La libertà di parola e i social network in Russia 14.02.15

La storia VK, per gli amici VKontakte, il social network russo gemello di Facebook e del suo fondatore Pavel Durov al tempo della censura putiniana raccontata su Motherboard.

Pavel Durov, founder of the Russian social network VKontakte, was home alone in his apartment in St. Petersburg on a weekend when a contingent of men in camouflage uniforms knocked violently on his door. He crept to the peephole and looked at them, standing there, before moving quietly to the window, only to see more men in the same uniforms waiting outside his building. He didn't answer, even as they shouted thickly through the door. Then his phone began to ring, over and over, with calls from unfamiliar numbers.

Durov knew why they were there. Just days before, he’d received a letter in the mail from the Federal Security Service of the Russian Federation, or FSB, a reincarnation of the Soviet Union's KGB, demanding that he take down VKontakte pages being used to organize protests opposing the re-election of Vladimir Putin.

Social media censurati 28.03.14

La mappa dei paesi che censurano i social media

Dalla Corea del Nord alla Turchia, Mother Jones presenta la mappa dei paesi che stanno censurando i social media.

Il trololo iraniano 14.02.14

A gennaio gli iraniani per la prima volta dal 1979 hanno potuto assistere a pochi secondi di musica suonata dal vivo dagli Avaye Parsian durante un programma sull'emittente di stato IRIB a causa di un errore della regia di Canale 1. Per il regime di Teheran suonare strumenti in televisione è difatti considerato, per così dire, inappropriato.
Per questo i Pallett Band, una popolare band che suona musica moderna, ospiti allo show notturno Radio 7 hanno improvvisato il loro successo Yadgare Doost mimando di suonare i loro strumenti. Aggirando in modo originale la censura iraniana e creando un acceso dibattito in patria.

Come i cinesi ricordano l'anniversario di piazza Tienanmen sui social network 04.06.13

Papere giganti gialle per simboleggiare piazza Tienanmen

In un paese in cui la censura è parte integrante della vita e pilastro del regime allora anche citare una data o un luogo può essere compromettente, così il 4 giugno 1989 può diventare il 35 giugno e il ricordo dell'anniversario del massacro di piazza Tienanmen si trasforma sui social network cinesi in poesie, fumetti e immagini metaforiche.

Amo il mio Paese, ma metto in guardia il mio governo; i diritti umani sono più importanti dei diritti di sovranità; la libertà è più concreta del nazionalismo; la legge più affidabile di un presidente; la vita della politica... l'istruzione dà speranza; i cittadini ammoniscono il governo e ne criticano le politiche: questo è patriottismo.

Internet nella Corea del Nord 11.12.12

La BBC racconta la realtà di internet nel paese dove la censura è parte integrante della vita di ogni cittadino.

During his leadership, Kim Jong-il would parade hundreds of tanks through the streets to show himself as a "military genius".

Many observers say that his son, Kim Jong-un, must in contrast show himself to have an astute technological mind, bringing hi-tech enhancements to the lives of his citizens.

But each step on this path brings the people of North Korea something they've not had before - honest information, which can have a devastating effect on secretive nations.

"I don't see an open door towards an Arab Spring coming that way any time soon," Mr Bruce says.

"But I do think that people are now expecting to have access to this technology - and that creates an environment of personal expectation that cannot be easily rolled back."

La censura in Birmania 20.08.12

In una mossa distensiva e di timida apertura il governo birmano ha annunciato che la censura su tutte le pubblicazioni locali è revocata a partire da oggi.
Le restrizioni erano in vigore dal 1962 quando salì al potere la giunta golpista del generale U Ne Win.

In Etiopia usare Skype può costare il carcere 15.06.12

L'Etiopia, servita da una sola compagnia telefonica sotto il completo controllo dello stato, ha reso illegale l'utilizzo di Skype e analoghi servizi VoIP con pene sino a 15 anni di carcere per i trasgressori.
La scusa della difesa del monopolio copre in realtà la volontà censorea e di ferreo controllo sulle comunicazioni tra i propri cittadini.

L'aspetto più clamoroso dell'oscuramento di Vajont.info 18.02.12

Screenshot di Vajont.info

L'aspetto più clamoroso dell'oscuramento di Vajont.info, in seguito alle denunce per diffamazione degli onorevoli Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz, è che i DNS di Google ignorano bellamente la decisione del gip di Belluno Aldo Giancotti permettendo l'accesso al sito.

