puramente personale degli interessi di Berlusconi e dallo spirito divisivo di una Lega che alimenta ogni forma di egoismo sociale con lo sguardo solo al tornaconto elettorale immediato. Con effetti che già registriamo nel sentire diffuso e nei comportamenti. Un Paese che smarrisce il suo senso di comunità, la sua anima solidale, la sua coscienza unitaria finisce con lo sfarinarsi violentemente.

Quella che stiamo vivendo è una profonda crisi del nostro sistema. Era la mia ossessione quando guidavo il Pd. Mi angoscia l'idea che la democrazia rischi sotto la pressione delle spinte populistiche e dei conservatorismi di varia natura. E la crisi di questi mesi rafforza una distanza siderale tra la vita politica e i reali bisogni dei cittadini e della nazione. Berlusconi forza costantemente e pericolosamente i confini immaginando di vivere in un regime che non esiste. Se ci fosse un semipresidenzialismo lui certo non potrebbe disporre, ciò che è già una insopportabile anomalia oggi, di giornali e tv con i quali promuovere se stesso e randellare i suoi avversari. Ma neanche quella che su questo giornale è stata giustamente definita la «repubblica acefala» può fare sentire al Paese che il sistema politico tempestivamente ascolta, comprende, decide. Indeterminatezza di tempi, modalità, sedi di decisione hanno accompagnato anche altre stagioni politiche.

[...]

In questa estate orrenda non per caso la frase più citata dai leader politici è stata «Mi alleo anche con il diavolo pur di...». Lo ha detto Calderoli parlando del Federalismo, lo hanno detto alcuni leader del centrosinistra parlando della necessità di una santa alleanza contro Berlusconi. Io rimango dell'idea che invece le uniche alleanze credibili, prima e dopo le elezioni, siano quelle fondate su una reale convergenza programmatica e politica. In fondo il repentino declino del centrodestra conferma proprio questo. È giusto semmai che, in caso di crisi di governo, si cerchino soluzioni capaci di fronteggiare per un breve periodo l'emergenza finanziaria e sociale e di riformare la legge elettorale dando forma, per esempio attraverso i collegi uninominali e le primarie per legge, a un moderno e maturo bipolarismo. Perché poi, alle elezioni prodotte dal dissolvimento della destra, si presenti uno schieramento alternativo capace di assicurare all'Italia quella stagione di vera innovazione riformista che questo nostro Paese non ha mai conosciuto. Perché questo Paese deve uscire dall'incubo dell'immobilità che perpetua rendite e povertà. Deve conoscere un tempo di radicale, profondo cambiamento. E' questo, da decenni, il frutto dell'alternanza nei diversi Paesi europei.

La lettera aperta di Walter Veltroni.

Alleanza Costituzionale 22.08.10

Il nuovo brand della fu Unione.
Un accrocchio che raccoglierà dai diversamente comunisti fino all'UDC, pensato da Franceschini con l'unico scopo di raggranellare un voto in più di Berlusconi.
Potrebbe essere un'idea vincente se fossimo nel 1994.

Continua il vecchio adagio perdente di mettere le alleanze davanti al programma.
La pessima dirigenza del centro sinistra, dopo quindici anni di sconfitte, non ha ancora chiaro che senza idee l'Italia continuerà a non avere un futuro e la destra resterà in sella.

I cartelli elettorali lasciamoli agli altri.

La strada verso il governo di transizione 13.08.10

La gioiosa macchina da guerra si è messa in moto.

Cosa fare se cade Berlusconi 04.08.10

Al primo incidente si vota

L'ipotesi di una caduta di Berlusconi potrebbe non essere così remota. La tenuta del Governo è appesa a pochi fili stretti nelle mani di Fini.
Quali prospettive si aprono e quali i possibili scenari per il centro sinistra?
Elezioni a novembre (o al più tardi in primavera) o governo di transizione?

Paradossalmente è la sinistra ad avere più paura nell'eventualità di un crollo dell'esecutivo.
Divisi, senza un leader, senza un programma, con il problema delle alleanze e l'incognita UDC difficilmente potrebbero spuntarla nel caso del ricorso alle urne immediato.
La Lega molto probabilmente incrementerà il suo bottino elettorale e il PdL potrebbe reggere meglio del previsto il colpo.
Molto dipenderebbe da Fini e dal peso politico che saprà ritagliarsi la sua creatura, Futuro e Libertà per l'Italia. Dai primi sondaggi sembra chiaro che riuscirebbe a raccogliere voti sia al PdL sia al PD, nel caso si presentasse da sola alle elezioni. Nella situazione attuale ciò significa un danno principalmente per il PD costretto a dover rincorrere.
Il Movimento 5 Stelle di Grillo potrebbe essere un'ulteriore spina nella zampa. Il bacino elettorale che andrà ad intaccare sarà quello del centro sinistra e difficilmente si apparenterà con il PD in caso di elezioni anticipate.
Infine l'attuale legge elettorale è tagliata su misura per riportare subito in sella Berlusconi con un unico alleato, la Lega di Bossi (o a rendere il paese ingovernabile con un Senato senza maggioranza). Un governo a briglie sciolte e per assurdo ancora più spostato a destra.

La seconda ipotesi è il governo di transizione. Un esecutivo a termine in grado di riformare la legge elettorale e poco più.
Darebbe alla sinistra tempo per organizzarsi e trovare la quadra (o almeno tentare) per presentarsi il più unita possibile e con un programma condiviso. Lascerebbe il tempo per realizzare eventuali primarie e decidere il candidato premier.
Le difficoltà di questa ipotesi sono tuttavia molteplici. Innanzi tutto trovare una nuova maggioranza; le chiusure di PdL e Lega non fanno ben sperare. Ci sarebbe poi il dilemma sulla scelta del nuovo Presidente del Consiglio. Le voci su Monti o sul sempreverde Tremonti lasciano il tempo che trovano. Al momento tante le ipotesi, poche quelle concrete.
Infine potrebbe essere mal vista da un numero consistente di italiani. Il termine "inciucio" monopolizzerebbe nuovamente la scena politica, minacciando il risultato elettorale delle opposizioni "traditrici della volontà popolare emersa nel 2008".

Motivi per cui in molti nicchiano aspettando che il passaggio dell'estate porti qualche buona idea e qualche nome su cui iniziare a fare i conti.

Le eventuali primarie di coalizione oggi potrebbero rivelarsi un vero gioco al massacro.

Bersani è un ottimo ministro. Quello sa fare e quello deve fare.
Ci ha provato è innegabile, ma non ha la stoffa del leader di partito. Gli è stata aperta una linea di credito e l'ha sprecata. Difficilmente potrà rifarsi.

Vendola avrebbe il carisma, ma gioca per perdere. Non ha l'intelligenza politica di saper parlare al suo popolo senza al contempo spaventare gli indecisi e le frange più moderate.
Dubito saprà cambiare pelle. Va per i 52 anni, non è più un ragazzino. Se raggiunta e superata la maturità non si sa ancora dosare le forze si è finiti o semplicemente si è destinati a guidare una minoranza nella minoranza.

Di Pietro è l'uomo forte dell'opposizione, ma non ha le carte né tantomeno le capacità per guidare una nazione. Inoltre una volta tramontata la sua nemesi, Berlusconi, potrebbe perdere molto del suo appeal iniziale.

I giovani di belle speranze sono almeno due. Serracchiani spedita immantinente a Bruxelles e Renzi che sta facendo bene a Firenze, dopo la fruttuosa parentesi in provincia.

E quelli che navigano a vista. Scalfarotto è bravino, ma non ha certo la fortuna dalla sua e questo per un politico è mortale.
Civati è dinamico, ma deve ancora dimostrare di avere le palle. Finora tante ottime parole, ma ben pochi fatti.

Marino, non pervenuto.

Prodi. Andrebbe prima scongelato.

Montezemolo. Vroom! Vroom!

Il male minore, comunque la si guardi, resta il governo di transizione. Poi rimboccarsi le maniche e ripartire dall'unità. Iniziare a svecchiare la classe dirigente con iniziative coraggiose. Imparare a leggere il mondo e la società che ci circonda fuori dagli schemi degli anni '70. Puntare su pochi temi decisivi e condivisi. Cinque o sei, non di più. Nessuno leggerà mai un programma di 200 pagine. Uscire dalla sudditanza sindacale. Anche la CGIL a volte sbaglia, si può dire non è peccato. Iniziare a guardare all'Europa come a casa nostra e non come ad un ospizio dove depositare politici più o meno sgraditi in patria. Parlare di sicurezza e interessi nazionali senza che sia più un tabù per la sinistra.
E trovare un volto. Possibilmente non decrepito, magari donna. Non per forza bello o intelligentissimo. Un volto che sappia riassumere lo schieramento. Un volto in grado di catalizzare un messaggio, che possa attrarre la propria base e quella fetta di indecisi a loro volta decisivi nell'urna elettorale.

Un nome? Rosy Bindi.

Sembra utopia, ma è tutta roba normalissima che in paesi normalissimi avviene quasi ad ogni elezione.
Vogliamo fare qualcosa per l'Italia? Torniamo ad essere normali.

L'immagine è presa da qui.

Generazione in cerca di leader 19.07.10

Come ogni estate si riapre il toto leader per il futuro PD.

Pare che a questo giro sia il turno di Nichi Vendola.
In fondo non abbiamo nulla da perdere.

Ah, sì. La dignità.

Vincere per le donne e gli eroi dei nostri giorni come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani. Eroe ragazzino.

[21/07 17:42] Vendola smentisce la frase incriminata. "Se qualcuno voleva costruire a tavolino lo stereotipo di una certa idiozia di sinistra, quella frase è perfetta. Ma io non l'ho detta. L'unica cosa che unisce tragedie tanto diverse è l'opacità dei poteri che si muovono nella storia italiana."

Il PD è un modem a 56k 18.06.10

Oggi pomeriggio a Roma il Pd ha fatto un bel convegno su Internet al quale è intervenuto anche il segretario Bersani, che è riuscito a parlare per oltre un'ora senza mai nominare Internet, il che – in un incontro sul web – è davvero notevole.

Via Piovono rane.

Quando i giovani del PD sono perdenti come i padri 17.05.10

Il cambio di registro di Matteo Orfini, analizzato da Giglioli, sul sondaggio pubblicato su L'Espresso volto a indicare il prossimo leader del centro sinistra, racconta quanto è difficile per le "giovani promesse" del Partito Democratico passare dalla brillante retorica  alla concretezza dei fatti senza perdersi in quelle debolezze e in quegli stessi errori spesso tanto criticati ai "padri" della dirigenza.

Non dite che non ve l'avevamo detto 11.05.10

Leggo sconcerto e una buona dose di sorpresa di fronte alle manovre in seno alla dirigenza del Partito Democratico per limitare l'uso e il ricorso alle primarie.

Per quanto drammaticamente stupida e miope è una posizione che, spiace dire, si conosce da mesi.
Imposta nell'attimo stesso dell'elezione di Bersani a segretario ed emersa chiaramente durante l'ultima direzione nazionale il 19 aprile scorso.

D'Alema reagisci, rispondi, dì qualcosa! 04.05.10

Ma vada a farsi fottere, lei è un bugiardo e un mascalzone!

D'Alema contro Sallusti a Ballarò. Liberatorio come solo un'incazzatura può essere.
Domani verrà crocifisso.

Abbondanza di spifferi 26.04.10

Il loft del PD ha chiuso. Per sempre.

Con tutte le creaturine del Signore 23.04.10

L'acqua è di Dio e ci tocca ridargliela come ce l'ha data.

Bersani, sul tema della grappa acqua come bene pubblico.

L'ipotesi fine di mondo 23.04.10

Paradossalmente le minacce di elezioni anticipate e della fine della santa alleanza tra PdL e Lega spaventano più l'opposizione che il Governo.
Senza un leader, alleanze certe e un programma condivido, andare oggi alle elezioni potrebbe essere un massacro, contro un Berlusconi che storicamente da il meglio di sé proprio nei momenti di maggiore difficoltà.

Il PD farebbe meglio a preparare un piano di battaglia in tempi brevi. Non farsi trovare impreparati di fronte allo scenario peggiore potrebbe essere l'arma vincente della sinistra.

La sinistra diversa dalla destra 22.04.10

Ieri Sofri si interrogava su quali differenze lo separavano da Flavia Perina - direttrice del Secolo d'Italia e recentemente molto critica verso l'anomalia Berlusconi - e così facendo si interrogava su quali differenze dividono il PD dai finiani o comunque dall'area più liberale del PdL.

Inkiostro ha deciso di fugare i dubbi con un po' di sano fact checker, andando a vedere come Perina, deputata PdL, ha votato sui temi chiave di questa legislatura.

Quando si dibatteva se Obama fosse troppo moderato o troppo liberal, qualcuno andò a vedere come votava da senatore e se si discostava (e quanto) dall'ortodossia del suo partito. Ebbene, su 129 volte in cui Flavia Perina e Ignazio La Russa sono stati presenti assieme in seduta, hanno dato lo stesso voto per 128 volte. Delle 11 volte che Berlusconi è stato presente con lei, hanno espresso lo stesso voto tutte e 11 le volte. Con Umberto Bossi sono andati d'accordo 166 volte su 167. Con Michela Vittoria Brambilla 69 su 71. Con Paolo Bonaiuti si sono trovati d'accordo 360 volte su 361. Più in generale, su 3979 votazioni nominali a cui ha partecipato (votazioni, cioè, in cui l'eventuale dissenso dal gruppo è scoperto), l'on. Perina ha votato diversamente dal Gruppo PdL 17 volte, lo 0,43% delle volte. Antonio Martino, per dire, ha espresso 146 voti ribelli su 3067 votazioni nominali (4.76%); Gaetano Pecorella (dico: Gaetano Pecorella) ha votato difformemente dal gruppo 50 volte in 3863 votazioni nominali (1.29%). Piero Fassino, per fare un esempio, ha votato in dissenso dal gruppo PD per 17 volte sulle 862 votazioni nominali a cui ha partecipato: quasi il 2% delle volte. Dati alla mano, Piero Fassino è un democratico ribelle quasi 5 volte tanto quanto Flavia Perina sia una pidiellina ribelle.

La conclusione è modesta: i numeri spiegano poco, forse. Ma le suggestioni spirituali ancora meno.

L'esercizio delle primarie 19.04.10

Ciò che è emerso dalla direzione nazionale del PD di sabato è la volontà di azzoppare le primarie.
Nella migliore delle ipotesi resteranno un esercizio di stile a solo beneficio degli iscritti.

Non riusciamo mai a fare un passo avanti, aumentando sempre più il solco che ci separa dalla base.
Cronicamente incapaci di imparare dai nostri errori.

L'uomo che tentò di salvare la sinistra 12.04.10

Un PD federale guidato da venti segretari regionali, eletti con le primarie, che nominano il segretario nazionale.

