tizianocavigliablog
Un uomo impossibile.

Tu che sei sempre a cazzeggiare 12.03.09

Perché la gente che lavora con dei computer sembra avere un sacco di tempo libero

Via kapi.

Hong Kong prima e dopo la rivoluzione degli ombrelli 05.03.15

Dmitry Vazhnik ha visitato Hong Kong nel febbraio dello scorso anno e di nuovo a novembre durante le proteste di piazza per la democrazia nell'ex colonia britannica. Questo è il time lapse che ha catturato con la sua Canon 5D Mark III.

Togliamoci questo dente 23.09.08

Lo dico a denti stretti e con grande sforzo, perciò capitemi.

Devo ritrattare, ammetto che Facebook mi ha fatto ritrovare vecchi amici che altrimenti avrei perso per sempre. E che in fondo non è poi così inutile. Ma anche sì.

Hong Kong due mesi dopo in foto 30.11.14

Le proteste a Hing Kong contro il regime di Pechino

Le proteste a Hing Kong contro il regime di Pechino

Le proteste a Hing Kong contro il regime di Pechino

Le proteste a Hing Kong contro il regime di Pechino

I movimenti per la democrazia e il suffragio universale a Hong Kong sono ancora lì, oltre due mesi dopo l'inizio della protesta contro la decisione del regime di Pechino di imporre alle prossime elezioni per la carica di chief executive dell'ex colonia britannica una lista di candidati preselezionati dal Partito Comunista.

L'appassionata fermezza della volontà democratica contro la pazienza inamovibile del regime cinese. Il seme del futuro della Cina.

La rivoluzione degli ombrelli a Hong Kong spiegata in due minuti 02.10.14

Gli ombrelli usati per difendersi dai gas lacrimogeni sparati dalla polizia sono diventati il simbolo delle proteste a Hong Kong.
Vox in due minuti prova a riassumere la genesi del movimento per la democrazia che tiene in scacco uno dei principali poli finanziari mondiali in attesa di capire quale sarà la reazione del regime di Pechino alle sfida portata dalle istanze dei manifestanti, alla luce anche di un ipotetico e temuto allargamento della disobbedienza civile in altre città della Cina continentale.

Le proteste a Hong Kong riprese dai droni 30.09.14

L'onda democratica, pacifica e immensa ripresa dai droni che hanno sorvolato le manifestazioni del 28 settembre e del 29 settembre a Hong Kong contro la stretta autoritaria del regime di Pechino.

Hong Kong e la battaglia per la democrazia in 5 punti 28.09.14

Le frizioni tra l'accelerazione autoritaria di Pechino e il desiderio di una democrazia compiuta per Hong Kong spiegate in 5 punti da Katie Hunt per comprendere i motivi delle manifestazioni degli studenti in atto nell'ex colonia britannica.

Addio Lenin 23.02.14

La statua di Lenin abbattuta a Kiev

La statua di Lenin abbattuta a Kiev dai manifestanti pro-UE.

Kiev prima e dopo gli scontri 20.02.14

Kiev prima e dopo gli scontri

Piazza Indipendenza a Kiev nel 2009 e oggi, ripresa dallo stesso punto. Un'impressionante immagine che spiega più di ogni ragionamento il braccio di ferro in atto tra i manifestanti filo europeisti e la repressione del governo filo russo di Yanukovich.

Le proteste a Kiev viste dal satellite 19.02.14

Le proteste a Kiev viste dal satellite

La foto satellitare, scattata ieri mattina alle 11 da Skybox Imaging, mostra la situazione degli incendi intorno a piazza Indipendenza a Kiev in seguito agli scontri tra manifestanti antigovernativi e forze dell'ordine.

Un arcobaleno a Kiev 18.02.14

Arcobaleno tra le proteste a Kiev

Immagini che non ti aspetti tra le violenze in corso a Kiev. Un manifestante antigovernativo si ripara sotto un arcobaleno nato dai getti degli idranti delle forze dell'ordine.

Lo stato delle proteste in Ucraina in una mappa 26.01.14

Lo stato delle proteste in Ucraina in una mappa

Gordonua segue in diretta le proteste in Ucraina e aggiorna la mappa della situazione nei ventiquattro oblast.
In giallo gli edifici governativi sotto il controllo del manifestanti. In viola gli edifici governativi bloccati dai manifestanti. In arancio le proteste di massa e in blu gli organi legislativi regionali filo-governativi che hanno fatto dichiarazioni contro i manifestanti.

Ci vuole coraggio Ferrara 12.02.08

Prenditi la Binetti ora.
Dimostra di avere le palle.

La dichiarazione del presidente Obama sulla situazione in Egitto 04.07.13

Il presidente Obama stretto tra due fuochi, l'appoggio ai manifestanti anti Morsi e la norma di legge che blocca gli aiuti a paesi terzi in caso di golpe militare, si è detto preoccupato per la situazione in Egitto auspicando il ritorno di un governo democratico.

As I have said since the Egyptian Revolution, the United States supports a set of core principles, including opposition to violence, protection of universal human rights, and reform that meets the legitimate aspirations of the people. The United States does not support particular individuals or political parties, but we are committed to the democratic process and respect for the rule of law. Since the current unrest in Egypt began, we have called on all parties to work together to address the legitimate grievances of the Egyptian people, in accordance with the democratic process, and without recourse to violence or the use of force.

[...] No transition to democracy comes without difficulty, but in the end it must stay true to the will of the people. An honest, capable and representative government is what ordinary Egyptians seek and what they deserve. The longstanding partnership between the United States and Egypt is based on shared interests and values, and we will continue to work with the Egyptian people to ensure that Egypt’s transition to democracy succeeds.

Un colpo di stato può essere democratico? 03.07.13

Alla luce della situazione egiziana all'annuncio della deposizione del presidente Morsi, Foreign Policy si domanda se il colpo di stato militare in atto in Egitto conro un regime autoritario si possa definire democratico. Qualcosa di analogo a quanto accaduto in Portogallo durante la Rivoluzione dei garofani nel 1974.
Secondo Ozan Varol, professore alla Lewis & Clark Law School di Portland, ci sono sette requisiti perché possa essere definito tale.

(1) the coup is staged against an authoritarian or totalitarian regime; (2) the military responds to persistent popular opposition against that regime; (3) the authoritarian or totalitarian regime refuses to step down in response to the popular uprising; (4) the coup is staged by a military that is highly respected within the nation, ordinarily because of mandatory conscription; (5) the military stages the coup to overthrow the authoritarian or totalitarian regime; (6) the military facilitates free and fair elections within a short span of time; and (7) the coup ends with the transfer of power to democratically elected leaders.

L'Egitto dopo Morsi in immagini 03.07.13

La scritta 'out' con un laser sui muri del Cairo

Manifestante anti Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Manifestanti contro il presidente Morsi

Un elicottero militare sorvola i manifestanti anti Morsi

La giornata del colpo di stato che ha rovesciato il presidente Morsi scandita dall'esultanza della folla in piazza Tahrir al Cairo e in tutto l'Egitto.

I cartellini rossi di piazza Tahrir 30.06.13

Manifestanti a piazza Tahrir

Cartellini rossi contro il presidente egiziano Morsi

Oppositori del presidente Morsi al Cairo

Oppositori del presidente Morsi

Donne manifestano contro il presidente Morsi

Oppositori del presidente Morsi in piazza Tahrir

Milioni di egiziani sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Morsi nell'anniversario della sua elezione. Migliaia di cartellini rossi sono stati sventolati in piazza Tahrir al Cairo a simboleggiare l'espulsione del governo egiziano.
Il bilancio degli scontri tra sostenitori e oppositori del presidente egiziano è di almeno 7 morti e più di 600 feriti.

Blatter sulla protesta anti mondiali in Brasile 19.06.13

Il calcio è più importante dell'insoddisfazione delle persone.

Joseph Blatter, splendido gaffeur e presidente della FIFA, ha liquidato così le proteste che in tutto il Brasile hanno portato in strada centinaia di migliaia di persone contro le spese giudicate eccessive per l'organizzazione della Coppa del Mondo 2014.

No, non andrò alla Coppa del Mondo 2014 19.06.13

In un video Carla Dauden spiega le ragioni della protesta contro le spese sostenute dal governo Rousseff per l'organizzazione dei mondiali di calcio in Brasile.

Le proteste in Turchia per immagini 06.06.13

Ragazze turche protestano contro Erdogan

La polizia turca spara ai manifestanti

Manifestanti turchi contro Erdogan

Manifestanti turchi contro Erdogan

Un ferito tra i manifestanti turchi

Proteste in Turchia contro Erdogan

Da piazza Taksim a Istanbul alle manifestazioni in tutta la Turchia, la protesta contro il governo Erdogan raccontata per immagini da Slate.

La primavera turca 04.06.13

Marta Ottaviani su La Stampa racconta i giovani ispiratori delle proteste contro il governo Erdogan che stanno scuotendo la Turchia.

Un lavoro lento e meticoloso, l'organizzazione della rivolta, preparato per mesi. «Il nostro segreto - racconta Sule, giovanissima e sulle prime molto diffidente - è stata la conoscenza del territorio. Decine di persone hanno passato settimane a fare un lavoro di connessione con gli abitanti del quartiere discreto, in modo da non dare nell'occhio. I lavori in Piazza Taksim sono partiti sei mesi fa. Erdogan sarà anche stato sindaco di Istanbul ma non ha capito quanto sia importante quella Piazza e che può toccare tutto, a Taksim e il Gezi Parki li deve lasciare stare».

Mesi di attività porta a porta, quindi, di caffè offerti, di scuse per attaccare bottone e capire quanto si potesse contare sull’interlocutore di turno, soprattutto le donne, che soprattutto all’inizio erano maggioranza nel movimento. Prima a Beyoglu, l'antico quartiere di Pera, un tempo regno dei Greci di Costantinopoli. E infine le università, dove il passaparola è dilagato alla velocità della luce. «Con il tempo - continua Yusuf - ci siamo accorti che eravamo sempre di più, sempre più strutturati e che la gente non era arrabbiata solo per la questione della piazza e degli alberi. Era preoccupata per la libertà, per questa Turchia che sembra diventata più ricca, ma dove i poveri sono ancora più poveri di prima, per il diritto a esprimere le proprie opinioni».

E così, quando la data della distruzione di Gezi Park è arrivata non si è fatto altro che passare alla parte B del piano: i social media. «Twitter ci ha aiutato - continua Sule -. Ma penso che vadano sottolineate due cose, la prima è che siamo arrivati con una base che comprendeva già svariate centinaia di persone, la seconda è che la risposta è stata immediata la gente era già pronta di suo».

Cosa sta succedendo in Turchia 02.06.13

Il reportage dalla Turchia sugli scontri tra manifestanti e polizia alimentati dalla rabbia contro la violenta repressione di un corteo ambientalista che difendeva dall'abbattimento l'area di Gezi Park accanto a Piazza Taksim a Istanbul e ora sfociati in proteste di piazza in tutto il paese contro le pulsioni estremiste del governo Erdogan.

