tizianocavigliablog
Habemus blogger.

Pensionakis 06.07.15

Varoufakis lascia dopo 5 mesi. "Voglio godermi la pensione".
[maurizio neri]

Le dimissioni del ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis lette da Spinoza.

L'era dell'Aquario in Grecia dopo il referendum 06.07.15

Le banche resteranno chiuse sino a mercoledì. La decisione del governo Tsipras prevede inoltre di estendere fino a venerdì il tetto dei prelievi previsto sino a un massimo di 60 euro al giorno.

Twitblogs 14.12.08

Non è Twitter, non è un blog, non è un tumblelog, ma un misto frutta di tutti e tre.
Si chiama Twitblogs.

Giusto una nota di colore nel panorama del microblogging.

Scorci liguri (-14) 11.12.08

Palazzi dei Rolli a Genova

Palazzi dei Rolli. Patrimonio dell'umanità UNESCO. Genova.

Calendario dell'Avvento 2008: 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10

Via bautisterias.

Posso contarci 11.12.08

UniCredit lets expire its SSL certificate

Sulla completa inadeguatezza della mia banca.

Via david.orban.

Gli anni della dracma 29.06.15

Scheda referendaria greca

Deve essere accettato il piano di compromessi proposto dalla Commissione europea, il Fondo Monetario internazionale e la Bce all'Eurogruppo del 26 maggio 2015, composto da due documenti che costituiscono l'intera offerta? Il primo documento si intitola "Riforme per il completamento del prigramma corrente e oltre" il secondo "Analisi preliminare della sostenibilità del debito".

Un referendum consultivo, quello greco qui proposto, su una bozza di accordo economico è forse l'idea più paracula e pilatesca mai tentata nella storia della politica europea da quei due bluff che passano sotto il nome di Varoufakis e Tsipras.

90 anni di default greco 29.06.15

Il periodo di tempo in cui la Grecia si è mostrata inadempiente nei confronti dei suoi creditori durante l’era moderna è calcolabile in oltre 90 anni, ovvero circa il 50% del periodo in cui è stata indipendente.

La tradizione non è acqua.

Referendum for dummies 20.01.15

La Consulta, con un atto gravissimo, ha stabilito la fine per la gente, per il popolo, di esprimersi su un referendum per l'abrogazione della riforma Fornero, una decisione fuori da ogni precedente. È una infamata nei confronti di milioni di italiani che non arrivano a fine mese. Altro che legge elettorale... Questa Italia mi fa schifo e mi batterò per ribaltarla.

No, Matteo. Non è così.
Hai presente quando a scuola scarabocchiavi sul libro le imprese di Alberto da Giussano invece di prestare attenzione alla lezione? Ecco. Parte tutto da lì.

[...] Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio. [...]

Articolo 75 della Costituzione Italiana.

Dai riprova. Magari la prossima volta senza dare sfogo a tutto quell'aplomb mitteleuropeo che contraddistingue la tua colta retorica.

Marketing mostruoso 08.08.08

Pare che il mostro di Montauk sia il solito viral marketing legato al cinema.

Cosa succederà un minuto dopo il voto in Scozia e nel Regno Unito 18.09.14

Il Guardian ha provato a capire quali sarebbero le mosse, gli sconvolgimenti e le prospettive in Scozia e nel Regno Unito sulla base delle due possibili scelte che usciranno dal referendum sull'indipendenza scozzese.

Se vincessero i .

A series of carefully laid plans drawn up in secrecy in Whitehall over recent months will be triggered in the early hours of Friday morning if Scotland votes to secede from the United Kingdom.

The first – and most important – move will come when David Cameron telephones Alex Salmond to concede defeat. The prime minister will want to adopt a warm tone to reassure the markets that the remainder of the UK has no intention of engaging in recriminations with Scotland, which would be highly destabilising for the economies of both countries.

But Cameron will also be firm in making clear that the remainder of the UK has no plans – at this stage, at least – to agree to Salmond's demands to form a currency union. This will be crucial in reassuring the markets, which will regard sterling as an even more vulnerable currency if the Bank of England has to act as lender of last resort to Scottish banks – whose liabilities are 12 times the GDP of Scotland – without firm UK control over fiscal policy north of the border.

In the event of a yes vote, the performance of the prime minister in the early hours of Friday morning will be decisive in shaping his own political future. If Tory MPs, many of whom will be heartbroken by the breakup of the UK, wake up on Friday morning to hear that Cameron is providing clear and calm leadership, he may stabilise his position if only in the short term.

Salmond made clear over the weekend that he too would move quickly from campaign bruiser to father of the nation. He plans to invite all the leading figures from the no campaign to join his "Team Scotland" group to negotiate secession.

Se vincessero i no.

If Scotland votes against independence, much depends on the margin of the no campaign's victory. After the ritual calls of congratulations between Alex Salmond and Better Together's Alistair Darling, the first minister is likely to call for new powers for Holyrood.

With the yes vote likely to exceed 45% – far more than his own Scottish National party's level of support – Salmond will say there is clear demand in Scotland for greater freedom within the UK. His position as leader will be secured by a high yes vote; only a highly unlikely washout – a yes vote of about 35% – would raise serious questions about his future.