La proposta di Prodi evidenzia tre criticità da superare per tornare a vincere.
L'unico politico del centrosinistra con una qualche idea vincente e realizzabile nel breve periodo ha ancora un unico nome e cognome. Romano Prodi.
Chiamparino non disdegnerebbe un'alleanza programmatica con la Lega.
La dirigenza del PD è rimasta la sola entità a non aver ancora compreso la gravità della situazione in cui versa il partito.

Il partito tentenna 11.04.10

Scrive oggi Civati.

Stamattina ho ricevuto due telefonate in cui persone molto serie e poco legate alla politique politicienne mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco di Milano. Sorpreso, ho declinato gentilmente l'invito, per due motivi: al di là del fatto che a Milano ci vuole uno 'bravo' davvero (e non mi sento di esserlo), non ho certo la constituency necessaria e sufficiente; al di là della simpatia di alcuni (che ringrazio davvero), la mia candidatura sarebbe vissuta malissimo nel Pd, quasi come una provocazione.

E noi ancora qui a strapparci le vesti sul futuro del PD, i giovani che devono emergere, il ricambio della classe dirigente.

Se a 35 anni ancora non si è pronti a candidarsi a sindaco e a raccogliere forze e responsabilità di rottura contro una classe dirigente giudicata non all'altezza - Renzi vi ricorda qualcosa? - allora probabilmente la politica non fa per te.

Quando la luna di miele finisce 04.04.10

Michele Salvati, uno tra i teorici e ideatori del Partito Democratico, sulla sua creatura.

Il Pd non rappresenta affatto un'alternativa alla nuova destra di Silvio Berlusconi e della Lega.

E' stata una sconfitta pazzesca. In termini assoluti, rispetto alle politiche del 2008, il Pd ha perso il 43% dei suoi consensi. Ma la cosa più grave è che questo partito, nonostante la crisi economica, ha lasciato per strada più voti rispetto al principale partito di governo. Guardiamo la Francia. Anche lì non è che la sinistra goda di ottima salute, anzi. Eppure l'elettorato ha punito, forse anche troppo, l’operato di Sarkozy. Da noi, invece, è successo il contrario.

Il Pd è rimasto la somma di due pezzi di Prima repubblica. Un po’ di ex comunisti convertiti alla socialdemocrazia e un pezzo della sinistra democristiana. Culture vecchie, insomma, che non possono intercettare i bisogni di una società che è profondamente cambiata.

Ho l'impressione che i giovani del Pd siano «vecchi», che non abbiano alcuna autorevolezza né il coraggio di fare analisi innovative. Questa situazione assomiglia molto all'epoca in cui la Thatcher andò al governo in Gran Bretagna e il Labour non fu capace di risalire la china per quasi vent'anni. Siamo alla constatazione che il Blair che può salvare al Pd stia ancora alle scuole medie

Se il Pd non supera questa fase fallimentare, se non riesce in tempi utili a creare una cultura politica «nuova», allora non ci sarà spazio per nient'altro. Che futuro può avere una forza politica che è ostaggio delle lotte instestine nella «cupola» che sta al vertice?

Perdere 30.03.10

Note a margine delle elezioni.

Manette scintillanti e antiberlusconismo sfrenato non ci ha aiutato a vincere negli ultimi quindici anni, non lo farà in futuro. Se possibile ci ha fatto perdere voti.
Stesso discorso per gli scandali sessuali e le inchieste a carico del premier.

Qui in giro tutti sapevano chi ha vinto Amici, non tutti conoscevano l'esito delle regionali.

Il Popolo Viola, come già in precedenza è stato per l'Onda e i Girotondi, è lì solo per fare colore.

Non basta la società civile - soprattutto se è schierata sul fronte avverso - per vincere quando alle spalle manca un partito forte, maturo e convincente.

Non sarà sufficente il non voto per cambiare l'Italia. Mai. Primo partito o meno.

Grillo - l'unico simbolo con un link che rimanda ad un sito che vende dvd e libri - è più un disturbo che un'occasione.

Smetterla di sottovalutare l'elettorato del nord considerando la Lega come un branco di trogloditi. Sono un branco di trogloditi in grado di portare a casa il risultato. Sempre.

Il più grande merito della Lega è quello di saper parlare al suo popolo; noi non se siamo più capaci almeno dai tempi di Occhetto.

Più di Vendola poté Burlando. La Liguria è l'unica regione del nord in cui si riesce a tenere a freno la Lega.
Continuare a snobbare i risultati che arrivano dalla Riviera sarebbe un grave errore.

L'idea che abbiamo perso e di brutto dovrebbe far suonare più di qualche campanello nelle zucche di Bindi, Fassino, Scalfarotto, D'Alema e Bersy. Al contrario si dimostra il vuoto pneumatico.

Quelli "giovani" e "bravi" del PD continuano ad esserlo solo a parole.

Bersani non ha le palle. Si sospettava. Oggi se ne ha la certezza.

 

Forse bastava solo governare bene 29.03.10

Burlando e Biasotti in Liguria

In Liguria Burlando ce l'ha fatta con un discreto margine. Si partiva da una situazione di testa a testa.

Un candidato non certo dal forte appeal personale, ma che semplicemente ha governato bene e ha saputo guidare la giunta regionale in modo accorto, durante una fase nazionale e internazionale non certo idilliaca.
La Liguria resta una delle poche isole felici per il PD in tutto il nord. Forse una maggiore considerazione da Roma sarebbe a questo punto necessaria, se si vuole far ripartire il motore ad un partito in costante affanno.

Magnifica sconfitta 29.03.10

Pier Luigi Bersani al seggio elettorale

Il Partito Democratico mai così male. Bersani stecca alla prima e ne va fiero.

C'è un'inversione di tendenza, il risultato di 7-6 ci consente di ripartire.

Ripartire con un'inversione a "u".

Swing Liguria 27.03.10

L'autore qui non ha mai fatto segreto di votare PD. A maggior ragione quest'anno con la Liguria in bilico nei sondaggi.

Domani si andrà a votare di prima mattina e la scelta cadrà inevitabilmente su Claudio Burlando con la preferenza per una vecchia conoscenza di Savona, Carlo Ruggeri.

E no, questa volta non si vota per una sconfitta.

Diventare grandi 14.03.10

Nel giorno in cui la Polverini perde ogni speranza di recuperare la lista del PdL nel Lazio e a Roma si manifesta contro la crudele sorte, si aggira lo spettro del cantiere di una nuova Unione sgangherata e fallimentare come non mai.

La sfida più grande del centro sinistra oggi non è dimostrare se e in che misura Berlusconi è colpevole o il suo Governo incapace. Quanto convincere gli italiani - uno per uno, militanti compresi - di rappresentare un'alternativa alla destra, credibile e di governo.
Metabolizzato il concetto e abbandonata ogni velleità di "cantierismo" di prodiana memoria il centro sinistra sarà in grado di dettare una sua linea. Concreta. Efficace. Vincente.

Alternativa a che cosa? e in nome di chi, con quali obiettivi, con quale programma? L'idea che tutto ciò che sta all’opposizione sia di per sé potenzialmente coalizzabile, solo che lo si voglia, è antica quanto la sinistra e le sue sconfitte. Può riscaldare i cuori e accompagnarci più sereni a casa, dopo una giornata tra vecchi compagni, ma non conduce da nessuna parte. Per la buona ragione che al di fuori del teatrino autoreferenziale del centrosinistra italiano ci sono gli italiani, i quali vanno pazientemente convinti, uno per uno, non che Berlusconi sia un criminale, ma che il centrosinistra dispone di soluzioni migliori per la scuola, il lavoro, le tasse: per i problemi della gente, e anche per i loro sogni, le loro paure, le loro speranze.

La sfida di Emma 12.03.10

Emma Bonino ha attivato un social network per sostenere la sua candidatura nel Lazio.

Disse il bue 11.03.10

Dice Bersani,

Formigoni se voleva, poteva togliere un po' di burocrazia per la presentazione delle liste. Non lo ha fatto per non recepire la legge dello Stato che impedisce il terzo mandato.

Dimenticandosi che il Partito Democratico ha il medesimo problema in Emilia-Romagna con Errani.

E' il caso che Bersani alzi, come sa fare, il tono del confronto politico senza ridurre tutto a dietrologie e banalizzazioni. Forse al segretario del Pd, troppo impegnato nello sforzo titanico di tenere i rapporti a livello nazionale con alleati scomodi e riottosi ai tentativi di metterli in riga, è sfuggito che a Bologna la Giunta del Presidente Errani, che è al terzo mandato come me, si è ben guardata dall'approvare la nuova legge elettorale, prevista dallo Statuto entrato in vigore addirittura nella legislatura precedente.

Con questa crisi che ci sta 26.02.10

Chiude Red Tv 22.02.10

Questa è l'ultima settimana di lavoro a Red Tv, dalla prossima settimana tutti i lavoratori del canale satellitare figlio di Nessuno Tv saranno in cassa integrazione, resterà acceso pro forma solo il segnale.

Via Mario Adinolfi.

Deboluccio 19.02.10

Manifesto di Emma Bonino, candidata governatore del Lazio

La campagna elettorale di Emma Bonino, candidata a governatore della regione Lazio, si fonda su di un copy davvero debole.

Bersani nella fanga 19.02.10

Pierlugi Bersani scava nel fango dopo l'alluvione di Firenze

Bersani, sulla destra, nella "fanga" dell'alluvione di Firenze.

A Bertolaso consiglierei un po' più di umiltà - replica il leader del Pd al termine dei lavori d'aula alla Camera - meno arroganza e di volare un po' più basso, perché con me capita male: io a quindici anni spalavo a Firenze, non so lui cosa facesse.

Siamo tutti stranieri 19.02.10

Il Partito Democratico parteciperà alla giornata di mobilitazione degli stranieri residenti. Il primo marzo.

L'innocenza della prima volta 17.02.10

Il sondaggio del Dopofestival di YouDem

A YouDem il Dopofestival ha preso la mano.

Ipotesi Chiamparino 17.02.10

Chiamparino e il mai sopito partito del nord sarebbero pronti a mostrare i muscoli subito dopo le regionali.
Una sfida diretta a Bersani che ha tanto il sapore di una resa dei conti.

Tutto dipende da come andranno le elezioni in Piemonte. Se il "laboratorio" voluto dal sindaco di Torino porterà alla riconferma della Bresso contro Cota, si aprirà la strada per Chiamparino. Sarà lui il candidato a guidare il governo nel 2013, a capo di una coalizione che comprenderà Udc, Vendola e Radicali. Bersani, poco amato Oltretevere, resterà segretario del Pd.

Il facile entusiasmo del dopo Binetti 15.02.10

L'addio della Binetti, inutile dirlo, toglierà molte castagne dal fuoco al Partito Democratico.
Azzererà le voci di quanti lamentavano la sua presenza nel partito per giustificare il non voto.
Eliminerà un cane sciolto e franco tiratore che certo non ha mai giovato all'appeal elettorale del partito.
La rimozione di un elemento ingombrante e di disturbo renderà forse più facile un ragionamento più disteso e aperto su temi laici e dei diritti civili.

L'addio della Binetti, l'ennesimo dopo i vari Calearo, Dorina Bianchi, Rutelli, Mosella, Lusetti, Carra, lancia però due segnali di allarmare che mettono in discussione la casa PD e la sua gestione.

Uno. Si rischia di ripetere la parentesi Veltroni, volta ad arruolare tutto l'arruolabile e di cui la scelta di candidare la Binetti è figlia, nel tentativo di sfondare al centro e tra gli indecisi. Parentesi dimostratasi fallimentare per l'incapacità di gestire una condizione eccessivamente eterogenea e anarchica.

Due. Il Partito Democratico di fronte alle divergenze interne soffre eccessivamente, non sapendo costruire un terreno comune su cui ragionare, confrontarsi e trovare compromessi accettabili.

La Binetti che se ne va 14.02.10

Prima lo vedo, poi ci credo.
Non per voler fare lo scettico, ma i penultimatum della Binetti sono noti a tutti.

Ad ogni modo il suo obiettivo è certamente innovativo. Rifare la DC passando all'UDC di Casini.

Bersani e il non capirci niente 11.02.10

Il Pd è un partito popolare, senza snobismi, che va dove c'è la gente. Dove la gente ha dei problemi e soffre, ma anche dove si diverte

E vai a Sanremo?

Rivedere la strategia nel Lazio 11.02.10

Anche quando potremmo vincere giochiamo per una sconfitta.
La Bonino lamenta lo scarso sostegno del Partito Democratico alla sua campagna elettorale nel Lazio.

Non bruciamoci Civati 06.02.10

Civati sarebbe un ottimo sindaco di Milano e perché no un segretario con tante idee condivisibili in testa. Merce rara di questi giorni.
Quello che mi preoccupa sono i baci della morte - travestiti da endorsement - di Sofri e Mantellini, come già avvenne per Scalfarotto. Ring a bell to anyone?

Quell'uomo mi fa paura 06.02.10

Poi dite che me la prendo con Bersani e do sempre addosso al PD.
Le implicazione del concepire una frase con le parole "Dopofestival", "giovani" e YouDem" mi preoccupano. Seriamente.

Pro forma 02.02.10

Il manifesto del PD per le regionali 2010

Graficamente i nuovi manifesti del PD non mi dispiacciono. E sono in minoranza.
E' il contenuto ad affossarli. Debole, insipido, fuori tema.

Gli addii della Binetti 01.02.10

Questo è il sedicesimo. A sto giro sono i radicali e la Bonino.
Abbiate fede.

Burlando trova l'accordo con l'UDC 28.01.10

Il Liguria non si è ancora vinto, ma l'accordo con l'UDC pone buone basi per una riconferma di Burlando e del PD.

Baffi 25.01.10

Vendola non ha vinto le primarie in Puglia. Le ha stravinte.

I casi son due.
O D'Alema porta una sfiga boia o è il caso di rivedere le strategie del PD. Ammesso di riuscire a trovarle.

Tegole 25.01.10

Bologna resta senza sindaco.
Delbono, travolto dal Cinzia-gate, ha deciso di lasciare.

Puglia e porta a casa 24.01.10

Seguire lo spoglio delle primarie in Puglia tra Vendola e Boccia in diretta.

[22:11] Termometro Politico chiama la vittoria di Nichi Vendola.

Marino interviene sul caso Sant'Orsola 20.01.10

Marino interviene sul caso Sant'Orsola.

Le basi della comunicazione 18.01.10

Screenshot dal sito di Bocca, candidato in Puglia: Pensa, scegli, boccia

L'ipotesi è che nel PD nessuno rilegga mai gli slogan. Altrimenti non si spiega.

L'ultimo penultimatum 16.01.10

L'ultima mossa della Binetti è tanto paracula quanto completamente folle, tanto da fare quasi tenerezza.

La ricerca della visibilità a qualunque costo, sopra qualunque dignità. Politica e umana.

Presentarsi preparati 15.01.10

Screenshot dei siti di Bonino, Burlando e Emiliano

Le campagne elettorali di Emma Bonino, Claudio Burlando e Michele Emiliano sul web, in vista delle elezioni regionali.

Scopri l'intruso.