[...] la protesta ha preso una dimensione che va oltre quella locale e quella strettamente ambientalista. Si è infatti espansa ad Izmir e Ankara dove, dice Ajda, "mi dicono che hanno bisogno di aiuto, più di noi al momento". Una professoressa dii architettura che preferisce mantenere l'anonimato, parla di "250 dimostrazioni in più di 65 città dal 30 maggio ad oggi" e di "migliaia di feriti negli scontri, di cui molti gravi". "Ci sono seri problemi con il govverno turco. Stanno cambiando le leggi per attribuirsi maggiori poteri. I media sono governativi e le prigioni sono piene di giornalisti. Di recente hanno imposto leggi restrittive sull'alcol. Hanno preso perfino il controllo delle università, decidendo chi assegnare ai ruoli di rettore". In più c'è la partecipazione in Siria: poco tempo fa abbiamo perso più di 100 vite a Hatay, Reyhanli. La gente è stufa".

Se la professoressa e Ajda parlano di una protesta collettiva, che comprende etnie e religioni diverse unite dall'urgenza della situazione, per Onur si tratta comunque di un gruppo di persone ben definito. "E' vero, chi manifesta non fa distinzione di etnia o religione ma sono comunque secolari, occidentalizzati, di sinistra e legati al partito di opposizione. In definitiva, sono kemalisti. Una minoranza, il 25% della popolazione, ma anche un'elite che è stata al potere dall'istituzione della repubblica fino a 10 anni fa", conclude. "I miei amici che hanno preso parte mi hanno raccontato della violenza della polizia e qualcuno ha parlato addirittura di 5 morti ma girano tante voci che poi vengono smentite". Secondo Onur la polizia avrebbe usato gas al peperoncino e forse "gas arancione" ma non è una novità. "La gente che oggi protesta non si è mai dovuta scontrare con questa realtà ma è sempre esistita. Dov'erano quando ad esser vittima della polizia erano i curdi o gli armeni?". Ma il ricercatore è comunque positivo: questa, dice è l'unica via per la democrazia.

Così come nelle proteste di Tahrir, ad organizzarlo sono state prevalentemente persone in grado di usare internet e dunque soprattutto giovani. "Twitter è stato il mezzo più usato, è bastato ritwittare il messaggio per spargere la voce". L'hashtag, tuttora in uso, è "occupygezi" per l'inglese e "diringezy" quello turco. Ma il governo lo sa e hanno posto un blocco sulle linee dei telefoni mobili, racconta Ajda.

Louis Vuitton Cup: Victory e Desafio, un posto per due 07.05.07

Una grande vittoria di Victory sugli spagnoli li fa ancora sperare per un posto nelle semifinali.
Bellissimo successo per +39 che batte Team Shosholoza.

Non riesce la doppietta a Luna Rossa sconfitta dai neozelandesi che ora lottano per conquistare il primo posto.

Nessuna difficoltà nelle regate di Areva e BMW ORACLE che hanno sconfitto rispettivamente China Team e i mascalzoni.

Fligth 9

  • +39 Challenge 2 0 Team Shosholoza
  • China Team 0 2 Areva Challenge
  • Mascalzone Latino - Capitalia Team 0 2 BMW ORACLE Racing
  • Victory Challange 2 0 Desafio Espanol
  • Luna Rossa Challange 0 2 Emirates Team New Zeland

Classifica

01. 35 BMW ORACLE Racing
02. 34 Emirates Team New Zeland
03. 31 Luna Rossa Challange
04. 29 Desafio Espanol
05. 26 Victory Challange
06. 20 Mascalzone Latino - Capitalia Team
07. 18 Team Shosholoza
08. 15 Areva Challenge
09. 08 +39 Challenge
10. 05 United Internet Team Germany
11. 03 China Team

LVC RR1: primi giorni, Flight 1 e 2, nuovo stop, Flight 3, Flight 4 e 5, Flight 6 e 7, Flight 8 e 9, Flight 10 e 11, prima metà, Flight 10 e 11, seconda metà
LVC RR2: Flight 1, prima metà, Flight 1 (seconda metà) e 2, Flight 3 e 4, Flight 5 e 6, Flight 7 e sfida Mascalzone - Desafio, Flight 8
LVC le barche: Victory Challange, United Internet Team Germany, Team Shosholoza, Mascalzone Latino - Capitalia Team, Luna Rossa Challange, Emirates Team New Zeland, Desafio Espanol, China Team, BMW ORACLE Racing

Senkaku mon amour 18.09.12

Nazionalisti cinesi rivendiacano le isole Senkaku

Il Guardian pubblica una galleria fotografica sulle violente proteste cinesi che vedono al centro la disputa territoriale sulle isole giapponesi Senkaku nel Mar Cinese Orientale.
Un nazionalismo di facciata motivato dai ricchi giacimenti marini di gas naturale e petrolio dell'arcipelago.

Che fine ha fatto Occupy 17.09.12

Laurie Penny, giornalista dell'Independent, è tornata a Zuccotti Park per intervistare gli ultimi irriducibili attivisti di Occupy e per fare il punto su un movimento che ha lasciato poche tracce dietro di sé.

La Cina vista da Hong Kong 01.07.12

Proteste anti-cinesi a Hong Kong

Proteste anti-cinesi a Hong Kong

Proteste anti-cinesi a Hong Kong

Proteste anti-cinesi a Hong Kong

Centinaia di migliaia di persone hanno sfilato a Hong Kong durante la visita del presidente cinese Hu Jintao, in occasione del 15esimo anniversario del passaggio di sovranità dell'ex-colonia britannica a Pechino, chiedendo più democrazia e giustizia per i morti di Tiananmen.

Attualmente a Hong Kong - come anche a Macao - Pechino persegue la politica di un paese, due sistemi permettendo all'ex-colonia di godere di autonomia amministrativa, di una propria valuta (il dollaro di Hong Kong) e di un proprio dominio internet (.hk), affidando alla Cina solo la politica estera e la difesa.

La catena umana contro Putin 27.02.12

Una catena umana contro Putin a Mosca

Il fenomeno dei girotondi visto da Mosca.

Colpi di artiglieria su Homs 04.02.12

Secondo fonti dell'opposizione siriana l'esercito di Damasco avrebbe bombardato la città di Homs nella notte, uccidendo centinaia di persone. L'attacco sarebbe avvenuto in risposta all'assalto da parte dei ribelli al regime di un posto di blocco nel quartiere di Khaldiyeh.

L'attacco dell'esercito siriano è il più sanguinoso dagli inizi della rivolta nel marzo scorso.

[19:00] Russia e Cina hanno posto il veto alla risoluzione che condannava le violenze del regime presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

I giorni contati del regime siriano 01.02.12

Non ci sono più dubbi: il regime siriano va verso la sua caduta. Sta perdendo fiducia nell'esercito perché non riesce a fermare le diserzioni. La situazione economica peggiora rapidamente e il governo non riesce a fermare la svalutazione della lira siriana.

Secondo gli Stati Uniti e le opposizioni siriane il regime di al-Assad è agli sgoccioli.

La via della riforma costituzionale 16.01.12

In Bahrein re Hamad tenta la strada della riforma costituzionale per placare i movimenti di protesta nel paese a quasi un anno dall'inizio dei primi moti.
Gli emendamenti proposti consegnerebbero più poteri al parlamento che avrebbe così la possibilità di controllare governo e finanze, introducendo un elemento inedito di democrazia rappresentativa nel paese arabo.

In piazza contro Putin 24.12.11

Manifestazione anti Putin a Mosca

L'imponente manifestazione per le strade di Mosca contro Putin e i brogli alle elezioni legislative dei primi di dicembre.
Torna in piazza Aleksej Navalnjy, leader carismatico della protesta, dopo quindici giorni trascorsi in carcere con l'accusa di fomentare il disordine pubblico e la folla si infiamma intonando lo slogan "una Russia senza Putin" e indossando il fiocco bianco della protesta.

E' sempre colpa del perfido straniero 08.12.11

L'assunzione di responsabilità non è materia di studio in Russia.
Dopo le accuse contro gli Stati Uniti per i fallimenti spaziali, ora arrivano quelle di Putin che addossano su Washington la colpa della recente ondata di contestazioni contro i presunti brogli nelle elezioni legislative russe.

Wind of change 06.12.11

Leader dell'opposizione russa

Terzo giorno di proteste contro i presunti brogli nelle elezioni legislative in Russia. In piazza si riscopre una parvenza di opposizione al regime di Putin.

L'assonnato orso russo si sta risvegliando.

La città assediata di Homs 25.11.11

Il documentario del fotoreporter francese Mani racconta la resistenza siriana vista da Homs, città simbolo della rivolta contro il regime di al-Assad.

Esercito d'Egitto 22.11.11

Nella convulsa, violenta, giornata di oggi che ha attraversato l'Egitto da Suez ad Alessandria passando per piazza Tahrir al Cairo emergono possibili soluzioni, tutte politiche, alla crisi.

L'esercito, che continua l'opera di repressione delle proteste senza mezzi termini, accetta le dimissioni dell'esecutivo e conferma le elezioni parlamentari del 28 novembre. Entro il giugno prossimo sarà la volta della tornata presidenziale.
Per bocca del generale Hussein Tantawi, a capo della giunta militare, le forze armate si dicono pronte a rientrare nelle caserme e a cedere il potere se gli egiziani lo vorranno dopo un passaggio referendario da indire anche immediatamente.

Al momento la reazione dei manifestanti è eufemisticamente tiepida. Difficile fidarsi di chi ti sta puntando fucili contro.

L'Egitto ripiomba nel caos 21.11.11

Manifestante al Cairo

In piazza Tahrir proseguono le proteste per chiedere alla giunta militare di lasciare il potere. La risposta dell'esercito è affidata alle armi.
La diretta del Guardian tra nuove vittime e una campagna elettorale di fatto paralizzata a una settimana dal voto.

Un'ordinaria giornata di scontri al Cairo 21.11.11

Manifestante al Cairo

Bandiere egiziane sventolate in piazza Tahrir

Una donna egiziana con un ramo tra poliziotti

Manifestanti egiziani cercano riparo

Manifestanti egiziani fuggono dalle cariche delle forze armate

Le rinnovate proteste egiziane e le violenze della giunta militare raccontate per immagini.

Occupy Wall Street ora deve crescere 08.11.11

Slate prova a indicare otto proposte per trasformare la protesta di Occupy Wall Street da manifestazione di indignati in attore consapevole, influente e responsabile nel panorama politico americano.

Harness the energy and passion of college students.

Schedule OWS rallies and events at the various State of the State addresses delivered by governors in the first week of the new year.

Recognize that there is insufficient diversity on the ranks of OWS.

Call for a full rollback of the Bush tax cuts for all those above $1 million in annual income.

Demand true accountability on Wall Street.

Demand that a financial service transaction fee be imposed.

Start a petition drive in every state demanding that the state municipal governments stop using Goldman Sachs for advice and underwriting.

Demand that the New York Fed have "public" board members who truly represent the public.

Il 100% del 99% 06.11.11

Screenshot di Occupationalist

L'aggregatore per seguire notizie ed eventi organizzati da Occupy Wall Street in tutta America si chiama Occupationalist.