Radio Padania censura il sondaggio sul gradimento di Monti 28.01.12

Screenshot di Radio Padania

Il sondaggio di Radio Padania sul gradimento del governo Monti è misteriosamente sparito dopo che i risultati mostravano un giudizio soddisfatto o molto soddisfatto superiore l'86% del campione sull'operato del governo Monti.

Twitter e la censura 27.01.12

Twitter sta migliorando la sua capacità censurare i tweet sfruttando parole chiave diverse da paese a paese, e c'è chi ora teme per la libertà di espressione sul servizio.

Gli 80 anni di Xinhua 15.11.11

La storia dell'agenzia giornalistica cinesa che fa della stabilità, dell'orientamento dell'opinione pubblica e dello sviluppo culturale le parole d'ordine.
Oggi stretta tra la censura imposta dal regime di Pechino e un ingombrante passato cerca una nuova verginità per esportare il suo prodotto oltre confine.

Nonciclopedia riapre 05.10.11

Vasco Rossi ha ritirato la querela, Nonciclopedia tornerà a far sorridere.

L'enciclopedia satirica eliminerà temporaneamente la pagina sul cantante e Blasco ha imparato come non ci si deve comportare in un mondo dove la comunicazione passa attraverso internet.

Cari lettori,

Ringraziandovi per il caloroso sostegno, vogliamo innanzitutto chiarire che ci dissociamo dalla violenza con cui il web ha reagito alla nostra decisione di oscurare il sito. Il nostro intento non è mai stato quello di incitare l'utenza contro Vasco, quanto quello di informarla dei fatti avvenuti.

Ci scusiamo se i contenuti della pagina di Vasco Rossi siano sembrati diffamatori, ma non c'è mai stata l'intenzione di offendere il cantante. Aggiungiamo che non abbiamo responsabilità su alcuni stralci della pagina di Vasco Rossi che circolano in rete (e che sono stati diffusi da alcuni TG) poiché non corretti, in quanto non sono mai stati presenti sul nostro sito.

Da entrambe le parti c'è una volontà di garantire umorismo di qualità, pertanto non escludiamo la possibilità futura che un giorno su Nonciclopedia tornerà ad esistere un articolo su Vasco Rossi che faccia ridere tutti quanti.

Vasco Rossi costringe Nonciclopedia a chiudere 03.10.11

Nonciclopedia, l'enciclopedia satirica che fa il verso a Wikipedia, è stata costretta a chiudere in seguito a una querela per diffamazione di Vasco Rossi.

Ultimo capitolo della parabola discendente del Blasco nazionale.
Nuovo caso del difficile rapporto tra giustizia e satira e allarmante spia delle norme censorie, contenute nel comma 29 del decreto sulle intercettazioni, riguardanti i siti internet e conosciute come Ammazzablog.

Care lettrici, cari lettori, cari creditori
Nonciclopedia chiude a causa di una denuncia che Vasco Rossi ha sporto contro il sito.
Vasco Rossi si è sentito diffamato dalla pagina che lo riguardava.
Probabilmente si terrà un processo, al termine del quale quel brufoloso ragazzino quindicenne che ha scritto la pagina dopo essere stato picchiato dai suoi compagni di classe, adesso dovrà anche pagare gli alimenti al nullatenente Vasco Rossi.
Un uomo che ha vissuto l'esperienza della droga, l'esperienza del carcere, l'esperienza di stadi e folle che lo acclamavano, non poteva proprio sopportare l'idea di essere oggetto di satira su Nonciclopedia.

[22:09] La portavoce di Vasco Rossi, Tania Sachs, risponde alle critiche difendendo la scelta del cantante di difendersi dalle presunte diffamazioni pubblicate su Nonciclopedia.

Canzoni di regime 29.08.11

Nella lista delle 100 canzoni che il regime di Pechino ha vietato compaiono brani di Katy Perry, Madonna, Lady Gaga e Beyonce.

In Cina la rivoluzione partirà dai karaoke.

Come AGCOM controllerà internet 06.07.11

Le anticipazioni di Alessandro Longo sul caso AGCOM.

Dopo aver parlato con i due commissari relatori, posso anticipare i contenuti della nuova delibera. Si può dire che si ammorbidisce il rischio censura del web, ma resta la grossa novità che Agcom interverrà direttamente sui singoli contenuti del web ritenuti illeciti, senza passare dalla magistratura. Rinuncia però a oscurare i siti. Il tutto sarà comunque sottoposto a consultazione pubblica per 60 giorni.