With the international markets calmed by the result, the no camp's rebuff will be immediate. They will confirm the appointment of an independent chair to lead a cross-party programme to deliver new tax powers for the Holyrood parliament at breakneck speed, with a reform process starting on Friday.

Il passato che ritorna 08.08.08

Dite a Putin che si scrive Ossezia, ma si legge Cecenia.

Gli abitanti delle Falkand scelgono il Regno Unito 12.03.13

Dal referendum è emerso un risultato favorevole del 98,8% per il mantenimento dello status quo.
L'arcipelago, reclamato dall'Argentina, è parte integrante del Regno Unito dal 1832.

TLUC ... Store 21.05.07

La maglietta 'Palms Riviera Savona' su TLUC ... StoreAvete comprato i pantaloni di lino bianco.
Sfoggiate i vostri occhialoni D&G.
Ma se non avete ancora acquistato una di queste magliette non siete nessuno.

Campagna: "Un soldino per Tizi. Aiutaci ad aiutarlo".

I risultati del referendum sul fiscal compact in Irlanda 01.06.12

Il liveblog dell'Irish Times sui risultati del referendum che chiede ai cittadini irlandesi di esprimersi sul trattato fiscale europeo.

[12:10] Secondo la Reuters il risultato definitivo del referendum sarà a favore del . Una boccata di ossigeno per l'Europa.

Il referendum irlandese sul trattato fiscale 30.05.12

Giovedì 31 maggio gli irlandesi saranno chiamati alle urne per esprimersi sul trattato fiscale europeo.
L'Irish Times si schiera per il sì e ne motiva le ragioni.

Come abbiamo fatto in occasione di quasi tutti i sette referendum sull’integrazione alla Cee/Ce/Ue che sono stati proposti al popolo irlandese, l'Irish Times raccomanda di nuovo di votare "sì". E questo non per un'incurabile e acritica eurofilia, bensì per una pragmatica valutazione degli interessi vitali dell'Irlanda e per la sensazione, soprattutto, che ci siano cose che facciamo meglio da soli e altre che possono essere fatte soltanto insieme ai nostri partner europei.

La realizzazione dell'unione monetaria è un caso molto esemplificativo. Il voto di domani verte proprio su questo compito lasciato a metà - un uccello non può spiccare il volo con un'ala sola - quello che ci fornirà le premesse fiscali per una solidità su scala europea che dovrà garantire la sicurezza dei capitali, in cui i paesi dell'euro saranno in grado di ottenere prestiti a tassi di interesse sostenibili. E questo non è uno strano concetto di matrice tedesca, ma un fatto reale della vita economica.

Non esiste niente di gratuito. I soldi facili comportano un prezzo che tutti gli stati membri dell'euro dovranno pagare - con disciplina fiscale, solida gestione e anche qualche sacrificio. Questa è la motivazione di fondo sia del trattato che siamo chiamati a votare sia del carattere condizionale dell’accesso ai fondi dell'Esm, il Meccanismo per la stabilità europea, di cui potremmo benissimo tornare ad avere bisogno.

Questo non è - come i sostenitori del no vorrebbero farci credere - un "trattato delle banche" o un "trattato degli speculatori", ma un trattato che consentirà agli stati europei di associarsi tutti insieme contro i capricci degli speculatori, per dar vita a una valuta di peso e stabilità sufficienti a resistere ai loro attacchi.

Il referendum costituzionale siriano 15.02.12

Il presidente siriano Bashar al-Assad ha indetto per la fine del mese di febbraio un referendum costituzionale che aprirebbe la strada a un sistema multipartitico e a un limite ai mandati presidenziali.
Secondo l'opposizione l'annuncio sarebbe un pretesto per guadagnare tempo, mentre nel paese l'esercito continua a massacrare i manifestanti anti-regime.

Il referendum in Croazia per l'adesione all'Unione 20.01.12

Il 22 gennaio i croati voteranno per confermare l'adesione all'Unione Europea che scatterà da luglio di quest'anno.

La crisi finanziaria non ha smorzato l'entusiasmo degli elettori di quello che sarà il 28esimo stato dell'Unione.
I sondaggi non prevedono sorprese. Sia Kukuriku, la coalizione di centrosinistra al governo, sia HDZ e la Chiesa cattolica condividono la campagna per sostenere il fronte del sì.

La consulta respinge i referendum sulla legge elettorale 12.01.12

La via maestra per cambiare il Porcellum di Calderoli era e resta l'accordo in Parlamento perché, com'era logico prevedere, lo strumento referendario è inapplicabile all'impianto di una legge elettorale per evitare un pericoloso vuoto normativo. Con buona pace dei vaneggiamenti di Di Pietro.

La mano di Papandreou 03.11.11

Il bluff inizia a dare i suoi frutti.
Il terrore dei mercati alla prospettiva di un referendum in Grecia sul piano di salvataggio costringe le opposizioni a lavorare con il Pasok per cercare un compromesso che porti a un governo di unità nazionale (o quanto meno di transizione).
Resta l'incognita elezioni anticipate. Per Papandreou sarebbero disastrose, per l'opposizione di centro destra il naturale compimento del percorso di transizione.