La pubblicità di Occupy Wall Street 05.11.11

La protesta di Occupy Wall Street lancia uno spot pubblicitario sulle reti via cavo.
100 slot da 30 secondi per poco più di 6.000 dollari.

Se siete indignati datevi da fare 04.11.11

Il notevole intervento del sindaco di New York Bloomberg sui manifestanti di Occupy Wall Street.

My personal view is, why don't you get out there and try to do something about the things that you don't like, create the jobs that we are lacking, rather than just yell and scream. But if you want to yell and scream, we'll make sure you can do it.

Un manifesto al 99% 15.10.11

Il manifesto di Occupy Wall Street - gli indignati americani - raccontato dal Sole 24 Ore.

I am not moving 13.10.11

Il corto di Occupy Wall Street.

Il simbolo della protesta 11.10.11

Sul New York Times si ragione sul possibile logo che rappresenti la protesta di piazza contro Wall Street.

Inseguire la rabbia 11.10.11

La rabbia degli indignati americani, la crisi europea del debito e il gioco al massacro dei repubblicani, nell'anno che porta alle presidenziali, visti da Nouriel Roubini.

FP: Ian, you think the Republicans' economic plans are intentionally cynical?

IB: Not across the board, no, but I think the closer we get to November of next year, the more so they're going to be. I think that Obama made a choice that he was going to go further down the taxation and more maximalist route early on. The Republicans decided that they were going to respond even more than in kind. And I think Obama came back after the midterm elections, after taking a drubbing, and said, "I'm going to play centrist with you." Some of the Republicans didn't buy it, but more of them sensed weakness, and I think that's how they're playing it.

With the enormous anti-Washington sentiment right now, it's much easier to complain. The election is in the absolute doldrums. It almost doesn't matter which candidate the Republicans put up; the election is about Obama. Now, Obama is an extraordinary candidate, and he's going to have a lot of money. I wouldn't bet against him at this point in the actual elections, but clearly that's the Republican strategy. And I think the Republican economic plans are part and parcel of that strategy

Diritto di reprimere 05.10.11

Il voto contrario di Russia e Cina alla risoluzione, proposta dall'Europa, che chiedeva la cessazione delle repressioni in Siria, dove le vittime sono ormai più di 2.700, evidenzia una volta ancora il problema di avere due dittature in seno al Consiglio di Sicurezza dell'ONU con diritto di veto.

La riforma in senso democratico delle Nazioni Unite è quanto mai urgente.

La mappa delle proteste nel mondo 22.08.11

Screenshot di Crowd Voice

Si chiama Crowd Voice, è il progetto social di Mideast Youth per tenere traccia dei movimenti di protesta in tutto il mondo.

Un altro giorno di massacri in Siria 31.07.11

Sono decine le vittime civili ad Hama bombardata dai carri armati dopo le proteste dei giorni scorsi. La città nel 1982 era già stata oggetto di massacri contro la rivolta al regime fomentata dal movimento dei Fratelli Musulmani.

Morti anche a Damasco, Deir Ezzor, Harak e Bukamal.

L'escalation delle proteste in Siria 08.06.11

Secondo Robert Fisk, corrispondente dal Medio Oriente per il quotidiano britannico The Independent, la situazione in Siria starebbe rapidamente mutando da protesta contro il regime a insurrezione armata.

Syria's revolt against the rule of President Bashar al-Assad is turning into an armed insurrection, with previously peaceful demonstrators taking up arms to fight their own army and the "shabiha" - meaning "the ghosts", in English - of Alawi militiamen who have been killing and torturing those resisting the regime's rule.

Even more serious for Assad's still-powerful supporters, there is growing evidence that individual Syrian soldiers are revolting against his forces. The whole edifice of Assad's Alawi dictatorship is now in the gravest of danger.

Due falle gravi riscontrate su Firefox 09.05.05

Secunia descrive le due falle come "Extremely critical".

Prove di rivoluzione nello Yemen 26.05.11

I miliziani della tribù dello sceicco Sadiq al-Ahmar hanno attaccato obiettivi chiave nella capitale yemenita. Negli scontri con l'esercito lealista di Ali Abdallah Saleh i morti si conterebbero a decine.

Sussulti di regime 12.05.11

La nuova strage yemenita è la diretta conseguenza della reazione di un regime che si ostina a non rendersi conto che è finita.
Una politica, quella scelta da Ali Abdallah Saleh, che ad ogni proiettile sparato gli preclude sempre più vie d'uscita che non prevedano una fine violenta del suo potere.

Piovono proiettili su Homs 11.05.11

La terza città siriana è sotto attacco dei carri armati intervenuti a sedare le proteste contro il regime di Bashar al-Assad.

Cecchini siriani 25.04.11

Si spara dai tetti sui manifestanti antigovernativi a Zablatani, un quartiere della capitale siriana, uccidendo almeno due persone.

Intanto il regime di al-Assad ha deciso di chiudere il confine con la Giordania, accusata di sostenere i manifestanti, e ha mobilitato i carri armati per reprimere nel sangue i rivoltosi della città di Daraa.

Le vittime da venerdì si conterebbero ormai a centinaia.

La transizione nello Yemen 24.04.11

L'intervista della BBC al presidente yemenita Ali Abdallah Saleh sulla futura transizione a seguito delle proteste che hanno sconvolto il paese nelle ultime settimane.

Mr Saleh told the BBC continuing protests could escalate the crisis.

"You call on me from the US and Europe to hand over power," he said.

"Who shall I hand it over to? Those who are trying to make a coup? No. We will do it through ballot boxes and referendums. We'll invite international observers to monitor.

"Any coup is rejected because we are committed to the constitutional legitimacy and don't accept chaos."

He also claimed that Islamist extremists had infiltrated protest camps.

"Al-Qaeda are moving inside the camps and this is very dangerous," he said. "Why is the West not looking at this destructive work and its dangerous implications for the future?"

The transition plan was drawn up by Gulf Arab states belonging to the Gulf Co-operation Council (GCC).

Under it, Mr Saleh would hand over to his vice-president one month after an agreement is signed with the opposition, and presidential elections would follow a month later.

Mr Saleh, his family and his aides would gain immunity from prosecution.

Il giorno della protesta siriana finisce in un massacro 22.04.11

Protestanti siriani

Da Azraa a Damasco il bilancio delle vittime degli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza supera le 70 vittime.

Il "venerdì santo" dell'opposizione che aveva chiamato a raccolta migliaia di persone di tutte le confessioni religiose è stato represso nel sangue, ripetendo quanto accaduto un mese fa.
Giusto ieri il governo di al-Assad aveva abolito la legislazione di emergenza e i tribunali speciali.
Le manifestazioni hanno contagiato tutto il paese, cortei a Qamishli, Daraa, Amuda, Hama, Damasco, Aleppo, Banias, Azraa, Homs, Duma.

I mesi della protesta in Yemen per immagini 15.04.11

Donne yemenite protestano contro il regime

Un foglio di carta mostra la scritta 'Game Over Ali'

Dimostranti mostrano scritte contro il regime yemenita

La repressione delle proteste nello Yemen contro il regime di Ali Abdallah Saleh ha provocato almeno cento morti dall'inizio dei tumulti.
Il consenso attorno all'anziano leader si è sgretolato, ma ancora non si vede all'orizzonte una via di uscita mentre le piazze continuano ad essere in fermento e a gridare il loro desiderio di libertà e democrazia.

Big Picture ripercorre gli ultime mesi di manifestazioni con straordinarie fotografie.

La strategia di sopravvivenza di Assad 07.04.11

Il presidente siriano si affida a un mix di repressione brutale, promesse di riforme e creando un'ansia da allarmismo su un futuro incerto senza la sua guida, per disinnescare le proteste di piazza e il movimento dei manifestanti prima di fare la fine di Mubarak o peggio gettare il paese in una guerra civile dai possibili esiti nefasti per la sua persona.

La rivoluzione araba in 10 video 31.03.11

Foreign Policy ha scelto dieci video per raccontare le rivolte scoppiate nei paesi arabi.

La via di Damasco 27.03.11

Riforme verso un sistema multipartitico e abolizione dello stato di emergenza. Le promesse del regime siriano mentre nel paese si continua manifestare e a morire per chiedere maggiore democrazia e diritti civili.

Esportare internet 26.03.11

Un decennio a discutere su come e se fosse giusto o meno esportare la democrazia per poi scoprire che bastava un blog, 140 caratteri e Facebook per sovvertire la stabilità di decenni di regimi impermeabili ad ogni riforma.

Intanto nel mondo là fuori i ribelli libici, grazie all'intervento delle Nazioni Unite e della NATO, avanzano riconquistando città e posizioni alle truppe lealiste del colonnello Gheddafi.
In Siria la protesta divampa, minacciando ora direttamente il regime baatista e portando con se la folle e feroce repressione di un terrorizzato Bashar al-Assad.

La rivolta siriana 23.03.11

Precipita la situazione in Siria, dove da una settimana il paese è scosso da manifestazioni di protesta contro il regime di al-Assad e del partito Ba'th.
In particolare intorno alla moschea Omari a Daraa, circa 120 chilometri dalla capitale Damasco, dove almeno quindici persone sarebbero rimaste uccise oggi negli scontri avvenuti con la polizia portando il conto delle vittime vittime a superare la ventina da venerdì.

Il regime yemenita perde i pezzi 22.03.11

Defezioni tra i ranghi militari e diplomatici indeboliscono il regime di Ali Abdallah Saleh, che sta reagendo con la forza alle contestazioni.
Ali Mohsen Al Ahmar, fratellastro del presidente ed esponente di spicco dell'esercito, ha annunciato di sostenere la protesta dei giovani.
Saleh promette di resistere ad oltranza, mentre sempre più capi tribù gli chiedono un passo indietro prima che sia troppo tardi.

Ora da più parti si teme il putsch militare e la possibilità che lo Yemen possa precipitare in una guerra civile.

La primavera araba in uno sguardo 22.03.11

La timeline interattiva del Guardian sulle rivolte che stanno cambiando il volto del mondo arabo.

Giovani arabi 22.03.11

Ventitre giovani arabi raccontano al New York Times le loro speranze per il futuro in seguito all'avvento della primavera araba.

Escalating violence has tempered the regional euphoria that followed the youth-led revolutions in Tunisia and Egypt. And yet, young people will continue to play an important role in the Arab Spring. This month, The New York Times interviewed more than two dozen of them, from Morocco to the West Bank, to find out how they consider their moment in history and their generation's prospects for the future.

Il regime bahrenita abbatte il simbolo della protesta 18.03.11

Pearl Square prima e dopo

La rotonda di Pearl Square, punto di raccolta dei manifestanti contro il regime della dinastia sunnita, cambia volto.

Riprendono gli scontri a Manama 16.03.11

Fumo si alza da Pearl Square

Le monarchia del Bahrein, con l'appoggio dei paesi del Golfo, reprime nel sangue la protesta sciita sgomberando con la forza i manifestanti da Pearl Square.
Gli scontri hanno già causato le prime vittime civili.