[...] I pericoli adesso restano due. C’è una forte responsabilità a carico dei provider (per via degli avvisi), che potrebbero oscurare lo stesso il sito per evitare che poi la magistratura li consideri corresponsabili della violazione del copyright. Agcom inoltre intende mandare una segnalazione al governo, dai contenuti ancora non definiti; una delle possibilità è che chieda nuovi strumenti per agire contro i siti esteri.

La diretta della notte della rete 05.07.11

La diretta contro il bavaglio dell'AGCOM sulla internet su Il Fatto Quotidiano.

La notte della rete 04.07.11

Domani dalle 17:30 alle 21 alla Domus Talenti a Roma si manifesterà contro la decisione di consegnare all'AGCOM le chiavi di internet, facendo sì che l'autorità per le comunicazione decida in via esclusiva quali siti web potranno essere visti e quali dovranno essere censurati per violazioni di copyright.

Le mani di AGCOM sulla rete 29.06.11

Prende il nome di "tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica", la raccomandazione di AGCOM - l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - presentata al Parlamento che ha come scopo primario quello di imbavagliare internet con la scusa della difesa della proprietà intellettuale.

La solita minestrina riscaldata servita con regolarità ogni anno.
Una voglia di censura che puzza di incompetenza e malafede.

La censura su misura 16.05.11

L'autorità turca per le telecomunicazioni ha messo a punto un sistema per filtrare contenuti e ricerche su internet basato su quattro livelli. Si va dalla censura più bieca a sfumature meno repressive. Il tutto scelto a pagamento dall'utente al momento della stipula del contratto.
Il provvedimento entrerà in vigore il 22 agosto.

Centinaia di migliaia di cittadini turchi si stanno mobilitando per preservare la neutralità della rete.

Silvio forever 04.03.11

Il trailer del film Silvio forever autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi, censurato dalla RAI, e in uscita nelle sale dal 25 marzo di Roberto Faenza e Filippo Macelloni e con la sceneggiatura di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo.

E no, non è un porno.

Le mani su internet 31.01.11

L'AGCOM con la delibera 668/2010, in consultazione pubblica, si ergerebbe a paladina della difesa del copyright su internet.
La norma prevede di impedire arbitrariamente l'accesso a qualunque sito straniero che secondo l'Autorità Garante per le Comunicazioni violerebbe le norme sul copyright, scavalcando magistratura e Parlamento.

Per informare i cittadini su tale rischio è nata l'iniziativa Sito non raggiungibile di Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio.

Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi, o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

Credete che questo non possa accadere in una democrazia?

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l'accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Le società di VOIP straniere non potranno più operare in Cina? 30.12.10

Secondo il People's Daily il ministro cinese dell'industria e delle comunicazioni avrebbe dichiarato tutti i servizi VOIP, non offerti dalle due aziende statali China Telecom e China Uniom, illegali.
Una stretta che comporterebbe una rete internet, all'ombra del Grande Firewall, ancora più chiusa e recintata in Cina.

Skype tuttavia ha negato al momento problemi riguardanti l'utenza cinese.

Users in China currently can access Skype via TOM Online, our majority JV partner. TOM Online offers local versions of Skype for Windows, MAC as well as mobile platforms such as Symbian and Windows Mobile. More details can be found at skype.tom.com.
Our folks in Asia have... not received any notification to this point.

Il Twitter cinese 16.12.10

La Cina starebbe lanciando una sua piattaforma di microblogging à la Twitter dal nome Red Microblog. Un misto di censura e propaganda in 140 caratteri.

Google senza search box 29.11.10

Screenshot di Google

Google è accessibile, ma non si possono fare ricerche perché manca l'apposito campo.
Succede, neanche a dirlo, in Cina.

Le intercettazioni senza bavaglio 20.07.10

Cade il bavaglio al ddl intercettazioni sotto i colpi dell'atteso emendamento dell'ultima ora presentato dal Governo.
Un'insperata vittoria dei finiani che rischia però di lasciare praticamente inalterata l'attuale situazione.

Come a dire, mesi di polemiche e paura svanite nell'afa di luglio.
Poterono più i giochi di palazzo che la minaccia alla libertà di stampa.

Le Nazioni Unite intervengono sulla legge bavaglio 13.07.10

Secondo Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, il progetto di legge sulle intercettazioni se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia.