Intanto il resto dell'eurozona risponde al bluff alzando la posta. L'euro può fare a meno della Grecia. La solidarietà europea non può essere tenuta sotto scacco continuo dal ricatto di Atene.

Il bluff di Papandreou 01.11.11

Il premier greco Papandreou gioca col fuoco.
L'annuncio di indire un referendum per accettare o meno il piano di aiuti da 110 miliardi di Unione Europea, BCE e FMI è un bluff basato sul supposto senso di responsabilità dei greci.
Accettare sacrifici e salvare il paese o essere annientati dormendo il sonno dei duri e puri.

Un bluff azzardato che si disputa su un campo greco, ma che si gioca sulle spalle di tutti gli europei.

Chirurgia 2 28.05.05

Lei sembra stare meglio.
Quanto meno è sveglia.

So che adesso è tutto finito, ma vederla in quel letto mi si stringe il cuore.

Quorum ministeriali 13.06.11

Io ho solo il dato di ieri sera, non ci saranno altre rilevazioni della partecipazione fino alle 15, quando si chiudono i seggi. Però la proiezione fatta dagli esperti del ministero dell'Interno rispetto al dato di ieri fa pensare che si raggiungerà il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all'estero.

Roberto Maroni, ministro dell'Interno.

Legittimo godimento 13.06.11

Poche cose sul raggiungimento del quorum dopo sedici anni.

L'istituto referendario funziona ancora e questo non era così scontato.
Si chiude un ciclo politico, che non significa la caduta del Governo domattina, ma è certo che l'attuale maggioranza perde consenso senza essere in grado di rilanciare la sua azione e di annunciare svolte.
Gli italiani mostrano un evidente disagio verso la leadership di Berlusconi.
La tv non è più il motore trainante del berlusconismo, se mai lo è stata dopo gli anni '90.
Il centro destra a oggi non può fare a meno di Silvio Berlusconi, ma è chiaro a tutti che è diventato una zavorra.
La Lega vince solo quando gioca al partito di lotta. Il governo la logora, vuoi per incapacità dirigenziale, vuoi er base ideologica.
Il centro sinistra, a partire dal Partito Democratico, ha ora non solo il vento in poppa, ma conquista un patrimonio potenziale di fiducia che sarebbe suicida sperperare in egoismi.
La comunicazione politica su internet sta creando massa critica anche in Italia.

Come capire se il referendum raggiungerà il quorum 11.06.11

L'analisi sul raggiungimento del quorum.

Secondo nostri calcoli, per ottenere il quorum del 50,01% al referendum abrogativo, se ci basiamo sui tradizionali comportamenti di voto, occorre che l'affluenza alle 12 di domenica 12 giugno sia almeno del 10%; alle 19 del 26,5-27%; alle 22 del 37-37,5% (giungendo al 50,1-50,5% alle 15 del giorno dopo). Ma se l'obiettivo è più alto (poniamo il 55% nazionale, se l'affluenza dall'estero è bassa) la percentuale minima per il quorum è più elevata: alle 12 il 10,5-11%; alle 19 il 29-29,5%; alle 22 il 40,5-41, per arrivare a quota 55% alle 15 del 13 giugno.

Il gregge referendario 07.06.11

Luca Ricolfi sulla Stampa descrive in maniera eccellente il mio sentimento sui referendum di domenica e lunedì; per i quali andrò a votare tre no e un solo sì, quello per il sondaggio di opinione sul premier Berlusconi e il legittimo impedimento.

Dato per scontato l'esito ampiamente plebiscitario per il fronte dei sì, se verrà raggiunto il quorum, non posso in tutta onestà piegarmi alle indicazioni del mio partito di riferimento.
Non ho paura dell'energia nucleare. La preferisco a sistemi che diano fuoco a carbone, petrolio e gas. Non vedo piani energici alternativi e fondati che, in assenza dell'ipotesi nucleare, rispondano ai criteri di abbattimento delle emissioni di gas serra né da sinistra e dai promotori del referendum né da questo governo, incapace di agire se non seguendo i sommovimenti della pancia del Paese.
Non ho paura dell'iniziativa privata e non riesco a provare tutto questo entusiasmo nei confronti dei servizi idrici pubblici, da sempre una croce politico-gestionale-burocratica del paese.
Sono rattristato da una sinistra che a più riprese ha cambiato idea sui problemi posti dai referendum. Recentemente tornata paladina del pubblico - dopo aver cercato di rinnovare l'Italia attraverso le privatizzazioni - e a marciare sulle legittime preoccupazioni dei cittadini come la peggiore destra, nel pio tentativo di una spallata a Berlusconi. In fondo, avranno pensato, una croce risulta un esercizio più facile che non costruire un'alternativa credibile.
Infine sono fermamente contrario a chiunque tenti di calpestare impunemente la Costituzione e le leggi piegandole al proprio tornaconto. E seppur svuotato di ogni significato, in seguito al pronunciamento della Corte Costituzionale, quello sul legittimo impedimento è l'unico dei quattro referendum che realmente potrà infastidire il premier. Il Governo non cadrà martedì, ma almeno spero gli vada di traverso il bunga bunga.