Bocciati 15.01.10

E' venuta giù la maschera alla minoranza del partito incosciente, che preferisce una coalizione piccola, con un candidato presidente di un altro partito, a una coalizione più ampia guidata dal Pd. E' evidente che l'assemblea di sabato non ha più un candidato presidente e sarà molto utile per capire con chi sta la minoranza, se con il Pd o con Sinistra ecologia e libertà. Forse stasera si comprendono meglio molte posizioni strumentali dei giorni scorsi.

Queste le accuse di Boccia dopo la decisione di ritirarsi dalla corsa per le regionali in Puglia.

Per risollevare il morale alle truppe il PD decide di fare marcia indietro su Facebook. Ora di nuovo accessibile dai computer in Sant'Andrea delle Fratte.

Bonino si candida nel Lazio 05.01.10

La candidata radicale chiede l'appoggio del PD.
Potrebbe essere un successo e per questo nessuno coglierà l'occasione.

Ubriaco di prima mattina 31.12.09

Continuo a pensare che dipingere Craxi come un criminale sia una caricatura sciocca e inaccettabile. Cosi' come descriverlo come la vittima di una congiura.

Piero Fassino.

Ipotesi Fini 21.12.09

Il presidente della Camera Gianfranco Fini viene visto bene come premier dal 47% degli elettori del Pdl

E fin qui. Poi arriva la mazzata.

e dall'82% degli elettori del Pd.

Ed ecco che scatta qualcosa di indefinito. Una sensazione spiacevole. Un che di stantio e fastidio che lascia indisposti verso il prossimo.

Casini e la mossa del cavallo 12.12.09

E' chiaro che in queste condizioni una richiesta di elezioni anticipate farebbe emergere uno schieramento repubblicano a presidio della democrazia. E poiché penso che la democrazia sia un valore io mi schiererei "senza se e senza ma" in sua difesa.

Pier Ferdinando Casini apre all'alleanza col Partito Democratico, IdV e Fini in chiave anti-Berlusconi.

5 dicembre 17.11.09

Il Pci, che è tornato di moda, non si sarebbe mai domandato se aderire o no a un corteo dell'estrema sinistra.
E se qualcuno dei suoi andava, non se ne discuteva certo nelle riunioni di direzione.

Via Europa.

PD everywhere 15.11.09

Bandiere del PD sventolano in occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino

Bandiere del PD sventolano in occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino, mentre Veltroni torna ad essere protagonista.

Un eterno ritorno.

Quote Rosy 07.11.09

Bindi presidente, Scalfarotto e Sereni vice. Questo è quello che è uscito dall'Assemblea Nazionale del PD che ha proclamato Bersani segretario.

Un primo piccolo passo nella giusta direzione.

Pax bersaniana 06.11.09

Franceschini capogruppo alla Camera.

Ognuno porta la sua croce 05.11.09

Oggi sintetizzavo così, nel corso di una discussione su FriendFeed, sull'improvvisamente divenuto centrale tema del crocifisso nelle aule,

uno può essere credente, volersi sposare in chiesa e nonostante questo desiderare che i luoghi pubblici restino laici. In uno stato serio e civile questo dovrebbe essere la norma. In Italia stupisce.

Le parole del senatore Ichino chiariscono questo mio punto di vista,

Sulla questione del crocefisso nelle aule delle scuole pubbliche e dei tribunali, dal punto di vista del cittadino e delle istituzioni andrebbe preliminarmente osservato che nessuna legge italiana, e neppure il Concordato, prevedono che si faccia questo uso del simbolo del cristianesimo; né tanto meno lo impongono. Si può semmai discutere della legittimità di questo uso ‑ legittimità ora negata dalla sentenza della Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ‑ sotto il profilo del divieto di discriminazione in ragione delle scelte religiose dei singoli; ma non voglio qui affrontare la questione sotto questo delicato profilo. Mi preme invece far presente il punto di vista del cristiano, o dell'aspirante tale, che vede utilizzato il segno della propria fede dallo Stato; e si sente dire che esso viene utilizzato "come arredo" d'ordinanza, previsto da un regolamento ministeriale, o comunque, nel migliore dei casi, come simbolo di qualche cosa di diverso dalla fede cristiana: come simbolo delle radici storiche e culturali della Nazione, o dell'Unione Europea. Cioè come una sorta di bandiera della nostra terra, o della nostra cultura, utile per distinguerle da altre terre o altre culture. Ecco, questo uso del crocefisso mi disturba come credente: perché Cristo non è morto in croce soltanto per il nostro Paese, né soltanto per i Paesi europei; e il suo Vangelo non si identifica affatto con la nostra cultura, ma è stato dato a tutta l'umanità. Questo uso del crocefisso come bandiera, o come simbolo di una cultura per distinguerla dalle altre, se compiuto dai credenti, costituirebbe una violazione del primo comandamento biblico: "Non usare il nome di Dio invano". Se è compiuto dallo Stato laico, vedo in esso un'appropriazione indebita. E chiedo che esso cessi al più presto: per rispetto dei cristiani prima ancora che dei non cristiani.

Ripartire dalla laicità 03.11.09

Bersani:

un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto.

Rispondere a Gilioli 2 02.11.09

Gilioli sul caso Rutelli-lascia-il-PD.

Mi fa piacere che più di uno abbia notato che, essendo stato eletto nelle liste bloccate del Pd (blindatissimo: capolista in Umbria) ed essendo uscito dal Pd, Rutelli dovrebbe mollare la poltrona di parlamentare.

Subito, possibilmente. Anzi ieri.

La Costituzione più inviolabile e sacra al mondo commenterebbe così: "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".

Fantacandidati 29.10.09

L'auspicabile e pertanto improbabile candidatura della Bonino alla presidenza del Lazio.

Provare col frassino 28.10.09

La Binetti ha deciso di restare nel PD.

La molletta come metafa 26.10.09

Teodem una volta 26.10.09

Quando Rutelli decise di lasciare il Partito Democratico. Non subito. Non da solo. Non tutti se ne dolsero.

Primarie PD, lo spoglio in diretta 25.10.09

Risultati in diretta su Termometro Politico.

Emozione Bersani 25.10.09

Su Red Tv Franceschini riconosce la vittoria a Bersani.

Emerge con chiarezza che Pierluigi Bersani è il nuovo segretario del partito.

I care 24.10.09

Voterò alle primarie.
L'alternativa ho deciso di costruirla così.

Rispondere a Gilioli 19.10.09

Domanda Gilioli, sull'onda del che-critica-al-PD-mi-invento-oggi,

da giorni si dice in giro che sarebbe già stato deciso di consolare il secondo arrivato alle primarie di domenica prossima con la poltrona di capogruppo a Montecitorio.

Vorrei sapere se, per gentilezza, ciascuno di voi può promettere ufficialmente e sul suo onore che, in caso di vittoria o di secondo posto alle primarie, impedirà questo ventilato mercimonio fra correnti.

Il partito più democratico del mondo risponderebbe così: "Hillary, anyone"?

Faccia a faccia democratico 16.10.09

Oggi dalle 15, all'Acquario di Roma, si terrà il confronto tra i tre candidati a segretario del PD, Bersani, Franceschini e Marino.
Il tutto in diretta su YouDem o via espressonline.it commentato da Gilioli.

Calpestarne una al giorno 15.10.09

Sono convinto che il rispetto delle regole sia fondamentale per un partito e a maggior ragione per un partito come il PD, in crisi d'identità e che ha l'ambizione di diventare una forza credibile e di governo. La boutade estiva di Grillo dovrebbe averci insegnato qualcosa.

Ora va detto che le regole per eleggere il segretario del Partito Democratico sono chiare, anche se inserite in un percorso tortuoso e discutibile.
Si individuano dei candidati attraverso una votazioni tra gli iscritti al partito; candidati che si sfideranno in seguito in primarie aperte a tutti.
Chi ottiene il 50% +1 dei voti viene eletto segretario. Se nessuno supera questa soglia, il segretario sarà nominato da un'assemblea di mille delegati (delegati a loro volta eletti durante le primarie nelle liste collegate ai candidati a segretario).

Che Bersani e Franceschini siano disposti, in seguito alla riflessione di Scalfari, a rivedere e annullare il terzo passaggio per decidere tutto alle primarie qualunque-risultato-si-ottenga è promettente e confortante, che siano disposti a cambiare le regole a partita non ancora conclusa lo è molto meno.
Il fatto poi che sia Marino a bloccare l'iniziativa ergendosi a paladino-delle-regole-scritte, quando non più tardi di due settimane fa avesse proposto agli altri due un accordo per l'accettazione del vincitore delle primarie a prescindere dal risultato, appare surreale e insensato.

Il bacio della morte 14.10.09

Bersani ha avuto una reazione più equilibrata, sto pensando di votare per lui alle primarie. Certamente non voterò Franceschini che propone la mia espulsione, né voterò scheda bianca.

L'endorsement di Paola Binetti, intervistata a Red Tv.

Se orzi troppo ti fermi 12.10.09

D'Alema attacca Franceschini da Orzo e lui risponde su Twitter.

In attesa del karaoke di Adinolfi su MySpace.

Convention democratica 11.10.09

Francesco Costa fa un liveblog dal congresso del PD.

Ricominciare da Dario 08.10.09

Siamo fottuti comunque.

Alla conta 08.10.09

Si chiude il voto tra i circoli, la prima fase congressuale del Partito Democratico.
467 mila iscritti: Bersani ha ottenuto il 55,13% dei consensi, Franceschini il 36,95% e Marino il soddisfacente 7,92%.

Ora convenzione e primarie. Poi forse opposizione.

Cogli la prima mela e che sia l'ultima 07.10.09

Se il futuro della comunicazione del PD passa per Bersani e i suo creativi, siamo fottuti.

Sindaco d'Italia 05.10.09

Quando Bersani dice qualsiasi cosa io credo che Dio si offenda. Anzi lo so: me l'ha detto Dorina Bianchi. A lei l'ha detto il Papa. Roncalli.

Via Fondazione Daje.

Non ha prezzo 29.09.09

Civati contro D'Alema. Marino contro Bersani.
Al circolo Ortica di Milano non hanno avuto dubbi.

Non si spiega 21.09.09

Manifesto del Partito Democratico del Lazio

Quando si dice ripensare la comunicazione del PD.

Mozione Garko 16.09.09

Un pensierino sul futuro segretario del PD.

L'Onore e il Rispetto con Gabriel Garko: 5.750.000 (22,61% di share).
Porta a porta con Silvio Berlusconi: 3.219.000 (13,47% di share).

A che punto siamo 10.09.09

Su Termometro Politico i dati ufficiosi sulle elezioni congressuali del Partito Democratico.
Bersani in testa, Franceschini insegue (ma più da vicino di quanto ci si aspettava) e Marino supera di poco la soglia del 5%.

L'UDC assieme al PD in Liguria 10.09.09

Per Burlando (attuale presidente della Regione Liguria) l'UDC sarebbe pronta ad allearsi con il PD, alle elezioni regionali del prossimo anno, garantendogli una probabile riconferma.

Non vi lasciamo mai soli 07.09.09

Francesco Costa mette in guardia su un possibile nuovo caso Villari che potrebbe scoppiare a seguito della decisione di Mauro Masi, di forzare i tempi sulle nomine di RAI 3, senza aspettare la fine del congresso PD e le conseguenze (disastrose, as usual) per il partito stesso.

Chiamate Nazzari 02.09.09

Doveva essere l'estate della campagna congressuale del Pd. L'estate in cui Franceschini, Bersani e Marino si sarebbero contesi la guida del partito, tentando di promuovere i temi della propria agenda e spostare su questi il dibattito del partito e, magari, del paese. E' stata, invece, l'estate della noia, caratterizzata da un dibattito inesistente e da una campagna congressuale ridotta al botta e risposta tra slogan privi di senso.

Via Francesco Costa.

Colpi di sole: Serracchiani candidata(?) 18.08.09

L'articolo su La Repubblica: Debora Serracchiani potrebbe presentarsi alle prossime primarie del Partito Democratico.

Se si parla delle primarie di Ottobre sarebbe una bomba.
Se quel "prossime" si riferisce a primarie future si tratterebbe di un'uscita alquanto infelice di Debora.

Poi c'è la possibilità che il titolista di Repubblica abbia preso troppo sole.

00:49 L'ultima ipotesi era quella corretta. Si tratta di una battuta di Debora, nel corso della trasmissione di Radio2 "Un giorno da pecora," e fraintesa da Repubblica.

Ansia da tesseramento 29.07.09

Il tesseramento del PD si è chiuso a quota 820.607. Una cifra nettamente superiore al più grande partito socialdemocratico d'Europa, la Spd, che contava 522 mila iscritti a fine 2008. Sommando CDU e CSU, due partiti in realtà più distinti di quanto la loro alleanza alle elezioni federali faccia comprendere, si ottengono meno di 700 mila tesserati, e la Germania ha circa 20 milioni di abitanti in più rispetto all'Italia. Gli iscritti del PD rappresentano un successo notevole, considerando che nessun Paese europeo di simili dimensioni ha un partito così radicato. In Francia i socialisti hanno 232 mila iscritti, contro i 256 mila dell'Ump di Sarkozy. In Gran Bretagna il Labour ha meno di 200 mila militanti, i Conservatori invece ne hanno circa 300 mila.

Via Andrea Mollica.

Non basta mai il tempo 24.07.09

La campagna elettorale di Bersani

Adinolfi si ritira e sceglie Dario 23.07.09

Panico nelle rosticcerie: Adinolfi ritira la candidatura a segretario del PD.

Volere l'impossibile 21.07.09

Con 600 mila tessere, forse 670 mila, il Pd è il primo partito d'Europa. Solo per iscritti. In Germania Cdu e Spd hanno poco più di 500 mila iscritti, gli altri ne hanno molti meno. Rimanendo a sinistra, il Labour Party inglese ha circa 200 mila membri, il Ps francese 232 mila. Forse bisognerebbe riflettere sul priapismo, tra mignotte e irrealizzabili obiettivi organizzativi, che colpisce la classe politica italiana.

Via Andrea Mollica.

Io scelgo Ignazio Marino 17.07.09

Siamo decisi a contrastare democraticamente chi governa l'Italia in maniera ottusa e maldestra:
per un Paese curato, sicuro, sereno, moderno;
per un Paese che conti, in cui si faccia strada il coraggio, la capacità, la speranza;
per un lavoro con un salario degno che valorizzi ogni individuo;
per una scuola come principale strumento per la formazione e l’integrazione dei nostri figli;
per uno sviluppo economico, responsabile, che rispetti l'ambiente.
Vogliamo che ognuno possa costruire con fiducia il futuro, realizzare il proprio sogno e vogliamo essere liberi di scegliere.
Non sono slogan, sono i valori in cui crediamo e che ci uniscono. Ma affinché questi valori diventino azioni positive, ognuno di noi deve fare un passo avanti e assumersi un impegno.

Via Campagna per Ignazio Marino segretario del PD.

Cani e porci 12.07.09

Grillo scrive di volersi candidare alla segreteria del Partito Democratico.
La donna barbuta invece ci starebbe ancora pensando.