E' un ceffone che lascia il segno.

Imbavagliarsi contro il bavaglio 09.07.10

Daniele Sensi commenta le parole di Luca Sofri per discutere sullo sciopero dei giornalisti contro l'orrendo ddl intercettazioni e l'ossimoro di imbavagliarsi per opporsi alla legge bavaglio.

Oggi la miglior protesta sarebbe stata informare il doppio.

Ecco, sicuramente impegnato nell'elaborazione definitiva di una teoria unificata della fisica che finalmente tenga assieme l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo (dove per infinitamente grande s'intende l'iPad e per infinitamente piccolo l'iPod) al più brillante blogger del mondo dev'essere sfuggito uno di quei dettagli da niente per i quali tuttavia passa la differenza tra una cima e un ciuccio: il ddl intercettazioni non minaccia alcun posto di lavoro: non vi sono rivendicazioni contrattuali nella protesta in atto e gli operatori dell'informazione, più che per se', stanno battagliando per i propri lettori.

Pessimo è il risveglio nel Paese dei balocchi.

Rettifica quel post 16.06.10

Ogni anno capita di parlare di bavagli e pericoli legati al futuro dei blog.
Da destra e sinistra spesso si cerca di regolamentare ciò che avviene su internet e quasi sempre lo si fa in modo disastroso.
Una tradizione di cui si farebbe a meno.

A questo giro tocca a Paolo Gentiloni, Matteo Orfini e Giuseppe Civati cercare di porre rimedio, con l'iniziativa "Nessuno tocchi i blog", al ddl intercettazioni che prevede la pubblicazione di rettifiche sui blog entro 48 o il rischio di sanzioni fino a 12.500 euro.

Da pochi giorni in Senato la maggioranza con la trentesima fiducia ha approvato il ddl intercettazioni: un testo che tutela meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati. Tra i commi del testo ci sono attacchi e censure anche alla Rete. Una pagina davvero brutta per la democrazia italiana, il ddl intercettazioni dopo 2 anni di gestazione si dimostra un grande esproprio della democrazia e dell'informazione, dove le notizie cattive si sommano, e ora toccano anche il controllo e la censura della Rete. Come hanno indicato i senatori del Pd Vincenzo Vita e Felice Casson tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxiemendamento sulle intercettazioni ce n’è anche uno devastante per la rete. Infatti, per ciò che attiene alla 'rettifica', si equiparano i siti informatici ai giornali, dando ai blogger l'obbligo di rettifica in 48 ore.
Il comma 29 dell’art. 1 prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista nella vecchia legge sulla stampa del 1948 si applichi anche ai "i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica"! I blogger all'entrata in vigore della nuova legge anti-intercettazioni, dovranno provvedere a dar corso ad ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, a pena, in caso contrario, di vedersi irrogare una sanzione fino a 12.500 euro.

La battaglia sulle intercettazioni 24.05.10

Si accendono gli animi attorno al tema delle intercettazioni e la blogosfera fa la sua parte. 
Inizia Gilioli con un accusatorio post contro il blog Left Wing e D'Alema.

Il sito ultrà dalemiano ci dice anche che l'opinione pubblica italiana non aveva il diritto di conoscere la telefonata in cui due imprenditori ridevano per il terremoto perché «non sono ancora ancora previsti nel nostro codice i reati di cattiveria, cinismo e avidità».

Ai dalemiani l'idea che conoscere quella telefonata abbia aperto squarci di verità impressionante su un rapporto malato tra politica e business proprio non interessa: per loro era prioritaria – rispetto al nostro diritto di essere informati su quel che accadeva dietro le quinte degli appalti – la privacy dei due imprenditori mascalzoni.

Ecco, a volte c'è una sinistra che è come la peggiore delle destre.

E in verità questo grumo di pornopoliticismo esasperato, a chiamarlo sinistra, beh, ci vuole un bel coraggio.

Cundari risponde a stretto giro.

3. Se ragionassi come fai tu, dovrei fare un post con una tua foto vicino a Carlo De Benedetti e sostenere che questa è la tua reazione alle critiche che mi sono permesso di fare al tuo editore in quello stesso sito, e via discettando di quel "grumo" del giornalismo di sinistra, che pure "a chiamarlo sinistra ci vuole un bel coraggio", eccetera. Ma io non ragiono come te, per fortuna, e non ho nessuna difficoltà a riconoscerti la piena titolarità delle fregnacce che scrivi, senza bisogno di dipingerci attorno chissà quali oscure manovre.