Perché dei quattro referendum solo uno è puramente politico, quello sul legittimo impedimento. Qui l'effetto giuridico del voto è nullo (la Corte Costituzionale ha già di fatto bocciato la norma che si vuole abrogare) e la scelta è quindi solo simbolica, un sì o un no a Berlusconi. Ma gli altri tre referendum no, il loro esito ha anche effetti importanti sulla vita di tutti noi. E non è affatto evidente come dovrebbe votare un cittadino che avesse a cuore solo il bene comune.

Sul nucleare è relativamente chiaro quali siano i rischi di una scelta a favore delle centrali, ma è assai meno evidente quali siano i costi di un voto che bloccasse qualsiasi programma nucleare futuro. Quale ulteriore rallentamento della crescita economica dell'Italia? Quali difficoltà per la nostra bilancia commerciale? Quali sovraccosti dell'energia? Quanti posti di lavoro in meno nei prossimi anni?

Sono interrogativi su cui poco si ragiona, non solo perché andrebbero contro il sentimento romantico e anti-industriale prevalente al momento, ma perché risposte precise nessuno ne ha. E non mi riferisco solo ai referendari, ma anche ai difensori del nucleare, i quali - ad esempio - usano spesso l'argomento dell’attuale sovrapprezzo dell'energia, ma quasi sempre dimenticano che una parte di quel sovrapprezzo non dipende dalla rinuncia al nucleare ma dal livello delle tasse sull'energia.

Quanto all’acqua le cose sono ancora più intricate. Si può benissimo essere per il sì ai due quesiti sull'acqua (ad esempio perché molte liberalizzazioni e privatizzazioni del passato ci hanno resi diffidenti), ma l'argomento della «privatizzazione dell'acqua» è basato su una forzatura del significato delle parole, visto che quel che sì renderebbe (parzialmente) privato non è il bene acqua bensì il servizio di distribuzione dell'acqua stessa. Un servizio che ora costa molto, disperde una quantità inaccettabile delle nostre risorse idriche, e in molti contesti - proprio grazie alla sua gestione pubblica - fornisce ai politici una preziosa (per loro) riserva di poltrone, posti di lavoro, incarichi e commesse.

Ma in fondo non dobbiamo lamentarci troppo. Se i politici seguono il gregge, è perché il gregge è gregge. Finché ci lasceremo suggestionare dagli slogan, finché saremo accecati dalle nostre simpatie e antipatie, la politica non smetterà di usarci. I politici di destra, che ora cavalcano le paure di Fukushima, domani torneranno a spiegarci che la scelta nucleare è inevitabile, se l'Italia vuole tornare a crescere e creare occupazione per i giovani. E i politici di sinistra, gli stessi che ora ci chiedono di votare contro la «privatizzazione dell'acqua», appena avranno cacciato Berlusconi e riconquistato il governo del Paese torneranno a intonare l’inno delle liberalizzazioni, delle «lenzuolate» che dovrebbero far ripartire l’Italia.

Renzi e i referendum 07.06.11

L'intenzione di voto del sindaco di Firenze sui referendum.

I miei sono tre sì e un no. Vado a votare, ovvio, ma decido io. L'obiettivo non è raggiungere il quorum? Ci sono. Ma siccome quella che si vuole abrogare è una legge del 2006, governo Prodi, e firmata dal ministro Di Pietro, dovevamo riflettere allora. Come dissi anche io che non ero da un’altra parte, ma nel Pd. Oggi quella legge mi comporterebbe andare a chiedere qualcosa come 72 milioni di euro ai fiorentini, e non posso permettermelo. Ma sarebbero i gestori privati a chiederlo, in realtà. In teoria, poi nella pratica sarebbe come dico io, perché la faccia è la mia. Io ho iniziato un lavoro che non posso mandare all'aria e riguarda una cosa molto seria come la depurazione dell’acqua dove a Firenze come nel resto d'Italia siamo indietro di qualche decina d'anni rispetto all'Occidente. Se il Pd cambia idea a seconda del vento che tira non è un problema mio. Io continuo sulla strada della coerenza.

A stretto giro la stizzita replica di Civati.

Renzi fa il Renzi, noi facciamo un altro tipo di lavoro. Io esco proprio adesso da una massacrante direzione del partito, non faccio il sindaco di una grande città. Se voglio cambiare qualcosa nel mio partito devo andare a parlare con Bersani, non ad Arcore da Berlusconi.

E così anche i rottamatori alla fine finiscono per avere i loro Veltroni e i loro D'Alema.
Auguri.

I referendum visti da Ichino 06.06.11

Pietro Ichino spiega e motiva il suo pensiero sui quesiti referendari in materia di acqua, legittimo impedimento e energia nucleare.

