tizianocavigliablog
Il camerlengo? Sì, proprio lui.

Buone notizie per gli amanti delle province 03.07.13

La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità del progetto di riordino delle province che era stato previsto nel decreto Salva Italia del governo Monti per manifesta incostituzionalità.

Il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio.

Ora salviamo province e comuni 18.08.11

Il punto debole della manovra sono gli enti locali.
Dopo aver salvato le pensioni si può trovare una via più completa per gli enti locali.

Ci pensa Bossi.

Province a rischio: chi si salva 14.08.11

Delle 37 province che dovrebbero essere cancellate 15 sarebbero già quelle salvate d'ufficio.

Vuoi per dimensione (si parla di almeno 3.000 km quadrati).
Belluno in Veneto, Grosseto e Siena in Toscana, Sondrio - terra natia del ministro Tremonti - in Lombardia, Nuoro, Olbia-Tempio Pausania e Oristano in Sardegna e Matera in Basilicata.

Vuoi per meriti territoriali, l'appartenenza a regioni a statuto speciale.
Trieste e Gorizia in Friuli Venezia Giulia, Enna e Caltanissetta in Sicilia, le province sarde oltre alle precedenti: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano e Ogliastra.

Inoltre molte delle province indicate potrebbero essere solo accorpate.
E' il caso della Liguria. Da 4 province la Riviera potrebbe passare a 2 nonostante ben 3 risulterebbero sotto il criterio salvezza. Si può pensare a mega province quali Savona-Imperia e Genova-La Spezia.

Aspettando nuovi criteri e al netto del prossimo censimento.

Le province che potrebbero saltare 12.08.11

Lista delle province da cancellare

Il taglio delle province sotto i 300.000 abitanti potrebbe creare più di un mal di pancia.

Il provincialismo e il PD 06.07.11

Dalla mole di commenti al post sul sito del PD, in cui si spiega il motivo che ha portato il partito ad astenersi sulla cancellazione delle parole "le province" dalla Carta costituzionale, si intuisce come Bersani e compagni abbiano commesso l'ennesimo passo falso in nome di un'autonomia politica che non convince più - e forse non ha mai convinto davvero - gli elettori.

Per il Partito Democratico è venuto il momento di abbassarsi a nutrire la pancia del proprio elettorato.
Un elettorato ormai stufo dei sofismi elitisti di una classe dirigente che considera inadeguata e regredito ad una fase di incazzatura permanente che lo rende impermeabile a ogni messaggio che non sia quello dello scontro frontale contro l'avversario.

E poi forse non le eliminiamo, le province 10.06.10

Un'altra marcia indietro della maggioranza sulla decisione di cancellare le province più piccole.

Ormai ci hanno preso gusto.

Si torna a parlare di abrogazione delle province. Forse 08.06.10

Passa alla Camera un emendamento per tagliare le province con meno di 200mila abitanti e il cui territorio sia per oltre il 50% montano.

Questo permetterebbe di cancellare le province di Vercelli, Isernia, Fermo e Vibo Valentia.
L'emendamento potrebbe mettere a rischio anche Biella, Verbano-Cusio-Ossola e Crotone che rientrerebbero per il criterio sul numero di popolazione, ma non per quello orografico.

Aboliamo le province, anzi no 27.05.10

Tremonti e il Governo fanno marcia indietro sull'abolizione delle 10 province sotto i 220.000 abitanti.

E il pensiero corre a Guzzanti e al suo "Tremonti" ancora così attuale.

Come essere in un videogioco 26.05.10

Ammesso e non concesso che le province in bilico a fine mandato vengano davvero abolite - si plaude alla lungimiranza sarda con i suoi dodici capoluoghi, fortunatamente tutti salvi - mi sarei spinto oltre rivedendo anche l'intero assetto regionale.

Per dire potremmo dismettere il Molise, chi se ne accorgerebbe?