Resta il discusso provvedimento fortemente voluto dal Governo, scritto male e interpretato peggio.
Trasformato in bandiera da brandire per entrambi gli schieramenti, è diventato un puro terreno di scontro frontale e per questo impossibile da commentare razionalmente senza scatenare conseguenti polemiche.

La misura della sconfitta 20.05.10

Per sperare in un ritocco, con conseguente ammorbidimento, della legge sulle intercettazioni bisogna puntare sulla coscienza e gli interessi dei finiani.

Il sisma censurato 28.04.10

Il reportage di Repubblica sul sisma che ha sconvolto la regione del Qinghai, in Cina.

Il terremoto che il 14 aprile ha sconvolto la contea di Yushu, nella regione tibetana del Qinghai, rischia di trasformarsi in un sisma politico per l'intera Cina. Migliaia di monaci buddisti, accorsi da tutte le zone del Tibet storico per aiutare la popolazione, sono stati cacciati dai funzionari del partito comunista. Cinque posti di blocco, lungo la strada di 820 chilometri che collega lo Yushu al capoluogo, impediscono a giornalisti e religiosi di raggiungere l'epicentro delle scosse, pressoché isolato. Il presidente della conferenza consultiva del popolo, Jia Qinglin, ha dichiarato che "forze ostili d'oltremare tentano di sabotare gli sforzi di soccorso". Decine di villaggi e di quartieri cittadini, dopo due settimane, non sono ancora stati raggiunti dai soccorritori. Lo scrittore Tra Gyal, intellettuale di riferimento tra i tibetani del Qinghai, è stato arrestato a Xining dopo aver scritto una lettera aperta in cui denunciava le falsificazioni delle autorità.

La trasparenza di Google contro la censura 20.04.10

Screenshot di Google government requests

Google ha rilasciato un tool che mostra le richieste di censura da parte dei governi mondiali e le ordinanze dei tribunali.
Una risposta forte, di trasparenza, per reagire contro i tentativi degli Stati di limitare la neutralità della rete con lo scopo di bloccare contenuti scomodi e ottenere informazioni sugli utenti.

GoDaddy abbandona la Cina 25.03.10

GoDaddy, il register più grande al mondo, ha deciso di abbandonare il mercato cinese.

Ancora una volte si parla di libertà e censura. Le nuove norme del governo impongono infatti controlli più stringenti sui dati degli utenti intenzionati a registrare un dominio, con l'obbligo di inviare persino una foto.
Normativa a cui l'azienda americana si opporrebbe.

Tuttavia si fa strada l'ipotesi che la decisione di GoDaddy sia dovuta più all'aumento dei costi e alle lente e complicate procedure burocratiche che non a semplice fervore democratico, in un mercato in cui fino ad oggi non è stata in grado di imporsi come sperato.

L'ho già sentita da qualche parte 16.03.10

Internet non può essere un qualcosa di aperto dove tutto ciò che si dice è fatto. Ogni nazione deve applicare le proprie regole e norme. Dobbiamo agire. Chiederemo al procuratore generale di aiutarci, perché questo è un crimine. Sono stato informato che questa pagina pubblica periodicamente incitamenti al colpo di stato. Questo non può essere permesso.

Così Hugo Chavez sempre più intenzionato a bloccare la rete in Venezuela.

Le analogie con la situazione italiana appaiono imbarazzanti e fanno riflettere sulla nostra incapacità di comprendere e saper sfruttare le potenzialità della rete, tanto da rendere indistinguibili a prima vista le dichiarazioni di un nostro politico qualunque da quelle del primo dittatore sudamericano di passaggio.

Il Bondi cancellato 04.03.10

Dagospia segnala le pesanti modifiche apportate da Repubblica alla lettera del ministro Bondi.

Oggi su Repubblica è stata pubblicata una lettera di Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali. Ma è stata tagliata senza pietà, da 8mila a 5 mila battute. Sbianchetta o censura, da parte di Mauro? Sul sito internet del ministero (www.beniculturali.it) sono state inserite le due versioni, quella in edicola e il testo originale. E' stato cancellato ogni riferimento a Alberto Ronchey, l'ideatore dei cosiddetti servizi aggiuntivi, e la parte finale, dove era citato Giuliano Ferrara. Curioso...