I militari sauditi entrano in Bahrein 14.03.11

La dinastia sunnita dei Khalifa in Bahrein si trova da settimane in difficoltà in seguito alle manifestazioni in favore di una maggiore democrazia che hanno agitato la capitale Manama.
Ora a sostegno del regno intervengo direttamente centinaia di soldati sauditi e forze armate degli Emirati Arabi Uniti, sotto l'egida del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per contribuire all'ordine pubblico e preservare gli obiettivi sensibili.

L'intervento, richiesto dagli stessi reali bahreniti, è stato definito dall'opposizione sciita un atto di guerra.

In Libia i morti si contano a migliaia 23.02.11

Manifestanti anti Gheddafi

La giornata libica si apre sull'onda del delirante messaggio alla nazione del colonnello Gheddafi e si conclude con la sepoltura comune di decine di casaveri a Bengasi e l'annuncio di Al Arabiya che le vittime della repressione toccherebbero già quota 10.000.
In un paese tagliato in due sempre più città escono dalla stretta del regime, sull'est del paese sventola il tricolore libico, mentre defezioni e ammutinamenti sono sempre più frequenti anche tra le file dell'esercito.

L'Unione Europea, gli USA e le Nazioni Unite fanno pressioni sul rais e attendono l'ondata di profughi in fuga dalla guerra civile, che per il momento si affollano alle frontiere di Egitto e Tunisia.

Sparate sulla folla 20.02.11

Il massacro perpetrato dal nostro fedele alleato Gheddafi in Libia ha superato i duecentonovanta morti. Dei feriti si è perso il conto.

L'infografica delle rivolte nel mondo arabo 18.02.11

L'infografica della CNN sulle rivolte nei paesi arabi

La CNN propone la mappa delle proteste che stanno infiammando il nord Africa, il Medio Oriente e la penisola arabica.

Il massacro di Pearl Square 17.02.11

Un manifestante ferito negli scontri di Pearl Square

Precipita la situazione in Bahrein dove tra i manifestanti di Pearl Square si contano già quattro morti dopo l'assalto della polizia.
Intanto lunghe file di mezzi corazzati e carri armati si spostano per le strade di Manama.

Il Guardian segue la rivolta liveblogging, in attesa di capire come evolveranno gli eventi anche a Tripoli e in tutta la Libia, dove per oggi è stata convocata la Giornata della collera che segue le drammatiche avvisaglie di ieri a Bengasi.

Effetto domino 17.02.11

Manifestanti yemeniti a San'a

Manifestanti yemeniti a San'a

Carri armati presidiano le strade di Manama

Donne protestano contro il regime del Bahrein

Dottori a Manama protestano contro le violenze

Manifestanti libici contro Gheddafi

Gheddafi ha usato il pugno di ferro c'era da aspettarselo. L'amico fraterno del premier italiano ha represso nel sangue le manifestazioni contro il regime.
Sarebbero 15 i morti a Al Baida, centinaia i feriti e gli arresti in tutta la Libia.
La Giornata della collera si è trasformata nel giorno del massacro.
Un silenzio assordante giunge dal ministro Frattini e dal governo Berlusconi.

Una giornata di sangue iniziata con quattro morti a Pearl Square. La rotonda più famosa della penisola arabica è stata presa d'assalto dalla polizia disperdendo i contestatori. Le strade di Manama continua ad essere pattugliate da mezzi corazzati, mentre anche i medici protestano contro le violenze.

Si intensifica la protesta nello Yemen. San'a e Aden si sono nuovamente svegliate sotto fitte sassaiole e un nuovo carico di morti.

La Libia trattiene il respiro 16.02.11

Aspettando la Giornata della collera prevista per domani a Bengasi è andato in scena l'antipasto.
Un corteo che protestava contro il governo per l'arresto di un attivista per i diritti umani è stato caricato dalla polizia. Decine i feriti e forse un morto.

E' chiaro che Gheddafi non starà a guardare il ripetersi delle rivoluzioni tunisina e egiziana senza tentare un intervent diretto.

Da Teheran al Bahrein 15.02.11

Ieri altre manifestazioni popolari hanno sconvolto il mondo arabo.

Due i morti a Manama, capitale del Bahrein. Da anni la maggioranza sciita del piccolo arcipelago nel Golfo Persico mal sopporto la dinastia sunnita al potere.

A Teheran le opposizioni tornano a scendere compatte in piazza Enghelab dopo le imponenti manifestazioni del 2009.
La protesta, non autorizzata dal regime iraniano e ispirata ancora dai leader Mousavi e Karroubi, si è scontrata con la determinazione della polizia.
Le strade della capitale, ma non solo, si sono trasformate in un ennesimo teatro di battaglia. Alla fine della giornata si registrava un morto e 250 persone arrestate.
Oggi dai banchi parlamentari la maggioranza conservatrice ha invocato la forca per i responsabili degli scontri.

Intanto nello Yemen, il paese più povero della penisola arabica, cresce il malcontento verso il regime di Saleh e si prosegue a manifestare da San'a ad Aden.

La rivoluzione non è finita 12.02.11

Manifestanti yemeniti mostrano le mani con la scritta 'go out' rivolta al governo' /></p>
<p>Centinaia di arresti ad Algeri durante un'imponente manifestazione per chiedere <a href=democrazia e la fine del regime di Bouteflika, che gioca la carta della repressione.
Lì dove tutto è iniziato come una protesta per il carovita, trasformatosi rapidamente in movimenti per maggiori diritti civili, riprende vigore la protesta di un popolo stremato da decenni di corruzione, terrorismo e repressione.

Intanto in Giordania re Abdullah deve ancora nominare un governo dopo aver sciolto l'esecutivo a inizio gennaio ai primi sentori dei moti di protesta.

In Yemen le manifestazioni nella capitale San'a e nell'importante porto commerciale di Aden non accennano a diminuire. Nonostante la promessa del presidente Ali Abdullah Saleh di non ricandidarsi non si fanno accenni a riforme strutturali e civili in grado di risollevare un paese allo sbando.

In Siria si da respiro a internet. Cessano i blocchi su Twitter, YouTube, Facebook e Myspace, mentre il presidente Bashar al-Assad firma l'approvazione di sussidi per il riscaldamento.

In Iraq il premier Nouri al-Maliki conferma di non volersi ricandidare per un terzo mandato e ordina tre mega-generatori da installare a Baghdad per supplire alla carenza cronica di elettricità nella capitale.

La Giornata della collera libica 09.02.11

Il vento rivoluzionario arabo non si placa e tra una settimana potrebbe toccare alla Libia.
Secondo il quotidiano arabo Asharq Alawsat le opposizioni libiche sarebbero pronte a indire una grande manifestazione di protesta contro il regime del colonnello Gheddafi il prossimo 17 febbraio.

L'anno della rivoluzione del mondo arabo 07.02.11

L'interessante speciale di El Pais sulla voglia di riscatto e di democrazia dei popoli arabi dal nord Africa allo Yemen.

El polvorín tenía que estallar tarde o temprano. Lo está haciendo en 2011 y en un sentido más próximo a lo que ocurrió en los años ochenta en la Europa del Este que a cualquier otra cosa. Hastiadas del falso dilema entre autocracia y teocracia en el que quieren encerrarlas tantos sus gobernantes como el cinismo de la realpolitik occidental, esas juventudes quieren democracia.

Ali Abdallah Saleh non si ricandiderà alla presidenza dello Yemen 02.02.11

Sotto le forti pressioni delle manifestazioni di protesta inscenate a San'a il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ha deciso di fare un passo indietro.
Non cercherà di prolungare il suo mandato oltre il 2013 e neppure lascerà le redini del governo a suo figlio.

Non dimenticatevi dello Yemen 31.01.11

Mentre gli occhi del mondo sono concentrati sulla crisi egiziana nello Yemen va avanti una protesta contro l'attuale regime di Ali Abdallah Saleh che andrebbe tenuta d'occhio con maggiore attenzione.
L'instabilità e la corruzione cronica del governo minaccia da anni di trasformare il paese in una base operativa di Al Qaeda.

Over 3,000 opposition supporters gathered in the town of Maweya in Taiz province, in southern Yemen, condemning alleged oppression by the ruling party of President Ali Abdullah Saleh, according to eyewitnesses. And in Dhammar province , in central Al-Hada district, the opposition was able to gather more than 1,500 followers, in a district considered a stronghold for the ruling party. Monday's protests are much smaller than demonstrations that drew thousands to the streets of San'a, the capital, and other urban centers late last week. Opposition leaders said they were now targeting rural areas, where loyalties to tribal and local authorities often outweigh any allegiance to Mr. Saleh's central government. They have promised country-wide demonstrations on Thursday.

Cosa sta succedendo a internet in Egitto 28.01.11

Crolla il traffico internet in Egitto.
Mubarak ha deciso di usare il pugno duro contro le opposizioni bloccando direttamente gli ISP nel tentativo di limitare le comunicazioni tra i manifestanti in previsione della grande protesta in programma oggi dopo la preghiera del venerdì

What's different in this case as compared to other 'similar' cases is that all of the major ISP's seem to be almost completely offline. Whereas in other cases, social media sites such as facebook and twitter were typically blocked.  In this case the government seems to be taking a shotgun approach by ordering ISP's to stop routing all networks.

When looking at the data it's clear that many Egyptian networks have fallen off the Internet. Let's start by looking at a quick summary. Yesterday there were 2903 Egyptian networks, originated from 52  ISP's. Transit was provided via 45 unique isp's.
Today at 2am UTC, the numbers look quite different, there were only 327 Egyptian networks left on the Internet. These were originated 26 by ISP's.
So 88% of the Egyptian networks is unreachable!

Il venerdì della collera egiziana 28.01.11

Il blocco di internet da parte del regime di Mubarak non ha impedito a decine di migliaia di persone di manifestare in piazza dopo la preghiera del venerdì.
La diretta del Guardian racconta di scontri violentissimi con la polizia, coprifuoco violati, proiettili di gomma, morti, reporter arrestati, carri armati diretti verso le piazze del Cairo, ElBaradei agli arresti domiciliari, l'incendo alla sede del Partito Nazionale Democratico di Hosni Mubarak.
E la protesta dilaga in tutto l'Egitto.

Molto dipenderà dalle mosse politiche, ancor prima di quelle militari, dell'esercito.

L'Egitto è pronto per la democrazia? 28.01.11

Il Guardian lo chiede all'esperto di cose arabe Brian Whitaker, mentre Il Cairo è in fiamme.

A question about an Eqyptian democracy... is there a basis for hope? is there a political culture that can step up to represent the people and what role will youth play in the new landscape?

Egypt already has the infrastructure to turn into a working democracy -- elected parliament, long-established political parties, etc. The problem is the the NDP has monopolised this system for a very long time.
So the transition to a working democracy would not be all that difficult, though I would expect it to be a somewhat flawed democracy for some time - maybe like some of the East European or Latin American countries.
One problem is that most of the opposition parties are just as hidebound as the regime. The younger "Facebook generation" doesn't seem to have much interest in them and prefers to do things in its own way. Youth movements are going to become more and more important, and they are a very hopeful sign.

What are the chances that all this could be repeated in Syria?