Hint: La strategia è semplice, finito il congresso gridare allo scandalo per non essere stati eletti e ottenere una nuova visibilità dopo un anno opaco. Una manna per spettacoli e dvd.

Questione umorale 11.07.09

Marino ci ha tenuto a far sapere che è pronto a partire col piede giusto.
Piallando la sua candidatura con una dichiarazione che lascia sgomenti:

Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd.
E' evidente che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non può essere ignorata né sottovalutata. Come vengono individuati i coordinatori dei circoli? E' chiaro che non sono scelti liberamente ma imposti, sono messi in quelle posizioni per rispondere agli equilibri delle correnti e per di più senza nemmeno sapere chi siano queste persone, che cosa hanno fatto nella loro vita, se siano davvero in grado di guidare un circolo, anche dal punto di vista morale. Ma cosa dobbiamo ancora aspettarci?

Orzo con Bersani 08.07.09

Si parla di programmi 06.07.09

E altra roba concreta. Di PD e per il PD.
Su FriendFeed.

Fa' la cosa giusta 04.07.09

Il candidato Ignazio 04.07.09

Vorrei che dal congresso uscisse un partito con più iscritti, un partito che chiarisca la linea su molti punti, come l'ambiente, la sicurezza, il lavoro, la scuola e la ricerca e naturalmente i diritti per tutti.
Ognuno di noi può dare un contributo in modo che al termine del congresso e delle primarie il 25 ottobre, avremmo un partito solido in grado di proporsi per governare un paese che ha un disperato bisogno di modernizzarsi.

Via Corriere della Sera.

Ingranaggi che si mettono in moto 03.07.09

La terza via inizia con la "M" di Marino.

Vorrei fare qualcosa di utile per tutti, portare il mio contributo fuori dalle logiche di potere. I meccanismi congressuali blindano i movimenti di chi non sia già irregimentato. Però forse qualcosa si può fare. Mi lasci ancora un paio di giorni, ho una paziente che aspetta un trapianto: vado, torno e poi ne parliamo.

La terza via c'è 03.07.09

Luca avvisa che il ticket Marino-Civati è pronto. La terza via per la corsa alla segreteria del PD è cosa fatta.

Prima di far gol. La terza via c'è. La stiamo definendo in queste ore. La sottoporremo al giudizio di tutti coloro che ci hanno seguito nel nostro percorso tortuoso degli ultimi mesi. Tra Scilla e Cariddi, proseguiamo spediti, senza tappi, però, per ascoltare, senza preoccuparcene troppo, cosa dicono le sirene. Senza esitazioni, sapendo che un terzo progetto rafforza politicamente gli altri due, proprio perché li ridimensiona elettoralmente (e secondo me, ma questo è un mio personalissimo parere, ridimensiona soprattutto chi, sulla carta, parte favorito). Il terzo progetto estenderà la base elettorale del Pd, aumenterà le iscrizioni, renderà le primarie (altrimenti noiosissime) un passaggio più interessante per tutti. Movimenterà il dibattito e lo renderà meno astioso (e più simpatico) di come è partito. Il terzo, insomma, sarà tutto e fin dall'inizio, un progetto per il Pd. Queste sono le nostre intenzioni.

Intravedere la gioiosa macchina da guerra 01.07.09

Qui si attende la terza via.
Che si chiami Civati, Marino o chi per loro poco importa. Che si formalizzi in tempi rapidi.
Il titolare di questo blog è stufo di doversi turare il naso.

Non lasciatelo solo di fronte alla scelta obbligata tra il ticket Franceschini-Serracchiani e quello Bersani-D'Alema.

Debora e Dario 01.07.09

La più votata nel Nord Est, la donna che ha battuto Berlusconi alle europee, Debora Serracchiani, non si candida alla segreteria del Pd, come le chiedevano molti dei suoi elettori. Ha deciso di correre con Dario Franceschini, contro Pierluigi Bersani. [...]
Che cosa non le piace di Bersani?
"Rappresenta l'apparato. In tutto, linguaggio compreso. Parlano ancora di piattaforma programmatica, un'espressione che proprio non si può più sentire. Non mi sono piaciuti i modi della sua candidatura. Da un anno è un candidato a prescindere, come direbbe Totò. A prescindere dall'avversario, dal segretario in carica, dal risultato elettorale, da tutto". [...]
Di che cosa avete parlato con Franceschini, invece che di poltrone?
"Dei grandi temi sui quali il Pd deve ancora dare risposte chiare all'elettorato"
Non abbiamo così tanto spazio. Mi elenca soltanto i principali?
"La laicità, la questione morale, il conflitto d'interessi, la riforma del welfare. Non generiche aspirazioni, ma proposte concrete da portare al congresso e sulle quali confrontarsi. Questo è il primo congresso vero del Pd, con uno scontro autentico che arriverà alle primarie. Può essere un'altra passerella di narcisismi assortiti oppure un'occasione straordinaria per discutere sulle cose e illustrare agli italiani le nostre proposte. Se si butta via questa occasione non ne avremo un'altra"
Nell'intervento che l'ha resa celebre, lei partiva proprio dalla laicità e dal caso Englaro. Che cosa le fa pensare che il cattolico Franceschini sia più sensibile al tema del suo rivale?
"Proprio il fatto che venga dal mondo cattolico. Paradossalmente i cattolici democratici hanno molte meno remore a sfidare il clericalismo di quante ne abbiano gli altri"
Una legge sul conflitto d'interessi, la questione morale, le norme contro le candidature di condannati. Sono tutte questioni che il centrosinistra ha archiviato da tempo.
"I leader sì, gli elettori per nulla. Certo, se vogliamo contribuire ulteriormente al successo di Di Pietro..."
In questi mesi si è data una ragione della sua clamorosa e immediata popolarità?
"E' il fatto che sono una persona normale. L'elettorato si identifica nel linguaggio, nel modo di essere, direi quasi nella fisicità. E poi non vengo da tutta una vita di sezione" [...]

Piombini in diretta 27.06.09

Via iMille.

Lingotto live 27.06.09

Mario il candidato 27.06.09

Non ci interessa andare ad un congresso che sia un regolamento di conti tra componenti interne, nell'eterna lotta tra dalemiani e veltroniani con ex popolari a fare la spola. Vogliamo un Pd che sia un amalgama riuscito e dunque molto duro grazie a una ritrovata vera compattezza che lo renda potenzialmente vincente. Un Pd federale che possa immaginare anche forme autonome territoriali a partire dal Nord del paese, dove si fa fatica a rappresentare le esigenze reali di una popolazione che letteralmente fugge dal voto e in particolare dal voto verso il partito dei riformisti italiani. Il Pd deve raccogliere questa sfida, innovare anche le ritualità del proprio essere in politica, lottare casa per casa per riconquistare un consenso che è andato via via sparendo, senza mai dare segnali di controtendenza.

Via Mario Adinolfi.

Cosa è uscito dal Lingotto 27.06.09

L'assemblea dei 'Piombini' al Lingotto

In molti si aspettavano una sola cosa. La terza via. Un nome forte capace di contendere il congresso a Franceschini e Bersani.
Inutile aggiungere che il nome (quel nome) non si è sentito. Serracchiani non pervenuta. Almeno per il momento.

Volevo dirvi qualcosa che vi aspettavate. Ma ve lo dirò un'altra volta.

Per il resto sono state sparate cartucce a salve e buoni propositi.
Parole ascoltate più volte e che da un anno ci ha accompagnano di sconfitta in sconfitta.

Bisognava essere convincenti nella forma e nella sostanza. Questo si chiedeva al gruppo dei "Piombini". Di concreto si è vista solo la retorica. Pochi i discorsi a braccio. Contenute le ovazioni.
Marino che strappa applausi e consensi è una meteora.

Per avere le idee più chiare bisognerà aspettare Luglio.

Navigare a vista 26.06.09

Il liveblogging dalla direzione nazionale del PD via Luca Sofri.

Il candidato Pierluigi 25.06.09

C'è un duro lavoro da fare per costruire un radicamento popolare del nostro partito e rispondere così a una destra che quando vince, vince nel popolo. C'è un lavoro da fare per collegarci alle forze produttive del paese, lavoratori e imprenditori, nel pieno di una crisi che ridefinirà anche il loro rapporto con la politica. C'è un lavoro da fare per convincere l'Italia a guardarsi con gli occhi delle nuove generazioni e costruire così nel senso comune una idea di futuro.

Di tutto questo dobbiamo discutere, e in nome di questo, dobbiamo discutere anche di noi, cioè della nostra effettiva capacità di essere utili ad una Italia migliore. Per essere utili, dobbiamo costruire la nostra identità e renderla percepibile. Per essere utili non possiamo essere soli, ma dobbiamo impegnarci a costruire un campo di forze capace di indicare una nuova prospettiva politica. Per essere utili dobbiamo avere un partito che funzioni, che operi attraverso una partecipazione vera e produca il rinnovamento traendolo dalla realtà del territorio.

Via Pierluigi Bersani.

Il candidato Dario 24.06.09

Lingotto democratico 21.06.09

Oleg Curci stila la lista delle cose che voi umani non vorreste più vedere nel Pd e che certamente non ci saranno al Lingotto. La riporto qui di seguito:

- nessuna Canzone popolare, né Mi fido di te: ci vuole un'altra musica;
- nessuna citazione dal Piccolo principe, né dichiarazioni monumentali del tipo: «sto fino alle elezioni» oppure «dopo il mio mandato, vado in...»;
- palchi rotanti e tavolette invisibili per discorsi memorabili;
- nessun vecchio che faccia il giovane né giovani invecchiati prima del tempo;
- nessun "congresso nel congresso" nei corridoi;
- nessun luogocomunismo;
- nessuna votazione per alzata di delega (al limite si alza il gomito... ma solo sabato sera e senza guidare);
- nessun discorso che inizi con : «Vi porto il saluto del... improvvisamente assente per motivi istituzionali...».

Non troverete nulla di tutto ciò... troverete un grande ed unico ospite che aspetta finalmente le indicazioni per la strada che deve percorrere il Partito Democratico.
Venite... ne sarà valsa davvero la pena.

Via Civati.

Il ballottaggio a Firenze secondo Staino 19.06.09

Un posto al sole 13.06.09

Volti giovani, espressione di una cultura politica interamente dentro la storia del Pd, che sognano un partito moderno, laico, radicalmente alternativo al berlusconismo e che attendono solo l'occasione per scendere in campo. Nell'attesa c'è l'appuntamento del 27 giugno al Lingotto di Torino: una data e un luogo significativo, esattamente due anni fa dalla stessa sala partì l'avventura del Pd di Veltroni. A convocare l'assemblea è il gruppo di Piombino, come si autodefiniscono i trentenni-quarantenni che si sono incontrati due mesi fa nella città toscana: la veneta Marta Meo, il lombardo Pippo Civati, che ha appena scritto un libro-manifesto (titolo che più veltroniano non si può: 'Nostalgia di futuro'), il blogger Luca Sofri, Ivan Scalfarotto (candidato anche lui alle europee, ma nel suo caso il popolo del Pd ha guardato altrove), i deputati Paola Concia e Sandro Gozi.

"I congressi veri nascono sul conflitto tra le idee, non sull'accordo tra i capi", spiega Gozi. Forlivese, 41 anni, Gozi ha lavorato a Bruxelles con Romano Prodi, i suoi rapporti con il Professore sono ottimi. E dopo un lungo silenzio l'ex premier si è fatto sentire: "Nel Pd serve un rinnovamento radicale". "Non una persona, ma un gruppo", traduce Gozi: "Se in tre mesi una giovane sconosciuta ha preso più voti di Berlusconi, fino al 2013 abbiamo il tempo di far crescere una nuova classe dirigente". Franceschini va ancora bene, la Primavera può gestirla ancora lui a patto che rinnovi davvero il partito, dicono prodiani, veltroniani e cani sciolti. Magari con la squadra dei giovani schierata al suo fianco. "Deve smettere di fare l'ex democristiano con il ciuffo che dà ragione a tutti", spiegano. Insomma, se vuole incarnare la novità, Dario non può essere solo il candidato di D'Alema. Meglio una ragazza di Udine, a quel punto. O chiunque riporti la Primavera. E scongeli il Pd.

Via Marco Damilano.

Cantiere politico 11.06.09

I "Piombini" si danno appuntamento a Torino, alla Sala dei 500 del Lingotto, il 27 giugno.

Siamo il Partito Democratico. Siamo un grande e moderno progetto di cambiamento e ricostruzione del centrosinistra italiano, della politica italiana, e dell'Italia. Siamo un partito che nasce e cresce intorno a idee e valori condivisi, e che ha come primo obiettivo l'estensione di questa condivisione. Non modificando queste idee e questi valori, non contaminandoli con compromessi e contraddizioni: ma declinandoli in un progetto collettivo di progresso e di visione del presente e del futuro. E costruendo un consenso su questa visione. Siamo il Partito Democratico, non siamo due partiti che si sono alleati. Non siamo la convivenza di obiettivi e interessi diversi, da far convivere e di cui fare commercio politico. Non vogliamo che questo progetto sia ostaggio di meccanismi e fallimenti i cui risultati hanno portato il centrosinistra italiano ai peggiori risultati degli ultimi vent’anni. Crediamo che contesti nuovi chiedano scelte nuove, crediamo nell'assunzione di responsabilità di chi viene sconfitto, e nell'assunzione di responsabilità di chi vuole superare le sconfitte. Noi vogliamo superarle, vogliamo cambiare l'Italia in meglio, e governarla. Siamo, siete, siamo assieme l'alternativa alla spartizione tra vecchie correnti del più ambizioso progetto politico nella storia dell'Italia repubblicana. Sappiamo di essere in tanti, finora troppo trascurati e impotenti. Non andremo al congresso di questo partito per scegliere se consegnarlo a un leader della Margherita o a un leader dei DS. Ci andremo per darlo al leader del Partito Democratico e alle persone del Partito Democratico.

Serracchiani semplicemente democratica 08.06.09

Per quanto riguarda il PD c'è un caso eclatante che merita alcune considerazioni.
Debora Serracchiani, in Friuli, ha preso più voti di Berlusconi, quasi sette volte i voti del capolista PD Luigi Berlinguer e da solo ha portato a casa praticamente la metà dei voti di tutto il Partito Democratico. In tutto il nord est Debora ha insidiato i candidati spinti dal partito.

Ha vinto la sua sfida senza doversi appoggiare a faraoniche promesse o a campagne elettorali milionarie. Ha stracciato gli avversari senza avere l'apparato romano e nazionale del PD che la sosteneva, ma solo l'appoggio delle sezioni locali. In una circoscrizione storicamente arida di voti per la sinistra.

E' bastato un discorso di dodici minuti, riempito con cose di buon senso e argomenti condivisibili, laici e di sinistra.

Cavallo perdente 08.06.09

Finita quest'esperienza delle Europee, mi fermo per un po' e anche questo blog prenderà per qualche tempo una piega un po' diversa. Il risultato elettorale è molto deludente, non lo nascondo, e penso che sia giunto il momento per me di prendere una bella pausa ed esplorare per qualche tempo nuovi territori.

