tizianocavigliablog
See you space cowboy...

Dzień dobry Mr. President 30.08.14

Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk

Le tre sfide del breve periodo che dovrà affrontare Donald Tusk da dicembre, quando sostituirà Van Rompuy alla presidenza del Consiglio Europeo, raccontate dal Guardian e lady PESC Federica Mogherini, scelta per ricoprire la carica di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune, nell'editoriale di Europa.

"There are three big fundamental issues for the new president – the economy, Ukraine and the UK question," said a senior EU official. "We may be on the edge of a new cold war with the Russians. There are huge economic challenges. And the UK issue will be very big."

On all three, Tusk will have strong views. The rapid pace of change in eastern Europe over 20 years in the transition from communism to capitalism puts him on the Cameron reformist side of the economic argument.

On Ukraine and Russia, Tusk and Poland have led the hawks in Europe on getting tough with Putin, although he will not be able to take Germany, France or Italy to places they do not want to go.

On Britain, it will fall to Tusk to lead negotiations with Cameron, if he remains in power, on a so-called new deal rewriting the British terms of membership. "The future of the EU is not about making it smaller, about contraction," he said after his appointment. "No reasonable person can imagine the EU without the UK."

Van Rompuy verso la riconferma 23.02.12

Il presidente dell'Unione Europea Herman Van Rompuy, il più abile diplomatico del continente, con tutta probabilità sarà riconfermato il primo marzo per un secondo incarico.

Van Rompuy [...] è caloroso, ama la birra e malgrado una certa rigidità gli piace mettere le persone a loro agio; inoltre sa motivare i suoi collaboratori come nessun altro - tutti a Bruxelles vorrebbero lavorare con lui. Ma è anche furbo e abbastanza duro per eliminare a distanza i suoi avversari. Silvio Berlusconi per esempio, quando era capo del governo italiano, gli aveva inviato una lista di riforme, ma Van Rompuy l'ha rifiutata fino a quando non sono state inserite tutte le voci che voleva.

E' stato lui ad aver trovato una soluzione alle richieste impossibili della Finlandia, che voleva dalla Grecia garanzie finanziarie in cambio dei prestiti. Quando molti capi di governo europei chiedono gli eurobond ma la cancelliera tedesca non ne vuole sentir parlare, Van Rompuy fa in modo che se ne discuta in seguito - una volta risolte le questioni che Angela Merkel è disposta ad affrontare. Van Rompuy filtra, mette ordine, smussa gli angoli. E tutto a distanza. In quanto ex ministro del bilancio è una delle poche persone a sapere di cosa parli Merkel. Secondo chi lo conosce Van Rompuy sta svolgendo un ruolo fondamentale nella soluzione della crisi.

Una cosa Van Rompuy ha capito bene: in quanto presidente di un consiglio di capi di stato e di governo, deve fare attenzione a non mettersi troppo in mostra. Non può criticarli troppo apertamente e di rado può esprimere quello che pensa realmente; può cambiare la sua immagine di secchione solo attraverso gli haiku che scrive. Ma anche questi haiku sono diventati di dominio pubblico. Più Van Rompuy è modesto, meglio è. Deve essere il presidente di tutti, ha 27 datori di lavoro da soddisfare e cercare allo stesso tempo di fare gli interessi dell'Europa.

Schwarzenegger presidente europeo 20.04.11

Il rumor del giorno è la voce fatta circolare dallo staff di Arnold Schwarzenegger secondo cui l'ex governatore della California avrebbe l'intenzione di candidarsi alla carica di presidente dell'Unione Europea come successore di Herman Van Rompuy.
La fortuna politica di Schwarzenegger in America non ha ulteriori sbocchi, in quanto austriaco di nascita non può ambire alla Casa Bianca.

Goeiemorgen Mr. President 19.11.09

Herman Van Rompuy, primo presidente dell'Unione Europea

Il primo presidente dell'Unione Europea, come da previsione, sarà il blogger Herman Van Rompuy.
Catherine Ashton è stata scelta per ricoprire la carica di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune, trombando le aspettative dell'improbabile candidatura di D'Alema e regalando al Regno Unito la piazza d'onore, dopo la bocciatura di Blair e il ritiro di Miliband.