Su due dei quattro quesiti referendari sui quali siamo chiamati a votare domenica prossima mi trovo nella situazione che ho cercato di spiegare qualche tempo fa: quella del conflitto tra ragion politica e ragione intellettuale. E' questo un caso tipico in cui la logica che presiede alle scelte del buon politico, il quale non può prescindere dal consenso a breve termine, diverge dalla logica che muove lo studioso e l'opinionista serio, il quale deve dire fino in fondo quello di cui è convinto, sulla base dei suoi studi e ricerche, senza curarsi dell'impopolarità.

Ma quando si vota per i referendum? 05.06.11

Secondo il Tg1 il 13 e 14 giugno.

Referendum, si accende il confronto in vista del voto del 13 e 14 giugno.

Secondo il Post l'11 e il 12 giugno.

La partita referendaria va dunque giocata, però non deve distrarre sul campo di gioco principale, anche perché è molto improbabile che l'esito dell'11 e 12 giugno, qualunque esso sia, possa avere effetti decisivi sul quadro politico.

Sbagliano entrambi, le date giuste sono il 12 e il 13 giugno.
Per capirci di più la scheda informativa sui quesiti referendari del Corriere della Sera.

I referendum si terranno il 12 e 13 giugno 01.06.11

Tutti e quattro. E dunque anche il quesito sul nucleare.
La Cassazione ha accolto l'istanza del Partito Democratico.

Il sistema elettorale attuale funziona bene 05.05.11

Nick Clegg all'uscita di un seggio elettorale

Gli elettori britannici voltano le spalle ai LibDem bocciando il referendum sulla riforma elettorale del voto alternativo, fortemente voluta dal vice premier Nick Clegg durante la campagna elettorale.
La riforma prevedeva di trasformare l'attuale sistema uninominale maggioritario secco, in un semi proporzionale facilitando l'ingresso in parlamento dei partiti minori.

Una consultazione affossata da un voto di protesta proprio contro i liberaldemocratici, giudicati troppi appiattiti sulle posizioni del premier Cameron e poco incisivi nell'azione di Governo, e dagli stessi Tory che hanno condotto una campagna elettorale per il no.
I laburisti avevano invece lasciato libertà di scelta agli elettori, essendo divisi al loro interno tra possibilisti e contrari.

Mal di pancia e fratture che ora andranno ricucite alla svelta tra Clegg e Cameron prima di compromettere ancora di più la popolarità - in caduta libera - dei due partiti di maggioranza.

Il referendum egiziano 20.03.11

L'Egitto del dopo Mubarak ritrova il gusto della democrazia.

Un'affluenza imponente ha decretato il risultatato del referendum costituzionale di ieri.
Una maggioranza schiacciante di sì - il 77,2% - ha votato per il pacchetto di riforme proposto da un Comitato di saggi insediato dal Consiglio militare supremo.

La riforma prevede la limitazione del numero di mandati presidenziali, sarà più semplice candidarsi alla carica di presidente, il presidente non potrà durare più di due mandati di quattro anni ciascuno, il presidente sarà obbligato a nominare un suo vice, il rafforzamento del controllo della magistratura sulle elezioni e l'abolizione del potere presidenziale di ordinare processi militari contro i civili. E naturalmente elezioni generali entro fine anno. Il desiderio dei Fratelli Musulmani che sperano di avvantaggiarsi in tal modo, grazie alla presenza capillare sul territorio.

Curiose applicazioni bluetooth 10.01.05

La macchinina radiocomandata bluetooth della Sony-EricssonLa tecnologia bluetooth è ormai entrata a far parte delle nostre vite.
Cellulari, palmari, laptop, computer, stampanti, dialogano senza fili.

Esistono però altre curiose applicazioni di questa tecnlogia.
La prima arriva da Sony-Ericsson e si tratta di una macchinina radiocomandata.

I comandi vengono affidati al vostro cellulare. Si può acquistare per 89,99$.

La seconda applicazione è un robot, che verrà lanciato in Giappone a Febbraio, prodotto da KDDI.
Sempre comandato tramite il cellulare è in grado di camminare, saltare, muovere le mani e gli arti.
Secondo il produttore, potrebbe essere utilizzato anche per la sorveglianza.
Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 1800 Euro.

Se questi prezzi vi sembrano troppo salati potete sempre seguire questa guida per convertire da soli la vostra macchinina radiocomandata in bluetooth.

SudSudan il 54esimo stato africano 08.02.11

Il presidente del Sudan, Omar el Bashir, ha accettato il verdetto delle urne e ha dichiarato la nascita del nuovo Stato proclamato dal 98,83% nel referendum di gennaio.
Prenderà il nome di SudSudan, la capitale sarà Juba. Il giorno della proclamazione dell'indipendenza resta ufficialmente il 9 luglio. Salva Kiir ne sarà il presidente provvisorio sino a nuove elezioni.

Ora si dovranno stabilire confini certi nella regione petrolifera dell'Abyei passaggio necessario per risolvere la povertà endemica frutto di decenni di guerra civile. Una sfida per la classe dirigente del nascente stato, ma anche per la credibilità dell'ex madrepatria agli occhi della comunità internazionale e dell'Unione Africana come strumento di stabilità e sviluppo.