Mettercela tutta a quanto pare non basta (e non è mai bastato). Scalfarotto inanella l'ennesima sconfitta lasciandomi l'amaro in bocca una volta di più.

Darth Dario 06.06.09

Convincere Darth Vader non è certo facile.

Strategia elettorale 04.06.09

Ricevo un sms che puzza di fake lontano un miglio.

Da: P"
VOTA PD! Solo un grande partito può fermare questa destra! Se ognuno inoltra questo sms alla propria rubrica, in poche ore saranno centinaia di migliaia!

18:38 Ne ho appena ricevuto un altro che mi segnala la presenza di Franceschini a Matrix. Ora dubito del dubbio che sia un fake. Altri dubbi nascono sulla forma scelta dal PD per fare campagna elettorale a pochi giorni dal voto.

Franceschini in chroma key 03.06.09

Lo spot elettorale del PD con Franceschini che parla su uno sfondo verde, in puro stile chroma key, era troppo invitante perché qualcuno non ne approfittasse.

Non aspettare che le cose accadano 01.06.09

A chi mi dice che questo partito e questa classe dirigente non meritano di essere votati, rispondo due cose. La prima: è una follia pensare che al Pd serva una batosta per rifondarsi. Lo sento dire ogni volta, elezione dopo elezione, eppure dopo quindici anni di batoste brucianti la tanto vituperata classe dirigente è ancora lì: la storia insegna che davanti una sconfitta, la reazione dei partiti è sempre il rifugio nella conservazione. Davvero qualcuno pensa che un’altra sconfitta cambierebbe tutto? Un’'ltra batosta non rifonderebbe il Pd, bensì lo affonderebbe, con dentro tutte le buone intenzioni di chi è a un passo - anzi, a un congresso - dal tentativo di rovesciare il tavolo. La seconda: usate le preferenze. Usatele bene, usatele tutte, fatele usare dai vostri parenti. Le liste del PD sono abbastanza ricche e variegate da permettervi di trovare praticamente dappertutto candidati bravi e meritevoli di essere votati. Fatelo. Non permettete che il vostro astio verso questo capocorrente o quel deputato vi portino a sprecare il vostro voto e negare il sostegno a chi si sta facendo in quattro per costruire un partito che sia un po' più come lo volete voi. Venite a darci una mano, invece, che ce n'è bisogno. E votateci.

Via Ivan Scalfarotto.

Ella è mite 27.05.09

Milano, Italia, Europa 22.05.09

Immagini che riconciliano con la morte 21.05.09

Bisogna sperimentare dei giovani sperimentati.

Democratici Anonimi 18.05.09

Cambiare nome al PSE per venire incontro al PD 17.05.09

E' l'uovo di Colombo. Un'ipotesi che circola nei corridoi del Parlamento Europeo.
Modificare il nome del Partito Socialista Europeo (dopo le elezioni di giugno) per favorire l'ingresso dei candidati eletti nelle liste del Partito Democratico ed impedire la divisione degli stessi tra PES e ALDE.

Il nome proposto sarebbe "Alliance of Socialists and Democrats".

According to several Socialist sources, the new name of the group could be the 'Alliance of Socialists and Democrats', although the definitive decision will be made only after the elections, in line with the outcome of the vote.

The main reason for the name change is to absorb the PD, thus resolving the long-standing problem of its European positioning.

Changing their name would not be an easy decision for the Socialists, but given the fact that current polls show them trailing the centre-right European People's Party (EPP) in the upcoming June vote and following a series of bad results for the centre-left in recent national elections, the re-branding exercise might seem a reasonable price to pay for the additional number of MEPs that the group would gain.

Governare l'Europa 13.05.09

Avremmo bisogno di tre categorie di politici, in Europa. Dirigenti da spendere, sherpa che studino e preparino le cose, manovali che organizzino il lavoro e che lo seguano.

Via Wittgenstein.

Scegliere il candidato 09.05.09

Il circolo online del PD "Barack Obama" ha creato un contenitore dove raccogliere le interviste ai singoli candidati democratici, in vista delle elezioni europee di giugno.
Scelgo Democratico propone inoltre comode tabelle riassuntive, sui singoli candidati, divise per collegio: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole.

Merita un'occhiata.

Sul congresso e su Di Pietro 29.04.09

Non mi capita spesso di essere d'accordo con D'Alema.

Dividersi non è drammatico.
[...]
Un gran­de partito che vuole rappresentare il fulcro dell'alternativa di governo è un partito plurale, dove si discu­te, ma il problema non è questo, il problema è la qualità della discus­sione: non ci si può dividere sui gossip.

Io penso che sarà un congresso competitivo, che ci saranno più candidature e che ci sarà una di­scussione politica.

non sono più ripro­ponibili né la confusione dell'Unio­ne, né l'autosufficienza del Pd e l'asse privilegiato con Di Pietro, che non avrebbe senso e che secon­do me non ne aveva molto nean­che allora. Dovremo quindi lavora­re intorno al progetto di un nuovo centrosinistra il cui fulcro sia il Pd.

Scriverò Scalfarotto 28.04.09

Alle elezioni europee di Giugno voterò per Scalfarotto. Ancora una volta.
Non voglio altre delusioni. Ci conto.

Ti sei dimenticato lo spazzolino 24.04.09

Anche Staino ha un po' rotto i coglioni. Con grande stima.

I candidati del PD (glocal) 22.04.09

Il poster del PD ritoccato dalla Fondazione Daje

La lista dei candidati alle europee e per la Provincia di Savona del PD.

La prima impresione, non lo nego, è stata di puro scetticismo. Poi ho dato un'occhiata agli altri partiti, qui intorno, e mi sono messo il cuore in pace.

Il PD che mi piace 20.04.09

I 'giovani' del Partito Democratico riuniti a Piombino

Foto di Luca Sofri.

Sassoli per Bettini 17.04.09

L'attesa (e apprezzabile) notizia della rinuncia di Bettini, nella corsa per un seggio all'Europarlamento, non cancella lo scetticismo per la candidatura di David Sassoli come capolista nella circoscrizione centro.

Il meritato riposo di Sergio 10.04.09

la risposta a cui ha alluso prima Dario Franceschini e che ora sembra arrivare dallo stesso Cofferati è una risposta intollerabile e offensiva: è la risposta che dice "un conto è dover fare il sindaco, che è molto impegnativo, altro è il parlamentare europeo". È la risposta che esibisce sfacciatamente quello che finora era stato fatto - da molti, non da tutti - nel silenzio generale: a Strasburgo si va come in vacanza, come a un lavoretto part-time superpagato, come a un rilassante prepensionamento.

Ed è la risposta che contraddice più di ogni cosa lo slogan ripetuto dalla dirigenza del PD a proposito del suo regolamento: "chi va in Europa, resta in Europa". Chi va in Europa, invece, torna a Genova appena può.

Via Wittgenstein.

La Binetti lascia il PD(?) 09.04.09

La Binetti medita di uscire dal Partito Democratico poco prima o subito dopo le europee di giugno, per bussare alla porta dell'UDC.
Non sono così ottimista da stappare una bottiglia prima del tempo, ma lo sono abbastanza da metterla in fresco.

Election day solidale 08.04.09

Civati e la Meo, tra gli altri, si sono fatti promotori dell'iniziativa "Election day per aiutare l'Abruzzo".
L'idea è quella di accorpare elezioni europee, amministrative e referendum per risparmiare 400 milioni di euro, da impiegare in Abruzzo.

Mele marce 07.04.09

Lorenzo Ria, aspettando una poltrona dal PdL, lascia il Partito Democratico.

Tutto il discorso sul modo in cui sono state fatte le liste, da chi e perché non sto a ripetervelo. Già lo conoscete.
Rimarco invece la bontà di una potatura primaverile dei rami secchi.

Mi scrive Franceschini 07.04.09

Prima di tutto ancora grazie dei tuoi post e dei contributi che hai dato alle nostre discussioni.

Oggi ti scrivo per invitarti a partecipare a http://www.italianascosta.eu, un luogo per far emergere un'Italia troppe volte invisibile agli occhi della politica e del governo, di cui nessuno parla mai. Un luogo dove raccogliere le voci e i racconti delle persone che invece la vedono, la vivono e a volte la subiscono. Dove organizzare incontri per parlarne dal vivo, condividere proposte e individuare proposte concrete.

Mandaci il tuo racconto su quanto sta accadendo a te, alla tua azienda, nella scuola dei tuoi figli, nella tua città. Puoi anche organizzare un incontro con altri amici, colleghi, persone che sai essere sensibili al tema per affrontare la discussione. Racconti e incontri che non rimarranno senza riscontro, ma saranno la base su cui costruire iniziative per prendere posizione e trovare soluzioni efficaci.

Sul sito troverai tutte le informazioni utili per partecipare. Sarà sufficiente inserire nei campi dedicati username e password che hai già ottenuto registrandoti a uno dei nostri siti e potrai cominciare subito a dare il tuo contributo.

Grazie fin da ora per l'impegno che dedicherai al progetto. Insieme possiamo costruire qualcosa di utile e di importante per l'Italia.

A presto.

Dario Franceschini

I sondaggi dicono che... 07.04.09

La composizione del Parlamento Europeo dopo le elezioni di Giugno 2009

La prossima composizione del Parlamento Europeo per Predict09.Eu.


Seggi e voti in Italia per le elezioni europee 2009

Secondo la stessa previsione, il PD si attesterebbe al 29,8%.

Debora Serracchiani va all'Europarlamento 04.04.09

Ho deciso di accettare la candidatura per due motivi. 1) per responsabilità verso il mio territorio che crede in questa candidatura e che mi ha chiesto di provare convintamente a farcela 2) perchè credo che questo partito meriti un gruppo dirigente nuovo che si formi nelle istituzioni e che, anche dalle istituzioni, chieda il rinnovamento. E' stata una decisione difficile, ma credo che sia un piccolo segnale importante. Spero che ne seguiranno molti altri. La base è stata fondamentale nell'indicazione delle mia candidatura. Dobbiamo continuare ad ascoltarci, dobbiamo mettere in rete i circoli e tutti coloro che possono dare un contributo, anche piccolo, alla costruzione di questo partito. Spero che sosteniate la mia decisione. Qualunque sia il risultato ... non vi libererete di me!!!! Buonanotte, Debora

Via Debora Serracchiani.

Nuove opportunità 03.04.09

Definire la candidatura alle europee di Debora Serracchiani una scelta dettata dall'alto, dimostra solo la comprovata capacità dell'elettore medio di centro sinistra a non essere mai soddisfatto da nessuna scelta politica del suo partito.
Se Debora è riuscita ad ottenere quel posto, in quella lista, è dovuto principalmente al circo mediatico che si è scatenato intorno a lei. E a portare i riflettori sulle sue idee e proposte siamo stati noi. La base.

Infine, la dietrologia che vedrebbe la candidatura come un modo per allontanarla da chissà quali ipotetici ed utopici incarichi nazionali lascia, come sempre, il tempo che trova.

A dover essere sinceri, lo sospettavo 02.04.09

Così Sergio Cofferati il 10 ottobre su Repubblica.

E adesso farà l'eurodeputato e invierà cartoline da Bruxelles? «Il problema non Bruxelles e nemmeno Roma: se andassi, potreste dire che sono un ciarlatano.»

Il valore della coerenza 30.03.09

O la politica o i figli. Sergio Cofferati aveva fatto una scelta.
Rinunciando a ricandidarsi come sindaco di Bologna aveva scelto di rimanare vicino alla sua famiglia, a Genova.

Poi ha cambiato idea.
Sergio Cofferati sarà capolista nel nord ovest, tra le file del PD, per un seggio all'Europarlamento.

Il partito pesante 28.03.09

Loghi europei 28.03.09

Riguardo al potenziale simbolo del PD per le europee di cui si era parlato, è uscita questa notizia.

PD: UFFICIO STAMPA, PER EUROPEE RESTA SIMBOLO DEL PARTITO
(ANSA) - ROMA, 27 MAR - Nessun nuovo logo per il Partito democratico. Il documento grafico che si trova sul sito internet del Pd è stato utilizzato a febbraio per una campagna di comunicazione legata all'Europa. Sulla scheda elettorale per le elezioni europee resta il simbolo del Pd. Lo afferma una nota dell'Ufficio stampa del Partito democratico. (ANSA).

Avanti il prossimo 27.03.09

Lo vogliano dire che dal passaggio di Pierluigi Mantini all'UDC il PD ha solo da guadagnarci?

Didascalici da sempre 26.03.09

Saperla lunga 26.03.09

Dicevano che al di fuori della socialsfera nessuno si era e si sarebbe accorto di Debora Serracchiani. Domani sarà ospite a l'Era Glaciale.

Normal eroi alle prese con normal problemi 24.03.09

A sto giro tocca alla brava Debora Serracchiani incarnare le speranze e il desiderio di riscatto.
Come sempre è bastata una bella prosa che elencasse i difetti strutturali e di gioventù del Partito Democratico per farci spellare le mani in applausi. E' bastato venirci a raccontare quello che da mesi andiamo dicendo nei circoli, al bar, sui blog, per farci innamorare della dirigente venuta dal nordest.
E prima di lei è stata la volta della Meo, di Boccia, di Zingaretti, di Sofri, di Civati, della Meloni, di Martina, di Scalfarotto, di Gozi. Persino di Soru e Bersani.

Per carità ben venga la dialettica, evviva i volti nuovi con idee fresche, ma sarabbe anche venuto il momento di abbandonare le cotte estive e i buoni propositi per passare ai fatti. O rischiamo di ritrovarci tra due mesi ancora qui a elegiare un nuovo enfant prodige, per poi continuare a disperarci alla ricerca delle magnifiche sorti e progressive.

Tracciare una linea 23.03.09

Sofri dalla direzione nazionale del Partito Democratico.

Dice: ho parlato con alcuni di voi prima di fare l'annuncio obbligato sul non fare candidature finte. Chi eleggiamo in Europa resta in Europa. A noi non perdonerebbero le cose che perdonano gli elettori del centrodestra

E non candidiamo persone che debbano interrompere il loro mandato per andare in Europa

Sta riprendendo quasi tutto del nostro documento: mettiamo al centro della campagna l'Europa, anche se non porta voti

Quelli che la pensano come Debora Serracchiani 23.03.09

Via YouDem.

La giornata politica sul web 21.03.09

Diretta dajista dall'assemblea dei circoli del PD.
Il congresso dello scioglimento di AN su Twitter.

Daje Dario daje! 21.03.09

Il parlamento europeo è il luogo dove si decide il nostro futuro, non un luogo per pensionati di lusso. E le nostre liste saranno fatte solo da persone che si candidano ad andare a lavorare a Bruxelles non per raccogliere preferenze sulla base di una truffa. Berlusconi ha già annunciato di essere capolista ovunque e di candidare i ministri omettendo di dire che per legge dovranno dimettersi tutti. È per questo che proporrò di candidare solo persone autorevoli e competenti che resteranno a lavorare in Europa, solo persone che non hanno mandati locali o regionali da completare.
Molti amici mi hanno detto: riflettici resta capolista in tutte le circoscrizioni. Voglio dirlo direttamente a Berlusconi: il primo atto di serietà di un uomo politico è non imbrogliare gli elettori, non chiedere preferenze per un luogo dove non si metterà mai piede.