Le reazioni dall'estero evidenziano come sempre che i cinesi sanno vedere lontano.

Belgium is a very small country and he hasn't been prime minister for long. I know he's been a master in co-ordination - Belgium is complex in terms of its political parties and regions, but he's been a master in bringing people together.

It's too early to say how he would affect relations with China. [But] a lot of people, including me, have argued that the future president should be someone who knows Europe and works in Europe well. His acceptance by Europeans is more important than his acceptance by the US or China.

Europa politica 04.11.09

Bruxelles

Mi hanno chiesto se il Trattato di Lisbona cambierà l'Europa.
Sono convinto di sì, perché cambierà gli europei.

L'Europa sarà più politica. Quasi un superstato con una riconoscibilità e autorevolezza mai avute fino ad oggi.
Le cariche elettive e il rafforzamento del Parlamento Europeo andranno ad incidere notevolmente sul rapporto tra cittadini ed istituzioni. Gli europei potranno sentirsi più vicini e presenti. Avere figure chiavi che non cambiano ogni sei mesi renderà più semplice raffrontarsi con le massime istituzioni europee.
Allo stesso tempo l'Unione Europea avrà più voce in capitolo e si gioverà di un più stretto rapporto con i parlamenti nazionali.
Il nuovo metodo decisionale a "doppia maggioranza" permetterà di avere un'Europa meno ricattabile dalle gelosie e dagli egoismi dei singoli stati membri o di esigue minoranze di euroscettici.

Il primo traguardo della nuova Europa politica sarà la doppia elezione del presidente d'Europa e del "ministro" per gli affari esteri dell'Unione. Il cosiddetto mr. PESC.
Se l'ipotesi di Van Rompuy, come primo presidente dell'Unione, prende sempre più piede tanto da essere ormai data per certa, l'ipotesi di un D'Alema mr. PESC la vedo solo come una macchinazione tutta italiana per bruciarlo. Soprattutto ora che il Regno Unito si trova un Blair praticamente fuori dai giochi e la possibilità di rientrare dalla porta di servizio attraverso la nomina di David Miliband (una volta sciolta la riserva of course).

Prossimo passo la presidenza 03.10.09

Bruxelles

La vittoria del sì nel referendum irlandese sul Trattato di Lisbona vedrà la Francia e la Germania in prima fila a spingere rapidamente verso la piena e completa entrata in vigore della costituzione (mi piace ancora chiamarla così) europea.

I primi passi saranno la nomina del Presidente d'Europa e del "ministro" per gli affari esteri dell'Unione.

A quanto pare la presidenza potrebbe ricadere su Tony Blair, che vanta appoggi in mezza Europa. Sempre che riesca e si riesca a zittire gli altrettanto numerosi nemici.

Nemici che tramano sin nel cuore della cara e vecchia Londra. William Hague, ministro ombra conservatore, ha difatti affermato che i tories sarebbero pronti a cercare alleanze in tutta Europa pur di bloccare la sua nomina.

Il secondo papabile (altamente papabile) alla presidenza è il premier belga Hermann Van Rompuy. Lì in zona si distinge anche Jan-Peter Balkenende, attuale primo ministro olandese.

Sarà un voto di scambio tra socialdemocratici e cristiano-democratici. Una carica a testa.

Il posto di capo della politica estera dell'Unione Europea (e vice-presidente della Commissione europea), attualmente diviso tra il socialdemocratico spagnolo Javier Solana e Benita Ferrero-Waldner, austriaca e cristiano-democratica, andrà alla parte avversaria. Qualcuno punta sul ministro degli Esteri britannico David Miliband, un azzardo? Resta il fatto che per il momento Miliband non è disponibile.

Tra un mese, nel vertice di Bruxelles, il destino dell'Europa verrà deciso a porte chiuse. Klaus permettendo.