La nazione più giovane del mondo 01.02.11

Secondo la commissione per il referendum sull'indipendenza del sud del Sudan i votanti avrebbero scelto la secessione con una percentuale pari al 99,57%.
Se il dato verrà confermato il 9 luglio a Juba, capitale designata del nuovo stato, nascerà la più giovane nazione del pianeta.

Italiano rapito: ancora incertezza 16.12.04

L'italiano rapito nella zona di Ramadi si chiamerebbe Salvatore Santoro, nato a Pomigliano D'Arco il 10 Gennaio 1952, cittadino italiano, ma residente da anni in Gran Bretagna.

Un fotografo che avrebbe visto la foto del rapito e del suo passaporto avrebbe informato il corrispondente dell'AP che a sua volta si sarebbe messo in contatto, per via diplomatica, con la nostra Ambasciata a Baghdad.

Il passaporto di Santore era stato rilasciato dall'ambasciata italiana ad Amman nel 2004.

L'ultimo contatto di Santoro è stato quello con l'ambasciata italiana ad Amman, tra il 6 e l'8 Dicembre.

Santoro aveva detto di recarsi in Iraq per lavorare on una Ong britannica, ma l'organizzazione non governativa interessata ha smentito la circostanza.

Raggiunto il quorum nel Sudan del Sud 13.01.11

Il referendum per l'indipendenza del Sudan del Sud avrebbe superato il quorum del 60% dopo tre giorni di votazioni, ad affermarlo è Anne Itto portavoce del Movimento di Liberazione del popolo Sudanese.

I seggi resteranno aperti sino a sabato.

Calderoli strikes back 2 12.12.04

Calderoli: "La taglia è servita eccome!". Riferendosi alla cattura dei due ragazzi (17 e 18 anni), assassini del benzinaio di Lecco.

Nel Sudan meridionale si vota per l'indipendenza 09.01.11

Aperti i seggi nel Sudan per il referendum sull'indipendenza della regione meridionale.

Il sud, da sempre sfruttato da Khartoum, è una regione ricca di petrolio, ma la popolazione vive ampiamente al di sotto della soglia di povertà.
La capitale Juba ha solo cinque strade asfaltate e quasi 165.000 abitanti.

Il Sudan del Sud in foto 09.01.11

Giocatori di calcio in anchina a Juba nel Sudan del Sud

A Juba un cartellone mostra i giorni che rimangono al raggiungimento dell'indipendenza

L'autodeterminazione di una regione tra le più povere al mondo negli scatti raccolti da Plog.

L'impero dei sogni 09.12.04

Da tempo gli appassionati di fantascienza ne attendevano l'uscita e finalmente quest'anno sono stati premiati.

La Trilogia originale di Star Wars finalmente disponibile in dvd.

Il prodotto, che si presenta in quattro dischi, e' decisamente notevole.

La qualita' audio/video supera ogni aspettativa. Non c'e' confronto con l'edizione speciale di qualche anno fa in vhs.

Il quarto cd e' una miniera di contenuti speciali e il documentario L'Impero dei Sogni svela molti retroscena inediti.

iPhone 09.01.07

Steve Jobs con un iPhone

L'iPhone di Apple sembra uscito da un futuro prossimo. Un futuro radioso, ottimista e illimitato.

Pregi e difetti andranno analizzati.
Ora è il momento per dedicarsi allo stupore e alla contemplazione di un oggetto di design che racchiude, con tutta probabilità, il futuro della telefonia mobile.

Le riforme che muteranno la Turchia 12.09.10

Un risultato positivo nel referendum sulle riforme costituzionali era scontato, l'unica incognita era la percentuale di favorevoli.
Una maggioranza ampia era quello che voleva Erdogan e il 58% dei votanti (il 77% degli aventi diritto) lo ha accontentato.

La Turchia ha scelto da tempo di dare un taglio al passato e i ventisei quesiti di oggi permetteranno di modificare radicalmente il paese, chiudendo diversi capitoli ereditati dalla visione kemalista dello stato.

Si attenua il potere dell'esercito, mentre la magistratura passerà sotto il controllo dell'esecutivo.
La Corte costituzionale acquisterà sei giudici in più che andranno ad aggiungersi agli undici già presenti. Ben 14 di loro verranno nominati dal capo dello Stato, i restanti tre dal Parlamento.
Saranno i tribunali civili a giudicare i membri delle forze armate accusati di reati contro la sicurezza dello Stato o la Costituzione e la Corte costituzionale potrà mettere in stato d'accusa i massimi gradi militari.
Inoltre nessun civile potrà più essere processato da un tribunale militare.
Il Consiglio Supremo dei Giudici e dei Procuratori aumenterà di numero per raggiungere i 22 membri.
Anche il mondo del lavoro muterà dopo il referendum, concedendo all'azione sindacale una maggiore libertà di azione.