Cordiali censure 01.03.10

Gad Lerner pubblica sul suo blog lo scambio epistolare avuto con Giovanni Stella, amministratore delegato di Telecom Italia Media, sulla puntata cancellata de L'Infedele.

Caro Gad,
come da accordi telefonici del 27 febbraio u.s., Ti rappresento che ragioni di opportunità –anche al fine di non turbare in alcun modo le delicate indagini giudiziarie in corso e le eventuali misure cautelari al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie in relazione alla vicenda della società Telecom Italia Sparkle S.p.A.- mi consigliano di soprassedere, per ora, alla decisione presa da Te congiuntamente con il Direttore, da me approvata, di dedicare la puntata dell'Infedele del 1° marzo 2010 al tema del "riciclaggio per il tramite di società telefoniche".
Cordiali saluti,
Giovanni Stella

Caro Gianni,
mantengo il dissenso che ti ho già manifestato. Ritengo che la trasmissione dell'Infedele da noi concordata secondo le procedure aziendali, e già pubblicizzata, non avrebbe turbato nè le indagini nè le decisioni che competono alla magistratura. Avrebbe informato e approfondito, come da otto anni usa L’Infedele anche su vicende riguardanti Telecom Italia e come spero torni a fare dopo lo spiacevole salto di una puntata. Ti ringrazio per la correttezza con cui riconosci la coerenza del mio operato al contratto e alla fiducia reciproca che ci legano.
Cordiali saluti,
Gad Lerner

Infedele censura 01.03.10

La7 ha cancellato la puntata di questa sera de "L'Infedele" sul riciclaggio.
La decisione, stupida e controproducente, odora di censura. La scusa della par condicio poi non fa che aumentare il tanfo.

L'Italia, unico paese nell'Unione Europea, ha un sistema televisivo incapace di esprimere libertà di informazione. Oggi è sempre più difficile fare giornalismo d'inchiesta e sul principale mezzo di informazione del paese è di fatto impossibile fare del giornalismo libero.

Ricordatevene la prossima volta che un'elezione passerà di qua.

La Cina vista da Google 13.02.10

Fermate i facili entusiasmi, la voce grossa di Google in Cina sembra affievolirsi.
Il regime cinese ha ripreso a censurare i risultati delle ricerche e l'azienda di Mountain View sta trattando con il governo di Pechino per restare nel paese.

Nonostante le rassicurazioni di Brin sembra proprio che nulla di significativo cambierà nel rapporto tra i due colossi.

I know there was a lot of controversy about that, he said. "But we were actually able to censor less and less. ... we also provide notification when the local laws prevented us from showing information, and local competitors followed suit in that respect. So I feel like our entry made a big difference."

Fai la cosa giusta 18.01.10

La partita a scacchi di Google in Cina.

Sindromi cinesi 13.01.10

Google ha deciso di minacciare la Cina impedendo la censura nelle proprie ricerche, a seguito di attacchi informatici provenienti dal paese asiatico con lo scopo di violare account e-mail di attivisti per i diritti umani.
Attacchi che al momento hanno coinvolto 34 aziende. Lo stesso Baidu sarebbe stato colpito.

Ora Google potrebbe essere costretto ad abbandonare il mercato cinese non rispettando più gli accordi con il governo di Pechino.
La decisione di andarsene potrebbe però dipendere dallo stesso Google, irritato dalle continue ingerenze e restrizioni.

Salvo possibili nuovi scenari.

We launched Google.cn in January 2006 in the belief that the benefits of increased access to information for people in China and a more open Internet outweighed our discomfort in agreeing to censor some results. At the time we made clear that "we will carefully monitor conditions in China, including new laws and other restrictions on our services. If we determine that we are unable to achieve the objectives outlined we will not hesitate to reconsider our approach to China".

These attacks and the surveillance they have uncovered–combined with the attempts over the past year to further limit free speech on the web–have led us to conclude that we should review the feasibility of our business operations in China. We have decided we are no longer willing to continue censoring our results on Google.cn, and so over the next few weeks we will be discussing with the Chinese government the basis on which we could operate an unfiltered search engine within the law, if at all. We recognize that this may well mean having to shut down Google.cn, and potentially our offices in China.

The decision to review our business operations in China has been incredibly hard, and we know that it will have potentially far-reaching consequences. We want to make clear that this move was driven by our executives in the United States, without the knowledge or involvement of our employees in China who have worked incredibly hard to make Google.cn the success it is today. We are committed to working responsibly to resolve the very difficult issues raised.