I was discussing that with an Arab friend yesterday. We both felt that it would be very difficult at present in Syria to organise the kind of protests seen in Tunisia and Egypt. One thing you need for it to happen is a civil society structure of some kind, whether it's trade unions, opposition parties or NGOs, plus a lot of internet users. I don't think Syria has that. Instead, it as a very proficient secret police.
That said, I would expect the Syrian regime to be very scared. Yemenis have told me of the panic in the Marxist regime in the PDRY following the revolution in Romania in 1989 -- they feared it could happen to them. I would expect similar fears in the Syrian regime.
Who knows? Could they be the ones who decide to reform rather than waiting to be toppled?

How likely do you think it is that these uprisings will drive Egypt & Tunisia towards democracy? Is it likely that these situations will descend into sectarian or ethnic conflict as we seen in Kyrgyzstan last year?

Adapting to democracy will be a lot easier in Tunisia and Egypt than it was in Iraq. There are no major ethnic issues; Egypt does have something of a sectarian problem but it is not insurmountable.

Le immagini degli scontri al Cairo 28.01.11

Fedeli in preghiera al Cairo circondati da poliziotti in tenuta antisommossa

La polizia usa gli idranti per disperdere i manifestanti su un ponte sopra il Nilo

Manifestanti e polizia egiziana a confronto

Sventola una bandiera egiziana tra gli idranti

La preghiera del venerdì nelle strade della capitale egiziana

La battaglia al Cairo raccontata per immagini.

Frattini sempre sul pezzo 28.01.11

Speriamo che il presidente Mubarak continui, come ha sempre fatto, a governare il suo paese con saggezza e con lungimiranza.

Dalla sua nota su Facebook a quattro giorni dall'inizio della rivolta egiziana.

Mubarak resta, ma destituisce il governo 28.01.11

Hosni Mubarak

La giornata più calda in Egitto si conclude con l'apparizione di Mubarak alla tv di stato.
Il leader si dichiara dispiaciuto per le vittime, ma mette subito in chiaro che la sua posizione non è in discussione.
Al contrario fa dimettere in blocco il governo per insediarne domani uno nuovo.
Mubarak passa poi all'attacco definendo le dimostrazioni un complotto per destabilizzare la società e promette riforme sociali, economiche e politiche.

Un discorso che ha tutta l'aria di una mossa per prendere tempo.
Si ha l'impressione che all'interno del regime inizino a presentarsi le prime crepe e che al momento nessuno sappia come uscire da questa situazione.

L'unica certezza è che la protesta non si fermerà.

La protesta contro Mubarak in diretta 27.01.11

In attesa della grande manifestazione di domani prevista dopo la preghiera del venerdì e del ritorno in patria del riformatore Mohamed ElBaradei, già direttore generale dell'AIEA, il Guardian segue in diretta il terzo giorno delle tensioni sociali scopppiate in Egitto.

La rivolta del mondo arabo raggiunge anche lo Yemen 27.01.11

Anche lo Yemen si aggiunge ai paesi arabi attraversati dai moti rivoluzionari.
A San'a, capitale del paese, i manifestanti chiedeno ad Ali Abdallah Saleh di lasciare il potere dopo trent'anni di dominio.

Si allarga la tensione sociale nel nord Africa 25.01.11

Sarebbero almeno 15.000 le persone scese in piazza oggi a Il Cairo per chiedere riforme sociali e mutamenti istituzionali.

Le proteste che hanno incendiato l'Algeria e squassato il regime tunisino iniziano a minacciare la stabilità dorata dell'Egitto del faraone Mubarak.

[19:00] Un agente è morto durante gli scontri seguiti alla manifestazione tra polizia e manifestanti, calpestato dalla folla.
Intanto i social network si dimostrano ancora una volta fondamentali per organizzare i movimenti di opposizione bypassando le censure imposte dai regimi.

Le rivolte in Maghreb 09.01.11

Le tensioni per il prezzo di beni alimentari scoppiate in Algeria e Tunisia denunciano uno stato di degrado sociale ed economico non più sostenibile.

La commistione di regimi politici impermeabili e scollati dalla società, una crisi economica che si riflette nel prezzo dei generi alimentari e nella disoccupazione cronica, la totale mancanza del concetto stesso di stato sociale e una popolazione mediamente molto giovane hanno creato una miscela esplosiva che non poteva più essere confinata.

La voglia di cambiamento e di migliori condizioni di vita si mescolano al desiderio di riscatto e di opposizione ai regimi costituiti.
Una rivoluzione dal basso che, se mal guidata, rischia di essere facile preda di frange legate all'estremismo islamico più radicale.

Affittare un figlio 10.12.04

In Turchia orientale si sta' diffondendo la pratica di affittare i figli a bande della criminalita' organizzata per commettere scippi e rapine.

Secondo la polizia i bambini, che solitamente hanno un'eta' compresa tra i 13 e i 16 anni, possono fruttare ai genitori anche 200 dollari.

Cerchiamo colpevoli da punire 17.12.10

La polemica sorta nei confronti della scarcerazione dei ragazzi coinvolti negli scontri di Roma ha poco ha che fare con la furia forcaiola.
Riguarda invece quel senso di impotenza, che è trasversale, di fronte alla manifesta impunità che attanaglia l'Italia. Impunità che ha origini lontane, ma è innegabile si è acuita in massima parte negli ultimi sedici anni.

In un paese dove nessuno è mai colpevole delle proprie azioni, un gruppo di giovani scarcerato a norma di legge dopo aver partecipato alla guerriglia che ha messo a ferro e fuoco una città passa come l'ennesima beffa dei prepotenti.

La banda dei cretini 14.12.10

Cretini fuori dal Parlamento

Intanto lui se la ride, mentre voi continuate a non votare masturbandovi all'idea delle vetrine infrante di un McDonald's.

Nervi saldi 14.12.10

Finanziere impugna l'arma di ordinanza durante gli scontri a Roma

Il finanziere con la pistola durante gli scontri di Roma riporta alla mente ben altri scenari.

Proteste a confronto 07.12.10

Trenta pirla protestano fuori dalla Scala

Mentre trenta infreddoliti casco-muniti si scaldano coi lacrimogeni fuori dalla Scala, all'interno il maestro Barenboim cita l'articolo 9 della Costituzione prima di dirigere la Valchiria di Wagner.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Tragedia greca 05.05.10

Dimostrante greco tra i fumogeni della polizia ad Atene

Atene e la Grecia, aggredite dalla crisi finanziaria, precipitano nella spirale della violenza aspettando la ciambella di salvataggio dell'Europa.

La realtà mistificata 14.01.08

Sulle polemiche scoppiate a fronte della visita programmata dal Papa alla Sapienza, Isabella Bertolini (vicepresidente dei deputati di Forza Italia) ci tiene a dire la sua:

"La crociata laicista è un'offesa alla libertà di espressione."

Arma di distrazione di massa 02.08.15

La protesta dei reggiseni a Hong Kong

A Hong Kong decine di persone sono scese in strada indossando reggiseni per protestare contro la pena di tre mesi e mezzo di carcere inflitta a una donna accusata di aver "aggredito" un poliziotto con la sua "identità femminile". La donna aveva accusato l'agente di molestie dopo essere stata palpeggiata durante una manifestazione di piazza in favore dei diritti civili.

Fonte: BBC News

La vittoria degli ombrelli a Hong Kong 18.06.15

Legali di Occupy Central festeggiano la mancata approvazione della riforma elettorale

Il parlamento di Hong Kong non ha approvato la legge elettorale che prevedeva l'elezione del governatore nel 2017 con il suffragio universale su una lista di candidati indicati preventivamente dal regime di Pechino. Il testo in esame avrebbe dovuto ottenere una maggioranza di due terzi del Consiglio legislativo di Hong Kong per essere approvata. I voti a favore sono stati solo 8, 28 quelli contrari e 34 gli astenuti. La riforma aveva scatenato le proteste di piazza sostenute dal movimento Occupy Central, l'umbrella revolution.

Fate entrare i clown 18.03.15

Le devastazioni di Blockupy contro la BCE

L'inaugurazione della nuova sede della Banca Centrale Europea, a Francoforte, è l'occasione per il movimento anticapitalista Blockupy per sfogare la propria aggressività repressa in segno di protesta contro le politiche europee di austerità. Il messaggio è la violenza, non c'è altro.

Si riaprono gli ombrelli a Hong Kong 01.02.15

Decine di migliaia di persone sono tornate a manifestare per le strade di Hong Kong per chiedere un reale suffragio universale e vera democrazia nella più grande manifestazione dalle proteste di massa dell'autunno.

Fonte: Reuters

Questo è solo l'inizio 11.12.14

Una barricata deggli attivisti per la democrazia a Hong Kong

È solo l'inizio e torneremo, sono le frasi che più si leggono sugli striscioni e si ascoltano tra gli attivisti per la democrazia a Hong Kong durante lo sgombero delle ultime aree occupate deciso dal regime di Pechino e messo in pratica dagli agenti di polizia dell'ex colonia britannica. Restano 75 giorni di attivismo e la consapevolezza che la contrapposizione tra democrazia e Cina possa un giorno essere superata.

Fonte: Quartz

La piazza ungherese contro la tassa su internet 27.10.14

La piazza ungherese contro la tassa su internet

Migliaia di ungheresi sono scesi per le strade di Budapest con i loro tablet, smartphone e notebook accesi per protestare contro la proposta del governo Orban di tassare ogni GB di traffico internet con circa 50 centesimi di euro.

La sfida per la democrazia a Hong Kong è di Lego 20.10.14

La sfida per la democrazia a Hong Kong è di Lego

Gli scontri tra manifestanti pro democrazia con gli ormai iconici ombrelli e la polizia di Hong Kong in un diorama di Lego nel 23esimo giorno di protesta contro il regime di Pechino.

Un bacio per la democrazia a Hong Kong 10.10.14

Due ragazzi si baciano durante le proteste di Hong Kong

Due ragazzi si baciano tra i messaggi lasciati dai manifestanti all'esterno della sede del governo di Hong Kong durante le proteste di massa contro la stretta antidemocratica del regime di Pechino.

Fonte: Newsweek

Per amore di Hong Kong 05.10.14

La proposta di matrimonio tra le proteste di Hong Kong

Nei turbolenti giorni delle proteste pro democrazia che animano Hong Kong c'è tempo anche per il romanticismo. Quello di Yau Chi Hang che si è inginocchiato in una strada occupata del quartiere di Mong Kok per chiedere la mano alla sua ragazza Crystal Chan.

La folla democratica di Hong Kong 29.09.14

Manifestanti pro-democrazia a Hong Kong

La lunga, interminabile, pacifica, composta richiesta di democrazia dei cittadini di Hong Kong. Una sfida per il regime di Pechino. Un'occasione per la Cina continentale.

Le proteste degli studenti di Hong Kong 23.09.14

Studenti a Hong Kong protestano contro il regime di Pechino

Manifestazione e sit-in di protesta degli studenti e degli insegnanti di Hong Kong si alterneranno per tutta la settimana per chiedere maggiore democrazia nell'ex colonia britannica. Sarà una campagna di disobbedienza civile che coinvolgerà 24 istituti tra università e scuole superiori, preludio alla protesta di massa organizzata per il primo ottobre dal movimento Occupy Central. Le proteste nascono dalla decisione presa dal regime di Pechino di concedere dal 2017 l'elezione a suffragio universale del chief executive (la più alta carica politica della città), ma con candidati approvati precedentemente dal Partito Comunista, vanificando di fatto la libertà di scelta.