Erdogan non si fermerà qui.
Tra un anno lo aspettano le elezioni e la speranza di ottenere un terzo mandato, dopo i risultati di oggi, è più che concreta.
A quel punto la Turchia dovrà aspettarsi nuove, profonde riforme; e c'è chi teme che la mano posta dall'Akp oggi sulla magistratura sia solo l'inizio di un processo che potrebbe portare a rimettere in discussione la laicità dello Stato, sancita nella costituzione.

Cautamente ottimisti 03.10.09

A quanto pare - dal primo exit poll - l'Irlanda si avvia alla ratifica del Trattato di Lisbona.

E' bastato sbattere il naso su una crisi economica globale per mettere la testa a posto.

Prossimo passo la presidenza 03.10.09

Bruxelles

La vittoria del sì nel referendum irlandese sul Trattato di Lisbona vedrà la Francia e la Germania in prima fila a spingere rapidamente verso la piena e completa entrata in vigore della costituzione (mi piace ancora chiamarla così) europea.

I primi passi saranno la nomina del Presidente d'Europa e del "ministro" per gli affari esteri dell'Unione.

A quanto pare la presidenza potrebbe ricadere su Tony Blair, che vanta appoggi in mezza Europa. Sempre che riesca e si riesca a zittire gli altrettanto numerosi nemici.

Nemici che tramano sin nel cuore della cara e vecchia Londra. William Hague, ministro ombra conservatore, ha difatti affermato che i tories sarebbero pronti a cercare alleanze in tutta Europa pur di bloccare la sua nomina.

Il secondo papabile (altamente papabile) alla presidenza è il premier belga Hermann Van Rompuy. Lì in zona si distinge anche Jan-Peter Balkenende, attuale primo ministro olandese.

Sarà un voto di scambio tra socialdemocratici e cristiano-democratici. Una carica a testa.

Il posto di capo della politica estera dell'Unione Europea (e vice-presidente della Commissione europea), attualmente diviso tra il socialdemocratico spagnolo Javier Solana e Benita Ferrero-Waldner, austriaca e cristiano-democratica, andrà alla parte avversaria. Qualcuno punta sul ministro degli Esteri britannico David Miliband, un azzardo? Resta il fatto che per il momento Miliband non è disponibile.

Tra un mese, nel vertice di Bruxelles, il destino dell'Europa verrà deciso a porte chiuse. Klaus permettendo.

Strategie referendarie 14.04.09

Boia se c'è uno che faccia un ragionamento di banale convenienza per gli elettori-contribuenti: si deve votare il 7 giugno perché solo il 7 giugno i seggi sono già tutti aperti per le Europee, e quindi si evita lo sperpero di molti milioni. Il 14 i seggi sono chiusi e il 21 sono aperti solo nelle città dove ci sono le amministrative e c'è il ballottaggio, mentre sono chiusi nei (molti) centri dove o le amministrative non ci sono, o ci sono ma si vota a turno unico (comuni sotto i 15 mila abitanti, comuni sopra i 15 mila abitanti dove un candidato ha vinto al primo turno).

Via Piovono rane.

Election day solidale 08.04.09

Civati e la Meo, tra gli altri, si sono fatti promotori dell'iniziativa "Election day per aiutare l'Abruzzo".
L'idea è quella di accorpare elezioni europee, amministrative e referendum per risparmiare 400 milioni di euro, da impiegare in Abruzzo.

Una proposta coi baffi 31.01.08

Anticipiamo il referendum.

Oltre Cortina 28.10.07

Siete davvero sicuri che dall'altra parte vi vogliano?

Il popolo sovrano 07.01.05

Il referendum sulla fecondazione assistita.

Oltre il muro del default 05.07.15

Sostenitori del sì al referendum greco sull'euro

Rotta verso l'ignoto. È il risultato uscito dalle urne con la vittoria a valanga del "no" nel referendum greco. Lo scenario di totale incertezza, a partire dal destino di milioni di correntisti greci, è una sconfitta per tutti. La Grecia, nonostante la retorica di Syriza, alle prese con la mancanza di liquidità delle banche (che resteranno chiuse anche lunedì) e con la nuova deadline del 20 luglio, quando Atene dovrebbe rimborsare 3,6 miliardi di euro alla BCE, si ritroverà al tavolo europeo a carte scoperte e senza nulla in mano. Diviso tra l'incubo del ritorno alla dracma o il limbo della sospensione dall'eurozona il paese dovrà per forza scendere a patti con le istituzioni poco propense a concedere qualcosa, consapevoli ormai del bluff di Syriza. Oggi Atene, in attesa di un terremoto politico, festeggia per una morte rapida, ma non meno dolorosa. Gli evasori fiscali ellenici, gli armatori e i baby pensionati ringraziano per il nuovo breve sogno venezuelano nel cuore del Mediterraneo. L'Europa sarà inflessibile. Un avvertimento anche per gli altri partiti nazionalisti e antieuropeisti in giro per il continente.