[11:27] Sorgono dei dubbi per quanto riguarda l'ipotesi di attacchi informatici rivolti anche contro Baidu.

Uccidere l'entusiasmo 13.01.10

Quegli scettici di TechCrunch sull'affaire Google in Cina.

Enter the now famous blog post (that was notably, only on the English-language site) saying that Google was no longer playing by the Chinese government's rules and was prepared to close down Chinese operations if it came to that. Valley elites erupted into applause on Twitter and blogs saying Google was showing more backbone than the US government and was a model of integrity for the world.

I'll give Google this much: They're taking a bad situation and making something good out of it, both from a human and business point of view. I'm not saying human rights didn't play into the decision, but this was as much about business.

L'aggravante di essere senatore 21.12.09

Chiunque, comunicando con più persone in qualsiasi forma, istiga a commettere uno o più tra i delitti contro la vita e l'incolumità della persona, è punito, per il solo fatto dell'istigazione, con la reclusione da 3 a 12 anni.
La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l'apologia di uno o più fra i delitti indicati. Se il fatto è commesso avvalendosi di comunicazione telefonica o telematica, la pena è aumentata.

Questa in sintesi la proposta di legge del senatore Raffaele Lauro (PdL), già controfirmata da 50 senatori.

Ve la riscrivo.
Se. Il. Fatto. E'. Commesso. Avvalendosi. Di. Comunicazione. Telefonica. O. Telematica. La. Pena. E'. Aumentata.

Il titolare qui si dissocia da questo paese.

Forse questa volta ci siamo (era: Benvenuti in Cina) 16.12.09

Al momento le foto di Berlusconi ferito al volto domenica sera non sono visibili su Google Images.

Ci si augura per un malaugurato, momentaneo disservizio. Ci si augura.

(17:40) Aggiornamento: Google risponde alle accuse, "Aggiorniamo l'indice delle immagini regolarmente ma questa procedura richiede tempo, pertanto è possibile che immagini già comparse in articoli non siano immediatamente disponibili nei risultati della ricerca immagini su Google. Google dà grande importanza all'imparzialità dei propri risultati di ricerca. Non censuriamo né rimuoviamo immagini a meno che non provengano da pagine web che violano le nostre linee guida per Webmaster, non ci venga imposto dalla legge o non venga espressamente richiesto dal webmaster responsabile della pagina che le ospita". Ora i casi sono due. O Google Images dopo tre giorni non è in grado di fornire risultati coerenti, e questo è abbastanza grave per un motore di ricerca leader del mercato e che punta tutto sull'indicizzazione in tempo reale (tra l'altro altri motori di ricerca, vedi Bing, hanno quelle immagini). Oppure l'altra ipotesi che preveve censure e oscuramenti non voglio nemmeno immaginarla.

Videocracy 27.08.09

E alla fine vincono tutti 23.02.09

Che poi lo vogliamo dire? Probabilmente a Current importa poco della "censura" messa in atto da ATAC.
Importa di più la pubblicità che ne è scaturita e che probabilmente era già stata messa in conto.

Current e il concetto di censura 22.02.09

I manifesti pubblicitari di Current

Queste le immagini che l'ATAC ha deciso di non far affiggere, reputandole troppo forti.
Resto dell'idea che la scelta, operata dell'azienda di trasporto pubblico di Roma, sia stato un grave errore di comunicazione e un potenziale danno d'immagine.
Sono altresì convinto però che un distributore (quale diventa l'ATAC nel momento in cui vende spazi pubblicitari) possa decidere cosa pubblicare e cosa no, senza che questo debba necessariamente passare come un proposito censorio.

Poi vennero per Imageshack 19.02.09

In Italia si preferisce oscurare un intero server di contenuti legali per impedire la visione di una sola immagine illegale.
Si preferisce nascondere l'immondizia sotto il tappeto piuttosto che perseguire e punire chi ha commesso un reato.

Ricordatevene la prossima volta che si discuterà di sicurezza e diritti.

Brokeback RAI 09.12.08

A fine 2008 c'è ancora chi ha paura dei gay.
Sembra incredibile, vero?

Intercettato 09.07.08

Quelli che credono che la droga si scarichi dal web, le intercettazioni e il caso Bianchi.