Fonte: Rai News

Taksim un anno dopo 31.05.14

Un poliziotto turco e due manifestanti a piazza Taksim

Nel giorno dell'anniversario delle manifestazioni a Gezi Park e della sanguinosa repressione a piazza Taksim si è riaccesa la tensione a Istanbul, Ankara, Antalya e Adana con le proteste contro il governo Erdogan.

Fonte: La Stampa

Tutti contro Maduro 02.03.14

Proteste in Venezuela

L'ombra di Chavez continua ad aleggiare sul Venezuela, scosso dalle proteste e dall'incapacità dell'esecutore testamentario Maduro di inventarsi una via d'uscita dal disastro in cui versa il paese. Il sogno ipotizzato dal defunto leader bolivariano si è trasformato in un incubo. Il Venezuela oggi è tra i paesi al mondo con maggiore inflazione, numero di omicidi, insicurezza sociale, scarsità di beni, diritti civili e politici negati e corruzione, nonostante il regime abbia il totale controllo sugli enormi giacimenti petroliferi dopo aver nazionalizzato tutta la filiera dall'estrazione alla raffinazione.

L'Ucraina di Yulia 22.02.14

Yulia Timoshenko libera a Kiev

Svolta in Ucraina. Il presidente Yanukovich ha lasciato la capitale fuggendo nella sua roccaforte a Kharkiv, mentre l'ormai ex ministro dell'interno Zakharchenko è stato arrestato mentre tentava di abbandonare il paese. Il parlamento ucraino ha votato l'impeachment del presidente con la conseguente decadenza delle sue funzioni e fissato nuove elezioni per il 25 maggio. Allo stesso tempo l'ex premier Yulia Timoshenko, pasionaria della rivoluzione Arancione, è stata liberata e accolta a con un tripudio in piazza Maidan.

Amore e odio a Kiev 18.02.14

Due ragazzi si abbracciano tra le proteste in Ucraina

Kiev e l'Ucraina sprofondano nel caos. Oltre una decina i morti negli scontri di oggi tra forze dell'ordine e manifestanti antigovernativi e pro europeisti. La crisi ucraina ha le sue radici nella decisione del presidente Yanukovych di non sottoscrivere a novembre, sotto la fortissima pressione di Mosca, il patto commerciale con l'Unione Europea che l'avrebbe allontanata dall'influenza russa. Una convivenza, quella con il gigante russo, sempre più ingombrante e mal sopportata da una larga fascia della popolazione che guarda all'Europa come a un'opportunità per il futuro del paese.

Spirale Ucraina 25.01.14

Preti ortodossi tra i manofestanti a Kiev

Dilaga la protesta in Ucraina contro le politche del governo filo russo guidato da Yanukovich. Dalle strade di Kiev alle regioni occidentali gli scontri tra manifestanti pro Europa e le forze dell'ordine si intensifica e si estende a macchia d'olio anche alle regioni russofone sud orientali. Il paese ora attende l'estrema mediazione che il presidente tenterà alla Rada martedì con le opposizioni prima che la situazione degeneri ulteriormente facendo scivolare l'Ucraina in una potenziale guerra civile.

200.000 in piazza a Kiev 19.01.14

Manifestanti pro-Europa a Kiev

200.000 manifestanti pro Unione Europea e antigovernativi sono tornati a piazza Indipendenza a Kiev per protestare contro le politiche del presidente Viktor Yanukovich. Negli scontri con gli agenti, che hanno caricato la folla è lanciato lacrimogeni, il bilancio dei feriti è altissimo.

Fonte: ANSA

Una tonnellata di letame davanti all'Assemblea Nazionale 16.01.14

Una tonnellata di letame davanti all'Assemblea Nazionale

Una tonnellata di letame è stata scaricata da un camion davanti all'Assemblea Nazionale a Parigi. Singolare protesta contro il presidente Hollande e la politica in genere in difesa della Quinta Repubblica, quella fondata nel 1958.

Fonte: AGI

Forconi spuntati 09.12.13

Imbecilli tirano pietre a Torino durante lo sciopero dei forconi

Quello che resta del primo giorno del blocco che avrebbe dovuto paralizzare l'Italia per imprimere un cambio radicale all'azione di governo sono le immagini che arrivano da Torino: gruppi di ragazzini viziati che giocano alla rivoluzione, spalleggiati da autarchici che vogliono tornare a pagare il carburante in lire e da un manipolo di ultrà di estrema destra malamente assortiti. Se c'erano dei contenuti nella protesta di piazza si sono persi nell'ottusità della violenza fine a se stessa.

Incatenati a Bangkok 02.12.13

Manifestanti incatenati a Bangkok

Proseguono le dimostrazioni e gli scontri nella capitale del regno thailandese. I manifestanti guidati da Suthep Thaugsuban sono scesi in strada per rovesciare il governo della premier Yingluck Shinawatra la cui credibilità è compromessa dall'essere sorella dell'odiato ex primo ministro Thaksin Shinawatra, costretto all'auto-esilio nel 2008. Oggi, dopo quasi un centinaio di feriti, Shinawatra ha ventilato la possibilità di uno scioglimento delle camere. Primo tentativo di dialogo dall'inizio della crisi in attesa di vedere le mosse che esercito e Casa Reale prenderanno per ristabilire l'ordine nella nazione asiatica.

La piazza di Kiev e l'Unione Europea 02.12.13

Manifestanti a Kiev pro Unione Europea

Se per gli europei, ormai assuefatti da privilegi e sicurezza sociale, l'Europa appare come una figura ingombrante governata da tecnoburocrati per gli ucraini resta un sogno. Irraggiungibile. Centinaia di migliaia di sostenitori dell'integrazione europea affollano le strade di Kiev da giorni contro la decisione del governo filo russo di congelare l'accordo di associazione con l'Unione Europea. E nelle piazze spicca il giallo e il blu delle bandiere ucraine ed europee unite nel cromatismo dei colori.

La protesta di Batman 01.11.13

Un manifestante brasiliano con il costume di Batman

Un migliaio di manifestanti sono scesi in strada a Rio de Janeiro per protestare contro le violenze della polizia e la legislazione volta a reprimere gli attivisti. La protesta, chiamata Un grido per la libertà, ha visto la partecipazione di politici, parlamentari, artisti e attivisti sociali vestiti con i costumi di Batman e Spider-Man.

Fonte: RT

Le mani rosse contro Kerry 04.09.13

Mani rosse contro Kerry

Le mani alzate, tinte di rosso in segno di protesta, fanno da cornice al segretario di Stato americano John Kerry mentre testimonia davanti alla commissione per le Relazioni estere alla Camera sull'intervento nel conflitto siriano.

Moschee usate come barricate 17.08.13

Fratelli Musulmani asserragliati dentro una moschea

La violenza in Egitto esplode anche nelle moschee dove i sostenitori pro Morsi si sono asserregliati per combattere l'esercito. Nella moschea di al-Fatah, in piazza Ramses al Cairo, membri della Fratellanza Musulmana hanno sparato dai minareti contro i blindati che assediavano l'aerea. La polizia ha arrestato il fratello del leader di al Qaeda, al-Zawahiri, per avere relazioni che le frange più violente dei Fratelli musulmani. Il governo ad interim potrebbe proporre di sciogliere la Fratellanza Musulmana accusata di aver alimentato le proteste, incitare al terrorismo e aver incendiato numerose chiese cristiane nel paese. Alla luce degli scontri il presidente dell'Unione Europea Van Rompuy e il presidente della Commissione Barroso hanno annunciato che l'UE rivedrà le relazioni con Egitto e adotterà misure volte prevenire ulteriori escalation di violenza.

Il coprifuoco in Egitto 14.08.13

L'esercito egiziano sgombera un campo pro-Morsi

La polizia e l'esercito egiziano hanno attaccato gli accampamenti dei manifestanti pro-Morsi nel paese. Gli scontri lasciano un bilancio di almeno 150 vittime. Muoiono un cameraman inglese di Sky e una cronista di Gulf News. Il vicepresidente, premio Nobel, El Baradei si è dimesso denunciando la situazione sfuggita di mano al governo del Cairo. Il consiglio dei ministri ha deciso l'istituzione solo per oggi del coprifuoco in Egitto a partire dalle 21 di stasera fino all'alba di domani.

Caos in Egitto 27.07.13

Soldati egiziani a piazza Tahrir

I sostenitori del deposto presidente egiziano, Mohamed Morsi, si sono scontrati con le forze di sicurezza del Cairo. La polizia ha sparato gas lacrimogeni per disperdere centinaia di sostenitori di Morsi, scatenando scontri che sono durati per ore e hanno provocato più di 100 morti.

Fonte: Guardian

Battaglia d'Egitto 05.07.13

Un fratello Musulmano con pietre da lanciare

Lanci di molotov e sassaiole hanno scandito il venerdì del gran rifiuto. Migliaia di manifestanti islamisti pro Morsi si sono scontrati con l'esercito egiziano in tutte le maggiori città del paese. Le violenze hanno lasciato a terra decine di morti e lo spettro di una guerra civile. Un sito estremista ha annunciato un gruppo armato contro la democrazia e a favore della sharia.

Fonte: Guardian

I militari egiziani depongono Morsi 03.07.13

Le proteste in Egitto contro il presidente Morsi

Piazza Tahrir e l'Egitto festeggiano. Il presidente Morsi è stato deposto e trasferito in una località segreta dall'esercito egiziano una volta scaduto l'ultimatum alle 18 che i militari avevano lanciato al governo per ottenere una soluzione alla crisi. Centinaia di soldati egiziani e mezzi blindati in marcia si sono fermati davanti al palazzo presidenziale per separare i manifestanti che sostengono il presidente dagli oppositori. Oscurate le tv della Fratellanza Musulmana, Misr 25, e due emittenti vicine ai salafiti el Hafez e el Naas. In serata il ministro della Difesa Abdel Fattah el Sissi ha annunciato la road map tracciata di concerto con l'esercito, la Costituzione è stata sospesa, verrà istituito un governo tecnico e poi saranno indette nuove elezioni. Il presidente della Corte Costituzionale Adli Mansour è stato nominato capo dello Stato ad interim.

Le proteste in Egitto contro il presidente Morsi 28.06.13

Egiziani protestano sott'acqua contro il presidente Morsi

Torna a salire la tensione in Egitto dove gli scontri tra oppositori e sostenitori del presidente Morsi sono sfociati in gravi disordini in molte città egiziane. Ad Alessandria tre persone sono morte e oltre 140 sono rimaste ferite. Nel quartiere di Sidi Gaber la sede dei Fratelli Musulmani è stata data alle fiamme. Un morto e numerosi feriti si registrano anche a Port Said dove è stata fatta esplodere una bombola di gas. L'opposizione chiede le dimissioni di Morsi ed elezioni anticipate.

