tizianocavigliablog
Guardia di porta.

One Europe One Union 04.11.09

La bandiera dell'Unione Europea sulla Tour Eiffel

The Czech president, Vaclav Klaus, signed the landmark Lisbon Treaty on Tuesday, making his country the last of the 27 European Union countries to approve it and allowing its unifying, strengthening measures to go into force shortly across the bloc of half a billion people.

Mr. Klaus signed the treaty just hours after a Czech court concluded that the document was compatible with the country's Constitution.

The signing raises the prospect of an empowered Europe with an enhanced global stature. The treaty, which may go into effect as early as Dec. 1, creates a permanent presidential post and sets up a more powerful foreign policy chief supported by a network of diplomats around the world. It seeks to make an increasingly unwieldy bloc more workable by putting in place a new voting system, which reflects countries' population size, while reducing the number of areas where one country alone can block a proposal. It also gives more power to the directly elected European Parliament.

Europa politica 04.11.09

Bruxelles

Mi hanno chiesto se il Trattato di Lisbona cambierà l'Europa.
Sono convinto di sì, perché cambierà gli europei.

L'Europa sarà più politica. Quasi un superstato con una riconoscibilità e autorevolezza mai avute fino ad oggi.
Le cariche elettive e il rafforzamento del Parlamento Europeo andranno ad incidere notevolmente sul rapporto tra cittadini ed istituzioni. Gli europei potranno sentirsi più vicini e presenti. Avere figure chiavi che non cambiano ogni sei mesi renderà più semplice raffrontarsi con le massime istituzioni europee.
Allo stesso tempo l'Unione Europea avrà più voce in capitolo e si gioverà di un più stretto rapporto con i parlamenti nazionali.
Il nuovo metodo decisionale a "doppia maggioranza" permetterà di avere un'Europa meno ricattabile dalle gelosie e dagli egoismi dei singoli stati membri o di esigue minoranze di euroscettici.

Il primo traguardo della nuova Europa politica sarà la doppia elezione del presidente d'Europa e del "ministro" per gli affari esteri dell'Unione. Il cosiddetto mr. PESC.
Se l'ipotesi di Van Rompuy, come primo presidente dell'Unione, prende sempre più piede tanto da essere ormai data per certa, l'ipotesi di un D'Alema mr. PESC la vedo solo come una macchinazione tutta italiana per bruciarlo. Soprattutto ora che il Regno Unito si trova un Blair praticamente fuori dai giochi e la possibilità di rientrare dalla porta di servizio attraverso la nomina di David Miliband (una volta sciolta la riserva of course).

Cautamente ottimisti 03.10.09

A quanto pare - dal primo exit poll - l'Irlanda si avvia alla ratifica del Trattato di Lisbona.

E' bastato sbattere il naso su una crisi economica globale per mettere la testa a posto.

Prossimo passo la presidenza 03.10.09

Bruxelles

La vittoria del sì nel referendum irlandese sul Trattato di Lisbona vedrà la Francia e la Germania in prima fila a spingere rapidamente verso la piena e completa entrata in vigore della costituzione (mi piace ancora chiamarla così) europea.

I primi passi saranno la nomina del Presidente d'Europa e del "ministro" per gli affari esteri dell'Unione.

A quanto pare la presidenza potrebbe ricadere su Tony Blair, che vanta appoggi in mezza Europa. Sempre che riesca e si riesca a zittire gli altrettanto numerosi nemici.

Nemici che tramano sin nel cuore della cara e vecchia Londra. William Hague, ministro ombra conservatore, ha difatti affermato che i tories sarebbero pronti a cercare alleanze in tutta Europa pur di bloccare la sua nomina.

Il secondo papabile (altamente papabile) alla presidenza è il premier belga Hermann Van Rompuy. Lì in zona si distinge anche Jan-Peter Balkenende, attuale primo ministro olandese.

Sarà un voto di scambio tra socialdemocratici e cristiano-democratici. Una carica a testa.

Il posto di capo della politica estera dell'Unione Europea (e vice-presidente della Commissione europea), attualmente diviso tra il socialdemocratico spagnolo Javier Solana e Benita Ferrero-Waldner, austriaca e cristiano-democratica, andrà alla parte avversaria. Qualcuno punta sul ministro degli Esteri britannico David Miliband, un azzardo? Resta il fatto che per il momento Miliband non è disponibile.

Tra un mese, nel vertice di Bruxelles, il destino dell'Europa verrà deciso a porte chiuse. Klaus permettendo.