La Polizia postale ha confermato a Leonardo Bianchi l'oscuramento del sito. Leonardo è stato persino convocato al commissariato di Roma dove andrà domani.
Invito i pochi giornalisti rimasti a diffondere la notizia, soprattutto all'estero.

Manhunt 2 21.06.07

Trovo che censurare un videogame per "tutelare i più deboli" sia sempre sciocco, irrazionale e preoccupante.
Ma forse Gentiloni non hai mai giocato a Doom, né sa della sua esistenza.

Kilombo 01.06.07

Solo per dire che mi dispiace davvero di come siano andate le cose in questi ultimi mesi.
Che poi io non riesco a concepire la censura affiancata e sovrapposta ad un'applicazione web 2.0, quale è un blog aggregator. Limite mio ovviamente.

Indymedia: ecco cosa ne pensa il ministro Stanca 11.10.04

Il ministro dell'Innovazione e delle tecnologie Luciano Stanca ha commentato così l'oscuramento di Indymedia (il sito di informazione alternativa i cui server americani e britannici sono stati posti sotto sequestro dall'Fbi):

"Internet non è una zona franca per i reati". [...] "La rete è un grande spazio di libertà e come tale va salvaguardato, e proprio per questo non può essere una zona franca per reati che vanno perseguiti come quelli che si perpetrano negli spazi e con le modalitá tradizionali.

Se c'è stato un intervento dell'autoritá competente, ossia la magistratura, è evidente che ci sono motivi validi che giustificano questa iniziativa, che come tale va rispettata".

[...] "L'oscuramento riguarda un sito che offende la memoria di eroi caduti per mano di terroristi".

Il regime e le Pussy Riot 17.08.12

Le Pussy Riot al processo

Le tre cantanti punk del gruppo Pussy Riot sono state ritenute colpevoli di teppismo e incitamento all'odio religioso e condannate a due anni di carcere senza condizionale. Le ragazze, simbolo del dissenso contro Putin, avevano cantato contro il presidente russo all'interno della cattedrale Cristo salvatore di Mosca lo scorso 21 febbraio.

Il 18esimo congresso del Partito Comunista cinese 09.11.12

Il 18esimo congresso del Partito Comunista cinese

Si è aperto a Pechino il 18esimo congresso del Partito Comunista cinese che annuncerà la nuova leadership per il prossimo decennio e il passaggio di consegne tra Hu Jintao e il suo successore Xi Jinping. Imponenti le misure di sicurezza e di censura. Il regime ha oscurato decine di siti internet nel paese e al momento tutti i servizi di Google non sono raggiungibili dalla Cina continentale.

Fonte: Guardian

Essere gay non è ok a Sochi 2014 16.02.14

Vladimir Luxuria

Imma Battaglia, presidente onorario di Gay Project, ha annunciato che l'attivista ed ex-parlamentare italiana Vladimir Luxuria è stata arrestata e detenuta per qualche ora a Sochi dopo aver sventolato una bandiera con la scritta in cirillico "Essere gay è ok" a un evento dei Giochi Olimpici. Le rassicurazioni del presidente russo Putin sulla tolleranza a Sochi 2014 nei confronti della comunità LGBT quantomeno per le due settimane delle Olimpiadi, nonostante le discriminatorie leggi nazionali, erano evidentemente parole vuote.

Fonte: La Stampa

DNS sui muri 21.03.14

DNS sui muri turchi contro la decisione di bloccare Twitter

La Turchia del premier Erdogan blocca Twitter, in seguito allo scandalo di corruzione che lo vede coinvolto e alle intercettazioni uscite nelle ultime settimane sul social network, e sui muri di Istanbul compaio graffiti con le indicazioni per modficare i DNS nazionali con quelli di Google per aggirare la censura.

Fonte: Mashable

Il 35 maggio 25 anni dopo 01.06.14

Manifestazione a ricordo della strage di Piazza Tiananmen a Hing Kong

Il ricordo della strage di Piazza Tiananmen 25 anni dopo, diviso come per ogni anniversario tra la soffocante censura del regime di Pechino e le manifestazioni democratiche di Hong Kong.

Cuba e il wifi pubblico 01.02.16

Una piazza col wifi pubblico a L'Avana

I cubani che navigano nelle prime piazze con accesso wifi pubblico, in un paese che ancora proibisce l'accesso a internet dalle abitazioni private, negli scatti del fotografo Valerio Berdini.

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