Fonte: CNN

Un milione di brasiliani in piazza 21.06.13

Manifestanti contro il governo Rousseff

In tutto il Brasile almeno un milione di persone è tornato per le strade accusando il governo Rousseff per la corruzione dilagante, la mancanza di servizi primari come l'istruzione e la sanità e l'immenso spreco di denaro pubblico per la realizzazione delle infrastrutture per i mondiali di calcio del prossimo anno. Il persidente Dilma Rousseff si è vista costretta ad annullare il viaggio di stato in Giappone per convocare un gabinetto di crisi. Si registra la vittima negli scontri con la polizia nello stato di San Paolo.

La protesta turca dello standing man 19.06.13

Standing man in Turchia

Ogni rivoluzione ha la sua icona. Quella turca potrebbe essere rappresentata da Erdem Gunduz. L'artista turco è rimasto in piedi, immobile e senza parlare per ore di fronte al Centro Culturale Ataturk e al ritratto del padre della patria incorniciato dalle bandiere della Turchia. Presto altri manifestanti hanno preso a imitarlo inscenando una forma di disobbedienza civile che ha irritato le forze dell'ordine intervenute per sgomberare l'area. Ora la protesta dell'"uomo in piedi" sembra destinata a estendersi in tutto il paese.

Fonte: Guardian

Le proteste in Brasile contro i mondiali di calcio 18.06.13

Le proteste in Brasile contro i mondiali di calcio

Oltre centomila persone si sono riversate per le strade di Rio de Janeiro e altrettante nel resto del paese per protestare contro le spese sostenute dal governo guidato da Dilma Rousseff per l'organizzazione della Coppa del Mondo di calcio nel 2014 in un paese dove la mancanza di assistenza sanitaria e di istruzione gratuita è cronica. In Brasile la crescita economica ha rallentato dopo un periodo di forte espansione e l'inflazione è al 6,5% all'anno.

Fonte: ANSA

L'assalto a piazza Taksim 11.06.13

Una manifestante turco colpito da un idrante

La pulizia turca non risparmia lacrimogeni, idranti e persino bulldozer per sfondare le barricate in piazza Taksim ed entrare nel parco di Gezi, a Istanbul, dove migliaia di persone protestano contro il governo Erdogan. Il premier turco ha dichiarato tolleranza zero contro i manifestanti, continuando sulla via dell'intransigenza, e ha accusato i social network di aiutare a fomentare la protesta.

I violenti scontri in Turchia 01.06.13

I violenti scontri in Turchia

Violente proteste sono scoppiate per il secondo giorno consecutivo dopo che la polizia in tenuta antisommossa ha usati cannoni ad acqua e lanciato gas lacrimogeni dagli elicotteri durante una manifestazione contro la demolizione di un parco a Istanbul per far posto a un nuovo centro commerciale. Disordini contro la repressione del governo Erdogan si sono registrati anche ad Ankara e Smirne.

Fonte: Guardian

La marcia contro gli stupri in India 02.01.13

Manifestazione delle donne indiane contro gli stupri

In India dove ogni 14 ore una donna viene violentata due nuovi stupri, di cui uno riguarda una bambina di 7 anni, riaccendono l'indignazione nel paese. L'ultima vittima è una studentessa 17enne violentata ad un veglione di Capodanno a New Delhi.

Fonte: BBC News

Le proteste contro il nuovo faraone 01.12.12

Manifestanti in piazza Tahrir al Cairo

Continuano le proteste di piazza al Cairo dopo il decreto con cui il 22 novembre il presidente Mohammed Morsi ha esteso i suoi poteri e contro la nuova costituzione, approvata tra il 29 e il 30 novembre, giudicata insufficiente nel garantire i diritti civili.

Una pioggia di latte su Bruxelles 27.11.12

Poliziotti coperti di latte a Bruxelles

Centinaia di allevatori hanno protestato davanti al Parlamento europeo contro il sistema delle quote latte che a loro dire starebbe strangolando il settore. L'Unione Europea è al momento impegnata sulla riforma della politica agricola continentale.

Fonte: Euronews

Merkel di Atene 09.10.12

Manifestante greco contro la cancelliere Merkel

La cancelliere Merkel in visita ad Atene sfidando le proteste dei suoi abitanti per portare un messaggio di sostegno al paese sull'orlo della bancarotta e al centro della crisi della zona euro.

La battaglia a colpi di cannoni ad acqua alle Senkaku 25.09.12

Battaglia a colpi di cannoni ad acqua alle Senkaku

Le motovedette della guardia costiera giapponese hanno sparato con i cannoni ad acqua contro un gruppo di navi taiwanesi vicino alle isole Senkaku. L'arcipelago è rivendicato non solo dalla Cina, ma anche che dal governo di Taiwan. I pescatori, pur avendo legami amichevoli con il Giappone, contestano a Tokyo la nazionalizzazione dell'arcipelago, che loro chiamano Tiaoyutai.

Le proteste a Tel Aviv 16.07.12

Le proteste a Tel Aviv

Manifestazioni di protesta hanno nuovamente infiammato Tel Aviv. I manifestanti contestano al governo il perdurare delle disuguaglianze sociali, il prezzo insostenibile delle abitazioni e il tracollo finanziario della previdenza sociale israeliana.

Fonte: ANSA

La marcia contro Putin 12.06.12

La marcia contro Putin

Migliaia di russi hanno partecipato a una manifestazione anti-governativa chiedendo nuove elezioni e un nuovo presidente.

Fonte: Guardian

I tre giorni della rabbia 21.04.12

Manifestanti a Manama

Non si placano le proteste dell'opposizione sciita a Manama, in Bahrein, che denuncia le violazioni dei diritti umani nel regno. In un clima di guerriglia domani si correrà il Gran Premio di Formula 1.

Le proteste in Bahrein 15.02.12

Manifestante in Bahrein

I manifestanti tornano per le strade di Manama nel primo anniversario della rivolta per chiedere riforme sociale e maggiore democrazia nel paese del Golfo.

Fonte: Guardian

Una Russia senza Putin 04.02.12

Manifestanti anti-Putin a Mosca

Decine di migliaia di manifestanti hanno sfidato le temperature rigide di Mosca per marciare attraverso la città al grido di slogan contro Putin e chiedendo di tornare alle urne dopo i presunti brogli nelle elezioni di dicembre.

Fonte: Guardian

Le proteste in Senegal contro la rielezione di Wade 01.02.12

Manifestanti a Dakar

Il tentativo del presidente senegalese Abdoulaye Wade, 85 anni, di ottenere un terzo mandato nelle consultazioni di febbraio ha causato uno scontro con l'opposizione che lo accusa di aver violato il limite di due mandati consecutivi. Dopo che la corte costituzionale del Senegal ha dato ragione a Wade la protesta si è riversata nelle strade della capitale Dakar e in tutto il paese.

Fonte: Guardian

La protesta nigeriana dei carburanti 10.01.12

La protesta dei carburanti in Nigeria

In Nigeria prosegue lo sciopero generale contro la decisione del governo di tagliare i sussidi per i carburanti. A Lagos sono comparsi blocchi stradali e barricate, mentre la polizia cerca di arginare la protesta con l'uso della forza.

Fonte: Guardian

Il fuoco della protesta egiziana 17.12.11

Manifestanti egiziani in piazza

Dieci morti, centinaia di feriti. Non si placano le rivolte egiziane che chiedono giustizia e più democrazia. Altrettanto inflessibile appare la risposta dell'esercito del Cairo. Il primo ministro egiziano Kamal el Ganzouri ha parlato di un attacco all'Egitto, affermando che questa ormai non è più una rivoluzione.

Il sabato della protesta russa 10.12.11

Manifestanti protestano contro Putin

In migliaia si nuovamente dati appuntamento per le strade di Mosca per protestare contro le violazioni nelle elezioni parlamentari e contro Vladimir Putin.

Fonte: Guardian

L'assalto all'ambasciata britannica a Teheran 29.11.11

Iraniani bruciano una bandiera britannica

L'ambasciata britannica a Teheran è rimasta sotto assedio per ore. Gli attacchi, fomentati da frange estremiste, hanno danneggiato seriamente la residenza diplomatica prima che la polizia iraniana sgomberasse l'area. L'irruzione è avvenuta al termine di un sit-in di protesta contro le nuove sanzioni decise da Regno Unito, Stati Uniti e Canada.

Fonte: Guardian

L'Egitto torna a infiammarsi 20.11.11

Esercito e manifestanti al Cairo

In migliaia gli egiziani si sono ritrovati in strada al Cairo per chiedere alla giunta militare di lasciare il potere. La risposta è stata violenta e sproporzionata. Finora sono undici le vittime degli scontri. Centinaia i feriti. Con questo clima si va verso le elezioni del 28 novembre, mentre molti candidati presidenziali sospendono la campagna elettorale per protesta.

Fonte: Guardian

Piazza Tahrir torna a riempirsi 18.11.11

Manifestanti a piazza Tahrir

Migliaia di persone hanno partecipato in piazza Tahrir alla manifestazione indetta dai Fratelli Musulmani e dalla forze islamiste per respingere la carta di principi costituzionali elaborata dal governo e che blinda il potere dell'esercito nella gestione del suo bilancio.

Fonte: Reuters

Lo sgombero di Zuccotti Park 15.11.11

Lo sgombero di Zuccotti Park

La polizia a New York sgombera nella i manifestanti di Occupy Wall Street da Zuccotti Park. Secondo i capi della protesta una nuova tendopoli potrebe sorgere a Foley Square. Il sindaco Bloomberg ha dichiarato che lo sgombero è temporaneo, i manifestanti potranno tornare nel sito una volta ripulito. Anche sulla costa ovest gli agenti in tenuta antisommossa rimuovono il campo di Occupy Oackland.

Fonte: Guardian

Occupy Oakland blocca il porto 03.11.11

Manifestanti di Occupy Oakland bloccano il porto

Migliaia di manifestanti, sull'onda del movimenti di Occupy Wall Street, hanno bloccato il porto commerciale Oakland in California. La manifestazione pacifica è sfociata poi in alcuni atti di teppismo e successivi scontri con la polizia, che ha più volte caricato e impiegato gas lacrimogeni.

Fonte: Guardian

Le proteste degli studenti in Cile 21.10.11

Studenti cileni dispersi con l'uso di idranti

Proseguono in Cile le tensioni sociali. Gli studenti continuano a marciare nelle piazze del paese sudamericano per chiedere una riforma del sistema di istruzione e nuove regole per il mercato del lavoro.

Fonte: Euronews

Occupare Londra 17.10.11

Gli indignati occupano St. Paul

Gli indignati britannici occupano il sagrato della cattedrale di St. Paul, a Londra, per manifestare contro i poteri forti della finanza mondiale.

Fonte: Guardian

Nello Yemen si rischia una guerra civile 01.10.11

Proteste nello Yemen

La decisione del presidente Ali Abdallah Saleh di non lasciare il potere rischia di far precipitare la situazione nello Yemen. Le proteste in tutto il paese assumono sempre l'aspetto di una possibile guerra civile.