Via Partito Democratico.

Il rinnovamento parte dalla base 09.03.09

Giorgio Zanin vince le primarie del PD a Pordenone.

La nostra vittoria alle primarie si colloca nel solco della spinta al rinnovamento di stili e persone che sta attraversando tutto il Partito democratico. Non si tratta, o non si tratta solo, di un rinnovamento generazionale: è la visione del Partito che è diversa e che oggi ha vinto e chiede di avanzare. Un Partito che non ha paura del dibattito interno, ma che sollecita l'espressione di posizioni diverse, salvo poi trovare una sintesi comune. Un Partito che fa uso degli strumenti di comunicazione più moderni, come mezzo per allargare la diffusione delle informazioni e per valorizzare il confronto politico. Un Partito che considera una ricchezza anche la partecipazione saltuaria dei cittadini alla vita interna, e che si sforza di creare coinvolgimento e interesse su iniziative concrete e specifiche. Un Partito che pensa che il suo primo dovere è quello di dare l'esempio ai propri cittadini sulle tematiche di moralità, sobrietà e di utilizzo delle risorse pubbliche. Un partito capace di formulare un disegno di futuro capace di attrarre le energie, le competenze e il consenso di molti.

Ora inizierà una fase importante: da un lato dobbiamo consolidare l'unità del Partito, superare le divisioni che giocoforza si creano col meccanismo delle primarie, a partire dal pieno coinvolgimento dei vincitori nelle responsabilità di partito anche in vista delle provinciali. La lealtà della dirigenza è una chiarezza necessaria. Questo permetterà di costruire un clima di fiducia che è la condizione necessaria per poter affrontare la competizione elettorale con piglio vincente. Le elezioni a giugno si vinceranno o si perderanno insieme! Dall'altro dobbiamo cercare il sostegno di una coalizione la più ampia possibile, per sfidare il centro destra e conquistare la presidenza della provincia. Tutti gli alleati potenziali hanno ora dal PD elementi più chiari per valutare il profilo della coalizione che mi auguro di guidare.

Giusto una ritenteggiata 27.02.09

Il PD alle prese con il rinnovamento.

Gli ottimisti 27.02.09

Nicola Piepoli vede il Partito Democratico intorno al 30%.

Le cifre dei partiti sono pietrificate e penso che queste saranno quelle delle elezioni europee.

Da tenere e conservare.

Eppur si muove 24.02.09

Un passo alla volta. La nuova segreteria del PD voluta da Franceschini.

C'è motivo per un cauto ottimismo.

A pensare male 23.02.09

A lui questa storia di essere il segretario scelto dal vertice contro la base proprio non gli va giù: "Ma scusate - domanda ad alta voce, facendo girare anche i passeggeri della fila davanti - la base qual è? Quella dei blog o quella che abbiamo visto sabato, le 2000 persone elette con le primarie? Quella è gente vera, non virtuale. Convocata solo 48 ore prima, arrivata a Roma perchè glielo chiedeva il partito. Ebbene, l'81% ha detto eleggiamo il segretario subito, qui. Se non è democrazia questa. Quale altro segretario di partito è stato eletto dalla sua base? Berlusconi è stato eletto così? Di Pietro è stato eletto così? Gli italiani non sono il popolo della rete.

Così Franceschini su Repubblica.
Dichiarazioni che dimostrano, se ancora ce ne fosse il bisogno, tutta l'inadeguatezza di questa classe dirigente.

La stagione degli errori 21.02.09

Cosa è uscito dall'Assemblea Nazionale che ha eletto Franceschini come nuovo segretario del Partito Democratico.

Le cose buone.

  • La scelta di non tornare indietro e proseguire (almeno a parole) nella via del bipolarismo, con la costruzione di un soggetto politico di stampo europeo.
  • L'azzeramento del governo ombra e di tutte le cariche del partito (ad eccezione della direzione).
  • Le alleanze sul programma.
  • Cacciari che conclude: "Certo che un partito chiamato a decidere tra Franceschini e Parisi il leader, rasenta il ridicolo".
  • I soli 92 voti presi da Parisi.

E quelle pessime.

  • Cuperlo ha delle buone idee e un'ottima dialettica, ma alla fine sono tutte seghe mentali.
  • Parisi che parla ad una platea vuota fa tenerezza. Parisi che non accenna a togliere le tende e a chiudere la sua stagione politica fa incazzare.
  • Scalfarotto è il solito Scalfarotto. Giusto un po' di fumo. Qua e là.
  • Fassino che invita a non farsi del male. Ve lo ripeto: Fassino che invita a non farsi del male.
  • Ma Fassino è ancora lì?
  • La buffonata di proporre la Concia e poi non trovare le firme per sostenere la sua candidatura.
  • Il gruppetto degli "autoconvocati".
  • I "big" del partito.
  • Il segretario a tempo.
  • Non entrare nel PSE, ma non poterne fare a meno.

  • D'Alema.
  • La certezza di ritrovarsi Bersani a Ottobre.
  • Il discorso di Franceschini è ottimo. Per il pentapartito degli anni '70.
  • L'indecisione della Binetti se votare o meno Franceschini dopo i passaggi (più che ambigui) sul testamento biologico nel suo discorso.
  • D'Alema l'ho già detto?
  • I 1084 delegati che non si sono presentati.
  • Dover aspettare Colaninno per sentirci dire di tirare fuori le palle.
  • La Finocchiaro sempre più avulsa dalla base e dalla realtà che la circonda.
  • Goffredo Bettini che ha ancora il coraggio di rilasciare dichiarazioni.
  • La canzone popolare.

Per lui è tornato l'ottimismo 21.02.09

Aveva ragione Walter Veltroni. E' tornato l'ottimismo e questa è la prova che l'unico ad aver capito che cosa bisogna fare è stato Veltroni. Serviva una scossa, un segnale di cambiamento e ringraziamo Veltroni per la sua scelta che è stata un atto d'amore verso il partito che ha fondato.

Per il momento io ho solo un grande cerchio alla testa.

Il compitino 21.02.09


L'Obama italiano 21.02.09

Per Time il leader che il PD cerca si chiama Matteo Renzi.

Renzi is the Democratic Party's chance at change. Florence's mayoral election is in June and he is expected to easily win the left-leaning city. "If he becomes mayor of Florence, he becomes the hope," says one Rome-based opposition insider. "Then people start talking about the Italian Obama; start saying I've seen the future of Italian politics.'"
[...]
A practicing Catholic, Renzi says he won't let the Vatican guide his policy. In the primary, he ran a classic grass-roots campaign using the Internet, Facebook and other tactics drawn from Obama's successful presidential run. "I'm a politician," he says. "I don't perform miracles. I've just tried to make the administration of government work better, day in and day out."

Cuor di leone 19.02.09

Di fronte all'8 settembre del Partito democratico, nel pieno della battaglia elettorale, gli aspiranti condottieri di domani hanno elaborato una strategia niente male: mettersi tutti d'accordo nel mandare avanti il vicesegretario di Veltroni, l'intrepido Dario Franceschini, ma soltanto fino alla fine della battaglia medesima - e cioè fino alla fine della campagna elettorale - per poi candidarsi tutti, freschi come una rosa, al congresso di ottobre. Perché in battaglia, si sa, può anche capitare di farsi male, perdere consensi, sporcarsi le mani e la faccia. Dunque tutti d'accordo - a cominciare da Veltroni, ovviamente - nel dare a questa crisi improvvisa l'esito più paradossale che si potesse immaginare: un leader che si assume la responsabilità della sconfitta a battaglia appena cominciata, ammette di aver fallito, quindi indica come suo successore il suo vice, e tutti coloro che fino a ieri si erano permessi di criticarlo, e avevano facilmente previsto il baratro in cui la sua linea li avrebbe portati, che lo applaudono felici e contenti.
E allora no, ci dispiace, non è una cosa seria. Perché le cose sono due: o ha ragione Veltroni, quando nell'assumersi ogni responsabilità fa capire chiaramente che a lui non ne spetterebbe nessuna, che la colpa è solo e sempre di quegli altri, quelli che la sua linea politica avrebbero instancabilmente sabotato, e allora non si capisce come quegli altri possano applaudire il suo "bel gesto" e appoggiare il suo vice; oppure Veltroni ha torto, perché è la sua linea che ha portato al disastro, e allora, com'è possibile che sia il suo vice a "voltare pagina"?

Via Left Wing.

Un giorno ti rimpiangeremo 18.02.09

La base mormora 18.02.09

Secondo i sondaggi online, le preferenze degli elettori PD per il prossimo leader si dividono tra un nome nuovo, Bersani e Civati.
Nel frattempo si tira a campare con Franceschini.

Del tirare fuori le palle 18.02.09

Bersani:

C'è Pierluigi Bersani, sfidante ormai senza sfidato, che non vuole assolutamente prendere la guida della baracca adesso, "sennò la sconfitta delle Europee ricadrà su di me".

Se ne parlava qui.

Neppure Soru 17.02.09

D'accordo ci eravamo sbagliati. Adesso che abbiamo bruciato anche Soru nello scontro diretto, non ci resta più nessuno.
No, neanche Bersani. A meno che non si decida a tirare fuori le palle e a uscire, una volta per tutte, dalla crisalide per trasformarsi in un leader.

Non ci resta più nessuno.

Ora ti sfondo i bonghi per vendicare l'Africa 17.02.09

Walter ha fatto la cosa giusta, si è messo da parte.

Ora è tutto in mano a chi ha giocato allo sfascio per mesi.

La paura che si abbandoni la vocazione maggioritaria per tornare ad assomigliare ai DS è forte.
Il tentativo di ricostuire un Ulivo/Unione 2 è dietro l'angolo. Rimettersi in casa quella miriade di cespugli (con cui non si è mai riusciti a governare con successo in quindici anni di tentativi) è un progetto nel cassetto per molti.
Ritornare indietro, rinunciare, accontentarsi per racimolare le briciole. Strategia, tra l'altro, tanto cara a buona parte del paese.

Sarebbe un dramma.

L'alternativa potrebbe essere un congresso straordinario che porti a primarie entro Maggio, la scelta di un nuovo leader, la definizione di un nuovo progetto politico. Sarebbe la scelta più difficile, ma anche la più coraggiosa. Quella che permetterebbe al Partito Democratico di tornare a competere alla pari con il centrodestra in breve tempo.

Nel mezzo la linea che ha contraddistinto il PD nell'ultimo anno. Tirare a campare, magari con un segretario provvisorio da sacrificare in vista delle europee (Franceschini). Sperando che il salvifico congresso di Ottobre ci porti la luce.

Discontinuità 16.02.09

Matteo Renzi è in testa, con un ampio margine, nelle primarie fiorentine per la scelta del prossimo candidato sindaco.

Renato in sardo 12.02.09

Lui voterà no 09.02.09

In una delle rare occasioni in cui il segretario del Partito Democratico esprime una posizione chiara, netta e univoca, il resto del PD si presenta diviso e in balia delle peggiori correnti di potere.

Del non perdere mai occasione per restare in silenzio 07.02.09

I teodem del PD al completo sul caso Englaro:

"Pur rammaricati e preoccupati per il conflitto istituzionale in atto, considerata la situazione di reale emergenza ed urgenza ed in attesa di una piu' completa legiferazione da elaborare in sede parlamentare, ci dichiariamo favorevoli ad un Disegno di Legge urgente che salvi Eluana Englaro dalla morte per fame e per sete e ritorni a sancire da parte dello Stato la vita quale bene indisponibile". Lo dichiarano in una nota congiunta, i parlamentari 'teodem' del Pd, Emanuela Baio, Paola Binetti, Luigi Bobba, Marco Calgaro.

Targhe alterne 29.01.09

Ieri una mano ignota ha riposizionato una nuova targa della Margherita, mentre non si sa ancora chi è in possesso della targa della Margherita e di quella del Pd originariamente poste sul portone di via di S. Andrea delle Fratte. Ci sarebbe da ridere, o da piangere: fate voi.

Sulla storia delle targhe della sede del PD.

Uno su cinque sarà uno di noi 18.01.09

Se è vero che il Partito Democratico, del dopo elezioni, non è riuscito a produrre la benché minima linea politica, è altresì vero che negli ultimi mesi ha quantomeno tentato di cavalcare timidamente l'onda delle proteste contro le riforme dei ministri Brunetta e Gelmini.
Ministri, va detto, che secondo le ultime rilevazioni trainano la corsa trionfale dell'esecutivo, mentre il PD continua a dissanguare voti potenziali, sprofondando al 23%.

Siamo solari e per la pace (again) 18.01.09

Maialate 14.01.09

Andrea Mollica sulla riforma elettorale per le europee.

L'intesa tra PD e PDL si baserebbe su uno sbarramento al 4% e un voto di preferenza calcolato sul modello svedese oppure belga. Provo a simulare l'impatto che la loro introduzione avrebbe potuto avere sulle elezioni per il PE del 2004, concentrandomi sull'aspetto della selezione dei candidati.

Napo orso capo era impegnato 08.01.09

Si accendono i riflettori sulle candidature per le Europee di giugno.

Da Roma poi spunta il nome di una possibile sorpresa: quello di Davide Di Leo, conosciuto come Boosta, tastierista e mente creativa del gruppo musicale dei Subsonica. Boosta ha già avuto contatti con il Pd (ha tenuto lezioni alla scuola di politica del neonato partito a Cortona, l'estate scorsa) e l'idea di candidarlo sarebbe addirittura del segretario nazionale Walter Veltroni, per svecchiare le liste e proporre un nome che attiri l'elettorato giovanile. Un'ipotesi, quella del famoso musicista, che da un lato spaventa i candidati "ufficiali", che temono una dispersione di voti, dall'altro però è resa improbabile proprio dal meccanismo elettorale: è difficile infatti che una candidatura non appoggiata dalla struttura del partito possa ottenere i numeri necessari.

Siamo solari e vogliamo la pace nel mondo 07.01.09

Manifesto del Partito Democratico sulla guerra a Gaza

La nuova esplosiva campagna di inizio anno del PD farà ben sperare tutti i militanti, che si interrogavano sulle strategie da adottare nel 2009 per risollevare le magnifiche sorti e progressive.

Si andava fortissimo (diretta della Direzione nazionale del PD) 19.12.08

Votati alla sconfitta, ma cullati da una magnifica dialettica.

Il ricambio dei gruppi dirigenti deve essere frequente. Bisogna creare le condizioni di un forte avvicendamento con una nuova generazione.
Un nuovo modello di partito fa fatica ad affermarsi.
Il PD deve essere il partito dei circoli che sono il lievito democratico e civile dei territori.

Stiamo arredando il tunnel 19.12.08

Belle parole.
La Direzione nazionale del PD oggi ha prodotto questo. Belle parole. Peraltro già sentite in altri luoghi e in altri momenti. E la promessa di rivedersi a marzo.