Un passo oltre il default 30.06.15

A piazza Syntagma la Atene del sì al referendum voluto dal governo Tsipras sulla bozza di accordo con i creditori manifesta nel giorno più lungo della recente storia greca. Il giorno che precede il default tecnico dello stato. Una manciata di ore che separa la Grecia dall'annuncio ufficiale del Fondo Monetario Internazionale che confermerà il mancato versamento del rimborso di 1,6 miliardi in scadenza.

Fonte: Politico

La via della feta 29.06.15

Manifestazione a favore del no al referendum greco sull'euro

La manifestazione, promossa da Syriza davanti al parlamento greco di Atene, per promuovere il fronte del no al referendum di domenica prossima che deciderà il destino economico della Grecia nell'area euro e nell'Unione Europea per gli anni a venire.

Fonte: Reuters

Meglio insieme 19.09.14

Unioniste festeggiano il risultato del referendum scozzese

La Scozia ha deciso di rimanere parte integrante del Regno Unito. I lealisti hanno vinto con il 55,3%, gli indipendentisti si sono fermati quasi dieci punti percentuali prima. La campagna Better Together ha superato il 60% a Edimburgo, i separatisti hanno conquistato solo le città di Glasgow e Aberdeen. Un incredibile processo civile e democratico e una partecipazione altissima che hanno rafforzato il Regno Unito e i suoi cittadini. Una lezione di civiltà che vale la pena assimilare nel DNA di ogni stato.

La Scozia decide il suo futuro 18.09.14

Seggio per il referendum sull'indipendenza della Scozia

Sino alle 23 di questa sera circa 5 milioni di scozzesi e di residenti con cittadinanza europea decideranno il destino dell'unione plurisecolare con il Regno Unito. La scelta è tra l'indipendenza o il mantenimento dello status quo, con la promessa giunta da Londra di una futura maggiore autonomia e devolution. Se dovessero vincere i sì, una serie di incognite si spalancherebbero per la nuova nazione, dal mantenimento agli attuali livelli dello stato sociale, allo sviluppo economico, dall'ingresso nell'Unione Europea all'incertezza sulla nuova moneta. L'unica certezza prima dell'esito referendario è il dato sull'affluenza, giudicato straordinario.

Dentro o fuori 23.01.13

Cameron parla del referendum sulla UE

Il premier britannico Cameron ha annunciato il controverso referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea e l'intenzione di rinegoziare i trattati a vantaggio di Londra. La consultazione è prevista entro il 2017. La mossa di Cameron, più che un attacco alle istituzioni continentali, sembra un tentativo per distogliere l'attenzione pubblica dalla profonda crisi che attraversa il suo esecutivo che con le sue scelte impopolari ha fatto sprofondare il consenso dei conservatori a tutto vantaggio dei laburisti.

Fonte: Guardian

L'Italia abroga Berlusconi 13.06.11

La festa referendaria a Genova

Gli italiani si reimpossessano dello strumenti refendario per mandare un messaggio forte e chiaro al Governo guidato da Silvio Berlusconi. Il superamento del quorum dopo sedici anni lancia un secondo monito alla maggioranza di centro destra dopo lo schiaffo alle recenti elezioni amministrative. Il premier italiano sembra avviarsi al tramonto.

Fonte: TLUC Blog

Il SudSudan riceve il riconoscimento formale 08.02.11

Celebrazioni per il riconoscimento formale del SudSudan

Nasce il 54esimo stato africano, il SudSudan. Il presidente del Sudan, Omar el Bashir, ha accettato il verdetto delle urne e ha dichiarato la nascita del nuovo Stato proclamato dal 98,83% nel referendum di gennaio.

Fonte: TLUC Blog

Inizia lo spoglio del referendum sudanese 15.01.11

Una scheda del referendum sull'indipendenza del Sud del Suda

Più di tre milioni di persone si sono messe in coda da una settimana per lasciare la loro impronta digitale sulla scheda che con tutta probabilità sancirà la nascita di un nuovo stato nel sud del Sudan. Una nazione ricca di risorse naturali e di religione cristiana, al contrario del nor musulmano. Lo scrutinio proseguirà per almeno un mese prima di conoscerne il risultato definitivo.

Il Sudan del Sud vota per l'indipendenza 09.01.11

Sudanesi del sud in attesa di votare al referendum per l'ind

Seggi aperti in tutto il Sudan meridionale per il referendum sull'indipendenza della regione ricca di petrolio e a maggioranza cristiana e animista.

Fonte: Guardian

La marcia per l'indipendenza del Sudan meridionale 29.12.10

La marcia per l'indipendenza nel sud del Sudan

L'ultima marcia a Juba prima del referendum sull'indipendenza del Sudan del Sud previsto per il 9 gennaio. Circa 3.000 persone, tra cui studenti e leader locali e membri della comunità di primo piano hanno sfilato pacificamente in quella che potrebbe diventare la capitale di un nuovo stato africano.

Fonte: Guardian

Il referendum sull'indipendenza scuote il Sudan 16.11.10

Salva Kiir il presidente del Sudan del Sud

Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha espresso preoccupazione per i ritardi nella preparazione per il referendum sull'autodeterminazione del Sudan del Sud

Fonte: Al Jazeera