Fonte: ASCA

Occupare Wall Street 30.09.11

Manifestanti a Wall Street

La protesta a New York contro l'alta finanza è sfociata in una serie di manifestazioni e sit-in che che si tengono nei pressi di Wall Street.

Fonte: Guardian

L'assalto all'ambasciata israeliana al Cairo 10.09.11

L'assalto all'ambasciata israeliana al Cairo

Manifestanti egiziani hanno assaltato l'ambasciata dello stato di Israele nella capitale egiziana demolendo il muro di protezione. La protesta violenta segue le manifestazioni che da alcuni giorni assediano la rappresentanza diplomatica dopo l'uccisione da parte degli israeliani di cinque guardie di frontiera egiziane, in seguito agli attentati di Eilat. Il bilancio degli scontri tra i manifestanti e l'esercito egiziano è sanguino, si contano almeno tre vittime, mentre i feriti sono più di mille.

Fonte: Guardian

Tensione cilena 26.08.11

Fermata dell'autobus data alle fiamme in cile

Ancora un giorno di violente proteste e scontri tra polizia e manifestanti in Cile. Le agitazione hanno preso il via dalla richiesta degli studenti per un accesso gratuito all'istruzione; il movimento è poi cresciuto sino a comprendere tutti i partiti di opposizione e i sindacati domandano riforme costituzionali, un migliore stato sociale e nuove leggi su lavoro e impresa.

Fonte: BBC News

Israeliani in piazza contro il carovita 06.08.11

Proteste a Tel Aviv

Trecentomila persone sono tornate in piazza per la terza settimana consecutiva per protestare contro il carovita e a favore di politiche di sviluppo per il paese e i giovani.

Fonte: Haaretz

Hama brucia 31.07.11

La città di Hama brucia sotto i colpi del regime

Il regime di Damasco soffoca in un massacro le rivolte ad Hama. Sono decine le vittime, ma morti si registrano anche nella capitale e a Deir Ezzor, Harak e Bukamal.

Fonte: Guardian

L'assalto alle ambasciate in Siria 11.07.11

L'assalta all'ambasciata americana in Siria

Centinaia di persone, sostenitori del regime di Bashar al-Assad, hanno preso d'assalto le ambasciate americana e francese a Damasco, in Siria. Le forze dell'ordine francesi sono riuscite ad arginare i manifestanti sparando alcuni colpi e tre dipendenti d'oltralpe sono stati feriti, mentre è stata fatta irruzione alla sede diplomatica statunitense. Le proteste sono cominciate dopo che venerdì scorso i diplomatici di entrambi i paesi hanno visitato Hama, la città in mano ai ribelli, nel centro del Paese.

Fonte: Guardian

Gli scontri ad Atene contro l'austerity 29.06.11

Scontri tra polizia e manifestanti ad Atene

Scoppia la rabbia dei manifestanti contro il drammatico piano di austerity del governo greco studiato per salvare il paese dal rischio default e convincere Bruxelles a non interrompere i finanziamenti.

Fonte: Guardian

Il venerdì di sangue in Siria 22.04.11

Forze di sicurezza siriane affrontano i manifestanti

Le manifestazioni indette oggi in tutta la Siria per protestare contro il regime di al-Assad sono state represse nel sangue. I morti si contano a decine. Il "venerdì santo" delle opposizioni ha richiamato migliaia di persone in tutto il paese di tutte le confessioni religiose. Giusto ieri al-Assad aveva concesso l'abolizione della legislazione di emergenza e i tribunali speciali.

Fonte: TLUC Blog

La protesta di Algeri 12.04.11

Studenti universitari algerini si confrontano con la polizia

Migliaia di studenti sono scesi in piazza marciando verso La Mouradia, il palazzo presidenziale, per protestare contro il regime di Bouteflika e il degrado dell'istruzione in Algeria. Un centinaio gli arresti e decine i feriti.

Fonte: El Pais

Il governo siriano rassegna le dimissioni 29.03.11

Manifestanti pro regime a Damasco

Il governo siriano del premier Naji Otri ha rimesso l'incarico. La prima svolta in Siria dopo le sanguinose repressioni delle contestazioni dei giorni scorsi è una vittoria dei manifestanti. Intanto a Damasco e in altre città del paese vanno in scena cortei pro regime nella Giornata della lealtà alla nazione.

La protesta in Bahrein sedata nel sangue 16.03.11

Pearl Square coperta da un fumo nero dopo l'attacco della po

La monarchia del Bahrein, appoggiata da truppe saudite, sgombera con la forza i manifestanti a Pearl Square. Un bilancio di morti e sangue a Manama.

Fonte: Guardian

Le donne dello Yemen 26.02.11

Donne protestano contro il regime yemnita

Le tensioni in Libia rischiano di offuscare le continue proteste nel mondo arabo. Oggi è la volta delle donne di San'a, scese in strada per chiedere la fine del regime di Ali Abdallah Saleh. E i leader tribali iniziano ad abbandonarlo.

Fonte: AGI

La rivoluzione dei gelsomini 20.02.11

Manifestanti cinesi alla 'Rivoluzione del gelsomino'

Avvisaglie di tensioni sociali in Cina. In 13 città si sono svolte manifestazioni pacifiche a favore di una maggiore libertà sotto il simbolo del fiore di gelsomino, sull'onda delle rivolte nei paesi del mondo arabo.

Fonte: TLUC Blog

Un giorno di sangue per il mondo arabo 17.02.11

Manifestanti lanciano pietre a San'a

Le proteste in Yemen, Bahrein e Libia contro le dittature e la corruzione vengono sedate nel sangue. I morti si contano a decine, i feriti a centinaia. I leader arabi non sanno più come contenere il malcontento che ormai dilaga tra ogni strato sociale della popolazione. Sgomberata Pearl Square a Manama a colpi di manganello. Bagno di sangue a Al Baida in Libia. La Giornata della collera si scontra con la determinazione dei mezzi corazzati, ma c'è da giurare che da domani riprenderà vigore con ancora più forza.

Fonte: TLUC Blog

Il risveglio della rivoluzione verde iraniana 15.02.11

Scontri a Tehran

Ieri l'opposizione è tornata nelle piazza iraniane per chiedere maggiore democrazia. Per la prima volta dopo le imponenti manifestazioni del 2009, l'"onda verde" è tornata a marciare compatta. A Teheran pesanti scontri in piazza Enghelab tra manifestanti e forze dell'ordine. A fine giornata si registravano un morto e almeno 250 persone sono state arrestate nella sola capitale.

La rivoluzione vista dalla penisola arabica 15.02.11

Un manifestante yemenita mostra cartelli con l'icona di Che

Proseguono gli sconvolgimenti nel mondo arabo e la protesta si allarga ora anche al Bahrein, mentre nello Yemen il movimento per la democrazia cresce ogni giorno di più.

Fonte: TLUC Blog

Tentativi di sollevazione in Algeria 12.02.11

Protestanti repressi con la forza ad Algeri

Ritornano vibranti le proteste in Algeria, dove una manifestazione radunatasi ad Algeri per chiedere maggiore democrazia e la fine del regime del presidente Bouteflika è stata repressa da ingenti forze di polizia. La tensione nel nord Africa resta alta.

La battaglia al Cairo 28.01.11

Fedeli pregano circondati da poliziotti in tenuta antisommos

Il venerdì della collera è arrivato con una forza dirompente nelle strade della capitale egiziana. Duri scontri tra i manifestanti che chiedono la fine del regime di Mubarak e la polizia. Si parla di morti e dell'arresto del ElBaradei. Intanto la protesta dilaga in tutto il paese. Dalla tenuta dell'esercito si potrà capire l'epilogo di questo braccio di ferro.

Fonte: TLUC Blog

Anche lo Yemen viene travolto dalle proteste 27.01.11

Una manifestazione contro il regime yemenita

Proteste e manifestazioni anche a San'a contro la corruzione del regime di Ali Abdallah Saleh al potere da trent'anni.

Il ritorno di ElBaradei 27.01.11

El Baradei di ritorno in Egitto

In attesa della grande manifestazione prevista per domani in Egitto, dopo la preghiera del venerdì, il ritorno di ElBaradei - già direttore generale dell'AIEA - ha scaldato gli animi delle opposizioni al regime di Mubarak.

Gli oppositori di Mubarak scendono in piazza 25.01.11

Manifestanti anti Mubarak a Il Cairo

Tra quindicimila e ventimila persone si sono riversate nelle strade de Il Cairo per chiedere riforme sociali e mutamenti istituzionali. Il vento di protesta nato in Algeria e sfociato nella rivoluzione tunisina sembra ora destinato a spostarsi sopra all'Egitto. Non sono mancati scontri con la polizia. Le agenzia riportano un bilancio di quattro morti.

Fonte: Guardian

La protesta degli agricoltori nell'Uttar Pradesh 22.01.11

Agricoltori in protesta bloccano la ferrovia a Karchana

Gli agricoltori indiani dello stato dell'Uttar Pradesh hanno messo in atto una dura protesta, nella città di Karchana, contro l'acquisizione delle loro terre da parte dello stato volta alla costruzione di due centrali elettriche.

La rivolta dell'opposizione socialista a Tirana 21.01.11

Un manifestante con la bandiera albanese corre tra i fumogen

Bilancio drammatico nella manifestazione del partito socialista albanese svoltasi oggi a Tirana. Tre morti negli scontri tra oppositori e polizia. La manifestazione davanti al palazzo del governo chiedeva elezioni anticipate dopo le dimissioni del vicepremier Ilir Meta in seguito ad accuse di corruzione.

La protesta contro il carovita si allarga alla Tunisia e minaccia tutto il Maghreb 09.01.11

Scontri in Tunisia

Difficoltà economiche, disoccupazione e aumento dei generi alimentari scatenano le proteste di piazza nei paesi del Nord Africa. Dopo l'Algeria è la volta della Tunisia. Un'incendio che potrebbe presto propagarsi ai paesi confinanti. Una rivolta che invoca una modernizzazione a lungo promessa, ma che rischia anche di cadere facile preda di fazioni estremiste islamiche. Intanto il bilancio dei morti negli scontri si allunga.

In Algeria scoppia la protesta contro il carovita 07.01.11

Le proteste in Algeria

La violenza è stata scatenata dall'aumento del prezzo di latte, zucchero e farina. Una frustrazione latente per le abbondanti risorse di gas e di petrolio che non si sono tradotte in un più ampio benessere per la popolazione che si trova in stato di disoccupazione cronica e carenza di alloggi.

Nuovi scontri ad Atene contro le misure di austerity 15.12.10

L'ex ministro Costis Hatzidakis ferito

Migliaia di persone sono scese in strada ad Atene per protestare contro le misure di austerity decise dal Governo per porre un freno al debito pubblico e permettere alla Grecia di uscire dalla crisi finanziaria. L'ex ministro Costis Hatzidakis è stato ferito negli scontri.

Fonte: Lens

Gli scontri a Roma dopo il voto di fiducia al Governo 14.12.10

Fumo degli incendi nel cielo di Roma

Almeno 100 feriti e la città di Roma sconvolta dagli scontri seguiti al voto di fiducia incassato dal Governo Berlusconi.