Nel frattempo il Partito Democratico continua ad affondare nell'indifferenza, o forse bisognerebbe dire con la consapevolezza e la complicità di buona parte della sua classe dirigente.

Dal documento finale esce un appello a dare tempo al partito. Finora evidentemente si è scherzato.
E se la base sarebbe ancora disposta all'ennesimo sacrificio, è il tempo stesso a non concedere più dilazioni.

Qualunque cosa, ma subito.
Dove per qualunque cosa si intende un segnale qualunque, magari laico e riformista sarebbe gradito.
Le idee e le persone ci sarebbero. Adesso è necessario solo un po' di sano coraggio e qualche passo indietro.

Vada come vada, ve lo dico qui e ora, non voterò per Di Pietro. Mai.

Dritti dritti verso l'astensione 16.12.08

Sembra che trasformare, a Firenze, le primarie del PD in primarie di coalizione non sia stata una mossa risolutiva.
Se prima si litigava solo all'interno del partito, ora il livello dello scontro si è alzato e si è diffuso a gran parte del centro sinistra fiorentino.

Una situazione peggiore di questa è difficile da immaginare.
Tuttavia confido nella fervida inventiva del segretario nazionale.

Datte foco 16.12.08

Veltroni afferma di sentire:

la responsabilità di non aver reso evidente e chiara ciò che il Pd può essere di nuovo. Ogni volta che il vecchio si aggrappa ai nostri piedi, noi paghiamo un prezzo. Quando invece il Pd è il Pd, i risultati sono venuti.

E lo dice senza cambiare espressione.

Cose che neanche Craxi...

Leader minimo 10.12.08

Via Blob.

Leader auspicabile 10.12.08

Piazzate Democratiche 06.12.08

Il sindaco di Firenze Domenici, investito da accuse di corruzione, incatenandosi di fronte alla sede del gruppo Repubblica-L'Espresso ha dimostrato con un singolo rapido gesto la sua pochezza politica.

Continuo a pensare che il PD dovrebbe essere un'altra cosa. Mi illudo di vedere un futuro per questo partito che invece avanza in ordine sparso e nella direzione sbagliata.

Emozioni PD 01.12.08

Volete dirmi che adesso portiamo avanti anche la bandiera di Sky?

Su al nord 30.11.08

Dalle parti di Torino si fa un gran parlare di partito del nord e di future alleanze, finanche con la Lega.
Nel frattempo, la base, non ha ancora capito chi siamo, da che parte stiamo, dove andiamo e come intendiamo cambiare il paese.

Il dopo Walter 27.11.08

Si è fatto e si fa un gran parlare su chi potrebbe essere il nuovo segretario del Partito Democratico. Chi potrebbe avere le capacità e la forza di trascinare il partito fuori dalla fanga.

Negli ultimi mesi la lista dei desiderata è cresciuta, da Letta a Cuperlo, da Cacciari a Chiamparini, dalla Bindi a Bersani.

Personalmente vedrei bene Soru. Un delitto isolarlo in Sardegna.

Una definizione sciagurata. Io non sono contro la ricchezza. Sono per chiamare i ricchi, anche quelli delle barche e delle seconde case, a collaborare al bene comune. Credo sia giusto chiedere in base alla capacità, esigere quanto uno può dare. Per me, questi cinque anni sono stati anche una riscoperta della mia terra. E di beni preziosi, che a Milano avevo perduto, e che pure ai sardi rischiano di sfuggire. Il buio. Il silenzio. Gli spazi vuoti. Perché inquinare la notte con luci superflue e costose? Io non voglio una Sardegna deserta. Ma non voglio neppure una Sardegna trasformata in parco giochi. Voglio una terra laboriosa, dinamica, seria. E intendo governarla ancora.

Ho dovuto rileggerla due volte 25.11.08

C'è stata una splendida campagna di feste partecipate da milioni di cittadini, la Summer School ha iniziato un lavoro sulla formazione di altissimo livello, il Governo Ombra finalmente pubblicherà le proposte riformiste che ci hanno consentito un’opposizione incisiva, in Trentino il voto è stato positivo. Tutti i sondaggi ci danno in crescita. Stiamo costruendo il partito in tutta Italia. Dove sono gli errori?

Via Wittgenstein.

Il partito delle idee in libertà 24.11.08

Più che lo scontro da Veltroni e D'Alema mi preoccupa la quantità di ingenui che sono stati eletti tra le file del PD.

Mi avevano spiegato che le liste chiuse servivano proprio per impedire l'elezione di cani e porci. Ma forse ho capito male io.

Call center democratico 21.11.08

Se telefonate allo 06 675471, il numero ufficiale del Pd riportato anche sul sito del partito, vi risponde una simpatica musichetta registrata che dice "Democrazia e Libertà - la Margherita: i nostri operatori sono tutti occupati, pazientate un attimo".

In compenso, se telefonate allo 06 67111, il numero della vecchia sede nazionale dei Ds in Via Nazionale, vi risponde un gentile centralinista che dice: "Democratici di Sinistra, buongiorno".

Via Piovono rane.

La poltrona precede il partito 20.11.08

Villari non ha intenzione di dimettersi, e fin lì si poteva anche prevedere.
Ciò che mi preoccupa davvero è il PD e non per le decisioni che dovrà prendere a riguardo, ma per quelle che ha già preso. Ovvero candidare un personaggio come Villari.

Largo ai giovani 18.11.08

Veltroni si dice soddisfatto per l'intesa sul nome di Zavoli alla presidenza della commissione di vigilanza RAI.

Non resta che farlo presente a Villari.

Quando la base urla 12.11.08

Quasi ottocento persone, iscritte al circolo online del Partito Democratico "Barack Obama", attendono da mesi di potersi tesserare tra le file del PD, ma per immobilità burocratica e decisioni di continuo rinviate attendono ancora nel limbo dell'incertezza.

[...]

scrivo in qualità di coordinatore del Circolo Online Barack Obama - http://pdobama.ning.com - per presentare ufficialmente la richiesta che il circolo che rappresento venga riconosciuto come "circolo online del Partito Democratico". Chiedo anche che ci vengano comunicate quanto prima le procedure per effettuare il tesseramento.

Ricordo, certo che non ce ne sarebbe bisogno, che i circoli online sono previsti dallo statuto del partito all'articolo 14 comma 1. Lo statuto è stato approvato il 16 febbraio, e solo un ormai ingiustificabile ritardo nell'emanazione dei regolamenti specifici impedisce al nostro circolo di formalizzare le 758 preadesioni raccolte in questi mesi. Ritardo che, purtroppo, sta contribuendo a far diminuire l'entusiasmo delle persone che abbiamo coinvolto a partire dalle primarie del 14 ottobre e durante la campagna elettorale; persone che sono mediamente giovani e alla prima esperienza con un partito.

Questa richiesta ufficiale per raccomandata - una procedura poco tipica per un circolo online - segue molti contatti infruttuosi effettuati, fin da luglio, con Nico Stumpo, Filippo Quattrocchi, Andrea Orlando, Paolo Gentiloni, Giuseppe Fioroni, Salvatore Vassallo e la segreteria di Walter Veltroni. Da questi contatti abbiamo ottenuto prima rassicurazioni riguardo un tesseramento fin da settembre, poi sull'approvazione del regolamento sui circoli online entro agosto, e poi solo indicazioni di altre persone da contattare (indicazioni per le quali comunque ringraziamo).

Il nostro è il primo ed il più grande fra le decine di circoli online sorti dopo l'approvazione dello statuto, e spero che teniate presente che in tutto ci sono alcune migliaia di potenziali iscritti che aspettano delle risposte.

Per finire, cercando di onorare lo spirito propositivo che dovrebbe contraddistinguere noi democratici, vi ricordo che abbiamo elaborato una proposta di regolamento per i Circoli online cercando di mettere le nostre competenze e l'esperienza di questi mesi al servizio del partito. Tale elaborato, che avete già ricevuto e che comunque alleghiamo alla presente, vuole essere il nostro contributo alla stesura del documento ufficiale, stesura per la quale ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare.

Certo di avere una rapida risposta vi porgo i miei più cari saluti

Lucio Scarpa
coordinatore del circolo online Barack Obama

Salvacondotto 04.11.08

Alle polemiche scatenate dalla dichiarazione dalla senatrice Binetti:

Tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Da cui scaturisce il rischio pedofilia.

Risponde Walter Veltroni:

In un grande partito come il Pd non possono esistere "reati d'opinione" o processi per idee che vengano espresse.
Mi stupisce che su queste dichiarazioni si sia creato una così grande polemica quando era chiara la natura personale delle opinioni espresse e la posizione complessiva del partito.

Quindi vale tutto. In un partito riformista e laico dire che i gay sono pedofili è accettabile.
Era importante saperlo.
Sarà istruttivo ricordarlo, al segretario, alla prossima polemica sulla leadership con conseguente levata di scudi verso chi rema contro.

Magari poi cambiano anche nome al partito.
Bar Sport potrebbe essere indicato.

Un altro partito è possibile 26.10.08

Scoprire di avere ancora una base è costata una cena a D'Alema.

Ora non resta che scoprire la propria identità, inventarsi una piattaforma comune con le opposizioni e proporre un linguaggio in grado di rendere il Partito Democratico competitivo. Magari vincente.

Ripartiamo? 25.10.08

Verba Walter 22.10.08

Con le stesse facce è difficile innovare. Abbiamo dirigenti espressione di una stagione precedente. Cambieremo prima del congresso, nel 2009.

(Walter Veltroni, oggi su Repubblica)

Via Wittgenstein.

Laggiù qualcosa si muove 19.10.08

E' la prima iniziativa politica, di una qualche rilevanza, del Partito Democratico e del suo leader Walter Veltroni dal 12 aprile.
Gli eventuali vantaggi (o svantaggi) andranno valutati a freddo. Resta il fatto che qualcosa, finalmente, si è mosso.

L'alleanza è finita nel giorno in cui Di Pietro ha stracciato l'impegno e poi abbiamo due posizioni diverse, anche se, probabilmente, ci ritroveremo assieme nelle Amministrazioni locali, come è normale.

Una cazzata al giorno 18.10.08

Io capisco che l'inventiva dei responsabili del Pd è inesauribile, ma a questi ritmi rischiamo di restare senza vaccate entro poche settimane.

Via Fondazione Daje.

Capitomboli 03.10.08

Warte, cosa mi sfugge? Cosa ci sfugge? Perché ti avviso, siamo in parecchi. E siamo il famoso paese reale, non una cosa che si snobba con un'alzata di spalle e la legittima convinzione di essere quelli che sanno fare le cose, altro che chiacchiere. Le chiacchiere stanno affondando questo partito.

Via Wittgenstein.

Generazione trapassata 23.09.08

Moriremo tutti ulivisti 24.08.08

Invece di inseguire un'idea di futuro e trovare nuovo spazio nella società moderna che non ci capisce e non ci segue, la sinistra preferisce fermarsi.
Immobile si interroga sui bei tempi andati; ripercorrendo ad libitum le orme dei "grandi" vecchi.
Incapace di imparare dagli errori del suo recente passato.

Sarebbe giunto il momento di comprendere che questa sinistra, negli ultimi vent'anni, non ha fatto altro che esautorare se stessa.

Privata di ogni ideologia si è trasformata in tarallucci, cilum e djembe.

L'intelligenza non basta 15.08.08

Michele Serra intervistato da Claudio Sabelli Fioretti.

"Sarebbe giusto porsi il problema della misura. Io sono stato educato da una famiglia liberale e da un partito comunista. Il risultato è che quando leggo un'intervista a Fabrizio Corona rimango sconvolto."

Basi democratiche 02.08.08

In un partito in cui la dirigenza non riesce ad esprimere una posizione politica univoca e comprensibile dal suo elettorato, solleva l'idea che la sua base continua ad avere voglia di fare, di lottare. Di essere proprositiva.

Questa è la lettera che il Circolo online "Barack Obama" ha deciso di inviare ad ogni parlamentare eletto nelle file del Partito Democratico, a seguito dell'astensione dei deputati e dei senatori nel caso Englaro.

Siamo il Circolo online del PD "Barack Obama", e ci siamo decisi a scrivere questa e-mail, a te come a tutti i parlamentari eletti nel Partito Democratico, compreso il nostro Segretario, in quanto è nostra convinzione che non sia con le fughe dal Parlamento che si costruisce il PD, come non è con le fughe dalle proprie responsabilità che si dà una risposta al dramma della famiglia Englaro e di tanti in quelle stesse condizioni: su questioni così delicate, non si possono assumere comportamenti che hanno il sapore di strumentali contorsionismi politici.
Pur nella massima considerazione per le diverse sensibilità sui temi etici, chiediamo tuttavia che il nostro Partito adotti la massima attenzione e risolutezza nella rivendicazione del diritto individuale alla più alta qualità della vita, nel rispetto tanto della irrinunciabile laicità dello Stato quanto delle coscienze di ciascun individuo, così come ci si è impegnati a fare nel Manifesto dei Valori.
"Ogni giorno capita che negli ospedali ci si trovi di fronte al dilemma se interrompere o meno alcune terapie che permettono di mantenere in vita un essere umano destinato alla fine naturale della sua esistenza. Il problema è se questo essere umano avrebbe voluto tali trattamenti. Di qui la necessità di dare ad ognuno la possibilità, soltanto se lo vuole, di indicare in un documento scritto quali terapie ritiene di voler accettare e quali rifiutare, se un giorno si trovasse nella condizione di non poter più esprimere direttamente le proprie volontà. Nessuno si dovrebbe sentire abbandonato quando soffre e si avvicina al momento della fine".
Con queste semplici e appassionate parole il senatore Ignazio Marino accompagna una rinnovata proposta di legge sul testamento biologico.
Con altrettanta passione chiediamo il massimo impegno tuo e di tutti gli eletti del PD, per riportare il Partito vicino ai problemi dei cittadini e dentro le aule del Parlamento: impegnatevi, tutti, a darci una legge per il testamento biologico, senza se e senza ma, che metta ognuno di noi al riparo dalla violenza esercitata sui nostri corpi alla fine della nostra vita.

Il Circolo online del PD "Barack Obama".

Armiamoci di sabot 31.07.08

Uno dei punti più controversi è la norma che consente di scaricare i testi da internet "per contenere il costo" dei libri scolastici. A parte che lo strumento on line, in quanto non filtrato, deve essere usato con precauzione dai più giovani, si crea una palese discriminazione, in quanto non tutte le famiglie posseggono un PC. Il costo per i genitori di dotarsi di un computer, di un abbonamento web, di una stampante e dei toner è senz'altro più elevato di quello dell'acquisto di un libro, uno strumento che gli studenti devono imparare ad usare e ad apprezzare, per la sua unicità.

L'affermazione è di Maria Pia Garavaglia, ministro ombra del PD.
Per smontare la tesi basterebbe ricordare alla Garavaglia che un e-book vive su di uno schermo e probabilmente a nessuno verrà mai in mente di stamparlo.
O che magari, di fatto, tutti i ragazzi possiedono almeno un device in grado di visualizzare un libro in formato elettronico.
O ancora che i punti controversi, dell'impostazione che l'attuale Governo vuole dare all'istruzione pubblica, sono ben altri e sotto gli occhi di tutti.

Un atteggiamento reazionario, conservatore, luddista. Tipico della destra peggiore.
Di sicuro incompatibile con chi mi dovrebbe rappresentare e con chi si è assunto l'impegno di costruire una grande forza socialdemocratica e riformista di stampo europeo.

Odiose astensioni 31.07.08

E' ufficiale, il Pd non esiste
Chiamato alla Camera a prendere una posizione sull'accanimento terapeutico contro Eluana Englaro, il Pd si astiene. Capito? Si astiene, non riesce a prendere uno straccio di posizione. Forse a questo punto l'eutanasia andrebbe fatta direttamente al Pd.

Via Piovono rane.

ReD 24.06.08

Nasce l'ennesima associazione pensata e voluta da D'Alema.
Gettate le fondamente di questa nuova scatola cinese del, nel o stando alle affermazioni per il Partito Democratico, non resta che iniziare a far circolare idee e proposte per ricostruire un qualche aggregato di sinistra in grado di porsi come serio antagonista al centro-destra.

Neonata, si diceva, eppure già elitaria. A partire dal tesseramento.

Ci sarebbe molto dire. Sulle fondazioni, sulle associazioni, su D'Alema e per ultimo sul Partito Democratico.
Voglio però riassumervelo in due parole.

Respiro pessimismo.

Veltroni nella nuvola 20.06.08

La tag cloud della relazione di Walter Veltroni all'Assemblea Nazionale del Partito Democratico.

La tag cloud della relazione di Walter Veltroni all'Assemblea Nazionale del PD

Sempre più in alto 09.06.08

Il principale leader dello schieramento avverso a Walter incrementa i consensi.

Il principale partito democratico all'opposizione, al momento, sta discutendo su chi sia deputato a scegliere il ministro ombra che dovrà presentare il piano per elaborare la storica sconfitta.

Primarie vere, primarie sempre! 13.05.08

Il circolo online del Partito Democratico "Barack Obama" propone di dare una scossa forte, e dal basso, alla dirigenza.

Un segnale di rinnovamento, trasparenza e responsabilità.
Perciò primarie vere, primarie sempre!

Si aderisce alla mozione qui.

Marco Simoni, de iMille, argomenta a riguardo.

Governo ombra in fondo a sinistra 09.05.08

Neanche giocando tra noi riusciamo a piazzare più donne che uomini.

E se nasce una bambina poi, la chiameremo runa... 28.04.08

Sono convinto che questa sconfitta farà bene al PD nel medio-lungo periodo.
Nel frattempo, mentre al loft metabolizzano, mi impegno a non prendere più nemmeno un taxi.

Da qualche parte bisogna pur iniziare.

Arrivare uno 14.04.08

Se il Partito Democratico si confermerà, come da exit poll, il primo partito per me sarebbe già un grande successo.

No, non è così 14.04.08

Si faceva per dire.

A bocce ferme 14.04.08

Ci abbiamo provato, meglio e con più entusiasmo di tante altre campagne.
Abbiamo dato vita ad un partito di centro sinistra finalmente riformista ed europeo.

Si poteva fare di più? Probabilmente sì, sicuramente sì.
Non sarebbe servito.

Si è perso. In democrazia ci sta.
Domani arriveranno quelli a dirmi che tanto tra l'uno e l'altro poco cambia. Un par de palle.

Magra consolazione, non vedremo più cachemire in parlamento. Per le mascelle al vento bisognerà attendere.

Ma per davvero 03.04.08

Amico indeciso, si può fare.

I'm PD 25.03.08

Lo spot figo e quello scanzonato.

Pensiero radicale 05.03.08

Sono stato un sostenitore dell'ingresso dei Radicali nel PD.
Non vorrei che uno sciopero della sete di troppo mi facesse cambiare idea.

Un'altra buona notizia 21.02.08

Che aspettavo da giorni.
I Radicali entrano nelle liste del PD.

La prima buona notizia della giornata 20.02.08

Non ne sentiremo la mancanza.

10:38 Pd, De Mita: "Vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio"

"Nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio". Così l'ex segretario Dc Ciriaco De Mita, prendendo la parola all'inizio della direzione del Pd, ha protesta,secondo quanto riferito, per l'esclusione della sua candidatura. "Non sarò con voi - avrebbe aggiunto De Mita - ma contro di voi".

Tesseramento 2008 20.02.08

Il circolo online del Partito Democratico, "Barack Obama", viaggia verso i 300 iscritti.

Questo blog ed il suo titolare hanno già aderito all'iniziativa.

Soli (?) 14.02.08

Di Pietro confluirà nel gruppo parlamentare del PD dopo le elezioni.
Si corre sempre da soli quindi. Giusto?

Le alleanze del PD 12.02.08

Se accordo si deve fare io preferirei i Radicali a Di Pietro.

Ma perché poi?
Se perdere si deve, facciamolo bene. Facciamolo da soli.

E' che in periodo elettorale divento vagamente romantico e nostalgico.

Primariette 12.02.08

Un altro passo nella giusta direzione:

16:31 Pd, candidati scelti con le "primariette"

I candidati del Pd per le elezioni del 13-14 aprile saranno scelti attraverso delle piccole primarie, in cui verranno chiamati a decidere tutti gli iscritti o forse tutti i 3 milioni e mezzo di cittadini che hanno partecipato alle primarie del 14 ottobre. E' quanto emerso nella riunione dei segretari regionali del Pd con il vicesegretario Dario Franceschini e altri dirigenti del partito.

Il tempo delle scelte coraggiose 09.02.08

Impegnamoci affinché la pratica delle primarie diventi la norma all'interno del Partito Democratico.

Lasciamo che la decisione presa a Pisa resti un caso, magari fisiologico durante la nascita di un nuovo grande soggetto politico, ma pur sempre isolato.

Over the rainbow 07.02.08

Pecoraro Scanio ha affermato quanto segue:

"Noi sappiamo che la sinistra arcobaleno prende molti più voti da sola che con il fardello del Pd, perchè per noi è una zavorra, per essere chiari, lo è sempre stato."

Bene, io la penso come lui. Solo a parti invertite.
Detto ciò, perché ne stiamo ancora parlando?

Un uomo solo al comando 05.02.08

Il PD correrà da solo.
Questo blog appoggia la mozione.

Il sonno dei designer genera mostri 21.11.07

Il logo del Partito DemocraticoTra tanti bravi designer hanno scelto Nicola Storto.
Il risultato lo potete vedere qui a fianco.

In pratica un aborto uscito dalla fusione di "Ciao" con il logotipo di "Italia.it".

Il PD riesce già ad infondermi una profonda mestizia. E' un magnifico inizio.

Si può fare 15.10.07

Si può prendere lo 0,1% e lasciare.
Vero Marione?

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Outing Democratico 14.10.07

Sì, oggi vado a votare.
Metterò una croce su quello delle figurine.
Poi vada come vada.

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Celo celo manca 14.10.07

La democrazia è una coda paziente.

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La terza via 30.06.07

La terza via, 10 anni dopo.

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Una proposta per il Partito Democratico 26.05.07

Come non essere d'accordo con la critica sul nascente Partito Democratico nella lettera aperta di Sofri.

In Italia ci sono 28 milioni di persone che hanno meno di quarant'anni. Tra di voi, neanche una.

Partito Democratico: i miei desiderata 19.04.07

Cosa vorrei dal nascente Partito Democratico:

  • sinistra, solidarietà, serietà;
  • laicismo; lasciamo la religione alla sfera personale;
  • scelte forti e coraggiose sulle politiche sociali e del lavoro;
  • adesione al PSE;
  • unità;
  • individuazione di un leader di prestigio nel minor tempo possibile;
  • primarie, sempre e comunque;
  • ambiente e pacifismo, lasciando però da parte sciocche e controproducenti derive estremistiche;
  • rapporti più stretti con le altre anime della sinistra italiana.

Usque ad finem et ultra, comites.
Questo deve essere lo spirito del nuovo partito, altrimenti la prossima croce sarà su di un altro simbolo.

Il Partito Democratico spiegato al militante della sinistra DS 26.01.07

Immaginate una spiaggia e due gelatai che si sono divisi in altrettante parti uguali la sua superficie.
In quale posizione sarà consigliabile posizionare i loro chioschi per ottimizzare il flusso dei clienti?
Ovviamente al centro della spiaggia stessa.

Questa posizione permetterà infatti al gelataio di sinistra di raccogliere tutti i bagnanti del suo lato e magari carpirne qualcuno anche dell'altro lato.
Lo stesso dicasi per il gelataio di destra.

Ora sostituite alla spiaggia il corpo elettorale e ai due gelatai il Partito Democratico ed il "partito unico delle libertà".

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Il Partito Democratico al voto 06.03.16

Primarie Partito Democratico 2016

Il Partito Democratico sceglie i suoi candidati sindaci nella prima grande tornata di primarie in vista delle elezioni amministrative di primavera. Giachetti a Roma, Valente a Napoli, Mascagni a Grosseto, Cosolini a Trieste.

E la sinistra applaude 31.01.15

Gli applausi del PD per l'elezione del presidnete Mattarella

L'emiciclo applaude l'elezione al quarto scrutinio con una maggioranza schiacciante, superiore al Napolitano I, di Sergio Matterella a presidente della Repubblica. L'applauso si estende anche al capolavoro politico di Matteo Renzi, capace di imporre il miglior candidato possibile alla più alta carica istituzionale, ricompattare lo strappo con la minoranza interna del Partito Democratico e lasciare in macerie le opposizioni.

Leopolda5 26.10.14

Leopolda 5

La visione di cambiamento del premier Matteo Renzi e del Partito Democratico per l'Italia e l'Europa in scena alla Stazione Leopolda di Firenze. Una prospettiva politica per il futuro del lavoro e dei diritti per rimettere in moto il sistema paese.

Il governo della nuova generazione 21.02.14

Matteo Renzi

Dopo quasi tre ore di colloquio con il presidente Napolitano, Matteo Renzi ha presentato la sua squadra di governo, frutto del compromesso nato dalle larghe intese emerse dopo il risultato elettorale dello scorso anno. Un esecutivo, quello del segretario del Partito Democratico, composto per metà di donne. Con 47,8 anni di media risulta il governo più giovane della Repubblica, un record che va ad aggiungersi al primato dello stesso Renzi come premier più giovane tra quelli dei paesi dell'Unione Europea, grazie ai suoi 39 anni. L'unica certezza del nuovo esecutivo è che sarà un governo a trazione Renzi. Colpe e meriti avranno un unico catalizzatore.

Fonte: Europa

Il Partito Democratico cambia verso 08.12.13

Elettrice democratica alle primarie del PD

Con un'affluenza sopra a ogni aspettativa, si parla di quasi tre milioni di elettori democratici, le primarie del Partito Democratico eleggono Matteo Renzi nuovo segretario nazionale con oltre il 68% delle preferenze, davanti a Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati. Le primarie del PD consegnano al sindaco di Firenze un mandato molto forte per rinnovare il partito dalle fondamenta e incalzare, sostenendolo, il governo Letta. Il rinnovamento del paese parte oggi e parte da qui.

I candidati alle primarie del PD nel confronto tv 29.11.13

Cuperlo, Renzie e Civati nel confronto tv 2013

Un'ora e mezza di faccia a faccia negli studi di Sky dell'Arena di X Factor per i tre candidati alla segreteria del Partito Democratico. Matteo Renzi, in testa nei sondaggi demoscopici, ha parlato già da segretario rilanciando sviluppo, privatizzazioni e riforme istituzionali. Cuperlo, esponente dell'establishment PD, si è sforzato di levarsi di dosso l'aura politico troppo ingessato. In economia si è battuto contro i tagli indiscriminati messi in atto dagli ultimi esecutivi. Civati ha puntato tutto sull'attacco. Ultimo al momento nei sondaggi ha cercato la massima discontinuità con il governo Letta per differenziarsi dagli altri due candidati e puntare al ballottaggio dopo l'8 dicembre.

Il reggente democratico di transizione 11.05.13

Gugliemo Epifani

Guglielmo Epifani è il nuovo segretario del Partito Democratico. Il suo mandato sarà pro tempore. Epifani, ex segretario della CGIL ha ottenuto 458 voti, pari all'85,8% dei delegati democratici. Unica candidatura presentata all'Assemblea del PD in attesa di conoscere il futuro del partito che si giocherà al congresso di ottobre.

La cerimonia della campanella 28.04.13

Il rito della campanella Monti Letta

Con il giuramento del presidente del Consiglio Enrico Letta si consuma anche il rito del passaggio di consegne tra ex e nuovo premier con la tradizionale cerimonia della campanella, la stessa usata per aprire e chiudere i lavori del Consiglio dei Ministri.

Alle cinque della sera 27.04.13

Il presidente Napolitano e il premier Letta

Il governo Letta è nato alle cinque della sera. Il presidente Napolitano e il neo premier si sono soffermati nell'indicare la natura politica del nuovo esecutivo. Una squadra nata attorno alla richiesta di elevate competenze, formata da volti nuovi, giovani e con tante donne.

Le primarie dei parlamentari del Partito Democratico 29.12.12

La scheda elettorale per le primarie del PD

Oggi in 9 regioni italiane, domani toccherà alle restanti, gli aspiranti candidati parlamentari del Partito Democratico e di SEL affrontano la prova delle primarie. Il voto è aperto agli iscritti e a coloro che hanno votato alle primarie per il candidato premier.

L'Italia delle primarie 02.12.12

Le primarie 2012 del centrosinistra

Più del 60% degli oltre 2,2 milioni di elettori di centrosinistra che si sono recati ai seggi per il ballottaggio delle primarie ha scelto Pier Luigi Bersani come prossimo candidato premier in vista delle politiche di primavere. Matteo Renzi, che ha raggiunto un notevole 38%, ha dichiarato che tornerà a fare il sindaco della città di Firenze. Le primaire hanno fatto emergere una volta ancora la grande voglia di parteciapazione del corpo elettorale. Un grande segnale lanciato al paese dal Partito Democratico e dalla coalizione di centrosinistra.

Il primo turno delle primarie 2012 del centrosinistra 25.11.12

Elettori alle primarie 2012 del centrosinistra

Sono un grande successo di partecipazione democratica le primarie per la scelta del leader del centrosinistra alle prossime elezioni politiche, con proiezioni che attestantano il numero degli elettori a oltre 3 milioni. I primi dati dai seggi fanno intuire la necessità del ballottaggio con il segretario del PD Bersani in testa, ma lontano dalla soglia del 50%, seguito a breve distanza da Renzi.

Le primarie del centrosinistra in tv 12.11.12

I candidati alle primarie del centro sinistra

Bersani, Vendola, Renzi, Puppato e Tabacci si sono sfidati nel primo dibattito televisivo di sempre per quanto riquarda le primarie del centrosinistra. Secondo l'istant poll di Quorum i più convincenti sono stati Bersani e Renzi con rispettivamente il 33% e il 31% dei consensi. Vendola insegue al 12%.